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Conferenza della Scuola di Teologia su Pastorale della salute e pandemia

Sarà don Massimo Angelelli, il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, a tenere la lectio magistralis che dà inizio al nuovo anno accademico della Scuola diocesana di teologia. Il tema, quanto mai attuale e importante da affrontare per tutte le nostre comunità, è: «La cura pastorale della salute in tempi di pandemia».

 

 

La conferenza, in programma giovedì 28 ottobre alle 21, si tiene esclusivamente online sulla piattaforma Zoom ed è rivolta non soltanto agli studenti e agli ex studenti, ma a tutti coloro che sono interessati. Chi volesse partecipare deve inviare una mail all’indirizzo teologia@diocesiprato.it in modo da ricevere il link per partecipare all’incontro.

La Diocesi di Prato si apre al Sinodo della Chiesa universale

Carissimi sorelle e fratelli, religiosi e religiose, sacerdoti e Diaconi,

mercoledì scorso 6 ottobre, abbiamo presentato il cammino che la Chiesa universale ci propone per questo anno pastorale. Il Santo Padre, domenica scorsa ha ufficialmente aperto il Sinodo con una solenne celebrazione liturgica invitando poi le Diocesi di tutto il mondo a fare altrettanto in quella successiva.

 

 

La nostra Chiesa pratese, accogliendo questa sollecitazione, si riunirà in San DOMENICO, sabato 16, alle ore 10,30, per celebrare l’Eucarestia con la quale vuole iniziare il proprio cammino.

 

 

Invito tutti ad intervenire a questo importante appuntamento facendo attenzione a:

1) sentirsi intimamente coinvolti in una partecipazione non formale ed occasionale, piuttosto a far proprio lo spirito e le motivazioni profonde di questa scelta pastorale;

2) riscoprire la dimensione comunionale della Chiesa non solo nella Celebrazione Eucaristica, quando nella vita ordinaria delle proprie parrocchie, lavorando fattivamente a creare un clima di fraterna vicinanza, condivisione ed impegno;

3) valorizzare non solo la comune appartenenza alla Chiesa cattolica quanto la corresponsabilità autentica della sua vita e della sua missione lavorando per riconoscere ad ogni battezzato i doni che il Signore gli ha affidati per ridar a ciascuno il compito e la responsabilità che gli compete;

4) riconsiderare che siamo chiamati per essere inviati al mondo intero. Ogni celebrazione apre sempre alla Missione e ci ricorda che fuori negli ambienti di lavoro, di studio di svago qualcuno aspetta senza saperlo il dono della conoscenza del Signore Gesù.

 

 

Prepariamoci a questo appuntamento di sabato prossimo attraverso l’assidua preghiera personale nell’affidamento allo Spirito Santo ed a Maria; accostandoci al sacramento della Riconciliazione che ci rinnovi nelle azioni e nelle intenzioni; cercando per quanto possibile di riportare la pace nelle relazioni interpersonali quando queste si fossero incrinate per i motivi e le responsabilità più diversi. Il Signore non farà mancare a questo impegno la ricchezza della sua grazia e dei suoi frutti.

 

 

Vi ringrazio di cuore e vi benedico tutti.

 

Il vescovo Giovanni

 

 

I documenti utili per conoscere e approfondire il Sinodo universale

«Effatà, apriti», un cammino per riscoprire la bellezza di essere battezzati

Si chiama «Effatà, apriti» ed è il sussidio che il vescovo Giovanni ha pensato di proporre per rispondere all’esigenza di un cammino comunitario, in parrocchia o di gruppo, per riscoprire il significato e la bellezza di essere battezzati.

 

«La logica che guida questo percorso non ha a che fare esclusivamente con l’enunciazione delle formule teologiche che spiegano il Battesimo – si legge nella introduzione al sussidio –, ma tende soprattutto a mettere in rilievo la presa di coscienza personale ed esistenziale dell’essere battezzati ed essere parte del popolo di Dio. Volendo approfondire l’aspetto esistenziale del nostro essere Chiesa, il lavoro parte dalle ansie e dalle insoddisfazioni che forse tutti noi sperimentiamo. Queste ansie spesso trovano una flebile risposta con delle soluzioni e tentativi semplicemente umani, incompleti e insufficienti. Il cammino proposto – spiega la nota introduttiva – tende a mettere in rilievo la vanità di queste “cure palliative” per scoprire l’apertura alla speranza che il Vangelo ci fa intravedere. Intravista la speranza, è necessario darle un volto chiaro: questo volto è il Vangelo, la Buona notizia, la Parola di Dio».

 

Il cammino è stato predisposto da una commissione composta dai sacerdoti che si occupano di cammini formativi: don Alessandro Magherini (Centro diocesano vocazioni), don Paolo Baldanzi (responsabile Catecumeni), don Carlo Geraci (direttore ufficio catechistico), don Marco Degli Angeli (direttore pastorale giovanile).

 

Le schede proposte – in tutto sono sette – hanno un metodo di svolgimento identico. Si parte da una brevissima introduzione che presenta il tema. Dopo una preghiera iniziale, viene proposto un brano evangelico. Dalla riflessione sul brano, presentata da chi anima l’incontro (che ha anche il compito di chiarire eventuali elementi non compresi dall’ascolto della Parola), parte un tempo di silenzio e riflessione personale su quanto ascoltato e detto (si suggeriscono almeno quindici minuti). Per questo motivo è bene che tutti i partecipanti abbiano la scheda proposta. Le schede di ciascun incontro sono disponibili su sito della Diocesi.

 

«Si invita a mettere bene in rilievo che la riflessione personale è il cuore dell’incontro stesso – è scritto ancora nella introduzione -, tempo propizio per ascoltare lo Spirito di Dio che parla ai nostri cuori». Per agevolare la riflessione personale sono suggeriti degli atteggiamenti spirituali da vivere e delle semplici domande. L’incontro termina con una preghiera. Ogni gruppo può valutare la possibilità di mettere in comune le riflessioni personali.

 

 

Le schede Effatà, apriti

Ottobre missionario: un fine settimana di appuntamenti

Torna l’appuntamento con l’Ottobre missionario. L’edizione 2021 avrà i suoi momenti centrali sabato 9 e domenica 10 ottobre presso la chiesa ed il chiostro di San Domenico.

 

Si comincia «sabato sera, quando ci sarà la veglia di preghiera per l’Ottobre missionario», dice Chiara Venturi, responsabile della Pastorale missionaria in Diocesi. La veglia sarà presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini e vedrà la testimonianza «del prete della cappellania dei nigeriani di Prato. Racconterà la sua esperienza – prosegue Venturi – per un momento riflessione e di successiva interazione con le persone che parteciperanno».
L’appuntamento in San Domenico è fissato alle 21, organizzato come centro missionario diocesano, che ora conta poco meno di 10 persone fra laici e religiosi. Organizzazione condivisa, tra gli altri, con la Caritas e con la Fondazione Migrantes.

 

Domenica mattina, poi, nel Chiostro di San Domenico si aprirà un Mercatino Missionario dal lungo orario: dalle 9 alle 19, senza interruzioni. Sempre di mattina, alle 10,30, la messa celebrata dal vescovo Giovanni Nerbini e animata dalla pastorale Migrantes.

 

Un’iniziativa già partita e che andrà avanti per il mese intero, in collaborazione con l’Opera francescana secolare dei Cappuccini, è costituita dalla recita del Rosario, tutti i giorni feriali, nella chiesina di via Garibaldi. Gli orari saranno di volta in volta affissi al portone.

 

 

La Chiesa di Prato in cammino. Sabato 16 ottobre l’apertura del Sinodo nella nostra Diocesi

Inizia il nuovo cammino della Chiesa di Prato, che sarà inserito all’interno del Sinodo della Chiesa italiana e in quello della Chiesa universale. Tre percorsi accomunati dallo stesso obiettivo: «la consultazione del popolo di Dio, affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati», si legge nel documento preparatorio del Sinodo dei Vescovi.

 

Il cammino sarà inaugurato da papa Francesco in Vaticano il 9 e 10 ottobre. Poi seguirà la fase diocesana. A Prato vivremo questo momento sabato 16 ottobre alle ore 10,30 nella chiesa di San Domenico con la celebrazione di una messa presieduta dal vescovo Giovanni e concelebrata dal clero pratese. Sono invitati a partecipare i laici e in particolare i membri dei vari consigli parrocchiali.

 

L’annuncio di questo processo che vede coinvolta anche la nostra Chiesa locale è stato spiegato da monsignor Nerbini nel Convegno pastorale diocesano 2021.

 

Ecco alcuni documenti utili

 

Il cammino sinodale della Chiesa di Prato

 

La relazione della verifica svolta nei sette vicariati della Diocesi

 

Il discorso di Papa Francesco alla Chiesa italiana riunita al Congresso Ecclesiale di Firenze

nel 2015 

 

Il documento preparatorio del Sinodo della Chiesa universale

 

Manuale ufficiale per l’ascolto e il discernimento nelle Chiese locali 

 

L’esortazione apostolica Evangelii Gaudium

Nomine in Diocesi, il Vescovo ha nominato dei nuovi parroci

Cambio alla guida di alcune parrocchie della Diocesi di Prato. Il vescovo Giovanni Nerbini ha nominato don Alessandro Bigagli, fino a oggi parroco di Sant’Antonio a Mercatale di Vernio, nuovo parroco della Regina Pacis a Santa Lucia. Il sacerdote, 64 anni, prende il posto di don Mauro Rabatti, scomparso il 5 maggio scorso all’età di 82 anni a causa del Covid.

 

Trasferimenti anche a Coiano, Capezzana e Fontanelle. Il parroco di San Bartolomeo a Coiano, don Jacek Skrzypczyk, 56 anni, è stato nominato nuovo parroco di Santa Rita alle Fontanelle, sostituendo don Rodolfo Melani, 73 anni. Quest’ultimo andrà a Santa Maria a Capezzana, al posto di don Carlo Bergamaschi, 59 anni, nominato nuovo parroco di San Bartolomeo a Coiano.

 

Don Romano Faldi lascia dopo cinquant’anni la guida della parrocchia di Santa Maria a Colonica. Il sacerdote, 82 anni, viene sostituito da don Robert Biakabomba, 55 anni, frate di origine congolose naturalizzato francese dell’ordine premostratense, fino a oggi vice parroco a San Pietro a Galciana.

 

Stabilità la data dell’ingresso di don Alessandro Magherini nella parrocchia di Santa Maria Maddalena a Tavola. L’accoglienza del nuovo parroco è in programma venerdì 8 ottobre alle ore 21. La messa sarà presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini.

Caso don Spagnesi, conclusa la verifica sui conti della parrocchia: ammanchi stimati tra i 130mila e i 150mila euro

La parrocchia dell’Annunciazione alla Castellina ha provveduto alla verifica degli ammanchi dai conti negli anni 2019-2021, sulla base dell’ipotesi di reato contestata dalla Procura della Repubblica di Prato all’ex parroco don Francesco Spagnesi.

Si tratta di prelievi effettuati dal conto corrente bancario che, in quanto legale rappresentante, erano nella piena disponibilità dell’allora parroco. Nel conto corrente confluivano, come per ogni altra parrocchia, le offerte dei fedeli – comprese quelle raccolte durante le Messe – e eventuali donazioni; nel 2020, per esempio, vi sono state registrate anche due entrate straordinarie, pari a 266.686,00 euro, legate alla vendita di due appartamenti ricevuti dalla parrocchia in eredità.

La quantificazione dei presunti ammanchi imputabili all’ex parroco è stata effettuata tenendo conto dei bilanci e dei giustificativi esistenti. Si tratta di una stima verosimile nella quale, però, potrebbero comunque rientrare prelievi legittimi, finalizzati effettivamente alle necessità caritative della comunità.

Di seguito la ricostruzione, anno per anno.

Anno 2019: ammanchi presunti tra 5.000,00 e 10.000,00 euro
Anno 2020: ammanchi presunti tra 80.000,00 e 90.000,00 euro
Anno 2021: ammanchi presunti tra 45.000,00 e 50.000,00 euro

Totale presunto: tra 130.00,00 e 150.00,00 euro

 

Caso don Spagnesi, la parrocchia della Castellina sporge querela per il reato di appropriazione indebita

Nella serata di mercoledì 29 settembre, Il Vescovo mons. Giovanni Nerbini, insieme al vicario generale don Daniele Scaccini, nominato amministratore della Parrocchia dell’Annunciazione alla Castellina, su sua richiesta, ha incontrato, nei locali parrocchiali, il consiglio pastorale ed il consiglio per gli affari economici della stessa parrocchia riuniti congiuntamente.

 

Mons. Nerbini ha fatto presente che a seguito delle indagini svolte dalla procura è emerso il grave danno sia materiale che economico per la parrocchia causato dall’ex parroco don Francesco Spagnesi, a fronte del quale, considerato anche lo smarrimento di tanti fedeli, si è reso necessario un intervento che salvaguardasse la verità e la giustizia, come aveva già sostenuto nell’omelia pronunciata nella chiesa parrocchiale domenica 19 settembre, attraverso una querela per il reato di appropriazione indebita, presentata presso la Procura di Prato.

 

È un atto dovuto che vuole fugare oltretutto il sospetto che si possa impunemente infrangere elementari regole di comportamento e salvaguardare l’immagine del sacerdozio stesso.

 

Ha anche spiegato che questo provvedimento non è disgiunto dal dovere della carità che il Vangelo ci chiede sempre verso chiunque e che questo non vuole disconoscere l’impegno pastorale che tanti parrocchiani riconoscono ancora oggi al loro ex-parroco. Su questi due aspetti si è registrato un consenso unanime di tutti i presenti.
Intanto il Vescovo ha firmato il decreto canonico per le censure previste a carico del sacerdote, a cui vengono interdette la celebrazione della Messa e degli altri Sacramenti.

 

 

Il 5 e 6 ottobre il Convegno pastorale diocesano in San Domenico

Si terrà martedì 5 e mercoledì 6 ottobre il Convegno pastorale diocesano. Il doppio appuntamento era stato rinviato e al suo posto si è tenuta la veglia di preghiera di riparazione per i fatti che vedono coinvolto don Francesco Spagnesi.

 

Nella prima serata del Convegno (inizio alle 21 in San Domenico) spazio alla verifica del lavoro svolto e poi uno sguardo al futuro. Nella seconda serata il Vescovo indicherà il cammino della Chiesa di Prato per l’anno pastorale.

Nuove disposizioni anti Covid per sacerdoti, diaconi e operatori pastorali

La Diocesi di Prato compie un ulteriore passo nella prevenzione al contagio da Covid. La misura riguarda sacerdoti, diaconi e operatori pastorali che svolgono un servizio stabile e continuativo come catechisti, sacrestani, animatori, volontari della carità e addetti alla segreteria. Con una disposizione contenuta in un decreto firmato dal vescovo Giovanni Nerbini si chiede loro di sottoscrivere una autodichiarazione nella quale si esplicita di aver ricevuto il vaccino contro il Covid (con una dose da almeno 14 giorni o con entrambe le dosi), oppure di essere guariti dall’infezione da Sars-Cov-2 da non oltre 180 giorni oppure di aver conseguito l’esito negativo di un tampone molecolare effettuato entro le 72 ore o antigenico o salivare entro le 48 ore.
L’autodichiarazione – scaricabile qui sotto – ha validità per tutto l’anno pastorale e va conservata nell’archivio parrocchiale.

 

«Dobbiamo educare ulteriormente il nostro senso di responsabilità che ci fa comprendere come il ruolo che svolgiamo come sacerdoti e laici impegnati in parrocchia richiede attenzioni non comuni che da una parte tutelano la salute delle persone, dall’altra mostrano un esempio di rispetto per gli altri», afferma monsignor Giovanni Nerbini.

 

È bene ricordare che i ragazzi e i bambini che frequentano il catechismo non sono tenuti a presentare la citata autodichiarazione né la certificazione verde per partecipare agli incontri. La stessa cosa vale per la catechesi degli adulti: la parrocchia non è obbligata alla verifica del green pass. Le riunioni devono comunque svolgersi nel rispetto dei protocolli anti Covid (distanziamento, mascherina, igienizzazione) tenendo sempre il registro delle presenze dei partecipanti. Mentre in caso di convegni, manifestazioni, feste parrocchiali e in tutti gli eventi che non riguardano strettamente la catechesi o l’attività liturgica è necessario procedere alla verifica del certificato verde per l’accesso dei partecipanti.

 

Le disposizioni per la ripresa delle attività pastorali in parrocchia

 

L’autodichiarazione per operatori pastorali

 

Informativa su privacy e sicurezza

 

Modulo iscrizione attività adulti