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L’oratorio di San Bartolomeo si candida a diventare un «luogo del cuore»

L’oratorio di San Bartolomeo in via Cava si candida a diventare uno dei «luoghi del cuore» del Fai. C’è tempo fino al 30 novembre per votare l’antica chiesa trecentesca bisognosa di urgenti restauri.

Ogni due anni, il Fondo ambiente italiano, grazie al supporto di Intesa San Paolo, promuove un censimento per sostenere realtà culturali come musei, teatri, dimore storiche, gallerie e anche chiese, beni conosciuti e sconosciuti da aiutare, perché dimenticati o in pericolo. Si tratta della più importante campagna per la tutela e la valorizzazione del vasto patrimonio culturale italiano. I tre «luoghi del cuore» che riceveranno più voti potranno contare su un contributo economico importante: 50mila euro al primo classificato, 40mila al secondo e 30mila al terzo. Gli altri, e sono tantissimi in tutta Italia, possono comunque aspirare a ricevere altre opportunità offerte dal bando.

 

 

«Per questo è importante votare l’oratorio di San Bartolomeo, unico esempio di edificio religioso in stile tardo gotico del territorio pratese», dice Claudio Cerretelli, vice direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali. L’obiettivo è quello di far arrivare l’antica chiesa tra i primi «luoghi» di Prato e della Toscana, «così dimostreremo alle istituzioni un interesse verso l’oratorio». «Questa piccola chiesa non ha solo un grande valore artistico e culturale ma anche pastorale – spiega don Helmut Szeliga, pievano di San Giusto, la parrocchia nel cui territorio si trova l’oratorio –, ogni sabato alle 16,30 qui si celebra la messa, sempre molto partecipata, e spesso qui si trovano i giovani del vicariato per tenere i loro incontri».

 

 

La storia. Edificato nella seconda metà del XIV secolo lungo via Cava dalla potente famiglia dei Guazzalotti, l’oratorio è ricco di preziosi affreschi di autori importanti come Francesco di Michele, l’artista più importante presente a Prato all’epoca del Datini. Finemente dipinto è anche l’altare a trittico, unico nel suo genere, tutto in muratura dove campeggiano figure e decorazioni trecentesche attribuite al pittore pratese Arrigo di Niccolò.

Nel corso del tempo agenti atmosferici e l’inquinamento dell’aria hanno determinato un progressivo deterioramento della struttura, sia all’interno che all’esterno. Il rilievo di arenaria con l’immagine della Madonna posto sul lunotto della porta principale dell’oratorio è molto rovinato, così come gli inserti decorati che contornano le finestre. Negli anni ’70 ci fu una opera di restauro ma occorre intervenire di nuovo. Recentemente sono stati compiuti lavori di messa in sicurezza da don Helmut Szeliga quando è diventato parroco di San Giusto: grazie alla generosità di parrocchiani esperti di muratura sono state sigillate le finestre, in modo da arginare l’umidità che sta danneggiando gli affreschi, e coperto le parti del tetto più rovinate. Serve però un progetto complessivo di ristrutturazione che parta dal tetto e riguardi i muri interni ed esterni dell’edificio.

 

 

Come votare. La candidatura dell’oratorio tra i «luoghi del cuore» Fai rientra tra le possibilità di finanziamento dell’opera. Il voto (che prevede una iscrizione al sito del Fai) si può esprimere online sul sito www.iluoghidelcuore.it oppure firmando i moduli ufficiali del censimento 2018 che si trovano all’archivio diocesano in via del Seminario, 28 (aperto dal martedì al venerdì dalle 8,30 alle 13) e presso la parrocchia di San Giusto in via della Rimembranza.

La teca seicentesca della Sacra Cintola torna a casa e si mette in mostra in uno speciale allestimento

La storia e la bellezza della Sacra Cintola riunite in una stanza aperta ai pratesi. È davvero straordinaria l’iniziativa promossa dalla Diocesi e dal Museo dell’Opera del Duomo di Prato in occasione dell’8 settembre, la festa in cui la città di stringe attorno alla preziosa reliquia mariana custodita in cattedrale.

 

Dal pomeriggio di venerdì 7 a domenica 9 settembre nella Cappella di Santo Stefano sotto le Volte della Cattedrale sarà possibile ammirare lo splendido reliquiario seicentesco che ha conservato per quasi quattro secoli il Sacro Cingolo – tornato a casa dopo il lungo e accurato restauro – e la copia esatta della cintura della Madonna realizzata con tecniche antiche da un docente dell’istituto Buzzi. Non solo, in mostra ci sono anche la cassetta d’argento che un tempo conteneva la teca poi sostituita dal nuovo reliquiario opera del maestro orafo Giampaolo Babetto nel 2008 e la capsella di Maso di Bartomeo, lo straordinario cofanetto che ha custodito la Sacra Cintola nel Quattrocento.

 

 

La teca del Seicento realizzata in cristallo di rocca, argento dorato e smalti trasparenti è stata prodotta da un abile argentiere di Milano nel 1638. L’oggetto si caratterizza per una esuberanza decorativa molto rara per i manufatti sacri del periodo ed è sormontata da pietre preziose. L’uso secolare aveva provocato evidenti danni alle minute decorazioni e per questo si decise per la sostituzione e il restauro. Quest’ultimo è stato curato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze ed è durato molti anni. La «prima uscita» del reliquiario risistemato è stata la recente mostra Legati da una Cintola allestita a Palazzo Pretorio. Ora la teca è tornata a casa al Museo dell’Opera del Duomo, dove sarà esposta in maniera permanente.

 

La copia esatta della Cintola invece è opera di Luigi della Rovere, insegnante dell’istituto Buzzi ed è stata realizzata dopo un accurato studio di ricerca durato dieci anni. Si tratta di una piccola striscia di tessuto, identica nei colori e nella foggia all’originale. Per la lavorazione è stato utilizzato un telaio a martelletti, proprio come quelli usati in Palestina nel primo secolo. Il risultato è sorprendente e dà la possibilità di vedere da vicino e di capire come è fatta la Sacra Cintola che – secondo l’antica tradizione – la Madonna affidò all’apostolo Tommaso il giorno della sua Assunzione in cielo. L’oggetto è stato donato al Museo e sarà sistemato assieme al reliquiario seicentesco nella sala dedicata alla Cintola, che attualmente si trova in ristrutturazione; le opere sono state così temporaneamente sistemate per questa iniziativa nella Cappella di Santo Stefano.

 

Come partecipare. Il viaggio alla scoperta del simbolo religioso e civile di Prato, citato e venerato da papa Francesco durante la sua storica visita in città nel 2015, sarà curato dalle guide di Artemia ed è assolutamente gratuito. Le visite durano 30 minuti. Per partecipare occorre presentarsi alla biglietteria del Museo con ingresso sotto il campanile. Questi gli orari: venerdì 7 dalle 14,30 alle 17; sabato 8 10,30-13 e 14,30-17 e domenica 9 settembre dalle 14,30 alle 17. Per informazioni 340-5101749.

Alla scoperta delle radici cristiane del Caucaso. Il pellegrinaggio diocesano nel mese di agosto

Un viaggio suggestivo alla scoperta delle radici cristiane di un popolo che ha pagato a caro prezzo la propria fede. Questa estate, dal 13 al 22 agosto, il pellegrinaggio promosso dall’omonimo ufficio diretto da don Giancarlo Innocenti ha avuto come destinazione Armenia e Georgia, in una regione a cavallo tra Europa e Asia, a forte maggioranza cristiana.

 
Il gruppo, composto da ventisei pratesi, tra questi anche don Massimo Malinconi parroco di Mezzana, ha avuto modo di conoscere la storia del popolo armeno fondata sul cristianesimo. «Arrivato nel 301 grazie alla predicazione di San Gregorio Illuminatore – spiega don Innocenti -, la cui figura è sempre stata punto di riferimento per questa gente che ha dovuto resistere a varie invasioni tendenti non solo a impossessarsi del loro territorio ma a estirpare la fede cristiana». Invece i cattolici armeni hanno resistito nei secoli, addirittura negli anni Ottanta in Vaticano erano convinti che fossero scomparsi. In quegli anni c’era ancora il regime sovietico e non era possibile fare una verifica. Poi, nel 1988, a causa di un terribile terremoto si aprì una breccia per i corridoi umanitari e a Roma si scoprì un popolo fedele, in tutti i sensi, che aveva resistito per 60 anni durante il comunismo e senza un sacerdote.

 
La comitiva pratese è stata accompagnata alla scoperta dell’Armenia da una guida locale, riuscendo così a visitare in modo approfondito grandi e antichi monasteri, siti archeologici e meravigliosi panorami. «Ci siamo incantati ad osservare l’Ararat, il monte verso cui ogni armeno guarda», aggiunge don Giancarlo. Non è mancata una visita al memoriale del genocidio e all’attiguo museo. Un dramma che ancora oggi sconvolge la memoria di quel popolo. Il pellegrinaggio è terminato in Georgia dove c’è stato l’incontro con il vescovo Giuseppe Pasotto, italiano di origini venete amministratore apostolico del Caucaso dei Latini. Il Presule ha celebrato messa per i pratesi assieme a don Innocenti e don Malinconi, e ha spiegato al gruppo la situazione dei cristiani di Georgia, visitati due anni fa da papa Francesco.

A settembre si riparte con il Convegno pastorale diocesano

Dopo la pausa estiva, a settembre ripartono le attività della diocesi. Anno nuovo e nuovo piano pastorale. Come da tradizione per la Chiesa di Prato i contenuti del programma scritto dal Vescovo e indirizzato agli uffici di curia, alle parrocchie e a tutte le organizzazioni della comunità ecclesiale, verrà presentato nel consueto convegno pastorale diocesano in programma nel mese di settembre. Se l’appuntamento ormai è consolidato, di anno in anno cambiano il numero delle serate e le proposte di riflessione.

 

Ecco come si svolgerà quest’anno. Innanzitutto diciamo che gli appuntamenti sono due e si tengono nella chiesa di San Francesco con inizio alle ore 21,15. Si comincia martedì 18 settembre con un ospite, chiamato da monsignor Agostinelli per introdurre il tema principale del piano pastorale, ovvero il kerigma e il dovere dell’annuncio del messaggio cristiano nella nostra Prato. La relazione della prima serata è affidata ad Andrea Grillo. Nato a Savona nel 1961, è un docente di teologia dei sacramenti e filosofia della religione a Roma, al pontificio ateneo Sant’Anselmo. Inoltre insegna liturgia a Padova all’Abbazia di Santa Giustina. È padre di due bambini e cura un blog chiamato «Come se non». È autore di numerose pubblicazioni di teologia sacramentaria e anche di testi contenenti meditazioni sui tempi forti dell’anno liturgico. Dopo il Sinodo sulla famiglia ha dedicato ampia riflessione alla esortazione apostolica «Amoris Laetitia».

 

Il giorno successivo, mercoledì 19, alle ore 10 il professor Grillo incontrerà il clero diocesano, i diaconi e i religiosi per proseguire la riflessione sull’intervento della sera precedente e avere un confronto con i presenti. Alle 21 nella chiesa di San Francesco la parola passa al Vescovo per la presentazione del piano pastorale diocesano. Il secondo appuntamento del convegno sarà introdotto dal canto della corale diretta da don Romano Faldi, mentre al termine della relazione di mons. Agostinelli è previsto un momento culturale e di riflessione. Il giovane poeta Massimiliano Bardotti leggerà alcuni brani di Jacopone da Todi, il Canti del Servo di Jahvè e poesie di Mario Luzi. Nato a Castelfiorentino, nel 2011 con il suo libro «Fra le Gambe della Sopravvivenza» Bardotti è stato finalista del Premio Mario Luzi. Assieme al musicista Giacomo Lazzeri ha formato il duo La Minima Parte, la poesia che incontra la musica e diviene spettacolo, teatro, concerto

8 settembre, il cardinale Bassetti presiederà il pontificale in duomo. A sera l’ostensione del Sacro Cingolo

Sarà il cardinale Gualtiero Bassetti a presiedere il solenne pontificale dell’8 settembre, solennità della Natività di Maria. L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana torna a Prato in occasione della Natività di Maria dopo quattro anni. Anche nel 2014 il porporato accettò l’invito dell’amico monsignor Agostinelli. Così anche quest’anno celebrerà la messa delle 10 e al termine mostrerà il Sacro Cingolo mariano ai malati e ai fedeli presenti in duomo. Presenti, come lo scorso anno, alcuni vescovi delle diocesi toscane. Il cardinale Bassetti sarà a Prato solo al mattino per il pontificale, a sera, l’ostensione della Sacra Cintola sarà officiata dal Vescovo.
Di seguito pubblichiamo il programma della festa e dei giorni antecedenti, tradizionalmente dedicati ai pellegrinaggi delle parrocchie alla Cappella del Sacro Cingolo.

 
I pellegrinaggi e le messe nella Cappella del Sacro Cingolo

Si comincia domenica 2 settembre, alle 16, con il pellegrinaggio nella Cappella del Sacro Cingolo della parrocchia della comunità Ucraina. Lunedì 3 settembre, alle 17, è il turno della parrocchia di Santa Maria Assunta a Narnali; martedì 4 San Martino a Vergaio; mercoledì 5 San Pietro a Iolo; giovedì 6 Santa Maria a Colonica. Tutti con inizio alle 17. Sabato 8, come da antica tradizione, alle 7,30 messa e pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio in diocesi di Firenze e alle 8,30 delle nostre San Pietro e Visitazione a Galciana.
Ogni feriale, dal 5 al 7 settembre, alle ore 7,30, 9,30 e 18 messe celebrate nella Cappella del Sacro Cingolo. Alle 9,15 lodi mattutine, alle 17 recita del rosario e canto dei vespri. In duomo sono a disposizione sacerdoti per la confessione.

 
Messa per la Liberazione di Prato

Giovedì 6 settembre è l’anniversario della Liberazione di Prato dal giogo nazifascista, avvenuta 74 anni fa. Alle 9,30 la messa celebrata dal Vescovo alla presenza delle Amministrazioni comunali, provinciali e della autorità cittadine.

 
La vigilia della Festa

Venerdì 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, alle 17,30 primi vespri della festa; alle 18, messa presieduta dal Vescovo. Dalle ore 15, esposizione del Sacro Cingolo fino a sera e per l’intera giornata dell’8.

 

Il cardinale Gualtiero Bassetti con mons. Franco Agostinelli a Prato l’8 settembre 2014

 

Natività di Maria, al mattino il solenne pontificale

Sabato 8, alle 7,30 e alle 8,30, celebrazione delle messe in duomo. Alle 10 solenne pontificale presieduto dal cardinale Gualtiero Bassetti, concelebrano il vescovo Franco Agostinelli, numerosi vescovi toscani e il presbiterio diocesano. Accompagna la Cappella Musicale del Duomo. Al termine ostensione del Sacro Cingolo mariano per i malati e i presenti in cattedrale. Il Comune di Prato offre i ceri per la Cappella del Sacro Cingolo. Alle 17 rosario e vespri solenni, presente il Capitolo della cattedrale. Alle 18 messa.
Nel pomeriggio in alcune piazze del centro storico si terranno le esibizioni di musici e sbandieratori ospiti al Corteggio.

 

L’ostensione serale e il corteggio

La sera dell’8 settembre, si tiene la solenne ostensione della Sacra Cintola su piazza Duomo, dal pulpito di Donatello, e all’interno del duomo dal pulpito del Ghirlandaio. Per omaggiare l’evento, il Comune organizza il tradizionale Corteggio storico con la sfilata dei figuranti.
Il Corteggio partirà alle 20 con la presenza di molti gruppi e rappresentanze di comuni provenienti da ogni parte della Toscana, con grande partecipazione di musici e sbandieratori e gruppi di animazione teatrale. Alle ore 20, il Gonfalone, salutato dalla campana di Palazzo Pretorio, la «Risorta», uscirà dal palazzo comunale e si posizionerà in apertura del corteo. I gruppi storici partiranno dalle scuole Cesare Guasti, per poi passare da via Santa Caterina, via Banchelli e via Rinaldesca. Da piazza San Francesco poi si andrà in piazza delle Carceri, piazza San Marco, via Mazzini, via Garibaldi, via Cironi, via Magnolfi e via del Serraglio. Infine l’arrivo in piazza Duomo alle 22,30 con l’Ostensione della Sacra Cintola. Uno spettacolo pirotecnico concluderà la festa con i fuochi d’artificio sparati dal chiostro della cattedrale.

 

La diretta di Tv Prato

Tv Prato seguirà in diretta i momenti principali della festa. Sabato 8 settembre verrà trasmesso il solenne pontificale presieduto dal cardinale Bassetti. La programmazione dell’emittente cittadina prosegue nel pomeriggio con collegamenti da piazza Duomo, ospiti, rubriche, immagini live della festa. A sera, intorno alle 21, tutti i colori e la magia del Corteggio saranno seguiti passo passo da Tv Prato, in particolare la solenne Ostensione. In studio il direttore Gianni Rossi e il capo servizio Giancarlo Gisonni.

Giovani pratesi in cammino verso Roma per incontrare papa Francesco

Da Prato a Roma per abbracciare Francesco assieme ai giovani di tutta Italia. L’11 e il 12 agosto il Papa incontrerà i ragazzi e le ragazze italiani in preparazione al Sinodo dei giovani del prossimo ottobre. Un fine settimana che si terrà a Roma, la sera del sabato al Circo Massimo per una veglia serale con il Santo Padre, un paio d’ore di festa con artisti di fama nazionale e poi da mezzanotte, al via la notte bianca: verranno aperte le chiese di Roma dove ci si potrà fermare per la preghiera, le confessioni e per ascoltare testimonianze. La domenica, alle 9,30, tutti in piazza San Pietro per concludere la due giorni con una messa presieduta dal Papa e la recita dell’Angelus.

 

Da Prato saranno presenti tre gruppi organizzati. Uno promosso dalla Pastorale giovanile, uno dalle suore Domenicane di Iolo e il terzo dal Cammino Neocatecumenale.

 

Domani, mercoledì 8 agosto, partirà la comitiva della Pastorale giovanile diocesana composta da una cinquantina di giovani guidata da don Alessio Santini. Con lui don Marco Galgano, padre Matteo Pedrini, don Walter Gomez e Corrado Caiano. L’idea è quella di fare gli ultimi trenta chilometri della via di Francesco, il percorso che collega Assisi con Roma. Il cammino inizierà da Monterotondo, dove è previsto il primo incontro: quello con mons. Ernesto Mandara, vescovo della diocesi Sabina – Poggio Mirteto. Poi la prima tappa verso il quartiere romano di Monte Sacro, ospiti della parrocchia di San Ponziano, mentre il giorno successivo è previsto l’arrivo alla parrocchia di Gesù Divino Lavoratore dove li raggiungerà il vescovo di Prato monsignor Franco Agostinelli, che vivrà insieme al gruppo il momento dell’incontro con il Papa. A quel punto i pratesi si sposteranno al Circo Massimo per il grande raduno dove sono previsti migliaia di giovani.

 

«Si tratta di esperienze significative, importanti più di mille parole – afferma il vescovo Franco Agostinelli –, giovani che incontrano altri giovani, camminano assieme, si confrontano, ritrovano motivazioni importanti e rinsaldano la loro appartenenza alla Chiesa. Queste sono iniziative utili anche per la nostra Chiesa diocesana, perché al loro ritorno questi ragazzi sicuramente ci contageranno con l’entusiasmo maturato in questi giorni».

 

Andranno a Roma, ma passando dalla via Francigena, i giovani accompagnati dalle suore Domenicane di Iolo. Questo cammino è in preparazione da oltre un anno e prevede la partecipazione di una trentina di persone. Tra questi cinque suore e don Marco Degli Angeli con alcuni ragazzi di Tobbiana. L’idea è di partire da Siena per arrivare a Bolsena. Due luoghi dove sono avvenuti miracoli eucaristici. La comitiva si alzerà di buon mattino e si metterà in cammino durante l’arco della giornata. Un pulmino guidato da una suora seguirà il gruppo per fornire assistenza e preparare i pasti. Il gruppo si trova già in viaggio.

 

Al Circo Massimo ci saranno anche una trentina di giovani dai 15 ai 30 anni del Cammino Neocatecumenale di Mezzana e Sant’Agostino. Anche loro giungeranno nella capitale passando dalla via Francigena. La notte saranno ospitati da famiglie appartenenti al movimento che vivono nelle zone vicine al percorso. Partiranno il 10 agosto e rimarranno anche il lunedì 13 agosto perché al Circo Massimo, lo stesso luogo del raduno con il Papa, è previsto un incontro vocazionale con Kiko Arguello, fondatore del Cammino.

Al via gli oratori estivi in trenta parrocchie, coinvolti oltre tremila bambini

Sono iniziati questa settimana in trenta parrocchie della diocesi di Prato gli oratori estivi. Un appuntamento che coinvolge ogni anno oltre tremila bambini ed è reso possibile grazie alla generosità e all’impegno di 800 giovani animatori. E tradizionale è anche la festa diocesana di tutti gli oratori che si tiene in piazza Duomo. L’appuntamento è per domani, giovedì 21 giugno, dalle 9 alle 13 con una mattinata di giochi e divertimento.

 

L’accoglienza è curata dalla parrocchia di San Paolo con canti e balli. Seguono i giochi, divisi per fasce di età, elaborati da un gruppo interparrocchiale di animatori. I bimbi delle elementari saranno coinvolti da animazioni in piazza mentre i ragazzi delle medie si sfideranno in una divertente caccia al tesoro per le strade del centro cittadino con gli indizi che arriveranno ai partecipanti via Whatsapp.
Sarà poi il vescovo Franco Agostinelli a premiare i vincitori e, subito dopo, a guidare la preghiera conclusiva in cattedrale. Al termine della quale, tutti i gruppi torneranno nelle rispettive parrocchie.

 

«È un momento bello – assicura don Alessio Santini, responsabile della pastorale giovanile diocesana – perché rende visibile alla città il servizio svolto nelle diverse comunità e la gioia della condivisione, resa concreta dal clima di festa e dai colori di magliette e cappellini».

Cinquant’anni di sacerdozio per il vescovo Agostinelli. La festa con la Chiesa di Prato

Giubileo sacerdotale per il vescovo Franco Agostinelli: il 9 giugno 1968 veniva ordinato prete nella cattedrale di Arezzo per le mani di monsignor Telesforo Giovanni Cioli. Sono dunque passati cinquant’anni, un traguardo importante per la vita di un sacerdote. Anche la Chiesa di Prato sarà in festa con il suo vescovo e per celebrare questa speciale ricorrenza è stato organizzato un appuntamento aperto a tutta la diocesi. Venerdì 8 giugno, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, giornata della santificazione sacerdotale, alle 18,30 si celebra una messa di ringraziamento in cattedrale. Nei prossimi giorni in tutte le chiese verranno affissi i manifesti con l’indicazione dell’evento in modo da poter invitare alla partecipazione tutti i pratesi.

 

Nato ad Arezzo il primo gennaio 1944, monsignor Franco Agostinelli entra in giovane età nel seminario della sua diocesi e dopo l’ordinazione viene inviato dal Vescovo a Roma per proseguire gli studi alla Lateranense, dove riceve la licenza in teologia dogmatica. Nella capitale studia anche all’Alfonsiana, dove si laurea in teologia morale. Ad Arezzo diviene parroco del Sacro Cuore e Santa Teresa Margherita Redi, una parrocchia istituita negli anni Settanta, dove rimane fino al 1986. Quella esperienza, ha spesso sottolineato mons. Agostinelli, alla guida di una comunità veramente ricca di fermenti pastorali è stata tra le più belle della sua vita. Non a caso proprio uno «dei suoi ragazzi», Franco Vaccari, dà vita a Rondine Cittadella della Pace, luogo di incontro e dialogo internazionale. Poi Agostinelli ricopre vari incarichi in diocesi fino a diventare vicario generale.

Nel 2001 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Grosseto e lo consacra il 6 gennaio 2002 nella basilica di San Pietro. In maremma rimane undici anni, perché poi Benedetto XVI lo promuove vescovo di Prato, dove arriva nel novembre del 2013.

 

 

Corpus Domini, solenne processione in centro storico con messa e partenza dal Seminario

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Il tema del prossimo Sinodo dei vescovi sarà anche quello della tradizionale processione del Corpus Domini di quest’anno. Il Santissimo Sacramento sarà portato dal Vescovo e dai fedeli lungo le strade del centro storico dove si trovano alcuni luoghi della formazione e della crescita personale. Primo fra tutti il Seminario diocesano, punto di partenza della processione e luogo dove sarà celebrata la messa presieduta da mons. Agostinelli e concelebrata dal clero diocesano.

 

L’appuntamento è per giovedì 31 maggio, in orario serale, come ormai avviene da alcuni anni a questa parte. Ecco il programma con gli orari e l’indicazione del percorso compiuto da Gesù Eucarestia seguito dai fedeli in processione fino a piazza Duomo, dove il Vescovo impartirà la benedizione a tutti i presenti dal pulpito di Donatello.
Il primo orario da segnalare è al mattino, alle ore 10, con la messa celebrata da mons. Agostinelli per i malati e gli anziani nella chiesa di San Silvestro a Tobbiana.
Alle ore 21, celebrazione eucaristica (senza omelia) nel piazzale del Seminario vescovile accanto alla chiesa di San Fabiano, con ingresso da via Giovanni di Gherardo. Da lì, alle ore 21,45, prenderà il via la solenne processione per le vie del centro secondo questo itinerario: via di Gherardo, via del Seminario, via Convenevole, piazza S. Domenico, corso Savonarola, piazza card. Niccolò, via S. Caterina, via del Pellegrino, via Cambioni, piazza S. Francesco, via Ricasoli, piazza del Comune, corso Mazzoni, piazza Duomo. Il Santissimo passerà dunque dalla piazza dei monasteri di San Vincenzo e San Clemente, altro luogo di vocazione, e dalle scuole di San Niccolò, Cesare Guasti e lambirà il Cicognini.

 

Alle 23 circa, il Vescovo salirà sul pulpito del duomo per un breve saluto ai presenti e poi impartirà la benedizione eucaristica. Partecipano l’amministrazione comunale, quella provinciale con i rispettivi gonfaloni, i comuni della provincia presenti sul territorio diocesano e le autorità cittadine. Ai residenti delle strade interessate dal passaggio della processione si chiede di abbellire finestre e balconi con drappi e fiori.

 
Ricordiamo inoltre che nei giorni precedenti, dal 29 al 31 maggio, in cattedrale si tengono le solenni Quarantore.

I laici in cattedrale per la solenne veglia di Pentecoste con il Vescovo

Tornano ad accendersi i sette ceri in cattedrale, simbolo dei doni dello Spirito Santo disceso sugli apostoli nel giorno di Pentecoste. Sabato 19 maggio i movimenti, i gruppi e le associazioni cattoliche rinnovano l’appuntamento con la solenne veglia in cattedrale in occasione della solennità di Pentecoste.

 

Alle 21 il vescovo Franco Agostinelli presiede la solenne messa in duomo, come sempre promossa e animata dalla Consulta delle aggregazioni laicali. Il tema della serata, tratto dal piano pastorale e che impegnerà la Consulta nei mesi a venire, è quello relativo alla «formazione». «La veglia – afferma il segretario della Consulta per le aggregazioni laicali, Mario Battiato – sarà occasione di discernimento e riflessione sui diversi carismi che animano le aggregazioni e rappresenta un momento di preghiera comunitaria al quale invitiamo a partecipare tutte le espressioni della comunità ecclesiale di Prato».

 
Dopo la messa di Pentecoste l’altro grande appuntamento che riunisce tutte le realtà della Chiesa pratese sarà la processione del Corpus Domini, che quest’anno si tiene giovedì 31 maggio, alle 21, con partenza dal piazzale del Seminario, presso la chiesa di San Fabiano.

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