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San Francesco, un tesoro da scoprire con le visite di ArteMìa

Dietro un austero portone c’è una chiesa antichissima, un chiostro dove il tempo si è fermato e una cappella completamente affrescata alla fine del trecento. In due parole: San Francesco. Un patrimonio ricchissimo situato nel cuore della città, che però in pochi conoscono. E così l’associazione ArteMìa propone una serie di visite guidate alla scoperta dei tesori nascosti presenti nel complesso monumentale di San Francesco. Il primo appuntamento è per sabato 13 gennaio (doppio turno alle 16 e alle 16,45), con un tour unico nel suo genere.

 
«Un complesso monumentale antichissimo, un luogo che appartiene a tutti i cittadini, ma che in pochi sanno apprezzare fino in fondo – ha spiegato Veronica Bartoletti di ArteMìa -. Al suo interno sono custodite opere forse sconosciute ai più, come le tombe di Francesco di Marco Datini e del religioso pratese Geminiano Inghirami. E poi ancora il pulpito da cui si dice abbia predicato San Bernardino da Siena e infine la bellezza e l’unicità della Cappella Migliorati. Invito la cittadinanza e i turisti a scoprire le bellezze di questo antichissimo complesso costruito all’interno della cinta muraria pratese».

 
Cinque gli appuntamenti in programma: le visite si terranno anche il 10 febbraio, il 10 marzo, il 14 aprile e il 12 maggio. Due i turni in programma, uno alle 16 e uno alle 16,45. Per partecipare occorre prenotare: artemiaprato@gmail.com, www.artemiaprato.it, 340 5101749. Il costo della visita è di 10 euro a persona.

 

Concorso presepi, festa conclusiva con premiazione per tutti i bambini delle parrocchie

Il 6 gennaio sono stati proclamati dal vescovo Franco i vincitori del concorso diocesano «Presepiando al catechismo» a cui hanno partecipato i gruppi di catechismo delle parrocchie.

 

Il presepe più bello è stato giudicato quello allestito dalla parrocchia di Santa Rita alle Fontanelle (63 voti). Al secondo posto si è posizionata la parrocchia di San Silvestro a Tobbiana (60 voti) e al terzo quella di Santa Maria Maddalena a Tavola (58 voti). Gli elaborati in gara sono i ventotto esposti da circa un mese nell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi.

 

La premiazione dei tre vincitori del concorso avverrà all’interno di una festa aperta a tutti i bambini delle parrocchie di Prato. L’appuntamento, promosso dall’ufficio catechistico diocesano, è per sabato 13 gennaio alla parrocchia delle Fontanelle. A partire dalle 15 ci saranno giochi, merenda e un momento di preghiera.

I biglietti vincenti della Lotteria di Natale 2017: Ecco chi si è aggiudicato i sei premi in palio

Il possessore del biglietto B083 si aggiudica l’automobile Hyundai i10 di colore blu messa in palio dalla Diocesi di Prato per la Lotteria di Natale 2017. I numeri vincenti sono stati estratti questo pomeriggio in piazza Duomo al termine della messa dell’Epifania. È stata una bambina, chiamata Ilaria e scelta sul momento tra i tanti bimbi presenti in piazza, a pescare da quattro urne contenenti le centinaia, le decine, le unità e la serie, le palline con i numeri corrispondenti ai sei premi previsti dal concorso.
L’estrazione e la registrazione dei numeri vincenti sono avvenute alla presenza dell’assessore comunale Monia Faltoni, che ha supervisionato tutte le operazioni in rappresentanza del sindaco, come previsto dalle leggi che regolano i concorsi a premi, del vescovo Franco Agostinelli e di Pierluigi Lenzi, titolare della concessionaria Lenzi Automobili.

 

Ecco tutti i vincitori della Lotteria:

 

Il biglietto B083 vince il primo premio: una Hyundai i10 fornita dalla concessionaria Lenzi Automobili.

Secondo premio: L425 vince una settimana di vacanza per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti.

Terzo premio: I714 vince una settimana di vacanza per due persone (a mezza pensione) alla Versiliana a Marina di Pietrasanta.

Quarto premio: F155 vince un tappeto persiano del valore di mille euro.

Quinto premio: L870 vince un cesto di specialità natalizie.

Sesto premio: I697 vince un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.

 

I vincitori potranno ritirare i premi recandosi presso la Curia diocesana (ingresso da piazza Duomo, 48) a partire da lunedì 8 gennaio. Per informazioni: curia@diocesiprato.it.

 

I biglietti sono stati venduti nelle parrocchie pratesi a partire dall’8 dicembre. L’iniziativa è stata promossa per uno scopo benefico: contribuire alla onerosa ristrutturazione del complesso monumentale di San Domenico, in particolare l’antico refettorio, destinato a diventare una sala polivalente a servizio della città.

Epifania, le comunità straniere in Duomo per la «Messa dei Popoli». Poi premiazione dei presepi ed estrazione della lotteria

Nel giorno dell’Epifania la Chiesa di Prato celebra in cattedrale la messa dei popoli. Anche quest’anno le comunità cattoliche straniere presenti in città si ritrovano il 6 gennaio in occasione della «manifestazione di Gesù alle genti». Sarà un pomeriggio di festa nel segno dell’integrazione, della tradizione e della solidarietà. Al termine della funzione sono previsti due eventi molto attesi: la proclamazione della parrocchia vincitrice del concorso dei presepi e l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di Natale.

 

Ecco il programma di sabato 6 gennaio

 

La messa dei popoli. Alle 15,30, in duomo, il vescovo Franco Agostinelli presiede una messa internazionale multilingua animata dai canti e dalle preghiere delle cappellanie straniere. La prima lettura sarà in inglese e la seconda in cinese, mentre il Vangelo sarà proclamato in italiano. Saranno presenti le comunità: nigeriana, cinese, rumena, filippina, pakistana, polacca e ucraina.
«L’Epifania ci ricorda che siamo tutti fratelli davanti a Dio – spiega mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati – e ancora una volta vogliamo ricordare che Gesù è venuto per tutti, senza distinzioni di razza o provenienza».
Per la Diocesi di Prato la solennità coincide con la «Giornata del migrante e del rifugiato» (che cade il 14 gennaio).

 

 

 

Concorso presepi. Al termine della messa dei popoli la festa si sposta sul sagrato del duomo. La prima iniziativa è nel segno della tradizione: i bambini presenti in piazza sono chiamati a dare un bacio alla statua di Gesù Bambino. Il momento sarà allietato dai canti e dalle danze promosse dalla comunità nigeriana assieme a quella rumena e filippina.
Poi monsignor Agostinelli proclamerà i primi tre classificati nel concorso diocesano dei presepi delle parrocchie. In gara ci sono una trentina di elaborati realizzati dai gruppi di catechismo. Si tratta delle Natività che per un mese sono state in mostra all’interno dell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi. Una esposizione vistata da più di tremila persone. Davvero un successo, andato oltre le aspettative dell’Ufficio catechistico diocesano, promotore del concorso. La premiazione dei vincitori si terrà sabato 13 gennaio dalle 15 alle 18 alla parrocchia delle Fontanelle con una grande festa aperta a tutti i bambini delle parrocchie.

 

Lotteria di Natale. Lanciata nel giorno dell’Immacolata, la Lotteria della Diocesi sta per arrivare al giorno dell’estrazione. Dopo la proclamazione dei vincitori del concorso dei presepi sapremo chi si sarà aggiudicato la Hyundai i10 messa in palio da Lenzi Automobili. Sul sagrato del duomo verranno sistemate quattro urne contenenti delle palline numerate. Ad un bambino, scelto tra quelli presenti in piazza, verrà chiesto di estrarre per primo il numero di serie e la lettera, poi le centinaia, le decine e le unità dei sei biglietti vincenti.
Oltre alla Hyundai ci sono altri premi in palio: il secondo è una settimana per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti; il terzo una settimana per due persone alla Versiliana a Marina di Pietrasanta. Il quarto premio è un tappeto persiano (valore mille euro), il quinto un cesto di specialità natalizie e il sesto è un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.
I biglietti, dal costo di cinque euro, saranno acquistabili in piazza Duomo sabato 6 gennaio fino ad un’ora prima dell’estrazione. Le serie vincenti saranno pubblicate sul sito della diocesi (diocesiprato.it) e sui siti di informazione locale.

 

Doppio anniversario di ordinazione episcopale. Il 6 gennaio è una data importante per monsignor Agostinelli. Quel giorno, nel 2002, Giovanni Paolo II lo ordinò vescovo in San Pietro. Allora il Presule era destinato alla diocesi di Grosseto, dove sarebbe rimasto per dieci anni prima di arrivare a Prato, in sostituzione di mons. Gastone Simoni, che per una singolare coincidenza ricevette l’ordinazione episcopale il 6 gennaio di dieci anni prima, nel 1992.

Santo Stefano, il Vescovo loda l’impegno della comunità: «Prato è città della speranza»

«Ringrazio la nostra Chiesa e la città di Prato di essere così ricca di tante e benefiche opere che rispondono a problemi reali delle persone. Oltre che ‘città di Maria’ e ‘città del lavoro’, siamo anche: ‘città della speranza’ per molti». Nel giorno dedicato al patrono Santo Stefano, il vescovo Franco Agostinelli si è così rivolto alla comunità pratese durante l’omelia pronunciata nel solenne pontificale celebrato in cattedrale.

 

Questa mattina, martedì 26 dicembre, come da tradizione la Diocesi di Prato si è riunita in duomo per la funzione concelebrata da una sessantina di sacerdoti del clero pratese. In prima fila erano presenti il sindaco Matteo Biffoni, il sottosegretario Antonello Giacomelli, il vicario del prefetto Livia Benelli, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il presidente dell’Opera del Duomo Francesco Giambattista Nardone. In duomo anche molti membri della giunta comunale, i rappresentanti dei Comuni della Valle del Bisenzio e delle Forze dell’ordine. Tanti i fedeli che non sono voluti mancare a questo consueto appuntamento di festa per la città.

 

 

Le parole del vescovo Agostinelli. L’omelia del Presule è iniziata con un pensiero per la ragazza che nei giorni scorsi si è tolta la vita. «Un grave lutto ha colpito una famiglia della nostra città – ha detto il Vescovo – che purtroppo si unisce a tanti altri lutti e tragedie che in tante altre parti del mondo funestano il cammino della gente. Le nostre solitudini oggi però sono raggiunte dal Dio-con-noi, fonte di consolazione, di sapienza e di speranza». E proprio a quest’ultima, all’attesa fiduciosa del bene, monsignor Agostinelli ha voluto dedicare gran parte delle sue riflessioni. «La nostra speranza proviene dall’amore di Dio, che a sua volta non può che essere amore verso il prossimo», ha osservato il Vescovo. «La frequentazione di Gesù si manifesta in quella frequentazione dei poveri, cioè in quella volontà di dedizione agli ultimi e agli scartati, non solo come atto di carità, ma come espressione di quella giustizia nuova che è preludio ai cieli nuovi e alla terra nuova promessi da Cristo». L’esempio di questo agire arriva direttamente da Santo Stefano, «uomo segnato dalla grazia di Dio e dalla appartenenza alla sua terra».

 

 

Poi monsignor Agostinelli si è rivolto «a tutti i cristiani e alle opere cattoliche, affinché esprimano nel loro molteplice operare la carità attinta dal Signore. Molti troveranno la strada per l’incontro con Dio proprio attraverso lo stile del vostro operare». A fare del bene il Vescovo ha invitato particolarmente i giovani: «impegnatevi nel volontariato tradizionale e nuovo, in città e nelle missioni, nelle parrocchie e nelle diverse espressioni della sensibilità sociale: nel dono di sé ci si arricchisce in umanità, si sperimenta la gioia di essere utili e di far felici».
Il pensiero del Presule poi è andato a tutti coloro che nel mondo «sono perseguitati a causa del Vangelo e del servizio ai poveri». Mons. Agostinelli ha sottolineato come «amare veramente porta sul sentiero del sacrificio: ben lo sanno le famiglie che hanno un figlio portatore di handicap, o un anziano malato di Alzheimer, o vivono un fallimento affettivo o lavorativo».

 

Infine il Vescovo ha tracciato il cammino e proposto un impegno collettivo per la Chiesa e la città verso «un bambino che nasce, un povero che domanda rispetto e dignità, una donna violata che attende giustizia, uno straniero nato qui che è italiano di adozione e attende riconoscimento, un giovane per il quale non c’è posto di lavoro e speranza di futuro vivibile». Nei loro confronti monsignor Agostinelli chiede «umilmente e tenacemente di essere comunità che custodisce la prossimità con i poveri e le situazioni periferiche, antiche e nuove, della società. Siamo chiamati ad essere richiamo di speranza per l’oltre e per l’altro».

 

 

Al termine del solenne pontificale il vescovo Agostinelli ha proclamato le aziende vincitrici dell’ottava edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città dedica alle imprese virtuose del suo distretto che operano nel rispetto delle regole e della concorrenza. Si tratta della storica rifinizione Cambi Luigi srl, dell’Officina Romagnoli specializzata in impianti di aria compressa e Ro.ial srl, azienda leader nel campo del tessuto non tessuto.

 

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La Settimana Teologica 2018 dedicata ai giovani e al discernimento

Nel cammino verso il Sinodo dei giovani si inserisce anche il consueto appuntamento annuale con la Settimana Teologica. L’iniziativa è promossa e curata da monsignor Basilio Petrà, canonico teologo della cattedrale e preside della facoltà teologica dell’Italia centrale.
Il tema dei quattro incontri in programma dal 9 al 12 gennaio ha come riferimento il titolo della lettera scritta da papa Francesco alle nuove generazioni in vista del Sinodo: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

 

Aprirà la Settimana, martedì 9 gennaio, il vescovo di Livorno mons. Simone Giusti, invitato per parlare de «La Chiesa e le in/quietudini del mondo giovanile». Per quasi dieci anni assistente nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi, il Presule è esperto di problematiche pastorali della catechesi.
Mercoledì 10 gennaio, mons. Nico Dal Molin, già direttore nazionale dell’Ufficio di pastorale vocazionale della Cei, parlerà di «Pastorale giovanile e pastorale vocazionale: un cammino sinodale». Il giorno successivo, giovedì 11, sarà presente don Cristiano Passoni, docente del Centro studi di spiritualità della facoltà teologica dell’Italia settentrionale con sede a Milano. Il sacerdote lombardo tratterà «Il discernimento vocazionale e i suoi sentieri».
L’ultimo incontro, programmato per venerdì 12, sarà con don Armando Matteo, docente di teologia fondamentale alla pontificia università Urbaniana a Roma, per parlare de «La vita come promessa e vocazione».

 

Come di consueto gli incontri si tengono in Seminario (ingresso da via del Seminario, 32) dalle 9,30 alle 12,30. La Settimana Teologica non è pensata soltanto per sacerdoti, i religiosi e diaconi ma è aperta a tutti coloro che sono impegnati nella vita delle comunità parrocchiali e associative.

Natale e Santo Stefano, ostensione e pontificale del patrono: tutte le celebrazioni in cattedrale

Le chiese e parrocchie di Prato sono pronte a celebrare la veglia solenne nella notte di Natale. Per il vescovo Franco Agostinelli anche quest’anno il giorno della Natività si apre con la celebrazione della messa nel carcere della Dogaia per i detenuti. Mentre nel giorno della vigilia monsignor Agostinelli porterà il suo saluto agli operatori dell’Associazione La Pira impegnati a preparare il tradizionale pranzo natalizio per i poveri della città (quest’anno sarà negli spazi dell’associazione in via del Carmine e non nella chiesa di San Bartolomeo).

Domenica 24 dicembre a sera in tutte le chiese di Prato si celebra la messa nella notte di Natale, in cattedrale si comincia alle 23 con l’Ufficio delle Letture.

Il giorno successivo, lunedì 25 dicembre, in duomo il pomeriggio di Natale è tipicamente pratese con l’ostensione del Sacro Cingolo e l’esposizione della reliquia di Santo Stefano al termine dei vespri solenni delle ore 17. Martedì 26 dicembre si rinnova l’appuntamento con la festa patronale: il pontificale teletrasmesso in diretta su Tv Prato comincerà alle ore 10. In questo giorno vengono proclamati i vincitori del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città consegna alle aziende virtuose del distretto pratese.

Di seguito il calendario con tutte le celebrazioni e gli eventi in programma in cattedrale.

 

Domenica 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 19: messa della vigilia di Natale; ore 23: Ufficio delle Letture a cui seguirà la messa della Natività. Celebra il vescovo, monsignor Franco Agostinelli.

 

Lunedì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione

Al mattino, alle 8,30, mons. Agostinelli sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.

In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; ore 10,30: solenne pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16: musiche d’organo, esegue il maestro can. Romano Faldi. Alle 17 mons. Agostinelli guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

Martedì 26 dicembre. Santo Stefano, patrono di Prato

Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. Alla messa monsignor Agostinelli ha invitato tutti i chierichetti delle parrocchie pratesi a prestare servizio liturgico. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.

Al termine della messa monsignor Agostinelli, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della ottava edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.

Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

 

Durante le celebrazioni presta servizio la Cappella musicale della Cattedrale diretta dal maestro Paolo Fissi e dal canonico Marco Pratesi; all’organo la professoressa Pina Sauro. In duomo, durante tutte le celebrazioni, sono a disposizione sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.

Avvento di Fraternità: nelle chiese la raccolta per le famiglie bisognose

Sarà dedicato ai bisogni delle famiglie in difficoltà il tradizionale appuntamento dell’Avvento di Fraternità promosso dalla Caritas diocesana. Questa domenica, 17 dicembre, tutte le offerte raccolte nelle chiese e parrocchie della diocesi saranno destinate a dare sollievo a quelle situazioni di povertà esistenti sul nostro territorio. Una realtà che è stata adeguatamente fotografata nell’ultimo rapporto Caritas sulle povertà a Prato, presentato lo scorso 25 novembre al Palazzo delle Professioni.

 

A fine 2017 saranno più di 2700 le persone che si saranno rivolte per un aiuto, principalmente economico, ai venti centri di ascolto della rete diocesana (composta non solo dalla Caritas). La maggior parte degli utenti ha alle spalle una famiglia e dunque è possibile stimare in oltre quattromila il numero delle persone seguite e assistite dalla Caritas. «Anche se si tratta di una piccola istantanea – scrive la direttrice Caritas Idalia Venco in una lettera inviata a tutte le parrocchie – di una situazione che sicuramente, e purtroppo, abbraccia un bacino più ampio di persone rispetto a quelle che i nostri centri diocesani e parrocchiali hanno incontrato, il Rapporto rimane un punto di vista prezioso e privilegiato che ci stimola a proseguire nel nostro servizio di carità, un servizio che quotidianamente vivete all’interno delle vostre comunità».

 

L’invito dunque è quello di essere generosi, perché grazie a quanto donato si potrà dare speranza alle famiglie, e non solo attraverso un semplice aiuto economico, in quanto con le somme raccolte saranno attivati anche alcuni tirocini lavorativi. Un modo utile per compiere reinserimenti delle persone svantaggiate nella società.

Al via la Scuola animatori per coinvolgere i «giovani invisibili»

Inizia a prendere forma la «Scuola animatori», il progetto previsto nel piano pastorale diocesano e fortemente voluto dal vescovo Agostinelli, in questo anno in cui la Chiesa di Prato si prepara al Sinodo dei giovani indetto dal Papa. L’obiettivo è quello di formare degli educatori, di età compresa tra i venti e i quarant’anni, desiderosi di stare a stretto contatto con le nuove generazioni.

 

«Il nostro auspicio è quello di avere ragazzi e ragazze missionari dei loro coetanei – spiega monsignor Agostinelli – animatori che scelgono l’incontro e la compagnia, cioè mangiare lo stesso pane dei ragazzi e dei giovani». Si tratta di una «scelta operativa», come viene definita nel piano pastorale (clicca qui per scaricarlo), con un respiro di media e lunga prospettiva, per la quale occorre soprattutto la piena collaborazione con le parrocchie e le aggregazioni laicali. «Chiedo ai parroci e ai responsabili delle associazioni – scrive il Vescovo in una lettera inviata alle parrocchie – di segnalare persone adatte allo scopo, ma anche, se qualcuno fosse disponibile, per dare una mano all’equipe organizzativa».

 

Il coordinatore del progetto è Michele Del Campo, mentre il segretario è Gabriele Agati, giovane animatore di Casale e operatore Caritas. «L’itinerario formativo che intendiamo proporre vuole stimolare nei partecipanti una maggior attenzione ai cosi detti “giovani invisibili” alla vita ecclesiale – afferma Del Campo -, quelli di cui raramente si sente parlare nei sondaggi, sono i giovani delle periferie, che studiano e lavorano, o sono in cerca di una occupazione che spesso si incontrano ai margini degli oratori, dei quartieri, poiché nessuno ha mai fatto loro una proposta».

 

Questa scuola intende essere dunque una preziosa occasione formativa per coloro che vogliono impegnarsi nell’aggregazione degli adolescenti. Per far questo si lavorerà sui seguenti obiettivi didattici: leggere il territorio e le realtà giovanili, leggere le relazioni e le condizioni (famiglia, contesto territoriale) in cui vivono i ragazzi, progettare interventi educativi, creare reti di sostegno territoriale, declinare vita e Vangelo nell’esperienza che viene proposta.
La scuola è rivolta a ragazzi e ragazze dai venti ai quarant’anni, responsabili di gruppi giovani nelle parrocchie e nelle associazioni, catechisti, ma anche giovani sacerdoti e seminaristi. Il corso dura 64 ore e si svolgerà il sabato a partire da febbraio ogni volta in una parrocchia diversa.

 

Termine ultimo per le iscrizioni è il 10 gennaio. Si può fare domanda compilando una scheda che si trova in parrocchia o sul sito della diocesi. Per informazioni: scuolaanimatoriprato@gmail.com; midelca@libero.it.

 

Le lettera di presentazione dell’iniziativa scritta dal Vescovo

 

La scheda di segnalazione per partecipare alla Scuola

Il seminarista Marco Galgano sarà sacerdote. L’ordinazione domenica in cattedrale per le mani del vescovo Agostinelli

Il seminarista Marco Galgano si appresta a diventare sacerdote della Diocesi di Prato. Domenica 17 dicembre alle ore 16 in cattedrale ci sarà la messa solenne di ordinazione presieduta dal vescovo Franco Agostinelli.

 

Quaranta anni, originario di Barberino di Mugello, Marco Galgano è entrato nel 2012 nel seminario di Prato e lo scorso 25 giugno è diventato diacono. Prima di intraprendere il cammino sacerdotale ha lavorato come perito informatico. Poi, dopo essere entrato in contatto con la parrocchia di Santa Maria delle Carceri, ha iniziato a studiare teologia ed è maturata in lui la vocazione. Da seminarista ha prestato servizio a Coiano e Grignano, attualmente si sta impegnando nell’oratorio di Sant’Anna.

 

«Ogni giorno sto a contatto con i ragazzi e questo mi piace molto», sottolinea. Sarai il prete dei giovani? «No, mi pare riduttivo – afferma -, voglio avere attenzione per tutti, un sacerdote deve avvicinare tutti, specialmente gli ultimi». Chi è per te il sacerdote? Marco ci pensa un attimo e poi dice: «È un amico di Gesù attento alle persone. Essere prete vuol dire mettersi al servizio del prossimo, l’ho capito con il diaconato».
Stare con i ragazzi è anche molto formativo, «perché non hanno peli sulla lingua e ti dicono tutto in faccia – aggiunge Galgano -, alcuni mi hanno detto: ma chi te lo fa fare di diventare prete? E io rispondo loro: perché sono felice. Ecco, lo ripeto, l’elemento fondamentale in questa scelta è la gioia ed è significativo che la mia ordinazione avvenga la terza domenica di Avvento, che ruota proprio attorno al tema della gioia cristiana».

 

Come avvenne per il diaconato, è probabile che anche per l’ordinazione sacerdotale la cattedrale sia piena di giovani, in particolare dell’oratorio di Sant’Anna. Ci sarà anche un pullman di amici proveniente da Barberino e non mancheranno i familiari del novello sacerdote.
La prima messa di don Marco Galgano sarà celebrata domenica 24 dicembre alle 10,30 nella basilica di Santa Maria delle Carceri.

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