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Avvento, le schede della Pastorale giovanile per le parrocchie

«Speranza». È il tema principale che guiderà il cammino pensato dalla Pastorale Giovanile della Diocesi in preparazione al Natale. Con il vescovo Giovanni Nerbini, la nuova equipe di Pastorale Giovanile guidata da don Marco Degli Angeli ha, infatti, pensato di proporre a tutti i parroci, agli animatori dei gruppi giovani e alle realtà collegate, un cammino comune in vista del Santo Natale.
E così a partire dalla prima settimana di Avvento l’equipe invita i vari gruppi a fare con i ragazzi un momento di riflessione con il materiale che di settimana in settimana verrà inviato loro.
Tutti sono poi chiamati a partecipare, attraverso i canali social della Pastorale Giovanile, alla veglia di preghiera che si terrà il 19 dicembre in Cattedrale col vescovo Nerbini. La veglia si terrà a porte chiuse ma tutti potranno seguirla in streaming. Infine, la Pastorale Giovanile invita parroci, animatori e varie realtà collegate a suggerire ai ragazzi un gesto di carità da fare durante l’Avvento.

 

Per quanto riguarda la scheda che verrà inviata settimanalmente alle varie realtà, questa è composta da quattro sezioni: un brano biblico, la biografia di un personaggio legato a ciò che è stato proposto come Parola di Dio, una video-testimonianza e una citazione o un’immagine come spunto di riflessione. La scheda si chiude poi con una parola chiave per accompagnare i ragazzi durante la settimana, nonchè le parole di papa Francesco a commento di quest’ultima. Un materiale fruibile anche in modalità digitale pensato proprio per supportare i gruppi giovani che hanno difficoltà in questo periodo a organizzare incontri.
Nella scheda della prima settimana di Avvento è presente un brano tratto dal vangelo di Luca, la biografia di don Oreste Benzi e una sua testimonianza e, come parola chiave, commentata dal Papa, «vegliare». Il materiale è pubblicato sul sito della Diocesi.

 

 

Nuovi parroci all’Ascensione, San Giuseppe e Usella

Cambi di parroci nella Diocesi di Prato. Nuovi ingressi all’Ascensione, a San Giuseppe e Usella.

Il vescovo Giovanni Nerbini ha nominato don Alessandro Nucci parroco dell’Ascensione al Pino in via Galcianese. Il sacerdote sostituisce padre Roberto Bellato dopo che i Frati minori hanno deciso di chiudere la comunità che guidava la parrocchia.

Anche la comunità cattolica cinese che si ritrova All’Ascensione avrà un nuovo cappellano, si tratta di don Pietro Wang che arriva al Pino per fare il vice parroco.

 

 

In virtù del suo nuovo incarico don Nucci lascia la parrocchia di San Giuseppe in viale Montegrappa e al suo posto monsignor Nerbini ha nominato don Giuseppe Lo Porto, fino adesso parroco di Gamberame e Faltugnano (comunità in attesa della nomina del successore).

 

 

Don Nucci farà il proprio ingresso all’Ascensione sabato 28 novembre alle ore 18 e don Lo Porto a San Giuseppe domenica 29 alle ore 11. Questo settimana i due parroci saluteranno le rispettive comunità parrocchiali.

Don Emanuele Lanfranchi, parroco di Sofignano nel Comune di Vaiano, assume anche la guida della parrocchia di San Lorenzo a Usella nel Comune di Cantagallo. L’attuale parroco don Alfred Manchè lascia per limiti di età. L’ingresso è in programma domenica 29 novembre alle ore 16.

 

Avvento e Natale 2020, ecco il sussidio per i catechisti

L’Ufficio catechistico diocesano ha predisposto un sussidio in preparazione al Natale. Il testo, 24 pagine in formato pdf e docx, è rivolto ai catechisti e contiene spunti e idee per vivere il periodo d’Avvento come un cammino di crescita spirituale. Il tema di quest’anno, il filo conduttore delle attività proposte, non poteva che prendere le mosse dal periodo che stiamo vivendo. «Abbiamo deciso di invitare i ragazzi alla responsabilità – dice il direttore dell’Ufficio don Carlo Geraci -, ogni giorno i nostri ragazzi sentono parlare di contagi, isolamenti, terapie intensive e persone decedute a causa del Covid. Indubbiamente non è un momento facile. Ma a loro chiediamo di vedere, di capire come Dio, in questo tempo di difficoltà, ci sta aiutando. Chiediamoci: come è presente in mezzo a noi?». Domande complesse che non vogliono «sganciare» il prossimo Natale dalla realtà. «Con sapienza troviamo il modo di parlare di questo nostro tempo, soprattutto cerchiamo di far capire ai ragazzi che in mezzo a tutto questo opera anche Dio», scrive don Geraci nell’introduzione al sussidio. E dunque questa pandemia ci chiede di essere responsabili: indossare la mascherina ed evitare assembramenti. Buone pratiche che possono essere ricordate come impegni nel periodo

 
Il saluto del Vescovo Giovanni

«Coraggio! Se il vostro impegno è prezioso in tempi normali ora diventa decisivo, essenziale. Una telefonata, un collegamento via internet, un gruppo WhatsApp possono segnare positivamente i ragazzi già in grande difficoltà per gli innumerevoli disagi per la privazione di tanti rapporti umani saltati per la pandemia. Non vi scoraggiate di fronte alle difficoltà: sentite ancora più affascinante una seminagione che se appare difficile, a momenti proibitiva, proprio per le situazioni limite è una vera manna dal cielo. Grazie, grazie di cuore».

 

 

Il sussidio per l’Avvento 2020 in formato pdf

 

Il sussidio per l’Avvento 2020 in formato docx

 

Preghiere per l’accensione delle candele della corona d’Avvento

#farepatti il Vescovo Giovanni lancia la campagna di ascolto e confronto con la città per guardare oltre l’emergenza

La Chiesa di Prato riprende l’invito di papa Francesco e propone ai pratesi un percorso di ascolto e condivisione per costruire insieme una città che sappia reggere e rispondere alle difficoltà di oggi. A cinque anni dalla storica visita di Bergoglio a Prato il vescovo Giovanni Nerbini ha deciso di raccogliere nuovamente l’appello a «stabilire patti di prossimità», una modalità di lavoro che il Papa chiese di mettere in campo per cercare «migliori possibilità concrete di inclusione». E allora #farepatti sarà l’impegno che la Diocesi si vuole assumere per «immaginare insieme un’altra città possibile», come ha scritto monsignor Nerbini a Francesco in una lettera spedita lo scorso 10 novembre per ringraziarlo della visita avvenuta nel 2015.

 

«A causa di questa pandemia gli elementi di crisi si sono accentuati e nelle persone c’è un senso di incertezza e preoccupazione, dato anche dal fatto che prima o poi finiranno gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti», spiega il Vescovo che aggiunge: «noto anche che c’è una difficoltà diffusa nel comprendere e capire fino in fondo quello che sta accadendo. Ma di una cosa siamo certi: le sfide di oggi si possono affrontare non in modo isolato ma stando insieme». Un appello questo lanciato da monsignor Nerbini anche in occasione della solennità del Corpus Domini, quando annunciò la disponibilità della Chiesa pratese a «riprendere in mano comunitariamente il nostro destino superando comode deleghe» per costruire «il puzzle della città futura». A quell’invito risposero prontamente le istituzioni cittadine confermando la volontà di iniziare un cammino. Quel percorso è stato tracciato oggi dal Vescovo con lo slogan #farepatti.

 

 

Adesso, fino alla fine dell’anno, l’intenzione è quella di promuovere una serie di incontri con le rappresentanze economiche e sociali della città. A partire proprio da chi si è dimostrato disponibile a mettersi in cammino dopo l’appello del Corpus Domini. Poi da gennaio, con le modalità che saranno possibili in quel momento, ci sarà una serie di iniziative pubbliche di ascolto e di confronto con esperti, durante le quali verranno messe a tema alcune delle principali criticità della città e del distretto tessile. «La nostra intenzione è quella di offrire un contributo di idee e di stimolare un dibattito», aggiunge il Vescovo che intende allo stesso tempo dare un taglio concreto a quanto emergerà dal dibattito.

 

Il senso dell’iniziativa è spiegato da Michele Del Campo, direttore della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato: «La Chiesa vuole essere punto di riferimento perché è consapevole che in un momento come quello che stiamo vivendo è importante esserci e non nascondersi. Vogliamo esserci per accompagnare». Per Del Campo si tratta di una assunzione di responsabilità necessaria perché la città corre il rischio di infettarsi con un altro «virus», «quello di credere che alla risoluzione dei problemi ci penserà qualcun altro». L’idea è quella di «promuovere processi di partecipazione alla vita collettiva», da qui la proposta di fare incontri pubblici aperti a tutti, affinché nessuno, istituzioni e privati cittadini, «si chiuda nel proprio individualismo», conclude Del Campo.

Giornata mondiale dei poveri su Facebook e in diretta su Tv Prato

«Tendi la tua mano al povero», è questo l’invito, tratto dal libro del Siracide, rivolto a tutti da Papa Francesco per la quarta Giornata Mondiale dei Poveri, in programma domenica 15 novembre. Anche la Caritas Diocesana di Prato celebrerà questo importante appuntamento organizzando una serie di iniziative proprio in preparazione alla Giornata. Appuntamenti che vedranno al centro i mezzi di comunicazione, con dirette TV e Facebook, e la pubblicazione di video testimonianze e riflessioni sempre sui social network.

 
«Stiamo toccando con mano, con viva sofferenza, le conseguenze sul piano economico e sociale della pandemia da Covid 19 – dice vescovo Giovanni Nerbini – Vediamo il lavoro finire, persone senza più il necessario per sostentarsi, solitudine, malattia, isolamento e proviamo un senso di sconforto e di impotenza. Che possiamo fare noi così piccoli e limitati? Preoccupiamoci che a nessuno manchi il necessario e sperimenteremo la provvidenza che non fa mai mancare nulla ai poveri del Signore. Sarà l’opera più importante che potremo compiere in preparazione al Santo Natale».

 

 


Si inizia venerdì 13 novembre con una diretta a partire dalle 21 sulla pagina Facebook della Caritas di Prato. Grazie alla collaborazione con la Caritas di Lucca, verrà trasmessa la presentazione dell’enciclica «Fratelli tutti». Interverranno all’incontro suor Alessandra Smerilli, l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti e la direttrice della Caritas di Lucca Donatella Turri.

 
Sabato 14 novembre dalle 10 prenderà il via una lunga maratona Facebook (sempre sulla pagina della Caritas) durante la quale verranno pubblicate delle testimonianze del mondo istituzionale e privato come segno e proposta di speranza. Dopo una presentazione di padre Matteo Pedrini, assistente spirituale della Caritas diocesana di Prato, si susseguiranno una serie di contributi video, ma anche momenti di musica e poesia, sempre in collaborazione con la Caritas di Lucca, durante i quali varie persone racconteranno come hanno vissuto e stanno vivendo la pandemia.
Tra coloro che interverranno, il vescovo di Prato Giovanni Nerbini, la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco, e poi ancora una riflessione dell’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, del sindaco Matteo Biffoni, dell’assessore Flora Leoni, una testimonianza raccontata del prefetto Lucia Volpe. Due imprenditori, uno alla guida di una grossa azienda e uno che ha un’attività familiare, racconteranno come hanno vissuto e come stanno vivendo questo periodo. Ci saranno le testimonianze di alcuni sacerdoti pratesi, tra i quali anche qualcuno che ha contratto il virus; medici e operatori sanitari che racconteranno l’esperienza dal fronte. Ma anche insegnanti e dirigenti scolastici che parleranno dell’esperienza educativa; operatori della carità; ragazzi e studenti che racconteranno come è cambiata la loro vita, le loro relazioni parentali, amicali e familiari e come hanno affrontato questo periodo.

 
Sempre sabato 14 novembre dalle 17,30, in Duomo verranno recitati i vespri solenni e a seguire verrà celebrata la messa. Presiede l’assistente spirituale della Caritas Diocesana di Prato padre Matteo Pedrini, concelebra il parroco della Cattedrale don Luciano Pelagatti. Saranno presenti anche i quattro nuovi diaconi della Chiesa di Prato: Carlos Orea Fuentes, Giacomo Aiazzi, Massimiliano Ricci e Fulvio Panzi. La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre o in streaming sul sito di Tv Prato) e sulla pagina Facebook della Caritas.

Idee regalo per sostenere i lavori di restauro della Cattedrale

«Cose belle per il bene della città». È il nome della nuova campagna natalizia promossa dalla cooperativa Prato Cultura e dall’associazione ArteMìa, che offre la possibilità di regalare per questo Natale un pizzico di Prato e, al contempo, di aiutare la città nel restaurare uno dei suoi simboli, la Cattedrale di Santo Stefano. Per farlo basta acquistare plaid e mascherine griffate con il Duomo di Prato, Bruttiboni delle suore di San Clemente e la guida turistica della Cattedrale. Idee regalo utili per festeggiare un Natale tutto pratese.

 

A ottobre, lo ricordiamo, a seguito di alcuni rilievi effettuati sulle superfici lapidee esterne della Cattedrale, sono emerse alcune criticità e l’Opera del Duomo ha deciso di intraprendere un intervento di revisione e messa in sicurezza. I lavori saranno finanziati in parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e in parte dalla Diocesi, che dovrà intraprendere un non semplice percorso di reperimento dei fondi necessari. I costi ancora non sono stati quantificati ma Prato Cultura e ArteMìa hanno deciso di giocare d’anticipo e di dar vita a una raccolta fondi proponendo una serie di oggetti da regalare per Natale, il cui ricavato andrà proprio alla Diocesi per contribuire a questi importanti lavori.

 

 

 

«Attualmente abbiamo messo in sicurezza le parti del Duomo che presentano maggiori criticità ed è stato transennato il portone principale di accesso alla Cattedrale – precisa il presidente dell’Opera del Duomo di Prato Francesco Giambattista Nardone -. L’obiettivo è quello di poter iniziare in primavera la messa in sicurezza delle superfici lapidee delle facciate. Oggi disponiamo di una mappatura completa della Cattedrale in forma tridimensionale, siamo perciò in grado di sapere e numerare tutte le pietre e le lapidi presenti sulle facciate del Duomo e del campanile, così da poter fare interventi mirati e selettivi».

 

 

«Abbiamo voluto cercare tra i simboli pratesi – spiega Gabriele Bresci, presidente della cooperativa Prato Cultura – degli oggetti che potessero far subito pensare a Prato. E così il Lanificio Idealtex ha appositamente creato per la campagna una coperta in lana rigenerata; la Abc Projetct Srl ha prodotto mascherine con i simboli pratesi; le monache di San Clemente sforneranno i famosi BruttiBoni. E poi ancora la Diocesi ha messo a disposizione delle guide tascabili del Duomo, mentre ArteMìa donerà il ricavato della campagna natalizia di tesseramento 2021 e sarà quindi possibile regalare la loro tessera associativa e un pacchetto di visite guidate». «Tutti oggetti legati al Duomo perché ci piaceva che un pezzettino della città potesse finire sotto l’albero dei pratesi e non solo – aggiunge Veronica Bartoletti, presidente di ArteMìa – e, allo stesso tempo, aiutare il monumento più importante della città con prodotti buoni e belli».

 

 

Ecco nel dettaglio le idee regalo

 

Per questo Natale 2020 le monache di San Clemente hanno voluto contribuire al restauro della facciata del Duomo di Prato offrendo i loro Bruttiboni, dolci ormai tra i tipici di Prato conosciuti anche con il nome di Mandorlati di San Clemente. Offerta minima 18 euro al chilo.

 

Tra gli altri oggetti acquistabili, la Beat Collection del Lanificio Idealtex, ha realizzato un plaid in lana rigenerata Made in Italy con il simbolo del Duomo di Prato. Il plaid, dal costo di 35 euro, sarà ottimo per tante occasioni: come sciarpa, come scialle, da stendere sul prato per gite fuori porta o da usare sul divano per stare al calduccio e in relax! «Siamo pratesi e dobbiamo tutti contribuire a salvaguardare il territorio e il nostro Duomo – aggiunge Armando Menicacci del Lanificio Idealtex -. Abbiamo perciò deciso di partecipare al progetto con questo prodotto, il nostro prodotto di punta. Si tratta di un prodotto ecologico, realizzato con filati rigenerati, a km zero, prodotto con materiale che si trova nella zona pratese, da produttori locali».

 

 

 

 

 

Le mascherine con i simboli di Prato realizzate dalla Abc Project Srl saranno disponibili in due taglie (M – L) e in due le versioni: con la famosa scultura «forma squadrata con taglio» meglio conosciuta come «buco di Moore», e con il Duomo di Prato. Le mascherine, totalmente Made in Italy, sono in tessuto tecnico sportivo, lavabile in lavatrice, riutilizzabile, traspirante e di estremo comfort. Costo 10 euro.

 

Tra i possibili regali, non poteva mancare qualcosa che raccontasse il valore storico ed artistico della Cattedrale di Santo Stefano: una guida tascabile dal titolo «Il Duomo di Prato» scritta da Virginia Barni, Edizioni Libreria Cattolica. Costo 5 euro.

 

Infine sarà possibile regalare la tessera Socio ArteMìa 2021 e abbinarvi una o più visite guidate. La tessera socio più una visita guidata costa 15 euro (è possibile altrimenti regalare solo la tessera socio con un contributo di 10 euro o aggiungere più di una visita guidata).

 

Come fare l’ordine. È possibile regalare insieme i seguenti oggetti con uno sconto sul totale: plaid di lana rigenerata, Bruttiboni, guida a 50 euro, invece che 58 euro. I regali devono essere prenotati contattando l’associazione ArteMìa (info@artemiaprato.it; 340 5101749), e occorre poi fissare con loro il giorno di ritiro dei pacchi, che potrà essere fatto a partire dal 9 dicembre.

Papa Francesco sul Pulpito di Donatello con il vescovo

Il vescovo Giovanni scrive a papa Francesco a cinque anni dalla sua storica visita a Prato

«Per non sprecare la crisi nata dalla pandemia, bisogna creare nuovi patti di prossimità». È questo l’impegno che il vescovo Giovanni Nerbini prende a nome della Chiesa di Prato con Papa Francesco, in una lettera di saluto e ringraziamento inviatagli in occasione del quinto anniversario della sua visita alla città.

 

«Cinque anni fa – scrive il presule al Pontefice – la città e la Chiesa che è in Prato l’hanno accolta, ascoltando da Lei parole preziose di esortazione e di speranza, rivolte a una comunità che viveva contraddizioni non ancora sanate e, prima di altre, le sfide della contemporaneità. La città che oggi, con gratitudine, ricorda quel giorno – spiega mons. Nerbini – condivide con il resto del mondo il travaglio di una pandemia che ferisce e sfigura la carne viva di tanti e allarga ancor più quelle fratture sociali, economiche, culturali che già segnavano il volto di tante città e di tante comunità».

 

Il Vescovo Giovanni rilegge il discorso tenuto dal Pontefice ai pratesi in quella storica mattina del 10 novembre 2015 e richiama il significato di Fratelli tutti: «Proprio la lettura della Sua enciclica, Santità – scrive mons. Nerbini – spinge la Chiesa che è in Prato a tornare alla sua visita di cinque anni fa, a quelle parole, a quell’invito ad essere costruttori di patti: patti fra lavoratori, patti fra cittadini, patti fra comunità, patti fra generazioni, patti fra esseri umani che possano fare della città il luogo in cui vivere come fratelli, come prossimi l’uno per l’altro. Per questo – ecco l’impegno – nella consapevolezza assunta dalle Sue parole profetiche che “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”, vogliamo proporre a tutti gli uomini di buona volontà che vivono con noi questo territorio un percorso di confronto, analisi e dibattito: una sorta di laboratorio di idee, intitolato non a caso “#Farepatti”, per immaginare insieme un’altra città possibile».

 

La Chiesa di Prato vuole proporsi come spazio libero di idee, nella consapevolezza che «Nulla sarà come prima». Mons. Nerbini lo aveva affermato con particolare forza nel pieno della prima emergenza, in occasione dell’Ostensione straordinaria del Sacro Cingolo mariano officiata la sera della festa di San Giuseppe, il 19 marzo: «Molti auspicano piuttosto sbrigativamente che tutto passi in fretta perché tutto torni come prima, com’era nel passato. Laddove invece – aveva affermato in diretta tv – ci è richiesto di guardare in avanti per costruire un futuro nuovo, una nuova comunità».

 

La lettera scritta da monsignor Nerbini a papa Francesco

La prolusione della Scuola diocesana di teologia in diretta Facebook

La conferenza inaugurale dell’anno accademico della Scuola diocesana di teologia viene trasmessa in diretta Facebook.
L’intervento, tenuto dal vescovo Giovanni Nerbini, è a porte chiuse a motivo dell’emergenza sanitaria, per questo è stato deciso di dare la possibilità a chiunque lo desideri di poter comunque partecipare.
L’incontro è in programma questo giovedì, 29 ottobre alle ore 21, e può essere seguito sulle pagine Facebook di Tv Prato, che cura la diretta, e della Scuola diocesana di teologia. Tema della prolusione: «Il problema della libertà: tra vangelo e sensibilità moderna».

Tutti i Santi e Fedeli defunti, non saranno celebrate Messe nei cimiteri

Ci avviciniamo alla Festa di Tutti i Santi e alla Commemorazione dei fedeli defunti. Quest’anno, a causa delle restrizioni anti Covid, ci sono alcune significative novità riguardo alle celebrazioni. In una lettera spedita a tutti sacerdoti della Diocesi di Prato il vescovo Giovanni Nerbini chiede di «evitare la celebrazione delle messe all’interno dei cimiteri». I parroci sono invitati a celebrare nelle rispettive chiese parrocchiali la commemorazione dei defunti. Mentre rimane la possibilità di benedire le tombe nei cimiteri, anche in più momenti dell’arco dei due giorni, così da evitare possibili assembramenti. L’invito ai fedeli presenti al cimitero è quello di indossare la mascherina, di rimanere presso le tombe dei propri cari in attesa della benedizione, mantenendo la distanza senza creare assembramenti.

 

Le nuove norme anti contagio e l’evolversi della situazione hanno portato il Magistrato della Misericordia a stabilire la chiusura del cimitero monumentale di via Galcianese nei giorni di sabato 31 ottobre, domenica primo e lunedì 2 novembre. Come da tradizione il Vescovo sarà comunque presente il primo di novembre per la benedizione delle tombe, che avverrà a porte chiuse ma sarà trasmessa in diretta su Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre e in streaming su tvprato.it). Il rito si tiene alle 14,30 alla sola presenza del Magistrato dell’Arciconfraternita.
«Per noi è stata una decisione non facile da prendere – afferma il proposto dell’Arciconfraternita Gianluca Mannelli – nel nostro cimitero ci sono molte gallerie con forni e spazi ridotti, per questo non è possibile evitare la formazione di assembramenti in giorni molto frequentati come quelli dei primi di novembre. Per dar modo di poter partecipare alla benedizione, anche se non in presenza, abbiamo chiesto la collaborazione di Tv Prato».

 

Lunedì 2 novembre alle 9,30 monsignor Nerbini presiede in duomo la messa capitolare e al termine benedice le tombe dei canonici sotto le volte della cattedrale; alle 15,30 sarà al cimitero di Chiesanuova: non ci sarà la celebrazione della messa, ma solo la benedizione del cimitero.

Catechismo. La lettera del Vescovo alle parrocchie

Il vescovo Giovanni Nerbini ha chiesto alle parrocchie di valutare attentamente la possibilità e l’opportunità di rimandare le attività di catechismo in presenza. In una lettera spedita a tutti i parroci della diocesi di Prato, il Vescovo ha chiesto di compiere una valutazione delle procedure di sicurezza messe a punto dell’Ufficio catechistico diocesano per capire se nelle rispettive parrocchie c’è la possibilità di svolgere gli incontri alla presenza dei ragazzi.

 

«Nella nostra Diocesi ci sono parrocchie popolose e piccole realtà, il protocollo di sicurezza che abbiamo approntato è valido e so che ci stiamo distinguendo per serietà e cura – dice monsignor Nerbini – ma so anche che in questo momento non tutte le comunità parrocchiali sono in grado di poter svolgere le attività di catechismo secondo quanto richiesto. Per questo c’è la possibilità di interrompere le attività per chi le ha cominciate o di posticipare l’inizio dell’anno catechistico per chi ancora non ha iniziato, al 29 novembre, prima di domenica d’Avvento».

 

In attesa di capire come si evolverà la situazione il Vescovo invita le parrocchie che decidessero di sospendere o rinviare le attività di catechismo a rimanere in contatto con i ragazzi tramite le più comuni e diffuse piattaforme di video conferenza, come WhatsApp, Skype, Google Meet o Zoom. Ricordiamo inoltre che la celebrazione della messa è garantita dal protocollo sottoscritto da Cei e Governo e dunque bambini e ragazzi potranno continuare a frequentare le chiese. Per quanto riguarda il catechismo, in caso di sospensione, l’invito è quello di «riprendere in mano gli strumenti che alcuni catechisti hanno già saputo utilizzare – scrive ancora il Vescovo – e ci riferiamo ai social e all’uso di internet».

 

In allegato alla lettera scritta da monsignor Nerbini l’Ufficio catechistico diocesano ha elencato in un documento una serie di suggerimenti per l’utilizzo delle più comuni piattaforme digitali di video conferenza. «Si raccomanda caldamente ai parroci e ai catechisti di non lasciare nessuno indietro, sostenendo quelli che non sanno usare i social o che non hanno internet», sottolinea il Vescovo.

 

Tra i suggerimenti contenuti nell’allegato «Connessi dietro di me», l’Ufficio catechistico propone di far leggere ai ragazzi dei brani della Bibbia, ad esempio le letture della Domenica, e poi di condividerli sulla chat del catechismo. «Spazio dunque alla creatività e a ciò che lo Spirito vorrà suggerirvi per rimanere in contatto con i ragazzi – si legge nel documento –, viviamo questo tempo anche come un’opportunità per sviluppare una vicinanza diversa, ma ugualmente prolifica».

 

Nella stessa comunicazione inviata ai parroci monsignor Nerbini dà anche indicazioni sulla cura pastorale degli infermi. «Si vada nelle case dei malati in sicurezza indossando mascherina e con igienizzante personale», afferma il Vescovo chiedendo di non avere contatti con il malato e di mantenere la distanza di sicurezza. Mentre per il conferimento del sacramento dell’unzione degli infermi è necessario igienizzarsi prima del rito ed usare un batuffolo di cotone per l’unzione. Si preferisca sempre la comunione sulla mano. La stanza del malato se possibile sia arieggiata prima e dopo il rito.

 
La lettera del Vescovo Nerbini e l’allegato «Connessi dietro di me»

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