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Il nuovo Vescovo farà il suo ingresso in Diocesi sabato 7 settembre e riceverà l’ordinazione episcopale il 30 giugno

La Diocesi di Prato accoglierà il nuovo vescovo monsignor Giovanni Nerbini sabato 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, festa della città. Stabilita anche la data dell’ordinazione episcopale del nuovo Pastore della Chiesa pratese: sarà domenica 30 giugno nella cattedrale di Fiesole. Orari e dettagli delle due celebrazioni sono da definire ma la macchina organizzativa delle due Diocesi si è già messa in moto.
L’ufficializzazione delle due date è arrivata durante lo svolgimento dell’assemblea generale della Cei, alla quale hanno partecipato il vescovo uscente Franco Agostinelli e il vescovo eletto Giovanni Nerbini.

Il 27° vescovo di Prato, il quarto residenziale, arriverà dunque nei giorni della festa più cara ai pratesi, quella dell’8 settembre, conosciuta in città con il nome di «Madonna della Fiera». Mons. Nerbini parteciperà al corteggio storico e officerà la solenne ostensione del Sacro Cingolo, la reliquia mariana simbolo della città custodita da otto secoli nella cattedrale di Prato. A fine giugno, domenica 30, è prevista l’ordinazione episcopale perché mons. Nerbini deve essere consacrato vescovo, attualmente è vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’unità pastorale di Rignano sull’Arno.

 
Monsignor Agostinelli, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età, è stato nominato Amministratore apostolico, e continuerà a guidare la Chiesa pratese in attesa della «presa in possesso» della Diocesi da parte di monsignor Giovanni Nerbini.

Il messaggio di mons. Agostinelli: «Accogliete il Vescovo Giovanni con entusiasmo e animo aperto»

«È giunto il momento di sciogliere le vele» dice monsignor Franco Agostinelli citando la lettera di San Paolo a Timoteo. «Il mio mandato è giunto al termine, le strade pertanto si divergono, ma io, e mi auguro anche tutti voi – prosegue monsignor Agostinelli rivolgendosi ai pratesi – non potrò leggere questo tempo come un capitolo che si è chiuso per sempre. Ci unisce il ricordo di una cammino percorso insieme, bello e talvolta faticoso ma sempre accolto con gioia; ci siamo incontrati, abbiamo pregato insieme; abbiamo pensato come dare alla nostra Chiesa un volto pulito; abbiamo condiviso una passione missionaria che potesse gridare a tutti l’amore con cui il Signore ci ama».

 

Contestualmente all’annuncio del nuovo vescovo di Prato mons. Franco Agostinelli è stato nominato amministratore apostolico della Diocesi e rimarrà alla guida della Chiesa di Prato fino al giorno dell’ingresso del suo successore, in data ancora da definire.

 

«Ora io passo il testimone al Vescovo Giovanni e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta. Il Vescovo Giovanni viene dalla vicina Chiesa sorella di Fiesole; lì ha svolto – fino ad ora – il suo ministero di parroco ed è stato il collaboratore diretto del suo Vescovo in qualità di Vicario Generale. Ha servito la Chiesa, è stato vicino ai confratelli sacerdoti ed ha avuto particolare attenzione e premura verso i poveri, comunque verso ogni persona che ha bussato alla sua porta in cerca di aiuto. Il suo spirito buono, il suo zelo di pastore lo predispone ad essere ora il Pastore della Chiesa pratese».

 

Infine un invito: «Vorrei dire a tutti i sacerdoti, ai collaboratori dei vari ambiti della pastorale, ai fedeli tutti: accogliete con entusiasmo e con animo aperto il Vescovo Giovanni; fategli sentire che la Chiesa di Prato è viva, è capace di lottare, di ricominciare quando è necessario, soprattutto è una Chiesa che, pur consapevole della sua storia di fede e di miserie, santa e peccatrice, sa comunque stringersi attorno al suo Pastore con cuore sincero, leale, forte e generoso».

La lettera scritta dal Vescovo Giovanni ai sacerdoti e ai fedeli della Diocesi di Prato

A tutti i sacerdoti ed i fedeli
della diocesi di Prato

 
Carissimi,
fin dal momento in cui mi è stata trasmessa la nomina a Vescovo di Prato da parte del Santo Padre, ho sentito il bisogno di rimettermi totalmente nelle mani del Signore misurando la sproporzione tra la responsabilità affidatami e la pochezza della mia persona, ma anche quello di accogliere con fiducia il dono che mi veniva elargito. Ho iniziato da subito a pregare per questa nostra Chiesa che, per ora, ho conosciuto e apprezzato solo attraverso la figura del Vescovo Franco, al quale già mi sento legato da fraterna amicizia e che ringrazio per quanto ha fatto in questi anni di servizio pastorale.

 

Rivolgo un particolare saluto ai fanciulli, agli adolescenti ed ai giovani ed al mondo della scuola che mi è particolarmente caro dal momento che mi ricorda una larga parte della mia esperienza professionale e di vita e nel quale mi trovo sempre a mio agio, come a casa. Un pensiero grato e affettuoso a tutte le famiglie. Penso con particolare affetto alle persone che soffrono per la malattia, per la solitudine, per la povertà, come pure a quanti sono, a motivo della crisi economica, senza lavoro.

 

Sono tante le sfide che ci stanno di fronte e ci interpellano. Credo che, e da parte mia farò quello che è in mio potere, potremo fare molto lavorando insieme, mettendo a frutto le tante risorse e competenze che il mondo laicale e associativo particolarmente numeroso offre, e avvalendoci della collaborazione e della preghiera dei religiosi e delle religiose.

 

Un saluto deferente a tutte le autorità civili e a quanti a vario titolo ed in differenti modi lavorano per il bene della comunità civile con l’impegno, da parte mia, ad un dialogo franco e cordiale ed una fattiva collaborazione.
Infine mi rivolgo a voi sacerdoti con il desiderio di costruire con tutti un rapporto di amicizia e di comunione autentica, indispensabili non solo per un lavoro pastorale efficace ma soprattutto per una testimonianza autentica e credibile dell’amore che ci viene da Dio.

 

Chiedo l’intercessione dei santi Stefano, Lorenzo e Caterina de’ Ricci ed affido tutti noi alla protezione amorevole della Madonna del Sacro Cingolo.
In attesa di incontrarvi vi saluto con affetto e vi benedico tutti.
Rignano sull’Arno, 14.05.2019
San Mattia Apostolo

Don Giovanni Nerbini

Il Papa ha nominato il fiesolano mons. Giovanni Nerbini nuovo vescovo di Prato

Monsignor Giovanni Nerbini, Vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’Immacolata Concezione a Rignano sull’Arno (Firenze), è il Vescovo eletto di Prato. La nomina è stata resa pubblica questa mattina, mercoledì 15 maggio, in contemporanea dalla Sala Stampa della Santa Sede, dalla Diocesi di Prato e da quella di Fiesole.

 

65 anni, nato a Figline Valdarno, insegnante nelle scuole elementari prima di entrare in Seminario e diventare sacerdote a 41 anni, don Giovanni ha speso il suo ministero tra le parrocchie di Caldine, frazione del Comune di Fiesole, Pelago, in provincia di Firenze e, infine Rignano.

 

L’annuncio in cattedrale

 

È stato monsignor Agostinelli a dare comunicazione della nomina papale durante una convocazione diocesana in cattedrale, alla quale hanno partecipato i membri dei diversi Consigli diocesani e i direttori degli Uffici di Curia. Un nuovo Pastore fiesolano, dopo l’episcopato di mons. Gastone Simoni, anche lui – prima di essere chiamato alla guida della Chiesa di Prato – Vicario generale di Fiesole.

 

«Passo il testimone al Vescovo Giovanni – scrive mons. Franco Agostinelli – e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta». Il Santo Padre Francesco, nel disporre la nomina del nuovo Vescovo – il 27° da quando è stata istituita la Diocesi di Prato e il terzo residenziale – ha voluto che mons. Agostinelli divenga Amministratore apostolico. Questi lascia il mandato episcopale per raggiunti limiti di età. Lo scorso primo gennaio, infatti, al compimento dei 75 anni, come prevede il diritto canonico, mons. Agostinelli ha rassegnato le sue dimissioni al Papa da Ordinario diocesano. Dimissioni che sono state accolte mercoledì mattina con la notizia della nomina di mons. Giovanni Nerbini a vescovo eletto di Prato.

 

La data della consacrazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di don Giovanni ancora non sono state stabilite.

Veglia diocesana per le vocazioni con Debora Vezzani (cantautrice da milioni di visualizzazioni su Youtube)

È affidata alle note e alla voce di Debora Vezzani la riflessione al centro della veglia diocesana per le vocazioni. L’iniziativa è in programma venerdì 10 maggio alle 21,15 nella chiesa di Sant’Agostino ed è inserita all’interno della Settimana Eucaristica.

 

Debora Vezzani è una giovane cantautrice che ha messo in musica la storia della propria conversione. «Come un prodigio», il suo brano più noto, ha più di un milione e mezzo di visualizzazioni su Youtube ed è la canzone con cui Debora ha ritrovato la propria vita e con essa la fede. Anni fa un’amica le chiese di musicare il salmo 139, «Signore, tu mi scruti e mi conosci», per il suo matrimonio. In quel momento Debora veniva da numerosi fallimenti, viveva un periodo difficile e grazie a quelle parole capisce che Dio l’aveva pensata, da sempre. Lì è iniziato il suo cammino. «L’abbiamo invitata assieme al marito Yuri perché possa testimoniare la risposta, personale e di coppia, alla chiamata di Dio», spiega don Alessandro Magherini, responsabile del Centro diocesano vocazioni. La serata prevede anche un momento di Adorazione, è ovviamente aperta a tutti, ma è pensata in particolare per i giovani.

 

 

Il Big Piano in piazza Duomo per la Festa delle scuole cattoliche

Quest’anno alla festa annuale delle scuole cattoliche ci sarà la suggestiva presenza del Big Piano, una tastiera gigante «a pavimento» pronta a stupire e divertire grandi e piccini. L’appuntamento per gli alunni delle venti scuole paritarie facenti parte del coordinamento che fa capo alla diocesi di Prato è per venerdì 10 maggio a partire dalle 9,30 in piazza Duomo. Culmine dell’evento sarà l’incontro con il vescovo Franco Agostinelli alle ore 11 in cattedrale. Ma andiamo con ordine.

 

 

In piazza sono attesi oltre un migliaio di bambini e ragazzi con i propri insegnanti, per loro ci sarà l’animazione curata dalla Prestige Eventi di Ferrara, specializzata nella produzione di spettacoli. Pezzo forte della loro esibizione è il piano gigante, fedele riproduzione di quello reso famoso dal film Big con Tom Hanks. La realizzazione di questo spettacolare strumento, suonato con i piedi da musicisti ballerini, è interamente made in Italy e si è già fatto notare nella trasmissione «Tu si que vales» in onda sulle reti Mediaset. La mattinata si concluderà alle ore 12, dopo il momento di riflessione e preghiera con monsignor Agostinelli.

 

«Questo appuntamento è un modo per ritrovarsi e far festa tutti insieme – spiega don Serafino Romeo, responsabile del coordinamento delle scuole cattoliche di Prato – non è comune che in una diocesi esista questa sinergia tra i vari istituti, le nostre dirigenti infatti si ritrovano periodicamente per condividere il loro lavoro. Siamo molto contenti di poter organizzare, da 30 anni, momenti come questo, che servono anche a dare visibilità alla presenza delle nostre scuole». Come detto sul territorio pratese sono venti gli istituti paritari cattolici, per un totale di quasi tremila studenti.

Concerto di Pasqua della Diocesi in San Domenico con il tenore Ricci e la soprano Ma Fei

Si annuncia come un grande momento di musica ma anche di pace e integrazione, il concerto di Pasqua promosso dalla Chiesa di Prato insieme alla onlus Amici della Diocesi. Giovedì 9 maggio alle ore 19 nella chiesa di San Domenico sarà possibile ascoltare due grandi voci: quella del tenore Cristian Ricci e della soprano cinese Ma Fei.

 

I due artisti sono reduci dalla recente esibizione a Castel Gandolfo, dove hanno presentato brani di musica lirica come l’Ave Maria di Gounod e Nessun dorma di Puccini, ma anche canti tradizionali cinesi. Questo spettacolo sarà eccezionalmente replicato a Prato. Con loro ci saranno altri cantanti di origine cinese: Lin Chenyang (baritono), Chen Xiao (basso) e Yang Chenli (soprano), accompagnati dalla pianista Daniela Candiotto. Presenta Federica Morello.

 

La serata evento, a ingresso libero, si intitola: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno» ed è pensata per celebrare al meglio questo periodo di Pasqua. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Prato.

 

Cristian Ricci ha studiato canto a Verona e si è perfezionato all’Accademia Verdiana di Busseto. Dopo aver debuttato nel 2000 nel Don Pasquale al teatro Coccia di Novara, viene scelto da Franco Zeffirelli per la Traviata di Verdi con la direzione di Placido Domingo a Busseto. Inizia così il suo impegno concertistico in collaborazione con prestigiose istituzioni orchestrali nazionali e internazionali, impegnandosi nella diffusione dell’arte lirica italiana nel mondo. È stato ospite del concerto celebrativo per il 25° anno di pontificato di Giovanni Paolo II eseguendo l’inedito Agnus Dei composto per la colonna sonora del video Karol. È direttore artistico del Laboratorio Lirico del Veneto.

Don Luigi Ciotti incontra la città su invito del vescovo Agostinelli

Mercoledì 8 maggio, don Lugi Ciotti sarà a Prato. Fondatore del Gruppo Abele, per aiutare le vittime delle dipendenze, e dell’Associazione Libera, contro i soprusi delle mafie, don Ciotti è stato invitato dal Vescovo Agostinelli per «riaccendere un sogno in questa realtà, appiattita ed impaurita».

 
Il sacerdote ed attivista bellunese ha 73 anni e vive sotto protezione da quasi trenta, a causa della sua quotidiana lotta contro le mafie, per la quale ha subìto anche alcuni attentati. La mattina dell’8 maggio, dalle 10 alle 13, don Ciotti sarà all’istituto Dagomari per un dialogo con gli studenti. Trascorrerà poi il pomeriggio alla Villa del Palco, ospite della comunità dei Ricostruttori nella Preghiera. Quindi, alle 21, nella chiesa di San Francesco, terrà un incontro aperto a tutta la cittadinanza.

 
L’ultima volta di don Ciotti a Prato è stata il 30 giugno del 2018, quando venne per celebrare il matrimonio della figlia di amici. La cerimonia si tenne proprio nella chiesa di San Francesco dove il sacerdote arrivò accompagnato da sei uomini di scorta.

«Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo». Il programma della Settimana Eucaristica in Sant’Agostino

«Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo» è il tema della 41° edizione della Settimana Eucaristica promossa come ogni anno dai padri Sacramentini di Sant’Agostino. Dal 5 al 12 maggio sono in programma numerose iniziative dedicata all’Adorazione e al significato del Santissimo Sacramento.

 
«Per il titolo di quest’anno abbiamo voluto collegarci al piano pastorale, nel quale il nostro Vescovo ci invita alla riscoperta del kerygma, il cuore del messaggio cristiano», spiega il parroco, padre Sergio Pavan.

 
L’animatore sarà padre Manuel Barbiero, sacramentino che presta servizio all’eremo di Lecceto, recentemente tornato in Italia dopo 11 anni di esperienza in Francia a La Mure, paese natale del fondatore della congregazione San Pier Giuliano Eymard.

 

Di seguito IL PROGRAMMA con le iniziative a carattere diocesano.
Ogni giorno alle 7 celebrazione della messa, 7,35 lodi, alle 8 e alle 9 celebrazione eucaristica; alle 18 vespri e a seguire a messa con omelia sul tema della Settimana: «Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo». Il Santissimo Sacramento sarà esposto dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18.

 

Domenica 5 maggio: ore 10 messa di apertura concelebrata; alle 16 adorazione per i religiosi.
Lunedì 6: 21,15 giovani in preghiera.
Giovedì 9: alle 10 ritiro diocesano del clero; 19,30-23 adorazione notturna.
Venerdì 10, alle 16 messa terza età e unzione malati; 21,15 veglia di preghiera per le vocazioni.
Domenica 12, alle 10 messa presieduta dal vescovo Franco Agostinelli con ricordo degli anniversari di matrimonio.

In preghiera con i cingalesi cattolici di Prato dopo gli attentati di Pasqua

In preghiera con i cristiani dello Sri Lanka colpiti dai terribili attentati di Pasqua. Domenica 5 maggio alle ore 16 nella cattedrale di Prato i cattolici cingalesi residenti in città si riuniranno per celebrare una messa in ricordo delle vittime che hanno perso la vita lo scorso 21 aprile a causa della loro fede. La funzione sarà concelebrata da monsignor Santino Brunetti, vicario episcopale per i migranti, e da don Saman Maximus, cappellano dei fedeli di nazionalità cingalese di Prato, Firenze e Lucca. Quelli presenti sul territorio pratese sono circa un centinaio, di questi i cattolici sono una ventina.

 

L’iniziativa è nata in modo spontaneo dopo l’ondata di terrore che ha sconvolto Lo Sri Lanka proprio nella domenica di Resurrezione, quando sei esplosioni simultanee nella mattinata, e altre due più tardi, hanno colpito chiese e hotel di lusso causando la morte di 253 persone e il ferimento di altre 500. Attacchi kamikaze rivendicati dall’Isis che hanno lasciato sbigottiti anche i cingalesi che abitano a Prato.
«Vogliamo unirci con la preghiera ai fratelli e sorelle cattolici cingalesi, che, ancora una volta e come in tante parti del mondo, pagano un prezzo molto alto, solo per restare fedeli ad un messaggio di pace e di fratellanza che il Vangelo viene a riproporre loro e ad indicare a tutto il mondo», scrisse il vescovo di Prato Franco Agostinelli all’indomani degli attentati. L’invito della Diocesi è quello di partecipare alla celebrazione di domenica e di pregare con speranza per la pace.

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