Avvento di Fraternità, l’appello della Caritas: sosteniamo i centri di ascolto parrocchiali

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Anche quest’anno, e probabilmente con un bisogno maggiore rispetto al passato recente, la raccolta offerte nelle chiese pratesi per l’«Avvento di fraternità» sarà destinata ai centri d’ascolto parrocchiali. Nei giorni scorsi la direttrice della Caritas diocesana, Idalia Venco, ha inviato una lettera agli operatori della carità presenti nelle varie parrocchie per assicurare loro sostegno e vicinanza. «Sappiamo del vostro impegno e delle criticità che state incontrando», scrive Idalia Venco nel confermare una costante di questa lunga emergenza sanitaria: «sono tante le persone che ormai stanno incrociando i nostri occhi in cerca di aiuto e di conforto per tutte le difficoltà che questa pandemia ha causato e continua a produrre».

 
Il sistema Mirod di Prato – la Messa In Rete degli Osservatori Diocesani della Toscana – non ha ancora elaborato i dati che possano descrivere il fenomeno con i numeri, ma gli operatori del centro d’ascolto diocesano in via del Seminario possono attestare che nel periodo più critico hanno avuto oltre il 30% in più di contatti. Tradotto: di richieste d’aiuto. Lo stesso aumento di percentuale avuto dall’Emporio della Solidarietà che, superato il picco delle oltre 1300 tessere attive contemporaneamente nell’arco di una settimana, anche in questo ultimo mese non scende mai sotto le 1200 tessere attive. Cifre che evidenziano come Prato stia nuovamente facendo i contri con una crisi economica dura e difficile come quella del 2008.

 
Per questo motivo la quarta domenica d’Avvento, il 20 dicembre, cinque giorni prima di Natale, le offerte raccolte nelle parrocchie rimarranno nelle casse delle stesse parrocchie per le esigenze di carità. In un’altra lettera, scritta dall’assistente spirituale della Caritas, padre Matteo Pedrini, si chiede ai sacerdoti di concordare con i propri centri d’ascolto ulteriori iniziative per sostenere le attività di carità. Anche padre Matteo nella sua lettera conferma che «quest’anno più che mai le risorse necessarie ad affrontare le mancanze materiali di alimenti sono in aumento».
L’anno scorso e l’anno precedente in tutta la Diocesi furono raccolti più di ventimila euro a questo scopo. La speranza è che si possa superare quella cifra.

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