Messa e visita in ospedale per il vescovo Agostinelli in occasione della Giornata del malato

Doppio appuntamento all’ospedale Santo Stefano di Prato per il vescovo Franco Agostinelli. In occasione della Giornata mondiale del malato, che la Chiesa celebra ogni 11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, il Presule è atteso nel nosocomio pratese per una visita e una messa.

 
Sabato 10 febbraio, alle 10,30, monsignor Agostinelli andrà al Santo Stefano per visitare alcuni reparti ospedalieri, dove incontrerà il personale e i degenti. Il Vescovo sarà accompagnato dal direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria della Diocesi Alberto Toccafondi e dal cappellano don Carlo Bergamaschi. Ad accoglierlo ci sarà il direttore sanitario del Presidio ospedaliero Santo Stefano Roberto Biagini. Il giorno successivo, domenica 11 febbraio, data della ricorrenza, alle ore 17 monsignor Agostinelli presiede la messa nella cappella dell’ospedale per i malati, i loro familiari e il personale ospedaliero.

 

Infine, facendo un passo indietro, il pomeriggio di sabato 10 febbraio alle 15,30 nella chiesa dell’Ascensione al Pino in via Galcianese, il Vescovo celebra una messa per gli anziani e i disabili accompagnati dalle organizzazioni di volontariato coordinate dall’Unitalsi.




In marcia per la pace con i migranti e i rifugiati

«Migranti e rifugiati. Uomini e donne in cerca di pace!». Porta il titolo della lettera scritta da Papa Francesco la Marcia della Pace per le vie del centro di Prato organizzata anche quest’anno da Azione Cattolica insieme al Coordinamento Cittadino per la Pace del Comune di Prato. All’iniziativa hanno aderito anche l’oratorio cittadino di Sant’Anna e gli scout pratesi dell’Agesci.

 

L’appuntamento è per domenica 28 gennaio con ritrovo alle 16 in piazza dell’Università, da lì partirà il corteo che attraverserà via Magnolfi per poi arrivare alle 16,30 in piazza del Duomo dove, ad attendere il gruppo, ci sarà il vescovo Franco Agostinelli.
La marcia poi proseguirà per Corso Mazzoni e farà un’ulteriore sosta in piazza del Comune (ore 17), dove è previsto il saluto del sindaco Matteo Biffoni. I partecipanti passeranno poi per via Ricasoli, piazza San Francesco, via San Bonaventura e alle 17,30 arriveranno in piazza Santa Maria delle Carceri per la conclusione finale.

 

Durante il percorso saranno condivise le testimonianze di alcuni migranti e richiedenti asilo ospiti nelle strutture della Fondazione Opera Santa Rita.

 

Sarà una marcia gioiosa, all’insegna della condivisione e del divertimento. Ogni sosta sarà accompagnata da quattro flash mob che seguiranno le azioni invocate da Papa Francesco nella sua lettera: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

 

Sarà l’occasione per trascorrere un pomeriggio diverso, per divertirsi, ma al tempo stesso riflettere su un tema sempre largamente dibattuto, ma troppo spesso affrontato con poca sensibilità.




I biglietti vincenti della Lotteria di Natale 2017: Ecco chi si è aggiudicato i sei premi in palio

Il possessore del biglietto B083 si aggiudica l’automobile Hyundai i10 di colore blu messa in palio dalla Diocesi di Prato per la Lotteria di Natale 2017. I numeri vincenti sono stati estratti questo pomeriggio in piazza Duomo al termine della messa dell’Epifania. È stata una bambina, chiamata Ilaria e scelta sul momento tra i tanti bimbi presenti in piazza, a pescare da quattro urne contenenti le centinaia, le decine, le unità e la serie, le palline con i numeri corrispondenti ai sei premi previsti dal concorso.
L’estrazione e la registrazione dei numeri vincenti sono avvenute alla presenza dell’assessore comunale Monia Faltoni, che ha supervisionato tutte le operazioni in rappresentanza del sindaco, come previsto dalle leggi che regolano i concorsi a premi, del vescovo Franco Agostinelli e di Pierluigi Lenzi, titolare della concessionaria Lenzi Automobili.

 

Ecco tutti i vincitori della Lotteria:

 

Il biglietto B083 vince il primo premio: una Hyundai i10 fornita dalla concessionaria Lenzi Automobili.

Secondo premio: L425 vince una settimana di vacanza per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti.

Terzo premio: I714 vince una settimana di vacanza per due persone (a mezza pensione) alla Versiliana a Marina di Pietrasanta.

Quarto premio: F155 vince un tappeto persiano del valore di mille euro.

Quinto premio: L870 vince un cesto di specialità natalizie.

Sesto premio: I697 vince un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.

 

I vincitori potranno ritirare i premi recandosi presso la Curia diocesana (ingresso da piazza Duomo, 48) a partire da lunedì 8 gennaio. Per informazioni: curia@diocesiprato.it.

 

I biglietti sono stati venduti nelle parrocchie pratesi a partire dall’8 dicembre. L’iniziativa è stata promossa per uno scopo benefico: contribuire alla onerosa ristrutturazione del complesso monumentale di San Domenico, in particolare l’antico refettorio, destinato a diventare una sala polivalente a servizio della città.




Epifania, le comunità straniere in Duomo per la «Messa dei Popoli». Poi premiazione dei presepi ed estrazione della lotteria

Nel giorno dell’Epifania la Chiesa di Prato celebra in cattedrale la messa dei popoli. Anche quest’anno le comunità cattoliche straniere presenti in città si ritrovano il 6 gennaio in occasione della «manifestazione di Gesù alle genti». Sarà un pomeriggio di festa nel segno dell’integrazione, della tradizione e della solidarietà. Al termine della funzione sono previsti due eventi molto attesi: la proclamazione della parrocchia vincitrice del concorso dei presepi e l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di Natale.

 

Ecco il programma di sabato 6 gennaio

 

La messa dei popoli. Alle 15,30, in duomo, il vescovo Franco Agostinelli presiede una messa internazionale multilingua animata dai canti e dalle preghiere delle cappellanie straniere. La prima lettura sarà in inglese e la seconda in cinese, mentre il Vangelo sarà proclamato in italiano. Saranno presenti le comunità: nigeriana, cinese, rumena, filippina, pakistana, polacca e ucraina.
«L’Epifania ci ricorda che siamo tutti fratelli davanti a Dio – spiega mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati – e ancora una volta vogliamo ricordare che Gesù è venuto per tutti, senza distinzioni di razza o provenienza».
Per la Diocesi di Prato la solennità coincide con la «Giornata del migrante e del rifugiato» (che cade il 14 gennaio).

 

 

 

Concorso presepi. Al termine della messa dei popoli la festa si sposta sul sagrato del duomo. La prima iniziativa è nel segno della tradizione: i bambini presenti in piazza sono chiamati a dare un bacio alla statua di Gesù Bambino. Il momento sarà allietato dai canti e dalle danze promosse dalla comunità nigeriana assieme a quella rumena e filippina.
Poi monsignor Agostinelli proclamerà i primi tre classificati nel concorso diocesano dei presepi delle parrocchie. In gara ci sono una trentina di elaborati realizzati dai gruppi di catechismo. Si tratta delle Natività che per un mese sono state in mostra all’interno dell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi. Una esposizione vistata da più di tremila persone. Davvero un successo, andato oltre le aspettative dell’Ufficio catechistico diocesano, promotore del concorso. La premiazione dei vincitori si terrà sabato 13 gennaio dalle 15 alle 18 alla parrocchia delle Fontanelle con una grande festa aperta a tutti i bambini delle parrocchie.

 

Lotteria di Natale. Lanciata nel giorno dell’Immacolata, la Lotteria della Diocesi sta per arrivare al giorno dell’estrazione. Dopo la proclamazione dei vincitori del concorso dei presepi sapremo chi si sarà aggiudicato la Hyundai i10 messa in palio da Lenzi Automobili. Sul sagrato del duomo verranno sistemate quattro urne contenenti delle palline numerate. Ad un bambino, scelto tra quelli presenti in piazza, verrà chiesto di estrarre per primo il numero di serie e la lettera, poi le centinaia, le decine e le unità dei sei biglietti vincenti.
Oltre alla Hyundai ci sono altri premi in palio: il secondo è una settimana per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti; il terzo una settimana per due persone alla Versiliana a Marina di Pietrasanta. Il quarto premio è un tappeto persiano (valore mille euro), il quinto un cesto di specialità natalizie e il sesto è un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.
I biglietti, dal costo di cinque euro, saranno acquistabili in piazza Duomo sabato 6 gennaio fino ad un’ora prima dell’estrazione. Le serie vincenti saranno pubblicate sul sito della diocesi (diocesiprato.it) e sui siti di informazione locale.

 

Doppio anniversario di ordinazione episcopale. Il 6 gennaio è una data importante per monsignor Agostinelli. Quel giorno, nel 2002, Giovanni Paolo II lo ordinò vescovo in San Pietro. Allora il Presule era destinato alla diocesi di Grosseto, dove sarebbe rimasto per dieci anni prima di arrivare a Prato, in sostituzione di mons. Gastone Simoni, che per una singolare coincidenza ricevette l’ordinazione episcopale il 6 gennaio di dieci anni prima, nel 1992.




Presentazione del dossier Caritas sulle povertà e tavola rotonda sui temi del lavoro

«Se avessi un lavoro…». È il titolo dell’ultimo rapporto Caritas sulle povertà a Prato. Il seguito dei punti di sospensione è presto detto: tutto sarebbe diverso. Oltre 70% delle persone che si sono rivolte ai Centri d’ascolto in rete – parrocchie, volontariato vincenziano, san Vincenzo de Paoli, mensa La Pira e Caritas diocesana – hanno affermato di non avere alcune occupazione e dunque sono impossibilitati a far fronte alle esigenze quotidiane della propria famiglia.

 
Alle loro richieste la rete diocesana offre innanzitutto un servizio di ascolto e di accompagnamento, oltre che, ovviamente, un aiuto concreto. E la città, come si pone di fronte a vecchi e nuovi poveri? Di questo si parlerà alla presentazione del dossier 2017 in programma domani, sabato 25 novembre, dalle 9,30 al Palazzo delle Professioni in via Pugliesi.

 
Dopo i saluti della direttrice della Caritas Idalia Venco, del vicesindaco di Prato Simone Faggi e del presidente del Palazzo delle Professioni Alessandro Pieraccini, Massimiliano Lotti illustrerà i dati e poi è prevista una tavola rotonda dove si cercherà di rispondere alla domanda di cui sopra. Si confrontano: Michele Del Campo (direttore ufficio di Pastorale sociale della diocesi di Prato), Marcello Gozzi (direttore Confindustria Toscana Nord), Maurizio Nardi (presidente Fondo Santo Stefano), Alessandro Fabbrizzi (segretario generale Camera del Lavoro), Leonardo Angeletti (direttore patronato Epasa-Itaco Cna Prato) e Daniela Toccafondi (assessore comunale alle politiche economiche e per il lavoro). Modera la giornalista del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini. Le conclusione sono affidate al vescovo Franco Agostinelli.




Quarantacinque raffinati reliquiari in mostra al Museo dell’Opera del Duomo

Nel Museo dell’Opera del Duomo fanno il loro ingresso quarantacinque antichi e splendidi reliquiari. Raffinate opere di alta oreficeria realizzate in Italia e in Europa tra il XIII e il XIX secolo.
Si tratta di pezzi provenienti da collezioni private custodite dall’ufficio beni culturali della diocesi e destinati ad entrare a far parte del futuro museo di arte sacra di San Domenico.
Tornando al presente, venerdì 15 settembre alle 17,30, si inaugura la mostra intitolata «Reliquiaria Pulchra», curata dal direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli.

 

L’iniziativa culturale nasce da una esigenza: quella di riempire la sala del Museo dedicata alla Sacra Cintola, le cui opere, circa una trentina, sono andate in prestito alla mostra «Legati da una Cintola», allestita fino al 14 gennaio 2018 a Palazzo Pretorio.
«Così abbiamo deciso di mettere in mostra questi preziosi reliquiari custoditi nei nostri depositi – spiega Cerretelli –, tra questi, tutti di pregevole fattura, ce ne sono alcuni esposti per la prima volta al pubblico».

 

 

Alcune opere in mostra. Tra i pezzi conosciuti c’è il, bellissimo, Braccio reliquiario di San Biagio attribuito a Lorenzo Ghiberti, uno dei massimi scultori e orafi fiorentini del Quattrocento, autore delle celebri porte del battistero del duomo di Firenze. Poggiante su sei leoncini accucciati, a tutto tondo, posti in posizione angolare, il reliquiario ha forma stellare e contiene all’interno, secondo quanto riportato dal cartiglio, il teschio di uno dei bambini trucidati durante la «strage degli innocenti».
Tra le opere da scoprire segnaliamo una coppia di reliquiari a ostensorio in argento cesellato realizzati su possibile disegno del grande architetto Giovan Battista Foggini. Sono settecenteschi e provengono dalla cappella di una villa fiorentina. La struttura è formata unicamente da un grande cherubino ad ali sollevate – con raffinata cesellatura del piumaggio, intorno al bel volto paffuto – tra le quali sembra sorreggere la parte terminale di due ampie foglie di palma, simbolo del martirio.
Altra opera di notevole valore è una cassetta dei santi Pietro e Paolo di bottega limosina, realizzata nel Duecento. Proviene da Londra e fa parte della collezione Rothschild. È uno scrigno smaltato con tondi raffiguranti angeli. Un’altra cassetta, questa volta di scuola boema, arriva probabilmente da Praga, si fa notare per la sua bellezza e importanza. Fatta nel XIV secolo con legno, rame fuso e cristallo di rocca, riporta sul fronte gli stemmi della Boemia e della Moravia.
Orari e contatti. La mostra sarà visibile dal 15 settembre secondo gli orari del Museo: lunedì/sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. La domenica dalle 14 alle 17. Martedì chiuso. Per informazioni 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it.




Tragedia di Vaiano, il Vescovo Franco: «Piangiamo due morti. Ma non possiamo più tollerare situazioni che ledono leggi, sicurezza e diritti»

«Piangiamo due morti, deceduti in circostanze drammatiche tra le nostre case. La morte di due cittadini cinesi ci ricorda che siamo tutti uguali, nella comune umanità, di qualunque colore sia la pelle». È il commento espresso da mons. Franco Agostinelli, vescovo di Prato, alla notizia della morte di un uomo e una donna, rimasti uccisi nell’incendio che questa mattina si è sviluppato in una palazzina alla Tignamica, frazione del Comune di Vaiano in provincia di Prato.

 
«Le cause dell’incendio che ha interessato l’abitazione a La Tignamica – afferma mons. Agostinelli – sono ancora in corso di accertamento. Si ripropone in ogni caso la promiscuità tra abitazioni e laboratori di confezione, gestiti perlopiù da cittadini di origine cinese, ancora gravemente diffusa nei nostri quartieri.
Due anni fa questa situazione fu denunciata con risolutezza e parole inequivocabili anche da Papa Francesco, durante la sua visita a Prato. Non poco è stato fatto in questi anni per prevenire e reprimere. Ma, con tutta evidenza, c’è ancora molto da fare. È questa una delle emergenze del nostro territorio, a cui dare, con effettiva priorità, risposta. Non possiamo continuare a tollerare situazioni che ledono così palesemente leggi, sicurezza, diritti», conclude il Vescovo di Prato.




Tradotta dal latino e pubblicata in un libro la storia della Sacra Cintola. Il testo è curato dal canonico Marco Pratesi

In occasione della mostra «Legati da una Cintola», la Diocesi di Prato ha deciso di pubblicare in un formato agile e accessibile a tutti la storia dell’antica reliquia simbolo della città. Il titolo del volumetto, sono una cinquantina di pagine, è «Storia della preziossima Cintola della Gloriosa Vergine Maria. Alle radici della devozione pratese al Sacro Cingolo».

 

Si tratta della traduzione in italiano del Codice Nerucci, scritto nel Quattrocento da Bartolomeo Nerucci, insegnante di latino e letteratura, oggi custodito nella Biblioteca Roncioniana in piazza San Francesco. Il testo è in latino, contiene le notizie riguardanti la venuta della cintura della Madonna a Prato ed è stato tradotto dal canonico Marco Pratesi, bibliotecario della Roncioniana.
Per la prima volta dunque sarà possibile leggere la storia del Sacro Cingolo così come è stata tramandata a partire dal XIII secolo dai canonici della pieve di Santo Stefano, l’odierna cattedrale di Prato.

 

 

 

Il libro è suddiviso in tre parti. La prima riguarda il Transito dello Pseudo-Giusppe di Arimatea, testo a se stante di probabile origine francese che racconta il dono della Cintura della Vergine all’apostolo Tommaso da parte di Maria. La seconda è rappresentata dai racconti della reliquia a Gerusalemme, il matrimonio di Michele, il mercante pratese che portò la Cintola a Prato, il suo ritorno a casa e la dimora nascosta. L’ultima parte è dedicata alla manifestazione della reliquia e alle sue virtù. I tre blocchi sono inquadrati da un prologo e da un epilogo.
Il documento era già stato stampato e inserito all’interno del libro «Una Cintura tra Gerusalemme e Prato», scritto da Pratesi assieme a mons. Basilio Petrà e allo storico Francesco Santi. Adesso è reperibile in una versione destinata a un pubblico vasto. Ma l’intento del canonico Pratesi però è più ampio. Il bibliotecario sta lavorando ad una edizione critica dei cinque codici conosciuti contenenti la storia della Cintola: due sono a Prato, appunto il Nerucci e il Martini del ‘700, anch’esso custodito alla Roncioniana. Due sono a Firenze, alla Biblioteca Nazionale e alla Morelliana, e uno in Francia a Fontainebleau, scovato proprio dal canonico Pratesi. «Ma non escludo che possano esserci altri manoscritti di cui non ne siamo a conoscenza – afferma il sacerdote – sicuramente nel corso dei secoli ne sono stati prodotti altri esemplari».

 

La scelta di editare la storia della Cintola nasce con l’intento di far conoscere a pratesi, studiosi e turisti le vicende che portarono Prato ad avere in custodia la reliquia a partire dal 1141, quando il mercante Michele tornò in città dopo un viaggio in Terra Santa. «Già nel Medioevo si diffusero manoscritti contenenti la storia del Sacro Cingolo raccontata in volgare – aggiunge ancora il canonico Pratesi – ma a mio avviso si tratta di ricostruzioni che da un punto di vista storico e dell’informazione sono di qualità peggiore, e con meno particolari, rispetto alla storia latina, per cui era necessario poter accedere a questo testo in italiano corrente».
La storia della Cintola, corredata da una introduzione a firma del vicario generale mons. Nedo Mannucci e da note a piè di pagina, sarà disponibile dai primi di settembre alla Libreria Cattolica.

 

 

 




Parrocchia delle Carceri in festa. In piazza la testimonianza del cardinale che ha commosso papa Francesco

«Per asciugare le lacrime di molti con Maria». Si intitola così la serata evento promossa dalla parrocchia di Santa Maria delle Carceri per ricordare il 533 anniversario dell’evento miracoloso che portò alla costruzione della basilica. Domenica 9 luglio alle 21,15 in piazza, alcuni testimoni racconteranno esperienze di estrema difficoltà subite nel corso della vita e di come la fede sia arrivata in loro soccorso.

 

È il caso del cardinale Ernest Simoni, ospite d’onore della serata, invitato per parlare della sua terribile storia di uomo incarcerato, torturato e costretto per anni ai lavori forzati a causa della sua appartenenza fedele alla Chiesa. Nato in Albania nel 1928 – oggi ha 89 anni – Simoni è stato osteggiato, condannato e perseguitato dal regime comunista di Ever Hoxha per tutta la vita. La sua colpa è stata quella di non rinnegare il sacerdozio, di celebrare messa e di essere vicino alle persone.
Per il suo coraggio papa Francesco lo ha creato cardinale nel novembre dello scorso anno in segno di stima e ringraziamento. «Ci racconterà come ha resistito, dove ha trovato forza e consolazione per andare avanti – spiega il parroco delle Carceri monsignor Carlo Stancari -, alla sua testimonianza si aggiungeranno altre storie di lacrime versate, come la violenza sulle donne, la perdita del lavoro e della casa. Vicende di oggi verso le quali siamo chiamati a non rimanere fermi ma ad “asciugare” le lacrime dei sofferenti». La serata è stata organizzata in collaborazione con la Caritas diocesana, l’oratorio di Sant’Anna e l’associazione La Lunga Domenica.

 

Il giorno della festa di Santa Maria delle Carceri è il 6 luglio, quando si fa memoria della manifestazione prodigiosa avvenuta nel 1484. L’immagine della Madonna, dipinta sul muro delle antiche carceri, già a quel tempo abbandonate, si animò davanti al piccolo Jacopino Belcari. La Vergine pianse per tre volte e le sue lacrime furono asciugate con delle nappe ancora oggi conservate all’interno della basilica, costruita su progetto di Giuliano da Sangallo grazie all’interessamento di Lorenzo il Magnifico.

 

Il programma. Nei giorni precedenti la ricorrenza si tiene la tradizionale novena in preparazione alla festa. Il giorno della vigilia, il 5, è in programma alle 21 la processione mariana da piazza San Rocco alla basilica. Giovedì 6 luglio, alle 12 atto di affidamento con supplica a Maria e alle 19 messa solenne presieduta dal vescovo Agostinelli, concelebrata da una rappresentanza del capitolo della Cattedrale alla presenza dell’Amministrazione comunale. Per tutto il giorno confessioni e recita del rosario. Alle 20,15 cena fraterna. Nel corso della giornata sarà possibile visitare le antiche carceri.
Domenica 9 luglio serata di festa, preghiera e riflessione, preceduta da un apericena in piazza pensato per le famiglie.




Il vescovo Agostinelli felice per la nomina del cardinale Bassetti alla presidenza della Cei

«Sono contento e non potrei essere altrimenti». Il vescovo di Prato Franco Agostinelli, a Roma per l’assemblea generale della Cei, al telefono esprime gioia per la nomina del cardinale Gualtiero Bassetti a presidente dei vescovi italiani.

«Conosco la levatura spirituale, umana come anche l’animo pastorale di Bassetti – commenta monsignor Agostinelli –, non è innanzitutto un teologo e nemmeno un cattedratico ma è un vero pastore, un uomo che sta in mezzo ai sacerdoti e alla gente, è persona che sa dialogare e valorizzare i carismi dei suoi collaboratori».

La gioia del vescovo Agostinelli nasce soprattutto dalla lunga amicizia e dalla collaborazione tra i due: quando Bassetti è stato per oltre dieci anni alla guida della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Agostinelli è stato il suo principale collaboratore come vicario generale, fino alla nomina di quest’ultimo a vescovo di Grosseto.