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Coronavirus: l’impegno della Diocesi per promuovere la partecipazione spirituale alla liturgia tramite Messa, Rosario e Via Crucis in diretta su Tv Prato

Una serie di dirette per consentire a tutti i telespettatori di coltivare la fede e partecipare a distanza alle celebrazioni liturgiche in questo tempo di Quaresima: è il nuovo programma messo in campo dalla Diocesi di Prato in collaborazione con Tv Prato, per venire incontro alle esigenze dei fedeli, in settimane di forti restrizioni stabilite dal Governo per fronteggiare il contagio da Coronavirus.

Come le altre diocesi in Italia, anche la Chiesa di Prato ha sospeso la celebrazione pubblica delle messe: le chiese restano, al momento, aperte per consentire la preghiera ma i sacerdoti continueranno a celebrare messa a porte chiuse, senza la partecipazione diretta dei cittadini. La Diocesi, in collaborazione con l’emittente televisiva cittadina, ha così approntato un servizio pensato per stare vicino alla gente in un momento di difficoltà e di smarrimento.

Questo il calendario delle dirette, che saranno visibili sul canale 74 del digitale terrestre o in streaming su tvprato.it:

  • tutti i pomeriggi, alle 17,30, recita del rosario e messa, in diretta dal Duomo;
  • tutti i venerdì, alle 21,20, Via Crucis da una delle chiese della Diocesi pratese;
  • tutti i sabati, come di consueto, alle 18, messa prefestiva in diretta dal Duomo di Prato;
  • tutte le domeniche, alle 10,30, messa domenicale trasmessa da una delle parrocchie della Diocesi di Prato.

A queste dirette si aggiunge, ogni giorno alle 7, la Messa celebrata da Papa Francesco, che Tv Prato trasmette, da questa mattina, in diretta da Casa Santa Marta in Vaticano.

Le dirette resteranno valide fino a diversa comunicazione.

Proprio nella giornata di ieri, il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, ha celebrato la messa in Duomo a porte chiuse: l’intera cerimonia è stata trasmessa in diretta da Tv Prato. Monsignor Nerbini ha esortato tutti ad avere fiducia nel Signore: «La parola di Dio sia in nostro farmaco contro lo sconforto, la paura e la solitudine», ha detto Nerbini.

Coronavirus, il vescovo Giovanni: «la Parola di Dio sia il nostro farmaco contro paure e solitudine»

 

In cattedrale vuota e a porte chiuse il vescovo Giovanni Nerbini ha celebrato la messa domenicale davanti alle telecamere di Tv Prato per poter entrare nelle case dei pratesi in questo momento così difficile legato all’emergenza del coronavirus. «La Parola di Dio sia il nostro farmaco contro lo sconforto, la paura e la solitudine» ha detto monsignor Nerbini nell’omelia.

 

«Nessuno iniziando questa Quaresima 2020 – ha osservato il Vescovo – avrebbe immaginato come in pochi giorni l’intero nostro mondo avrebbe subìto uno stravolgimento tanto rilevante da costringerci a rinunciare ai nostri incontri eucaristici domenicali». Questa mattina infatti la Chiesa di Prato, come le altre diocesi in Italia, ha sospeso la celebrazione delle messe con effetto immediato in ottemperanza a quanto stabilito dal decreto emanato dal Governo nel corso della notte. E così monsignor Nerbini ha voluto presiedere la celebrazione dell’Eucarestia «in maniera del tutto singolare per mezzo di Tv Prato perché del tutto eccezionale è il momento che stiamo vivendo». E poi ha aggiunto: «In un attimo sono crollate tutte le sicurezze e illusioni che reggevano le nostre esistenze. Ciò che non abbiamo assolutamente perso è la presenza, l’amicizia, il sostegno, la vita del Signore nostro Gesù Cristo che è e rimane in mezzo a noi». La voce del Vescovo è risuonata anche in piazza Duomo attraverso gli altoparlanti della cattedrale. Non pochi si sono radunati davanti alla portone chiuso di Santo Stefano per ascoltare in silenzio la celebrazione della messa.

 

Monsignor Nerbini ha suggerito di cogliere «questa forzata penitenza» come momento propizio per «riscoprire il cammino che Dio ci mostra, lasciando così tutte le false, illusorie sicurezze». Da qui l’invito a «intensificare la preghiera». Il Vescovo ha anche sottolineato come in questo tempo, pur non essendoci celebrazioni, «le chiese rimarranno aperte più del solito» e per questo è possibile «fermarci in adorazione silenziosa davanti all’Eucarestia». Poi ha chiesto «riprendere la recita del rosario in famiglia» per ritrovare «la pace perduta». Ma soprattutto monsignor Nerbini ha chiesto ai fedeli di riprendere «costantemente in mano» la Parola di Dio: «meditiamola attentamente e vi troveremo tutto quello di cui abbiamo bisogno, non solo per i momenti di crisi come questo, ma per ogni evenienza della vita».

Nella preghiera dei fedeli monsignor Nerbini ha voluto dedicare una intenzione ai governanti, «perché sappiano scegliere con responsabilità», e una al personale ospedaliero, medici e sanitari affinché «sappiano spendersi generosamente e sentano il sostegno di tutti».

All’inizio e alla fine della celebrazione il vescovo Nerbini ha voluto abbracciare idealmente tutti i fedeli ma in particolare gli anziani e gli ammalati chiedendo per loro, la città e il mondo intero: «sicurezza, salute, fede e amore».

 

Monsignor Nerbini si è fatto anche interprete delle raccomandazioni prescritte dalla autorità civile «per gli anziani e le persone di salute cagionevole a non frequentare luoghi pubblici e a rimanere, per quanto è possibile, nelle loro abitazioni e a non affollare in maniera ingiustificata gli ospedali che già portano il peso di questa situazione».

Coronavirus: La Diocesi di Prato sospende il catechismo dei ragazzi. Le disposizioni dei Vescovi toscani

Anche la Diocesi di Prato interrompe, per lo stesso periodo di sospensione delle attività scolastiche, il catechismo dei ragazzi. Lo stabilisce la Conferenza Episcopale Toscana in un comunicato che diramiamo a livello locale.


Di seguito il testo integrale.


I Vescovi delle Diocesi della Toscana invitano a ottemperare a quanto la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha indicato in data odierna circa la vita liturgica e pastorale delle comunità, a seguito delle misure contenute nel nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri per arginare il rischio del contagio del coronavirus, le cui norme vanno accolte come contributo al bene comune e alla serena convivenza sociale.

Alle luce delle norme governative e delle indicazioni della CEI, mentre prendono atto della “possibilità di celebrare la Santa Messa, come di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima”, i Vescovi della Toscana – in una prospettiva prudenziale, in quanto nella regione al momento la situazione sanitaria non sembra presentare quei caratteri di gravità che si riscontrano in altri territori – dispongono, fino a quando rimarrà in vigore il decreto governativo, le seguenti specifiche misure precauzionali, che si aggiungono a quelle indicate nei giorni scorsi, che parroci, operatori pastorali e fedeli sono invitati a rispettare scrupolosamente:


–        i riti liturgici siano celebrati attenendosi a quanto specificano le disposizioni governative circa la distanza tra le persone presenti, al fine di evitare l’affollamento, prendendo gli opportuni provvedimenti perché questo sia possibile;

–        si ricorda anche che dal precetto di partecipare alla Messa festiva sono dispensati quanti ne siano impediti per grave causa, quale è la malattia e, nella presente circostanza, la condizione degli anziani che possono più facilmente subire la diffusione del virus;

–        si sospendano gli incontri di catechesi fin quando rimanga in vigore quanto disposto dal decreto governativo circa la sospensione dell’attività scolastica;

–        nelle attività formative, pastorali, caritative o di natura sociale, che si svolgono nelle parrocchie, negli oratori, negli istituti e nelle aggregazioni, si seguano fedelmente le disposizioni del decreto governativo circa le situazioni in cui si verifica il convenire di più persone, evitando gli affollamenti che annullano le dovute distanze tra le persone;

–        si invita a sospendere la benedizione delle famiglie fino alla cessazione dell’emergenza sanitaria;

–        si raccomanda la massima attenzione al rispetto della distanza tra le persone e in genere delle misure igienico-sanitarie descritte nell’allegato al decreto governativo, in particolare in occasione delle Confessioni e della Comunione ai malati;

–        anche negli ambienti delle attività pastorali è bene mettere a disposizione le soluzioni idroalcoliche per la pulizia delle mani;

–        si invitano le parrocchie, gli istituiti religiosi e le aggregazioni laicali a limitarsi alle attività liturgiche e pastorali ordinarie, rinviando ad altri tempi quelle straordinarie; in ogni caso si ribadisce che dovranno essere attentamente osservate le disposizioni circa le distanze da mantenere fra le persone; in questo contesto si reputa doveroso sospendere anche i pellegrinaggi.


Queste disposizioni si aggiungono a quelle date giorni fa ai parroci delle chiese toscane:


–        tenere vuote le acquasantiere;

–        omettere il gesto dello scambio della pace nelle celebrazioni liturgiche;

–        distribuire la Santa Comunione esclusivamente sulla mano;

–        prendere precauzioni durante le Confessioni auricolari e in contesti di contatti personali.

I Vescovi rinnovano la vicinanza a quanti, malati e persone loro prossime, soffrono a causa dell’epidemia, come pure a quanti sono impegnati a contrastarla a livello sanitario o a prendere decisioni per affrontare la situazione nella vita sociale. Smarrimento e paura non devono spingere a una sterile chiusura; questo è il tempo in cui ritrovare motivi di realismo, di fiducia e di speranza, che consentano di affrontare insieme la difficile situazione. I Vescovi rinnovano l’invito alla preghiera, per invocare dalla Misericordia divina il conforto del cuore e la liberazione dal male: «Dio onnipotente e misericordioso, guarda la nostra dolorosa condizione: conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza, perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di Padre» (Messale Romano).


5 marzo 2020

I Vescovi delle Diocesi della Toscana


15.2020

Presunti abusi sessuali nella ex comunità dei Discepoli dell’Annunciazione, il dolore del vescovo Nerbini: «piena fiducia nella magistratura»

Il Vescovo di Prato mons. Giovanni Nerbini, di fronte alla diffusione della notizia di avvisi di garanzia che la Procura di Prato ha inviato ad alcuni membri – attuali e passati, sacerdoti e non – dell’ex Associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione», esprime piena fiducia nella Magistratura e continua a offre agli Inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi.

 

Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese. «Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma mons. Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini».

 

La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all’allora vescovo di Prato Franco Agostinelli era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima – all’epoca lui era minorenne – aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il Vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.

 

Il Vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all’apertura di tale procedimento – tuttora in corso – secondo le norme del Diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il Vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato.

 

Fin da subito il Vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante.

 

Poche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell’associazione di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione»: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell’avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato – come già reso noto – su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti.

 

 

 

 

Il vescovo Giovanni Nerbini chiede a tutto il presbiterio diocesano e alle comunità religiose che le messe di oggi pomeriggio, mercoledì 29 gennaio, di domani, giovedì 30 gennaio, e di venerdì 31 gennaio possano essere applicate, oltre che al suffragio dei defunti, per la nostra chiesa Diocesana in questo momento di particolare difficoltà.

La Santa Sede scioglie i Discepoli dell’Annunciazione, comunità religiosa con sede nella Diocesi di Prato

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata della Santa Sede ha comunicato lunedì 16 dicembre, con una lettera inviata al Vescovo mons. Giovanni Nerbini, di aver soppresso l’Associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione», che ha la propria sede principale a Prato.

 

Si tratta di una comunità religiosa, fondata dieci anni fa da don Giglio Gilioli, sacerdote veronese trasferitosi nella nostra diocesi qualche anno prima. Particolarmente dedita alla spiritualità mariana – da qui la denominazione – la comunità aveva raccolto diversi giovani, provenienti da varie parti del mondo, intenzionati a diventare sacerdoti religiosi. Riconosciuta, dal punto di vista del Diritto canonico, come «associazione pubblica di fedeli» nel 2010, aveva mostrato diverse criticità, non riuscendo a radicarsi né per quanto riguarda la messa a punto del carisma originario né per la struttura comunitaria né per il numero degli aderenti: infatti, in questi anni, molti membri dell’associazione sono usciti: alcuni hanno abbandonato la vita religiosa, altri hanno chiesto di diventare sacerdoti della Diocesi di Prato. Per questi motivi già nel 2013 la Diocesi di Prato aveva disposto una verifica ufficiale – si chiama «Visita canonica» – a cui ne era seguita un’altra nel 2018, voluta direttamente dalla Santa Sede.

 

Così, al fronte del perdurare delle inadempienze suddette e del numero ormai esiguo di aderenti, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata ha disposto lo scioglimento dell’associazione. In particolare la detta Congregazione elenca nelle motivazioni: limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri, la non adeguata distinzione tra foro interno e foro esterno – vale a dire la separazione tra l’ambito della coscienza, spettante al confessore, e quello della disciplina, di pertinenza del superiore religioso – e deficienze nell’esercizio dell’autorità. Il documento spiega: «Persistendo le medesime criticità acuite da un ulteriore riduzione numerica, da atteggiamenti di diffidenza e di distacco nei confronti dell’autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo», decreta, con effetto immediato, lo scioglimento dell’associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione».

Ostensione e patrono: le tradizioni pratesi per Natale e Santo Stefano

Primo Natale e primo Santo Stefano per il vescovo Giovanni a Prato. Col Natale torna il rito dell’Ostensione: mercoledì 25 dicembre dopo il canto dei vespri la Sacra Cintola sarà mostrata alla venerazione dei fedeli. Un’altra tradizione, più recente ma dal grande significato, è la celebrazione della prima messa del giorno nel carcere della Dogaia per i detenuti da parte del Vescovo. Il 26 dicembre invece è il giorno del patrono della città e della diocesi e in duomo si celebra il solenne pontificale con l’annuncio dei vincitori della decima edizione del Premio Santo Stefano. Ma andiamo con ordine. Di seguito segnaliamo i vari appuntamenti in cattedrale nei prossimi giorni.

 
Martedì 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 18,30: messa della vigilia di Natale; ore 22: Ufficio delle Letture a cui seguirà la messa della Natività. Celebra il vescovo, mons. Giovanni Nerbini.

 
Mercoledì 25 dicembre. S. Natale e Ostensione

Al mattino, alle 8,30, mons. Nerbini sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.
In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; ore 10,30, Solenne Pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16, musiche d’organo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle 17 mons. Nerbini guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’Ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’Esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

Il «sasso» di Santo Stefano

Giovedì 26 dicembre. S. Stefano, Patrono di Prato

Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine della messa monsignor Nerbini, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della decima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e Reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 
Martedì 31 dicembre. Ringraziamento di fine anno

L’ultimo giorno dell’anno è in programma la messa di ringraziamento, al termine della quale è previsto il canto del «Te Deum» e la benedizione eucaristica. La celebrazione, preceduta dal canto dei vespri, è alle 18 in cattedrale presieduta dal Vescovo, tiene l’omelia il canonico teologo mons. Basilio Petrà.

 
Mercoledì 1° gennaio 2020. Maria Madre di Dio. Giornata mondiale della pace

Il primo giorno dell’anno è festa di precetto, in duomo le messe sono alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19. Alle ore 17: musiche d’organo sullo strumento antico della Cappella del Sacro Cingolo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle ore 18,30 Vespri solenni e alle 19 messa presieduta da mons. Nerbini con omelia del canonico teologo mons. Basilio Petrà; gli auguri del Vescovo alla città e alla diocesi.

Torna «Presepiando al catechismo», nel chiesino di via Garibaldi in mostra e in gara i presepi dei bambini delle parrocchie

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna «Presepiando al catechismo», il concorso rivolto ai bambini delle parrocchie pratesi. Sabato 7 dicembre, nell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi, saranno in mostra i 23 presepi realizzati da altrettanti gruppi di catechismo. Il vincitore sarà decretato dal gradimento dei visitatori, invitati ad indicare, scrivendolo su un bigliettino, il presepe più bello del concorso 2019.

 

Ma andiamo con ordine. L’inaugurazione è preceduta da un incontro in preparazione all’Avvento guidato dal vescovo Giovanni Nerbini in cattedrale alle ore 10, rivolto a tutti i ragazzi del catechismo e ai loro genitori. I partecipanti sono invitati a portare i «Bambinelli» dei loro presepi di casa per essere benedetti. Poi, intorno alle 11,30, tutti si sposteranno in via Garibaldi, per raggiungere il chiesino, all’interno del quale è stata allestita la mostra dei presepi curata dall’ufficio catechistico diocesano.

 

Il tema di Presepiando 2019 è: «La Sacra Famiglia parla a tutte le famiglie». «Il titolo è un chiaro riferimento al vero e profondo significato del Natale – dice il direttore dell’ufficio catechistico don Carlo Geraci – e a tutti i gruppi partecipanti abbiamo chiesto di mettere in evidenza la Sacra Famiglia, che parla a tutti e rappresenta tutte le famiglie, da quelle in crisi a quelle che stanno facendo, pur con difficoltà, un cammino di conversione cristiana. Dio parla al cuore di tutti, nessuno escluso». Accanto a ogni presepe ci sarà una preghiera scritta dai bambini e stampata in molte copie per i visitatori che volessero prenderla e portarla a casa.
Lo scorso anno, furono oltre cinquemila i votanti e circa diecimila i visitatori dell’esposizione dei presepi che anche in questa edizione sarà visitabile tutti i pomeriggi, dalle 15 alle 19, dal 7 dicembre fino al 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, giorno in cui verranno proclamati i primi tre classificati del concorso. L’annuncio verrà dato nel pomeriggio sul sagrato del duomo, al termine della messa dei popoli.

 

Oltre ai 23 presepi in gara, ci sono altre Natività in mostra, realizzate dalla Libreria Cattolica in occasione dei suoi 60 anni di attività, dall’Anffas di Prato e dalla comunità cattolica rumena. «Avremo anche un presepe con i simboli della Caa, la comunicazione aumentativa alternativa, con la quale stiamo facendo il cammino di iniziazione cristiana per i bambini con difficoltà cognitiva complesse», aggiunge don Carlo.

 

E dal 21 dicembre all’interno del chiesino ci sarà anche la Luce della Pace proveniente da Betlemme, portata ogni anno in città dagli scout Agesci. «Così chi vuole potrà accendere una candela e portarla a casa», conclude don Geraci, che aggiunge: «Ecco, questo è il senso di questo oratorio aperto in una delle vie più trafficate del centro storico: chiunque può entrare e “portare via” qualcosa per meditare e riflettere sul significato vero e profondo del Natale».

Richieste di aiuto alla Caritas: siamo tornati agli anni della crisi. Presentato il rapporto sulle povertà 2019

Aumentano le persone che si rivolgono alla Caritas di Prato e ai centri di ascolto territoriali. Siamo tornati ai numeri registrati dieci anni fa, durante il difficile periodo della crisi economica. Secondo il rapporto diocesano sulle povertà 2019, che si riferisce ai dati raccolti lo scorso anno, sono stati 3187 coloro che hanno chiesto un aiuto, principalmente di tipo economico. L’incremento è del +11% rispetto all’anno precedente. E contando una media di 2,5 componenti a nucleo familiare possiamo dire che nel 2018 la Caritas ha seguito circa 8mila persone. «Questo non significa che sia tornata la crisi economica – ha osservato la direttrice della Caritas Idalia Venco – perché il lavoro c’è, solo che si tratta di occupazioni precarie che non permettono alle famiglie di guardare al futuro con serenità».

 

Il rapporto è stato presentato e commentato questo pomeriggio, giovedì 19 settembre, in palazzo vescovile. I dati, illustrati Massimiliano Lotti, referente dell’osservatorio Caritas, sono quelli raccolti dal sistema Mirod – messa in rete degli osservatori diocesani – composto da 22 punti di ascolto di cui: 15 Caritas parrocchiali, una conferenza San Vincenzo, tre gruppi di Volontariato vincenziano, Associazione Giorgio La Pira, Ambulatorio stranieri temporaneamente presenti del centro sanitario Giovannini e Caritas diocesana.

 

Il messaggio che vuol far passare la Caritas nel fare il punto sulla povertà a Prato è quello di «fare rete» e non soltanto tra le istituzioni pubbliche e quelle private, ma anche, e soprattutto, tra cittadini, tra parrocchiani e vicini casa. «Occorre partire dal buon vicinato – afferma Idalia Venco – basta poco per essere di aiuto agli altri e dare una mano. Per prima cosa però dobbiamo accorgerci delle situazioni di difficoltà che ci stanno accanto, a partire dal palazzo dove abitiamo». Cosa fare? «Possiamo accompagnare il figlio dei vicini a scuola oppure fare gratuitamente ripetizioni, piccoli aiuti, buone prassi che servono ad avvicinare le persone», conclude Venco. «Il nostro primo obiettivo è quello di essere vicini alle persone che hanno bisogno – ha osservato il vescovo Giovanni Nerbini – e mi fa piacere che la nostra Caritas stia cercando nuove modalità di intervento e di sostegno adeguate alle sfide di oggi. Si ha l’impressione che quando si parla di povertà si fomenti la diffidenza e la paura , invece occorre un approccio al problema meno catastrofico e più aderente alla realtà. Lasciamo agli altri slogan e luoghi comuni». All’incontro è intervenuto Gino Mazzoli, docente dell’Università cattolica ed esperto di welfare e processi partecipativi. «Oggi è cambiata la geografia della povertà – ha osservato il professore – dobbiamo guardare non solo i poveri ma anche chi rischia di entrare nella povertà. E per far questo il tema delle reti sociali è fondamentale, occorre mettere in campo tante piccole azioni connesse tra loro: delle attività che abbiano una utilità evidente alle persone. In poco parole dobbiamo seminare pratiche di fiducia, questa è la nostra responsabilità collettiva», ha affermato Mazzoli. Tra i relatori anche la direttrice della Società della Salute di Prato Lorena Paganelli e Noemi Imprescia dell’unità operativa professionale per l’inclusione del Comune di Prato. Entrambe hanno puntato l’attenzione su un cambiamento di approccio nell’erogazione dei servizi sociali: «La nostra sfida è quella di essere centrati sulla relazione piuttosto che sulla prestazione. Altrimenti si rischia l’autoreferenzialità dei servizi. Invece dobbiamo avere passione per l’uomo e provare costruire insieme un percorso».
Alla presentazione erano presenti anche il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani.

 

Tornando ai numeri. A crescere, nella richiesta di aiuto, in particolare sono gli utenti stranieri (+13,1%), con una percentuale doppia rispetto agli italiani (+6,6%). In totale i cittadini stranieri che bussano alle porte della Caritas e dei centri di ascolto sono il 68%; di questi il 16% sono marocchini, il 13% nigeriani, l’11% albanesi e il 10% georgiani. A seguire le altre nazionalità (i cinesi sono il 7%). «I bisogni nascono principalmente dalla mancanza di un lavoro stabile – spiega Lotti della Caritas – da cui derivano una serie di problematiche, su tutte il bisogno di una casa, cresciuto addirittura del 40% tra gli stranieri».
Infine, un dato che viene messo in evidenza dalla Caritas è quello che riguarda il consistente numero di minori inseriti all’interno delle famiglie sostenute: 1302. «Ragazzi e ragazze per i quali la quotidianità risulta particolarmente complessa e difficile, sia per quanto riguarda le relazioni familiari, sia per i loro percorsi socio-educativi e formativi, tutti fattori che rischiano di compromettere il loro futuro in termini di realizzazione personale e professionale», conclude Lotti.

Il vescovo Nerbini incontra e si racconta ai giornalisti pratesi

«Avete un ruolo importante perché facendo bene il vostro lavoro potete davvero rendere un servizio prezioso alle persone, ma ricordate, dietro le notizie ci sono sempre volti, persone e forse anche delle sofferenze». Lo ha detto questa mattina il vescovo Giovanni Nerbini ai giornalisti delle redazioni locali di Prato invitati a pranzo nel chiostro di San Domenico per un vivere insieme un momento di reciproca conoscenza. È stata una chiacchierata informale che ha spaziato su molte tematiche, dalle impressioni sulla città, definita «bellissima e a dimensione umana», alle curiosità sulla quotidianità del vescovo, arrivato in diocesi meno di due settimane fa, lo scorso 7 settembre. Mons. Nerbini ha raccontato di alzarsi ogni giorno prima dell’alba per camminare un paio d’ore. «Una abitudine che avevo anche quando ero parroco a Rignano, in questi giorni sto camminando sulla ciclabile lungo il Bisenzio, è un momento tutto per me, dedicato alla preghiera e alla meditazione personale, durante il quale mi predispongo alla giornata che sta per cominciare», ha detto il Vescovo. Il nuovo Pastore di Prato ha anche detto di essere rimasto piacevolmente sorpreso di aver scoperto «una chiesa sorella particolarmente ricca di una vastità di impegni come gli oratori e le attività di carità e assistenza ai poveri».

 

Per quanto riguarda la realtà pratese, mons. Nerbini ha affermato che in questi primi tempi sta cercando di capire e conoscere la città. «Per farlo ho chiesto ad alcune persone di aiutarmi. Ci sono tante cose da conoscere prima di prendere decisioni. Trovare proposte su temi importanti, come ad esempio quello del lavoro, è difficile, se vogliamo dire qualcosa di serio occorre incontrarsi e studiare. Per natura – ha sottolineato – mi piace prendere le decisioni insieme: due intelligenze che pensano producono qualcosa di esponenziale».

 

Poi ha rivelato di non essere sui social, «non riesco nemmeno a leggere tutti i messaggi su whatsapp», e di sentirsi se stesso quando si trova «in mezzo alla gente», come ha detto nell’omelia il giorno dell’ingresso. «Nel comunicare, nello stare con le persone, ho sempre detto che la mia esperienza di insegnante mi ha segnato. Quando parlo guardo sempre chi ho davanti per capire se mi ascolta, se capisce quello che dico. Soprattutto i bambini. Tutto questo in un clima di assoluta semplicità», ha concluso il Vescovo.

 

All’incontro erano presenti David Bruschi caposervizio della Nazione di Prato, il direttore di Notizie di Prato e coordinatore della redazione pratese di Toscana tv Claudio Vannacci, Azelio Biagioni del Tirreno, il corrispondente del Corriere Fiorentino Giorgio Bernardini, il direttore di Tv Prato e dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali Gianni Rossi e Giacomo Cocchi di Toscana Oggi.

 

71.2019

Dal disagio alla prossimità, la presentazione del rapporto Caritas sulla povertà a Prato

Si intitola «Dal disagio alla prossimità: tessere relazioni per rigenerare il territorio» l’appuntamento di quest’anno nel corso del quale sarà presentato il rapporto diocesano sulle povertà a Prato. Si tratta del report annualmente redatto dalla Caritas grazie alle informazioni raccolte dal sistema Mirod – messa in rete degli osservatori diocesani – composto da ventidue punti di ascolto sparsi sul territorio. Per la Chiesa di Prato è l’occasione per scattare una fotografia dei bisogni della città e capire come poter intervenire per aiutare e accompagnare le persone e le famiglie che si trovano in situazioni di disagio.

La presentazione è in programma domani, giovedì 19 settembre, a partire dalle 15 in palazzo vescovile (ingresso da piazza Duomo, 48). Dopo i saluti della direttrice della Caritas diocesana Idalia Venco, verrà illustrato il rapporto povertà 2019 da Massimiliano Lotti, referente osservatorio Caritas. Alle 16 Gino Mazzoli, dell’Università Cattolica di Milano, parlerà di «Nuovi orizzonti di welfare: la collaborazione fra terzo settore e servizi sociali»; alle 16,30, su «Il Ruolo della SdS nell’integrazione dei Servizi e nel Welfare comunitario» si soffermerà Lorena Paganelli, direttrice Società della Salute Area Pratese; alle 17, Noemi Imprescia, U.O. Inclusione e Accoglienza del Comune di Prato/Società della Salute, tratterà di «Innovazione e buone prassi nel lavoro di prossimità dei servizi sociali professionali». Le conclusioni sono affidate al vescovo Giovanni Nerbini, Vescovo di Prato. Modera l’incontro Giacomo Cocchi, giornalista di Tv Prato e Toscana Oggi.

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