«Armonie di fede», pomeriggio alla scoperta della musica sacra

Si chiama «Armonie di fede» il percorso attraverso alcune fonti documentarie della storia musicale cittadina promosso dall’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Prato, insieme all’Archivio storico diocesano ed al Museo dell’Opera del Duomo. L’evento nasce in occasione della serie di iniziative a livello nazionale denominate «Aperti al MAB (Musei, Archivi, Biblioteche ecclesiastiche)» promosse dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei.

 

L’incontro inizierà presso il Museo dell’Opera del Duomo, sabato 8 giugno, alle ore 15,50, dove, nello spazio delle «Volte» saranno presentati ed illustrati dal direttore del Museo Claudio Cerretelli due preziosi corali miniati della chiesa pratese: uno tardo duecentesco e un graduale, realizzato per la Pieve pratese – poi Cattedrale – nel Quattrocento, e completato dalle miniature di Attavante Attavanti nel 1501. Don Romano Faldi parlerà poi del Gregoriano, antico genere musicale vocale, facendo eseguire dal Gruppo Corale di S. Maria a Colonica uno dei brani gregoriani riportati nel codice più antico, insieme ad altri brani gregoriani, ad antiche laude monodiche (una del pratese beato Ugo Panziera) e a mottetti degli albori polifonici. «Sarà interessante ascoltare, dal vivo, – osserva Cerretelli – un brano scritto alla fine del 1200 ed eseguito da un coro di ragazze di oggi».

 

I visitatori, alle 17, si recheranno poi all’Archivio diocesano, dove lo storico Filippo Tosciri illustrerà una esposizione di documenti del fondo della Cappella musicale del Duomo, centrata in particolare sulla musica composta dai maestri di cappella del Sette-Ottocento, con presentazione delle partiture e ascolto di brani di musica sacra di Giuseppe Becherini e Augusto Borgioli, tra i quali alcune parti del celebre «Musicone», che, in varie occasioni, tra Otto e Novecento, ha solennizzato le feste patronali dedicate a Santo Stefano. L’iniziativa è a ingresso libero.

 




Concerto di Pasqua della Diocesi in San Domenico con il tenore Ricci e la soprano Ma Fei

Si annuncia come un grande momento di musica ma anche di pace e integrazione, il concerto di Pasqua promosso dalla Chiesa di Prato insieme alla onlus Amici della Diocesi. Giovedì 9 maggio alle ore 19 nella chiesa di San Domenico sarà possibile ascoltare due grandi voci: quella del tenore Cristian Ricci e della soprano cinese Ma Fei.

 

I due artisti sono reduci dalla recente esibizione a Castel Gandolfo, dove hanno presentato brani di musica lirica come l’Ave Maria di Gounod e Nessun dorma di Puccini, ma anche canti tradizionali cinesi. Questo spettacolo sarà eccezionalmente replicato a Prato. Con loro ci saranno altri cantanti di origine cinese: Lin Chenyang (baritono), Chen Xiao (basso) e Yang Chenli (soprano), accompagnati dalla pianista Daniela Candiotto. Presenta Federica Morello.

 

La serata evento, a ingresso libero, si intitola: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno» ed è pensata per celebrare al meglio questo periodo di Pasqua. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Prato.

 

Cristian Ricci ha studiato canto a Verona e si è perfezionato all’Accademia Verdiana di Busseto. Dopo aver debuttato nel 2000 nel Don Pasquale al teatro Coccia di Novara, viene scelto da Franco Zeffirelli per la Traviata di Verdi con la direzione di Placido Domingo a Busseto. Inizia così il suo impegno concertistico in collaborazione con prestigiose istituzioni orchestrali nazionali e internazionali, impegnandosi nella diffusione dell’arte lirica italiana nel mondo. È stato ospite del concerto celebrativo per il 25° anno di pontificato di Giovanni Paolo II eseguendo l’inedito Agnus Dei composto per la colonna sonora del video Karol. È direttore artistico del Laboratorio Lirico del Veneto.




Incontro su giustizia e pace con Ernesto Olivero

Il messaggio di pace e di speranza di Ernesto Olivero arriva a Prato. Il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) è stato invitato in diocesi per parlare della sua lunga esperienza a favore della giustizia e dello sviluppo delle popolazioni più bisognose del mondo. L’appuntamento è per venerdì 8 marzo alle 21,15 nella basilica di Santa Maria delle Carceri. Con lui dialogherà Giacomo Cocchi di Toscana Oggi e Tv Prato.

 

L’incontro è inserito all’interno del ciclo promosso da Pastorale familiare, Azione Cattolica, oratorio di Sant’Anna e associazione San Giovanni Paolo II ed è aperto a tutti gli interessati.

 

Nato a Torino nel 1940, Ernesto Olivero ha fondato il Sermig nel 1964 insieme alla moglie Maria e a un gruppo di giovani decisi a compiere opere di giustizia. Nel 1983 il Comune di Torino gli assegna in comodato l’ex Arsenale militare della città. Qui nasce l’Arsenale della Pace, un luogo di guerra convertito al bene delle persone. Ben presto diventa luogo di incontro e formazione per migliaia di giovani da tutto il mondo.

 

 




L’oratorio di San Bartolomeo si candida a diventare un «luogo del cuore»

L’oratorio di San Bartolomeo in via Cava si candida a diventare uno dei «luoghi del cuore» del Fai. C’è tempo fino al 30 novembre per votare l’antica chiesa trecentesca bisognosa di urgenti restauri.

Ogni due anni, il Fondo ambiente italiano, grazie al supporto di Intesa San Paolo, promuove un censimento per sostenere realtà culturali come musei, teatri, dimore storiche, gallerie e anche chiese, beni conosciuti e sconosciuti da aiutare, perché dimenticati o in pericolo. Si tratta della più importante campagna per la tutela e la valorizzazione del vasto patrimonio culturale italiano. I tre «luoghi del cuore» che riceveranno più voti potranno contare su un contributo economico importante: 50mila euro al primo classificato, 40mila al secondo e 30mila al terzo. Gli altri, e sono tantissimi in tutta Italia, possono comunque aspirare a ricevere altre opportunità offerte dal bando.

 

 

«Per questo è importante votare l’oratorio di San Bartolomeo, unico esempio di edificio religioso in stile tardo gotico del territorio pratese», dice Claudio Cerretelli, vice direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali. L’obiettivo è quello di far arrivare l’antica chiesa tra i primi «luoghi» di Prato e della Toscana, «così dimostreremo alle istituzioni un interesse verso l’oratorio». «Questa piccola chiesa non ha solo un grande valore artistico e culturale ma anche pastorale – spiega don Helmut Szeliga, pievano di San Giusto, la parrocchia nel cui territorio si trova l’oratorio –, ogni sabato alle 16,30 qui si celebra la messa, sempre molto partecipata, e spesso qui si trovano i giovani del vicariato per tenere i loro incontri».

 

 

La storia. Edificato nella seconda metà del XIV secolo lungo via Cava dalla potente famiglia dei Guazzalotti, l’oratorio è ricco di preziosi affreschi di autori importanti come Francesco di Michele, l’artista più importante presente a Prato all’epoca del Datini. Finemente dipinto è anche l’altare a trittico, unico nel suo genere, tutto in muratura dove campeggiano figure e decorazioni trecentesche attribuite al pittore pratese Arrigo di Niccolò.

Nel corso del tempo agenti atmosferici e l’inquinamento dell’aria hanno determinato un progressivo deterioramento della struttura, sia all’interno che all’esterno. Il rilievo di arenaria con l’immagine della Madonna posto sul lunotto della porta principale dell’oratorio è molto rovinato, così come gli inserti decorati che contornano le finestre. Negli anni ’70 ci fu una opera di restauro ma occorre intervenire di nuovo. Recentemente sono stati compiuti lavori di messa in sicurezza da don Helmut Szeliga quando è diventato parroco di San Giusto: grazie alla generosità di parrocchiani esperti di muratura sono state sigillate le finestre, in modo da arginare l’umidità che sta danneggiando gli affreschi, e coperto le parti del tetto più rovinate. Serve però un progetto complessivo di ristrutturazione che parta dal tetto e riguardi i muri interni ed esterni dell’edificio.

 

 

Come votare. La candidatura dell’oratorio tra i «luoghi del cuore» Fai rientra tra le possibilità di finanziamento dell’opera. Il voto (che prevede una iscrizione al sito del Fai) si può esprimere online sul sito www.iluoghidelcuore.it oppure firmando i moduli ufficiali del censimento 2018 che si trovano all’archivio diocesano in via del Seminario, 28 (aperto dal martedì al venerdì dalle 8,30 alle 13) e presso la parrocchia di San Giusto in via della Rimembranza.




Al via le iniziative per i 200 anni dalla nascita di Cesare Guasti

Si avvicinano i festeggiamenti per un importante anniversario: i 200 anni dalla nascita e i 130 anni dalla morte del venerabile Cesare Guasti. La ricorrenza della nascita cadrà nel 2022, mentre quella della morte del 2019.

 
Quest’anno domenica 11 febbraio l’Associazione culturale Cesare Guasti promuove la celebrazione di una messa alle 10,30 in cattedrale presieduta dal canonico Enrico Bini. Guasti infatti morì il 12 febbraio 1889 all’età di 67 anni.

 
«Il Guasti con i suoi scritti è stato uno dei grandi protagonisti del panorama culturale dell’Italia pre e post unitaria – ricorda il presidente dell’associazione Angiolo Buti -, fu assiduo cultore della lingua italiana come segretario dell’Accademia della Crusca e sovrintendente agli archivi della Toscana. L’Associazione intende, in questo quadriennio, svolgere un ampio programma di iniziative propedeutiche alla ricorrenza del bicentenario della nascita, che auspichiamo sarà degnamente celebrata in Città dalle istituzioni civili e culturali: un dovuto riconoscimento al nostro illustre cittadino, che, tramite la sua attività archivistica e storico-letteraria, ha dato un prezioso contributo alla conoscenza di Prato». Questo anniversario sarà vissuto anche nella speranza che possa dare nuovo impulso alla causa di beatificazione di Cesare Guasti.




San Francesco, un tesoro da scoprire con le visite di ArteMìa

Dietro un austero portone c’è una chiesa antichissima, un chiostro dove il tempo si è fermato e una cappella completamente affrescata alla fine del trecento. In due parole: San Francesco. Un patrimonio ricchissimo situato nel cuore della città, che però in pochi conoscono. E così l’associazione ArteMìa propone una serie di visite guidate alla scoperta dei tesori nascosti presenti nel complesso monumentale di San Francesco. Il primo appuntamento è per sabato 13 gennaio (doppio turno alle 16 e alle 16,45), con un tour unico nel suo genere.

 
«Un complesso monumentale antichissimo, un luogo che appartiene a tutti i cittadini, ma che in pochi sanno apprezzare fino in fondo – ha spiegato Veronica Bartoletti di ArteMìa -. Al suo interno sono custodite opere forse sconosciute ai più, come le tombe di Francesco di Marco Datini e del religioso pratese Geminiano Inghirami. E poi ancora il pulpito da cui si dice abbia predicato San Bernardino da Siena e infine la bellezza e l’unicità della Cappella Migliorati. Invito la cittadinanza e i turisti a scoprire le bellezze di questo antichissimo complesso costruito all’interno della cinta muraria pratese».

 
Cinque gli appuntamenti in programma: le visite si terranno anche il 10 febbraio, il 10 marzo, il 14 aprile e il 12 maggio. Due i turni in programma, uno alle 16 e uno alle 16,45. Per partecipare occorre prenotare: artemiaprato@gmail.com, www.artemiaprato.it, 340 5101749. Il costo della visita è di 10 euro a persona.

 




La Madonna scioglie i nodi in ospedale, l’immagine venerata da papa Francesco trova posto nella cappella del Santo Stefano

La cappella dell’ospedale di Prato si arricchisce con una nuova opera d’arte. Accanto alla testa di padre Pio realizzata da Chiara Pasquetti, troverà spazio una statua molto particolare, la cui devozione si sta diffondendo nel mondo grazie a papa Francesco. Si tratta dell’immagine della «Madonna che scioglie i nodi» scolpita nel marmo da Enrico Savelli. La nuova installazione sarà presentata e benedetta giovedì 7 dicembre con una messa alle ore 17 celebrata dal cappellano ospedaliero don Carlo Bergamaschi.

 

L’opera è stata donata alla Diocesi di Prato per la cappella del Santo Stefano da una paziente oncologica, desiderosa di rendere più bella la chiesa dell’ospedale, luogo di preghiera e consolazione per tanti malati e i loro familiari. L’opera è realizzata in marmo di Carrara da Savelli, un maestro di fama internazionale nel lavorare questo materiale. L’artista è conosciuto in città per aver ideato la cappella nella nuova sede della Misericordia in via Galcianese.

 

 

«Quando scolpisco non seguo progetti – spiega Enrico Savelli -, individuo il blocco di marmo e inizio il mio lavoro». Una caratteristica della sua arte è quella di lavorare moltissimo il materiale, quasi a levigarlo fino a renderlo una lamina sottilissima, trasparente, attraverso la quale passa la luce. In questo caso, in evidenza ci sono le mani di Maria che sciolgono i nodi. «Sono le preghiere, le richieste, le sofferenze che la Madonna raccoglie, scioglie e trasforma portandole nella luce di Cristo», aggiunge Savelli.

 

La devozione alla Madonna che scioglie i nodi nasce in Germania, nella chiesa di San Pietro in Perlach ad Agusta. È stato Jorge Maria Bergoglio nel 1996, quando era vescovo ausiliare di Buones Aires, a diffondere questa immagine prima in Argentina e adesso che è Papa nel mondo.




Quarantacinque raffinati reliquiari in mostra al Museo dell’Opera del Duomo

Nel Museo dell’Opera del Duomo fanno il loro ingresso quarantacinque antichi e splendidi reliquiari. Raffinate opere di alta oreficeria realizzate in Italia e in Europa tra il XIII e il XIX secolo.
Si tratta di pezzi provenienti da collezioni private custodite dall’ufficio beni culturali della diocesi e destinati ad entrare a far parte del futuro museo di arte sacra di San Domenico.
Tornando al presente, venerdì 15 settembre alle 17,30, si inaugura la mostra intitolata «Reliquiaria Pulchra», curata dal direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli.

 

L’iniziativa culturale nasce da una esigenza: quella di riempire la sala del Museo dedicata alla Sacra Cintola, le cui opere, circa una trentina, sono andate in prestito alla mostra «Legati da una Cintola», allestita fino al 14 gennaio 2018 a Palazzo Pretorio.
«Così abbiamo deciso di mettere in mostra questi preziosi reliquiari custoditi nei nostri depositi – spiega Cerretelli –, tra questi, tutti di pregevole fattura, ce ne sono alcuni esposti per la prima volta al pubblico».

 

 

Alcune opere in mostra. Tra i pezzi conosciuti c’è il, bellissimo, Braccio reliquiario di San Biagio attribuito a Lorenzo Ghiberti, uno dei massimi scultori e orafi fiorentini del Quattrocento, autore delle celebri porte del battistero del duomo di Firenze. Poggiante su sei leoncini accucciati, a tutto tondo, posti in posizione angolare, il reliquiario ha forma stellare e contiene all’interno, secondo quanto riportato dal cartiglio, il teschio di uno dei bambini trucidati durante la «strage degli innocenti».
Tra le opere da scoprire segnaliamo una coppia di reliquiari a ostensorio in argento cesellato realizzati su possibile disegno del grande architetto Giovan Battista Foggini. Sono settecenteschi e provengono dalla cappella di una villa fiorentina. La struttura è formata unicamente da un grande cherubino ad ali sollevate – con raffinata cesellatura del piumaggio, intorno al bel volto paffuto – tra le quali sembra sorreggere la parte terminale di due ampie foglie di palma, simbolo del martirio.
Altra opera di notevole valore è una cassetta dei santi Pietro e Paolo di bottega limosina, realizzata nel Duecento. Proviene da Londra e fa parte della collezione Rothschild. È uno scrigno smaltato con tondi raffiguranti angeli. Un’altra cassetta, questa volta di scuola boema, arriva probabilmente da Praga, si fa notare per la sua bellezza e importanza. Fatta nel XIV secolo con legno, rame fuso e cristallo di rocca, riporta sul fronte gli stemmi della Boemia e della Moravia.
Orari e contatti. La mostra sarà visibile dal 15 settembre secondo gli orari del Museo: lunedì/sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. La domenica dalle 14 alle 17. Martedì chiuso. Per informazioni 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it.




La forza poetica dell’Abbè Pierre nello spettacolo di Massimo Luconi

È stato il prete degli ultimi, un partigiano e un uomo politico, ma anche un poeta. La figura dell’Abbè Pierre affascina ancora oggi perché costringe chiunque venga in contatto con il suo pensiero a interrogarsi, a prendere una posizione. Anche i suoi scritti, le sue poesie, sono una provocazione per la nostra società, «sono nate durante lunghe notti insonni, sono grida di collera e passione, di fede», disse il sacerdote francese.
Su questi testi, scritti a mano in un vecchio quaderno, Massimo Luconi ha costruito uno spettacolo, un recital per voce e canto intitolato «Foglie sparse… a piacimento del vento di Dio». Lo spettacolo si terrà nel Conservatorio di San Niccolò questo venerdì, 2 dicembre, alle ore 21,15. L’ingresso è libero.

 

monica de muru

 

Sulla scena la voce di Monica De Muru e le note del piano e della tromba suonati dal musicista Mirio Cosottini. Il recital su l’Abbè Pierre è già stato rappresentato alcuni anni fa, proprio in San Niccolò, e riscosse un grandissimo successo di pubblico. La riproposizione è stata pensata per non abbandonare i temi cari al Giubileo appena concluso, come la carità, il perdono, l’amore e, soprattutto, la misericordia. «Con la sua opera l’Abbè Pierre ha sempre cercato di “recuperare” le persone dando loro dignità – dice Luconi -, ed è al messaggio in forma poetica di questo sacerdote che lo spettacolo intende rendere omaggio».




Villa del Palco ricorda San Leonardo da Porto Maurizio con una visita guidata

Con la riapertura, Villa del Palco torna a festeggiare il proprio patrono: San Leonardo da Porto Maurizio. Il Santo francescano, famoso per essere stato l’ideatore della Via Crucis, arrivò al Palco il 14 agosto 1751, anno della sua morte.

 

Quel giorno di 265 anni fa, una grandissima quantità di gente giunse alla Villa, alla notizia della presenza di San Leonardo. Il biografo fra’ Diego scrive che a causa di questo enorme clamore, il francescano fu richiesto da tutti i monasteri pratesi per la predicazione. Per San Rocco, il 16 agosto, celebrò messa nel monastero di San Vincenzo e le monache per l’occasione scoprirono il corpo di Santa Caterina de Ricci. Dopo pranzo il Santo riprese il cammino alla volta di Firenze.

 

Quest’anno, sabato 26 novembre, la ricorrenza viene festeggiata con una visita guidata a Villa del Palco, con ritrovo alle 15, a cura di Giovanni Bensi, esperto di storia locale e autore del libro «Il Palco di Prato. Tra storia e santità». Alle 17 Adorazione silenziosa e alle 17,30 celebrazione della messa.