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corso bioetica 2

Neuropsichiatria infantile con Fondazione Santa Rita e Centro di bioetica

Fondazione Opera Santa Rita e Centro regionale di bioetica insieme per promuovere una formazione sanitaria consapevole su temi spesso poco considerati: «Dolore innocente e restaurazione della persona umana: aspetti etici in neuropsichiatria infantile e disagio minorile» è il titolo del corso che prevede tre giornate di formazione in bioetica, che si svolgeranno presso la sede della Fondazione Opera Santa Rita.

Il progetto non è rivolto solo a medici, biologi, psicologi, terapisti, ma a tutti quelli che vogliono saperne di più sui numerosi aspetti etico-antropologici della riabilitazione neuropsichica dell’età evolutiva. Le lezioni avranno cadenza mensile (da marzo 2016) e si svolgeranno il sabato mattina dalle ore 8,45 alle 14. «Si parlerà di minori – chiarisce Riccardo Poli, direttore del Centro Regionale di bioetica “Gianna Beretta Molla” –  si parlerà di problematiche legate a quei ragazzi in situazioni di grave fragilità, per patologie specifiche, pensiamo all’autismo o alle celebro lesioni, ma anche per momenti di disagio personale. Tutte situazioni con le quali l’Opera Santa Rita lavora quotidianamente sul campo». «Quando il Centro di bioetica – spiega Roberto Macrì, presidente della Fondazione Opera Santa Rita – ci ha fatto una richiesta di collaborazione abbiamo accolto con piacere. La Fondazione è una realtà in crescita, in  salute, che svolge tanti servizi importanti per questa città. Abbiamo ritenuto che fosse il caso di fermarci a riflettere sulle tematiche che ogni giorno affrontiamo, anche per tornare a sottolineare i valori per i quali noi ci impegniamo ogni giorno».

Rispettivamente le tre giornate tratteranno «La persona con disturbi dello spettro autistico, interventi multidimensionali per vincere l’isolamento», «Le celebro lesioni» e «Il disagio minorile». La manifestazione è realizzata con il supporto della Diocesi di Prato e grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. I relatori provengono dall’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Roma, dalla Fondazione Opera Santa Rita, dall’Irccs Eugenio Medea, dalle Università e dalle Aziende Sanitarie di tutta la Toscana.

«Plaudo a questa iniziativa – sono le parole del Vescovo, mons. Franco Agostinelli – che fa parte di un percorso per valorizzare la vita. L’Opera Santa Rita si occupa dei piccoli, dei bisognosi: c’è una convergenza reale tra gli argomenti di questo corso e la Fondazione, che vive queste difficoltà ogni giorno in ogni persona che aiuta».

 

Il corso prevede la collaborazione anche degli Uffici di Pastorale sanitaria della Cet e della Diocesi, di Amci, Acos, Associazione psicologi e psichiatri cattolici, SimFer, Fondazione La nostra famiglia, Coop22 e Associazione La lunga domenica.

taglio del nastro nuova biglietteria_mannucci_marini_mangani

Inaugurata la biglietteria unica dei Musei Diocesani sotto il campanile del Duomo

Sotto il campanile del duomo di Prato. Qui si trova la nuova biglietteria, comprensiva di book shop, dove si può acquistare il biglietto unico per accedere al Museo dell’Opera e per visitare gli affreschi di Filippo Lippi in cattedrale. Il nuovo spazio, che per la prima volta viene aperto al pubblico in modo continuativo, è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 16 novembre, alla presenza del direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi don Renzo Fantappiè, del presidente dell’Opera del Duomo Raffaele Tanzarella e del presidente della Fondazione Museo del Tessuto Francesco Marini. Presenti al taglio del nastro anche il direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli, il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini, l’economo della diocesi Irene Sanesi, l’assessore alla cultura del Comune di Prato Simone Mangani e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli.
Il nuovo ambiente è stato benedetto dal canonico Emilio Riva, parroco della cattedrale.

L’apertura della biglietteria è il primo frutto di un accordo quinquennale sottoscritto tra l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e la Fondazione Museo del Tessuto, che prevede, tra i vari punti, la riorganizzazione di un sistema integrato di biglietteria, accoglienza e guardiania, la cui gestione è affidata alla Fondazione.
Obiettivo di questa sinergia tra i due enti appartenenti al sistema «Pratomusei», coordinato dal Comune di Prato, è quello di collaborare per valorizzare il grande patrimonio artistico diocesano attraverso l’offerta di servizi sempre più attenti alle esigenze del visitatore, italiano e straniero, nelle sue differenti tipologie: turista, famiglia o studente.

«Quello che oggi presentiamo è uno spazio nuovo e suggestivo – sottolinea don Renzo Fantappiè – questa apertura va nella direzione indicata dall’accordo che abbiamo sottoscritto con il Museo del Tessuto: l’impegno a valorizzare maggiormente il punto essenziale e principale di Prato che è il Duomo».
«Siamo onorati di aver preso in gestione questi ambienti straordinari – afferma il presidente Francesco Marini –, siamo certi che con il nuovo ingresso il Museo, fino a oggi un po’ nascosto, diventerà una delle principali mete del turismo in città.

Con soli cinque euro (ridotto quattro, scuole tre euro) sarà possibile ammirare le opere contenute nel Museo dell’Opera, come la balconata originale del pulpito di Donatello e la pala d’altare raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Giusto e Clemente dipinta dal Maestro della Natività di Castello, ma anche vedere da vicino il celebre ciclo pittorico di Filippo Lippi che affresca la cappella dell’altare maggiore della cattedrale.

La collaborazione tra Ufficio Beni Culturali e Museo del Tessuto, prevede in futuro anche la progettazione di attività educative, didattiche e di intrattenimento rivolte a bambini e adulti. Questi servizi, insieme a quelli di accoglienza, sono garantiti da tre dipendenti della Diocesi in collaborazione con due dipendenti delle cooperative Chora e Coopculture, vincitrici di un bando di concorso per l’affidamento di questo incarico. Per garantire continuità e salvaguardare i posti di lavoro, il personale impiegato è formato dalla stesse persone che già lavoravano al Museo prima della sottoscrizione del nuovo accordo. La guardiania e la vigilanza sono assicurate anche grazie al supporto di volontari appartenenti alle associazioni Auser e Anteas.

Ecco il nuovo orario della biglietteria. Da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, la domenica dalle 14 alle 17 (martedì giorno di chiusura). Questi sono anche gli orari di visita per il Museo, mentre la visita agli affreschi del Lippi in cattedrale è possibile anche tra le 13 e le 14, basta aver acquistato preventivamente il biglietto. Sono possibili aperture e visite guidate su richiesta.

Per informazioni: musei.diocesani@diocesiprato.it.

invito apertura nuova biglietteria musei diocesani

Biglietteria unica per il Museo dell’Opera del Duomo e per gli affreschi di Lippi

Una biglietteria unica e completamente rinnovata per il Museo dell’Opera del Duomo e per la visita degli affreschi di Filippo Lippi nella cattedrale di Prato.

Il nuovo punto vendita, che si trova sotto il campanile del duomo, si inaugura domani lunedì 16 novembre 2016 alle ore 17.
Si tratta della prima novità dopo l’accordo tra l’Ufficio diocesano per i beni culturali e la Fondazione Museo del Tessuto che prevede da parte di quest’ultima la gestione del Museo dell’Opera del Duomo e la visita del ciclo pittorico del Lippi.

Un libro sulla Sacra Cintola, tra teologia e devozione scritto da Petrà, Pratesi e Santi

Giovedì 5 novembre alle ore 17.30, presso la Biblioteca Roncioniana (piazza S. Francesco 27, Prato) sarà presentato il libro edito in occasione della visita a Prato di Papa Francesco: “Una cintura tra Gerusalemme e Prato. Storia, teologia e devozione in tre narrazioni del Medioevo latino” (Edizioni Libreria Cattolica, Prato 2015), di Basilio Petrà, Francesco Santi, Marco Pratesi. Modera Giacomo Cocchi, giornalista di Toscana Oggi e TV Prato.
Il volume raccoglie tre contributi, che presentano fonti medievali latine variamente riguardanti la reliquia mariana del S. Cingolo che dal XII sec. si conserva a Prato, aprendone l’accesso a un più vasto pubblico.
Il primo intervento, del can. Basilio Petrà, professore di teologia morale alla Facoltà teologica dell’Italia centrale (Firenze) e di morale ortodossa presso il Pontificio Istituto Orientale (Roma), riguarda il Transito di Maria dello ps. Giuseppe di Arimatea, ove si racconta del dono della cintura all’apostolo Tommaso.
Il secondo intervento, di Francesco Santi, professore di Letteratura medievale presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, si occupa dell’assunzione di Maria nella Legenda Aurea, uno dei testi più letti nel Medioevo.
Il terzo, del can. Marco Pratesi, bibliotecario della Biblioteca Roncioniana di Prato, presenta la storia della Cintola che si legge in un codice della Roncioniana (Nerucci), testo che sintetizza le notizie che in merito circolavano a Prato nel XIII secolo.
Gli autori non si sono posti l’obiettivo di rispondere alla fatidica e immancabile domanda: “ma si tratta veramente della cintura della Madonna?”, questione alla quale, almeno con gli attuali strumenti, non è possibile rispondere (e presumibilmente mai lo sarà). Hanno voluto ugualmente evitare posizioni riduzioniste, in base alle quali il discorso si limita unicamente all’aspetto sociale e politico (pur ovviamente presente). Intento di Petrà, Santi e Pratesi è stato di promuovere una riflessione che tenga conto del vasto spettro di questioni implicate, in vista di una maggiore e migliore conoscenza della storia del S. Cingolo e delle tematiche ad esso connesse. Il libro potrà contribuire a illuminare un tratto fondamentale della storia di Prato.

Il volume è stato pensato come omaggio per Papa Francesco che sarà in visita a Prato martedi 10 novembre e venererà la reliquia mariana.
La realizzazione del volume è stata possibile grazie al sostegno della Diocesi di Prato, del Capitolo della Cattedrale e della Biblioteca Roncioniana.

Coro Santa Maria a Colonica

Domenica in musica con «Tre cori, tre generi»

Una domenica pomeriggio all’insegna del canto per tutti i gusti. La chiesa di Santa Maria a Colonica  propone per il ventunesimo anno consecutivo la rassegna corale «Tre cori, Tre generi», dando appuntamento a tutti gli appassionati per domenica 4 ottobre alle 16,15. La particolarità dell’iniziativa risiede nel fatto che ognuno dei tre cori partecipanti proporrà un genere musicale diverso: quello di Santa Maria a Colonica eseguirà dei canti popolari a cappella, mentre quello della Immacolata di Pozzale, proveniente da Empoli, si occuperà di musica sacra con accompagnamento di organo. L’esibizione del terzo coro, la Corale Don Giunti di Galciana guidata da Leonardo Gabuzzini, sarà arricchita dalla presenza di strumenti: si tratta, infatti, nel loro caso, di eseguire brani di musica sacra con sostegno di un sestetto d’archi. Al termine delle esibizioni, nella Cappella dei Caduti interna alla chiesa, i tre cori riuniti eseguiranno insieme pezzi musicali in ricordo degli abitanti di Santa Maria a Colonica caduti durante la Grande Guerra. In seguito a quella che vuole essere la commemorazione del centenario della Grande Guerra, i partecipanti saranno attesi in piazza della Pieve per un rinfresco. Il regista della rassegna «Tre cori, Tre generi» è  il parroco di Santa Maria a Colonica don Romano Faldi, che ha fondato l’omonimo coro nel 1973. All’attivo del Coro di Santa Maria a Colonica si registra la vittoria al Gran Premio Corale della Toscana avvenuta lo scorso 16 marzo, oltre alla partecipazione a numerosi concorsi, rassegne, scambi culturali e gemellaggi.

I turisti premiano la Cattedrale di Santo Stefano

Per il secondo anno consecutivo il Duomo di Prato si aggiudica il certificato di eccellenza rilasciato da Tripadvisor. Il celebre portale web dedicato al turismo ha premiato la Cattedrale di Santo Stefano per aver raggiunto il punteggio medio di quattro punti e mezzo su cinque. L’attestato, firmato da Marc Charron – presidente di TripAdvisor for Business – è stato ottenuto grazie a 180 recensioni positive, di queste 111 hanno dato il punteggio massimo.

I commenti sono stati scritti da turisti italiani e stranieri. I primi hanno apprezzato le bellezze artistiche contenute in Cattedrale, in particolare il ciclo pittorico di Filippo Lippi dipinto nella Cappella maggiore, i secondi invece hanno lodato l’ottima organizzazione del servizio, l’orario continuato e la possibilità di avere informazioni in inglese, francese e tedesco.

Grande soddisfazione per questo risultato è stata espressa dal parroco della Cattedrale di Santo Stefano, il canonico Emilio Riva, che sottolinea «il riconoscimento riservato al nostro personale, sempre disponibile e accogliente». Anche don Renzo Fantappiè, direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Prato, ha accolto molto positivamente il riconoscimento: «Il Duomo di Prato non ha niente da invidiare alle bellezze che rendono famosa la Toscana nel mondo, è uno scrigno di tesori che possono essere apprezzati sia dal turista culturale che dall’appassionato d’arte. Ringrazio – aggiunge – coloro che si impegnano con sacrificio e dedizione nel servizio di accoglienza, spesso sono loro che danno le informazioni turistiche necessarie per il soggiorno a Prato, fanno un lavoro encomiabile».

L’ottimo gradimento certificato da Tripadvisor è confermato anche dal numero di biglietti staccati dall’inizio del 2015, che sono stati oltre 8mila. In totale lo scorso anno sono state 15mila le persone che sono andate a vedere da vicino le storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista affrescate da Lippi e dalla sua bottega. Mentre dal 7 maggio 2007, giorno della presentazione della fine dei lavori di restauro, le presenze in cattedrale, quindi la somma dei biglietti venduti più i semplici ingressi turistici, sono state oltre 245mila. Tantissimi gli stranieri, con turisti di 45 nazionalità diverse giunti a Prato per ammirare le nostre bellezze.

Ricordiamo infine gli orari di visita per la Cappella maggiore, dove si trovano gli affreschi di Filippo Lippi: da lunedì al sabato 10-17, la domenica 13-17. Il biglietto costa 3 euro, la visita guidata ha un costo di 5 euro e l’audioguida 50 centesimi. Per info 345-5380186 (numero attivo negli orari della biglietteria da lunedì a venerdì).

Il “Cristo deposto” della Cattedrale si sposta in Francia

Cristo deposto, cappella Vinaccesi, Cattedrale di Prato
Cristo deposto, cappella Vinaccesi, Cattedrale di Prato
Il “Cristo deposto” della Cattedrale di Prato si sposta temporaneamente in Francia per essere ammirato in una mostra dedicata all’arte toscana del XIII secolo: in questa settimana la straordinaria opera verrà spostata in camion Oltralpe per partecipare a “Gold and ivory. Paris, Pisa, Florence, Siena. 1250-1320”. L’opera in legno di noce, della fine del 1200, si trova nella cappella Vinaccesi, detta anche «Cappella del Crocifisso», e in settimana sarà trasportata al Museo Louvre-Lens (un’ottantina di chilometri a nord di Parigi, sede distaccata del famoso museo) dove dal 27 maggio fino al 28 settembre 2015 è in programma un allestimento con pezzi provenienti da tutto il mondo ma realizzati tra il 1250 e il 1320 a Firenze, Pisa, Siena e appunto Prato.
Nella mostra francese il Deposto verrà esposto con a fianco i due “dolenti” (la Vergine e San Giovanni evangelista) conservati presso il Musée de Cluny, che per alcuni storici dell’arte sono i probabili “compagni” della scultura pratese (altri confutano invece questa ipotesi, la mostra offrirà quindi un’importante occasione di confronto e dibattito su questo tema).
Il crocifisso era stata restaurato dalla Soprintendenza coi fondi ministeriali nel 1989 (restauratrice Nicoletta Marcolongo, diplomata all’OPD); uno degli interventi più rilevanti era stato lo smontaggio del braccio destro (all’epoca fortemente pericolante), rimontato con nuove calettature lignee nell’incastro ma sfruttando il vecchio pernio, inoltre erano state risarcite le numerose fenditure e consolidata la policromia. Interessante la scoperta di una “toppa” di legno di diversa datazione proprio sopra il perizoma: probabilmente – come ha fatto sapere la restauratrice – rappresenta la copertura di un foro che serviva per collocare il crocifisso su un apposito sostegno.
La riapertura della teca dopo 25 anni ha mostrato una situazione fortunatamente stabile e una buona conservazione della scultura, “comunque – chiarisce Cristina Gnoni Mavarelli della Soprintendenza – data la delicatezza dell’opera e la sua grandezza, prima di valutare la possibilità di esporla l’abbiamo sottoposta a un intervento di revisione conservativa, il cui costo è stato sostenuto dal museo francese. Consolidamento, pulitura e indagini di diagnostica, per individuare quella che poteva essere la cromia originaria, perché quella che vediamo attualmente è una cromia posteriore, probabilmente cinquecentesca”.
“La mostra a cui parteciperà quest’opera – sottolinea il direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli – è molto importante. Avevano chiesto anche altre opere pratesi, in particolare il Crocifisso di Giovanni Pisano e il rilievo di Giroldo da Como che viene da Montepiano, molto delicato. Ma molte erano le difficoltà, di vario tipo, per poter prestare anche queste due opere”.

Nuovi interventi di restauro al Pulpito di Donatello

Nuovi lavori di restauro per il pulpito di Donatello della cattedrale di Santo Stefano. Ieri mattina sono stati sistemati i ponteggi che gli operai utilizzeranno per effettuare gli interventi di ristrutturazione di uno dei principali tesori artistici di Prato. In particolare sono previsti lavori alle parti marmoree della struttura, dalla balausta al consolidamento delle mensole, e all’ombrello superiore, la cui parte interna, in legno dipinto, sarà completamente restaurata. La cura degli elementi in marmo è stata affidata ad Alberto Casciani mentre la parte lignea dell’ombrello sarà risistemata da Daniele Piacenti. I ponteggi sono stati montati dalla ditta Lucca Saccenti.

I lavori, commissionati dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e dall’Opera del Duomo, seguono i primi interventi al pulpito iniziati esattamente due anni fa, nel maggio del 2013. Allora ci si occupò della cimasa, il bordo superiore del parapetto e delle formelle decorate, copie conformi di quelle originali (che invece si trovano all’interno del Museo dell’Opera del Duomo) realizzate nel 1970. Interventi ancora precedenti risalgono addirittura alla fine del ‘700.
Il costo complessivo delle attività di restauro è di 75mila euro, una cifra sostenuta in gran parte dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dall’associazione Amici della Diocesi, dall’Opera del Duomo e da altre realtà cittadine sensibili alla salvaguardia del patrimonio artistico, non soltanto diocesano.

La conclusione dell’intervento è prevista entro la fine di luglio, così da permette la tradizionale ostensione del Sacro Cingolo mariano del 15 agosto, festa dell’Assunta.

Più di mille presenze per la mostra su Jiri Kolar

A poco più di due settimane dall’inaugurazione, la mostra «L’officina immaginifica di Jiri Kolar» sfonda quota mille presente, attestandosi a 1047 ingressi alla giornata di ieri: dopo i numeri più che soddisfacenti della retrospettiva “The spectrum of light” su Paul Jenkins (nelle sale del museo dal 27 settembre al 21 dicembre scorsi), il complesso di San Domenico si riconferma polo d’interesse per l’arte contemporanea con i primi dati della mostra sull’artista ceco scomparso nel 2002, curata dalla galleria Open Art. Visitatori anche dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Repubblica Ceca (luogo in cui è nato e vissuto l’artista) e addirittura dalla Russia si sono avvicinati a questa mostra, che presenta oltre cento opere realizzate con il tipico collage di Kolar.
Anche per questo motivo, sono in programma alcune visite guidate e laboratori per bambini e famiglie: domenica 24 maggio alle 15 e alle 17, sabato 13 giugno alle 15,30 e domenica 14 giugno alle 17 verranno organizzato specifici momenti per i ragazzi e i loro genitori alla scoperta dei processi che danno origine ad alcune delle opere esposte. I laboratori durano un’ora e mezzo e costano 10 a coppia (un bambino e un adulto). Prenotazione obbligatoria chiamando Stefania al 329/3233936. In programma anche visite guidate a cura dell’associazione Artemìa, sabato 16 maggio alle 15,30 e domenica 17 maggio alle 17; sabato 27 giugno alle 15,30 e domenica 28 giugno alle 17. Durata della visita un’ora al costo di 8 euro a persona. Prenotazione obbligatoria contattando Elisa al 333/5822683.
Gli orari di apertura della mostra sono i seguenti: al museo di pittura murale le opere sono visibili dal lunedì alla domenica (chiuso il martedì) dalle 14 alle 20, mentre alla galleria Open Art di viale della Repubblica – dove sono presenti una quarantina di opere – dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30 e il sabato dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30. Sempre ingresso libero. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Prato. La mostra resterà aperta fino al prossimo 28 giugno.

Torna l’arte contemporanea al Museo di pittura murale

Il museo di pittura murale di San Domenico apre ancora una volta le sue porte all’arte contemporanea: dopo il successo della retrospettiva su Paul Jenkins, da sabato 18 aprile (inaugurazione alle ore 17) al 28 giugno spazio a «L’officina immaginifica di Jiri Kolar», la personale del grande artista contemporaneo ceco scomparso nel 2002. Oltre cento opere saranno esposte nelle sale del museo del complesso di San Domenico, più circa quaranta alla galleria Open Art di viale della Repubblica 24, alla scoperta dell’intellettuale cosmopolita e profondamente innestato in una storia di tradizione alle radici dell’Europa contemporanea, interprete altissimo di quell’inquietudine culturale che ha connotato il XX secolo.
L’esposizione rappresenta la prima ampia retrospettiva dedicata a Kolar in Italia dalla sua morte: «All’inaugurazione sarà presente il console della Repubblica ceca, è una mostra di altissimo livello – sottolinea Mauro Stefanini, direttore della Galleria Open Art, che ha curato l’esposizione assieme a Francesca Pola – per capire quanto sia importante basta riferire che Jiri Kolar da vivente ha fatto tre mostre al Guggenheim di New York. Un’arte elevata a livello culturale, rappresenta uno dei massimi artisti sulla lavorazione del collage: riesce a trasformare tutto e raccoglie a piene mani la cultura legata all’arte». Tra le opere, materiali inediti esposti anche al Museum Haus Lange di Krefeld e al Solomon Guggenheim di New York. Tanto appare criptico il suo collage da venire addirittura incarcerato, perché il regime comunista credeva che, con le sue opere, inviasse messaggi criptati all’Occidente. Un altro nome di primo piano che si inserisce all’interno delle sale del museo di pittura murale. «Ci è piaciuto ritentare questa esperienza con l’arte contemporanea – evidenzia Claudio Cerretelli, direttore dei musei diocesani – con un artista amatissimo in Francia, in America ed esposto in tutta Europa. L’inserimento di opere come queste nel museo, ancora in fase di ristrutturazione, appare positivo perché Kolar basa la sua filosofia proprio sulla conoscenza dell’arte, della poesia e della cultura antica, quindi la commistione tra le sue opere modernissime e il contesto medievale dei nostri spazi appare veramente significativa». «Un artista colto – sono le parole di don Giuseppe Billi della Commissione di arte sacra della diocesi – che per me ha un significato particolare. Un nome che ha teso la mano all’antico, con un occhio anche alla religiosità».
Come detto, l’inaugurazione è sabato 18 aprile alle 17; gli orari di apertura sono i seguenti: al museo di pittura murale le opere sono visibili dal lunedì alla domenica (chiuso il martedì) dalle 14 alle 20, mentre alla galleria Open Art dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19,30 e il sabato dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30. Sempre ingresso libero. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Prato.

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