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Presunti abusi sessuali nella ex comunità dei Discepoli dell’Annunciazione, il dolore del vescovo Nerbini: «piena fiducia nella magistratura»

Il Vescovo di Prato mons. Giovanni Nerbini, di fronte alla diffusione della notizia di avvisi di garanzia che la Procura di Prato ha inviato ad alcuni membri – attuali e passati, sacerdoti e non – dell’ex Associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione», esprime piena fiducia nella Magistratura e continua a offre agli Inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi.

 

Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese. «Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma mons. Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini».

 

La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all’allora vescovo di Prato Franco Agostinelli era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima – all’epoca lui era minorenne – aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il Vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.

 

Il Vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all’apertura di tale procedimento – tuttora in corso – secondo le norme del Diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il Vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato.

 

Fin da subito il Vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante.

 

Poche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell’associazione di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione»: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell’avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato – come già reso noto – su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti.

 

 

 

 

Il vescovo Giovanni Nerbini chiede a tutto il presbiterio diocesano e alle comunità religiose che le messe di oggi pomeriggio, mercoledì 29 gennaio, di domani, giovedì 30 gennaio, e di venerdì 31 gennaio possano essere applicate, oltre che al suffragio dei defunti, per la nostra chiesa Diocesana in questo momento di particolare difficoltà.

I segreti delle chiese e dei palazzi pratesi nelle nuove visite di Prato Cultura e ArteMìa

Un viaggio unico ed emozionante alla scoperta dei palazzi della ricca borghesia e della nobiltà pratese; ma anche dei preziosi e antichi arredi liturgici racchiusi in ambienti speciali della sacrestia del duomo di Prato. E poi ancora una serie di passeggiate storico-artistiche-naturalistiche. Sono solo alcune delle novità del ricco programma del 2020 promosso da Prato Cultura insieme all’associazione ArteMìa, alla scoperta dei segreti della città. Tanti appuntamenti aperti a soci e non, viaggi inediti nella Prato che ancora oggi in pochi conoscono. A queste novità si affiancheranno le visite che di anno in anno stanno riscuotendo sempre tanto successo: Cattedrale Segreta; Prato vista dal fiume; la chiesa, il chiostro e la cappella Migliorati in San Francesco; Prato da sotto in su; visite a monasteri e chiese della Diocesi. E ancora quelle ai maggiori musei di Prato e di Firenze e gli incontri in collaborazione con la Misericordia di Prato; gli Aperiarte da Uscio e Bottega dedicati, quest’anno, ai Medici e gli incontri serali per parlare di arte e musei di tutto il mondo.

 

Hanno detto. «Prato Cultura, ente della diocesi di Prato pensato per valorizzare il patrimonio storico artistico della Chiesa, e l’associazione ArteMìa si sono consorziati per dar vita a percorsi che aiutano a scoprire gli ambienti pratesi, in particolare quelli meno conosciuti – dice il presidente di Prato Cultura Gabriele Bresci – si tratta dunque di una unione che porterà certamente benefici al mondo culturale del nostro territorio». Ne è convinto l’assessore comunale alla cultura Simone Mangani, intervenuto alla presentazione del programma delle visite: «esiste una Prato segreta, nascosta, poco conosciuta assolutamente da scoprire e iniziative come questa sono utilissime per far conoscere, in primis ai pratesi, la bellezza della loro città». Come detto in calendario ci sono conferme, come il ciclo «Cattedrale segreta», e alcune interessantissime novità: «come le visite ai palazzi privati all’interno del centro storico – spiega Veronica Bartoletti, presidente di ArteMìa – e tra i tanti segnaliamo ad esempio Palazzo Orlandi, un nome che probabilmente non evoca grandi immagini quando in realtà si tratta di un edificio bellissimo, tutto affrescato, aperto in esclusiva per noi».
Alla presentazione del programma delle attività 2020 Prato Cultura e ArteMìa erano presenti anche il direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli e il parroco della cattedrale don Luciano Pelagatti.

 

Entriamo nel dettaglio delle novità. La prima è la visita ai palazzi di città, da palazzo Orlandi a Palazzo Mazzoni e altri ancora: abitazioni di privati cittadini, inaccessibili dunque ai più, ma che adesso apriranno le porte alla cittadinanza. ArteMìa ha, infatti, avuto il piacere di conoscere i proprietari di alcuni dei palazzi più belli della città e, grazie alla loro gentilezza e disponibilità, di farli visitare. L’appuntamento è per il 14 febbraio alle 15 a Palazzo Orlandi in via Guizzelmi; l’8 marzo alle 15 a Palazzo Mazzoni nell’omonima via e il 16 maggio a Palazzo Banci Buonamici (via Ricasoli) e Palazzo Verzoni Bizzocchi (via Santa Trinita). Queste visite sono riservate ai soci ArteMìa, per partecipare è necessario prenotare. Con la bella stagione poi prenderanno il via una serie di escursioni sul territorio in collaborazione con Legambiente: ArteMìa metterà in luce gli aspetti storico artistici dei luoghi visitati, mentre Legambiente quelli naturalistici. Terza grande novità del 2020, in collaborazione con il Capitolo della Cattedrale di Prato e il parroco don Luciano Pelagatti sono in programma visite speciali agli ambienti della sacrestia durante i quali i partecipanti potranno ammirare oggetti e tessuti di solito debitamente custoditi in appositi contenitori e non visibili.

 

 

Gli appuntamenti prederanno il via sabato 18 gennaio: in programma alle 10,30 e alle 16 le visite alla Cattedrale segreta; alle 15, solo per i soci, visita all’oratorio di Sant’Antonino. Domenica 19 doppio appuntamento: i soci di ArteMìa potranno fare il percorso che ormai è diventato un must dell’associazione «Prato da sotto in su, dai sotterranei alle case torri medievali»; sarà invece aperto a tutti il viaggio alla scoperta dei tesori del Duomo. Il 24 gennaio alle 19,30 per i soci da non perdere l’AperiArte da Uscio e Bottega; il giorno successivo i soci potranno visitare la mattina alle 9 gli Uffizi, il pomeriggio alle 15 il Monastero di San Vincenzo. Martedì 28 alle 21, ultimo appuntamento del mese con «4 chiacchiere su Giotto e la Cappella degli Scrovegni» (riservato ai soci). Gli appuntamenti proseguiranno poi nel corso del resto dell’anno.

 

Per informazioni e prenotazioni: associazione Artemìa, piazza Lippi, 34 – Prato; http://www.artemiaprato.it; info@artemiaprato.itartemiaprato@gmail.com. Telefono: 340 51 01 749

L’omelia del vescovo Giovanni nel giorno di Santo Stefano

Carissimi, un saluto alle autorità presenti e a tutti voi, ai sacerdoti presenti, ai diaconi e ai religiosi,
Siamo riuniti per far festa al nostro patrono S. Stefano. In che cosa il nostro ritrovarci insieme è diverso da quello di tante altre occasioni – e ce ne sono di frequenti? e cosa le parole e la vita del santo martire Stefano hanno da insegnarci oggi poi, di fronte alle sfide che ci troviamo ad affrontare?

 
1) Stefano è un uomo di fede, ha fatto una scelta di campo che l’ha portato a divenire seguace di Gesù, non con una religiosità astratta, né di divisione né di contrapposizione. Tutt’altro. Egli è individuato e scelto dalla comunità dei credenti per un servizio concreto: le mense pubbliche; evidentemente tutti gli riconoscevano le caratteristiche necessarie e le capacità indispensabili per quell’incarico: il suo è un servizio a favore degli ultimi del tempo, senza onori, senza pretese e tornaconti. Come pure morente tiene fermo l’atteggiamento del suo maestro e Signore attuando il suo comando: nella preghiera intercede per il perdono dei suoi carnefici: fino in fondo persegue il bene di tutti.

 
2) Proprio questo mi pare essere il primo punto da mettere tra le priorità nella vita sociale della nostra città: ricercare il bene comune, rimettere questa parola all’attenzione di tutti in un grande e rinnovato sforzo educativo teso a coinvolgere tutti in questa responsabilità perché a tutti essa appartiene, non solo ai poteri costituiti civili e religiosi, ma ad ogni cittadino, a cominciare dall’età scolare. Fino ad oggi, un po’ ovunque si era diffusa l’abitudine a considerare virtù il pensare “agli affari propri”; in realtà molto spesso questo detto nascondeva e nasconde forme di egoismo mascherato DI PERBENISMO. Quando ciascuno pensa agli affari propri la società si frantuma, i servizi diminuiscono e risultano inadeguati, l’individuo, a cominciare dai più deboli, soffre di mancanza di relazioni, stabili, significative e pervasive. Noi apparteniamo a quella che impropriamente viene chiamata la “civiltà del benessere”. In realtà abbiamo stabilito un rapporto implicito di causa effetto fra abbondanza di risorse economiche in primis, e il benessere della persona immersa in questo stato. La realtà ci fa prendere atto ogni giorno che da una parte un numero di persone crescente si allontana da una condizione economica agiata ( famiglie a rischio povertà in aumento), dall’altra che questa AGIATEZZA da sola non produce effetti soddisfacenti e diffusi. Madre Teresa raccontava la sua prima esperienza in un ricovero per anziani in Inghilterra dove i bisogni fondamentali erano garantiti e soddisfatti. Si era resa conto che le persone guardavano costantemente verso la porta. “Aspettano sempre che qualcuno venga a trovarli – fu la risposta di una assistente – in realtà non si presenta quasi mai nessuno. Ricordo un vecchio parrocchiano che mi raccontava di veder passare sotto casa l’unico nipote nei suoi spostamenti, “ma solo raramente si ferma” il suo amaro sfogo. In questo contesto il rivolgersi solo e sempre ai pubblici servizi è una vera e propria fuga inconcludente. Il “beneavere” non è sufficiente per generare “benessere”

 
3) Paolo VI nella Popolorum progressio scrive:
“Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere sviluppo autentico, dev’essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo.
Il nostro cammino, quello della società pratese intera, non può essere volto solo a creare ricchezza, ma deve coltivare l’attenzione che da questa non sia escluso nessuno, ma anche che miri alla PROMOZIONE DI TUTTO L’UOMO. Processi di inclusione e condivisione esistenti sono buona cosa e vanno costantemente monitorati. Ieri nella visita ad una struttura pubblica quanti stranieri GIOVANI ho trovato che non sanno ancora pronunciare una parola di italiano.
E questo contesto, oltre alla scelta di Stefano, ci rimanda alle associazioni di volontariato a prato particolarmente numerose ed efficienti che svolgono un servizio straordinario, di incalcolabile portata. Non rammento nessuno per non cadere in omissioni o preferenze imperdonabili. Ma esse possono giocare credo un ruolo decisivo in questo obiettivo che è lo sviluppo di “TUTTO L ‘UOMO”, per curare le disuguaglianze, supplire alle carenze che minacciano l’integrità dell’uomo nelle sue dimensioni umana, relazionale, spirituale, lavorativa. Si vedono già fiorire nuove iniziative che a breve offriranno nuovi servizi, altre ne abbiamo già visitate ci hanno stupito per efficienza e abbondanza di offerta. A Prato il verbo “FARE” appartiene al DNA collettivo. C’è una propensione al “ripartire” con le maniche rimboccate che ci fa ben sperare in un futuro ricco di opportunità lavorative. Forse oggi però ci viene chiesto un supplemento di impegno. Abbiamo bisogno a parer mio di PENSARE e RIFLETTERE di più e PROGETTARE MEGLIO, tutti insieme, senza distinzioni e divisioni, senza inutili polemiche. Che immagine di persona abbiamo di fronte?
Come costruire un tessuto sociale coeso e condiviso nei valori e nelle finalità? La parola “COMUNITA’ “ così suggestiva la scegliamo ancora e può suggerirci differenti ma importanti opzioni di impegno oppure dobbiamo archiviarla perché ormai obsoleta e inservibile? Questo mettere al centro tutto l’uomo può aiutarci a recuperare dimensioni trascurate che causano tanta solitudine, sofferenza e malattie e quindi nuove POVERTA’? Evidentemente questa sfida richiede che superiamo contrapposizioni ed esclusioni e d’altra parte esige che tutti siano coinvolti in questi processi innovativi e quindi ben vengano le occasioni nelle quali anche le comunità straniere che ormai sono parte integrante di Prato possano dialogare tra di loro, offrire il loro contributo di impegno, mettere in gioco le loro ricchezze umane e culturali.

 
C’è un ultimo aspetto che mi piaceva almeno sfiorare. Nell’era della globalizzazione è impensabile lo sguardo miope con il quale guardiamo alla nostra condizione privata nella illusione di poter garantirci da soli un futuro migliore. Il rapporto di interdipendenza ci lega sempre più strettamente gli uni agli altri ed alla casa comune che abitiamo. Siamo invitati, sarebbe meglio dire COSTRETTI ormai a rimettere la questione ambientale-ecologica al centro della nostra attenzione. Le spetta senz’altro il primo posto. La custodia e salvaguardia del creato ci competono senza distinzioni, senza sconti. E’ illusorio e puerile, rimettere a posto la propria cameretta mentre la casa intera rischia di essere spazzata via dall’alluvione E non siamo lontani da questa infausta possibilità conseguenza delle nostre leggerezze. Nelle criticità che il mondo ci presenta tutti anche i sacerdoti si devono occupare non solo del gregge ma dell’intero ovile.

 
Le sfide sono grandi e a volte ci spaventano. Le risorse umane non sono da meno. Hanno solo bisogno di essere riattivate, rimesse con ordine in movimento. Chiediamo a Santo Stefano e a Maria madre di Cristo la lucidità di mente e la forza d’animo per non perdere nessuna occasione e di saper lavorare e dare la vita per questa nostra terra, questa nostra famiglie umana questo tempo nel quale siamo stati messi per essere testimoni, ma anche costruttori di pace e di civiltà.

La Santa Sede scioglie i Discepoli dell’Annunciazione, comunità religiosa con sede nella Diocesi di Prato

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata della Santa Sede ha comunicato lunedì 16 dicembre, con una lettera inviata al Vescovo mons. Giovanni Nerbini, di aver soppresso l’Associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione», che ha la propria sede principale a Prato.

 

Si tratta di una comunità religiosa, fondata dieci anni fa da don Giglio Gilioli, sacerdote veronese trasferitosi nella nostra diocesi qualche anno prima. Particolarmente dedita alla spiritualità mariana – da qui la denominazione – la comunità aveva raccolto diversi giovani, provenienti da varie parti del mondo, intenzionati a diventare sacerdoti religiosi. Riconosciuta, dal punto di vista del Diritto canonico, come «associazione pubblica di fedeli» nel 2010, aveva mostrato diverse criticità, non riuscendo a radicarsi né per quanto riguarda la messa a punto del carisma originario né per la struttura comunitaria né per il numero degli aderenti: infatti, in questi anni, molti membri dell’associazione sono usciti: alcuni hanno abbandonato la vita religiosa, altri hanno chiesto di diventare sacerdoti della Diocesi di Prato. Per questi motivi già nel 2013 la Diocesi di Prato aveva disposto una verifica ufficiale – si chiama «Visita canonica» – a cui ne era seguita un’altra nel 2018, voluta direttamente dalla Santa Sede.

 

Così, al fronte del perdurare delle inadempienze suddette e del numero ormai esiguo di aderenti, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata ha disposto lo scioglimento dell’associazione. In particolare la detta Congregazione elenca nelle motivazioni: limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri, la non adeguata distinzione tra foro interno e foro esterno – vale a dire la separazione tra l’ambito della coscienza, spettante al confessore, e quello della disciplina, di pertinenza del superiore religioso – e deficienze nell’esercizio dell’autorità. Il documento spiega: «Persistendo le medesime criticità acuite da un ulteriore riduzione numerica, da atteggiamenti di diffidenza e di distacco nei confronti dell’autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo», decreta, con effetto immediato, lo scioglimento dell’associazione pubblica di fedeli «Discepoli dell’Annunciazione».

Ostensione e patrono: le tradizioni pratesi per Natale e Santo Stefano

Primo Natale e primo Santo Stefano per il vescovo Giovanni a Prato. Col Natale torna il rito dell’Ostensione: mercoledì 25 dicembre dopo il canto dei vespri la Sacra Cintola sarà mostrata alla venerazione dei fedeli. Un’altra tradizione, più recente ma dal grande significato, è la celebrazione della prima messa del giorno nel carcere della Dogaia per i detenuti da parte del Vescovo. Il 26 dicembre invece è il giorno del patrono della città e della diocesi e in duomo si celebra il solenne pontificale con l’annuncio dei vincitori della decima edizione del Premio Santo Stefano. Ma andiamo con ordine. Di seguito segnaliamo i vari appuntamenti in cattedrale nei prossimi giorni.

 
Martedì 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 18,30: messa della vigilia di Natale; ore 22: Ufficio delle Letture a cui seguirà la messa della Natività. Celebra il vescovo, mons. Giovanni Nerbini.

 
Mercoledì 25 dicembre. S. Natale e Ostensione

Al mattino, alle 8,30, mons. Nerbini sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.
In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; ore 10,30, Solenne Pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16, musiche d’organo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle 17 mons. Nerbini guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’Ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’Esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

Il «sasso» di Santo Stefano

Giovedì 26 dicembre. S. Stefano, Patrono di Prato

Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine della messa monsignor Nerbini, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della decima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e Reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 
Martedì 31 dicembre. Ringraziamento di fine anno

L’ultimo giorno dell’anno è in programma la messa di ringraziamento, al termine della quale è previsto il canto del «Te Deum» e la benedizione eucaristica. La celebrazione, preceduta dal canto dei vespri, è alle 18 in cattedrale presieduta dal Vescovo, tiene l’omelia il canonico teologo mons. Basilio Petrà.

 
Mercoledì 1° gennaio 2020. Maria Madre di Dio. Giornata mondiale della pace

Il primo giorno dell’anno è festa di precetto, in duomo le messe sono alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19. Alle ore 17: musiche d’organo sullo strumento antico della Cappella del Sacro Cingolo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle ore 18,30 Vespri solenni e alle 19 messa presieduta da mons. Nerbini con omelia del canonico teologo mons. Basilio Petrà; gli auguri del Vescovo alla città e alla diocesi.

All'interno di un Centro di ascolto Caritas

Aiutiamo chi aiuta: l’Avvento di Fraternità a sostegno dei centri d’ascolto Caritas

Da oltre trent’anni sono dei presìdi territoriali che rendono le parrocchie di Prato dei luoghi «in cui l’accoglienza si rende concreta», come scrive il vicario Nedo Mannucci nel tradizionale appello alla donazione. Sono i centri d’ascolto Caritas parrocchiali disseminati sul territorio diocesano, delle stazioni di prossimità che insieme alle conferenze della San Vincenzo, ai gruppi di volontariato Vincenziano e all’associazione Giorgio La Pira costituiscono il sistema Mirod (messa in rete degli osservatori diocesani). Ai quindici centri Caritas gestiti dalle comunità parrocchiali e a quelli diocesani in via del Seminario è destinata la raccolta offerte che anche quest’anno viene promossa nei giorni precedenti il Natale.

 
È l’Avvento di Fraternità in programma domenica 22 dicembre. Quel giorno, e nelle celebrazioni prefestive, quanto raccolto nelle chiese pratesi verrà devoluto a questo servizio, perché «è importante sostenere questi luoghi di accoglienza e incontro di persone che vivono momenti di fragilità e di difficoltà economica», dice il direttore della Caritas di Prato Idalia Venco.

 
Sull’utilità di questo servizio di ascolto e accompagnamento delle situazioni di povertà crediamo non ci sia bisogno di particolari sottolineature. Ma è bene ricordare, attraverso la lettura dei numeri, quale sia il momento che sta vivendo la nostra città. Secondo l’ultimo rapporto Caritas sulla povertà, illustrato alla presenza del vescovo Giovanni Nerbini nel mese di settembre, nel 2018 sono aumentate le persone che si rivolgono ai centri di ascolto. I numeri sono tornati a quelli registrati dieci anni fa, durante la crisi economica. Sono stati 3187 coloro che hanno chiesto un aiuto, principalmente economico. L’incremento è del +11% rispetto all’anno precedente. E contando una media di 2,5 componenti a nucleo familiare possiamo dire che nel 2018 la Caritas ha seguito circa 8mila persone. Il 68% degli utenti sono cittadini stranieri: il 16% sono marocchini, il 13% nigeriani, l’11% albanesi e il 10% georgiani. A seguire le altre nazionalità (i cinesi sono il 7%).

 
«I bisogni nascono principalmente dalla mancanza di un lavoro stabile – spiegò Massimiliano Lotti, curatore del rapporto il giorno della presentazione – da cui derivano una serie di problematiche, su tutte il bisogno di una casa, cresciuto addirittura del 40% tra gli stranieri». Un dato, in particolare, fu messo in evidenza perché preoccupante perché riguarda il consistente numero di minori inseriti all’interno delle famiglie sostenute: 1302. Bambini e ragazzi che vivono una quotidianità difficile, a partire dalle relazioni familiari, spesso messe in crisi dalle situazioni economiche. «Se non interveniamo con un aiuto, questi ragazzi rischiano di compromettere il loro futuro», sottolineano dalla Caritas. Ecco perché domenica è importante farsi un gran regalo di Natale e essere generosi.
Un dato, in particolare, fu messo in evidenza perché preoccupante e perché riguarda il consistente numero di minori inseriti all’interno delle famiglie sostenute: 1302. Bambini e ragazzi che vivono una quotidianità difficile, a partire dalle relazioni familiari, spesso messe in crisi dalle situazioni economiche. «Se non interveniamo con un aiuto, questi ragazzi rischiano di compromettere il loro futuro», sottolineano dalla Caritas. Ecco perché domenica è importante farsi un gran regalo di Natale e essere generosi.

Cammino pastorale 2019-2020: Ecco le schede dedicate agli Atti degli Apostoli

Il cammino pastorale della Diocesi di Prato per l’anno 2019-2020 sarà dedicato agli Atti degli Apostoli. Alle parrocchie, associazioni e movimenti il vescovo Giovanni propone un percorso suddiviso in schede che accompagneranno il percorso spirituale e formativo delle nostre comunità in questo anno pastorale.
«Cercate uomini di buona reputazione, pieni di spirito e di sapienza». È il titolo della prima scheda, il riferimento è alla «elezione dei diaconi» resasi necessaria in un momento in cui «stavano aumentando il numero dei discepoli», come si legge nel capitolo 6 degli Atti.

 

«Oggi invece siamo in una situazione decisamente opposta – commenta il biblista don Gianni Gualtieri, autore delle schede insieme al vescovo Giovanni – ma allo stesso modo le nostre comunità parrocchiali sono chiamate a individuare persone capaci che accompagnano e sostengono il ministero sacerdotale». È dunque un percorso dedicato a far emergere «la ricchezza dei doni che ha una comunità o un gruppo» quello che sta per intraprendere la nostra Diocesi.
Ogni scheda, in tutto sono sei, è suddivisa in due: la parte A ha al centro la Parola, con un brano tratto dagli Atti che viene analizzato, compreso e meditato, come in una lectio divina; la parte B invece contiene spunti per l’attualizzazione del messaggio biblico che possano essere di aiuto e di supporto alla vita della comunità. Ci sono delle domande, scritte in modo semplice e diretto, pensate per suscitare una discussione all’interno della comunità (assemblea parrocchiale, consiglio pastorale, gruppo, associazione, movimento) un sano momento di confronto basato sulla correzione fraterna.
La proposta del Vescovo è quella di ritrovarsi almeno una volta al mese e compiere un cammino di crescita partendo dalla Parola, strumento necessario, come ha ribadito più volte Nerbini, per orientare «le scelte di vita personali e comunitarie».

 

 Libretto con schede sugli Atti degli Apostoli

 

Per presentare le schede e indicare l’orizzonte verso cui le comunità sono chiamate a camminare, il vescovo Giovanni ha scritto una lettera di presentazione del cammino pastorale per l’anno 2019-2020, nella quale ha indicato tre punti di impegno.

 

 La lettera con le indicazioni del piano pastorale 2019-2020

 

 

Giornata mondiale dei poveri: il sussidio per le attività in parrocchia

«La speranza dei poveri non sarà mai delusa». È il tema della terza giornata mondiale dei poveri promossa da papa Francesco per invitare i cristiani a mettere al centro della loro azione pastorale la carità e l’attenzione nei confronti di chi vive ai margini della società. La ricorrenza è domenica 17 novembre e in vista di quella data la Caritas diocesana, l’ufficio catechistico e l’ufficio liturgico hanno preparato un sussidio per dar modo alle parrocchie di pregare, riflettere e attivarsi su questa tematica.

 

 

L’invito è semplice quanto importante: si chiede alle comunità di valorizzare la giornata dei poveri durante la settimana dall’11 al 16 novembre e la domenica 17 novembre attraverso gesti concreti.

Tra le proposte contenute nel sussidio c’è quella di organizzare, nella più grande semplicità, «momenti di fraterno convivio» la sera del sabato oppure per il pranzo della domenica «con chi sta vivendo momenti di difficoltà».

 

 

Lo scorso anno simili iniziative sono si sono tenute a San Paolo, Tobbiana e Galcetello e sono state molto apprezzate dai partecipanti. «Può essere la parrocchia a mettere a disposizione i locali invitando i fedeli del proprio territorio oppure alcune famiglie possono riunirsi in casa e farsi accoglienti», si legge ancora nei materiali diffusi in vista dell’evento e scaricabili sul sito della Diocesi.

 

 

Altro aspetto importante è la preparazione della messa festiva di domenica 17. Si chiede di preparare l’offerta dei doni e la preghiera dei fedeli secondo il tema della giornata. Inoltre sono utilizzabili delle schede per i ragazzi del catechismo. Non ci sono solo suggerimenti e spunti di riflessione ma proposte per attività concrete come una passeggiata per le strade del quartiere, in modo da rendersi conto di problematiche e bisogni, e organizzare una merenda con i coetanei di famiglie seguite dal centro di ascolto parrocchiale.

Anno pastorale: inizia il cammino sugli Atti degli Apostoli

Dopo la fase dell’ascolto del percorso svolto fino a oggi inizia il cammino della Chiesa di Prato indicato dal vescovo Giovanni. «Comunità in ascolto e testimone del Vangelo» è il nome dell’itinerario pensato per le parrocchie, i gruppi e le associazioni presenti in diocesi e che verrà presentato lunedì 25 novembre alle ore 21,15 nella chiesa di San Francesco. Mons. Nerbini ha pensato di convocare una nuova serata del convegno pastorale diocesano, nella quale spiegherà in che modo ha pensato di rispondere alle richieste formulate all’interno della sintesi emersa dai lavori assembleari del marzo scorso e alle sollecitazioni espresse a fine settembre in San Francesco.
Come anticipato un mese fa nella seconda serata del convegno pastorale sono cinque i punti su cui la comunità ecclesiale ha chiesto di volersi impegnare in un cammino di crescita: formazione biblica, formazione laicale, superamento del soggettivismo, ascolto delle realtà e coordinamento tra tutte le realtà.

 
Il filo conduttore del percorso formativo sarà rappresentato dalla meditazione della Parola a partire dagli Atti degli Apostoli. Un testo che invita a «cogliere il nesso tra le vicende narrate e le sfide che ci troviamo ad affrontare», disse il vescovo Giovanni. Nessun piano o lettera pastorale dunque, la scelta è quella di essere subito operativi attraverso l’uso di schede, utili per vivere insieme alla propria comunità di appartenenza momenti di confronto e condivisione. Il sussidio è stato preparato da monsignor Nerbini insieme a don Gianni Gualtieri, biblista e incaricato regionale alla evangelizzazione e alla catechesi. «Prima si prende in mano il brano suggerito, si legge insieme, si analizza il testo e poi, sempre insieme, ci si interroga sugli spunti suggeriti dalla lettura – spiega mons. Nerbini -, la proposta è di fare un incontro mensile, ma le parrocchie possono anche decidere di trovarsi ogni quindici giorni, sulla modalità di incontro c’è assoluta libertà di organizzazione».
Secondo Nerbini rimettere al centro la Parola è necessario, «senza di essa il dialogo diventa monologo e purtroppo dobbiamo ammettere che, nella prassi ordinaria, la grande assente sembra proprio essere la Parola, non percepita come necessaria nelle scelte di vita personali e comunitarie».
Visto che sta per iniziare il periodo d’Avvento le prime schede sono pensate anche per essere utilizzate come momento di riflessione e preparazione per questo tempo forte dell’anno liturgico.

 
Le schede potranno essere scaricate su questo sito e saranno online dal 14 novembre, giorno in cui il Vescovo presenterà il cammino ai sacerdoti nel corso dell’assemblea del clero convocata in Seminario.

Riparte «Giovani in Preghiera» con le catechesi del vescovo Giovanni

Torna l’appuntamento con i «Giovani in Preghiera», il ciclo di incontri itinerante nelle chiese di Prato aperto a tutti i ragazzi e le ragazze delle parrocchie. Sarà il vescovo Giovanni Nerbini a guidare le riflessioni.
«Quest’anno ci guida un segno, che è la rete – spiega don Alessio Santini, responsabile di Pastorale giovanile – perché il tema è il cammino dei Dodici dal lago al cenacolo. Vogliamo ripercorrere questo percorso con Gesù, un po’ come faremo da ora in poi con il vescovo Giovanni. Saremo alla sequela del Signore, in quest’anno nel quale abbiamo la gioia di iniziare il nostro cammino con il nuovo Pastore della Chiesa di Prato».

 

Ecco il calendario degli incontri. Due appuntamenti sono preceduti da un momento di catechesi con cena comunitaria aperto a tutti gli interessati

 

Lunedì 11 novembre, Parrocchia di San Paolo ore 21:15
Lunedì 9 dicembre, Parrocchia di Tobbiana ore 19 catechesi – ore 21,15 preghiera
Lunedì 13 gennaio 2020, Parrocchia della Resurrezione ore 21,15
Lunedì 10 febbraio , Parrocchia del Soccorso ore 21,15
Lunedì 9 marzo – Parrocchia di Tavola ore 19 catechesi – ore 21,15 preghiera

 

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