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Casa Francesco cerca giovani che vogliano vivere una esperienza comunitaria

Lo spunto è stato il documento finale del Sinodo dei giovani, poi da lì il passo è stato abbastanza breve e Casa Francesco è diventata presto realtà. Uno spazio messo a disposizione dalla Diocesi di Prato per i giovani, con l’obiettivo di fargli vivere esperienze di comunità per accompagnarli nel percorso verso la vita da adulti. La struttura si trova a fianco dell’oratorio di Sant’Anna, gestito da Corrado Caiano e dalla moglie Sara.

Ecco di che cosa si tratta nel servizio andato in onda nel telegiornale di Tv Prato

 

 

A maggio l’esperienza dei ragazzi che attualmente sono a Casa Francesco si concluderà e se ne aprirà un’altra destinata a 5-6 giovani tra i 19 e i 29 anni. L’equipe educativa – dopo un colloquio con i ragazzi e la loro famiglia – sceglierà poi i candidati più adatti per l’esperienza.

Qui la brochure con tutte le spiegazioni su come funziona la proposta e il progetto

Mario Lanza nuovo co-direttore della Caritas. Sarà affiancato per un anno da Idalia Venco

Mario Lanza è stato nominato dal vescovo Giovanni Nerbini co-direttore della Caritas diocesana di Prato. Il suo incarico è iniziato la scorsa settimana quando insieme al Vescovo ha incontrato gli operatori nella sede di via del Seminario. Fino al 31 dicembre di questo anno sarà affiancato nel ruolo da Idalia Venco che su richiesta del Vescovo rimane co-direttrice con il compito di introdurre Lanza all’interno del mondo Caritas composto da molte realtà impegnate su più fronti. «Ringraziamo Idalia per aver dato la disponibilità a continuare il suo servizio fino alla fine dell’anno – dice monsignor Nerbini –, in questo modo sarà possibile garantire un pieno passaggio di consegne».

 
Contestualmente alla sua nomina sono stati individuati anche due vicedirettori, due figure interne che garantiranno un pieno e diretto coinvolgimento del gruppo interno nella gestione della Caritas. Si tratta di Massimiliano Lotti e Claudia Santini, due nomi molto conosciuti nelle parrocchie pratesi. Si chiude dunque senza aver avuto un vero inizio l’esperienza di Massimo Carlesi alla guida della Caritas. Carlesi ha dovuto – a malincuore – rassegnare le dimissioni da direttore per motivi di salute.

 
Il nuovo co-direttore. Mario Lanza ha 59 anni, è spostato con Lucia e ha due figli, Matteo e Giulia – quest’ultima suora Francescana missionaria di Gesù Bambino ad Assisi – e quattro figli in affidamento. Marito e moglie sono impegnati nella parrocchia dell’Ascensione, lei come catechista, lui come «fac-totum» e vengono da una lunga esperienza all’interno della vicina parrocchia di Santa Maria del Soccorso compiuta al tempo di monsignor Danilo Aiazzi. Lanza è entrato in contatto con la Caritas diocesana nel 2002 quando ha iniziato a occuparsi delle missioni della Chiesa cattolica in Eritrea dando vita all’associazione Chebì. In quasi vent’anni ha inviato in Africa, non solo al popolo eritreo, moltissimi aiuti umanitari per quelle poverissime popolazioni.

 
In passato ha collaborato come giornalista per Radio Antenna Toscana Uno, Tv Prato e Tvr-Teleitalia. Sul fronte professionale è un geometra che lavora presso la società di ingegneria di Publiacqua dove si occupa di progettazione e direzione di opere idrauliche.
Lanza è conscio non solo della responsabilità che si è assunto ma anche del fatto di dover iniziare questo nuovo percorso di vita in un periodo molto complicato, come quello legato alla crisi economica e sociale dovuta alla pandemia. «Abbiamo davanti dei mesi molto difficili, lo ha ripetuto il vescovo Nerbini quando ci ha dato le indicazioni di missione, ma posso dire di essere consapevole del fatto che la Caritas è una grande famiglia, la paura viene quando uno inizia a non fidarsi», afferma Mario Lanza.

Quaresima, il sussidio per la catechesi in parrocchia

È online il sussidio di Quaresima realizzato dall’Ufficio Catechistico Diocesano. Un piccolo opuscolo pensato per i catechisti, ma che può essere utilizzato anche da gruppi, associazioni e movimenti, volto a preparare i ragazzi alla Pasqua. «Trovo che le difficoltà del momento presente abbiano creato insofferenza per le prove e le difficoltà subite e che ci sia quasi un desiderio prepotente di spensieratezza, una voglia di dimenticare, incontrasi, parlarsi – scrive il vescovo Giovanni Nerbini nel sussidio -. Ancora una volta a voi (rivolgendosi ai catechisti, ndr) è affidato il delicato compito di precedere e accompagnare i piccoli e gli adolescenti sulla strada della sequela di Gesù con la vostra competenza e il vostro entusiasmo. Il sussidio è un ottimo strumento, ma niente potrebbe senza il vostro intelligente lavoro e la sapiente mediazione. Io vi sostengo e vi accompagno».

 

Un sostegno semplice per indicare gli spunti da poter poi approfondire e realizzare al meglio. Il sussidio ha come guida il Vangelo delle domeniche di Quaresima: per ogni domenica sarà evidenziato un passaggio del Vangelo, una frase su cui lavorare e un segno da proporre nella liturgia. Ci sarà una sezione dedicata poi per esempio al cinema in famiglia con la proposta di alcuni titoli. Il tutto sarà corredato da un racconto e alcune attività suddivise in due fasce di età.

 

Prima di iniziare viene chiesto di costruire un piccolo segno volto ad accompagnare i giovani per tutta la quaresima: un bracciale realizzato con fili di lana colorati (o altro materiale) che si aggiungeranno domenica dopo domenica, fino alla quinta, quando i fili verranno intrecciati e formeranno così il braccialetto da mettere al polso. «I tanti fili diversi – si legge nel sussidio – rappresentano noi, i bambini, con le nostre peculiarità, ma uniti insieme con l’ultimo filo, che rappresenta l’amore di Cristo, diventiamo tutti una sola famiglia». Il sussidio è scaricabile dal sito della Diocesi.

 

Qui il sussidio per la Quaresima 2021 in formato pdf

Giornata per la pace, l’iniziativa in San Domenico con il Vescovo e il Sindaco

«La cultura della cura come percorso di pace». È questo il tema della 54esima Giornata Mondiale della Pace. L’appuntamento a Prato è per domenica 31 gennaio a partire dalle 15 nel chiostro di San Domenico per una vera e propria Festa della Pace.

 

L’iniziativa è organizzata dal Coordinamento Cittadino per la Pace del Comune di Prato in collaborazione con l’Azione Cattolica diocesana in qualità di capofila, l’associazione Cieli Aperti, Agesci zona di Prato e l’oratorio Sant’Anna. L’evento ha il patrocinio del Comune di Prato.
Tutto si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anticontagio. I ragazzi partecipanti, un numero ridotto alla luce dell’emergenza sanitaria, si disporranno lungo tutto il perimetro del chiostro e prenderanno alternativamente il lembo di una bandiera della pace e di un nastro bianco, così da garantire il distanziamento. Il loro ingresso sarà accompagnato da musiche e canti di sottofondo sul tema della pace.

 

Al centro del chiostro ci saranno i quattro testimoni. In ciascuno dei quattro quadranti, dove verranno realizzati i segni, invece saranno presenti un ragazzo e un educatore delle quattro associazioni coinvolte. In un vaso di coccio verranno messi la terra, l’acqua e semi di grano. L’infermiere Pietro Serafini, volontario della Misericordia, parlerà de «La cura mediante la solidarietà»; dopo la sua testimonianza verrà consegnato un vaso di terracotta a ciascun gruppo. Con il secondo testimone, don Matteo Pedrini dei Ricostruttori nella preghiera, verrà messa la terra nei vasi, a lui è affidata «La cura e la salvaguardia del creato». Il terzo momento, al termine del quale verrà versata l’acqua nei vasi, sarà incentrato su «La cura del bene comune», con il sindaco Matteo Biffoni. Testimone de «La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona» è il vescovo Giovanni Nerbini. Al termine verranno messi i semi di grano nei quattro vasi. Quindi verranno lanciati in aria dei palloncini colorati. Ogni ragazzo riceverà un vasetto con terra e semi da custodire e curare fino a primavera, quando sarà invitato a riportare la propria piantina in piazza per una giornata di festa tutti insieme.

 

Sarà possibile seguire in diretta l’evento trasmesso in streaming sulla pagina Facebook dell’Azione Cattolica Prato.

Santa Caterina de’Ricci, al via il Triduo in onore della Santa di Prato

Ci avviciniamo alle feste annuali in onore di Santa Caterina de’ Ricci, compatrona della città e della diocesi di Prato. Le monache domenicane di San Vincenzo hanno confermato il programma delle celebrazioni e organizzato lo svolgimento delle funzioni e l’accoglienza dei fedeli nel pieno rispetto delle norme anti contagio. La comunità contemplativa non nasconde la preoccupazione per il difficile periodo che stiamo vivendo, legato alle pandemia, ma allo stesso tempo si dicono certe che la preghiera e l’affidamento alla Santa di Prato siano un appuntamento fondamentale per superare questo momento così delicato. La solennità cade giovedì 4 febbraio e alle 17,30 il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa. Questo appuntamento solenne è preceduto come sempre da due giorni di celebrazioni.

 

Ecco il programma completo:

martedì 2 febbraio, alle 8 messa celebrata dal rettore della basilica di San Vincenzo don Paolo Baldanzi, alle 17,30 messa celebrata dal vicario generale, mons. Nedo Mannucci. Mercoledì 3 febbraio alle 8 messa celebrata da padre Fiorenzo Bugata e alle 17,30 celebra il domenicano padre Gian Matteo Serra. Giovedì 4 febbraio, alle 8 messa di don Luca Rosati, alle 10,30, messa di padre Giovanni Giannalia dell’Istituto del Verbo Incarnato e alle 17,30, come detto, la celebrazione presieduta dal Vescovo. Tutti i giorni lodi alle 7,30 e canto dei vespri alle 17,30. Le celebrazioni si tengono in basilica, dove sono a disposizione 35 posti per i fedeli. Un numero dovuto al rispetto delle norme per garantire il giusto distanziamento.
Durante il triduo dei festeggiamenti, si trovano esposte in Basilica due importanti reliquie della Santa, oggetti appartenuti in vita a Caterina de’ Ricci. Si tratta del cappello di paglia che la Santa indossava quando si recava nell’orto e del bastone su cui si appoggiava camminando negli ultimi anni di vita. Questi oggetti hanno permesso la guarigione miracolosa di due malati devoti della Santa: il miracolo avvenuto con il bastone, è stato riconosciuto per la beatificazione nel 1732 e la guarigione avventa con il cappello ha permesso alla Chiesa Cattolica nel 1746, di dichiarare Santa la monaca domenicana, Caterina de’ Ricci.

Catechismo, la Diocesi di prepara al ritorno dei ragazzi in parrocchia

Con la ripresa in presenza delle attività scolastiche torna anche il catechismo «dal vivo». Il vescovo Giovanni Nerbini ha scritto a tutti i parroci della Diocesi di Prato invitandoli a riprendere gli incontri nei locali parrocchiali. «È un momento importante che non dobbiamo trascurare né sottostimare, ma credo anche che non lasciarsi irretire dalla paura sia un segnale importante da consegnare alle nostre famiglie e ai nostri ragazzi», afferma mons. Nerbini nella lettera.

 
Nella Diocesi di Prato non c’era mai stato un vero e proprio stop agli incontri nei locali parrocchiali, il vescovo Giovanni aveva chiesto se ogni singola realtà fosse in grado di garantire o meno le lezioni in presenza secondo le norme anticontagio. Quasi tutte avevano poi deciso di trasferire la «dottrina» online. Adesso che siamo tornati in zona gialla l’invito è quello a prendere in considerazione l’idea di far tornare i ragazzi in parrocchia finché la situazione lo potrà permettere.

 
Nella lettera inviata ai parroci il Vescovo ricorda a ciascuno di «valutare attentamente la conformità dei locali che ospitano l’attività pastorale della propria parrocchia e verificare la fattibilità del catechismo in presenza quando risultano tutelate le condizioni richieste: distanza, accessi agli ambienti e possibilità di arearli». Mons. Nerbini ribadisce inoltre che «laddove i numeri dei bambini fossero alti si possono organizzare forme miste di catechismo a rotazione: un certo numero in presenza, altri collegati attraverso il computer». E infine un accorgimento: «non cessate di invitare i nostri ragazzi alla Santa Messa domenicale ricordando loro che i cristiani hanno nell’eucarestia l’indispensabile presenza del Signore in mezzo a loro. Non c’è bisogno di ripetere che le nostre Chiese sono sicure e che in tutto questo tempo di pandemia non si è mai verificato alcun vero problema».

 
Il sussidio. Sul sito della Diocesi è possibile scaricare il materiale del sussidiario «Sicuri, dietro di me», contenente tutte le indicazioni per lo svolgimento degli incontri e l’organizzazione degli spazi. Ricordiamo come funziona una lezione tipo: il bambino, in salute e munito di mascherina, dovrà igienizzarsi le mani all’ingresso dei locali parrocchiali. I genitori non potranno entrare nelle aule, se possibile sarebbe utile prevedere delle stanze per l’accoglienza. Anche i catechisti dovranno indossare la mascherina e non avere febbre o sintomi influenzali. I catechisti sono poi chiamati a compilare tre registri: uno con le presenze dei bambini, uno sugli eventuali visitatori degli ambienti del catechismo e uno relativo all’igienizzazione degli ambienti.

 
Restando in tema di sicurezza, nei giorni scorsi un’azienda di Scandicci ha donato al Vescovo 192mila mascherine chirurgiche. Il materiale, dal valore di diverse migliaia di euro, è stato depositato in palazzo vescovile e verrà distribuito tra le varie parrocchie della Diocesi di Prato, le aggregazioni laicali, le scuole cattoliche presenti sul territorio e gli oratori.

Capp Plast, Rifinizione Vignali e Net Studio vincono il Premio Santo Stefano 20-21

Capp Plast, Rifinizione Vignali e Net Studio si aggiudicano l’undicesima edizione del Premio Santo Stefano per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. Come da tradizione i nomi delle aziende vincitrici sono stati annunciati dal vescovo Giovanni Nerbini al termine del solenne pontificale celebrato questa mattina in cattedrale nel giorno del santo patrono della città.

 

Trasformazione di materie plastiche, tintoria e finissaggio, information technology sono i settori nei quali sono impegnate le tre società che hanno vinto il cosiddetto «Stefanino d’oro», premio che la città di Prato riconosce a chi è capace di fare impresa con successo nel rispetto delle regole e della concorrenza. Un riconoscimento nato in un periodo di crisi per l’intero comparto tessile – con l’idea di valorizzare chi all’interno del distretto si contraddistingue con produzioni di qualità – e che oggi, in una nuova situazione di difficoltà economiche dovute alla pandemia, intende ancora una volta mostrare il grande valore delle aziende pratesi. «Oggi è ancora più doveroso continuare con questa nostra tradizione – ha affermato monsignor Nerbini – che vuol essere anche una esortazione al coraggio e alla speranza nel futuro. Il Premio Santo Stefano è un riconoscimento a quelle aziende che creano occupazione e innovazione, che valorizzano il territorio e che portano il nome di Prato nel mondo. Non solo, sono aziende rispettose dell’etica del lavoro, particolarmente impegnate nel rapporto con i propri dipendenti e attente alle necessità della società, specialmente dei più bisognosi», ha concluso il Vescovo.

 

Quali vincitori della undicesima edizione del Premio il comitato promotore composto da Diocesi, Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio di Prato e Comune di Montemurlo ha scelto tre aziende di successo che ben rappresentano la vitalità del distretto industriale pratese. Capp Plast, con sede in via Galcianese e a Capalle, ha una storia di oltre 60 anni nella industria del packaging e con i suoi prodotti è impegnata in tre settori di riferimento: magazzini, bottiglie e imballaggi flessibili; la Rifinizione Vignali di Montemurlo è dal 1947 uno dei soggetti più attivi e conosciuti del distretto tessile e fin dai primi anni ’80 ha avuto una attenzione particolare all’impatto ambientale. Net Studio, con sede centrale a Prato e uffici a Roma e Milano, opera dal 2000 ed è specializzata nella tracciabilità di merci e prodotti.
Questi nomi sono stati individuati all’interno di una ampia rosa di candidati posti all’attenzione del comitato promotore dalle istituzioni cittadine, dalle associazioni di categorie e dalle segnalazioni dei privati cittadini attraverso il sito web della Diocesi di Prato.

 

 

La cerimonia di consegna degli «Stefanini» non è stata ancora definita. L’evento si terrà nella primavera/estate del prossimo anno, nella speranza che possa essere vissuto in presenza. Sotto, in tre schede sintetiche, è descritta la storia e la produzione delle tre aziende vincitrici.

 

 

 

LE SCHEDE DELLE AZIENDE VINCITRICI 2020-2021

 
CAPP PLAST SPA

Azienda leader nella produzione e trasformazione di materie plastiche che nel tempo ha saputo sviluppare la propria produzione con particolare attenzione all’aspetto ambientale attraverso meccanismi di riciclo delle materie prime e certificazioni internazionali.

 
RIFINIZIONE VIGNALI SPA

Azienda che opera nel settore della tintoria e finissaggio dei tessuti e dei velluti per l’arredamento e l’abbigliamento. Fondata nel 1947 in tutti questi anni ha saputo coniugare la tradizione dei processi di lavorazione con l’innovazione e la qualità dei prodotti.
Grazie a scelte di intelletto imprenditoriale l’azienda è caratterizzata da una profonda valorizzazione del capitale umano.

 
NET STUDIO SPA

Azienda guidata da giovani imprenditori che ha saputo attestarsi in pochi anni nel campo dell’innovazione tecnologica attraverso la valorizzazione delle competenze di preziosi collaboratori e lo sviluppo nel campo della «sicurezza, tracciabilità e controllo» garantendo una costante crescita occupazionale di altissima qualità professionale.

Natale e Santo Stefano, gli orari delle celebrazioni in Duomo e le dirette su Tv Prato

Natale e Santo Stefano, la doppia festa per la città e la diocesi di Prato è ormai vicina. Saranno giorni di «zona rossa» ma i fedeli potranno spostarsi per partecipare alle celebrazioni, la richiesta è quella di recarsi nella propria parrocchia o nella chiesa più vicina alla propria abitazione e di avere con sé un modello di autodichiarazione. Per garantire una presenza di fedeli ben distribuita i parroci hanno previsto più celebrazioni per il Natale. In particolare la messa nella notte sarà celebrata in orari compatibili con il cosiddetto «coprifuoco», cioè entro le ore 22.
Per chi non potesse uscire da casa quest’anno la messa nella notte di Natale presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini viene trasmessa in diretta su Tv Prato la sera di giovedì 24 dicembre a partire dalle ore 20,20. Ma andiamo con ordine e vediamo il calendario con gli appuntamenti in cattedrale celebrati da monsignor Nerbini.

 

Martedì 22 dicembre. Anniversario morte mons. Fiordelli

Alle 9,30 viene celebrata la messa in ricordo di mons. Pietro Fiordelli, primo vescovo residenziale di Prato, a 16 anni dalla morte, avvenuta il 23 dicembre 2004.

 

Giovedì 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 18, messa della vigilia Natale celebrata dal parroco canonico Luciano Pelagatti. Alle 20,30 – con collegamento tv alle 20,20 – messa della Natività presieduta da monsignor Giovanni Nerbini.

 

Venerdì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione
Al mattino, alle 8,30, il Vescovo celebra la prima messa del giorno nel carcere della Dogaia per i detenuti. In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; alle 10,30 solenne pontificale presieduto da monsignor Nerbini. Nel pomeriggio alle ore 16 musiche d’organo eseguite dal canonico Marco Pratesi. Alle 17 vespri solenni e a seguire il Vescovo officia l’ostensione del Sacro Cingolo all’interno del duomo e all’esterno dal pulpito di Donatello sulla piazza per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

 

 

 

Sabato 26 dicembre. Santo Stefano patrono di Prato e proclamazione vincitori «Stefanino d’oro»

È il giorno della festa patronale della città. Città e diocesi si ritrovano in cattedrale nel nome del primo martire della cristianità, la cui reliquia è custodita ed esposta durante la giornata alla venerazione dei fedeli. Alle ore 10 solenne pontificale presieduto da monsignor Nerbini e concelebrato dai sacerdoti della diocesi. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine monsignor Nerbini, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio e Comune di Montemurlo, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della undicesima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei vespri e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

Giovedì 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno

L’ultimo giorno dell’anno è in programma una messa, preceduta dal canto dei vespri, alle 18 in cattedrale presieduta dal Vescovo. Tiene l’omelia il canonico teologo mons. Basilio Petrà. Al termine canto del «Te Deum» e benedizione eucaristica sulla città. La celebrazione è trasmessa in diretta su Tv Prato

 

Venerdì primo gennaio 2021, Maria Madre di Dio. Giornata mondiale
della pace

Il primo giorno dell’anno è festa di precetto, in duomo le messe sono alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19. Alle ore 17: musiche d’organo sullo strumento antico della Cappella del Sacro Cingolo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle ore 18,30 Vespri solenni e alle 19 messa presieduta da mons. Nerbini, al termine gli auguri del Vescovo alla città e alla diocesi.

 

Spostamenti durante zona rossa e zona arancione

Durante i giorni di zona arancione (28-29-30 dicembre e 4 gennaio) i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a cinquemila abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 chilometri. Nei giorni di zona rossa (dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio, il 5 e il 6 gennaio) i luoghi di culto dove ci si può recare «dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini», come indicato dalla Cei. In questo periodo si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione «per velocizzare le eventuali operazioni di controllo».

 

L’autodichiarazione per gli spostamenti

 

Giovani, la veglia d’Avvento del vescovo Nerbini in diretta su Facebook

«Non vi lasceremo soli». Fedele a questa promessa lanciata via social l’equipe di Pastorale giovanile della diocesi di Prato ha organizzato anche quest’anno la veglia in preparazione al Natale per i ragazzi e le ragazze delle parrocchie. Non potendo partecipare in presenza, l’iniziativa potrà essere seguita in diretta sulla pagina Facebook di Tv Prato e sulle pagine Facebook e Instagram della Pastorale giovanile. A guidare la preghiera e le riflessioni sarà il vescovo Giovanni Nerbini. L’appuntamento è per sabato 19 dicembre alle ore 20,30 e si tiene, a porte chiuse, all’interno della cattedrale.

 

«Se loro non possono venire da noi, andremo noi da loro», dice don Marco Degli Angeli, nuovo direttore della Pastorale giovanile diocesana che ha promosso una serie di iniziative social per cercare di avvicinare il più possibile i ragazzi in questo momento così difficile, segnato dall’isolamento dettato dalla pandemia. In questo tempo d’Avvento infatti, ogni giorno viene pubblicato su YouTube «2 minuti con Dio», una lettura e un commento al Vangelo. L’idea è di coinvolgere nelle meditazioni parrocchie, associazioni e movimenti.

 

 

Ma torniamo alla veglia di sabato 19 dicembre. In quella occasione si terrà anche un momento molto conosciuto e amato da tanti pratesi: verrà accolta la Luce di Betlemme. Si tratta di una tradizione diffusa da più di vent’anni in città grazie agli scout. Ogni anno prima di Natale gli scout austriaci si recano in Terra Santa nella basilica della Natività per accendere una lanterna con la fiamma che arde sul luogo dove è nato Gesù. Poi quella «Luce», simbolo di pace e di speranza, viene portata in tutta Europa e consegnata anche agli scout pratesi. L’edizione 2020 non è stata organizzata per via della pandemia ma Prato riuscirà comunque a distribuire la Luce di Betlemme perché dei membri dell’associazione Don Renato Chiodaroli non hanno mai spento la fiammella accesa lo scorso Natale. In tutti questi mesi la fiammella ha fatto compagnia alla famiglia Mariotti Pagnini che si è detta ben felice di poter condividere questo dono. Chi vorrà potrà recarsi in cattedrale nei prossimi giorni, prendere la fiamma e tenerla a casa come simbolo di pace e di unione fraterna, oltre che diffonderla ai propri cari e alle persone che desiderano riceverla. La Luce di Betlemme sarà diffusa anche nelle parrocchie pratesi grazie all’Associazione Don Renato Chiodaroli, Agesci, Masci e associazione 100% scout – Genitori in cammino.

Papa Francesco risponde alla lettera del Vescovo: «continuate a stabilire patti di prossimità!»

Papa Francesco esorta Prato «a proseguire nel cammino intrapreso per costruire una convivenza sempre più fraterna e solidale» e impartisce sulla città la Benedizione Apostolica. Lo ha fatto sapere la Segreteria di Stato della Santa Sede in una lettera inviata al vescovo Giovanni Nerbini. Il testo è firmato da monsignor Edgar Peña Parra, sostituto per gli affari generali, che ha avuto il compito di rispondere alla missiva spedita da monsignor Nerbini al Papa in occasione del quinto anniversario della visita del Pontefice a Prato, avvenuta il 10 novembre 2015. Oltre a ringraziare Francesco per la sua presenza, le sue parole e la sua preghiera per la città, il Vescovo ha voluto informare il Santo Padre che l’invito rivolto dal pulpito di Donatello ai pratesi, di «stabilire patti di prossimità», sta proseguendo con nuovo vigore. All’indomani dell’anniversario mons. Nerbini ha lanciato l’iniziativa #farepatti, una campagna di ascolto e condivisione per provare a «immaginare insieme un’altra città possibile», come scritto nella lettera spedita al Papa.

 

In questi giorni il vescovo Giovanni sta incontrando le istituzioni cittadine, a partire dal sindaco Matteo Biffoni, per dar vita a quel percorso comunitario di crescita che a gennaio, con le modalità che saranno possibili in quel momento, si realizzerà attraverso una serie di iniziative pubbliche di confronto con esperti, durante le quali verranno messe a tema alcune delle principali criticità della città e del distretto tessile.

 

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera inviata dalla Segreteria di Stato a mons. Nerbini:

 

Eccellenza reverendissima, con devota lettera del 10 novembre corrente, Ella ha voluto informare il Santo Padre circa il percorso #Farepatti, che codesta Chiesa locale, in occasione del quinto anniversario della Sua Visita, intende proporre alla Comunità cittadina in sintonia con l’invito a stringere “patti di prossimità” rivolto alla Città di Prato in quella circostanza.

 

Sua Santità, Che ha apprezzato il premuroso gesto e i sentimenti che l’hanno suggerito, mentre esorta a proseguire nel cammino intrapreso per costruire una convivenza sempre più fraterna e solidale, invoca la celeste protezione della Madre del Signore e di cuore imparte la Benedizione Apostolica. Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinti ossequio dell’Eccellenza Vostra Reverendissima, devotissimo

 

+Edgar Peña Parra, Sostituto

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