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Insieme e in parrocchia. Le indicazioni per il nuovo anno pastorale 2020-2021

Inizia l’anno pastorale 2020-2021 della Chiesa di Prato. In San Domenico si è tenuto il tradizionale convegno pastorale nel quale il vescovo Giovanni ha dato le indicazioni per il cammino della comunità ecclesiale.
Nel suo intervento monsignor Nerbini è partito da una analisi del momento che la Chiesa, ma anche la società nella sua interezza, sta vivendo a causa della pandemia e quali strade si possono intraprendere per far ripartire la pastorale ordinaria. Una richiesta, su tutte: che i laici tornino in parrocchia e si rimettano sotto la Parola di Dio.

 
Questo l’intervento letto dal Vescovo al Convegno

 

Sotto i servizi di Tv Prato dedicati alle due serate del Convegno

 

 

 

 

 

Tutela dei minori: aperto il servizio di ascolto

La Diocesi di Prato si dota di un servizio di ascolto per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Attraverso questa pagina del sito web diocesano sarà possibile inviare segnalazioni e denunce direttamente, e nel pieno rispetto della riservatezza, al referente diocesano nominato dal vescovo Giovanni Nerbini.

 

La Chiesa di Prato attua così le indicazioni della Conferenza episcopale italiana che ha chiesto a ogni diocesi di individuare una persona esperta in questo campo che avrà il compito di collaborare con il Vescovo nell’adempimento delle sue responsabilità pastorali in materia di tutela dei minori e, in particolare, si occuperà dell’ascolto delle segnalazioni e dell’accompagnamento delle vittime di abusi sessuali o psicologici. Si tratta di una figura preparata professionalmente a gestire questa particolare tipologia di situazioni e capace di poter interagire con delicatezza e competenza con chiunque ne faccia richiesta.

 

«Attuiamo questo adempimento riconoscendo l’importanza e la necessità di avere uno strumento che ci permetta di poter intervenire per garantire la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili in caso di abusi», commenta il vescovo Giovanni Nerbini. Il primo atteggiamento messo in atto dalla diocesi di Prato è dunque quello dell’ascolto attraverso una persona dedicata, incaricata non solo di raccogliere segnalazioni ma anche di sostenere e accompagnare fin da subito eventuali richieste di aiuto.

 

Qui la pagina del sito attraverso la quale è possibile inviare segnalazioni

 

L’apertura del servizio si intreccia con la volontà di monsignor Nerbini e della diocesi di introdurre nelle parrocchie e nei gruppi appartenenti alla comunità ecclesiale una attenzione specifica alla tutela dei minori e, più in generale, di proporre percorsi rivolti a giovani, educatori e genitori sull’affettività e la sessualità.

Anno pastorale, inizia il cammino con il convegno diocesano

Chiesa di Prato a convegno per iniziare il nuovo anno pastorale. In questi giorni il vescovo Giovanni ha inviato la convocazione ai sacerdoti e ai diaconi, ai religiosi, ai membri dei consigli pastorali e agli appartenenti delle associazioni laicali. Ma tutti i fedeli della comunità diocesana sono invitati a partecipare alle due serate in programma martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle ore 21,15 nella chiesa di San Domenico. Viste le norme anti Covid che richiedono la riduzione degli spazi per consentire una adeguata distanza tra i partecipanti si potranno seguire i lavori del convegno anche dal chiostro di San Domenico e su Tv Prato, che trasmetterà in diretta le due serate.

 
«Nel settembre scorso – scrive monsignor Nerbini nella lettera di invito al convegno – ci eravamo dati il compito di vivere una esperienza di rinnovamento della nostra azione pastorale seguendo le suggestioni e gli insegnamenti degli Atti degli Apostoli, ora vogliamo insieme provare a compiere una verifica per impostare il cammino per l’anno pastorale 2020-2021».

 
Nella prima serata, martedì 22 settembre, saranno quattro persone a relazionare il cammino compiuto, evidenziando i risultati ottenuti e i limiti riscontrati. Parleranno un vicario foraneo, una rappresentante dei consigli pastorali, un rappresentante delle associazioni laicali, un rappresentante del mondo giovanile. Nella seconda serata, mercoledì 23, il Vescovo presenterà dettagliatamente il tema del secondo anno pastorale.
Il testo di riferimento durante i lavori è «La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa», a cura della Congregazione per il clero della Santa Sede.

 

La lettera del Vescovo con la convocazione del convegno pastorale diocesano

 

Scuola, il vescovo Nerbini scrive agli studenti: non arrendetevi di fronte agli ostacoli. E ai professori: seminate fiducia e passione

In occasione del ritorno a scuola il vescovo Giovanni ha scritto una lettera indirizzata agli studenti, ai professori e ai dirigenti scolastici per augurare loro un buon inizio in quest’anno particolarmente delicato. Mons. Nerbini conosce molto bene il mondo della scuola perché è stato molti anni insegnante alle elementari prima di entrare in seminario.

 

Carissimi ragazze e ragazzi,
all’inizio di questo nuovo anno scolastico così particolare perché caratterizzato da grandi difficoltà e incertezze vi ho ricordati nella preghiera con particolare affetto. Non arrendetevi di fronte agli ostacoli che incontrerete sul vostro percorso. Non accontentatevi di un buon voto e della promozione. Mi auguro che a partire dal vostro lavoro quotidiano voi possiate compiere il primo e più importante cammino della vostra vita: la scoperta di voi stessi, del mistero che rappresenta la vostra esistenza, dono unico, originalissimo e irripetibile che Dio vi ha fatto e che in voi ha fatto alla vostra famiglia, alla vostra città ed al mondo intero.

Tanti anni fa venne a salutarmi un ex alunno. Mi ricordò le parole che avevo rivolto a tutta la classe nel giorno del saluto alla fine del ciclo, mi disse che lui aveva cercato di metterle in pratica e così facendo si era trovato bene. Carissimi insegnanti e Dirigenti, i nostri ragazzi ci ascoltano e ci guardano soprattutto. Che lo vogliamo o no, per quello che siamo, lasciamo in essi una traccia profonda. Auguro a tutti voi pur in mezzo a problemi di ogni tipo, di poter seminare a piene mani fiducia, passione, stima ed affetto per i vostri ragazzi.

Tutti accompagno con affetto e con la mia preghiera.

Giovanni, vescovo di Prato

8 settembre: il programma della Festa, quest’anno in edizione speciale

Tutto pronto per la festa dell’8 settembre, che quest’anno, causa Covid sarà vissuta in modo particolare. La prima grande novità riguarda la sera: non ci sarà la sfilata dei figuranti per le vie del centro storico, il Corteggio si svolgerà in piazza Duomo con la presenza di alcuni gruppi storici. Prima dell’Ostensione della Sacra Cintola, momento clou della festa, in programma alle 22,30, l’Amministrazione comunale ha deciso di premiare medici, infermieri, farmacisti e volontari della protezione civile con il Gigliato d’Oro per il grande e prezioso impegno svolto nel periodo più difficile della pandemia. Poi la sorpresa: Simone Cristicchi e la cantautrice pratese Amara si esibiranno in piazza. Non solo, il cantautore romano, vincitore del Festival di Sanremo 2007, al termine dell’ostensione eseguirà il brano tradizionale «Dell’aurora tu sorgi più bella» in onore della Madonna. Il pubblico non potrà essere fisicamente presente, ma potrà seguire tutta la serata (e non solo, vedi articolo nella pagina accanto) in diretta e in esclusiva su Tv Prato.
Come sempre la festa della Natività di Maria inizia al mattino con il solenne pontificale, presieduto quest’anno dal vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni. Ma andiamo con ordine e vediamo il programma della festa partendo dai giorni precedenti.

 
I pellegrinaggi delle comunità religiose
In preparazione alla festa sono in programma i pellegrinaggi in cattedrale, quest’anno non delle parrocchie, come avvenuto in passato, ci saranno le comunità religiose maschili presenti in diocesi. Ogni giorno, alle 17,30 recita del rosario e alle 18 celebrazione della messa all’altare maggiore della cattedrale e al termine processione verso la Cappella del Sacro Cingolo con omaggio alla reliquia mariana. Partecipano: Comunità dei Francescani Minori (1 settembre), Ricostruttori nella Preghiera (2 settembre), Congregazione dell’Oratorio (3 settembre), Istituto del Verbo Incarnato (4 settembre) e Comunità dei Sacramentini (7 settembre). Sabato 5 la messa è celebrata dal canonico Giuseppe Abeti. Martedì 8 alle 7,30 pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio e alle 8,30 pellegrinaggio a piedi, con partenza dalle rispettive chiese, delle comunità parrocchiali di San Pietro e della Visitazione a Galciana.

 

 

 

Mons. Cetoloni

Il pontificale della Natività di Maria
Il mattino di martedì 8 settembre alle 10,30 solenne pontificale presieduto da monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto. Concelebra il vescovo Giovanni Nerbini e il clero diocesano. Partecipa in forma ufficiale le Amministrazioni comunale e provinciale. Al termine della messa, sul sagrato della cattedrale, offerta dei ceri alla Madonna del Sacro Cingolo da parte del Comune di Prato. La Sacra Cintola sarà mostrata ai fedeli presenti in cattedrale.  Alla messa delle ore 18, presieduta da monsignor Nerbini, sarà presente anche il cardinale Ernest Simoni che ha chiesto di poter partecipare inviando una lettera alla segreteria del Vescovo. Albanese, 91 anni, è stato imprigionato per 25 anni dal regime e papa Francesco lo ha creato cardinale nel 2016.

 

 

 

L’esposizione della Sacra Cintola
La Sacra Cintola sarà esposta alla venerazione dei fedeli dalle ore 15 alle 18 di domenica 6 settembre, dalle 15 alle 17 di lunedì 7 e per l’intera giornata dell’8. Sarà possibile entrare nella Cappella e fermarsi davanti al Sacro Cingolo per un breve momento, ma senza poter toccare né baciare la reliquia.

 
A sera Corteggio e Ostensione
Alle 20,30 inizierà lo speciale Corteggio 2020. Una edizione particolare perché deve fare i conti con le misure anti Covid. In piazza Duomo l’omaggio alla Sacra Cintola sarà fatto da dieci gruppi storici, tutti del territorio, con esibizione di sbandieratori e schermidori medievali. In piazza, oltre alle autorità cittadine, ci sarà posto per 150 persone. Il Comune ha pensato di invitare rappresentanti del sistema di Protezione civile e del sistema sanitario, volontari e professionisti che si sono impegnati in prima persona per sostenere la città durante la pandemia. A nome loro ritireranno il Gigliato d’Oro, tra le massime onorificenze del Comune, Paolo Diani come coordinatore della rete di Protezione civile, e Paolo Morello Marchese, direttore della Asl Toscana Centro. Poi sarà il momento delle esibizioni canore di Simone Cristicchi e Amara.
Alle 22,30 è in programma il rito dell’ostensione della Cintola officiato dal vescovo Nerbini. I testimoni della cerimonia sono il nuovo prefetto Lucia Volpe, il nuovo comandante dei carabinieri di Prato colonnello Francesco Zamponi, Simone Cristicchi e Amara. Come prevede il secolare rito monsignor Nerbini mostrerà il Sacro Cingolo per tre volte all’interno e all’esterno del duomo.
La festa si concluderà con uno spettacolo musicale di luci laser «sparate» nel cielo.

 

 

 

15 agosto: ostensione del Sacro Cingolo nel giorno dell’Assunta

Tradizione tutta pratese per la festa di Santa Maria, come viene chiamata tradizionalmente la ricorrenza dell’Assunzione della Madonna.

 

Sabato 15 agosto l’appuntamento è con la terza ostensione del Sacro Cingolo dell’anno. Il duomo di Prato si riempie di fedeli per venerare la Sacra Cintola in quella che è la festa mariana più importante dell’anno.

 

Il programma prevede alle ore 17 la celebrazione dei vespri e al termine il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini officia alla solenne ostensione della Sacra Cintola all’interno della cattedrale, dalla Loggia del Ghirlandaio, e all’esterno, sulla piazza, dal pulpito di Donatello. Partecipa in forma ufficiale, secondo consuetudine, l’Amministrazione Comunale; in duomo, al termine dell’ostensione, verrà celebrata la messa prefestiva delle ore 18. Monsignor Nerbini presiede anche la messa delle ore 10,30 in cattedrale.

 

L’Ostensione dell’Assunta è una delle cinque «canoniche» che si tengono durante l’anno. Tra il Sacro Cingolo e l’Assunzione di Maria esiste un legame particolare: venerata come «icona» dell’incarnazione e della verginità di Maria, la reliquia fu donata (così tramanda la tradizione orientale) a San Tommaso dalla Madonna stessa, proprio mentre saliva al cielo. Secondo lo scritto apocrifo dello Pseudo-Giuseppe d’Arimatea, era il ricordo che l’Assunta donò all’unico apostolo che mancava al momento della sua glorificazione. E proprio la reliquia pratese ha lasciato un’impronta inconfondibile nella storia dell’arte: per tre secoli, dal Trecento fino al Rinascimento più maturo, l’iconografia dell’Assunzione di Maria ha sempre previsto il dono della Cintura a San Tommaso.

8 settembre 2020, le anticipazioni della festa più cara ai pratesi

L’Ostensione ci sarà, ma non il Corteggio storico, almeno come lo abbiamo conosciuto negli ultimi cinquant’anni. Anche la festa più cara ai pratesi, la Natività di Maria o la Madonna della Fiera, come viene chiamata qui da secoli la giornata dell’8 settembre, deve fare i conti con le stringenti norme anti Covid che non permettono assembramenti. Tutte la manifestazioni tradizionali sono state rivisitate, cambiate e modificate nel rispetto delle misure di sicurezza pensate dal Governo per evitare eventuali contagi e la festa della città ne dovrà tenere conto.

Il programma di martedì 8 settembre è in via di definizione, ma possiamo anticipare alcune certezze riguardo all’evento organizzato dalla Diocesi (per la parte delle celebrazioni) e dal Comune (per quanto riguarda le iniziative artistiche). Anche Tv Prato, vista la particolare situazione, ha pensato a proporre una serie di spettacoli e performance che saranno trasmessi in diretta a partire dal pomeriggio. Ma andiamo con ordine e vediamo come si sta configurando l’edizione 2020 della Madonna della Fiera.

 

 

Il pontificale del mattino

Al mattino, il solenne pontificale è in programma alle ore 10,30 in cattedrale e come da tradizione sarà presieduto da un prelato invitato dalla Diocesi. Al termine della messa è confermata la consegna dei ceri per la Cappella del Sacro Cingolo donati dall’Amministrazione comunale, che come sappiamo è proprietaria della reliquia mariana insieme alla Chiesa di Prato. Nel pomeriggio, canto dei vespri della festa alle 17,30.

 

 

A sera in piazza Duomo

Arriviamo alla sera. Come anticipato all’inizio non ci sarà il classico Corteggio storico con i figuranti che sfilano per le strade del centro città. Il Comune ha pensato di proporre in piazza Duomo un evento davanti al sagrato della cattedrale che prevede la presenza di alcuni gruppi storici. In particolare si esibiranno gruppi locali e della Toscana. Ancora da definire le modalità di partecipazione del pubblico a questo spettacolo.

Sicuro l’orario dell’Ostensione della Sacra Cintola, prevista alle ore 22,30, che sarà svolta secondo l’antico rito che, da secoli, caratterizza la città di Prato. Non ci saranno i fuochi d’artificio, sostituiti da giochi di luce in piazza, si tratta di uno spettacolo di video mapping con immagini proiettate in modo suggestivo sulla facciata del Duomo e degli altri edifici della piazza. Anche questo ultimo evento è pensato dal Comune.

 

 

La lunga diretta di Tv Prato

Ma veniamo all’impegno di Tv Prato. L’emittente della città ha pensato di ideare e realizzare una serie di spettacoli per festeggiare l’8 settembre. A partire dal pomeriggio – sicuramente dopo le ore 16 – verranno trasmessi in diretta, visibili solo in tv e in streaming, concerti, reading, balletti e altre perfomance artistiche che si terranno in chiostri e spazi chiusi della città. Il filo conduttore sarà l’omaggio alla Sacra Cintola e la speciale devozione dei pratesi nei confronti della preziosa reliquia mariana simbolo della città da oltre otto secoli.

«Il Rosario per l’Italia» guidato dal vescovo Giovanni nella Cappella del Sacro Cingolo. La diretta su Tv2000

Farà tappa a Prato, nella Cappella del Sacro Cingolo, il «Rosario per l’Italia». L’iniziativa è quella promossa dai media della Cei: Avvenire, Tv2000, InBlu Radio, Sir, Federazione dei settimanali cattolici e Corallo durante questo difficile periodo legato alla pandemia da Coronavirus. Ogni mercoledì, da una diversa cattedrale o chiese italiane, un vescovo guida la recita del rosario seguito in tv, via radio o in streaming dai fedeli del Paese.

 
Questa sera, mercoledì 15 luglio, alle ore 21 toccherà alla nostra diocesi ricevere il testimone di questa staffetta di preghiera che dal mese di marzo sta facendo il giro d’Italia. La preghiera verrà recitata nel cuore della devozione mariana pratese: la Cappella del Sacro Cingolo in cattedrale, dove da otto secoli si custodisce la preziosa Cintura che la tradizione vuole sia appartenuta a Maria. A guidare il rosario sarà il vescovo Giovanni Nerbini. Accanto a lui il vice parroco della cattedrale don Gino Calamai, il diacono Guglielmo Spanò e alcuni fedeli che si alterneranno nella recita delle «decine». I misteri sono quelli della Gloria e per le meditazioni monsignor Nerbini ha scelto una serie di brani tratti dalle lettere alle claustrali di Giorgio La Pira.

 
Il rosario sarà trasmesso a partire dalle ore in televisione da Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre), sulle frequenze di Radio inBlu (e sul loro sito) e in streaming su Youtube.
Sotto è possibile scaricare il libretto con le preghiere e le meditazioni che saranno recitate questa sera.

 

In formato pdf (impaginato per essere stampato fronte retro)

 

In formato word

«È risorto il terzo giorno», lettura biblico-spirituale della pandemia

Si intitola «È risorto il terzo giorno» ed è una traccia di riflessione elaborata dalla Commissione episcopale per la Dottrina, l’annuncio e la catechesi della Cei per accompagnare equipe diocesane, catechisti e quanti sono impegnati sul fronte dell’annuncio e dell’iniziazione cristiana.

 

Si tratta di una «rilettura biblico-spirituale dell’esperienza della pandemia», destinata a credenti e non credenti, che prende le mosse da «un ascolto attento delle paure, dei bisogni e delle attese delle persone che, nel proprio contesto e con i propri strumenti, si sono trovate ad affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19». Ad aprire il testo, infatti, sono le voci di un’impiegata, di uno studente, di un bambino, di un avvocato, di un cappellano, di un medico, di una casalinga, di un adolescente, di un volontario e di una segretaria. Pongono interrogativi sulla sofferenza, sul disorientamento e sulla morte, ma testimoniano anche la capacità di resilienza, la creatività e la riscoperta della dimensione domestica della fede.

 

  Il documento Cei «È risorto il terzo giorno»

 

 

Corpus Domini, il Vescovo lancia un appello ai pratesi: «Costruiamo insieme il puzzle della città futura»

«La Chiesa pratese c’è: le nostre porte sono aperte e i nostri tavoli sono disponibili, nella libertà e nella distinzione dei ruoli. Questa città che ha le risorse per ripartire e ripartire prima degli altri, come è stato scritto bene, deve fare uno scatto adesso, immaginando il proprio futuro». È un vero e proprio appello a Prato quello lanciato dal vescovo Giovanni Nerbini nell’omelia della messa del Corpus Domini celebrata la sera di giovedì 11 giugno in piazza Duomo.

 

«È essenziale riprendere in mano singolarmente e comunitariamente il nostro destino superando comode deleghe per metterci insieme intorno ad un tavolo o a più di uno, e comporre il puzzle della nostra città futura che riguarda tutti», ha aggiunto Nerbini.

 

Qui il testo integrale dell’omelia

 

 

 

 

In ottocento hanno risposto all’iniziativa della Diocesi, seduti e in piedi, all’aperto, davanti al sagrato della cattedrale, hanno partecipato nel rispetto delle norme di sicurezza alla solennità che ricorda la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia. E in questa occasione, il primo grande raduno diocesano dopo la fine della sospensione delle celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo, il Vescovo ha voluto mandare un messaggio di unità e di azione alla città. Durante questa emergenza sanitaria «è emersa una parola che indica l’atteggiamento virtuoso fondamentale da adottare: insieme. Possiamo insieme leggere la realtà, insieme farci carico dei problemi di tutti e di ciascuno, insieme maturare convinzioni e decisioni da prendere». Secondo monsignor Nerbini in questo percorso c’è bisogno di tutti: «la politica in primis, le istituzioni pubbliche, di tutti i credenti, le associazioni di categoria, la scuola, l’università, la ricerca, il mondo della cultura e dell’arte, dello sport, i giovani». La crisi che la città si trova a dover affrontare è «sociale, culturale, esistenziale, valoriale che ci ha mostrato come i nostri modelli di vita vadano facilmente in frantumi». Poi il Vescovo si è chiesto: «ci può essere un progetto la cui realizzazione prescinda dalla collaborazioni delle comunità straniere, a cominciare da quella cinese, che vivono ed operano in mezzo a noi e tuttora camminano parallelamente al ceppo principale?».

 

 

 

 

Nerbini ha invitato la comunità pratese ad ampliare l’intervento rivolto ai singoli e alle famiglie, «perché a nessuno manchi il necessario per vivere». A questo proposito il Presule ha sottolineato l’istituzione, da parte della Diocesi, del fondo del Buon Samaritano, una iniziativa solidale pensata per dare un contributo economico (fino a 1500 euro) a quelle famiglie colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia. «Chiedo a ogni cristiano pratese di fare la sua parte», ha aggiunto il Vescovo invitando a dare un contributo per incrementare il fondo (che parte da una base di 150mila euro). «La crisi è davvero devastante», ha detto ancora Nerbini e poi ha affermato: «Non potremo fare molto se chi più ha non si farà carico del problema, rinunciando, a cominciare da me, a una parte del reddito sicuro, del proprio stipendio fisso ma anche del nostro tempo e competenze, per sostenere chi si ritrova nulla in mano». La volontà della Diocesi, espressa dal Vescovo, è quella di difendere i più deboli dalle nuove povertà e da rischi gravi come quello dell’usura: «possiamo raccogliere le diverse energie per incrementare i servizi di prevenzione, penso in particolare a quello promosso dalla Misericordia di Prato. In questo momento stare dalla parte dei più poveri è il vero modo per stare dalla parte della nostra città».

 

 

 

Alla messa del Corpus Domini era presente l’Amministrazione comunale in forma solenne, rappresentata dal vice sindaco Luigi Biancalani, dal presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti e da membri di giunta. Nelle prime file anche il presidente della Provincia Francesco Puggelli le autorità cittadine. Come detto in piazza Duomo c’erano circa ottocento fedeli. Tra loro i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni cattoliche: i confratelli e le consorelle della Misericordia vestiti con la cappa nera, i Cavalieri del Santo Sepolcro e quelli del Sacro Cingolo, gli scout Agesci, l’Azione Cattolica, i terziari Carmelitani e Francescani e tanti altri appartenenti ai gruppi della comunità ecclesiale di Prato. Solitamente in occasione di questa ricorrenza viene organizzata una processione per le vie del centro cittadino. Ma al tempo del coronavirus questo tipo di iniziative non possono essere promosse perché vige ancora il divieto di assembramenti. Per questo la Diocesi ha pensato di celebrare una messa solenne in piazza Duomo aperta a un gran numero di fedeli, ovviamente seduti nel rispetto delle distanza di sicurezza previste dalle norme anticontagio.

 

 

 

Al termine della celebrazione il vescovo Nerbini è salito sul pulpito di Donatello e ha impartito dall’alto la benedizione eucaristica su tutti i presenti.

 

 

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