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Avvento e Natale 2020, ecco il sussidio per i catechisti

L’Ufficio catechistico diocesano ha predisposto un sussidio in preparazione al Natale. Il testo, 24 pagine in formato pdf e docx, è rivolto ai catechisti e contiene spunti e idee per vivere il periodo d’Avvento come un cammino di crescita spirituale. Il tema di quest’anno, il filo conduttore delle attività proposte, non poteva che prendere le mosse dal periodo che stiamo vivendo. «Abbiamo deciso di invitare i ragazzi alla responsabilità – dice il direttore dell’Ufficio don Carlo Geraci -, ogni giorno i nostri ragazzi sentono parlare di contagi, isolamenti, terapie intensive e persone decedute a causa del Covid. Indubbiamente non è un momento facile. Ma a loro chiediamo di vedere, di capire come Dio, in questo tempo di difficoltà, ci sta aiutando. Chiediamoci: come è presente in mezzo a noi?». Domande complesse che non vogliono «sganciare» il prossimo Natale dalla realtà. «Con sapienza troviamo il modo di parlare di questo nostro tempo, soprattutto cerchiamo di far capire ai ragazzi che in mezzo a tutto questo opera anche Dio», scrive don Geraci nell’introduzione al sussidio. E dunque questa pandemia ci chiede di essere responsabili: indossare la mascherina ed evitare assembramenti. Buone pratiche che possono essere ricordate come impegni nel periodo

 
Il saluto del Vescovo Giovanni

«Coraggio! Se il vostro impegno è prezioso in tempi normali ora diventa decisivo, essenziale. Una telefonata, un collegamento via internet, un gruppo WhatsApp possono segnare positivamente i ragazzi già in grande difficoltà per gli innumerevoli disagi per la privazione di tanti rapporti umani saltati per la pandemia. Non vi scoraggiate di fronte alle difficoltà: sentite ancora più affascinante una seminagione che se appare difficile, a momenti proibitiva, proprio per le situazioni limite è una vera manna dal cielo. Grazie, grazie di cuore».

 

 

Il sussidio per l’Avvento 2020 in formato pdf

 

Il sussidio per l’Avvento 2020 in formato docx

 

Preghiere per l’accensione delle candele della corona d’Avvento

#farepatti il Vescovo Giovanni lancia la campagna di ascolto e confronto con la città per guardare oltre l’emergenza

La Chiesa di Prato riprende l’invito di papa Francesco e propone ai pratesi un percorso di ascolto e condivisione per costruire insieme una città che sappia reggere e rispondere alle difficoltà di oggi. A cinque anni dalla storica visita di Bergoglio a Prato il vescovo Giovanni Nerbini ha deciso di raccogliere nuovamente l’appello a «stabilire patti di prossimità», una modalità di lavoro che il Papa chiese di mettere in campo per cercare «migliori possibilità concrete di inclusione». E allora #farepatti sarà l’impegno che la Diocesi si vuole assumere per «immaginare insieme un’altra città possibile», come ha scritto monsignor Nerbini a Francesco in una lettera spedita lo scorso 10 novembre per ringraziarlo della visita avvenuta nel 2015.

 

«A causa di questa pandemia gli elementi di crisi si sono accentuati e nelle persone c’è un senso di incertezza e preoccupazione, dato anche dal fatto che prima o poi finiranno gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti», spiega il Vescovo che aggiunge: «noto anche che c’è una difficoltà diffusa nel comprendere e capire fino in fondo quello che sta accadendo. Ma di una cosa siamo certi: le sfide di oggi si possono affrontare non in modo isolato ma stando insieme». Un appello questo lanciato da monsignor Nerbini anche in occasione della solennità del Corpus Domini, quando annunciò la disponibilità della Chiesa pratese a «riprendere in mano comunitariamente il nostro destino superando comode deleghe» per costruire «il puzzle della città futura». A quell’invito risposero prontamente le istituzioni cittadine confermando la volontà di iniziare un cammino. Quel percorso è stato tracciato oggi dal Vescovo con lo slogan #farepatti.

 

 

Adesso, fino alla fine dell’anno, l’intenzione è quella di promuovere una serie di incontri con le rappresentanze economiche e sociali della città. A partire proprio da chi si è dimostrato disponibile a mettersi in cammino dopo l’appello del Corpus Domini. Poi da gennaio, con le modalità che saranno possibili in quel momento, ci sarà una serie di iniziative pubbliche di ascolto e di confronto con esperti, durante le quali verranno messe a tema alcune delle principali criticità della città e del distretto tessile. «La nostra intenzione è quella di offrire un contributo di idee e di stimolare un dibattito», aggiunge il Vescovo che intende allo stesso tempo dare un taglio concreto a quanto emergerà dal dibattito.

 

Il senso dell’iniziativa è spiegato da Michele Del Campo, direttore della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato: «La Chiesa vuole essere punto di riferimento perché è consapevole che in un momento come quello che stiamo vivendo è importante esserci e non nascondersi. Vogliamo esserci per accompagnare». Per Del Campo si tratta di una assunzione di responsabilità necessaria perché la città corre il rischio di infettarsi con un altro «virus», «quello di credere che alla risoluzione dei problemi ci penserà qualcun altro». L’idea è quella di «promuovere processi di partecipazione alla vita collettiva», da qui la proposta di fare incontri pubblici aperti a tutti, affinché nessuno, istituzioni e privati cittadini, «si chiuda nel proprio individualismo», conclude Del Campo.

Papa Francesco sul Pulpito di Donatello con il vescovo

Il vescovo Giovanni scrive a papa Francesco a cinque anni dalla sua storica visita a Prato

«Per non sprecare la crisi nata dalla pandemia, bisogna creare nuovi patti di prossimità». È questo l’impegno che il vescovo Giovanni Nerbini prende a nome della Chiesa di Prato con Papa Francesco, in una lettera di saluto e ringraziamento inviatagli in occasione del quinto anniversario della sua visita alla città.

 

«Cinque anni fa – scrive il presule al Pontefice – la città e la Chiesa che è in Prato l’hanno accolta, ascoltando da Lei parole preziose di esortazione e di speranza, rivolte a una comunità che viveva contraddizioni non ancora sanate e, prima di altre, le sfide della contemporaneità. La città che oggi, con gratitudine, ricorda quel giorno – spiega mons. Nerbini – condivide con il resto del mondo il travaglio di una pandemia che ferisce e sfigura la carne viva di tanti e allarga ancor più quelle fratture sociali, economiche, culturali che già segnavano il volto di tante città e di tante comunità».

 

Il Vescovo Giovanni rilegge il discorso tenuto dal Pontefice ai pratesi in quella storica mattina del 10 novembre 2015 e richiama il significato di Fratelli tutti: «Proprio la lettura della Sua enciclica, Santità – scrive mons. Nerbini – spinge la Chiesa che è in Prato a tornare alla sua visita di cinque anni fa, a quelle parole, a quell’invito ad essere costruttori di patti: patti fra lavoratori, patti fra cittadini, patti fra comunità, patti fra generazioni, patti fra esseri umani che possano fare della città il luogo in cui vivere come fratelli, come prossimi l’uno per l’altro. Per questo – ecco l’impegno – nella consapevolezza assunta dalle Sue parole profetiche che “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”, vogliamo proporre a tutti gli uomini di buona volontà che vivono con noi questo territorio un percorso di confronto, analisi e dibattito: una sorta di laboratorio di idee, intitolato non a caso “#Farepatti”, per immaginare insieme un’altra città possibile».

 

La Chiesa di Prato vuole proporsi come spazio libero di idee, nella consapevolezza che «Nulla sarà come prima». Mons. Nerbini lo aveva affermato con particolare forza nel pieno della prima emergenza, in occasione dell’Ostensione straordinaria del Sacro Cingolo mariano officiata la sera della festa di San Giuseppe, il 19 marzo: «Molti auspicano piuttosto sbrigativamente che tutto passi in fretta perché tutto torni come prima, com’era nel passato. Laddove invece – aveva affermato in diretta tv – ci è richiesto di guardare in avanti per costruire un futuro nuovo, una nuova comunità».

 

La lettera scritta da monsignor Nerbini a papa Francesco

Catechismo. La lettera del Vescovo alle parrocchie

Il vescovo Giovanni Nerbini ha chiesto alle parrocchie di valutare attentamente la possibilità e l’opportunità di rimandare le attività di catechismo in presenza. In una lettera spedita a tutti i parroci della diocesi di Prato, il Vescovo ha chiesto di compiere una valutazione delle procedure di sicurezza messe a punto dell’Ufficio catechistico diocesano per capire se nelle rispettive parrocchie c’è la possibilità di svolgere gli incontri alla presenza dei ragazzi.

 

«Nella nostra Diocesi ci sono parrocchie popolose e piccole realtà, il protocollo di sicurezza che abbiamo approntato è valido e so che ci stiamo distinguendo per serietà e cura – dice monsignor Nerbini – ma so anche che in questo momento non tutte le comunità parrocchiali sono in grado di poter svolgere le attività di catechismo secondo quanto richiesto. Per questo c’è la possibilità di interrompere le attività per chi le ha cominciate o di posticipare l’inizio dell’anno catechistico per chi ancora non ha iniziato, al 29 novembre, prima di domenica d’Avvento».

 

In attesa di capire come si evolverà la situazione il Vescovo invita le parrocchie che decidessero di sospendere o rinviare le attività di catechismo a rimanere in contatto con i ragazzi tramite le più comuni e diffuse piattaforme di video conferenza, come WhatsApp, Skype, Google Meet o Zoom. Ricordiamo inoltre che la celebrazione della messa è garantita dal protocollo sottoscritto da Cei e Governo e dunque bambini e ragazzi potranno continuare a frequentare le chiese. Per quanto riguarda il catechismo, in caso di sospensione, l’invito è quello di «riprendere in mano gli strumenti che alcuni catechisti hanno già saputo utilizzare – scrive ancora il Vescovo – e ci riferiamo ai social e all’uso di internet».

 

In allegato alla lettera scritta da monsignor Nerbini l’Ufficio catechistico diocesano ha elencato in un documento una serie di suggerimenti per l’utilizzo delle più comuni piattaforme digitali di video conferenza. «Si raccomanda caldamente ai parroci e ai catechisti di non lasciare nessuno indietro, sostenendo quelli che non sanno usare i social o che non hanno internet», sottolinea il Vescovo.

 

Tra i suggerimenti contenuti nell’allegato «Connessi dietro di me», l’Ufficio catechistico propone di far leggere ai ragazzi dei brani della Bibbia, ad esempio le letture della Domenica, e poi di condividerli sulla chat del catechismo. «Spazio dunque alla creatività e a ciò che lo Spirito vorrà suggerirvi per rimanere in contatto con i ragazzi – si legge nel documento –, viviamo questo tempo anche come un’opportunità per sviluppare una vicinanza diversa, ma ugualmente prolifica».

 

Nella stessa comunicazione inviata ai parroci monsignor Nerbini dà anche indicazioni sulla cura pastorale degli infermi. «Si vada nelle case dei malati in sicurezza indossando mascherina e con igienizzante personale», afferma il Vescovo chiedendo di non avere contatti con il malato e di mantenere la distanza di sicurezza. Mentre per il conferimento del sacramento dell’unzione degli infermi è necessario igienizzarsi prima del rito ed usare un batuffolo di cotone per l’unzione. Si preferisca sempre la comunione sulla mano. La stanza del malato se possibile sia arieggiata prima e dopo il rito.

 
La lettera del Vescovo Nerbini e l’allegato «Connessi dietro di me»

Insieme e in parrocchia. Le indicazioni per il nuovo anno pastorale 2020-2021

Inizia l’anno pastorale 2020-2021 della Chiesa di Prato. In San Domenico si è tenuto il tradizionale convegno pastorale nel quale il vescovo Giovanni ha dato le indicazioni per il cammino della comunità ecclesiale.
Nel suo intervento monsignor Nerbini è partito da una analisi del momento che la Chiesa, ma anche la società nella sua interezza, sta vivendo a causa della pandemia e quali strade si possono intraprendere per far ripartire la pastorale ordinaria. Una richiesta, su tutte: che i laici tornino in parrocchia e si rimettano sotto la Parola di Dio.
Questo l’intervento letto dal Vescovo al Convegno

 

Sono scaricabili anche le relazioni presentate la prima serata del Convegno.

Relazione dei vicari foranei – don Carlo Stancari

Relazione dei Consigli pastorali parrocchiali – Monica Bigagli

Relazione delle Aggregazioni laicali – Francesco Aiazzi

Relazione dei gruppi giovanili – Irene Bonacchi

 

Le schede sugli Atti degli Apostoli

 

 

Sotto i servizi di Tv Prato dedicati alle due serate del Convegno

 

 

 

 

 

Tutela dei minori: aperto il servizio di ascolto

La Diocesi di Prato si dota di un servizio di ascolto per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Attraverso questa pagina del sito web diocesano sarà possibile inviare segnalazioni e denunce direttamente, e nel pieno rispetto della riservatezza, al referente diocesano nominato dal vescovo Giovanni Nerbini.

 

La Chiesa di Prato attua così le indicazioni della Conferenza episcopale italiana che ha chiesto a ogni diocesi di individuare una persona esperta in questo campo che avrà il compito di collaborare con il Vescovo nell’adempimento delle sue responsabilità pastorali in materia di tutela dei minori e, in particolare, si occuperà dell’ascolto delle segnalazioni e dell’accompagnamento delle vittime di abusi sessuali o psicologici. Si tratta di una figura preparata professionalmente a gestire questa particolare tipologia di situazioni e capace di poter interagire con delicatezza e competenza con chiunque ne faccia richiesta.

 

«Attuiamo questo adempimento riconoscendo l’importanza e la necessità di avere uno strumento che ci permetta di poter intervenire per garantire la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili in caso di abusi», commenta il vescovo Giovanni Nerbini. Il primo atteggiamento messo in atto dalla diocesi di Prato è dunque quello dell’ascolto attraverso una persona dedicata, incaricata non solo di raccogliere segnalazioni ma anche di sostenere e accompagnare fin da subito eventuali richieste di aiuto.

 

Qui la pagina del sito attraverso la quale è possibile inviare segnalazioni

 

L’apertura del servizio si intreccia con la volontà di monsignor Nerbini e della diocesi di introdurre nelle parrocchie e nei gruppi appartenenti alla comunità ecclesiale una attenzione specifica alla tutela dei minori e, più in generale, di proporre percorsi rivolti a giovani, educatori e genitori sull’affettività e la sessualità.

Anno pastorale, inizia il cammino con il convegno diocesano

Chiesa di Prato a convegno per iniziare il nuovo anno pastorale. In questi giorni il vescovo Giovanni ha inviato la convocazione ai sacerdoti e ai diaconi, ai religiosi, ai membri dei consigli pastorali e agli appartenenti delle associazioni laicali. Ma tutti i fedeli della comunità diocesana sono invitati a partecipare alle due serate in programma martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle ore 21,15 nella chiesa di San Domenico. Viste le norme anti Covid che richiedono la riduzione degli spazi per consentire una adeguata distanza tra i partecipanti si potranno seguire i lavori del convegno anche dal chiostro di San Domenico e su Tv Prato, che trasmetterà in diretta le due serate.

 
«Nel settembre scorso – scrive monsignor Nerbini nella lettera di invito al convegno – ci eravamo dati il compito di vivere una esperienza di rinnovamento della nostra azione pastorale seguendo le suggestioni e gli insegnamenti degli Atti degli Apostoli, ora vogliamo insieme provare a compiere una verifica per impostare il cammino per l’anno pastorale 2020-2021».

 
Nella prima serata, martedì 22 settembre, saranno quattro persone a relazionare il cammino compiuto, evidenziando i risultati ottenuti e i limiti riscontrati. Parleranno un vicario foraneo, una rappresentante dei consigli pastorali, un rappresentante delle associazioni laicali, un rappresentante del mondo giovanile. Nella seconda serata, mercoledì 23, il Vescovo presenterà dettagliatamente il tema del secondo anno pastorale.
Il testo di riferimento durante i lavori è «La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa», a cura della Congregazione per il clero della Santa Sede.

 

La lettera del Vescovo con la convocazione del convegno pastorale diocesano

 

Scuola, il vescovo Nerbini scrive agli studenti: non arrendetevi di fronte agli ostacoli. E ai professori: seminate fiducia e passione

In occasione del ritorno a scuola il vescovo Giovanni ha scritto una lettera indirizzata agli studenti, ai professori e ai dirigenti scolastici per augurare loro un buon inizio in quest’anno particolarmente delicato. Mons. Nerbini conosce molto bene il mondo della scuola perché è stato molti anni insegnante alle elementari prima di entrare in seminario.

 

Carissimi ragazze e ragazzi,
all’inizio di questo nuovo anno scolastico così particolare perché caratterizzato da grandi difficoltà e incertezze vi ho ricordati nella preghiera con particolare affetto. Non arrendetevi di fronte agli ostacoli che incontrerete sul vostro percorso. Non accontentatevi di un buon voto e della promozione. Mi auguro che a partire dal vostro lavoro quotidiano voi possiate compiere il primo e più importante cammino della vostra vita: la scoperta di voi stessi, del mistero che rappresenta la vostra esistenza, dono unico, originalissimo e irripetibile che Dio vi ha fatto e che in voi ha fatto alla vostra famiglia, alla vostra città ed al mondo intero.

Tanti anni fa venne a salutarmi un ex alunno. Mi ricordò le parole che avevo rivolto a tutta la classe nel giorno del saluto alla fine del ciclo, mi disse che lui aveva cercato di metterle in pratica e così facendo si era trovato bene. Carissimi insegnanti e Dirigenti, i nostri ragazzi ci ascoltano e ci guardano soprattutto. Che lo vogliamo o no, per quello che siamo, lasciamo in essi una traccia profonda. Auguro a tutti voi pur in mezzo a problemi di ogni tipo, di poter seminare a piene mani fiducia, passione, stima ed affetto per i vostri ragazzi.

Tutti accompagno con affetto e con la mia preghiera.

Giovanni, vescovo di Prato

8 settembre: il programma della Festa, quest’anno in edizione speciale

Tutto pronto per la festa dell’8 settembre, che quest’anno, causa Covid sarà vissuta in modo particolare. La prima grande novità riguarda la sera: non ci sarà la sfilata dei figuranti per le vie del centro storico, il Corteggio si svolgerà in piazza Duomo con la presenza di alcuni gruppi storici. Prima dell’Ostensione della Sacra Cintola, momento clou della festa, in programma alle 22,30, l’Amministrazione comunale ha deciso di premiare medici, infermieri, farmacisti e volontari della protezione civile con il Gigliato d’Oro per il grande e prezioso impegno svolto nel periodo più difficile della pandemia. Poi la sorpresa: Simone Cristicchi e la cantautrice pratese Amara si esibiranno in piazza. Non solo, il cantautore romano, vincitore del Festival di Sanremo 2007, al termine dell’ostensione eseguirà il brano tradizionale «Dell’aurora tu sorgi più bella» in onore della Madonna. Il pubblico non potrà essere fisicamente presente, ma potrà seguire tutta la serata (e non solo, vedi articolo nella pagina accanto) in diretta e in esclusiva su Tv Prato.
Come sempre la festa della Natività di Maria inizia al mattino con il solenne pontificale, presieduto quest’anno dal vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni. Ma andiamo con ordine e vediamo il programma della festa partendo dai giorni precedenti.

 
I pellegrinaggi delle comunità religiose
In preparazione alla festa sono in programma i pellegrinaggi in cattedrale, quest’anno non delle parrocchie, come avvenuto in passato, ci saranno le comunità religiose maschili presenti in diocesi. Ogni giorno, alle 17,30 recita del rosario e alle 18 celebrazione della messa all’altare maggiore della cattedrale e al termine processione verso la Cappella del Sacro Cingolo con omaggio alla reliquia mariana. Partecipano: Comunità dei Francescani Minori (1 settembre), Ricostruttori nella Preghiera (2 settembre), Congregazione dell’Oratorio (3 settembre), Istituto del Verbo Incarnato (4 settembre) e Comunità dei Sacramentini (7 settembre). Sabato 5 la messa è celebrata dal canonico Giuseppe Abeti. Martedì 8 alle 7,30 pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio e alle 8,30 pellegrinaggio a piedi, con partenza dalle rispettive chiese, delle comunità parrocchiali di San Pietro e della Visitazione a Galciana.

 

 

 

Mons. Cetoloni

Il pontificale della Natività di Maria
Il mattino di martedì 8 settembre alle 10,30 solenne pontificale presieduto da monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto. Concelebra il vescovo Giovanni Nerbini e il clero diocesano. Partecipa in forma ufficiale le Amministrazioni comunale e provinciale. Al termine della messa, sul sagrato della cattedrale, offerta dei ceri alla Madonna del Sacro Cingolo da parte del Comune di Prato. La Sacra Cintola sarà mostrata ai fedeli presenti in cattedrale.  Alla messa delle ore 18, presieduta da monsignor Nerbini, sarà presente anche il cardinale Ernest Simoni che ha chiesto di poter partecipare inviando una lettera alla segreteria del Vescovo. Albanese, 91 anni, è stato imprigionato per 25 anni dal regime e papa Francesco lo ha creato cardinale nel 2016.

 

 

 

L’esposizione della Sacra Cintola
La Sacra Cintola sarà esposta alla venerazione dei fedeli dalle ore 15 alle 18 di domenica 6 settembre, dalle 15 alle 17 di lunedì 7 e per l’intera giornata dell’8. Sarà possibile entrare nella Cappella e fermarsi davanti al Sacro Cingolo per un breve momento, ma senza poter toccare né baciare la reliquia.

 
A sera Corteggio e Ostensione
Alle 20,30 inizierà lo speciale Corteggio 2020. Una edizione particolare perché deve fare i conti con le misure anti Covid. In piazza Duomo l’omaggio alla Sacra Cintola sarà fatto da dieci gruppi storici, tutti del territorio, con esibizione di sbandieratori e schermidori medievali. In piazza, oltre alle autorità cittadine, ci sarà posto per 150 persone. Il Comune ha pensato di invitare rappresentanti del sistema di Protezione civile e del sistema sanitario, volontari e professionisti che si sono impegnati in prima persona per sostenere la città durante la pandemia. A nome loro ritireranno il Gigliato d’Oro, tra le massime onorificenze del Comune, Paolo Diani come coordinatore della rete di Protezione civile, e Paolo Morello Marchese, direttore della Asl Toscana Centro. Poi sarà il momento delle esibizioni canore di Simone Cristicchi e Amara.
Alle 22,30 è in programma il rito dell’ostensione della Cintola officiato dal vescovo Nerbini. I testimoni della cerimonia sono il nuovo prefetto Lucia Volpe, il nuovo comandante dei carabinieri di Prato colonnello Francesco Zamponi, Simone Cristicchi e Amara. Come prevede il secolare rito monsignor Nerbini mostrerà il Sacro Cingolo per tre volte all’interno e all’esterno del duomo.
La festa si concluderà con uno spettacolo musicale di luci laser «sparate» nel cielo.

 

 

 

15 agosto: ostensione del Sacro Cingolo nel giorno dell’Assunta

Tradizione tutta pratese per la festa di Santa Maria, come viene chiamata tradizionalmente la ricorrenza dell’Assunzione della Madonna.

 

Sabato 15 agosto l’appuntamento è con la terza ostensione del Sacro Cingolo dell’anno. Il duomo di Prato si riempie di fedeli per venerare la Sacra Cintola in quella che è la festa mariana più importante dell’anno.

 

Il programma prevede alle ore 17 la celebrazione dei vespri e al termine il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini officia alla solenne ostensione della Sacra Cintola all’interno della cattedrale, dalla Loggia del Ghirlandaio, e all’esterno, sulla piazza, dal pulpito di Donatello. Partecipa in forma ufficiale, secondo consuetudine, l’Amministrazione Comunale; in duomo, al termine dell’ostensione, verrà celebrata la messa prefestiva delle ore 18. Monsignor Nerbini presiede anche la messa delle ore 10,30 in cattedrale.

 

L’Ostensione dell’Assunta è una delle cinque «canoniche» che si tengono durante l’anno. Tra il Sacro Cingolo e l’Assunzione di Maria esiste un legame particolare: venerata come «icona» dell’incarnazione e della verginità di Maria, la reliquia fu donata (così tramanda la tradizione orientale) a San Tommaso dalla Madonna stessa, proprio mentre saliva al cielo. Secondo lo scritto apocrifo dello Pseudo-Giuseppe d’Arimatea, era il ricordo che l’Assunta donò all’unico apostolo che mancava al momento della sua glorificazione. E proprio la reliquia pratese ha lasciato un’impronta inconfondibile nella storia dell’arte: per tre secoli, dal Trecento fino al Rinascimento più maturo, l’iconografia dell’Assunzione di Maria ha sempre previsto il dono della Cintura a San Tommaso.

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