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Nuovo coordinatore per l’Emporio della Solidarietà

Passaggio di consegne all’Emporio della Solidarietà di Prato. Piero Rotondo è il nuovo coordinatore del supermercato per famiglie in difficoltà di via del Seminario, al posto di Claudio Baldini, che diventa vice. A nominarlo è stata la Fondazione Solidarietà Caritas, ente gestore del progetto promosso da Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato per sostenere tutti coloro che hanno bisogno di una mano per far fronte alle necessità quotidiane.

 

Piero Rotondo, 67 anni, ha iniziato a prestare servizio all’Emporio quattro anni fa come volontario, subito dopo essere andato in pensione: «È una realtà importante per moltissime persone e ho pensato di dare il mio contributo», dice il neo coordinatore. Negli anni, Rotondo si è impegnato sempre di più fino a diventare uno dei principali collaboratori, arrivando a coordinare le due raccolte annuali nei supermercati cittadini. Ora gli viene chiesto di guidare un progetto solidale che attualmente segue e aiuta 1300 nuclei familiari attraverso la distribuzione di generi alimentari, prodotti per neonati e per la casa. Nell’Emporio non si usa il denaro, per fare acquisti si spendono i punti caricati su una tessera e assegnati, dopo un momento di ascolto e verifica della situazione, da Caritas, servizi sociali del Comune, San Vincenzo de Paoli, Volontariato Vincenziano e Centro di Aiuto alla Vita, ovvero da chi sul territorio sostiene e accompagna le persone bisognose.

 

Rotondo annuncia che uno dei suoi primi impegni sarà quello di far conoscere maggiormente l’Emporio alla città, anche attraverso aperture e visite alle aziende, ma anche alle scuole – già adesso esistono progetti di accoglienza degli studenti tra i volontari – e alle associazioni del territorio. «È importante che i pratesi sappiano come funziona questo servizio – aggiunge il vice coordinatore Baldini – perché c’è un costante bisogno di approvvigionamento. Siamo in tutto e per tutto come un supermercato e per questo dobbiamo rifornire i nostri scaffali con prodotti diversi».

 

Baldini ricorda infine che la cosiddetta legge Gadda ha semplificato la cessione gratuita degli alimenti a fini di solidarietà sociale e quindi invita le aziende del settore a mettersi in contatto con l’Emporio per eventuali donazioni. «Per legge possiamo accettare e distribuire prodotti vicini alla scadenza, oppure con piccoli difetti di fabbricazione, noi siamo in grado di certificare e seguire tutto quello che viene donato fino alla consegna alle famiglie, ciò significa limitare lo spreco e allo stesso tempo aiutare chi ha bisogno», conclude Claudio Baldini.

 

Per contattare l’Emporio visitare il sito web.

Le Esequie di San Girolamo di Filippo Lippi in prestito per una mostra a Forlì

Per quattro mesi uno dei capolavori di Filippo Lippi, le Esequie di San Girolamo, sarà tra le principali opere in mostra a Forlì per l’esposizione dedicata ai Preraffaelliti. La grande opera, una pala d’altare alta 292 centimetri e larga 171, su autorizzazione del Ministero dei Beni culturali, ha lasciato il Museo dell’Opera del Duomo di Prato nei giorni scorsi e da sabato 24 febbraio, fino al 30 giugno, sarà visibile nel museo forlivese di San Domenico.

 

Realizzata intorno al 1453, l’opera fu commissionata per il Duomo di Prato dall’anziano proposto Geminiano Inghirami. Il committente, vestito con un ricco abito rosso, è raffigurato in ginocchio, ai piedi di San Girolamo. Fu proprio Inghirami, in contatto con la scena artistica fiorentina, a portare a Prato Filippo Lippi, per lavorare alla cappella maggiore del Duomo. La pala d’altare lasciò la Cattedrale quando fu realizzato il Museo dell’Opera del Duomo e ora costituisce il «pezzo forte» della bellissima sala dedicata al Rinascimento, dove si trova anche la pregiata pala della Madonna con Bambino tra i Santi Giusto e Clemente del Maestro della Natività di Castello.

 

«Siamo molto contenti di aver prestato uno dei capolavori del Lippi al museo di Forlì – dice Veronica Bartoletti, direttrice dei Musei diocesani –; siamo certi che sarà uno dei pezzi principali di questa mostra in via di apertura».

 

 

 

La mostra a Forlì. Il nuovo appuntamento nel museo civico di San Domenico della città romagnola, dove ogni anno si tengono notevoli allestimenti molto visitati, è dedicato all’affascinante movimento artistico dei Preraffaelliti, nato nell’Inghilterra vittoriana di metà Ottocento. In quell’epoca alcuni giovani artisti decisero di rinnovare la pittura inglese promuovendo un ritorno alla purezza dell’arte medievale e rifiutando le convenzioni della grande arte rinascimentale italiana, in primis Raffaello.

 

Filippo Lippi e altre opere del tre-quattrocento arrivate in prestito da musei di tutta Italia, rappresentano dunque una delle fonti di ispirazione per John Everett Millais, William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti, fondatori della cosiddetta Confraternita preraffaellita.

 

L’opera del Lippi. Tornando alle Esequie di San Girolamo, ricordiamo brevemente la composizione dell’opera. «Eccezionale, nella sensibile resa delle reazioni emotive dei personaggi, con forme morbide, intessute di luce», si legge nella scheda di presentazione di questa pala realizzata da Filippo Lippi. Al centro, si trova disteso il corpo di San Girolamo, circondato da un gruppo di monaci dolenti. Questi ultimi testimoniano la conoscenza degli affreschi della cappella Bardi di Giotto, con alcuni gesti ripresi fedelmente. Come detto, in primo piano si trova il proposto Inghirami, con un fanciullo storpio accanto, che indica il santo. La parte superiore della tavola vede la rappresentazione di tre scene: Adorazione del Bambino e due momenti della vita del santo ed è occupata da schiere angeliche, probabilmente mano di Fra Diamante, collaboratore di Lippi, dove è raffigurata la Trinità: Dio Padre in alto, la colomba dello Spirito Santo e Gesù a braccia aperte. In basso si trova lo stemma della famiglia Inghirami.

Giornata mondiale del malato, le iniziative in Diocesi

La Diocesi di Prato si appresta a vivere la Giornata mondiale del malato, che si celebra ogni anno l’11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes.

 

Quest’anno papa Francesco, nel suo tradizionale messaggio scritto in occasione della ricorrenza, ricorda come nella malattia «la prima cura è la vicinanza». Una attenzione portata avanti con impegno e passione dall’Ufficio diocesano per la pastorale della salute, che da vent’anni forma e invia volontari laici in ospedale per fornire un servizio di assistenza spirituale ai degenti.
«Possiamo contare su ventisette persone, uomini e donne che si impegnano a garantire una presenza nei reparti dell’ospedale Santo Stefano, alla cure intermedie e anche a Villa Fiorita», dice Stefania Cecchi, direttrice dell’Ufficio diocesano di pastorale della salute di Prato.

 

Questa domenica, 11 febbraio, il vescovo Giovanni Nerbini presiede una messa alle 11,15 nella cappella dell’ospedale Santo Stefano. Concelebrano i cappellani ospedalieri don Carlo Bergamaschi e padre Giacomo Mucia. Durante la celebrazione ci sarà conferimento del mandato pastorale ai volontari che prestano servizio in ospedale. «Saranno benedette le piccole croci da appuntare al camice bianco da indossare durante le visite ai malati», dice ancora la dottoressa Cecchi, per alcuni anni direttrice delle professioni sanitarie dell’area infermieristica dell’ospedale di Prato.
L’iniziativa è portata avanti in accordo con l’Asl e la direzione ospedaliera del Santo Stefano.
La turnazione tra i volontari permette una presenza di due ore al giorno all’interno del Santo Stefano e di una volta a settimana alle cure intermedie nel vecchio ospedale, al presidio La Melagrana a Narnali e nei reparti convenzionati con l’Asl della clinica Villa Fiorita. «Questo servizio è molto apprezzato, anche dai non cattolici, una parola di conforto fa piacere a tutti», sottolinea Cecchi. Tra gli operatori di Pastorale sanitaria ci sono anche alcuni ministri straordinari che garantiscono la possibilità di accostarsi al sacramento dell’Eucarestia.

 

Inoltre, domani, sabato 10 febbraio, il vescovo Nerbini presiede una messa per gli anziani e i disabili nella chiesa della Resurrezione (via Tommaso Pini). Alle 10 è in programma la recita del rosario e a seguire la celebrazione eucaristica. L’iniziativa è promossa dall’Unitalsi, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale e sanitario presenti sul territorio pratese.

Feste solenni in onore di Santa Caterina de’ Ricci

Le monache domenicane del monastero di San Vincenzo Ferreri si apprestano a vivere la festa di Santa Caterina de’ Ricci. La ricorrenza è il 4 febbraio, quest’anno una domenica, con la messa presieduta dal vicario generale mons. Daniele Scaccini alle ore 17,30 (di seguito il calendario con tutte le celebrazioni).

 

La storia. Caterina de’ Ricci subito dopo la sua morte era già chiamata «la Santa di Prato», era una mistica ed è vissuta tra il 1522 e il 1590, un periodo nel quale ha legato in modo indissolubile il suo nome alla città, dove ha vissuto gran parte della vita come monaca del monastero di San Vincenzo. Dopo la sua canonizzazione, avvenuta nel 1746, il Comune di Prato decise di proclamarla compatrona della città insieme a Santo Stefano. Caterina morì il 2 febbraio 1590 e la Chiesa la ricorda il 4 febbraio per non far coincidere la festa liturgica con la «Candelora», la Presentazione al tempio di Gesù. In occasione di questa ricorrenza, nella basilica dedicata a San Vincenzo e Santa Caterina, si tengono solenni festeggiamenti.

 

Il programma delle feste solenni. Le feste annuali in onore di Santa Caterina de’ Ricci iniziano venerdì 2 febbraio alle 8 con a messa nel coro celebrata da mons. Nedo Mannucci, alle 17,30, in basilica celebra don Alberto Pintus, anima la corale La luce degli angeli di Galciana; al termine della messa tradizionale benedizione dei bambini. Sabato 3 febbraio, alle 8, messa celebrata da don Luca Rosati, alle 10,30 celebra padre Damiano Grecu e alle 17,30 presiede il vescovo Giovanni Nerbini, anima la corale Don Raffaello Giunti della parrocchia di San Pietro a Galciana. Domenica 4 febbraio, memoria liturgica della Santa di Prato, alle 8,30 messa celebrata da don Giovanni Chiti, alle 17,30 presiede il vicario generale mons. Daniele Scaccini, anima il coro parrocchiale della Sacra Famiglia.

 

Tutti i giorni alle 7,30 canto delle Lodi (la domenica alle 8) e alle 17 recita dei vespri. Alle solite condizioni è possibile ottenere l’indulgenza plenaria.

 

Premio Santo Stefano, il vescovo Giovanni ha annunciato i nomi delle aziende vincitrici

Signo srl, Pecci Filati, Rifinizione Penny e Linsieme Filati. Sono i nomi delle quattro aziende vincitrici della quattordicesima edizione del Premio Santo Stefano. La proclamazione è avvenuta questa mattina, 26 dicembre, nella cattedrale di Prato al termine del solenne pontificale della festa del patrono della città.

 

Come da tradizione l’annuncio è stato dato dal vescovo Giovanni Nerbini a nome del comitato promotore del premio, formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Comune di Montemurlo, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio. Il riconoscimento, chiamato anche Stefanino d’oro, è stato voluto dalle istituzioni cittadine per rendere onore a quelle realtà imprenditoriali del distretto pratese capaci di avere successo nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole della concorrenza.

 

«Questo è stato un anno particolare – ha osservato monsignor Nerbini – segnato dai tristi eventi alluvionali che hanno sconvolto anche il tessuto produttivo del nostro distretto. Per questo motivo è stato deciso, in modo straordinario, di proclamare quattro aziende meritevoli, derogando alla consuetudine della terna vincitrice come nelle scorse edizioni. È nostro auspicio che questa apertura possa essere di conforto e speranza di ripartenza per tutte le aziende del nostro territorio che vivono gravi momenti di difficoltà».

 

Ecco le brevi motivazioni formulate dal Comitato promotore e espresse dal Vescovo al momento della proclamazione delle aziende vincitrici:

 

SIGNO SRL. Azienda leader nel settore del commercio nella grande distribuzione, che da piccolo negozio di vicinato ha saputo replicare modelli economici positivi, riuscendo nel presente a garantire grandi possibilità occupazionali privilegiando scelte di valorizzazione di piccoli produttori di eccellenze enogastronomiche locali.

 

PECCI FILATI SPA. Storica azienda manifatturiera che ha saputo rappresentare l’essenza del lavoro pratese per oltre un secolo di attività. Oggi a servizio della moda contemporanea, ha integrato i saperi dell’artigianato con la semplicità delle materie prime, creando filati unici esportati in tutto il mondo.

 

RIFINIZIONE PENNY SRL –SB. Società benefit operante nella rifinizione tessuti che grazie a scelte aziendali positive garantisce un alto benessere aziendale privilegiando investimenti nell’ecosostenibilità dei cicli produttivi interni e esterni a favore dell’intera collettività. Da menzionare la disponibilità di dipendenti e titolari nella recente alluvione che ha colpito il nostro territorio.

 

LINSIEME FILATI SRL. Attraverso dedizione, passione e impegno di ogni componente aziendale, Linsieme filati ha generato idee innovative sostenibili per la realizzazione di prodotti di alta qualità, garantendo crescita e occupazione duratura nel tempo.

Natale e Santo Stefano, le celebrazioni in cattedrale nel segno della tradizione

Le chiese e parrocchie di Prato sono pronte a celebrare la veglia solenne nella notte di Natale. Per il vescovo Giovanni Nerbini anche quest’anno il giorno della Natività si apre con la celebrazione della messa nel carcere della Dogaia per i detenuti.
Domenica 24 dicembre a sera in tutte le chiese di Prato si celebra la messa nella notte di Natale, in cattedrale si comincia alle 22 con l’Ufficio delle Letture.
Il giorno successivo, lunedì 25 dicembre, in duomo il pomeriggio di Natale è tipicamente pratese con l’ostensione del Sacro Cingolo e l’esposizione della reliquia di Santo Stefano al termine dei vespri solenni delle ore 17. Martedì 26 dicembre si rinnova l’appuntamento con la festa patronale: il pontificale teletrasmesso in diretta su Tv Prato comincerà alle ore 10. In questo giorno vengono proclamati i vincitori del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città consegna alle aziende virtuose del distretto pratese.

 

Di seguito il calendario con tutte le celebrazioni e gli eventi in programma in cattedrale.

 

Domenica 24 dicembre. Vigilia di Natale
Ore 18: messa della vigilia di Natale; ore 22: messa della Natività presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini.

 

Lunedì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione
Al mattino, alle 8,30, mons. Nerbini sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.
In cattedrale messe alle ore 9 – 10,30 – 12 – 18; ore 10,30: solenne pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16: musiche d’organo, esegue il maestro can. Marco Pratesi. Alle 17 mons. Nerbini guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

 

 

Martedì 26 dicembre. Santo Stefano, patrono di Prato
Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. Alla messa monsignor Nerbini ha invitato tutti i chierichetti delle parrocchie pratesi a prestare servizio liturgico. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine della messa il Vescovo, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Comune di Montemurlo, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della quattordicesima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

Giovedì 28 dicembre. Concerto natalizio «Il Musicone»
Alle 21,15, in cattedrale è in programma il concerto natalizio, detto «Il Musicone», a cura della Cappella Musicale della Cattedrale e della Corale San Francesco con l’Orchestra d’Archi Pratese; dirige il Maestro Paolo Fissi. Durante la serata verranno eseguiti brani natalizi tratti dalla tradizione popolare e musiche dei compositori pratesi Castagnoli e Borgioli, chiude l’esecuzione del Te Deum di Mozart. L’ingresso è aperto a tutti.

 

In duomo, durante tutte le celebrazioni, sono a disposizione sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.

 

Il vescovo Giovanni ordina sacerdote il diacono Alessandro Tacconelli

Chiesa di Prato in festa per l’arrivo di un nuovo sacerdote. Sabato 16 dicembre alle ore 10 nella cattedrale di Santo Stefano, il diacono Alessandro Tacconelli riceverà il sacramento dell’ordine per le mani del vescovo Giovanni Nerbini.

 

Cresciuto all’oratorio cittadino di Sant’Anna, dove si è impegnato come animatore dei ragazzi, Tacconelli arriva al sacerdozio all’età di 25 anni dopo aver conseguito il baccalauretato in teologia al collegio Capranica di Roma. Attualmente sta studiando al pontificio ateneo Sant’Anselmo per avere la licenza in liturgia.

 

Per il vescovo Giovanni Nerbini si tratta della settima ordinazione sacerdotale da quando è arrivato alla guida della diocesi di Prato nel settembre 2019. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Tv Prato. Don Alessandro Tacconelli, che si dice «emozionato e felice di poter vivere l’ordinazione sacerdotale nel tempo d’Avvento», celebrerà la sua prima messa domenica 17 dicembre alle ore 10,30 nella basilica di Santa Maria delle Carceri.

Una fiaccolata per la pace senza slogan né bandiere

L’hanno chiamata una fiaccolata «a voce bassa», senza slogan, né bandiere, per dire insieme sì alla pace e no alla violenza. È la convocazione che il comitato della Luce di Betlemme ha scritto per invitare tutti i cittadini e le cittadine di Prato a partecipare all’accoglienza della fiammella che ogni anno arriva in città proveniente dalla Terra Santa.

 

L’appuntamento è per domenica 17 dicembre alle 16,30 in piazza del Mercato Nuovo dove arriverà la Luce di Betlemme portata dagli scout. Alle 17 inizio della fiaccolata silenziosa fino a piazza Duomo, dove ad accogliere i partecipanti ci sarà il vescovo Giovanni Nerbini. La fiamma, proveniente dalla grotta della Natività a Betlemme, sarà collocata in cattedrale, vi rimarrà fino a Natale e potrà essere portata a casa con una lanterna.

 

Gli scout arriveranno a Prato scendendo a piedi dal Borgo TuttoèVita nel Comune di Cantagallo, con partenza alle 9 del mattino. Il gruppo farà tappa alla chiesa di Sofignano alle 11,30 e alle 15 a Canneto. Chi lo desidera può unirsi liberamente alla camminata.

 

La notizia dell’iniziativa, diffusa via social, sta suscitando interesse e raccogliendo numerose adesioni. Il proposito, come si legge sul volantino che sta girando sui vari gruppi whatsapp dell’associazionismo pratese, è quello di esprimere pubblicamente «un collettivo sì a un’alternativa ad ogni violenza, dal medio oriente all’Ucraina, dalle nostre case alle nostre relazioni».

 

Ricordiamo cos’è la Luce di Betlemme. L’idea della sua diffusione in tutte Europa nasce in Austria. In occasione dell’Avvento, gli scout austriaci volano a Betlemme, nella basilica della Natività, e lì nel luogo dove è nato Gesù accendono una lanterna con la fiamma della lampada perennemente accesa grazie all’olio donato, a turno, da tutte le nazioni cristiane della Terra. È la Luce della Pace che viene portata a Linz e poi distribuita durante la novena di Natale in moltissime chiese europee. Per farla arrivare in Italia gli scout di lingua tedesca salgono su un treno che attraversa da nord a sud il nostro Paese, fermandosi nelle stazioni principali per diffondere così la fiammella proveniente da Betlemme. Si tratta della luce di Cristo che passa di mano in mano come gesto di pace e di speranza.

 

Disabilità, Chiesa di Prato a convegno per essere sempre più inclusiva

In occasione della «Giornata internazionale delle persone con disabilità», domenica 3 dicembre, dalle 15 alle 19, a Prato, nei locali della parrocchia di Santa Maria della Pietà, si tiene un incontro dal titolo «Noi, non loro, in ogni stagione della vita». Promosso dagli uffici per la Pastorale sanitaria e le persone con disabilità, per l’Educazione e la scuola e Catechistico della diocesi di Prato, l’appuntamento si apre con l’accoglienza delle persone con disabilità, i loro familiari ed i volontari delle associazioni di supporto.

 

Alle 15,30, il vescovo Giovanni Nerbini, dopo la preghiera, introdurrà i lavori. Spetterà poi a rappresentanti della Prefettura, della Provincia, dell’Ospedale, della Società della Salute e del Comune intervenire sul tema: «Includere la disabilità». Un breve intervento di Assunta Palumbo, dell’ufficio di Pastorale sanitaria, e di Maria Cristina Caputi, di quello per l’Educazione e la scuola, si soffermerà su «Disabilità e scuola».
Segue un contributo su «L’esperienza del CAAtechismo», il sussidio scritto con la comunicazione aumentativa alternativa per coloro che hanno difficoltà di tipo cognitivo; quindi alle 17 una testimonianza dell’Unitalsi di Prato. Dopo le conclusioni, alle 17,30 la celebrazione della messa. Chiude alle 18,30, un momento conviviale. Tutti sono invitati a partecipare.

 

«La Chiesa è di tutti e tutti abbiamo il diritto di esserne protagonisti», afferma Assunta Palumbo, che all’interno della Pastorale della salute di Prato si occupa di disabilità. Catechesi inclusiva, formazione degli operatori pastorali, catechisti in primis, ma soprattutto un impegno comune per aiutare le comunità parrocchiali a essere accoglienti. Questi gli obiettivi della Chiesa pratese che con questo convegno intende riflettere sulla diversità e promuovere l’inclusione. L’iniziativa è anche un momento per celebrare le abilità e i talenti delle persone con disabilità e lavorare insieme per creare un mondo alla portata di tutti.

I giovani pratesi raccontano la loro Gmg

Vi raccontiamo la nostra Gmg. I giovani della Diocesi che questa estate sono stati a Lisbona al grande raduno mondiale con papa Francesco invitano tutti i coetanei a una serata di festa, nella quale ci saranno testimonianze della bellissima esperienza vissuta.

 

 

L’iniziativa si tiene domenica 26 novembre in San Domenico a partire dalle 18,30.

Dopo aver ascoltato le parole del Papa, tre ragazzi condivideranno con i presenti le emozioni della Gmg. Poi ci sarà la cena offerta a tutti i partecipanti (un modo anche per ringraziare i tanti giovani che si sono impegnati nel dare una mano agli alluvionati nei giorni scorsi). Poi la festa continua a ritmo di musica con un dj set.

 

 

Ricordiamo che giovedì 30 novembre alle ore 21 alla chiesa dell’Annunciazione alla Castellina si recupera il primo incontro di Giovani in Preghiera, rimandato a causa dell’allerta meteo. L’invito è esteso a tutti i ragazzi e le ragazze della parrocchie e non solo.