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Prato a Fiesole per il vescovo Giovanni. La diocesi organizza dei pullman per partecipare alla ordinazione episcopale

Si avvicina il giorno della consacrazione episcopale di monsignor Giovanni Nerbini, vescovo eletto di Prato. L’appuntamento è per domenica 30 giugno, alle ore 17, nella cattedrale di Fiesole dedicata a San Romolo. La messa solenne sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e concelebrata da monsignor Franco Agostinelli e da monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole. Saranno presenti altri vescovi della Toscana e naturalmente sono invitati a concelebrare anche i sacerdoti del clero pratese e i diaconi. La Diocesi di Prato si sta organizzando per essere presente a questo importante evento e dà la possibilità ai fedeli di raggiungere Fiesole in pullman. Di seguito, alcune indicazioni predisposte dalla Curia per favorire la partecipazione.

 
Gli autobus per Fiesole
La Diocesi di Prato ha predisposto quattro pullman (se ci fosse necessità possono essere anche di più) per arrivare in piazza della cattedrale a Fiesole. Chi volesse partecipare può comunicarlo al proprio parroco o a un suo delegato incaricato di raccogliere le adesioni. C’è tempo per iscriversi entro domenica 23 giugno, giorno in cui ogni parrocchia dovrà far pervenire all’ufficio diocesano pellegrinaggi l’elenco dei partecipanti alla messa di ordinazione. I bus partiranno alle ore 15 di domenica 30 giugno dal grande parcheggio in zona est adiacente al Mc Donalds, vicino alla Questura. La partenza per il viaggio di ritorno è alle ore 20 da Fiesole. Il costo del biglietto è di 10 euro, pagabili direttamente sull’autobus.

 
In preghiera per il vescovo Giovanni
Mons. Nerbini ha chiesto ai pratesi di accompagnarlo nella preghiera. L’invito dunque è rivolto a tutti i fedeli e alle parrocchie. Particolarmente, nelle messe di sabato 22 e domenica 23 giugno e nelle messe di sabato 29 e domenica 30, sono richieste intenzioni dedicate nella preghiera dei fedeli. Nella lettera scritta alla Diocesi il giorno della nomina a vescovo, mons. Nerbini concluse il suo messaggio di saluto chiedendo «l’intercessione dei santi Stefano, Lorenzo e Caterina de’ Ricci», poi affidò i pratesi «alla protezione amorevole della Madonna del Sacro Cingolo».

 
Il saluto al vescovo Franco
Come comunicato, mons. Nerbini farà il proprio ingresso a Prato il pomeriggio di sabato 7 settembre. Il programma dell’accoglienza e della messa di presa in possesso della diocesi verrà diffuso non appena sarà ufficializzato dalla apposita commissione che sta lavorando alla preparazione dell’evento. Intanto, è stata stabilita la data per il saluto a monsignor Franco Agostinelli. Sarà una solenne concelebrazione che si terrà domenica primo settembre, in cattedrale, alle ore 17. Un appuntamento a cui tutti sono invitati a partecipare.

L’Agnello al centro dello stemma del nuovo vescovo Giovanni

Mons. Giovanni Nerbini ha il suo stemma episcopale. «In te Domine Speravi» è il motto scelto dal vescovo eletto di Prato come tratto distintivo di questo nuovo cammino a servizio della Chiesa. «In te Signore mi sono rifugiato», la traduzione di questo brano, incipit del salmo 31, ripreso anche come ultima espressione dell’inno Te Deum («In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum»). Lo stemma è stato realizzato e blasonato, come si dice in questi casi, dal grafico araldista Giuseppe Quattrociocchi in collaborazione con il professor Fabio Falusi e del sacerdote fiorentino don Simone Pifizzi.

 

 

 

In primo piano, all’interno dello scudo sagomato, è raffigurato l’Agnello Pasquale seduto sul libro dai sette pendenti che stringe la banderuola dell’Agnus Dei. «È simbolo di innocenza – spiega don Pifizzi, autore dell’esegesi dello stemma – e in oltre è un chiaro riferimento al nome del Presule, Giovanni, e ai due santi Giovanni Battista e Evangelista. L’Agnello dell’Apocalisse che apre i sigilli del libro indica Gesù che rivela la volontà del Padre e quello che il Padre ha rivelato al Figlio e il Figlio lo ha fatto conoscere agli apostoli». Il libro richiama anche la passata professione di mons. Nerbini, l’insegnamento, che ha segnato in maniera significativa la sua esistenza. Inoltre l’Agnello richiama l’arte della lana ed è un chiaro riferimento alla vocazione tessile di Prato, conosciuta come città laniera. Il coloro rosso dello sfondo è lo smalto – che per eccellenza – in araldica indica la virtù della carità.

 

Nella cappa sinistra (di chi osserva) è rappresentato un giglio, il più nobile dei fiori araldici e simbolo mariano per eccellenza. Il colore azzurro indica il cielo ed è un riferimento mariano a «Maria Immacolata», titolo dell’ultima parrocchia dove mons. Nerbini ha svolto il suo ministero, sia alla città di Prato, da secoli città mariana. Nella cappa destra c’è una palma, simbolo della vittoria e della pace ma anche del martirio, come quello di San Romolo, patrono di Fiesole, sua diocesi di origine, e di Santo Stefano, patrono di Prato. Il fondo argento delle due cappe richiama la luce e le virtù della purezza, innocenza, umiltà, giustizia e temperanza.

 

 

Esegesi dello stemma di mons. Giovanni Nerbini

 

Il nuovo Vescovo farà il suo ingresso in Diocesi sabato 7 settembre e riceverà l’ordinazione episcopale il 30 giugno

La Diocesi di Prato accoglierà il nuovo vescovo monsignor Giovanni Nerbini sabato 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, festa della città. Stabilita anche la data dell’ordinazione episcopale del nuovo Pastore della Chiesa pratese: sarà domenica 30 giugno nella cattedrale di Fiesole. Orari e dettagli delle due celebrazioni sono da definire ma la macchina organizzativa delle due Diocesi si è già messa in moto.
L’ufficializzazione delle due date è arrivata durante lo svolgimento dell’assemblea generale della Cei, alla quale hanno partecipato il vescovo uscente Franco Agostinelli e il vescovo eletto Giovanni Nerbini.

Il 27° vescovo di Prato, il quarto residenziale, arriverà dunque nei giorni della festa più cara ai pratesi, quella dell’8 settembre, conosciuta in città con il nome di «Madonna della Fiera». Mons. Nerbini parteciperà al corteggio storico e officerà la solenne ostensione del Sacro Cingolo, la reliquia mariana simbolo della città custodita da otto secoli nella cattedrale di Prato. A fine giugno, domenica 30, è prevista l’ordinazione episcopale perché mons. Nerbini deve essere consacrato vescovo, attualmente è vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’unità pastorale di Rignano sull’Arno.
Monsignor Agostinelli, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età, è stato nominato Amministratore apostolico, e continuerà a guidare la Chiesa pratese in attesa della «presa in possesso» della Diocesi da parte di monsignor Giovanni Nerbini.

Il messaggio di mons. Agostinelli: «Accogliete il Vescovo Giovanni con entusiasmo e animo aperto»

«È giunto il momento di sciogliere le vele» dice monsignor Franco Agostinelli citando la lettera di San Paolo a Timoteo. «Il mio mandato è giunto al termine, le strade pertanto si divergono, ma io, e mi auguro anche tutti voi – prosegue monsignor Agostinelli rivolgendosi ai pratesi – non potrò leggere questo tempo come un capitolo che si è chiuso per sempre. Ci unisce il ricordo di una cammino percorso insieme, bello e talvolta faticoso ma sempre accolto con gioia; ci siamo incontrati, abbiamo pregato insieme; abbiamo pensato come dare alla nostra Chiesa un volto pulito; abbiamo condiviso una passione missionaria che potesse gridare a tutti l’amore con cui il Signore ci ama».

 

Contestualmente all’annuncio del nuovo vescovo di Prato mons. Franco Agostinelli è stato nominato amministratore apostolico della Diocesi e rimarrà alla guida della Chiesa di Prato fino al giorno dell’ingresso del suo successore, in data ancora da definire.

 

«Ora io passo il testimone al Vescovo Giovanni e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta. Il Vescovo Giovanni viene dalla vicina Chiesa sorella di Fiesole; lì ha svolto – fino ad ora – il suo ministero di parroco ed è stato il collaboratore diretto del suo Vescovo in qualità di Vicario Generale. Ha servito la Chiesa, è stato vicino ai confratelli sacerdoti ed ha avuto particolare attenzione e premura verso i poveri, comunque verso ogni persona che ha bussato alla sua porta in cerca di aiuto. Il suo spirito buono, il suo zelo di pastore lo predispone ad essere ora il Pastore della Chiesa pratese».

 

Infine un invito: «Vorrei dire a tutti i sacerdoti, ai collaboratori dei vari ambiti della pastorale, ai fedeli tutti: accogliete con entusiasmo e con animo aperto il Vescovo Giovanni; fategli sentire che la Chiesa di Prato è viva, è capace di lottare, di ricominciare quando è necessario, soprattutto è una Chiesa che, pur consapevole della sua storia di fede e di miserie, santa e peccatrice, sa comunque stringersi attorno al suo Pastore con cuore sincero, leale, forte e generoso».

Il Papa ha nominato il fiesolano mons. Giovanni Nerbini nuovo vescovo di Prato

Monsignor Giovanni Nerbini, Vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’Immacolata Concezione a Rignano sull’Arno (Firenze), è il Vescovo eletto di Prato. La nomina è stata resa pubblica questa mattina, mercoledì 15 maggio, in contemporanea dalla Sala Stampa della Santa Sede, dalla Diocesi di Prato e da quella di Fiesole.

 

65 anni, nato a Figline Valdarno, insegnante nelle scuole elementari prima di entrare in Seminario e diventare sacerdote a 41 anni, don Giovanni ha speso il suo ministero tra le parrocchie di Caldine, frazione del Comune di Fiesole, Pelago, in provincia di Firenze e, infine Rignano.

 

L’annuncio in cattedrale

 

È stato monsignor Agostinelli a dare comunicazione della nomina papale durante una convocazione diocesana in cattedrale, alla quale hanno partecipato i membri dei diversi Consigli diocesani e i direttori degli Uffici di Curia. Un nuovo Pastore fiesolano, dopo l’episcopato di mons. Gastone Simoni, anche lui – prima di essere chiamato alla guida della Chiesa di Prato – Vicario generale di Fiesole.

 

«Passo il testimone al Vescovo Giovanni – scrive mons. Franco Agostinelli – e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta». Il Santo Padre Francesco, nel disporre la nomina del nuovo Vescovo – il 27° da quando è stata istituita la Diocesi di Prato e il terzo residenziale – ha voluto che mons. Agostinelli divenga Amministratore apostolico. Questi lascia il mandato episcopale per raggiunti limiti di età. Lo scorso primo gennaio, infatti, al compimento dei 75 anni, come prevede il diritto canonico, mons. Agostinelli ha rassegnato le sue dimissioni al Papa da Ordinario diocesano. Dimissioni che sono state accolte mercoledì mattina con la notizia della nomina di mons. Giovanni Nerbini a vescovo eletto di Prato.

 

La data della consacrazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di don Giovanni ancora non sono state stabilite.

«Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo». Il programma della Settimana Eucaristica in Sant’Agostino

«Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo» è il tema della 41° edizione della Settimana Eucaristica promossa come ogni anno dai padri Sacramentini di Sant’Agostino. Dal 5 al 12 maggio sono in programma numerose iniziative dedicata all’Adorazione e al significato del Santissimo Sacramento.

 
«Per il titolo di quest’anno abbiamo voluto collegarci al piano pastorale, nel quale il nostro Vescovo ci invita alla riscoperta del kerygma, il cuore del messaggio cristiano», spiega il parroco, padre Sergio Pavan.

 
L’animatore sarà padre Manuel Barbiero, sacramentino che presta servizio all’eremo di Lecceto, recentemente tornato in Italia dopo 11 anni di esperienza in Francia a La Mure, paese natale del fondatore della congregazione San Pier Giuliano Eymard.

 

Di seguito IL PROGRAMMA con le iniziative a carattere diocesano.
Ogni giorno alle 7 celebrazione della messa, 7,35 lodi, alle 8 e alle 9 celebrazione eucaristica; alle 18 vespri e a seguire a messa con omelia sul tema della Settimana: «Ripartire da Cristo per dare voce al Vangelo». Il Santissimo Sacramento sarà esposto dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18.

 

Domenica 5 maggio: ore 10 messa di apertura concelebrata; alle 16 adorazione per i religiosi.
Lunedì 6: 21,15 giovani in preghiera.
Giovedì 9: alle 10 ritiro diocesano del clero; 19,30-23 adorazione notturna.
Venerdì 10, alle 16 messa terza età e unzione malati; 21,15 veglia di preghiera per le vocazioni.
Domenica 12, alle 10 messa presieduta dal vescovo Franco Agostinelli con ricordo degli anniversari di matrimonio.

Il vescovo Franco Agostinelli

Attentati in Sri Lanka, il messaggio del vescovo Agostinelli alla comunità cingalese di Prato: «In preghiera per chi paga la sua fedeltà al Vangelo»

Il vescovo Franco Agostinelli ha scritto un messaggio di cordoglio alla comunità cingalese residente a Prato. In città vive e lavora anche una piccola minoranza, composta da una ventina di persone, di religione cattolica che tutte le prime domeniche del mese si riunisce nella chiesa di San Clemente per celebrare la messa festiva nella propria lingua officiata da un sacerdote cingalese che viene da Firenze.

 

Di seguito il testo integrale del messaggio scritto dal Vescovo, che sarà consegnato ai cingalesi tramite il vicario episcopale per i migranti monsignor Santino Brunetti.

 
In questi giorni in cui abbiamo appreso dei tragici avvenimenti nello Sri Lanka, desidero esprimere la mia vicinanza e condividere il comune smarrimento con tutta la comunità cingalese residente a Prato. Siamo certi che non è l’odio che può ristabilire la giustizia e favorire la concordia e il dialogo tra i popoli. Solo la stima, il rispetto delle diversità, che costituiscono il patrimonio culturale e spirituale dei popoli, potrà ridare la possibilità di un futuro per tutti. Ormai la globalizzazione lega il mondo in un unico destino e non potrà più esserci chi domina e chi è dominato, popolazioni opulente e altre invece carenti anche del necessario per vivere. Non saranno più gli indici dello sviluppo economico e la protervia della potenza egemone che potranno garantire la pace.

 

Ci rendiamo conto che il cammino è ancora lungo e difficile, ma non possiamo lasciarci fermare da fatti delittuosi e disumani: vogliamo ancora credere nel futuro; vorremmo, nonostante tutto, dire ancora un sì positivo alla vita.

 

In questo momento esprimo, a nome della Chiesa pratese e di ogni persona capace di dignità, il mio più vivo rammarico per l’accaduto. Desidero essere vicino alla nobile e bella terra dello Sri Lanka, alla sua gente laboriosa, a tutti coloro che in quel luogo visitato oggi dalla tragedia e dallo sconcerto, perseguono i bene comune senza escludere nessuno. In modo particolare mi unisco con la preghiera ai fratelli e sorelle cattolici cingalesi, che, ancora una volta e come in tante parti del mondo, pagano un prezzo molto alto, solo per restare fedeli ad un messaggio di pace e di fratellanza che il Vangelo viene a riproporre loro e ad indicare a tutto il mondo.
Che il Signore, che noi adoriamo Risorto, doni forza e coraggio alla nobile patria cingalese, alla sua gente colpita dal dolore e dallo sconforto, perché ritrovi il coraggio di guardare ancora al futuro per costruirlo bello e possibile per tutti.

 

+ Franco Agostinelli
Vescovo di Prato

Quaresima di Carità 2019: aiutiamo l’Etiopia!

Questo fine settimana in tutte le chiese e parrocchie di Prato si tiene la tradizionale raccolta offerte in occasione della Domenica delle Palme. È la Quaresima di carità, una iniziativa lanciata ogni anno dalla Caritas diocesana per sostenere progetti solidali. Come nel 2019, anche questa volta si vuole dare una mano alle poverissime popolazioni dell’Etiopia, in particolare del paese di Mokonissa che versa in situazioni di disagio molto gravi. Qui le suore Figlie di Sant’Anna gestiscono una scuola e una clinica medica, due presidi fondamentali per la vita delle persone. Quanto raccolto nelle nostre chiese servirà a sostenere queste due attività.

 
Oltre alle offerte delle celebrazioni festive sono destinati all’Etiopia anche i soldi risparmiati dai bambini delle parrocchie grazie al progetto lanciato dall’ufficio catechistico di riempire un salvadanaio con le piccole rinunce fatte nel tempo di Quaresima.
E a fine agosto si terrà una esperienza missionaria in Etiopia promossa dalla Caritas con alcuni giovani. Il gruppo, tutt’ora in formazione, prenderà contatti con le suore di Mokonissa per dare seguito ai progetti finanziati dalla generosità dei pratesi. Chi fosse interessato a partecipare può contattare la Caritas: 0574 34047; caritas@diocesiprato.it.

 

 

L’APPELLO DEL VICARIO

Carissimi,

come di consueto in questo periodo forte dell’anno liturgico, la nostra Chiesa in Prato vuole rendere tutto il popolo di Dio partecipe di un movimento di carità e di solidarietà verso persone che vivono in terre lontane da noi e in condizioni di vita così diverse dalle nostre.
Abbiamo sempre bisogno di guardare con occhi nuovi il mondo circostante, ma anche quello che si svela oltre l’orizzonte della nostra città, dove il Signore in qualche modo ci chiede di essere presenti.

 
Anche in questa Quaresima dunque, attraverso la Caritas diocesana, continua il nostro gemellaggio con la diocesi di Soddo, in Etiopia, dove insieme alla comunità locale delle suore Figlie di Sant’Anna, stiamo sostenendo un progetto a favore della scuola materna e della clinica che si trovano nel villaggio di Mokonissa.
Nell’ultimo viaggio missionario che ha visto impegnati Idalia con un gruppo di giovani e adulti (fra cui un seminarista ed un diacono), è apparso evidente come la realtà di questo villaggio è davvero difficile ed il bisogno di aiuto, in particolare rivolto ai bambini, è estremamente necessario.
Seguiamo Papa Francesco, che nel suo messaggio quaresimale ci ha spronato a dare segni concreti di conversione: “Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice”.

 
La prossima Domenica delle Palme diventi allora occasione di una potente trasformazione del nostro cuore, accogliendo l’invito al dono e sottolineando, in particolare nelle omelie e nelle altre opportunità di incontro con i fedeli, che questo gesto non si esaurisca nella sola elargizione di denaro, ma diventi uno stile di vita proprio del cristiano: camminare dietro il Maestro ed imparare da Lui, perché “Cristo ha dato se stesso per tutti” (2 Cor 5, 15).
Nella fraterna riconoscenza per quanto potrete fare per sensibilizzare le vostre comunità e le persone che incontrerete, anche a nome del Vescovo, vi saluto nel Signore, ringraziandovi del quotidiano e prezioso impegno per la nostra Chiesa.
Dio vi benedica.

Don Nedo Mannucci
Vicario Generale

La lettera del Vicario in formato pdf

«24 ore per il Signore», preghiere e confessioni in Sant’Agostino e nei tre punti di Adorazione perpetua

Torna anche quest’anno l’appuntamento con «24 ore per il Signore», l’iniziativa che mette al centro l’adorazione eucaristica e la confessione. A promuoverla in tutto il mondo è il pontificio consiglio della nuova evangelizzazione su richiesta di papa Francesco. Il tema dell’edizione 2019 è: «Neppure io ti condanno» (Gv. 8,11).

 
Anche questa volta la Diocesi di Prato partecipa mettendo a disposizione momenti e sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.
Venerdì 29 marzo alle 18,30 la messa presieduta da monsignor Franco Agostinelli in Sant’Agostino. Poi la chiesa rimarrà aperta con disponibilità per le confessioni fino alle ore 23 e il giorno successivo, sabato 30 marzo, dalle 7 alle 18,30, orario di inizio della prefestiva.

 
Si uniscono all’iniziativa i tre punti dell’Adorazione perpetua presenti in diocesi: il chiesino di San Paolo, la cappella della Sacra Famiglia e la pieve di Usella. Venerdì e sabato sono presenti sacerdoti per le confessioni.

Il messaggio del Vescovo a conclusione della visita pastorale

Con una messa solenne celebrata in cattedrale domenica 17 marzo, si è conclusa la visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli nelle parrocchie della diocesi. Iniziato nel gennaio 2014 con la comunità di Maliseti, il viaggio si è concluso i primi di marzo a San Pier Forelli.

In questi cinque anni monsignor Agostinelli ha avuto modo di incontrare e conoscere tutte le comunità parrocchiali e le varie realtà esistenti nel territorio diocesano. Di seguito pubblichiamo il messaggio che il Vescovo ha scritto a tutta la comunità diocesana, contenente alcune indicazioni per il cammino futuro della Chiesa di Prato.

 

 

Carissimi fratelli e sorelle,
Sacerdoti e Diaconi, Religiosi e Religiose
e fedeli laici,

1. Oggi siamo qui convenuti, nella nostra Cattedrale, per concludere solennemente la Visita Pastorale, che ci ha visti per alcuni anni itineranti lungo le strade della nostra Diocesi. Abbiamo raccolto l’invito del Signore a prendere il largo per annunciare la Buona Notizia del Vangelo. In questo tempo ci siamo conosciuti, insieme abbiamo camminato e pregato; insieme abbiamo affrontato problemi, difficoltà, prospettive; insieme abbiamo sognato un mondo nuovo e una Chiesa che fosse garanzia di questa novità. Oggi siamo di nuovo qui, nella Chiesa Madre, la Cattedrale, per concludere questo capitolo, bello ed esaltante, della storia della Chiesa pratese.
Il primo moto dell’animo di fronte ad una storia che si conclude, è l’accensione dello stupore davanti all’inaudito, all’inatteso, che ha preso volto e si è fatto presente in Gesù Cristo. Oggi la nostra generazione e la stessa cristianità corre un rischio, quello che Gesù diventi marginale nella nostra società; occorre rimettere il Salvatore al centro della vita e della storia della gente. Questo ci dovrà rendere attenti per cogliere i segni di tempi, che, al di là dei momenti controversi e contrastanti che la società vive, rivelano un evidente bisogno di trascendenza, di Dio. Forse è uno scenario crepuscolare quello che sta emergendo, anche nei nostri paesi di antica tradizione cristiana, che però dobbiamo saper leggere ed affrontare con il coraggio della Fede. Guardiamo ai segni del nostro tempo allora, ma non per dedurne sensazioni di paura, o di scoraggiamento, o di rassegnazione, ma per sentire ancora di più la passione e la bellezza dell’annuncio del Vangelo.
La situazione storica nella quale viviamo ci interpella in senso positivo, per dare risposta alle domande di senso, presenti in tutti e alla grande nostalgia di Dio, che, forse senza saperlo, è lo specifico dell’angoscia che accompagna la ricerca affannosa del nostro mondo contemporaneo. L’uomo non può vivere di vuoto, di nulla; l’uomo del nostro tempo sta vivendo l’esperienza della fine delle illusioni, ma, al tempo stesso, comincia a riemergere il desiderio di un fondamento da dare all’esistenza: è il desiderio di Dio!

2. A conclusione del percorso della Visita Pastorale, sento il bisogno di ringraziare con voi il Signore, che ci ha preso per mano e ci ha condotto; ha arricchito il nostro spirito e dato consapevolezza al nostro discernimento pastorale. In questo tempo benedetto, il Signore mi ha dato di conoscere la Diocesi più da vicino; di conoscere ancora di più i sacerdoti per il tempo che ho avuto modo di trascorrere con loro: conoscere la loro vita, apprezzare i loro sforzi e sacrifici, godere della loro testimonianza, condividere con loro problemi, difficoltà, progetti, speranze e delusioni. Mi è stata data l’opportunità di stringere nuovi legami di amicizia e di comunione e di essere edificato dalla Fede pura e ferma di tante persone umili e semplici. Ho incontrato i Consigli Pastorali Parrocchiali, i Catechisti dei vari ambiti, collaboratori dei Parroci nel cammino della parrocchia, i giovani soprattutto. Ho avuto modo di conoscere il territorio della Diocesi nel suo insieme e nella sua complessità, incontrando le persone delle Istituzioni, gli imprenditori e i lavoratori, i dirigenti delle varie categorie professionali, i rappresentanti delle organizzazioni politiche, sindacali e culturali. Ricordo con compiacimento gli incontri nelle scuole, dove è stato possibile un dialogo aperto e sincero con gli studenti, dai più piccoli fino ai giovani, le cui parole rivelano ancora il grande bisogno di vero, di pulito, di bello che si portano nel cuore. Ricordo le visite nell’ospedale e agli anziani e ammalati nelle loro case. Ho incontrato i genitori con cui abbiamo condiviso la complessità del loro compito educativo per il quale chiedono di non essere lasciati soli.

3. Ora questo capitolo si conclude, ma il cammino continua, arricchiti e confortati dall’esperienza vissuta e dagli insegnamenti che abbiamo potuto raccogliere; la missione chiama ancora tutti noi all’operosità, per dare volto ad una Chiesa, la nostra, che sia davvero chiesa missionaria che annuncia il Signore, magari per strade inusitate e con il coraggio che l’annuncio oggi ci chiede. Lo vorremo fare insieme, raccogliendo le indicazioni che sono emerse in questi giorni di assemblea, che, a fianco delle specifiche tradizioni locali, indicano talune scelte concrete su cui far converge il cammino pastorale di tutta la Diocesi. La fiducia nel Signore sia la nostra forza, che ci dona di guardare con consapevole ottimismo al presente e al futuro. Salga allora al Signore la nostra fiduciosa preghiera: “Tralascia gli appoggi di un tempo, trova in Dio la pace; è Lui che ti prova nel fuoco, perché nel suo Nome sia saldo il tuo cuore” (Comunità di Bose).

4. Torniamo dunque alle radici, ripartiamo dal centro della nostra Fede, da Gesù Cristo, fondamento di una nuova umanità, per dare voce al Vangelo. In questo messaggio alla nostra Chiesa, quasi una carta d’intenti al termine della Visita Pastorale, indico alcuni criteri ispirativi per il nostro cammino, rimandando ad un successivo documento applicativo, risultato del lavoro dell’Assemblea Diocesana e della consultazione dei Consigli diocesani, le indicazioni pratiche per la diocesi.
a. FORMAZIONE. E’ urgente investire di più e a tutti i livelli, sulla formazione. Questa scelta interpella ciascuno di noi, le nostre parrocchie e le aggregazioni ecclesiali. Elaboriamo proposte praticabili, non solo per motivi sociologici, ma soprattutto in virtù della grazia del Battesimo ricevuto, perché solamente una seria preparazione di preti e laici, operatori pastorali assicurerà una nuova vitalità alla nostra Chiesa.
b. AZIONE PASTORALE IN USCITA. Questa accezione non significa annullare la tradizione, che merita sempre rispetto e seria considerazione, ma vuol dire tendere in ogni aspetto – orari, iniziative, linguaggi, mezzi, segni ecc. – ad incontrare chi si è allontanato dalla Chiesa, o chi non l’ha mai conosciuta, non per fare proselitismo, ma per fedeltà al mandato ricevuto dal Signore. Non limitiamoci a ripetere o gestire l’esistente; seminiamo gesti, parole e segni che abbiano il marchio della credibilità e della coerenza con la nostra scelta di Fede.
c. SINODALITA’. Camminare insieme è caratteristica della vita di Gesù con i suoi discepoli e tale dovrà essere anche la vita della nostra Chiesa. Questo comporterà di giungere, nel metodo e nei contenuti, ad aver un volto di Chiesa riconoscibile sempre, in ogni luogo e circostanza, superando tentazioni di isolazionismo, di contrapposizione. La comunione vissuta nella sinodalità ecclesiale diventa un segno impressionante nei nostri contesti tanto frammentati, divisi e spesso senza prospettive alcune. Da soli forse si va più velici, ammonisce Papa Francesco, ma insieme si va più lontano.
d. COMUNITA’ DI FEDE. Le scelte che l’attualità del nostro tempo ci chiede con urgenza e dalle quali non potremmo prescindere, si potranno realizzare in un contesto forte di vita di Fede. Le nostre parrocchie saranno comunità di Fede, fondate sulla Bibbia, sulla sana tradizione, sulla liturgia, sulla preghiera, sui sacramenti; luoghi dove si è aperti all’accoglienza, all’accompagnamento mediante la direzione spirituale. Solo una comunità dell’ascolto di Dio, può diventare comunità dell’ascolto degli uomini nelle loro aspettative ed esigenze più profonde.
e. RIORGANIZZAZIONE, RISTRUTTURAZIONE, RIQUALIFICAZIONE. Si tratta di un’esigenza indilazionabile, da farsi insieme, come comunità, con gradualità, pazienza, trasparenza, disponibili a rinunciare a qualcosa per il bene comune, sia come parrocchie e vicariati, sia come curia e organismi di partecipazione ecclesiale. Non dobbiamo avere paura del “nuovo”, che chiede a tutti disponibilità all’accoglienza dell’inedito, senso di responsabilità, che è in fondo amore per la nostra gente.
f. SCELTE PASTRALI DI PRIORITA’. Si tratta di esigenze dettate dal nostro tempo, senza con questo scartare il patrimonio di una tradizione, vissuta e sofferta, che ha accompagnato e accompagna ancora il nostro cammino.
Mettiamo fin d’ora in cantiere talune scelte, su cui invitare a convergere parrocchie, associazioni, uffici di curia:
• Adolescenti – Nel quadro di una rivisitazione condivisa degli itinerari dell’iniziazione cristiana un’attenzione particolare meritano gli adolescenti. Le diverse competente o ambiti pastorali – famiglia, scuola, catechesi, vocazioni, lavoro, carità, oratori, tempo libero e sport, missioni, sanità, migranti, comunicazione – dovranno trovare vie e metodi di collaborazione per un disegno e impegno organico a favore del mondo degli adolescenti, oggi rimasto un po’ trascurato, ma che resta il fondamento per gli sviluppi successivi nell’età adulta.
• Immigrati – Sono una presenza significativa nella nostra città e territorio; dovremo superare il pericolo di considerarli come un problema, un fastidio, o un pericolo. La Chiesa di Prato vuole aprirsi alle genti.
• Cultura – L’animazione della cultura, nei molteplici aspetti del vivere, dovrà accompagnare la nostra gente a confrontarsi sulla complessità della realtà a partire dalla prospettiva del Vangelo. Informarsi e informare, riflettere, dialogare, incontrare, valutare, impegnarsi per la bellezza della vita, per il bene comune, per la dignità della persona, valorizzare le tante risorse di cui la diocesi già dispone, è un ambito sul quale impegnarsi di più e insieme.
• Poveri – L’attenzione verso i poveri è già dono e compito per la nostra Chiesa. Impariamo a rispondere ai bisogni molteplici della nostra gente, a lasciarsi evangelizzare dai poveri, a comprometterci con le povertà da cui tante persone sono ancora colpite, a farci prossimo con chi non può contare più su nessuno, perché trovi nella Chiesa un luogo dove può essere ancora accolto, ascoltato, compreso.

A voi tutti, fratelli e sorelle, compagni di una strada percorsa con fatica, ma nella consapevolezza di un amore che ci ha spinti e sorretti, consegno queste riflessioni, perché ci indichino la strada, ancora lunga, da percorrere. Ci benedica e ci guidi la Vergine Maria, Madre e Maestra della nostra vita e ci assista nel nostro desiderio e impegno di bene, affinché la “sposa bella di Cristo”, questa nostra amata Chiesa, sia segno e strumento del grande amore con cui un giorno il Signore ci ha cercati, ci ha scelti per annunciare a tutti la notizia sconvolgente del Vangelo.

Il Vescovo
+ Franco Agostinelli

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