Archivi categoria: Iniziative

image_pdfimage_print

Il cardinale Zuppi incontra la Diocesi di Prato

Il cardinale Matteo Maria Zuppi sarà a Prato lunedì 30 maggio. L’arcivescovo di Bologna è atteso alle 21,15 in San Domenico per parlare di fraternità e del cammino sinodale della Chiesa italiana. Zuppi, tra i vescovi più conosciuti e apprezzati in Italia, è stato per molti anni assistente generale della Comunità di Sant’Egidio e ha al suo attivo una lunga bibliografia nella quale, partendo dalla Dottrina sociale della Chiesa, richiama alla solidarietà e alla condivisione.

 

La sfida: La lettura quotidiana della Bibbia

È più di un invito, è una sfida che la Chiesa di Prato lancia a tutti: leggere ogni giorno un brano delle sacre scritture. Si comincia la prima domenica d’Avvento, il 28 novembre con il capitolo uno del Vangelo di Luca, e poi, secondo un calendario prestabilito, il 16 settembre 2022, prendendo in mano il ventiduesimo capitolo dell’Apocalisse, chi partecipa avrà letto tutto il nuovo testamento. Non solo, alla fine di ogni libro ci sarà una lectio divina in presenza per dar modo a chi vuole di entrare nella profondità della Parola di Dio e di farlo condividendo pensieri e riflessioni. Se l’iniziativa avrà una risposta adeguata la lettura quotidiana proseguirà con il Vecchio Testamento.

 

Il ritorno alla lettura della Parola di Dio è uno degli obiettivi contenuti nel piano pastorale della nostra diocesi, più volte monsignor Nerbini ha sottolineato l’importanza di riferire tutto il nostro agire, le attività parrocchiali, le proposte delle associazioni e dei movimenti, alle sacre scritture e alla loro «ricchezza vitale e coinvolgente».

 

Il vescovo Giovanni presenta la lettura quotidiana della Bibbia

 

L’impegno richiesto è dunque quello di dedicare alcuni minuti al giorno per leggere quotidianamente un capitolo del nuovo testamento, secondo questo calendario. Si partirà con l’evangelista Luca perché il suo Vangelo, dalla prima domenica di Avvento, ci accompagnerà lungo tutto l’anno liturgico. Poi si leggeranno Matteo, Marco, Giovanni e via di seguito tutto il Nuovo Testamento.

 

Padre Rizieri lancia la sfida

 

A conclusione della lettura di ogni libro si invitano i partecipanti a vivere un momento di sosta per ripercorrere il lavoro fatto, sottolineare quello che ha suscitato riflessioni, gioia e preghiera. «Questa sosta – aggiunge il padre Sacramentino – ci servirà anche per guardare in avanti e compiere personalmente una scelta fattibile e significativa per la nostra vita. Sarà possibile anche inviare dei messaggi o delle email per dialogare con qualcuno degli animatori».
Ci saranno, come detto, gli incontri di lectio divina in presenza, pensati anche come occasione per conoscersi e incontrarsi. Il primo appuntamento della serie si terrà domenica 26 dicembre, giorno di Santo Stefano.

 

I cinque consigli di padre Rizieri per la lettura quotidiana della Bibbia

 

1. Procurarsi una Bibbia. Chi non l’avesse, può acquistarla alla Libreria Cattolica. Si consiglia la Bibbia di Gerusalemme (Bologna, EDB, Edizione 2009 o successive). È possibile scaricarla anche sul cellulare dal sito della Conferenza Episcopale Italiana (La Sacra Bibbia).

2. Si comincia domenica 28 novembre con la lettura del primo capitolo del Vangelo di Luca. Nei giorni che precedono l’inizio, verranno caricate sul sito della Diocesi alcune schede per preparare lo spirito a questa bella avventura.

3. Sempre su questo sito, verranno caricate le lettere che, di volta in volta, accompagneranno e sosterranno questo percorso.

4. Si suggerisce di tenere sempre a portata di mano un quaderno di appunti, per annotare un pensiero, una domanda, una preghiera…

5. È opportuno scegliere quale potrebbe essere, nell’arco della giornata, il momento più indicato, nel quale si è più tranquilli; ma anche il luogo di lettura: potrebbe essere la propria stanza, il proprio tavolo di studio, o, meglio ancora, potrebbe essere la chiesa, seduti davanti al tabernacolo.

 

Il calendario con le indicazioni per le letture quotidiane

 

LE SCHEDE di preparazione

0 – M. Delbrel
1 – Perché leggere la Bibbia
2 – Come accostarsi alla Bibbia
3 – Un metodo per leggere la Bibbia
4 – Un metodo per leggere la Bibbia 2
5 – Un metodo per leggere la Bibbia 3
6 – Approccio diretto

Introduzione al Vangelo di Luca (padre Rizieri) 

Il Vangelo è Gesù

 

LE LETTERE di accompagnamento

Lettera numero 1

Lettera numero 2 

Lettera numero 3

Lettera numero 4  

Lettera numero 5

Lettera numero 6

Introduzione al Vangelo di Matteo

Lettera numero 7

Lettera numero 8

Introduzione al Vangelo di Marco

Lettera numero 9

Lettera numero 10

Introduzione al Vangelo di Giovanni

Introduzione agli Atti degli Apostoli

Introduzione a San Paolo

«Effatà, apriti», un cammino per riscoprire la bellezza di essere battezzati

Si chiama «Effatà, apriti» ed è il sussidio che il vescovo Giovanni ha pensato di proporre per rispondere all’esigenza di un cammino comunitario, in parrocchia o di gruppo, per riscoprire il significato e la bellezza di essere battezzati.

 

«La logica che guida questo percorso non ha a che fare esclusivamente con l’enunciazione delle formule teologiche che spiegano il Battesimo – si legge nella introduzione al sussidio –, ma tende soprattutto a mettere in rilievo la presa di coscienza personale ed esistenziale dell’essere battezzati ed essere parte del popolo di Dio. Volendo approfondire l’aspetto esistenziale del nostro essere Chiesa, il lavoro parte dalle ansie e dalle insoddisfazioni che forse tutti noi sperimentiamo. Queste ansie spesso trovano una flebile risposta con delle soluzioni e tentativi semplicemente umani, incompleti e insufficienti. Il cammino proposto – spiega la nota introduttiva – tende a mettere in rilievo la vanità di queste “cure palliative” per scoprire l’apertura alla speranza che il Vangelo ci fa intravedere. Intravista la speranza, è necessario darle un volto chiaro: questo volto è il Vangelo, la Buona notizia, la Parola di Dio».

 

Il cammino è stato predisposto da una commissione composta dai sacerdoti che si occupano di cammini formativi: don Alessandro Magherini (Centro diocesano vocazioni), don Paolo Baldanzi (responsabile Catecumeni), don Carlo Geraci (direttore ufficio catechistico), don Marco Degli Angeli (direttore pastorale giovanile).

 

Le schede proposte – in tutto sono sette – hanno un metodo di svolgimento identico. Si parte da una brevissima introduzione che presenta il tema. Dopo una preghiera iniziale, viene proposto un brano evangelico. Dalla riflessione sul brano, presentata da chi anima l’incontro (che ha anche il compito di chiarire eventuali elementi non compresi dall’ascolto della Parola), parte un tempo di silenzio e riflessione personale su quanto ascoltato e detto (si suggeriscono almeno quindici minuti). Per questo motivo è bene che tutti i partecipanti abbiano la scheda proposta. Le schede di ciascun incontro sono disponibili su sito della Diocesi.

 

«Si invita a mettere bene in rilievo che la riflessione personale è il cuore dell’incontro stesso – è scritto ancora nella introduzione -, tempo propizio per ascoltare lo Spirito di Dio che parla ai nostri cuori». Per agevolare la riflessione personale sono suggeriti degli atteggiamenti spirituali da vivere e delle semplici domande. L’incontro termina con una preghiera. Ogni gruppo può valutare la possibilità di mettere in comune le riflessioni personali.

 

 

Le schede Effatà, apriti

#farepatti, inizia il cammino per costruire la «casa comune»

Insieme per guardare oltre la pandemia e costruire Prato come una «casa comune». Il vescovo Giovanni Nerbini ha invitato le autorità cittadine e i rappresentanti delle categorie sociali ed economiche a Villa del Palco, per un incontro comunitario per dialogare e raccogliere idee e proposte utili per il futuro della città. L’iniziativa, svoltasi il 21 luglio, si inserisce all’interno di un progetto presentato e intrapreso lo scorso autunno, quando il Vescovo lanciò #farepatti, un percorso di ascolto e condivisione per riuscire a rispondere alle difficoltà di oggi. L’idea di monsignor Nerbini è quella di riprendere l’invito che papa Francesco rivolse ai pratesi – «siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri ‘patti di prossimità’» – in occasione della sua storica visita alla città il 10 novembre 2015.

 

«In questo periodo ho raccolto richieste e inviti espliciti di persone di diversa estrazione e provenienza e professione che mi invitavano a titolo personale o per conto di associazioni o gruppi, a prendere l’iniziativa di promuove “patti di prossimità” – ha detto il Vescovo ai presenti – e di farlo chiamando a raccolta le istituzioni pubbliche e private, mondo imprenditoriale, associazioni di categoria, mondo dell’economia e del lavoro in modo da impegnare le energie e le risorse già presenti e attive per contribuire a progettare il futuro di questa nostra città».

 

Fin dal suo arrivo, avvenuto nel settembre di due anni fa, monsignor Nerbini ha avvertito il bisogno di conoscere la realtà pratese, la sua storia, il suo sviluppo socio-economico e le grandi trasformazioni di cui è stata protagonista, a partire dalla massiccia immigrazione che l’ha segnata. Da qui il proposito di riunire la città «per il senso di responsabilità che avverto come Vescovo e guida di una comunità che condivide in tutto, sofferenze ma anche progetti e speranze». Una esigenza resa ancora più urgente dalle conseguenze della pandemia. L’appuntamento di ieri pomeriggio è arrivato al termine di una serie di incontri tra monsignor Nerbini e i rappresentanti delle varie realtà cittadine, nei quali il Vescovo ha ascoltato e dialogato con amministratori, politici, associazioni di categoria e imprenditori.

 

L’incontro a Villa del Palco è iniziato con una introduzione di monsignor Nerbini e una analisi della situazione economica e sociale di Prato e del suo distretto curata da Michele Del Campo, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, che ha sottolineato la necessità di rafforzare le relazioni territoriali, strada privilegiata per riuscire a superare crisi e momenti di difficoltà. Negli interventi dei presenti, moderati da Gianni Rossi, direttore dell’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, è emersa in modo trasversale la necessità di dar seguito a questa iniziativa e la disponibilità a porre in campo progetti concreti a favore della comunità, con un particolare riguardo ai giovani e al loro futuro.

 

 

 

 

Questi i partecipanti che hanno risposto all’invito: Il prefetto Adriana Cogode, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il presidente della Provincia Francesco Puggelli, il questore Giuseppe Cannizzaro, il sindaco di Vaiano Primo Bosi, il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno, l’assessore del Comune di Vernio Maria Lucarini, la consigliera regionale Ilaria Bugetti, Riccardo Trallori in rappresentanza dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, il presidente di Consiag Nicola Perini, il presidente di Alia Nicola Ciolini, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Franco Bini e la consigliera Diana Toccafondi, la vice presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli, il segretario della Cisl Firenze e Prato Fabio Franchi, il direttore di Confartigianato Marco Pieragnoli, il presidente di Cna Federmoda Toscana Francesco Viti, il presidente e il direttore di Confesercenti Stefano Bonfanti e Ascanio Marradi, il direttore di Confcommercio Pistoia e Prato Tiziano Tempestini, la referente di Confcooperative Renza Sanesi, il presidente del Palazzo delle Professioni Filippo Ravone, il presidente di Coldiretti Firenze Prato Andrea Landini, il presidente della Fondazione Opera Santa Rita Roberto Macrì, i condirettori della Caritas diocesana di Prato Idalia Venco e Mario Lanza.

Colora la tua estate di solidarietà! Ecco le proposte della Diocesi per i giovani

«Colora la tua estate di solidarietà!». È l’invito che la Diocesi rivolge ai giovani proponendo per questa estate alcune esperienze di servizio e campi estivi per ragazzi e ragazze desiderosi di mettersi in gioco per gli altri. Le iniziative sono promosse da Pastorale Giovanile, Caritas, Missio e Migrantes.

 

Ecco le proposte: «48 ore senza compromessi» dal 28 al 30 giugno: giovani e servizio di solidarietà nel territorio cittadino (per informazioni padre Matteo 348-1025751).
Misericordia di Forte dei Marmi dal 12 al 19 luglio: condivisione di percorsi con i richiedenti asilo per comprendere la storia di chi lascia la propria terra (don Reji 366-1103405).
Comunità «Il Casolare» di Sanfatucchio (PG) dal 19 al 25 luglio: incontrare persone ai margini che attraverso relazioni buone e lavoro a contatto con la natura stanno recuperando se stessi (Alessandro 338-2320762).
Villaggio «Il Cimone» a Cutigliano (PT) dal 1 al 7 agosto: una settimana di esperienza di gruppo insieme al vescovo Giovanni a cura della Pastorale Giovanile (don Marco 333-5886116).
Caritas della Chiesa Cattolica armena ad Atene dal 3 al 10 settembre: conoscere le storie di giovani greci e rifugiati, anche attraverso la realizzazione di laboratori (Chiara 339-1349921).

 

«Lavorare insieme è una ricchezza – dicono i promotori – permette uno scambio di visioni e, come dice anche lo slogan citato all’inizio, consente un po’ a tutti di colorare la propria estate (e speriamo la vita futura) di solidarietà».

Il volantino in formato pdf

 

 

 

Un campo di lavoro per giovani in San Domenico: una esperienza comunitaria

Vivere un’esperienza comunitaria diversa, volta a coniugare la preghiera e il lavoro. Con questo spirito la Pastorale Giovanile e la Curia diocesana hanno organizzato il primo «Campo di lavoro in San Domenico». L’appuntamento è dal 14 al 18 giugno, l’iniziativa è rivolta a tutti i giovani dai 18 ai 30 anni, per un massimo di 10 partecipanti. Il lavoro consisterà nella sistemazione del giardino e nell’imbiancatura e ripulitura dei locali di San Domenico.

Questa una giornata tipo: sveglia alle 7,30; colazione alle 8 e poi lodi alle 8,30. Dalle 9 alle 12, e poi di nuovo dalle 15 alle 17,30 spazio al lavoro, con ovviamente pranzo alle 13 circa. Alle 19 verrà celebrata la messa, poi alle 20 cena e a conclusione della giornata, alle 21, è in programma un momento spirituale. I partecipanti, che saranno assicurati, dormiranno poi nelle dieci camere presenti nel complesso di San Domenico e messe a disposizione. Ai ragazzi è richiesto di potare un kit di igiene personale, scarpe antinfortunistica, guanti da lavoro, borraccia e mascherine di ricambio. Prima dell’inizio del campo verranno effettuati i tamponi gratuiti in collaborazione con la Misericordia.

Per partecipare è necessario iscriversi entro il primo giugno inviando una mail a pratogiovani@gmail.com. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Gabriele Bresci in Curia (0574-39259).

 

Anche Prato in preghiera per l’India. Venerdì 14 maggio la recita del rosario

Un rosario con l’India e per l’India. A promuoverlo sono l’Ufficio missionario, l’Ufficio migranti e la Caritas diocesana di Prato, alla luce delle drammatiche notizie che arrivano dall’India, Paese ancora gravemente funestato dall’emergenza sanitaria. Seguendo il monito del Papa, che ha esortato a dedicare questo mese di maggio ad una «maratona» di preghiera per invocare la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali e lavorative, anche la Diocesi di Prato, unita peraltro da un forte legame con l’India, ha dunque promosso un momento di preghiera.

L’invito è dunque rivolto a tutti a raccogliersi in preghiera davanti a Maria venerdì 14 maggio, recitando insieme il rosario che si terrà nel santuario di Nostra Signora della Salute di Vailankanni in India, trasmesso alle 18 da Tv2000 o in streaming sul canale YouTube di Vatican News.

Società globalizzata e sviluppo sostenibile, ne parla Massimo Folador

Giovedì 6 maggio, alle 20,45, si tiene il terzo ed ultimo incontro del ciclo il «Il pianeta che speriamo», promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro della diocesi in vista della 49° Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Taranto ad ottobre. «Global economy e ladri di futuro: per un’economia dell’ecologia integrale» è il titolo dell’intervento di Massimo Folador, docente di Business Ethics e sviluppo sostenibile presso l’Università LIUC – Università Cattaneo. Alla base della riflessione c’è la domanda: se la nostra vita e quella del pianeta sono inter-dipendenti, come promuovere un’economia che presti attenzione all’ecologia integrale o meglio all’economia integrale?

 

L’incontro apre le porte al tema della globalizzazione e come essa possa prestarsi alla crescita di uno sviluppo sostenibile, non di rapina o di distruzione del futuro, come è accaduto fino ad oggi. Per fare questo, ricorda Papa Francesco, bisogna considerare l’impresa, l’ambiente, la società come fossero una casa comune.
La parola chiave della globalizzazione futura sarà dunque «sostenibilità», in tutti gli ambiti della vita: l’impresa, il lavoro, l’ambiente, la solidarietà tra generazioni, i nuovi equilibri politici.
La crisi complessa che si sta vivendo a Prato, paradigma di quella globale, non può trovare risposte settoriali: tutto è connesso e occorre trovare risposte di sistema.
Se tutti possono contribuire a definire nuovi paradigmi d’azione, allora è necessaria una riflessione che coinvolga i settori cardine della società civile, politica ed economica.

 

L’incontro con il professor Folador, che è stato a Prato in occasione dell’assegnazione dello Stefanino, cercherà di rispondere ad una serie di quesiti per costruire una «casa comune» nell’ottica dell’«ecologia integrale».

 

L’incontro si svolgerà in videoconferenza a cui ci si può collegare tramite il seguente link: https://meet.google.com/ssm-zqpc-nzb.

La Via Crucis dei giovani in diretta tv da piazza Duomo

Seicento lumini accesi in piazza Duomo per simboleggiare la presenza dei giovani che non potranno essere presenti. Sarà una immagine molto suggestiva quella che farà da cornice alla Via Crucis promossa dalla Pastorale giovanile di Prato guidata da don Marco Degli Angeli. Siamo in zona rossa, gli spostamenti sono vietati come gli assembramenti e per questo il tradizionale rito del tempo di Quaresima potrà essere vissuto sui social o in diretta televisiva.

 

L’appuntamento è per venerdì 26 marzo dalle 19,30 alle 20,30 su Tv Prato e sulle pagine Facebook di Pg e della televisione. Sarà un’ora di preghiere, invocazioni, canti, riflessioni e testimonianze che avranno come filo conduttore l’emergenza che stiamo vivendo ormai da più di un anno.
Il vescovo Giovanni Nerbini guiderà la Via Crucis lungo sette stazioni dislocate all’interno della piazza che per quella sera verrà chiusa al pubblico. In ogni fermata ci sarà una testimonianza. A parlare saranno una malata di Covid guarita dalla malattia, una mamma che ha vissuto l’esperienza del Coronavirus insieme alla sua famiglia, una infermiera impegnata in una casa di riposo, un medico, un insegnante di scuola superiore. Ascolteremo anche le parole di un carcerato lette da un giovane. La settima stazione, quella della Resurrezione, sarà commentata dal Vescovo.
L’iniziativa è stata pensata per offrire ai giovani delle parrocchie di poter vivere in diretta tv o in streaming sul proprio smartphone questo momento in preparazione alla Pasqua.

Padre Ermes Ronchi

Come aiutare i ragazzi a fare esperienza di Dio. Incontro con padre Ermes Ronchi

Padre Ermes Ronchi incontrerà le catechiste pratesi e non solo. Si conclude così, con una meditazione del noto ed apprezzatissimo presbitero e teologo dell’Ordine dei Servi di Maria, il calendario di appuntamenti promossi dall’Ufficio catechistico diocesano guidato da don Carlo Geraci.

 

In ottemperanza alle normative anticontagio l’incontro, che inizialmente si sarebbe dovuto tenere in presenza, verrà svolto in modalità online, sulla pagina YouTube della parrocchia di Santa Maria della Pietà. L’appuntamento è per venerdì 19 marzo le ore 21,15. Sarà presente anche il vescovo Giovanni Nerbini.

 

Per l’occasione padre Ermes Ronchi parlerà, ai catechisti ed a coloro che desiderano seguire l’incontro, dell’esperienza di Dio e di come aiutare i ragazzi a vivere questa esperienza. Tutti possono partecipare.

 

Padre Ermes Ronchi è un volto conosciuto in tv, infatti da novembre 2009 al 2014 ha sostituito Raniero Cantalamessa nella conduzione della rubrica «Le ragioni della Speranza» all’interno del programma di cultura cattolica «A sua immagine». La conduzione di padre Ronchi ha associato il commento del Vangelo alla visita di una comunità di ispirazione religiosa ed ogni puntata si concludeva con una poesia devozionale dei più vari autori. È autore di numerosi libri su temi biblici e spirituali; collabora inoltre con diverse testate giornalistiche, tra cui l’Avvenire.