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L’arte del fidanzamento, ciclo di incontri a Vergaio

Il gruppo Missione Tenerezza, della diocesi di Prato, organizza un percorso per accompagnare i fidanzati ad approfondire la conoscenza reciproca, a vivere la «tenerezza» come fondamento della  vita di coppia, a costruire e far maturare in modo profondo il loro rapporto d’amore, alla luce dell’amore totale che ci ha donato Cristo.

 

Questi  incontri sono rivolti alle coppie che desiderano far crescere e vogliono verificare il loro cammino.

Per informazioni ed iscrizioni, inviare una mail (con recapito telefonico) a: fidanzatiincamminoprato@gmail.com

Gli incontri si tengono ogni 15 giorni presso il centro pastorale della parrocchia di Vergaio (via di Vergaio, 14 Prato).

 

«Lo guardò e lo amò», riprende il cammino vocazionale per giovani

Riprendono  gli appuntamenti del cammino vocazionale proposto dal Centro diocesano guidato da don Alessandro Magherini. Il tema del percorso è «Lo guardò e lo amò» ed è rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni disponibili ad approfondire la conoscenza di se stessi e il rapporto con Dio in modo da poter costruire una vita in pienezza. «Questo cammino può interessare ragazzi e ragazze con una fede già abbastanza vivace – spiega don Alessandro Magherini – e che desiderano crescere in modo ulteriore nel loro rapporto con Dio e nella loro vita cristiana, e quindi sono disposti a porsi la domanda su che cosa il Signore voglia proporre loro per seguirlo e spendere con Lui la loro vita. Si tratta perciò di aiutare a capire la propria personale vocazione, cioè la propria autentica identità, e quindi la propria missione nella Chiesa e nel mondo». Don Magherini precisa che il percorso non è indirizzato esclusivamente verso una vocazione religiosa, ma «ha uno sguardo aperto a 360 gradi, disponibile a una scelta cristiana di qualsiasi tipo».

 

 

Vivere un cammino vocazionale di questo tipo in un normale gruppo giovanile parrocchiale o associativo non è sempre agevole, per questo motivo la Diocesi offre ai giovani interessati un possibile aiuto per camminare verso questi obiettivi «vocazionali». «I ragazzi che vorranno provare ad aderire a questa proposta ovviamente porteranno avanti ancora il loro cammino di gruppo e gli impegni di servizio assunti in parrocchia o altrove», dice ancora don Alessandro, che aggiunge: «Se i sacerdoti o gli animatori dei vari gruppi conoscono ragazzi o ragazze che potrebbero essere interessati a questo percorso, vi chiediamo di far loro presente questa possibilità».

 

 

«Lo guardò e lo amò» inizia venerdì 28 gennaio alle ore 21, e si svolge negli ambienti del Seminario, che offrono la possibilità di un clima calmo e tranquillo. Per informazioni: don Alessandro (338-8909382), suor Isabella (333-6154837), Paolo e Stefania (335-6338832).

 

N.B. per motivi legati alla situazione pandemica è stato deciso di annullare l’incontro del 16 gennaio e di cominciare direttamente dal secondo incontro in programma: il 28 gennaio.

 

 

 

Settimana teologica: quattro incontri sul Battesimo

Sarà monsignor Erio Castellucci a chiudere la Settimana teologica diocesana sul tema del battesimo come «sorgente e fondamento della vita cristiana». L’arcivescovo di Modena – Nonantola, vescovo di Carpi e vice presidente della Cei è stato invitato a parlare da monsignor Basilio Petrà, curatore dell’iniziativa, per approfondire la centralità del battesimo e la sua attualità permanente. Sarà anche l’occasione per parlare del cammino sinodale della Chiesa perché monsignor Castellucci è consultore della Segreteria del Sinodo ed è uno dei vescovi più impegnati su questo fronte. «Quella che abbiamo organizzato sarà una Settimana teologica diversa dalle altre – spiega mons. Petrà – perché è stata pensata in particolare per i laici impegnati. La tematica del battesimo come sorgente della nostra vita è uno dei punti che caratterizzano il piano pastorale del vescovo Giovanni».

 

Ecco il calendario con tutti gli appuntamenti che si svolono al mattino nell’antico refettorio di San Domenico con inizio alle 9,30, tranne l’incontro con mons. Castellucci che sarà alle 21 nella chiesa di San Domenico.

 

Lunedì 10 gennaio, al mattino: Il battesimo nel Nuovo Testamento. Relatrice: dottoressa Angela Tonini, Docente della Scuola Diocesana di Teologia (Prato).

Martedì 11 gennaio, al mattino: Il battesimo nella storia della Chiesa e della liturgia. Relatore: don Luigi Girardi, Preside dell’Istituto di Teologia Pastorale Santa Giustina (Padova).

Mercoledì 12 gennaio, al mattino: La liturgia battesimale odierna: riflessioni teologico-pastorali. Relatore: don Paolo Tomatis, docente di Liturgia e Sacramentaria fondamentale alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, Sezione di Torino.

Mercoledì 12 gennaio, alla sera: Siamo stati generati ad una vita nuova. Relatore: mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena – Nonantola, Vescovo di Carpi, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Catechesi del vescovo Giovanni ai ragazzi del catechismo. Appuntamento in San Domenico

Torna la catechesi d’Avvento del vescovo Giovanni ai ragazzi del catechismo e ai loro genitori. Dopo lo stop dello scorso anno dovuto alla pandemia, l’Ufficio catechistico ha organizzato il tradizionale incontro in preparazione al Natale per tutti i bambini e le bambine delle parrocchie. L’appuntamento è per sabato 4 dicembre alle ore 10 nella chiesa di San Domenico, una delle più grandi della Diocesi, capace di contenere nel rispetto delle norme sulla sicurezza il maggior numero di persone. Al termine della catechesi ci sarà la benedizione dei Bambinelli da sistemare nel presepe.

 

Nel 2020 il vescovo Giovanni parlò a una rappresentanza dei ragazzi del catechismo e l’incontro fu trasmesso in diretta tv e in streaming dalla cattedrale. Era appena passato il picco della «seconda ondata» e le restrizioni in vigore erano molte. «Oggi ci sentiamo di poter tornare a incontrarci, naturalmente nel rispetto delle norme in vigore – dice don Carlo Geraci, direttore dell’Ufficio catechistico –; anche negli anni passati questo appuntamento è sempre stato molto sentito e partecipato».

 

Intanto sul nostro sito è possibile scaricare il sussidio per vivere l’Avvento in parrocchia, ma anche in famiglia. La proposta è quella di narrare, ascoltare e donare. «Si invitano i genitori a ritagliarsi dei momenti di riflessione e condivisione da passare in famiglia», conclude don Geraci.

Torna il catechismo. Il primo invito: facciamolo in presenza

Con l’avvio del nuovo anno pastorale riprende anche il catechismo. L’invito è a tenere le lezioni in presenza, attenendosi scrupolosamente all’apposito protocollo di sicurezza, ma ogni parrocchia potrà valutare altre modalità.

 

Sabato 25 settembre alle ore 9,30 in San Domenico il vescovo Giovanni Nerbini conferirà il mandato ai catechisti.
Anche quest’anno l’ufficio catechistico diocesano, in accordo col Vescovo e col supporto della Curia, ha adottato lo stesso protocollo di sicurezza dello scorso anno per lo svolgimento delle lezioni con bambini e ragazzi. Protocollo che resterà in vigore fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza. L’icona scelta ha come slogan la scritta Un cammino ricco di esperienze… di Dio.

 

 

Come previsto dal protocollo, le famiglie devono sottoscrivere un Patto di Corresponsabilità con la parrocchia per il rispetto delle regole ai fini del contrasto della diffusione del virus. Capitolo a parte sul Green Pass. I vescovi italiani chiamano tutti alla responsabilità e alla prudenza. Anche se, come si legge nel protocollo, la normativa civile attuale non prevede l’obbligo vaccinale né richiede la certificazione verde per partecipare alle celebrazioni, processioni e attività pastorali in senso stretto, l’appello a vaccinarsi è una priorità della Chiesa. I luoghi della catechesi dovranno essere idonei per garantire il distanziamento interpersonale di sicurezza; fondamentali poi saranno l’igienizzazione delle mani, così come quella dei locali. Ogni parrocchia dovrà avere dei registri per segnare le presenze dei ragazzi, degli operatori della catechesi e degli eventuali visitatori. È vietato l’accesso a coloro che presentano sintomi influenzali, difficoltà respiratorie, temperatura corporea superiore a 37,5° C. All’ingresso dei locali non sarà rilevata la temperatura corporea ai ragazzi e agli operatori della catechesi. Il rispetto di queste norme rimane nella responsabilità dei genitori dei ragazzi o di chi ne ha la potestà genitoriale e degli operatori della catechesi. È inoltre obbligatorio indossare sempre la mascherina (sono esentati i bambini che sono ancora nel sesto anno di età). La mascherina non sarà obbligatoria al chiuso se il gruppo dei partecipanti e i catechisti hanno tutti il certificato verde Covid-19. All’aperto non c’è obbligo di indossare la mascherina, sarà necessario farlo in caso di mancanza del distanziamento di sicurezza.

 

Il protocollo di sicurezza e tutti i documenti necessari per l’attivazione del catechismo sono scaricabili qui sotto.

 

 

Il protocollo per l’anno catechistico 2021-2022

 

Qui la lettera del Vescovo ai catechisti

 

Qui il materiale per il catechismo 2021-2022 (protocollo, modulo iscrizioni, cartellonistica…)

«Noi ci siamo». La Chiesa di Prato in dialogo con le persone omosessuali

«Noi ci siamo». Con questa semplice comunicazione la Diocesi di Prato intende offrire accoglienza e ascolto alle persone omosessuali che desiderano avere un dialogo e un confronto con la Chiesa. Questo servizio di accompagnamento pastorale era già stato annunciato nei mesi scorsi, il vescovo Giovanni Nerbini fin dal suo arrivo a Prato, nel settembre di due anni fa, aveva anticipato l’intenzione di dar vita a una iniziativa dedicata a fede e omosessualità. «Prima a queste persone si diceva: “Mi spiace, la Chiesa dice questo”. Invece credo che, prima di rispondere così, occorra dire: “Dio ti vuole bene, non sei un biscotto bruciato, perché per il Signore tutti i biscotti sono buoni”», disse monsignor Nerbini parlando durante il suo primo convegno pastorale da Vescovo.

 

Del servizio, possiamo chiamarlo così, simile a quelli promossi nei vari ambiti della pastorale, si occuperà monsignor Basilio Petrà, sacerdote diocesano, preside della Facoltà teologica dell’Italia centrale e tra i massimi esperti di teologia morale. «È da molto tempo che la Diocesi di Prato aveva in mente di fare qualcosa del genere – spiega monsignor Petrà – e l’impulso decisivo è stato Amoris Laetitia di papa Francesco dove è scritto che “ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”». La Chiesa pratese dunque si inserisce in questa direzione: «quella di accompagnare le persone omosessuali perché possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita», sottolinea mons. Petrà.

 

Chi può rivolgersi al servizio. «Chiunque desidera mettersi in contatto con me per condividere pensieri, per chiarire il rapporto tra la fede e la propria condizione, o semplicemente per parlare del proprio modo di vivere la fede, può scrivere una email e così potremo iniziare un rapporto di conoscenza reciproca», dice mons. Petrà.
L’indirizzo email è noicisiamo@diocesiprato.it, un canale di comunicazione gestito direttamente dal sacerdote incaricato del servizio. L’idea del Vescovo è anche quella di aprire questo luogo di ascolto e accoglienza anche ai genitori con figli omosessuali e a chiunque desidera avere un colloquio o uno scambio con i rappresentanti della Chiesa per conoscere e approfondire la condizione omosessuale.

 

 

Benedizione delle famiglie, il Vescovo scrive ai parroci: «Facciamola con modalità di emergenza»

«Studiamo la possibilità di effettuare la benedizione nelle famiglie con modalità di emergenza». È l’invito che il vescovo di Prato Giovanni Nerbini fa ai sacerdoti della diocesi.

Tradizionalmente in questo periodo dell’anno, particolarmente in Quaresima, i parroci sono impegnati nella visita nelle case per compiere la benedizione delle famiglie, un gesto molto atteso dai fedeli perché rinnova il legame tra il pastore e la sua comunità.

In una nota la Conferenza episcopale toscana ha evidenziato che questo gesto pastorale «non potrà essere compiuto quest’anno, in questi mesi, nella consueta modalità di visita nelle case». Ma allo stesso tempo i vescovi della Toscana hanno auspicato «modalità nuove che ne permettano l’attuazione in forma comunitaria che salvaguardi il distanziamento». Per questo il vescovo Nerbini ha rilanciato tra i sacerdoti pratesi tale richiesta in modo da non cancellare del tutto la tradizione. «Per esempio – ha scritto il Presule in una lettera inviata al clero – il sacerdote potrebbe fermarsi immediatamente fuori dalla porta di casa con le persone presenti che ritrovano all’ingresso». Oppure una possibilità potrebbe essere quella di «ipotizzare un periodo immediatamente successivo alla Pasqua» per lo svolgimento delle benedizioni.

Nei recenti incontri tenuti con i sacerdoti a livello vicariale il Vescovo ha potuto raccogliere il disagio di molti parroci per «la mancanza di questo momento qualificante della vita pastorale delle nostre comunità», da qui la richiesta indirizzata al clero di provare a vivere la benedizione delle famiglie nel rispetto delle norme anticontagio.

Avvento, le schede della Pastorale giovanile per le parrocchie

«Speranza». È il tema principale che guiderà il cammino pensato dalla Pastorale Giovanile della Diocesi in preparazione al Natale. Con il vescovo Giovanni Nerbini, la nuova equipe di Pastorale Giovanile guidata da don Marco Degli Angeli ha, infatti, pensato di proporre a tutti i parroci, agli animatori dei gruppi giovani e alle realtà collegate, un cammino comune in vista del Santo Natale.
E così a partire dalla prima settimana di Avvento l’equipe invita i vari gruppi a fare con i ragazzi un momento di riflessione con il materiale che di settimana in settimana verrà inviato loro.
Tutti sono poi chiamati a partecipare, attraverso i canali social della Pastorale Giovanile, alla veglia di preghiera che si terrà il 19 dicembre in Cattedrale col vescovo Nerbini. La veglia si terrà a porte chiuse ma tutti potranno seguirla in streaming. Infine, la Pastorale Giovanile invita parroci, animatori e varie realtà collegate a suggerire ai ragazzi un gesto di carità da fare durante l’Avvento.

 

Per quanto riguarda la scheda che verrà inviata settimanalmente alle varie realtà, questa è composta da quattro sezioni: un brano biblico, la biografia di un personaggio legato a ciò che è stato proposto come Parola di Dio, una video-testimonianza e una citazione o un’immagine come spunto di riflessione. La scheda si chiude poi con una parola chiave per accompagnare i ragazzi durante la settimana, nonchè le parole di papa Francesco a commento di quest’ultima. Un materiale fruibile anche in modalità digitale pensato proprio per supportare i gruppi giovani che hanno difficoltà in questo periodo a organizzare incontri.
Nella scheda della prima settimana di Avvento è presente un brano tratto dal vangelo di Luca, la biografia di don Oreste Benzi e una sua testimonianza e, come parola chiave, commentata dal Papa, «vegliare». Il materiale è pubblicato sul sito della Diocesi.

 

Scheda per la seconda settimana di Avvento

 

Scheda per la terza settimana d’Avvento

 

Scheda per la quarta settimana d’Avvento

 

«Sicuri, dietro di me». Riparte il catechismo in parrocchia

L’Ufficio catechistico diocesano, in accordo con il Vescovo e con il supporto della Curia, ha predisposto un protocollo di sicurezza per lo svolgimento delle «lezioni» con bambini e ragazzi.
«Sicuri dietro di me» è il nome scelto per questo protocollo che ha come punti di riferimento i decreti del Governo, le circolari del Ministero dell’Istruzione e le disposizioni della Cei.

 
La base di partenza per far ripartire il catechismo è il patto di corresponsabilità che dovrà essere firmato dai genitori. «Le parrocchie daranno adeguata comunicazione alle famiglie su come si svolgerà la catechesi nei propri ambienti e sulle misure previste per evitare i rischi del contagio – spiega il direttore dell’ufficio don Carlo Geraci – poi ci sono delle richieste: non mandare il figlio se ha la febbre o sintomi influenzali e fargli indossare le mascherina. Se i genitori sono d’accordo e si impegnano a rispettare le prescrizioni dovranno firmare il patto».

 
Una lezione tipo. Il bambino, in salute e munito di mascherina, dovrà igienizzarsi le mani all’ingresso dei locali parrocchiali. I genitori non potranno entrare nelle aule, se possibile sarebbe utile prevedere delle stanze per l’accoglienza. Anche i catechisti dovranno indossare la mascherina – per tutta la durata dell’incontro come i ragazzi – e non avere febbre o sintomi influenzali. I presenti saranno annotati su un registro. In tutto i registri sono tre, perché a quello delle presenze dei bambini si aggiunge quello di eventuali visitatori degli ambienti del catechismo (un genitore che per qualche motivo deve entrare nei locali oppure un tecnico o qualcuno chiamato a fare un lavoro di riparazione) e anche un registro nel quale segnare le attività di pulizia e igienizzazione, di stanze e bagni, compiute al termine di ogni incontro con il nome chi li ha effettuate.

 
L’organizzazione degli spazi. Così come a scuola e nei locali pubblici, anche in parrocchia occorre che ci sia la distanza di un metro tra le persone (più precisamente da bocca a bocca). Quindi ogni parrocchia è chiamata a fare una analisi dei propri spazi e a calcolare quante persone possono stare in ogni stanza. Individuato il numero massimo si potrà capire la composizione delle classi e gli orari di presenza. Tenendo presente che per evitare assembramenti sono richiesti ingressi e uscite scaglionate. È bene che le stanze siano finestrate e areate.

 
Il protocollo «Sicuri dietro di me» e tutti i documenti necessari per l’attivazione del catechismo secondo le prescrizioni anti Covid sono scaricabili qui sotto.

 

 

Protocollo Catechismo

 

Linee guida ripartiamo insieme

 

Patto di corresponsabilità (aggiornato al 16 settembre) Versione pdf

 

modulo di iscrizione al catechismo 2020-2021 – versione pdf

 

cartellonistica

 

registro presenze – versione pdf

 

registro visitatori – versione pdf

 

registro pulizia catechismo – versione pdf

 

Autocertificazione misurazione autonoma temperaturaversione pdf

 

Modulo liberatoria aiuto catechisti versione pdf

 

Patto di responsabilità tra volontari e parrocchiaversione pdf

 

 

 

 

Per spiegare il protocollo di sicurezza predisposto dall’Ufficio catechistico sono stati organizzati degli incontri di formazione divisi per vicariati. Sotto il calendario con tutti gli appuntamenti

 

 

 

 

Massimo Carlesi nuovo direttore della Caritas diocesana. Entrerà in carica il primo ottobre

Massimo Carlesi è il nuovo direttore della Caritas diocesana di Prato. Il vescovo Giovanni Nerbini lo ha nominato firmando il decreto che entrerà in vigore a partire dal primo ottobre. Fino a quella data ci sarà il passaggio di consegne con l’attuale responsabile Idalia Venco.

 

Ex bancario, andato recentemente in pensione, Carlesi ha 64 anni ed è un volto noto in città per aver ricoperto importanti incarichi istituzionali e ruoli di responsabilità in diocesi.
Sul fronte dell’impegno politico lo ricordiamo come assessore alla mobilità dal 2001 al 2005 nella giunta Mattei, consigliere comunale nel corso di molte legislature e presidente della Circoscrizione sud negli anni Novanta. Era stato eletto in Consiglio comunale anche alle scorse elezioni amministrative ma poi ha deciso di dimettersi per motivi familiari.
All’interno della comunità ecclesiale il suo impegno è iniziato nella parrocchia di San Pietro a Grignano, dove si è occupato a lungo del gruppo missionario, e poi, a livello diocesano, è stato vice presidente del Consiglio pastorale in un momento molto importante per la Chiesa di Prato: quello del passaggio tra monsignor Pietro Fiordelli, primo vescovo residenziale, e monsignor Gastone Simoni, che gli confermò l’incarico.

 

Massimo Carlesi è stato per molto tempo attivo all’interno della Misericordia e nel 1989 è stato tra i fondatori della sezione di Grignano, di cui è stato il primo presidente fino al 1995.
È sposato da 41 anni con Manuela, ha due figlie, Irene e Lidia ed è nonno di due nipoti.

 

Carlesi è chiamato a raccogliere una eredità importante, quella di Idalia Venco, che ha guidato la Caritas per 13 anni ed è stata membro vivo del braccio operativo della diocesi per ben 32 anni.