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«Sicuri, dietro di me». Riparte il catechismo in parrocchia

L’Ufficio catechistico diocesano, in accordo con il Vescovo e con il supporto della Curia, ha predisposto un protocollo di sicurezza per lo svolgimento delle «lezioni» con bambini e ragazzi.

 
«Sicuri dietro di me» è il nome scelto per questo protocollo che ha come punti di riferimento i decreti del Governo, le circolari del Ministero dell’Istruzione e le disposizioni della Cei.
La base di partenza per far ripartire il catechismo è il patto di corresponsabilità che dovrà essere firmato dai genitori. «Le parrocchie daranno adeguata comunicazione alle famiglie su come si svolgerà la catechesi nei propri ambienti e sulle misure previste per evitare i rischi del contagio – spiega il direttore dell’ufficio don Carlo Geraci – poi ci sono delle richieste: non mandare il figlio se ha la febbre o sintomi influenzali e fargli indossare le mascherina. Se i genitori sono d’accordo e si impegnano a rispettare le prescrizioni dovranno firmare il patto».

 
Una lezione tipo. Il bambino, in salute e munito di mascherina, dovrà igienizzarsi le mani all’ingresso dei locali parrocchiali. I genitori non potranno entrare nelle aule, se possibile sarebbe utile prevedere delle stanze per l’accoglienza. Anche i catechisti dovranno indossare la mascherina – per tutta la durata dell’incontro come i ragazzi – e non avere febbre o sintomi influenzali. I presenti saranno annotati su un registro. In tutto i registri sono tre, perché a quello delle presenze dei bambini si aggiunge quello di eventuali visitatori degli ambienti del catechismo (un genitore che per qualche motivo deve entrare nei locali oppure un tecnico o qualcuno chiamato a fare un lavoro di riparazione) e anche un registro nel quale segnare le attività di pulizia e igienizzazione, di stanze e bagni, compiute al termine di ogni incontro con il nome chi li ha effettuate.

 
L’organizzazione degli spazi. Così come a scuola e nei locali pubblici, anche in parrocchia occorre che ci sia la distanza di un metro tra le persone (più precisamente da bocca a bocca). Quindi ogni parrocchia è chiamata a fare una analisi dei propri spazi e a calcolare quante persone possono stare in ogni stanza. Individuato il numero massimo si potrà capire la composizione delle classi e gli orari di presenza. Tenendo presente che per evitare assembramenti sono richiesti ingressi e uscite scaglionate. È bene che le stanze siano finestrate e areate.

 
Il protocollo «Sicuri dietro di me» e tutti i documenti necessari per l’attivazione del catechismo secondo le prescrizioni anti Covid sono scaricabili qui sotto.

 

 

Protocollo Catechismo

 

Linee guida ripartiamo insieme

 

Patto di corresponsabilità (aggiornato al 16 settembre)

 

modulo di iscrizione al catechismo 2020-2021

 

cartellonistica

 

registro presenze

 

registro visitatori

 

registrato pulizia catechismo

 

Per spiegare il protocollo di sicurezza predisposto dall’Ufficio catechistico sono stati organizzati degli incontri di formazione divisi per vicariati. Sotto il calendario con tutti gli appuntamenti

 

 

 

 

Massimo Carlesi nuovo direttore della Caritas diocesana. Entrerà in carica il primo ottobre

Massimo Carlesi è il nuovo direttore della Caritas diocesana di Prato. Il vescovo Giovanni Nerbini lo ha nominato firmando il decreto che entrerà in vigore a partire dal primo ottobre. Fino a quella data ci sarà il passaggio di consegne con l’attuale responsabile Idalia Venco.

 

Ex bancario, andato recentemente in pensione, Carlesi ha 64 anni ed è un volto noto in città per aver ricoperto importanti incarichi istituzionali e ruoli di responsabilità in diocesi.
Sul fronte dell’impegno politico lo ricordiamo come assessore alla mobilità dal 2001 al 2005 nella giunta Mattei, consigliere comunale nel corso di molte legislature e presidente della Circoscrizione sud negli anni Novanta. Era stato eletto in Consiglio comunale anche alle scorse elezioni amministrative ma poi ha deciso di dimettersi per motivi familiari.
All’interno della comunità ecclesiale il suo impegno è iniziato nella parrocchia di San Pietro a Grignano, dove si è occupato a lungo del gruppo missionario, e poi, a livello diocesano, è stato vice presidente del Consiglio pastorale in un momento molto importante per la Chiesa di Prato: quello del passaggio tra monsignor Pietro Fiordelli, primo vescovo residenziale, e monsignor Gastone Simoni, che gli confermò l’incarico.

 

Massimo Carlesi è stato per molto tempo attivo all’interno della Misericordia e nel 1989 è stato tra i fondatori della sezione di Grignano, di cui è stato il primo presidente fino al 1995.
È sposato da 41 anni con Manuela, ha due figlie, Irene e Lidia ed è nonno di due nipoti.

 

Carlesi è chiamato a raccogliere una eredità importante, quella di Idalia Venco, che ha guidato la Caritas per 13 anni ed è stata membro vivo del braccio operativo della diocesi per ben 32 anni.

Termina «Pronto Prete» l’assistenza spirituale al telefono durante il lockdown

Termina «Pronto Prete», il servizio messo a disposizione dalla Diocesi di Prato nella prima fase dell’emergenza coronavirus, volto a mettere in comunicazione i sacerdoti con tutte le persone desiderose di avere un colloquio spirituale durante la fase di lockdown. Un servizio prezioso di ascolto e di supporto per aiutare le persone a vivere al meglio il periodo in cui tutti eravamo costretti a restare a casa e le celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo erano sospese. Un dialogo aperto incentrato sull’ascolto reciproco, rivolto a tutti, credenti e non credenti.

Il numero verde 800.401.052, gratuito, è stato attivato giovedì 8 aprile in tre fasce orarie (10-12, 16-18 e 21-23) ed è rimasto in funzione nei giorni feriali fino a ieri, venerdì 12 giugno. Sette i sacerdoti della Diocesi che si sono messi a disposizione, 138 le chiamate pervenute da tutta Italia, dal nord al sud, isole comprese, per una media di 657 minuti di conversazioni al mese. Ad aprile sono arrivate 81 chiamate per un totale di 838 minuti; 39 le telefonate arrivate a maggio, per 476 minuti; 18 invece a giugno, per un totale di 231 minuti.

Qualcuno ha chiesto consigli su come pregare perché non riusciva a farlo da solo, qualcun altro invece era desideroso di ricevere la benedizione attraverso il telefono. C’è chi poi chi «ha chiesto di essere confessato, ma per telefono questo non è possibile», spiega uno dei sette sacerdoti che hanno svolto il servizio. Tra i motivi delle telefonate anche la richiesta di un consulto per affrontare problematiche relative al mondo familiare o del lavoro, ma anche della fede, in particolare molti hanno sottolineato di vivere con disagio il non potersi accostare ai sacramenti. Per tutti c’è stato ascolto, dialogo e disponibilità a recitare insieme una preghiera.

Sospesa la celebrazione di Prime Comunioni e Cresime

I Vescovi della Toscana hanno stabilito di rinviare le celebrazioni delle Prime Comunioni e Cresime. Non sapendo quanto ancora andrà avanti l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, la Conferenza episcopale toscana ha deciso di sospendere l’amministrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana per bambini e ragazzi che solitamente si svolgono nelle parrocchie nel periodo di giugno e luglio.

 

Il vescovo di Prato Giovanni Nerbini ha comunicato la disposizione al clero diocesano sottolineando che la sospensione sarà valida fino a quando resteranno in vigore le prescrizioni stabilite dal Governo.

 

Ugualmente è stato deciso dai Vescovi che queste limitazioni valgono anche per la celebrazione di Matrimoni, Battesimi e Funerali.

Settimana teologica 2020. Disponibile il materiale sul tema “Fine della vita nella società contemporanea”

Si è conclusa la Settimana teologica dedicata al tema del fine vita. La discussione incentrata primariamente sullo studio delle problematiche etiche e pastorali, attraverso l’ascolto, il dialogo e il confronto con gli studiosi coinvolti; arricchito dalla presentazione delle loro ricerche e dalla testimonianza di medici ed educatori.

Attorno alle questioni del “prolungamento del fine vita” e della “eutanasia e suicidio assistito”, si sono confrontati rispettivamente:  il dottor Guido Miccinesi, medico epidemiologo, specialista in psichiatria e statistica (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica: Ispro) e  padre Maurizio Faggioni, Ofm, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e ordinario di Bioetica presso l’Accademia Alfonsiana (Roma).

Interventi anche dell’avvocato Andrea Parigi, presidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici di Prato, che tratterà «La legislazione italiana sul fine vita» e di padre Guidalberto Bormolini, della Comunità dei Ricostruttori nella preghiera, presbitero della Chiesa di Prato, docente al Master «End life» dell’Università di Padova, che si soffermerà su «L’accompagnamento pastorale e spirituale del fine vita».

Si aprono qui inedite prospettive per una rinnovata considerazione della pietà, della misericordia, ma anche della speranza oltre la vita.

 

In allegato si riportano i materiali, in formato PDF ed MP3,  di discussione dei relatori e l’articolo di Toscana Oggi riguardante il tema

lezione 1 – Guido Miccinesi

lezione 2 – Guido Miccinesi

eutanasia e suicidio assistito – Maurizio Faggioni

 

Intervento a cura dell’Avv. Parigi

 

Intervento a cura di padre Guidalberto Bormolini

 

L’articolo dedicato al medico e diacono Miccinesi riguardante le cure palliative

articolo Guido Miccinesi – Toscana Oggi

La Lectio Divina del vescovo Giovanni nei sette vicariati

Istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuit illis dello scorso settembre, il 26 gennaio la Chiesa ha celebrato per la prima volta la Domenica della Parola di Dio. L’iniziativa ha lo scopo di ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione. Papa Francesco ha stabilito che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario dell’Anno liturgico che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra Ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per sottolineare anche il grande valore ecumenico di questo appuntamento.

 

A Prato il vescovo Giovanni andrà in ciascuno dei sette vicariati a tenere una Lectio Divina. Ecco le date con gli appuntamenti in programma.

 

Mercoledì 12 febbraio, alle 21, per il vicariato centro nel salone parrocchiale di Sant’Agostino. Lunedì 17 febbraio, alle 21, per il vicariato sud-est, presso la parrocchia di S. Pio X; martedì 18, ore 21, zona nord, a Galcetello; giovedì 20, ore 21, vicariato est, alla Resurrezione; lunedì 24, ore 21, zona sud-ovest, a Reggiana; lunedì 2 marzo, ore 21, vicariato Valbisenzio. Da definire l’incontro con la zona ovest.

Avvento, online il sussidio dell’Ufficio catechistico diocesano

Con l’avvicinarsi dell’Avvento, l’Ufficio Catechistico Diocesano propone un cammino da fare con i ragazzi. Si tratta di un itinerario costituito da tre sezioni: una metodologica, una catechetica e una alla scoperta della nostra città.

 

Nella sezione metodologica, rivolta ai formatori e ai catechisti, è indicata la parola chiave che guida la riflessione proposta per ogni domenica e, inoltre, si danno delle indicazioni per intendere in modo corretto il significato attribuito alla Parola. Nella sezione catechetica (rivolta ai bambini e ai giovani) si parla del personaggio che incarna la parola chiave di ogni domenica e, a partire da essa, proporre una piccola catechesi. Nella sezione alla scoperta della città vengono individuati luoghi, oggetti, e quant’altro è legato alla Parola Chiave. Per ogni domenica vengono suggeriti anche filmati, canzoni, storie da utilizzare.

 

L’invito è quello di visitare con i ragazzi (e magari con le loro famiglie) i luoghi che vengono citati nella sezione «nella nostra città». Gli appuntamenti (ideati e curati dalla cooperativa Prato Cultura) si trovano in fondo al sussidio.

 

Per informazioni 340-5101749; email: artemiaprato@gmail.com

 

«Lo guardò e lo amò», le proposte del Centro diocesano vocazioni

«Lo guardò e lo amò» è il titolo del ciclo di catechesi proposto quest’anno dal Centro diocesano vocazioni. Si tratta di un percorso per giovani dai 18 ai 35 anni attraverso il quale approfondire la conoscenza di sé e del Signore per giungere a un discernimento profondo della propria vocazione cristiana.

 

Sono previsti sei incontri, sempre presso il Seminario in via del Seminario 32. Si comincia nel pomeriggio di domenica 10 novembre. Gli altri appuntamenti in scaletta sono venerdì 22 novembre, domenica 8 dicembre, venerdì 13 dicembre, venerdì 17 gennaio e venerdì 31 gennaio. Gli incontri domenicali inizieranno sempre alle 15 per terminare alle 19, mentre quelli del venerdì sono programmati la sera alle 21. Sabato 15 e domenica 16 febbraio 2020 è in calendario il ritiro finale che sarà incentrato sulla figura di Abramo.

 

Questo cammino di discernimento, che ha avuto ottime risposte già nella passata annata con una nutrita partecipazione, è guidato da don Alessandro Magherini, parroco di Tobbiana e direttore del Centro diocesano vocazioni, che è coadiuvato da un gruppo di una decina di collaboratori composto da sacerdoti, suore, diaconi e laici.

 

 

Anno catechistico al via, le proposte dell’Ufficio e gli incontri con il Vescovo

L’inizio dell’anno catechistico inizierà con il mandato del vescovo Giovanni a tutti i catechisti della diocesi. L’appuntamento è per sabato 5 ottobre in cattedrale: alle ore 9,30 monsignor Nerbini parlerà ai presenti e poi alle 11 è in programma la celebrazione della messa. A seguire tutti i catechisti sono invitati al pranzo comunitario allestito nel salone vescovile. «Sarà un momento importante, avremo modo di ascoltare la parola del vescovo Giovanni e di ricevere il mandato per la catechesi, non solo per chi si interessa nell’iniziazione cristiana dei ragazzi, ma anche per tutti gli altri catechisti ed evangelizzatori», dice il direttore dell’ufficio catechistico don Carlo Geraci.

 
Già stilato il programma con tutti gli appuntamenti dell’anno (clicca qui per scaricarlo). Confermati i momenti di formazione sulla Parola dedicati alla lettura dei Vangeli. Quest’anno è il turno dell’evangelista Giovanni, gli incontri sono cinque e una sera sarà il Vescovo a tenere la lectio divina ai catechisti. I corsi in calendario sono due: uno per le parrocchie della città e uno per quelle della Valle del Bisenzio. A Prato si comincia lunedì 21 ottobre alle 21,15 nella chiesa di Sant’Antonio a Reggiana (le altre sere sono il 28 ottobre, l’11 e il 18 novembre; la lectio del Vescovo è il 26 novembre). In Vallata il primo incontro è martedì 22 ottobre alle 21,15 alla parrocchia di Vaiano, gli altri sono: il 29 ottobre, il 12 e il 19 novembre; mentre la lectio divina del Vescovo ci sarà il 27 novembre.

 
Continua il cammino di catechesi per i ragazzi con difficoltà cognitive, una speciale equipe dell’ufficio ha messo a punto il secondo volume del percorso realizzato con la comunicazione aumentativa alternativa, dedicato in particolare alla preparazione alla prima confessione. Il progetto verrà presentato sabato 9 novembre alle 16 alla parrocchia di Santa Maria della Pietà, dove si parlerà di catechesi e persone disabili alla presenza del Vescovo e don Andrea Bonsignori, direttore della scuola Cottolengo a Torino. Nel mese di dicembre torna il concorso dei presepi e a breve verranno lanciate altre iniziative di cui daremo conto nei prossimi numeri del giornale. Infine segnaliamo che l’equipe dell’ufficio anche quest’anno sarà presente alla Libreria Cattolica per aiutare i catechisti nella scelta del materiale da usare nel corso dell’anno. Le date sono: sabato 28 settembre dalle 10 alle 12,30 e martedì primo ottobre e venerdì 4 dalle 17 alle 19.

 

 

Richieste di aiuto alla Caritas: siamo tornati agli anni della crisi. Presentato il rapporto sulle povertà 2019

Aumentano le persone che si rivolgono alla Caritas di Prato e ai centri di ascolto territoriali. Siamo tornati ai numeri registrati dieci anni fa, durante il difficile periodo della crisi economica. Secondo il rapporto diocesano sulle povertà 2019, che si riferisce ai dati raccolti lo scorso anno, sono stati 3187 coloro che hanno chiesto un aiuto, principalmente di tipo economico. L’incremento è del +11% rispetto all’anno precedente. E contando una media di 2,5 componenti a nucleo familiare possiamo dire che nel 2018 la Caritas ha seguito circa 8mila persone. «Questo non significa che sia tornata la crisi economica – ha osservato la direttrice della Caritas Idalia Venco – perché il lavoro c’è, solo che si tratta di occupazioni precarie che non permettono alle famiglie di guardare al futuro con serenità».

 

Il rapporto è stato presentato e commentato questo pomeriggio, giovedì 19 settembre, in palazzo vescovile. I dati, illustrati Massimiliano Lotti, referente dell’osservatorio Caritas, sono quelli raccolti dal sistema Mirod – messa in rete degli osservatori diocesani – composto da 22 punti di ascolto di cui: 15 Caritas parrocchiali, una conferenza San Vincenzo, tre gruppi di Volontariato vincenziano, Associazione Giorgio La Pira, Ambulatorio stranieri temporaneamente presenti del centro sanitario Giovannini e Caritas diocesana.

 

Il messaggio che vuol far passare la Caritas nel fare il punto sulla povertà a Prato è quello di «fare rete» e non soltanto tra le istituzioni pubbliche e quelle private, ma anche, e soprattutto, tra cittadini, tra parrocchiani e vicini casa. «Occorre partire dal buon vicinato – afferma Idalia Venco – basta poco per essere di aiuto agli altri e dare una mano. Per prima cosa però dobbiamo accorgerci delle situazioni di difficoltà che ci stanno accanto, a partire dal palazzo dove abitiamo». Cosa fare? «Possiamo accompagnare il figlio dei vicini a scuola oppure fare gratuitamente ripetizioni, piccoli aiuti, buone prassi che servono ad avvicinare le persone», conclude Venco. «Il nostro primo obiettivo è quello di essere vicini alle persone che hanno bisogno – ha osservato il vescovo Giovanni Nerbini – e mi fa piacere che la nostra Caritas stia cercando nuove modalità di intervento e di sostegno adeguate alle sfide di oggi. Si ha l’impressione che quando si parla di povertà si fomenti la diffidenza e la paura , invece occorre un approccio al problema meno catastrofico e più aderente alla realtà. Lasciamo agli altri slogan e luoghi comuni». All’incontro è intervenuto Gino Mazzoli, docente dell’Università cattolica ed esperto di welfare e processi partecipativi. «Oggi è cambiata la geografia della povertà – ha osservato il professore – dobbiamo guardare non solo i poveri ma anche chi rischia di entrare nella povertà. E per far questo il tema delle reti sociali è fondamentale, occorre mettere in campo tante piccole azioni connesse tra loro: delle attività che abbiano una utilità evidente alle persone. In poco parole dobbiamo seminare pratiche di fiducia, questa è la nostra responsabilità collettiva», ha affermato Mazzoli. Tra i relatori anche la direttrice della Società della Salute di Prato Lorena Paganelli e Noemi Imprescia dell’unità operativa professionale per l’inclusione del Comune di Prato. Entrambe hanno puntato l’attenzione su un cambiamento di approccio nell’erogazione dei servizi sociali: «La nostra sfida è quella di essere centrati sulla relazione piuttosto che sulla prestazione. Altrimenti si rischia l’autoreferenzialità dei servizi. Invece dobbiamo avere passione per l’uomo e provare costruire insieme un percorso».
Alla presentazione erano presenti anche il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani.

 

Tornando ai numeri. A crescere, nella richiesta di aiuto, in particolare sono gli utenti stranieri (+13,1%), con una percentuale doppia rispetto agli italiani (+6,6%). In totale i cittadini stranieri che bussano alle porte della Caritas e dei centri di ascolto sono il 68%; di questi il 16% sono marocchini, il 13% nigeriani, l’11% albanesi e il 10% georgiani. A seguire le altre nazionalità (i cinesi sono il 7%). «I bisogni nascono principalmente dalla mancanza di un lavoro stabile – spiega Lotti della Caritas – da cui derivano una serie di problematiche, su tutte il bisogno di una casa, cresciuto addirittura del 40% tra gli stranieri».
Infine, un dato che viene messo in evidenza dalla Caritas è quello che riguarda il consistente numero di minori inseriti all’interno delle famiglie sostenute: 1302. «Ragazzi e ragazze per i quali la quotidianità risulta particolarmente complessa e difficile, sia per quanto riguarda le relazioni familiari, sia per i loro percorsi socio-educativi e formativi, tutti fattori che rischiano di compromettere il loro futuro in termini di realizzazione personale e professionale», conclude Lotti.

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