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Nerbini in Consiglio comunale: «Il Vescovo è l’uomo di tutti e per tutti. Sono pronto ad accogliere e ad ascoltare tutti»

Le parole del vescovo Giovanni Nerbini pronunciate questo pomeriggio, giovedì 26 settembre, nel Consiglio comunale di Prato, dove era stato invitato per un momento di scambio e reciproca conoscenza.

 

Signor Sindaco, Presidente del Consiglio, signori assessori, consiglieri tutti,

è per me un onore oltre che un piacere, essere qui vostro ospite, in questa sala che rappresenta il cuore pulsante di questa nostra città, e nella quale, attraverso il confronto delle idee, a volte anche duro, nella democratica dialettica tra maggioranza e opposizione, si prendono le decisioni che plasmano il volto presente e futuro di Prato e si determina la qualità della vita di tutti i cittadini e dei singoli gruppi e categorie. Ed è grazie al vostro lavoro che di volta in volta affronta e risolve problemi vecchi e nuovi, in qualche raro caso vere emergenze che la trasformazione delal società italiana e mondiale ci presenta,, che si può pensare ad una crescita non solo economica e sociale ma anche umana e spirituale di tutti i cittadini e dell’intera comunità. la Pira diceva: Le città sono vive. “Esse hanno un volto caratteristico e, per così dire una loro anima, un loro destino: esse non sono occasionali mucchi di pietre, ma sono le misteriose abitazioni degli uomini e, vorrei dire di più, in un certo modo le misterose abitazioni di Dio”. Il profondo rispetto che nutro per questa istituzione e che viene da lontano diventa sincero apprezzamento e stima quando il lavoro è svolto, come di fatto lo è, con passione e competenza – certo non esente da errori – non per opportunità di parte o convenienza personale, ma per un amore per la propria città non sempre riconosciuto ed apprezzato da quanti beneficiano dei suoi frutti.

 

 

 

Oso chiedervi una attenzione e lo faccio con tutta umiltà e sempre nell’interesse superiore di questa comunità, così come ero abituato a fare e facevo con il mio vecchio sindaco. All’indomani della sua rielezione, dopo una campagna elettorale piuttosto accesa, gli avevo rivolto un messaggio chiedendo che “il nostro primo cittadino, nonché medico potesse curare le ferite della campagna elettorale piuttosto aspra”. Questa sensibilità ed esigenza mi viene in parte dalla mia lontana militanza politica mai sfociata in un impegno formale cme il vostro, e dall’altra da un episodio della nostra storia politica conosciuto tanti anni fa e che ha lasciato in me una forte impressione. Nel 1945 Nenni leader socialista, non aveva avuto più notizie di sua figlia minore Vittoria deportata ad Auschwitz. la comunicazione che riguardava la sua morte arrivò da Parigi il 20 maggio e fu De Gasperi stesso, democristiano, che la consegnò di persona a Pietro Nenni. Quando Nenni lo vide arrivare nel suo ufficio capì immediatamente e i due leader, politicamente avversari, si abbracciarono. Sarebbe bello in una stagione nella quale avvengonof atti che sconcertano e inquietano per la loro ferocia e i social possono diventare facilmente una sorta di gogna mediatica per ingenui fruitori mantenere vivo in tutti noi il rispetto assoluto, oserei dire religioso, per l’altro. per aprte mia desidero impegnarmi per favorire ogni collaborazione che abbia a cuore la crescita dell’intera comunità civile. So la Chiesa pratese già imepgnata in collaborazioni importanti anche con Comuni limitrofi in ambito sociale e caritativo. Sono pronto a fare la mia parte nella distinzione dei ruoli e delle competenze ma nella comune passione che ci fa guardare con ottimismo al futuro mentre lavoriamo insieme alacremente alla risoluzione delle sfide che incontriamo nel presente.

 

Il vescovo è l’uomo di tutti e per tutti. Sono pronto ad accogliere e ad ascoltare tutti. Ho pregato in questi giorni per voi perché nel vostro lavoro siate illuminati dallo spirito di benevolenza”.

Convegno pastorale, le prime indicazioni del Vescovo alla Chiesa di Prato. Chiesa gremita di fedeli

Una Chiesa di San Francesco gremita, ieri sera, per il secondo appuntamento del Convegno Pastorale. Nel corso della serata il vescovo monsignor Giovanni Nerbini ha dato le prime indicazioni per il cammino che dovrà intraprendere la comunità diocesana. Dopo aver accolto le riflessioni dell’Assemblea diocesana, il presule ha fornito alcuni spunti che saranno oggetto di un nuovo confronto con tutta la comunità di fedeli, con l’obiettivo di costruire insieme il nuovo percorso della Chiesa locale.
Ecco l’intervista al Vescovo, realizzata da Giacomo Cocchi.

 

Il messaggio di mons. Agostinelli: «Accogliete il Vescovo Giovanni con entusiasmo e animo aperto»

«È giunto il momento di sciogliere le vele» dice monsignor Franco Agostinelli citando la lettera di San Paolo a Timoteo. «Il mio mandato è giunto al termine, le strade pertanto si divergono, ma io, e mi auguro anche tutti voi – prosegue monsignor Agostinelli rivolgendosi ai pratesi – non potrò leggere questo tempo come un capitolo che si è chiuso per sempre. Ci unisce il ricordo di una cammino percorso insieme, bello e talvolta faticoso ma sempre accolto con gioia; ci siamo incontrati, abbiamo pregato insieme; abbiamo pensato come dare alla nostra Chiesa un volto pulito; abbiamo condiviso una passione missionaria che potesse gridare a tutti l’amore con cui il Signore ci ama».

 

Contestualmente all’annuncio del nuovo vescovo di Prato mons. Franco Agostinelli è stato nominato amministratore apostolico della Diocesi e rimarrà alla guida della Chiesa di Prato fino al giorno dell’ingresso del suo successore, in data ancora da definire.

 

«Ora io passo il testimone al Vescovo Giovanni e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta. Il Vescovo Giovanni viene dalla vicina Chiesa sorella di Fiesole; lì ha svolto – fino ad ora – il suo ministero di parroco ed è stato il collaboratore diretto del suo Vescovo in qualità di Vicario Generale. Ha servito la Chiesa, è stato vicino ai confratelli sacerdoti ed ha avuto particolare attenzione e premura verso i poveri, comunque verso ogni persona che ha bussato alla sua porta in cerca di aiuto. Il suo spirito buono, il suo zelo di pastore lo predispone ad essere ora il Pastore della Chiesa pratese».

 

Infine un invito: «Vorrei dire a tutti i sacerdoti, ai collaboratori dei vari ambiti della pastorale, ai fedeli tutti: accogliete con entusiasmo e con animo aperto il Vescovo Giovanni; fategli sentire che la Chiesa di Prato è viva, è capace di lottare, di ricominciare quando è necessario, soprattutto è una Chiesa che, pur consapevole della sua storia di fede e di miserie, santa e peccatrice, sa comunque stringersi attorno al suo Pastore con cuore sincero, leale, forte e generoso».

La mostra dei presepi dei bambini delle parrocchie nel chiesino di via Garibaldi

Tutto pronto per la seconda edizione di «Presepiando al catechismo», il concorso di presepi rivolto ai bambini delle parrocchie. Domenica 9 dicembre alle ore 17 il vescovo Franco Agostinelli benedirà la mostra con gli elaborati in gara allestita anche quest’anno nel chiesino della Madonna del Buon consiglio in via Garibaldi. Da quel momento, fino al 6 gennaio, ogni pomeriggio dalle 15 alle 19 si potranno ammirare le ventisei natività realizzate con creatività dai piccoli presepisti. Lo scorso anno la mostra fu un grande successo: i visitatori furono oltre quattromila.

 

Il tema di quest’anno è quello dell’accoglienza: della vita, del disabile, del povero, dello straniero. Così accanto ai presepi dei bambini ci sono anche quelli realizzati dal Centro di aiuto alla vita, dai ragazzi dell’Anffass e da un gruppo di richiedenti asilo ospiti a Prato. La principale novità di questa seconda edizione riguarda la modalità di conferimento del primo premio. Nella passata edizione a vincere fu la parrocchia delle Fontanelle, scelta da una giuria appositamente formata. Questa volta a decretare il presepe più bello sarà il giudizio popolare. Chiunque, dopo aver visto la mostra, potrà esprimere il proprio gradimento attraverso un voto da lasciare in una cassetta posta all’ingresso.

 

Sul nostro sito è scaricabile il sussidio per il tempo di Avvento preparato dall’ufficio catechistico per tutte le parrocchie, le associazioni e i movimenti. Si intitola «In cammino tutti insieme, accogliendo, curando, amando, come Lui ci ha insegnato», ed è un libretto di facile utilizzo, pieno di spunti di riflessione sulla tematica dell’accoglienza.

Avvento, i bambini in cattedrale per la catechesi del Vescovo e la benedizione dei «Bambinelli» da mettere nel presepe

I bambini delle parrocchie pratesi sono invitati in cattedrale per ascoltare la catechesi natalizia del Vescovo con benedizione del Bambinello da sistemare nel presepe. Quest’anno l’inizio del tempo di Avvento viene celebrato dalla Diocesi di Prato con un momento comunitario aperto a tutti i bambini e i ragazzi che frequentano il catechismo e ai loro genitori.

 

L’iniziativa, promossa dall’ufficio catechistico diocesano, si tiene sabato primo dicembre alle ore 10 in cattedrale. Qui monsignor Franco Agostinelli aspetterà i piccoli partecipanti per parlare del significato del Natale e poi, al termine della catechesi, impartirà la benedizione sulle statuine del Bambino Gesù che tutti i bambini sono invitati a portare. L’incontro sarà animato dai canti natalizi di un coro interparrocchiale composto da giovanissimi cantori.

 

Finito il momento comunitario, i presenti saranno divisi in gruppi per portare ai negozianti del centro storico un cartoncino che annuncia l’arrivo del Natale. «Sopra sarà riportata l’immagine della Sacra Famiglia – spiega don Carlo Geraci, responsabile dell’ufficio catechistico -, è un modo semplice e diretto per ricordare a tutti l’autentico significato del Natale: la venuta di Gesù nel mondo. Solitamente gli addobbi non lo ricordano, per questo pensiamo sia giusto far dono di questo cartoncino a chi vorrà esporre in vetrina il nostro messaggio».

 

Poi, un gruppo composto da un coro interparrocchiale di piccoli cantori delle parrocchie di Tobbiana, San Paolo e Madonna dell’Ulivo andrà al Pio Istituto Santa Caterina de Ricci in via San Vincenzo a fare gli auguri agli anziani lì ospitati e poi sarà accolto in Palazzo comunale da alcuni rappresentanti della Giunta.

Il Vescovo a pranzo alla mensa La Pira in occasione della giornata mondiale dei poveri

Con i bisognosi alla mensa La Pira per condividere con loro il pranzo della domenica. È questo il gesto scelto dal vescovo Franco Agostinelli in occasione della seconda giornata mondiale dei poveri indetta da papa Francesco come segno fiorito dal Giubileo della Misericordia.
Domenica 18 novembre tutto il mondo è invitato a impegnarsi per gli altri a partire da questa frase scritta dal Santo Padre: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta».

 

A Prato sono due le iniziative in programma. Sabato 17 novembre in cattedrale monsignor Agostinelli presiede la messa vespertina alla quale parteciperanno tutte le associazioni che fanno parte della Consulta diocesana delle opere caritative. Quindi sono attese le Caritas parrocchiali e le realtà del mondo ecclesiale che si occupano dei bisogni del prossimo. La funzione, come tutte quelle che si celebrano il sabato alle 18, viene trasmessa in diretta su Tv Prato. Poi come detto, domenica 18, giornata dei poveri, il Vescovo è atteso alla mensa La Pira in via del Carmine. Qui ogni giorno l’Associazione che porta il nome del Sindaco Santo prepara dai 170 ai 190 pasti a partire dalle 11,30. Monsignor Agostinelli siederà in mezzo a loro per mangiare e conoscere le loro storie.

Messa e visita in ospedale per il vescovo Agostinelli in occasione della Giornata del malato

Doppio appuntamento all’ospedale Santo Stefano di Prato per il vescovo Franco Agostinelli. In occasione della Giornata mondiale del malato, che la Chiesa celebra ogni 11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, il Presule è atteso nel nosocomio pratese per una visita e una messa.

 
Sabato 10 febbraio, alle 10,30, monsignor Agostinelli andrà al Santo Stefano per visitare alcuni reparti ospedalieri, dove incontrerà il personale e i degenti. Il Vescovo sarà accompagnato dal direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria della Diocesi Alberto Toccafondi e dal cappellano don Carlo Bergamaschi. Ad accoglierlo ci sarà il direttore sanitario del Presidio ospedaliero Santo Stefano Roberto Biagini. Il giorno successivo, domenica 11 febbraio, data della ricorrenza, alle ore 17 monsignor Agostinelli presiede la messa nella cappella dell’ospedale per i malati, i loro familiari e il personale ospedaliero.

 

Infine, facendo un passo indietro, il pomeriggio di sabato 10 febbraio alle 15,30 nella chiesa dell’Ascensione al Pino in via Galcianese, il Vescovo celebra una messa per gli anziani e i disabili accompagnati dalle organizzazioni di volontariato coordinate dall’Unitalsi.

Santo Stefano, il Vescovo loda l’impegno della comunità: «Prato è città della speranza»

«Ringrazio la nostra Chiesa e la città di Prato di essere così ricca di tante e benefiche opere che rispondono a problemi reali delle persone. Oltre che ‘città di Maria’ e ‘città del lavoro’, siamo anche: ‘città della speranza’ per molti». Nel giorno dedicato al patrono Santo Stefano, il vescovo Franco Agostinelli si è così rivolto alla comunità pratese durante l’omelia pronunciata nel solenne pontificale celebrato in cattedrale.

 

Questa mattina, martedì 26 dicembre, come da tradizione la Diocesi di Prato si è riunita in duomo per la funzione concelebrata da una sessantina di sacerdoti del clero pratese. In prima fila erano presenti il sindaco Matteo Biffoni, il sottosegretario Antonello Giacomelli, il vicario del prefetto Livia Benelli, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il presidente dell’Opera del Duomo Francesco Giambattista Nardone. In duomo anche molti membri della giunta comunale, i rappresentanti dei Comuni della Valle del Bisenzio e delle Forze dell’ordine. Tanti i fedeli che non sono voluti mancare a questo consueto appuntamento di festa per la città.

 

 

Le parole del vescovo Agostinelli. L’omelia del Presule è iniziata con un pensiero per la ragazza che nei giorni scorsi si è tolta la vita. «Un grave lutto ha colpito una famiglia della nostra città – ha detto il Vescovo – che purtroppo si unisce a tanti altri lutti e tragedie che in tante altre parti del mondo funestano il cammino della gente. Le nostre solitudini oggi però sono raggiunte dal Dio-con-noi, fonte di consolazione, di sapienza e di speranza». E proprio a quest’ultima, all’attesa fiduciosa del bene, monsignor Agostinelli ha voluto dedicare gran parte delle sue riflessioni. «La nostra speranza proviene dall’amore di Dio, che a sua volta non può che essere amore verso il prossimo», ha osservato il Vescovo. «La frequentazione di Gesù si manifesta in quella frequentazione dei poveri, cioè in quella volontà di dedizione agli ultimi e agli scartati, non solo come atto di carità, ma come espressione di quella giustizia nuova che è preludio ai cieli nuovi e alla terra nuova promessi da Cristo». L’esempio di questo agire arriva direttamente da Santo Stefano, «uomo segnato dalla grazia di Dio e dalla appartenenza alla sua terra».

 

 

Poi monsignor Agostinelli si è rivolto «a tutti i cristiani e alle opere cattoliche, affinché esprimano nel loro molteplice operare la carità attinta dal Signore. Molti troveranno la strada per l’incontro con Dio proprio attraverso lo stile del vostro operare». A fare del bene il Vescovo ha invitato particolarmente i giovani: «impegnatevi nel volontariato tradizionale e nuovo, in città e nelle missioni, nelle parrocchie e nelle diverse espressioni della sensibilità sociale: nel dono di sé ci si arricchisce in umanità, si sperimenta la gioia di essere utili e di far felici».
Il pensiero del Presule poi è andato a tutti coloro che nel mondo «sono perseguitati a causa del Vangelo e del servizio ai poveri». Mons. Agostinelli ha sottolineato come «amare veramente porta sul sentiero del sacrificio: ben lo sanno le famiglie che hanno un figlio portatore di handicap, o un anziano malato di Alzheimer, o vivono un fallimento affettivo o lavorativo».

 

Infine il Vescovo ha tracciato il cammino e proposto un impegno collettivo per la Chiesa e la città verso «un bambino che nasce, un povero che domanda rispetto e dignità, una donna violata che attende giustizia, uno straniero nato qui che è italiano di adozione e attende riconoscimento, un giovane per il quale non c’è posto di lavoro e speranza di futuro vivibile». Nei loro confronti monsignor Agostinelli chiede «umilmente e tenacemente di essere comunità che custodisce la prossimità con i poveri e le situazioni periferiche, antiche e nuove, della società. Siamo chiamati ad essere richiamo di speranza per l’oltre e per l’altro».

 

 

Al termine del solenne pontificale il vescovo Agostinelli ha proclamato le aziende vincitrici dell’ottava edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città dedica alle imprese virtuose del suo distretto che operano nel rispetto delle regole e della concorrenza. Si tratta della storica rifinizione Cambi Luigi srl, dell’Officina Romagnoli specializzata in impianti di aria compressa e Ro.ial srl, azienda leader nel campo del tessuto non tessuto.

 

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Il vescovo Franco Agostinelli

Il Vescovo Franco augura Buona Pasqua a tutti i pratesi: «Guardate gli altri con gli occhi del cuore»

Carissime amiche, carissimi amici di Prato, Buona Pasqua!
Rivolgo a tutti voi i miei più sinceri auguri e anche qualche breve riflessione che suscita in me questo straordinario evento che interessa i cristiani ma anche ogni cittadino di diversa cultura e religione.

 

Chi ha partecipato alla veglia pasquale in parrocchia ha ascoltato il Vangelo di Giovanni, nel quale si narra che «il discepolo che Gesù amava», ovvero lo stesso Giovanni, corse per primo al sepolcro non appena ebbe notizia della «sparizione» di Cristo dal luogo dove lo avevano deposto dopo la morte di croce. Giovanni corre incredulo verso il sepolcro vuoto, conosce per intero il dramma della Passione, aveva vissuto insieme agli apostoli le vicende terrene del Salvatore, eppure lui e Pietro «non avevano ancora compreso la Scrittura». Per capire, credere, dovette vedere. Non mi meraviglio dunque se oggi ci sono tante persone attorno a noi che non riescono a vedere Dio, a capire suoi progetti, a scorgere la sua vicinanza. Per comprendere le cose del mondo ci affidiamo alla ragione, alle nostre competenze e conoscenze. E lo facciamo giustamente. Ma non tutto può essere riconosciuto usando solo il raziocinio. È l’amore che riesce ad aprire gli occhi e il cuore di Giovanni, solo così egli può vedere davvero e dunque credere.

 

E noi, sappiamo credere a quello che ci mostra il cuore oppure crediamo solo a quello che vediamo con gli occhi? Quando incontriamo per strada uno nostro fratello venuto da terre lontane riusciamo a vedere in lui l’uomo fuggito da guerre, persecuzioni e miseria, oppure scorgiamo solo un diverso o addirittura un nemico?
Quando apprendiamo da giornali, siti web e tv locali che le povertà stanno aumentando, quando passiamo davanti all’Emporio della Solidarietà o alla mensa La Pira e notiamo tante persone in attesa del proprio turno per entrare, cosa pensiamo? Dovremmo riuscire a vedere e dunque capire le difficoltà vissute da fratelli e sorelle appartenenti alla nostra comunità. E poi chiederci: come mi pongo di fronte a queste situazioni? Non lasciamo che l’indifferenza nasconda queste «visioni» quotidiane e vicine a noi.
Non dobbiamo essere indifferenti nemmeno nei confronti dei nostri fratelli di fede cristiana perseguitati in tutto il mondo a causa della loro fede. Pensiamo a quanto è successo in Egitto la Domenica delle Palme. Molti hanno trovato la morte solo per aver partecipato ad una funzione. Noi cristiani di occidente saremmo capaci di una tale manifestazione pubblica di fede rischiando il martirio?

 

Il vostro vescovo – sì, lo sono di tutti, anche di coloro che non hanno il dono della fede – è qui per aiutare Prato e la sua gente a guardare la città in modo diverso. Ma, attenzione, si tratta di un aiuto reciproco, anche io aspetto da voi, cari amici, suggerimenti, idee e punti di vista. Anche io non sempre riesco a «vedere» tutte le situazioni nella loro interezza.

 

Vi auguro di cuore che la Pasqua sia per tutti voi un giorno di risurrezione e rigenerazione, perché possiate sperimentare che veramente un giorno con il Signore è più che mille anni altrove.
Questo vuole essere il contenuto degli auguri che io vi invio; auguri di ogni bene, di serenità, di pace: che il Signore sia sempre la guida unica del vostro cammino e la forza della vostra decisione.
Nel suo nome, insieme agli auguri, con sentimenti di vera fraternità, vi benedico e vi saluto: Buona Pasqua!

 

 

+ Franco Agostinelli, Vescovo di Prato

Il vescovo Franco incontra i giornalisti pratesi: «Anche la buona notizia merita attenzione»

«Anche la buona notizia merita attenzione. Quella che fa crescere, costruisce e realizza. Il mondo ha bisogno di semi e testimonianze di speranza». È l’invito rivolto dal vescovo Franco Agostinelli ai giornalisti pratesi, invitati come ogni anno a celebrare assieme la festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione.

 

Mons. Agostinelli ha presieduto la messa, concelebrata dal vicario generale mons. Nedo Mannucci nella mattinata di oggi, sabato 28 gennaio, nella chiesa del Seminario vescovile di Prato. All’iniziativa, promossa dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali diretto da Gianni Rossi, hanno partecipato una sessantina tra giornalisti, fotografi, operatori tv e blogger di Prato o che lavorano nelle redazioni cittadine.

 

L’omelia del Vescovo è stata incentrata sui temi posti da papa Francesco nel messaggio scritto in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2017, rivolto in particolare a tutti coloro che lavorano nel mondo dei media e dell’informazione.

 

«La lettera di Francesco ci invita a “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, le sue sono parole quanto mai importanti in un mondo, come quello di oggi, dove ci sono tante persone smarrite – ha affermato mons. Agostinelli –, come giornalisti siete chiamati a diffondere le notizie in modo capillare e completo, dovete attenervi, giustamente, alla cronaca. Ma non dimenticate che la complessità della vita non è fatta solo di cattive notizie, ci sono anche quelle buone. Esistono vicende, fatti e storie che possono rappresentare motivo di fiducia e speranza nel futuro. Impegniamoci per raccontarle e diffonderle. Occorre però trovarle e dargli una giusta collocazione», ha osservato il Presule.

 

Al termine della messa mons. Agostinelli ha consegnato ai giornalisti il testo del messaggio scritto da papa Francesco. La festa si è conclusa con il pranzo e con la tradizionale foto di gruppo del Vescovo assieme ai presenti.

 

sales 2017 foto di gruppo

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