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Messa e visita in ospedale per il vescovo Agostinelli in occasione della Giornata del malato

Doppio appuntamento all’ospedale Santo Stefano di Prato per il vescovo Franco Agostinelli. In occasione della Giornata mondiale del malato, che la Chiesa celebra ogni 11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, il Presule è atteso nel nosocomio pratese per una visita e una messa.

 
Sabato 10 febbraio, alle 10,30, monsignor Agostinelli andrà al Santo Stefano per visitare alcuni reparti ospedalieri, dove incontrerà il personale e i degenti. Il Vescovo sarà accompagnato dal direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria della Diocesi Alberto Toccafondi e dal cappellano don Carlo Bergamaschi. Ad accoglierlo ci sarà il direttore sanitario del Presidio ospedaliero Santo Stefano Roberto Biagini. Il giorno successivo, domenica 11 febbraio, data della ricorrenza, alle ore 17 monsignor Agostinelli presiede la messa nella cappella dell’ospedale per i malati, i loro familiari e il personale ospedaliero.

 

Infine, facendo un passo indietro, il pomeriggio di sabato 10 febbraio alle 15,30 nella chiesa dell’Ascensione al Pino in via Galcianese, il Vescovo celebra una messa per gli anziani e i disabili accompagnati dalle organizzazioni di volontariato coordinate dall’Unitalsi.

Santo Stefano, il Vescovo loda l’impegno della comunità: «Prato è città della speranza»

«Ringrazio la nostra Chiesa e la città di Prato di essere così ricca di tante e benefiche opere che rispondono a problemi reali delle persone. Oltre che ‘città di Maria’ e ‘città del lavoro’, siamo anche: ‘città della speranza’ per molti». Nel giorno dedicato al patrono Santo Stefano, il vescovo Franco Agostinelli si è così rivolto alla comunità pratese durante l’omelia pronunciata nel solenne pontificale celebrato in cattedrale.

 

Questa mattina, martedì 26 dicembre, come da tradizione la Diocesi di Prato si è riunita in duomo per la funzione concelebrata da una sessantina di sacerdoti del clero pratese. In prima fila erano presenti il sindaco Matteo Biffoni, il sottosegretario Antonello Giacomelli, il vicario del prefetto Livia Benelli, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il presidente dell’Opera del Duomo Francesco Giambattista Nardone. In duomo anche molti membri della giunta comunale, i rappresentanti dei Comuni della Valle del Bisenzio e delle Forze dell’ordine. Tanti i fedeli che non sono voluti mancare a questo consueto appuntamento di festa per la città.

 

 

Le parole del vescovo Agostinelli. L’omelia del Presule è iniziata con un pensiero per la ragazza che nei giorni scorsi si è tolta la vita. «Un grave lutto ha colpito una famiglia della nostra città – ha detto il Vescovo – che purtroppo si unisce a tanti altri lutti e tragedie che in tante altre parti del mondo funestano il cammino della gente. Le nostre solitudini oggi però sono raggiunte dal Dio-con-noi, fonte di consolazione, di sapienza e di speranza». E proprio a quest’ultima, all’attesa fiduciosa del bene, monsignor Agostinelli ha voluto dedicare gran parte delle sue riflessioni. «La nostra speranza proviene dall’amore di Dio, che a sua volta non può che essere amore verso il prossimo», ha osservato il Vescovo. «La frequentazione di Gesù si manifesta in quella frequentazione dei poveri, cioè in quella volontà di dedizione agli ultimi e agli scartati, non solo come atto di carità, ma come espressione di quella giustizia nuova che è preludio ai cieli nuovi e alla terra nuova promessi da Cristo». L’esempio di questo agire arriva direttamente da Santo Stefano, «uomo segnato dalla grazia di Dio e dalla appartenenza alla sua terra».

 

 

Poi monsignor Agostinelli si è rivolto «a tutti i cristiani e alle opere cattoliche, affinché esprimano nel loro molteplice operare la carità attinta dal Signore. Molti troveranno la strada per l’incontro con Dio proprio attraverso lo stile del vostro operare». A fare del bene il Vescovo ha invitato particolarmente i giovani: «impegnatevi nel volontariato tradizionale e nuovo, in città e nelle missioni, nelle parrocchie e nelle diverse espressioni della sensibilità sociale: nel dono di sé ci si arricchisce in umanità, si sperimenta la gioia di essere utili e di far felici».
Il pensiero del Presule poi è andato a tutti coloro che nel mondo «sono perseguitati a causa del Vangelo e del servizio ai poveri». Mons. Agostinelli ha sottolineato come «amare veramente porta sul sentiero del sacrificio: ben lo sanno le famiglie che hanno un figlio portatore di handicap, o un anziano malato di Alzheimer, o vivono un fallimento affettivo o lavorativo».

 

Infine il Vescovo ha tracciato il cammino e proposto un impegno collettivo per la Chiesa e la città verso «un bambino che nasce, un povero che domanda rispetto e dignità, una donna violata che attende giustizia, uno straniero nato qui che è italiano di adozione e attende riconoscimento, un giovane per il quale non c’è posto di lavoro e speranza di futuro vivibile». Nei loro confronti monsignor Agostinelli chiede «umilmente e tenacemente di essere comunità che custodisce la prossimità con i poveri e le situazioni periferiche, antiche e nuove, della società. Siamo chiamati ad essere richiamo di speranza per l’oltre e per l’altro».

 

 

Al termine del solenne pontificale il vescovo Agostinelli ha proclamato le aziende vincitrici dell’ottava edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città dedica alle imprese virtuose del suo distretto che operano nel rispetto delle regole e della concorrenza. Si tratta della storica rifinizione Cambi Luigi srl, dell’Officina Romagnoli specializzata in impianti di aria compressa e Ro.ial srl, azienda leader nel campo del tessuto non tessuto.

 

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Il vescovo Franco Agostinelli

Il Vescovo Franco augura Buona Pasqua a tutti i pratesi: «Guardate gli altri con gli occhi del cuore»

Carissime amiche, carissimi amici di Prato, Buona Pasqua!
Rivolgo a tutti voi i miei più sinceri auguri e anche qualche breve riflessione che suscita in me questo straordinario evento che interessa i cristiani ma anche ogni cittadino di diversa cultura e religione.

 

Chi ha partecipato alla veglia pasquale in parrocchia ha ascoltato il Vangelo di Giovanni, nel quale si narra che «il discepolo che Gesù amava», ovvero lo stesso Giovanni, corse per primo al sepolcro non appena ebbe notizia della «sparizione» di Cristo dal luogo dove lo avevano deposto dopo la morte di croce. Giovanni corre incredulo verso il sepolcro vuoto, conosce per intero il dramma della Passione, aveva vissuto insieme agli apostoli le vicende terrene del Salvatore, eppure lui e Pietro «non avevano ancora compreso la Scrittura». Per capire, credere, dovette vedere. Non mi meraviglio dunque se oggi ci sono tante persone attorno a noi che non riescono a vedere Dio, a capire suoi progetti, a scorgere la sua vicinanza. Per comprendere le cose del mondo ci affidiamo alla ragione, alle nostre competenze e conoscenze. E lo facciamo giustamente. Ma non tutto può essere riconosciuto usando solo il raziocinio. È l’amore che riesce ad aprire gli occhi e il cuore di Giovanni, solo così egli può vedere davvero e dunque credere.

 

E noi, sappiamo credere a quello che ci mostra il cuore oppure crediamo solo a quello che vediamo con gli occhi? Quando incontriamo per strada uno nostro fratello venuto da terre lontane riusciamo a vedere in lui l’uomo fuggito da guerre, persecuzioni e miseria, oppure scorgiamo solo un diverso o addirittura un nemico?
Quando apprendiamo da giornali, siti web e tv locali che le povertà stanno aumentando, quando passiamo davanti all’Emporio della Solidarietà o alla mensa La Pira e notiamo tante persone in attesa del proprio turno per entrare, cosa pensiamo? Dovremmo riuscire a vedere e dunque capire le difficoltà vissute da fratelli e sorelle appartenenti alla nostra comunità. E poi chiederci: come mi pongo di fronte a queste situazioni? Non lasciamo che l’indifferenza nasconda queste «visioni» quotidiane e vicine a noi.
Non dobbiamo essere indifferenti nemmeno nei confronti dei nostri fratelli di fede cristiana perseguitati in tutto il mondo a causa della loro fede. Pensiamo a quanto è successo in Egitto la Domenica delle Palme. Molti hanno trovato la morte solo per aver partecipato ad una funzione. Noi cristiani di occidente saremmo capaci di una tale manifestazione pubblica di fede rischiando il martirio?

 

Il vostro vescovo – sì, lo sono di tutti, anche di coloro che non hanno il dono della fede – è qui per aiutare Prato e la sua gente a guardare la città in modo diverso. Ma, attenzione, si tratta di un aiuto reciproco, anche io aspetto da voi, cari amici, suggerimenti, idee e punti di vista. Anche io non sempre riesco a «vedere» tutte le situazioni nella loro interezza.

 

Vi auguro di cuore che la Pasqua sia per tutti voi un giorno di risurrezione e rigenerazione, perché possiate sperimentare che veramente un giorno con il Signore è più che mille anni altrove.
Questo vuole essere il contenuto degli auguri che io vi invio; auguri di ogni bene, di serenità, di pace: che il Signore sia sempre la guida unica del vostro cammino e la forza della vostra decisione.
Nel suo nome, insieme agli auguri, con sentimenti di vera fraternità, vi benedico e vi saluto: Buona Pasqua!

 

 

+ Franco Agostinelli, Vescovo di Prato

Il vescovo Franco incontra i giornalisti pratesi: «Anche la buona notizia merita attenzione»

«Anche la buona notizia merita attenzione. Quella che fa crescere, costruisce e realizza. Il mondo ha bisogno di semi e testimonianze di speranza». È l’invito rivolto dal vescovo Franco Agostinelli ai giornalisti pratesi, invitati come ogni anno a celebrare assieme la festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione.

 

Mons. Agostinelli ha presieduto la messa, concelebrata dal vicario generale mons. Nedo Mannucci nella mattinata di oggi, sabato 28 gennaio, nella chiesa del Seminario vescovile di Prato. All’iniziativa, promossa dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali diretto da Gianni Rossi, hanno partecipato una sessantina tra giornalisti, fotografi, operatori tv e blogger di Prato o che lavorano nelle redazioni cittadine.

 

L’omelia del Vescovo è stata incentrata sui temi posti da papa Francesco nel messaggio scritto in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2017, rivolto in particolare a tutti coloro che lavorano nel mondo dei media e dell’informazione.

 

«La lettera di Francesco ci invita a “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, le sue sono parole quanto mai importanti in un mondo, come quello di oggi, dove ci sono tante persone smarrite – ha affermato mons. Agostinelli –, come giornalisti siete chiamati a diffondere le notizie in modo capillare e completo, dovete attenervi, giustamente, alla cronaca. Ma non dimenticate che la complessità della vita non è fatta solo di cattive notizie, ci sono anche quelle buone. Esistono vicende, fatti e storie che possono rappresentare motivo di fiducia e speranza nel futuro. Impegniamoci per raccontarle e diffonderle. Occorre però trovarle e dargli una giusta collocazione», ha osservato il Presule.

 

Al termine della messa mons. Agostinelli ha consegnato ai giornalisti il testo del messaggio scritto da papa Francesco. La festa si è conclusa con il pranzo e con la tradizionale foto di gruppo del Vescovo assieme ai presenti.

 

sales 2017 foto di gruppo

Doppio anniversario episcopale per Gastone e Franco

Il 6 gennaio la nostra Chiesa festeggia un doppio anniversario. Quel giorno, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, sono stati ordinati vescovi monsignor Gastone Simoni e monsignor Franco Agostinelli. L’attuale vescovo di Prato ricevette l’ordinazione episcopale nel 2002, quindi nel 2017 saranno passati quindici anni da quel momento, mentre per monsignor Simoni arrivò nel 1992. E dunque il vescovo emerito si appresta a festeggiare 25 anni da vescovo. Nel ’92 e nel 2002, nella basilica di San Pietro a Roma, sul capo di entrambi si posarono le mani di Giovanni Paolo II.
La speciale ricorrenza sarà celebrata il giorno dell’Epifania in cattedrale con una messa di ringraziamento concelebrata dai due vescovi nel pomeriggio alle 15,30. Un evento importante al quale è invitata a partecipare tutta la comunità ecclesiale.
Per il vescovo Gastone l’anniversario può essere considerato un po’ come le «nozze d’argento» con l’episcopato, durato a Prato venti anni, dal 1992, anno anche del suo ingresso in diocesi, fino al 29 settembre del 2012, quando comunicò la nomina del suo successore a seguito delle dimissioni presentate a Benedetto XVI al compimento del suo 75esimo anno di età. Nato a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo ma nel territorio diocesano di Fiesole, il prossimo 9 aprile mons. Simoni compirà 80 anni. Altro importante traguardo che cadrà nel 2017.
Per monsignor Simoni il 1992 fu un anno molto intenso e importante. Nel mese di luglio, si recò in visita ai missionari diocesani in Ecuador e a settembre istituì il Centro culturale cattolico, la Scuola diocesana di Teologia, la commissione per la Pastorale dei migranti e quelle del Culto mariano, santi diocesani e pellegrinaggi, nonché la commissione per la Pastorale del tempo libero e dello sport. Mentre ad ottobre emanò il decreto con cui suddivise la diocesi in sei zone pastorali.
Ricordiamo anche la richiesta che il vescovo Gastone fece ai pratesi il giorno del proprio ingresso, il 23 febbraio 1992: «Fate qualcosa di bello per il regno di Dio». Una espressione, come disse mons. Simoni in una intervista rilasciata a Toscana Oggi alla vigilia del suo saluto alla diocesi, ripresa dal titolo di un libro su Madre Teresa. «Una frase che poi ho ripetuto più volte in pubblico – disse – agli adulti, ai ragazzi delle cresime, nei vari incontri. Vuol dire qualcosa di bello, di buono, di utile nel senso più profondo, per gli altri, per il prossimo. Non c’è qualcosa di bello per Dio che non diventi qualcosa di bello per gli altri».

I chierichetti si radunano e sono pronti a ricominciare il nuovo anno pastorale

Giornata di festa per i chierichetti che si sono dati appuntamento alla canonica di Gonfienti. Sabato scorso, 24 settembre, c’erano una quarantina di bambini, in maggioranza femmine, al primo appuntamento promosso dalla Pastorale dei ministranti, l’equipe di lavoro pensata dal Vescovo per curare la formazione e l’animazione dell’«esercito» dei piccoli aiutanti dei sacerdoti. In diocesi sono davvero tanti, secondo un primo censimento, oltre trecento.

 

giornata chierichetti

 

All’incontro di sabato c’erano chierichetti appartenenti alle parrocchie di Santa Maria della Pietà, Coiano, Resurrezione, Ascensione, San Giuseppe, Iolo e Maliseti. La giornata è cominciata con la celebrazione della messa presieduta dal Vescovo, dopo una camminata dallo stadio al paese di Gonfienti, e poi spazio ai giochi e alla conoscenza reciproca. Nell’occasione è stato distribuito il secondo numero del giornalino trimestrale dei ministranti. Mons. Agostinelli ha invitato tutti i chierichetti pratesi a servire messa in due occasioni importanti per la vita diocesana: la chiusura del Giubileo domenica 13 novembre e la festa patronale del 26 dicembre.

 

giornata chierichetti giochi

 

Per rimanere in contatto si può consultare la sezione dedicata sul sito della diocesi e scrivere una email a ministranti@diocesiprato.it.

Il Vescovo ha telefonato a Giovanni Nuti per sincersarsi delle condizioni di Francesco

Questa mattina il vescovo Franco Agostinelli ha telefonato a Giovanni Nuti per sincerarsi sulle condizioni del fratello Francesco. «Esprimo la mia vicinanza alla vostra famiglia – ha detto monsignor Agostinelli a Giovanni – non solo perché Francesco Nuti è molto conosciuto e amato dalla città, ma perché è importante stare vicino a chi affronta pagine difficili delle propria vita».

 

Giovanni ha ringraziato il Vescovo e lo ha aggiornato sullo stato salute del fratello Cecco, ricoverato da martedì al Cto di Firenze a seguito di una emorragia cerebrale che si è verificata dopo una caduta. «Stiamo vivendo un momento di cauto ottimismo – ha detto Giovanni a monsignor Agostinelli –, l’operazione è andata bene e il personale ospedaliero è davvero eccezionale».

 

Il Vescovo ha assicurato la vicinanza nella preghiera al Cecco di Narnali e ha promesso di telefonare di nuovo nei prossimi giorni per sapere se ci sono dei miglioramenti.

 

Monsignor Agostinelli ha rivelato di seguire la carriera artistica di Nuti fin dagli esordi. «Tanti anni fa, erano i primi anni Ottanta, sono andato al teatro Politeama di Arezzo con alcuni amici a vedere uno spettacolo di Francesco quando era con i Giancattivi. La loro comicità surreale e intelligente mi è sempre piaciuta», conclude il Vescovo.

il vescovo agostinelli e corsinovi a amatrice

Il vescovo Agostinelli ad Amatrice e in altri paesi colpiti dal terremoto

Il vescovo di Prato Franco Agostinelli è stato in visita ad Amatrice e in alcune frazioni della montagna reatina colpite dal terremoto del 24 agosto. Monsignor Agostinelli è il correttore nazionale delle Misericordie d’Italia e in qualità di assistente spirituale del movimento è andato a rendersi conto della situazione direttamente sul posto. Partito all’alba di oggi, mercoledì 31 agosto, il Vescovo ha avuto come prima destinazione il grande campo di accoglienza per sfollati a Sant’Angelo gestito dalle Misericordie. Ad accoglierlo c’erano il presidente della Confederazione nazionale Roberto Trucchi e il coordinatore dell’area emergenza Alberto Corsinovi, che è anche presidente delle Misericordie toscane. Con monsignor Agostinelli anche monsignor Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il correttore della Toscana don Simone Imperiosi e il provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini.

 

«Sono venuto qui per vedere l’impegno della Misericordia a favore delle popolazioni di Amatrice e degli altri paesi duramente provati dal terremoto – dice il vescovo Agostinelli –, posso complimentarmi con tutti i volontari per il grande lavoro che stanno svolgendo, perché lo fanno con entusiasmo e competenza». Nella prima fase dell’emergenza sono intervenuti oltre 350 confratelli provenienti in gran parte dalle Misericordie della Toscana. Attualmente sono un centinaio quelli che si trovano sul posto con il compito di fornire assistenza alle persone. «I nostri volontari pensano agli alloggi, alla mensa e alla cura dei servizi igienici ma non solo – aggiunge mons. Agostinelli – nei campi base viene dato soccorso medico e anche un aiuto psicologico. Quest’ultimo soprattutto è quanto mai importante».

 

Ma il Vescovo è rimasto anche impressionato dalla grande forza d’animo della gente di Amatrice: «Stanno affrontando questo difficile situazione con estrema dignità, nessuno pensa di andare via, sanno che questo è il loro posto e qui vogliono rimanere. Ci stanno chiedendo una mano per ripartire e tutti noi siamo chiamati a dare una risposta».

 

Nel pomeriggio di oggi monsignor Agostinelli è andato a Rieti per incontrare il vescovo diocesano monsignor Domenico Pompili. «A lui ho voluto portare il mio abbraccio e quello di tutti i pratesi – conclude il Presule – e ho dato la disponibilità come assistente delle Misericordie e come vescovo di Prato a dare una mano per la ricostruzione materiale, umana e spirituale di questi luoghi così duramente colpiti».

 

Il Vescovo tornerà a Prato in serata. Domenica prossima, 4 settembre, sarà a Roma in piazza San Pietro per concelebrare la messa presieduta da papa Francesco in occasione del giubileo del volontariato e degli operatori di Misericordia.

Al via gli oratori estivi parrocchiali. Il saluto del Vescovo a ragazzi e animatori: “Buon divertimento!”

«Un saluto e un augurio di buon divertimento a tutte le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi della nostra diocesi impegnati negli oratori estivi». È il messaggio che il vescovo di Prato Franco Agostinelli invia ai partecipanti ai Grest, i gruppi estivi promossi a partire da oggi, lunedì 13 giugno, in moltissime parrocchie.

 

«Si tratta di una esperienza altamente formativa, importante per la crescita umana e spirituale delle nuove generazioni – aggiunge monsignor Agostinelli –, di un servizio messo in campo con generosità dai nostri parroci, che offrono spazi e attenzioni nei confronti dei più piccoli. Gioco, preghiera e attività di confronto e riflessione sono proposte valide e utili per diventare i buoni cristiani e i buoni cittadini di domani. Ringrazio di cuore tutti i giovani animatori, e sono tantissimi, che hanno deciso di donare un po’ del loro tempo a servizio dei bambini. L’impegno e la dedizione che mostrate siano d’esempio per i vostri coetanei».

 

Il Vescovo dà appuntamento a tutti giovedì 23 giugno, quando in piazza Santa Maria delle Carceri si terrà la tradizionale festa diocesana degli oratori. Al mattino il centro storico sarà «invaso» dall’allegria dei bambini delle parrocchie, impegnati in giochi, canti e balli per le strade cittadine. L’incontro si chiuderà con il passaggio dei presenti attraverso la Porta Santa della basilica, le Carceri sono infatti chiesa giubilare, e con un momento di preghiera guidato da monsignor Agostinelli.

Cresimandi pratesi

Cresimandi in pellegrinaggio a Roma con il Vescovo Franco

Quattrocentocinquanta persone in pullman verso Roma, cresimandi con le loro famiglie in viaggio nell’anno giubilare della Misericordia. Un momento di raccoglimento ma anche di condivisione, per stare insieme e riflettere su un passaggio tra i più importanti nella vita di un cristiano: appunto, la Cresima.

È il senso con cui, ormai da qualche anno, l’Ufficio catechistico diocesano di Prato organizza il pellegrinaggio rivolto ai giovani che, nell’anno in corso, hanno ricevuto o si preparano a ricevere il sacramento della confermazione. L’appuntamento è per sabato 16 aprile.

 

Lo scorso anno la meta fu Assisi, con oltre 300 presenze; quest’anno, complice la coincidenza del Giubileo straordinario, l’obiettivo non poteva non essere Roma, e a Roma, San Pietro e la Porta Santa. Questa volta la partecipazione registra il proprio record, corrispondente ai 2/3 dei ragazzi cresimati in diocesi nel 2016.

 

«È un momento particolare, e che vediamo sta raccogliendo sempre più consensi e presenze – racconta don Gianni Gualtieri, il direttore dell’Ufficio catechistico che organizza il pellegrinaggio – tra i ragazzi è un appuntamento che si sta diffondendo, è un modo per stare insieme con tutte le parrocchie, anche perché non tutti i gruppi parrocchiali hanno momenti specifici in cui si ritrovano insieme e questa invece è una bella occasione».

 

Il programma prevede la partenza di buon mattino alle 5,30; l’arrivo a Roma con un passaggio alla Porta di San Paolo fuori le mura; poi a San Pietro, dove il gruppo seguirà le indicazioni giubilari di un tragitto a piedi da Castel Sant’Angelo alla Porta Santa. Poi, la partecipazione alla messa. Del gruppo faranno parte giovani cresimati o cresimandi che riceveranno il sacramento entro l’anno; insieme con loro anche le famiglie e i catechisti.

 

In partenza ci saranno nove autobus, sui quali saliranno le seguenti parrocchie: Figline, Narnali, San Giovanni Bosco, Chiesanuova, Coiano, Tobbiana, Resurrezione, San Paolo, Pietà, Sant’Agostino, San pietro a Iolo, Castellina, Schignano, San Giusto, Santi Martiri e i ragazzi dell’oratorio di Sant’Anna.

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