Archivi categoria: Vita della Diocesi

Ufficio catechistico: ecco il programma con tutti gli appuntamenti dell’anno

L’Ufficio catechistico guidato da don Carlo Geraci ha predisposto un fitto calendario di attività rivolte a tutti i catechisti della Diocesi di Prato. Il primo incontro è per sabato 3 ottobre con il vescovo Giovanni in occasione dell’avvio dell’anno catechistico: l’appuntamento è alle 9,30 in San Domenico in ascolto della parola del presule; alle 11 messa con Mandato ai catechisti.

 

Tra gli altri incontri segnaliamo un laboratorio sul nuovo Direttorio di Catechesi alla presenza del direttore dell’ufficio catechistico nazionale mons. Valentino Bulgarelli. Poi sono in programma il tradizionale appuntamento in preparazione al Natale e il pellegrinaggio dei Cresimandi (a Siena).

 

Il 13 marzo sarà a Prato padre Ermes Ronchi per tenere una meditazione su ciò che tocca il cuore dell’uomo.

 

Questo il programma con tutte le iniziative in pdf e sotto la locandina

 

 

 

«Giovani pratesi nel lockdown», tavola rotonda con il Vescovo per parlare di educazione

«Isolati, ma non schiacciati. Giovani pratesi nel lockdown». È il titolo di una tavola rotonda in programma lunedì 14 settembre alle 18 al Conservatorio di San Niccolò. L’iniziativa sarà il punto di partenza per un cammino pensato dal vescovo Giovanni per andare incontro ai ragazzi e alle loro esigenze.

 

Il titolo nasce da un sondaggio promosso da Caritas e Insieme per la Famiglia tra gli adolescenti pratesi durante il lockdown. Tramite i professori di religione e i giovani che negli ultimi anni hanno partecipato a iniziative Caritas è stato diffuso sui social un questionario rivolto ai ragazzi e alle ragazze pratesi tra i 14 e 18 anni. «L’obiettivo era quello di chiedere loro come stessero vivendo il difficile periodo della quarantena», spiega Idalia Venco, direttore della Caritas e presidente di Insieme per la Famiglia. La risposta è stata straordinaria e inaspettata: sono tornate indietro 800 risposte e tra queste sono stati presi in esame 629 questionari, compilati da 284 maschi e 345 femmine.

 

Il risultato di questa indagine – che fotografa paure, fa emergere disagi e contiene anche speranze – sarà al centro dell’incontro di lunedì 14 settembre, al quale sono invitati a partecipare educatori, genitori, insegnanti e tutti coloro che hanno a cuore il futuro delle giovani generazioni.

 

Dopo i saluti iniziali del presidente della Fondazione San Niccolò Guido Giovannelli, della preside di San Niccolò Mariella Carlotti e dell’assessore all’istruzione Ilaria Santi, la sociologa Ester Macrì presenterà l’analisi dei dati emersi dai questionari. Poi interverranno: il preside del Gramsci-Keynes e referente della rete dirigenti scolastici Stefano Pollini, padre Emanuele Lanfranchi, Emanuele Parini e Anna Ceccherini a nome del Forum delle associazioni familiari e Elisa Belluomini che ha partecipato all’iniziativa «48 ore senza compromessi» promossa da Insieme per la Famiglia. Conclude il vescovo Giovanni Nerbini.

 

Nel progetto sono coinvolti uffici diocesani e varie realtà della comunità ecclesiale: le pastorali della scuola, quella catechistica, giovanile e vocazionale, la Caritas, l’Azione Cattolica, gli scout Agesci, ma anche animatori parrocchiali e sacerdoti. Il coordinatore è Alessandro Ventura della parrocchia di Maliseti.

 

 

Oratori 2020, la modulistica da scaricare per iniziare le attività

«Quest’estate così inedita porta con sé un sano desiderio di divertimento e di socialità, di aria fresca e di amicizia». Inizia così, con questo annuncio di speranza, il vademecum preparato dal gruppo diocesano che nelle scorse settimane ha lavorato all’organizzazione degli oratori estivi.

 
Il tema scelto è «20 di futuro», un progetto nato sulla scia del documento della Cei «Aperto per ferie». Il titolo è così composto: 20, come l’anno di questa estate, ma anche «venti» come quelli che sosterranno la rotta di ragazzi e animatori. Due i punti di riferimento per le riflessioni: l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, che invita a guardare il mondo con nuovi occhi e con più attenzione al rispetto della «casa comune» e l’agenda 2030 dell’Onu dedicata allo sviluppo sostenibile.

 

Dodici le parrocchie che in questa estate segnata dal Covid proporranno il Grest: Santa Maria dell’Umiltà a Chiesanuova, San Giovanni Battista a Maliseti, Immacolata Concezione a Galcetello, San Pietro a Iolo, Sant’Antonio a Reggiana, San Pietro a Grignano, San Pietro e la Visitazione a Galciana, Santa Maria del Soccorso, Santa Maria della Pietà, San Silvestro a Tobbiana, Sofignano e il centro giovanile di Sant’Anna. Quasi tutti inizieranno lunedì 22 giugno.

 

Sotto è possibile scaricare i seguenti documenti (materiale riservato agli organizzatori):

 

Il vademecum «20 di futuro»

La modulistica per gli oratori 2020 (iscrizioni, privacy, liberatoria per riprese video…)

La cartellonistica con le norme anti contagio da rispettare

 

 

Oratori al via (e in sicurezza) in 15 parrocchie

Inizia a prendere forma l’estate dei ragazzi nelle parrocchie pratesi. Subito dopo la pubblicazione delle linee guida per la gestione in sicurezza delle proposte di socialità e gioco per bambini e adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid, la Diocesi di Prato ha costituito un gruppo di lavoro per coordinare e organizzare gli oratori estivi nel rispetto delle regole. «Riteniamo fondamentale la proposta educativa promossa in estate dalle parrocchie – spiega il vescovo Giovanni Nerbini – e pensiamo che proprio in un momento difficile come quello che stiamo vivendo sia opportuno non rinunciare a questa esperienza di socialità e di crescita per i ragazzi e le loro famiglie».

Pur non nascondendo criticità e difficoltà organizzative, le parrocchie che daranno vita all’oratorio nel periodo giugno-luglio sono quindici.

 

Cercasi animatori

 

Secondo le linee guida occorre la presenza di un animatore maggiorenne ogni sette bambini. Per questo motivo le parrocchie stanno cercando persone disponibili a svolgere questo prezioso servizio. L’Ufficio scolastico diocesano ha accolto la proposta del gruppo coordinamento oratori ideando una «banca del tempo». La proposta è rivolta a tutti gli adulti, in particolare insegnanti, che durante l’estate hanno un po’ di tempo libero e vogliono mettersi a disposizione dei centri estivi. Basta scrivere all’indirizzo email oratoriuniti@gmail.com le proprie disponibilità. La volontà della Diocesi è quella di partire con le attività dal 15 giugno.

 

Organizzazione, sicurezza e costi

 

La parrocchia che allestirà un oratorio deve inviare alla Diocesi le planimetrie degli spazi, indicando la zona di triage all’ingresso dell’area, i luoghi adibiti alle attività, al ristoro e i bagni. Ogni parrocchia deve nominare un responsabile locale del progetto e un responsabile locale del protocollo di sicurezza, cui compete verificare che il progetto sia aderente alla normativa anti-contagio. Il costo settimanale richiesto alle famiglie andrà dai 30 ai 60 euro, a seconda se nella proposta è previsto il pranzo oppure no.

 

L’area triage e i test sierologici in collaborazione con la Misericordia

 

All’ingresso dell’oratorio dovrà essere allestita l’area triage; il servizio sarà svolto in collaborazione con la Misericordia di Prato e sezioni che, con il proprio personale, provvederà alla misurazione della temperatura corporea e alla consegna, se ne fossero sprovvisti, dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) per bambini e animatori. Ogni bambino dovrà portare all’oratorio uno zaino con guanti e mascherina monouso, gel igienizzante, borraccia d’acqua personale, oltre che all’eventuale materiale per le attività. La Diocesi ha acquistato quattromila mascherine lavabili, quindicimila paia di guanti e mille borracce in alluminio da consegnare ai partecipanti. La Misericordia inoltre si è detta disponibile a fare i test sierologici a tutti gli animatori coinvolti.

 

La questione Scia

 

Secondo le direttive del Governo e della Regione l’avvio delle attività in un centro estivo dovrà essere comunicata all’Amministrazione comunale attraverso la piattaforma Suap, lo sportello unico per le attività produttive. Chi intende organizzare un oratorio deve dunque presentare la Scia, la preventiva segnalazione certificata di attività. Il problema è che le parrocchie non sono imprese e stanno avendo non poche difficoltà a interfacciarsi con la Pubblica amministrazione attraverso questo canale. «Stiamo cercando di capire insieme al Comune di Prato come risolvere questa richiesta che potrebbe rappresentare un ostacolo alla organizzazione delle attività nelle parrocchie, che non sono enti commerciali, né a fine di lucro», afferma Gabriele Bresci, segretario di Curia e membro del gruppo coordinamento oratori.

8 x mille alla Chiesa Cattolica, una scelta di appartenenza

Il pensiero di tutti in questo periodo è sicuramente altrove ma dal 14 maggio è possibile presentare la dichiarazione dei redditi tramite l’invio del 730 o del modello Unico. È bene dunque ricordare l’importanza di scegliere a chi destinare l’8 x mille e di barrare nell’apposito spazio la casella della Chiesa Cattolica. «È un gesto di appartenenza e di solidarietà di importanza fondamentale e lo è ancora di più in questa fase di emergenza sanitaria», dice il responsabile diocesano del Sovvenire Andrea Rosati.

 

L’incaricato del Sovvenire sottolinea la delicatezza del momento che stiamo vivendo, le cui conseguenze sociali stanno cominciando ad affiorare. «Grazie ai contributi derivanti dall’8 x mille la Cei ha compiuto interventi per 224,8 milioni di euro per far fronte all’emergenza Coronavirus», dice Rosati. A questa somma occorre aggiungere le iniziative messe in campo dalle singole diocesi in tutta Italia. «La cifra devoluta dalla Chiesa è molto alta e rappresenta oltre il 20% di quanto ogni anno riceve dallo Stato dal fondo dell’8 x mille», aggiunge ancora.

 

«Ricordiamo – dice infine Andrea Rosati – che anche chi non è tenuto a presentare il 730 può ugualmente fare la sua scelta riempiendo un apposito modello». Solitamente questo documento è reperibile nelle sacrestie delle chiese ma viste le restrizioni in atto chi vuole può scaricarlo qui sotto. Una volta compilato potrà essere consegnato al proprio parroco non appena sarà possibile.

Modello destinazione 8 per mille

Le Palme, le celebrazioni in tv e in streaming del Vescovo e delle parrocchie pratesi

Ci stiamo avvicinando a Pasqua e in questo tempo di emergenza sanitaria i riti del Triduo verranno celebrati tenendo conto delle prescrizioni contenute nei decreti governativi. Il prossimo 5 aprile è la Domenica delle Palme, nella quale si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la sua Passione e la Morte. È il giorno che segna l’inizio della Settimana Santa.
Confermata l’impossibilità dei fedeli di partecipare di persona alle celebrazioni, ricordiamo che i sacerdoti celebrano l’Eucarestia anche in assenza di popolo. Molti parroci stanno continuando il loro servizio pastorale attraverso l’uso delle nuove tecnologie, utili per trasmettere, anche in diretta, messe e riflessioni. Partecipare dunque è possibile attraverso i mezzi di comunicazione.

 
La Domenica delle Palme la tradizionale benedizione dei rami di ulivo sarà simbolica, all’interno delle celebrazioni nelle chiese parrocchiali. In cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa alle ore 18 trasmessa in diretta da Tv Prato (canale 74 e in streaming su tvprato.it). L’emittente cittadina si collegherà anche con la basilica di San Pietro a Roma per la celebrazione presieduta da papa Francesco alle ore 11.

 
Le parrocchie in streaming. Ma come detto sono molte le parrocchie pratesi che si sono attrezzate per rimanere in contatto con i fedeli usando, in particolare, la propria pagina Facebook. Ecco quali comunità trasmetteranno questa domenica la messa delle Palme: alle ore 9 San Giorgio a Colonica; alle ore 10 San Bartolomeo a Coiano, Santa Maria Maddalena a Tavola, San Giovanni Battista a Maliseti, Santi Martiri, La Resurrezione, Madonna dell’Ulivo e San Silvestro a Tobbiana (sul proprio canale Youtube); alle 10,30 San Pietro a Grignano e San Pietro a Mezzana (sul profilo personale del parroco don Massimo Malinconi); alle ore 11 San Martino a Paperino e Fontanelle. Molti sacerdoti al termine delle celebrazioni usciranno dalla chiesa e dal sagrato impartiranno la benedizione alle comunità parrocchiali.

 
Piccole liturgie domestiche. Monsignor Nerbini ha chiesto a tutti i parroci di preparare del materiale così da permettere alle famiglie di celebrare piccole liturgie domestiche, in occasione dei pasti, soprattutto nella Domenica delle Palme, giovedì Santo, Domenica di Pasqua. L’invito ai pratesi è quello di fare «una lettura, breve riflessione, la benedizione della mensa da parte del padre di famiglia, magari con l’accensione di una candela», conclude il Vescovo.

 
Le confessioni. Per prepararsi alla Pasqua i fedeli sono da sempre invitati ad accostarsi al sacramento della confessione. Viste le restrizioni in atto riguardanti gli spostamenti e il divieto di assembramenti anche la «riconciliazione» subisce delle modifiche. In una lettera indirizzata ai sacerdoti il vescovo Giovanni Nerbini suggerisce alcune indicazioni: «In caso di impossibilità a fare diversamente la norma della Chiesa permette che il fedele compia un atto di contrizione sincero e profondo e si accosti alla Comunione con l’impegno ad accedere alla confessione sacramentale per l’accusa dei peccati, non appena questo diventi possibile. I sacerdoti, che trovandosi in chiesa ricevessero la richiesta di una confessione, sempre rispettando le norme sulla distanza tra le persone, possono senz’altro acconsentire offrendo subito dopo la S. Comunione».

19 marzo 2020: ostensione straordinaria del Cingolo. Le parole del vescovo Giovanni

Carissimi fratelli e sorelle che siete collegati con noi dalle vostre case, quelle case che oggi più che mai, in un tempo così eccezionale, sono tornate ad essere il cuore della nostra comunità. La Sacra Cintola, stasera, è tornata a legarci in modo specialissimo, facendoci sentire tutti – più che mai – una famiglia di famiglie, una unica grande comunità, quella dei pratesi di vecchia origine e di nuova – più o meno nuova – provenienza. Penso ai cittadini di origine cinese: il virus in poche settimane sta iniziando ad abbattere muri che quasi trent’anni di convivenza non erano riusciti a scalfire.

 

La paura e il disorientamento di questi giorni non devono avere il sopravvento. Per questo abbiamo compiuto un gesto molto importante per chi ha fede: mettere consapevolmente tutta la nostra vita e la nostra storia PERSONALE E COMUNITARIA nelle mani di Maria che sappiamo essere Madre premurosa. Maria è donna dell’attenzione, della tenerezza, e ci saprà soccorrere. Avrà cura di noi, una cura speciale. È questa una certezza che deve darci forza. Penso in questo momento particolare anche ai tanti, uomini e donne, medici e infermieri e non solo, che si prendono cura di chi soffre. Che la Madonna e San Giuseppe davvero possano accompagnare e sostenere il loro lavoro.

 

Questo tempo così difficile, carico di dolore per molti, può trovare un senso e una sua dimensione provvidenziale se sapremo coglierne gli aspetti più profondi, se sapremo tornare a dare valore al significato della nostra vita e alle relazioni con gli altri, beni preziosi spesso travolti da un’esistenza frenetica che ha perso l’orizzonte del senso. Ecco così che il Coronavirus diventa una provocazione non solo per la scienza e la medicina che alla fine – sono sicuro – lo sconfiggeranno ma anche per la nostra vita quotidiana che non potrà e non dovrà essere più come prima.

       

Tutto non sarà come prima, questa esperienza dolorosa ci cambierà e ci deve cambiare nel modo in cui guardiamo ai problemi del mondo. I morti da coronavirus sono arrivati nel mondo, purtroppo, a 8000. Un numero importante, quanta sofferenza per queste persone proviamo tutti. Intanto ho scoperto che ogni giorno nel mondo muoiono di fame 7000 bambini e ho provato un senso di grande vergogna. Non riusciamo a scandalizzarci e a provare vergogna per questi bambini colpiti non da un virus sconosciuto ma da un sistema in cui siamo tutti corresponsabili. Non ci possiamo svegliare solo quando l’acqua tocca le nostre caviglie. La barca è una. Vivere dissennatamente mette in crisi il mondo intero.

 

Pregare, affidarsi a Dio per Maria, è un atto fondamentale. Lei ci darà consolazione e forza. Certo questo non ci esime dalla responsabilità di cambiare tanti comportamenti che sono concause dei guasti presenti.

Dopo decenni di cultura dell’individualismo, della frammentazione, del privato che prevale sulla vita comune, di colpo siamo costretti a riprendere consapevolezza che non possiamo fare a meno delle relazioni con l’altro. Non era mai accaduto prima: in questo momento ognuno di noi è responsabile della vita degli altri. Dipende da ciascuno di noi, dai suoi comportamenti, dalle sue attenzioni per sé stesso e per gli altri se riusciremo a vincere questa guerra mai conosciuta prima. Questo è il tempo di uomini e di donne che nel loro quotidiano mettono al primo posto la responsabilità personale e sociale.

 

Le relazioni costruiscono una comunità. Stiamo prendendo consapevolezza di vivere un evento tanto straordinario, tanto pesante quanto imprevedibile e che nessuno al momento attuale riesce a dominare e risolvere. Si corre ai ripari per contenere, arginare il fenomeno. Molti auspicano piuttosto sbrigativamente che tutto passi in fretta perché TUTTO TORNI COME PRIMA, COM’ERA NEL PASSATO. Laddove invece ci è richiesto di guardare IN AVANTI per costruire un FUTURO nuovo, una nuova comunità.

 

I cristiani debbono perciò sentirsi particolarmente interpellati in ragione della “speranza” che deve abitare nei loro cuori, assieme alla fede e alla carità. Quello che arriva è un mondo nuovo. Il paradigma economico è mutato in una notte; abbiamo ridato alla politica autorità di decisione e priorità su gran parte della realtà; l’esperienza di un paese che rimodella la sua quotidianità lavorativa, sociale e culturale grazie agli strumenti digitali produce una cesura netta nel modo di pensare lavoro, comunicazione, scambio di idee. In questo crollo del mondo di ieri e annuncio di un domani che c’è già ma non conosciamo, penso al profeta Geremia, che mentre Gerusalemme cade e va in fiamme, mentre è chiaro che la fede e Israele non saranno più come prima, compie il gesto profetico di comprare un campo. Guarda avanti, pensa il domani. Forse, cari pratesi, in questo momento così difficile, dovremmo essere come Geremia: avere cura del popolo nella tribolazione ma anche acquistare il nostro campo per seminare e costruire la nuova città, il domani che è nelle nostre mani. Una nuova città dove la politica, quella con la P maiuscola, prevalga sulla finanza, dove il bene comune sappia comporre i pur legittimi interessi particolari, dove la legge prevalga sull’illegalità e lo sfruttamento, dove italiani e cinesi sappiano dar vita insieme a nuove opportunità economiche e di lavoro, dove tutte le principali componenti lascino da parte le proprie visioni particolari e sappiano disegnare insieme un nuovo volto della città, perché – come ci dice l’emergenza del Coronavirus – solo insieme potremo salvarci.

 

In questi giorni di maggiore disponibilità di tempo libero, a casa guardate i vostri bambini. Ammirate e commuovetevi per la loro freschezza, la semplicità, l’intelligenza, la loro purezza e sognate e impegnatevi nelle cose piccole e grandi a costruite per loro e per tutti i loro coetanei, in tutta la terra il futuro ed il mondo migliore possibile.

 

Siamo ancora nel mezzo del guado ma guardiamo avanti, alla Pasqua. Non sappiamo ancora se ci sarà dato di celebrarla e come; abbiamo però nel cuore una certezza straordinaria: Cristo è risorto e da risorto ha vinto i nemici dell’uomo che sono il peccato e la morte e attira oggi con forza il cammino della storia, di tutti i popoli verso un fine di bene.

 

+ Giovanni Nerbini

Vescovo di Prato

La Catechesi in parrocchia arriva su TV Prato

Il cammino delle parrocchie pratesi sbarca in televisione. Su indicazione del vescovo Giovanni le comunità della diocesi – parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali – stanno vivendo al loro interno un percorso formativo basato sulla meditazione della Parola a partire dagli Atti degli Apostoli. È questa la richiesta che monsignor Nerbini ha fatto durante il convegno pastorale convocato lo scorso settembre in San Francesco. In quella occasione ci fu la proposta di realizzare su Tv Prato una trasmissione che racconti e testimoni questa esperienza. È nato così <Catechesi in Tv>, un ciclo formato da tre puntate coordinate dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e prodotte da Tv Prato.

Santi Martiri, San Giusto e Immacolata Concezione a Galcetello le tre parrocchie che hanno accettato di confrontarsi davanti alle telecamere sulle schede degli Atti degli Apostoli preparate dal Vescovo. Punto di partenza, come negli incontri che in questo periodo stanno vivendo le varie comunità, sono i brani degli Atti e poi, grazie agli spunti offerti dal parroco, spazio alla discussione tra i fedeli presenti. Ogni puntata, della durata di venti minuti, è introdotta da una anteprima nella quale il sacerdote – don Gianni Gualtieri, don Helmut Szeliga e don Andrea Cerretelli – anticipa il tema di discussione e invita i telespettatori alla visione.

La prima puntata, con la scheda numero 1, girata ai Santi Martiri andrà in onda domenica 23 febbraio alle ore 21. Domenica primo marzo, sempre alle 21, toccherà a San Giusto con il commento alla scheda 2 e domenica 8 marzo a Galcetello con la scheda numero 3. Le repliche sono in programma il martedì alle 21,50 e il mercoledì alle 12,50.  È possibile rivedere la trasmissione sul canale Youtube di Tv Prato e su tvprato.it e sul sito web della diocesi (diocesiprato.it).

Meno ci apriamo alla Parola permettendole di modellare i nostri pensieri ed azioni, più rimaniamo prigionieri dei nostri pensieri, delle nostre convinzioni.

Il filo conduttore del percorso formativo sarà rappresentato dalla meditazione della Parola a partire dagli Atti degli Apostoli. Un testo che invita a «cogliere il nesso tra le vicende narrate e le sfide che ci troviamo ad affrontare», disse il vescovo Giovanni. Nessun piano o lettera pastorale dunque, la scelta è quella di essere subito operativi attraverso l’uso di schede, utili per vivere insieme alla propria comunità di appartenenza momenti di confronto e condivisione. Il sussidio è stato preparato da monsignor Nerbini insieme a don Gianni Gualtieri, biblista e incaricato regionale alla evangelizzazione e alla catechesi. «Prima si prende in mano il brano suggerito, si legge insieme, si analizza il testo e poi, sempre insieme, ci si interroga sugli spunti suggeriti dalla lettura – spiega mons. Nerbini -, la proposta è di fare un incontro mensile, ma le parrocchie possono anche decidere di trovarsi ogni quindici giorni, sulla modalità di incontro c’è assoluta libertà di organizzazione».

Secondo Nerbini rimettere al centro la Parola è necessario, «senza di essa il dialogo diventa monologo e purtroppo dobbiamo ammettere che, nella prassi ordinaria, la grande assente sembra proprio essere la Parola, non percepita come necessaria nelle scelte di vita personali e comunitarie».

Le schede potranno essere scaricate su questo sito e saranno online dal 14 novembre, giorno in cui il Vescovo presenterà il cammino ai sacerdoti nel corso dell’assemblea del clero convocata in Seminario.

Proseguono gli incontri di lectio divina tenuti dal vescovo Giovanni nei sette vicariati della diocesi. I prossimo appuntamenti, tutti con inizio alle 21, sono: giovedì 20, per il vicariato est, alla parrocchia della Resurrezione; lunedì 24, zona sud-ovest, a Sant’Antonio a Reggiana; lunedì 2 marzo, vicariato Valbisenzio, nel teatro parrocchiale di Usella. Martedì 10 marzo appuntamento a Maliseti per il vicariato ovest.

Istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuit illis dello scorso settembre, il 26 gennaio la Chiesa ha celebrato per la prima volta la Domenica della Parola di Dio. L’iniziativa ha lo scopo di ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione. Papa Francesco ha stabilito che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario dell’Anno liturgico che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra Ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per sottolineare anche il grande valore ecumenico di questo appuntamento.

A Prato il vescovo Giovanni andrà in ciascuno dei sette vicariati a tenere una Lectio Divina.

Ecco le date con gli appuntamenti in programma:

giovedì 20, ore 21, vicariato est, alla Resurrezione; lunedì 24, ore 21, zona sud-ovest, a Reggiana; lunedì 2 marzo, ore 21, vicariato Valbisenzio. Da definire l’incontro con la zona ovest.

Ecco una anteprima del nuovo programma

 

A Lourdes con Nerbini e in Polonia sulle orme di Giovanni Paolo II

L’ufficio pellegrinaggi della Diocesi di Prato guidato da don Giancarlo Innocenti ha organizzato per il 2020 numerosi pellegrinaggi.

 

Tra i viaggi in programma, il lunedì di Pasqua quello al santuario della Corona e Lago di Garda; il 16 maggio a Montenero in occasione dell’offerta dell’olio alla lampada della Madonna; dal 19 al 21 giugno a Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo; dal 25 al 27 dicembre sulle Dolomiti e al santuario di Pietralba; dal 16 al 19 ottobre a Fatima insieme al vescovo Giovanni Nerbini; il 14 novembre a Roma e Musei Vaticani e dal 26 al 29 dicembre a Praga. Dal 24 aprile al 1° maggio il vescovo Giovanni guiderà il pellegrinaggio in Terra Santa. Otto giorni che consentiranno ai partecipanti di visitare e scoprire i luoghi dove è nato e vissuto Gesù. Le iscrizioni per questo pellegrinaggio sono già chiuse.

 

Monsignor Nerbini guiderà inoltre un pellegrinaggio a Lourdes, in programma dall’1 al 4 giugno. La partenza è prevista per le 23,55 di domenica 31 maggio in pullman GT, con arrivo a Lourdes lunedì 1° giugno. Tra le attività previste, la visita ai luoghi di Bernadette, la partecipazione alla processione del Santissimo; il Rosario alla Grotta; la partecipazione alla messa internazionale e alla processione mariana dopo cena «aux flambeaux». Durante le giornate sono previsti momenti per la preghiera personale e per il bagno nelle piscine. La quota di partecipazione è di 330 euro (supplemento camera singola 100 euro) e comprende il viaggio andata e ritorno, pensione completa. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 15 aprile (con caparra di 100 euro).

 

Dal 17 al 24 agosto, nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, è in programma un pellegrinaggio in Polonia. L’itinerario permetterà ai partecipanti di visitare Cracovia; il santuario della Divina Misericordia a Cracovia – Lagiewniki; il santuario di Kalwaria; Wadowice, dove è nato Giovanni Paolo II; Czestochowa e il suo santuario; Lublino e la regione della Masuria, considerata tra le zone più belle del pianeta; Varsavia e la chiesa di San Stanislao. La quota di partecipazione è di 1450 euro (supplemento camera singola 220 euro). Le iscrizioni andranno effettuate entro il 15 giugno, complete di fotocopia del documento di identità, passaporto o carta d’identità e un acconto di 250 euro. Il saldo dovrà essere pagato entro il 17 luglio.

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio Pellegrinaggi di Piazza Lippi 34, aperto dal martedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,30; 0574 930630, u.pellegrinaggi@hotmail.it; www.pellegrinaggiprato.org.

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