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Le Palme, le celebrazioni in tv e in streaming del Vescovo e delle parrocchie pratesi

Ci stiamo avvicinando a Pasqua e in questo tempo di emergenza sanitaria i riti del Triduo verranno celebrati tenendo conto delle prescrizioni contenute nei decreti governativi. Il prossimo 5 aprile è la Domenica delle Palme, nella quale si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la sua Passione e la Morte. È il giorno che segna l’inizio della Settimana Santa.
Confermata l’impossibilità dei fedeli di partecipare di persona alle celebrazioni, ricordiamo che i sacerdoti celebrano l’Eucarestia anche in assenza di popolo. Molti parroci stanno continuando il loro servizio pastorale attraverso l’uso delle nuove tecnologie, utili per trasmettere, anche in diretta, messe e riflessioni. Partecipare dunque è possibile attraverso i mezzi di comunicazione.

 
La Domenica delle Palme la tradizionale benedizione dei rami di ulivo sarà simbolica, all’interno delle celebrazioni nelle chiese parrocchiali. In cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa alle ore 18 trasmessa in diretta da Tv Prato (canale 74 e in streaming su tvprato.it). L’emittente cittadina si collegherà anche con la basilica di San Pietro a Roma per la celebrazione presieduta da papa Francesco alle ore 11.

 
Le parrocchie in streaming. Ma come detto sono molte le parrocchie pratesi che si sono attrezzate per rimanere in contatto con i fedeli usando, in particolare, la propria pagina Facebook. Ecco quali comunità trasmetteranno questa domenica la messa delle Palme: alle ore 9 San Giorgio a Colonica; alle ore 10 San Bartolomeo a Coiano, Santa Maria Maddalena a Tavola, San Giovanni Battista a Maliseti, Santi Martiri, La Resurrezione, Madonna dell’Ulivo e San Silvestro a Tobbiana (sul proprio canale Youtube); alle 10,30 San Pietro a Grignano e San Pietro a Mezzana (sul profilo personale del parroco don Massimo Malinconi); alle ore 11 San Martino a Paperino e Fontanelle. Molti sacerdoti al termine delle celebrazioni usciranno dalla chiesa e dal sagrato impartiranno la benedizione alle comunità parrocchiali.

 
Piccole liturgie domestiche. Monsignor Nerbini ha chiesto a tutti i parroci di preparare del materiale così da permettere alle famiglie di celebrare piccole liturgie domestiche, in occasione dei pasti, soprattutto nella Domenica delle Palme, giovedì Santo, Domenica di Pasqua. L’invito ai pratesi è quello di fare «una lettura, breve riflessione, la benedizione della mensa da parte del padre di famiglia, magari con l’accensione di una candela», conclude il Vescovo.

 
Le confessioni. Per prepararsi alla Pasqua i fedeli sono da sempre invitati ad accostarsi al sacramento della confessione. Viste le restrizioni in atto riguardanti gli spostamenti e il divieto di assembramenti anche la «riconciliazione» subisce delle modifiche. In una lettera indirizzata ai sacerdoti il vescovo Giovanni Nerbini suggerisce alcune indicazioni: «In caso di impossibilità a fare diversamente la norma della Chiesa permette che il fedele compia un atto di contrizione sincero e profondo e si accosti alla Comunione con l’impegno ad accedere alla confessione sacramentale per l’accusa dei peccati, non appena questo diventi possibile. I sacerdoti, che trovandosi in chiesa ricevessero la richiesta di una confessione, sempre rispettando le norme sulla distanza tra le persone, possono senz’altro acconsentire offrendo subito dopo la S. Comunione».

19 marzo 2020: ostensione straordinaria del Cingolo. Le parole del vescovo Giovanni

Carissimi fratelli e sorelle che siete collegati con noi dalle vostre case, quelle case che oggi più che mai, in un tempo così eccezionale, sono tornate ad essere il cuore della nostra comunità. La Sacra Cintola, stasera, è tornata a legarci in modo specialissimo, facendoci sentire tutti – più che mai – una famiglia di famiglie, una unica grande comunità, quella dei pratesi di vecchia origine e di nuova – più o meno nuova – provenienza. Penso ai cittadini di origine cinese: il virus in poche settimane sta iniziando ad abbattere muri che quasi trent’anni di convivenza non erano riusciti a scalfire.

 

La paura e il disorientamento di questi giorni non devono avere il sopravvento. Per questo abbiamo compiuto un gesto molto importante per chi ha fede: mettere consapevolmente tutta la nostra vita e la nostra storia PERSONALE E COMUNITARIA nelle mani di Maria che sappiamo essere Madre premurosa. Maria è donna dell’attenzione, della tenerezza, e ci saprà soccorrere. Avrà cura di noi, una cura speciale. È questa una certezza che deve darci forza. Penso in questo momento particolare anche ai tanti, uomini e donne, medici e infermieri e non solo, che si prendono cura di chi soffre. Che la Madonna e San Giuseppe davvero possano accompagnare e sostenere il loro lavoro.

 

Questo tempo così difficile, carico di dolore per molti, può trovare un senso e una sua dimensione provvidenziale se sapremo coglierne gli aspetti più profondi, se sapremo tornare a dare valore al significato della nostra vita e alle relazioni con gli altri, beni preziosi spesso travolti da un’esistenza frenetica che ha perso l’orizzonte del senso. Ecco così che il Coronavirus diventa una provocazione non solo per la scienza e la medicina che alla fine – sono sicuro – lo sconfiggeranno ma anche per la nostra vita quotidiana che non potrà e non dovrà essere più come prima.

       

Tutto non sarà come prima, questa esperienza dolorosa ci cambierà e ci deve cambiare nel modo in cui guardiamo ai problemi del mondo. I morti da coronavirus sono arrivati nel mondo, purtroppo, a 8000. Un numero importante, quanta sofferenza per queste persone proviamo tutti. Intanto ho scoperto che ogni giorno nel mondo muoiono di fame 7000 bambini e ho provato un senso di grande vergogna. Non riusciamo a scandalizzarci e a provare vergogna per questi bambini colpiti non da un virus sconosciuto ma da un sistema in cui siamo tutti corresponsabili. Non ci possiamo svegliare solo quando l’acqua tocca le nostre caviglie. La barca è una. Vivere dissennatamente mette in crisi il mondo intero.

 

Pregare, affidarsi a Dio per Maria, è un atto fondamentale. Lei ci darà consolazione e forza. Certo questo non ci esime dalla responsabilità di cambiare tanti comportamenti che sono concause dei guasti presenti.

Dopo decenni di cultura dell’individualismo, della frammentazione, del privato che prevale sulla vita comune, di colpo siamo costretti a riprendere consapevolezza che non possiamo fare a meno delle relazioni con l’altro. Non era mai accaduto prima: in questo momento ognuno di noi è responsabile della vita degli altri. Dipende da ciascuno di noi, dai suoi comportamenti, dalle sue attenzioni per sé stesso e per gli altri se riusciremo a vincere questa guerra mai conosciuta prima. Questo è il tempo di uomini e di donne che nel loro quotidiano mettono al primo posto la responsabilità personale e sociale.

 

Le relazioni costruiscono una comunità. Stiamo prendendo consapevolezza di vivere un evento tanto straordinario, tanto pesante quanto imprevedibile e che nessuno al momento attuale riesce a dominare e risolvere. Si corre ai ripari per contenere, arginare il fenomeno. Molti auspicano piuttosto sbrigativamente che tutto passi in fretta perché TUTTO TORNI COME PRIMA, COM’ERA NEL PASSATO. Laddove invece ci è richiesto di guardare IN AVANTI per costruire un FUTURO nuovo, una nuova comunità.

 

I cristiani debbono perciò sentirsi particolarmente interpellati in ragione della “speranza” che deve abitare nei loro cuori, assieme alla fede e alla carità. Quello che arriva è un mondo nuovo. Il paradigma economico è mutato in una notte; abbiamo ridato alla politica autorità di decisione e priorità su gran parte della realtà; l’esperienza di un paese che rimodella la sua quotidianità lavorativa, sociale e culturale grazie agli strumenti digitali produce una cesura netta nel modo di pensare lavoro, comunicazione, scambio di idee. In questo crollo del mondo di ieri e annuncio di un domani che c’è già ma non conosciamo, penso al profeta Geremia, che mentre Gerusalemme cade e va in fiamme, mentre è chiaro che la fede e Israele non saranno più come prima, compie il gesto profetico di comprare un campo. Guarda avanti, pensa il domani. Forse, cari pratesi, in questo momento così difficile, dovremmo essere come Geremia: avere cura del popolo nella tribolazione ma anche acquistare il nostro campo per seminare e costruire la nuova città, il domani che è nelle nostre mani. Una nuova città dove la politica, quella con la P maiuscola, prevalga sulla finanza, dove il bene comune sappia comporre i pur legittimi interessi particolari, dove la legge prevalga sull’illegalità e lo sfruttamento, dove italiani e cinesi sappiano dar vita insieme a nuove opportunità economiche e di lavoro, dove tutte le principali componenti lascino da parte le proprie visioni particolari e sappiano disegnare insieme un nuovo volto della città, perché – come ci dice l’emergenza del Coronavirus – solo insieme potremo salvarci.

 

In questi giorni di maggiore disponibilità di tempo libero, a casa guardate i vostri bambini. Ammirate e commuovetevi per la loro freschezza, la semplicità, l’intelligenza, la loro purezza e sognate e impegnatevi nelle cose piccole e grandi a costruite per loro e per tutti i loro coetanei, in tutta la terra il futuro ed il mondo migliore possibile.

 

Siamo ancora nel mezzo del guado ma guardiamo avanti, alla Pasqua. Non sappiamo ancora se ci sarà dato di celebrarla e come; abbiamo però nel cuore una certezza straordinaria: Cristo è risorto e da risorto ha vinto i nemici dell’uomo che sono il peccato e la morte e attira oggi con forza il cammino della storia, di tutti i popoli verso un fine di bene.

 

+ Giovanni Nerbini

Vescovo di Prato

La Catechesi in parrocchia arriva su TV Prato

Il cammino delle parrocchie pratesi sbarca in televisione. Su indicazione del vescovo Giovanni le comunità della diocesi – parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali – stanno vivendo al loro interno un percorso formativo basato sulla meditazione della Parola a partire dagli Atti degli Apostoli. È questa la richiesta che monsignor Nerbini ha fatto durante il convegno pastorale convocato lo scorso settembre in San Francesco. In quella occasione ci fu la proposta di realizzare su Tv Prato una trasmissione che racconti e testimoni questa esperienza. È nato così <Catechesi in Tv>, un ciclo formato da tre puntate coordinate dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e prodotte da Tv Prato.

Santi Martiri, San Giusto e Immacolata Concezione a Galcetello le tre parrocchie che hanno accettato di confrontarsi davanti alle telecamere sulle schede degli Atti degli Apostoli preparate dal Vescovo. Punto di partenza, come negli incontri che in questo periodo stanno vivendo le varie comunità, sono i brani degli Atti e poi, grazie agli spunti offerti dal parroco, spazio alla discussione tra i fedeli presenti. Ogni puntata, della durata di venti minuti, è introdotta da una anteprima nella quale il sacerdote – don Gianni Gualtieri, don Helmut Szeliga e don Andrea Cerretelli – anticipa il tema di discussione e invita i telespettatori alla visione.

La prima puntata, con la scheda numero 1, girata ai Santi Martiri andrà in onda domenica 23 febbraio alle ore 21. Domenica primo marzo, sempre alle 21, toccherà a San Giusto con il commento alla scheda 2 e domenica 8 marzo a Galcetello con la scheda numero 3. Le repliche sono in programma il martedì alle 21,50 e il mercoledì alle 12,50.  È possibile rivedere la trasmissione sul canale Youtube di Tv Prato e su tvprato.it e sul sito web della diocesi (diocesiprato.it).

Meno ci apriamo alla Parola permettendole di modellare i nostri pensieri ed azioni, più rimaniamo prigionieri dei nostri pensieri, delle nostre convinzioni.

Il filo conduttore del percorso formativo sarà rappresentato dalla meditazione della Parola a partire dagli Atti degli Apostoli. Un testo che invita a «cogliere il nesso tra le vicende narrate e le sfide che ci troviamo ad affrontare», disse il vescovo Giovanni. Nessun piano o lettera pastorale dunque, la scelta è quella di essere subito operativi attraverso l’uso di schede, utili per vivere insieme alla propria comunità di appartenenza momenti di confronto e condivisione. Il sussidio è stato preparato da monsignor Nerbini insieme a don Gianni Gualtieri, biblista e incaricato regionale alla evangelizzazione e alla catechesi. «Prima si prende in mano il brano suggerito, si legge insieme, si analizza il testo e poi, sempre insieme, ci si interroga sugli spunti suggeriti dalla lettura – spiega mons. Nerbini -, la proposta è di fare un incontro mensile, ma le parrocchie possono anche decidere di trovarsi ogni quindici giorni, sulla modalità di incontro c’è assoluta libertà di organizzazione».

Secondo Nerbini rimettere al centro la Parola è necessario, «senza di essa il dialogo diventa monologo e purtroppo dobbiamo ammettere che, nella prassi ordinaria, la grande assente sembra proprio essere la Parola, non percepita come necessaria nelle scelte di vita personali e comunitarie».

Le schede potranno essere scaricate su questo sito e saranno online dal 14 novembre, giorno in cui il Vescovo presenterà il cammino ai sacerdoti nel corso dell’assemblea del clero convocata in Seminario.

Proseguono gli incontri di lectio divina tenuti dal vescovo Giovanni nei sette vicariati della diocesi. I prossimo appuntamenti, tutti con inizio alle 21, sono: giovedì 20, per il vicariato est, alla parrocchia della Resurrezione; lunedì 24, zona sud-ovest, a Sant’Antonio a Reggiana; lunedì 2 marzo, vicariato Valbisenzio, nel teatro parrocchiale di Usella. Martedì 10 marzo appuntamento a Maliseti per il vicariato ovest.

Istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuit illis dello scorso settembre, il 26 gennaio la Chiesa ha celebrato per la prima volta la Domenica della Parola di Dio. L’iniziativa ha lo scopo di ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione. Papa Francesco ha stabilito che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario dell’Anno liturgico che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra Ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per sottolineare anche il grande valore ecumenico di questo appuntamento.

A Prato il vescovo Giovanni andrà in ciascuno dei sette vicariati a tenere una Lectio Divina.

Ecco le date con gli appuntamenti in programma:

giovedì 20, ore 21, vicariato est, alla Resurrezione; lunedì 24, ore 21, zona sud-ovest, a Reggiana; lunedì 2 marzo, ore 21, vicariato Valbisenzio. Da definire l’incontro con la zona ovest.

Ecco una anteprima del nuovo programma

 

A Lourdes con Nerbini e in Polonia sulle orme di Giovanni Paolo II

L’ufficio pellegrinaggi della Diocesi di Prato guidato da don Giancarlo Innocenti ha organizzato per il 2020 numerosi pellegrinaggi.

 

Tra i viaggi in programma, il lunedì di Pasqua quello al santuario della Corona e Lago di Garda; il 16 maggio a Montenero in occasione dell’offerta dell’olio alla lampada della Madonna; dal 19 al 21 giugno a Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo; dal 25 al 27 dicembre sulle Dolomiti e al santuario di Pietralba; dal 16 al 19 ottobre a Fatima insieme al vescovo Giovanni Nerbini; il 14 novembre a Roma e Musei Vaticani e dal 26 al 29 dicembre a Praga. Dal 24 aprile al 1° maggio il vescovo Giovanni guiderà il pellegrinaggio in Terra Santa. Otto giorni che consentiranno ai partecipanti di visitare e scoprire i luoghi dove è nato e vissuto Gesù. Le iscrizioni per questo pellegrinaggio sono già chiuse.

 

Monsignor Nerbini guiderà inoltre un pellegrinaggio a Lourdes, in programma dall’1 al 4 giugno. La partenza è prevista per le 23,55 di domenica 31 maggio in pullman GT, con arrivo a Lourdes lunedì 1° giugno. Tra le attività previste, la visita ai luoghi di Bernadette, la partecipazione alla processione del Santissimo; il Rosario alla Grotta; la partecipazione alla messa internazionale e alla processione mariana dopo cena «aux flambeaux». Durante le giornate sono previsti momenti per la preghiera personale e per il bagno nelle piscine. La quota di partecipazione è di 330 euro (supplemento camera singola 100 euro) e comprende il viaggio andata e ritorno, pensione completa. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 15 aprile (con caparra di 100 euro).

 

Dal 17 al 24 agosto, nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, è in programma un pellegrinaggio in Polonia. L’itinerario permetterà ai partecipanti di visitare Cracovia; il santuario della Divina Misericordia a Cracovia – Lagiewniki; il santuario di Kalwaria; Wadowice, dove è nato Giovanni Paolo II; Czestochowa e il suo santuario; Lublino e la regione della Masuria, considerata tra le zone più belle del pianeta; Varsavia e la chiesa di San Stanislao. La quota di partecipazione è di 1450 euro (supplemento camera singola 220 euro). Le iscrizioni andranno effettuate entro il 15 giugno, complete di fotocopia del documento di identità, passaporto o carta d’identità e un acconto di 250 euro. Il saldo dovrà essere pagato entro il 17 luglio.

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio Pellegrinaggi di Piazza Lippi 34, aperto dal martedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,30; 0574 930630, u.pellegrinaggi@hotmail.it; www.pellegrinaggiprato.org.

Il santuario di Santa Maria della Pietà

Cristiani uniti nella preghiera, veglia ecumenica nella chiesa della Pietà

Gennaio è il mese dedicato tradizionalmente al dialogo interreligioso.
Ed è con questo spirito che, come accade da ormai diversi anni, nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (17 – 25 gennaio), è stata organizzata anche a Prato una veglia ecumenica.
L’appuntamento è per martedì 21 gennaio alle 21, nella chiesa di Santa Maria della Pietà quando cattolici, ortodossi e protestanti si ritroveranno per condividere insieme un momento e recitare la comune preghiera del Padre Nostro. A guidare la veglia sarà il vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini, l’animazione sarà invece curata dal coro interparrocchiale dei giovani della Diocesi. Previsti inoltre canti delle due comunità nigeriane presenti sul territorio. Saranno presenti il sacerdote ortodosso rumeno Mihai Anton con la sua comunità; gli evangelici guidati da Mosè Polverino, i pastori Ruben Bulleri e Mario Affuso. «Il tema di quest’anno è la gentilezza – ha detto don Petre Tamas, responsabile della commissione per l’ecumenismo della Diocesi di Prato -. Viviamo in un mondo in cui sono presenti tante scissioni, rotture e disgregazioni, è importante dunque ritrovare l’unità e il dialogo, aprirsi all’altro e arricchirsi reciprocamente. L’obiettivo di questa preghiera non è di convertire, ma di unire i discepoli di un unico Dio, al di là delle comunità di appartenenza. Invito tutti a partecipare».

Presepiando 2019: vince Santa Maria della Pietà. Sabato 25 gennaio festa di premiazione per tutti i partecipanti

La Sacra Famiglia parla a tutte le famiglie e così per rappresentare il «canto» e le «parole» della Natività la capannuccia con Gesù, Giuseppe e Maria è stata posizionata dentro un grammofono. È questo presepe che ha vinto la terza edizione di Presepiando al Catechismo, a realizzarlo la parrocchia di Santa Maria della Pietà.

 

Al secondo posto si è classificato il presepe di Tavola – i bambini hanno sistemato tanti piccoli nuclei familiari creati con i tappi di sughero davanti a Gesù Bambino – mentre al terzo posto si è posizionato il lavoro delle Fontanelle, con un plastico nel quale una ambulanza, partita dalla Sacra Famiglia, interviene in aiuto di incidenti e terremoti. I primi tre classificati al concorso per i presepi realizzati dai bambini del catechismo sono stati proclamati dal Vescovo al termine della messa dell’Epifania celebrata il 6 gennaio in cattedrale.

 

Anche quest’anno l’iniziativa è stata un grande successo: oltre seimila i votanti che hanno espresso la loro preferenza, scegliendo uno tra i 23 presepi in gara allestiti nell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi. La mostra con tutte le Natività è stata visitata da più di diecimila persone. Davvero un grandissimo risultato per una iniziativa nata con lo scopo di mettere in evidenza, in una delle strade più trafficate del centro storico, il vero significato del Natale. Lo scorso anno vinse il presepe di Chiesanuova e l’anno precedente quello delle Fontanelle.

 

La premiazione dei vincitori avverrà sabato 25 gennaio, dalle 15 alle 17,30, nella parrocchia di Maliseti dove l’ufficio catechistico diocesano, promotore del concorso, ha organizzato una festa aperta a tutti i bambini che hanno partecipato a «Presepiando». Sarà presente il vescovo Giovanni Nerbini.

 

 

Pellegrinaggi, la Diocesi con il Vescovo Giovanni in Terra Santa

L’Ufficio diocesano pellegrinaggi guidato da don Giancarlo Innocenti presenta la meta del pellegrinaggio diocesano di quest’anno: la Terra Santa. Il viaggio si terrà dal 24 aprile al 1° maggio e sarà il primo guidato dal vescovo Nerbini.

L’itinerario permetterà ai partecipanti di visitare e scoprire i luoghi dove è nato e vissuto Gesù: dalle città di Nazareth, Betlemme, Emmaus ai luoghi come la Basilica della Natività, quella dell’Annunciazione, Cana di Galilea, dove avvennero le nozze di Cana e il primo miracolo, il Mar Morto, il Monte della Trasfigurazione, il Monte Tabor e quello degli Ulivi.

Il pellegrinaggio dura otto giorni ed ha un costo di 1440 euro (supplemento camera singola 380 euro). La quota di partecipazione comprende: volo per Tel Aviv (via Vienna), tasse aeroportuali incluse, un bagaglio di 23 kg e un bagaglio a mano per ciascun partecipante, sistemazione in alberghi di categoria 3 stelle superiore e 4 stelle a Betlemme con servizi privati e pensione completa, escursioni ed ingressi inclusi nel programma, radio guide e guida in italiano per tutta la durata del tour, trasferimenti in bus GT, assicurazione, mance. Le iscrizioni andranno effettuate entro il 24 gennaio 2020 complete di fotocopia del passaporto, codice fiscale e un acconto di 300 euro, il saldo dovrà essere versato entro il 24 marzo 2020.
Sempre l’ufficio Pellegrinaggi organizza altri due pellegrinaggi, il primo si terrà sabato 8 febbraio e porterà i partecipanti a Padova e all’Abbazia di Praglia. Durante la giornata sarà possibile visitare il Santuario di San Leopoldo Mandic e partecipare alla S. Messa. Nel pomeriggio è prevista una visita alla Basilica di Sant’Antonio a Padova, riconosciuto dalla Santa Sede coe Santuario Internazionale, è uno dei più celebri luoghi di culto della cristianità. Nel pomeriggio visita a Praglia e alla sua Abbazia che sorge ai piedi dei colli Euganei.
La quota di partecipazione è di 70 euro e comprende viaggio in pullman, pass di circolazione a Padova, pranzo in ristorante, assicurazione.
Sarà possibile iscriversi fino al 20 gennaio presso l’ufficio pellegrinaggi con acconto di 30 euro da saldare entro il 31 gennaio.

Per il lunedì di Pasqua (13 aprile 2020) l’ufficio pellegrinaggi propone invece una gita a Madonna della Corona, e Sirmione. Sarà l’occasione per visitare il Santuario incastonato nella roccia, partecipare alla S. Messa e visitare la celebre Sirmione, sul Lago di Garda.
La quota di partecipazione è di 70 euro e comprende viaggio in pullman, pranzo in ristorante ed assicurazione. Le iscrizioni sono da farsi entro il 15 marzo con acconto di 30 euro ed il saldo entro il 31.
Per maggiori informazioni: Ufficio Pellegrinaggi (Piazza Lippi, 34), dal martedì al venerdì orario 9,30-12,30, telefono 0574-930630, e-mail u.pellegrinaggi@hotmail.it.

Il tema del fine vita alla Settimana teologica

Si tiene, da martedì 7 gennaio, a venerdì 10 gennaio, presso il seminario vescovile, la consueta Settimana diocesana di aggiornamento teologico che quest’anno è intitolata: «La “lunga” fine della vita nella società contemporanea. Problematiche etiche e pastorali».

 
«Abbiamo scelto questo argomento, – spiega mons. Basilio Petrà, preside della Facoltà teologica dell’Italia centrale e vicario episcopale per la formazione sacerdotale – perché pastoralmente è sempre più rilevante e significativo, anche in considerazione della crescente complessità della situazione generale nell’affrontare il tema della morte».
Si comincia, dunque, martedì 7 gennaio, con «Il prolungamento della fine della vita. La cura del paziente terminale», relatore il dottor Guido Miccinesi, medico epidemiologo, specialista in psichiatria e statistica (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica: Ispro).

 
Mercoledì 8 gennaio, sarà la volta dell’avvocato Andrea Parigi, presidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici di Prato, che tratterà «La legislazione italiana sul fine vita».
Si prosegue giovedì 9 gennaio, con «Eutanasia e suicidio assistito. Questioni bioetiche», illustrate da padre Maurizio Faggioni, Ofm, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e ordinario di Bioetica presso l’Accademia Alfonsiana (Roma).
Infine, venerdì 10 gennaio, padre Guidalberto Bormolini, della Comunità dei Ricostruttori nella preghiera, presbitero della Chiesa di Prato, docente al Master «End life» dell’Università di Padova, che si soffermerà su «L’accompagnamento pastorale e spirituale del fine vita».

 
Le lezioni, che si rivolgono ai membri del presbiterio diocesano e al clero tutto, si terranno, come di consueto, nel seminario diocesano, in via del Seminario 32, dalle ore 9,30 alle 12,30. È auspicata la partecipazione di religiose e religiosi così come dei laici impegnati nella vita delle comunità.

Torna «Presepiando al catechismo», nel chiesino di via Garibaldi in mostra e in gara i presepi dei bambini delle parrocchie

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna «Presepiando al catechismo», il concorso rivolto ai bambini delle parrocchie pratesi. Sabato 7 dicembre, nell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi, saranno in mostra i 23 presepi realizzati da altrettanti gruppi di catechismo. Il vincitore sarà decretato dal gradimento dei visitatori, invitati ad indicare, scrivendolo su un bigliettino, il presepe più bello del concorso 2019.

 

Ma andiamo con ordine. L’inaugurazione è preceduta da un incontro in preparazione all’Avvento guidato dal vescovo Giovanni Nerbini in cattedrale alle ore 10, rivolto a tutti i ragazzi del catechismo e ai loro genitori. I partecipanti sono invitati a portare i «Bambinelli» dei loro presepi di casa per essere benedetti. Poi, intorno alle 11,30, tutti si sposteranno in via Garibaldi, per raggiungere il chiesino, all’interno del quale è stata allestita la mostra dei presepi curata dall’ufficio catechistico diocesano.

 

Il tema di Presepiando 2019 è: «La Sacra Famiglia parla a tutte le famiglie». «Il titolo è un chiaro riferimento al vero e profondo significato del Natale – dice il direttore dell’ufficio catechistico don Carlo Geraci – e a tutti i gruppi partecipanti abbiamo chiesto di mettere in evidenza la Sacra Famiglia, che parla a tutti e rappresenta tutte le famiglie, da quelle in crisi a quelle che stanno facendo, pur con difficoltà, un cammino di conversione cristiana. Dio parla al cuore di tutti, nessuno escluso». Accanto a ogni presepe ci sarà una preghiera scritta dai bambini e stampata in molte copie per i visitatori che volessero prenderla e portarla a casa.
Lo scorso anno, furono oltre cinquemila i votanti e circa diecimila i visitatori dell’esposizione dei presepi che anche in questa edizione sarà visitabile tutti i pomeriggi, dalle 15 alle 19, dal 7 dicembre fino al 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, giorno in cui verranno proclamati i primi tre classificati del concorso. L’annuncio verrà dato nel pomeriggio sul sagrato del duomo, al termine della messa dei popoli.

 

Oltre ai 23 presepi in gara, ci sono altre Natività in mostra, realizzate dalla Libreria Cattolica in occasione dei suoi 60 anni di attività, dall’Anffas di Prato e dalla comunità cattolica rumena. «Avremo anche un presepe con i simboli della Caa, la comunicazione aumentativa alternativa, con la quale stiamo facendo il cammino di iniziazione cristiana per i bambini con difficoltà cognitiva complesse», aggiunge don Carlo.

 

E dal 21 dicembre all’interno del chiesino ci sarà anche la Luce della Pace proveniente da Betlemme, portata ogni anno in città dagli scout Agesci. «Così chi vuole potrà accendere una candela e portarla a casa», conclude don Geraci, che aggiunge: «Ecco, questo è il senso di questo oratorio aperto in una delle vie più trafficate del centro storico: chiunque può entrare e “portare via” qualcosa per meditare e riflettere sul significato vero e profondo del Natale».

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