Terza edizione – 2012/2013

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«Possiamo farcela». L’ottimismo espresso dall’economista Gianfranco Viesti si è inserito perfettamente all’interno di una cerimonia che ha voluto affermare la vitalità e la forza del distretto industriale pratese. Questa mattina all’auditorium della nuova sede della Camera di Commercio si è svolta la terza edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città di Prato consegna alle aziende, tessili e non, che operano sul territorio.
Il premio, chiamato anche «Stefanino d’oro», alla stregua del noto «Ambrogino» milanese, è andato a sette imprese che si sono contraddistinte, non solo sul lato prettamente economico ma perché sono riuscite a innovare, creare lavoro e fare formazione in modo etico e trasparente. Per questo lo «Stefanino» 2012-2013 è stato realizzato in vetro dallo scultore Enrico Savelli, uno dei maggiori artisti contemporanei, proprio a sottolineare la trasparenza come valore fondamentale per una azienda.

 

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Questi i nomi dei premiati: Guarducci geom. Mario spa (costruzioni edili, rivestimenti, arredo bagno e lavorazione marmi). Gruppo LDS Lineaesse Calafuria (ricerca, produzione e vendita tessuti spalmati e coagulati per abbigliamento). Rifinizione Nuove Fibre spa (nobilitazione tessuti e rifinizione). Pointex spa (produzione tessuti speciali per materassi, tessuti ignifughi per rivestimenti e pavimenti). Sirio Sistemi Elettronici spa (progettazione, produzione installazione sistemi di controllo e automazione). Tessilform Patrizia Pepe spa (produzione abbigliamento per donna, uomo, bambino e con marchio Loiza per donna giovane). Vaporizzo Lia srl (azienda artigiana conto terzi nel settore tessile).

 

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Alla premiazione hanno partecipato moltissime persone, quasi cinquecento i presenti, in gran parte lavoratori delle imprese vincitrici. Al momento del ritiro dello «Stefanino» i titolari delle aziende hanno voluto ringraziare e condividere la gioia per il riconoscimento assegnato con i propri dipendenti e collaboratori. Ma non solo, Stefano Betti di Vaporizzo Lia ha voluto dedicare il premio anche «a tutti coloro che in questo momento sono senza lavoro». Mentre Claudio Orrea di Tessilform Patrizia Pepe ha voluto ringraziare Prato per i risultati raggiunti dalla sua azienda: «Altrove tutto questo sarebbe stato impossibile».
I sette premi sono stati consegnati dai rappresentanti del Comitato promotore dell’iniziativa: Diocesi di Prato, Comune e Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

 

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«Prato merita di vedere tempi migliori e queste aziende oggi dimostrano che il nostro distretto tiene» ha detto nel saluto introduttivo il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti. Di «input di speranza per il cammino futuro» ha parlato il vescovo Franco Agostinelli, che ha aggiunto: «Queste manifestazioni mi dimostrano, a me che sto imparando a conoscere Prato, che la grinta e la determinazione sono nel dna cittadino». «Grazie a questo premio – ha sottolineato il vice sindaco Goffredo Borchi – siamo qui a dire quanto sia importante saper coniugare capacità di impresa con il rispetto degli altri, del lavoro e del lavoratore». Per il presidente Lamberto Gestri «questa occasione è utile per ribadire, ora che siamo in periodo elettorale, la necessità che il prossimo Governo nazionale si impegni nelle politiche industriali. Non possiamo lasciare gli imprenditori a lottare da soli». Infine il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Ferdinando Albini «oggi facciamo festa, questo è l’obiettivo: scuotere Prato dal torpore e dalla rassegnazione che stiamo vivendo negli ultimi anni».

 

La relazione del prof. Gianfranco Viesti

 

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Come detto ospite della premiazione è stato Gianfranco Viesti, docente di Economia applicata all’Università di Bari. Pur non nascondendo difficoltà il professore ha improntato la sua relazione invitando a guardare il futuro in modo positivo. «Uscire dalla crisi è possibile, molti fattori ce lo dicono – ha osservato Viesti, che in passato è stato consigliere economico del primo Governo Prodi – occorre non solo crederci, la psicologia è un fatto importante, ma avere uno spirito anni ’50, da ricostruzione, lo stesso che ci fu nel dopoguerra».
Il professore affronta la sua tesi sotto tre aspetti: da un punto di vista internazionale, europeo e infine italiano. «Sappiamo tutti che negli ultimi anni abbiamo subito il lato oscuro della globalizzazione, dove c’è stato un aumento della concorrenza» dice Viesti parlando delle dinamiche internazionali, «ma sono proprio le classi medie, in rapida espansione, dei paesi emergenti che possono aiutare il nostro export». In particolare il professore si riferisce, facendo l’esempio della Turchia, a «mercati dove cresce domanda di diversità, nell’abbigliamento, negli alimenti, negli accessori. Cresce la voglia di gusto italiano, di made in Italy». E per Viesti l’Italia è ancora forte e deve saper rispondere a questi nuovi bisogni. «Possiamo farcela perché siamo un grande paese industriale – ha detto l’economista – le nostre industrie sono superiori a quelle francesi, inglesi e spagnole. Il manifatturiero è il cuore dell’economia. La nostra forza è quella di riuscire a dare valore agli oggetti che creiamo e nel mondo questo è apprezzato». Infine Viesti indica un’altra grande caratteristica italiana, e Prato ne è un esempio, quella di essere «un grande paese imprenditoriale. Gli italiani hanno tanti difetti – ha chiosato il professore – ma amano le loro imprese. E in un paese dove c’è concorrenza vivace, dove ci sono tante aziende c’è stimolo a far meglio e a superarci».
Prato, 9 febbraio 2013

 

LE MOTIVAZIONI

 

IL PREMIO realizzato da Enrico Savelli

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