Quarta edizione – 2013/2014

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È stata una cerimonia di premiazione emozionante, quella che si è tenuta questa mattina all’auditorium della Camera di Commercio. Apollo spa, Campaioli srl e TT Tecnosistemi hanno ricevuto il «Premio Santo Stefano per lo sviluppo del lavoro a Prato», giunto quest’anno alla sua quarta edizione.
Emozionante perché gli organizzatori, Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio, hanno voluto rendere protagonisti anche i dipendenti delle tre aziende vincitrici. Così, dopo la consegna del premio, chiamato anche «Stefanino», i titolari delle imprese, Marco Cavallaro (Apollo spa), Fabrizio Campaioli (Campaioli srl) e Riccardo Bruschi (TT Tecnosistemi), attraverso un video realizzato da Tv Prato, hanno ascoltato le parole, e i ringraziamenti, affettuosi e divertenti, dei lavoratori. Ne è nato un siparietto che ha reso piacevole la manifestazione, condotta dalla giornalista Giulia Ghizzani, alla quale hanno partecipato tutte autorità cittadine, i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle categorie economiche e produttive pratesi.

 

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Altra novità di quest’anno è stata il premio al Premio. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha conferito all’iniziativa dello Stefanino la medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica. L’onorificenza è stata consegnata dal prefetto Maria Laura Simonetti, che tanto ha fatto per far assegnare il riconoscimento al Premio Santo Stefano, al vescovo Franco Agostinelli, per conto dei promotori, e a Giovanni Masi, il cenciaiolo di Vergaio amico di Roberto Benigni, ispiratore dell’iniziativa. «Oggi vengono premiati gli eroi che riescono ancora ad innovare», ha detto Masi molto emozionato.

 

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«Dietro l’umanità di Masi c’è la concretezza e la semplicità dell’imprenditore pratese che sa stare sul mercato e che sa imporsi per lasciare il segno», ha detto il vice sindaco Goffredo Borchi, «Anche in passato, quando le cose andavano bene, abbiamo vissuto momenti di difficoltà ma non è mai venuto meno il rapporto tra gli imprenditori e le maestranze, nelle nostre fabbriche c’è sempre stato grande rispetto. Il lavoro è il nostro blasone – ha concluso Borchi – e la nostra forza che ci fa conoscere nel mondo».
Il Vescovo Franco Agostinelli ha voluto puntare l’accento «sul valore religioso del lavoro, un uomo senza il lavoro è in sofferenza». «In questi giorni – ha raccontato il Presule – ho potuto vedere l’angoscia di chi si rivolge al centro per l’impiego per riqualificarsi e trovare una nuova occupazione. È quanto mai importante questo vostro e nostro impegno di premiare chi cerca di dare un futuro a Prato»
Il pensiero del presidente della Camera di Commercio Luca Giusti è andato ai giovani, «facciamo emergere la loro voglia di fare imprenditoria. Forse non siamo riusciti a comunicare efficacemente quanto possa essere bello e gratificante essere un imprenditore. Prato è stata una città fantastica, che ha dato tante opportunità e può ancora farlo. Queste tre aziende premiate sono solo la punta di un iceberg». Il tema dell’imprenditoria giovanile è stato ripreso anche dal presidente della Provincia Lamberto Gestri: «Da parte dei giovani c’è grande aspettativa, ci sono ragazzi che propongono idee ai quali dobbiamo dare risposte. Per farlo dobbiamo metterci insieme, solo così potremo guardare al futuro in modo positivo e senza pregiudizi». Inoltre Gestri ha sottolineato come «questa crisi ha creato una rivalutazione positiva nel rapporto tra imprenditori e i propri dipendenti. Oggi ne abbiamo una dimostrazione».
Di innovazione e creatività ha parlato la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli: «Sono due aspetti necessari per rilanciare il made in Italy, è importante saper coniugare le proprie radici con un contenuto innovativo. Facendo leva su questo potremo superare la crisi. Per aprirci nuovi mercati – ha affermato Romagnoli – possiamo puntare sulla cultura, sono sicuramente possibili sinergie col manifatturiero tradizionale. Le imprese culturali e creative creano valore aggiunto».

 

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L’intervento video del Ministro Carlo Trigilia, che ha lanciato due proposte: «Per l’innovazione rivalutate il ruolo del Polo universitario pratese». «Una nuova gamba di sviluppo può essere la cultura e la sinergia con il manifatturiero».

 

Assente per motivi istituzionali improrogabili l’ospite d’onore della cerimonia, il Ministro per coesione territoriale Carlo Trigilia. Esperto di progettazione dello sviluppo locale e di pianificazione strategica delle città, il Ministro, che a Prato ha insegnato al Pin, conosce molto bene il distretto, ed è intervenuto con un videomessaggio
«Il caso di Prato è emblematico di una storia più generale – ha affermato Trigilia – che ha riguardato tutti i distretti del made in Italy, colpiti, prima ancora che dalla crisi degli ultimi cinque anni, dalla accresciuta concorrenza dei Paesi a più basso costo del lavoro, soprattutto nelle fasce meno qualificate e per questo più esposte alla concorrenza di costo».
Secondo il Ministro: «Per salvaguardare il grande patrimonio del saper fare, costituito dai sistemi produttivi locali e dai distretti come quello di Prato, è necessario anzitutto puntare sullo spostamento della attività produttiva verso fasce di più elevata qualità, meno esposte alla concorrenza di costo».
Due devono essere le linee d’azione per Trigilia. La prima la strada è quella dell’innovazione, «obiettivo centrale del nostro Paese è quello di modernizzare il made in Italy, questo significa introdurre nuove tecnologie nei settori tradizionali. Ad esempio cercando di combinare nanotecnologie e produzione tessile. Per fare questo occorre incrementare il rapporto tra imprese, università e centri di ricerca». Per Trigilia occorre rilanciare «l’esperienza del polo universitario pratese, dove ho avuto l’onore di insegnare. Questa opportunità non è stata sfruttata come si sarebbe potuto ma siamo ancora in tempo, e ci può essere un importante sviluppo di collaborazione tra imprese del distretto e università».
La seconda linea riguarda la crescita nella domanda di beni culturali. «Sotto questo punto di vista Prato ha risorse da valorizzare – ha spiegato il Ministro – penso all’ormai consolidata esperienza del Museo Pecci, che potrebbe diventare il centro di riferimento per altre e più diffuse iniziative nel campo dell’arte contemporanea. Ma penso anche al tessuto di beni storici esistenti nel centro di Prato e negli altri centri vicini. Penso alla tradizione musicale particolarmente presente nell’area di prato. Oppure a esperienze radicate presso il Pin, legate alla formazione di professioni legate al mondo dello spettacolo. Si intravede una possibile trama tra questi beni culturali, le attività formative per dare a Prato un’altra gamba di sviluppo oltre a quella della sua grande tradizione manifatturiera».
Queste nuove linee di sviluppo possono essere possibili anche grazie ai fondi europei del ciclo 2014-2020. «Sarebbe utile che il sistema produttivo pratese si preparasse per cogliere queste opportunità», ha concluso il Ministro.

 

Prato, primo febbraio 2014

 

LE MOTIVAZIONI

 

IL PREMIO realizzato da Gabriella Furlani

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