Undicesima edizione – 2020/2021

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«Intelligenza, capacità di fare, creatività. Ripartiamo da quello che sappiamo fare meglio, senza recriminare su quello che non abbiamo o che abbiamo perso durante questo difficile periodo». È l’invito che il vescovo di Prato Giovanni Nerbini ha lanciato alla cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città conferisce alle aziende virtuose del suo distretto industriale.

 

Anche, e forse soprattutto, nell’anno della pandemia, Prato ha voluto ancora una volta premiare le imprese capaci di avere successo nel rispetto delle regole della concorrenza e dei diritti dei lavoratori. Per questo si è rinnovato l’appuntamento con la consegna degli «Stefanini», riconoscimenti che le componenti istituzionali della città hanno voluto conferire al Gruppo Capp Plast, Rifinizione Vignali e Net Studio: una azienda leader nella produzione delle materie plastiche, una impresa storica del comparto tessile e una realtà affermata nel settore dell’information technology e della sicurezza digitale.

 

 

 

Questa mattina nel chiostro di San Domenico, in pieno centro storico, si è celebrata una vera e propria festa del lavoro buono, sostenibile, innovativo e dignitoso. «La nostra comunità è questo Premio, noi siamo questo – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – non neghiamo che anche nel nostro distretto ci siano problemi, ma non possiamo generalizzare, come qualcuno sui media nazionali ha fatto recentemente. Per scegliere le aziende da premiare è stata fatta una scrematura perché tante altre lo avrebbero meritato. Dobbiamo continuare ad agire insieme per estirpare chi non lavora nelle regole, ma dobbiamo allo stesso tempo valorizzare chi lavora bene, e sono tantissimi».

 

Sul palco hanno preso parola tutti i componenti del comitato promotore del Premio. Quest’anno anche Simone Calamai, sindaco del Comune di Montemurlo, entrato ufficialmente a far parte degli organizzatori della manifestazione: «Vivere momenti come questi significa guardare al futuro», ha affermato. Poi Calamai ha voluto ricordare Luana D’Orazio, la giovane operaia morta in una orditura a Oste di Montemurlo e anche Sabri Jaballah, scomparso anche lui mentre era sul posto di lavoro: «Questi incidenti devono essere da stimolo per tutti noi a cercare di promuovere una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Abbiamo dimostrato che le sfide le sappiamo superare».

 

Dalila Mazzi, presidente della Camera di Commercio di Prato e Pistoia, ha ribadito l’importanza di «celebrare il lavoro sano e virtuoso, un patrimonio comune a tantissime aziende che lavorano nelle regole»; mentre Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha sottolineato come lo Stefanino rappresenti «una speranza, un segno da cui possiamo ripartire con fiducia». A rappresentare la Provincia era presente la consigliera Federica Palanghi che, dopo aver portato i saluti del presidente Francesco Puggelli, ha ribadito il ringraziamento nei confronti di tutti quegli imprenditori che «nonostante le difficoltà che stiamo vivendo hanno saputo fare impresa senza rinunciare alla creatività e all’innovazione».

 

 

La cerimonia, curata e organizzata da Tv Prato, è stata condotta dalla giornalista Giulia Ghizzani insieme a Franceskino Dj. Sul palco, allestito nel chiostro, è salito anche Beppe Allocca, imprenditore, attore e autore di teatro, che ha presentato un monologo tratto dal suo ultimo spettacolo «Genesi del rigenero – Il mondo dei cenciaioli», andato in scena con successo al teatro Borsi.

 

Emozione e gratitudine è stata espressa dai premiati. Lo Stefanino 2021 è stato consegnato nelle mani di Ivo Vignali e della figlia Barbara, titolari della Rifinizione Vignali, storica azienda di Montemurlo attiva nel distretto dal 1947. «Ho iniziato a 14 anni con mio padre, facevamo garzatura per coperte – ha detto Ivo Vignali – poi negli anni Sessanta venne da noi Mario Becagli per farci garzare una pezza in fibra acrilica. Era la prima volta, la indovinai e feci un lavoro straordinario. Si sparse la voce che certi articoli li sapevamo fare e bene. Da lì è partito tutto. Ancora oggi il nostro primo obiettivo è la ricerca, perché solo così il mondo può andare avanti».
A ritirare il premio per conto di Capp Plast è salito sul palco il presidente Adriano Baldi, che si è detto onorato per questo riconoscimento. «In un periodo come questo nel quale si fa la guerra alla plastica decidere di premiare una azienda che fa attività proprio in questo settore è stata una scelta coraggiosa – ha affermato Baldi – ma è anche vero che la plastica in questo periodo ci ha aiutato nel fare le mascherine, i guanti e le soluzioni gel. Nella nostra vita utilizziamo tantissimi oggetti e strumenti in plastica eppure si continua a demonizzare un prodotto che è riciclabile al 100%. Invece vanno demonizzati i nostri comportamenti, che devono essere più responsabili», ha osservato Baldi.
A ritirare lo Stefanino per conto di Net Studio c’erano i tre soci fondatori dell’azienda: Maurizio Pratesi, Giacomo Parravicini e Simone Vivoli. «Non ci aspettavamo questo riconoscimento e ci fa molto piacere il motivo per cui siamo stati premiati: per la cooperazione tra i nostri dipendenti – ha detto Pratesi –. Siamo nati venti anni fa con un piccolo studio di professionisti associati, siamo cresciuti e adesso siamo su tre sedi in Italia e abbiamo oltre 60 collaboratori. La nostra forza è quella di avere un team che lavora con senso di appartenenza e ha voglia di impegnarsi nel lavoro di squadra».

 

 

I premi. Realizzati in ceramica con la forma di una arca, proprio come quella di Noè che ha salvato il creato dal diluvio, gli Stefanini 2021 sono stati ideati e creati dal Laboratorio per affresco di Vainella. Autrice dei premi l’artista e docente Chiara Lanfranconi che per la simbologia raffigurata nelle opere si è ispirata al grande artista e fondatore del Laboratorio Leonetto Tintori, alla città di Prato e alle finalità del Premio Santo Stefano.

 

In undici edizioni, la prima nel 2011, il Premio è stato conferito a 41 aziende del distretto industriale di Prato. Di queste 26 fanno parte del settore tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico. Da alcuni anni la rosa dei candidati viene individuata dal comitato promotore, dalle associazioni di categoria e dai rappresentanti dei sindacati anche grazie alle segnalazioni arrivate dai cittadini attraverso il sito web della Diocesi di Prato. L’idea di istituire un riconoscimento alle aziende pratesi più virtuose è stata di Giovanni Masi, eclettico cenciaiolo di Vergaio, autore di molte iniziative a favore della città, che propose all’allora vescovo di Prato Gastone Simoni di valorizzare l’impegno di tante imprese in un periodo difficile per il nostro distretto tessile e industriale come quello successivo alla crisi economica mondiale del 2008. Da allora il Premio è cresciuto di importanza ed ora è considerato una tra la massime onorificenze della città.

 

Prato, 12 giugno 2021

LE MOTIVAZIONI

 

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