Il messaggio del Vescovo a conclusione della visita pastorale

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Con una messa solenne celebrata in cattedrale domenica 17 marzo, si è conclusa la visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli nelle parrocchie della diocesi. Iniziato nel gennaio 2014 con la comunità di Maliseti, il viaggio si è concluso i primi di marzo a San Pier Forelli.

In questi cinque anni monsignor Agostinelli ha avuto modo di incontrare e conoscere tutte le comunità parrocchiali e le varie realtà esistenti nel territorio diocesano. Di seguito pubblichiamo il messaggio che il Vescovo ha scritto a tutta la comunità diocesana, contenente alcune indicazioni per il cammino futuro della Chiesa di Prato.

 

 

Carissimi fratelli e sorelle,
Sacerdoti e Diaconi, Religiosi e Religiose
e fedeli laici,

1. Oggi siamo qui convenuti, nella nostra Cattedrale, per concludere solennemente la Visita Pastorale, che ci ha visti per alcuni anni itineranti lungo le strade della nostra Diocesi. Abbiamo raccolto l’invito del Signore a prendere il largo per annunciare la Buona Notizia del Vangelo. In questo tempo ci siamo conosciuti, insieme abbiamo camminato e pregato; insieme abbiamo affrontato problemi, difficoltà, prospettive; insieme abbiamo sognato un mondo nuovo e una Chiesa che fosse garanzia di questa novità. Oggi siamo di nuovo qui, nella Chiesa Madre, la Cattedrale, per concludere questo capitolo, bello ed esaltante, della storia della Chiesa pratese.
Il primo moto dell’animo di fronte ad una storia che si conclude, è l’accensione dello stupore davanti all’inaudito, all’inatteso, che ha preso volto e si è fatto presente in Gesù Cristo. Oggi la nostra generazione e la stessa cristianità corre un rischio, quello che Gesù diventi marginale nella nostra società; occorre rimettere il Salvatore al centro della vita e della storia della gente. Questo ci dovrà rendere attenti per cogliere i segni di tempi, che, al di là dei momenti controversi e contrastanti che la società vive, rivelano un evidente bisogno di trascendenza, di Dio. Forse è uno scenario crepuscolare quello che sta emergendo, anche nei nostri paesi di antica tradizione cristiana, che però dobbiamo saper leggere ed affrontare con il coraggio della Fede. Guardiamo ai segni del nostro tempo allora, ma non per dedurne sensazioni di paura, o di scoraggiamento, o di rassegnazione, ma per sentire ancora di più la passione e la bellezza dell’annuncio del Vangelo.
La situazione storica nella quale viviamo ci interpella in senso positivo, per dare risposta alle domande di senso, presenti in tutti e alla grande nostalgia di Dio, che, forse senza saperlo, è lo specifico dell’angoscia che accompagna la ricerca affannosa del nostro mondo contemporaneo. L’uomo non può vivere di vuoto, di nulla; l’uomo del nostro tempo sta vivendo l’esperienza della fine delle illusioni, ma, al tempo stesso, comincia a riemergere il desiderio di un fondamento da dare all’esistenza: è il desiderio di Dio!

2. A conclusione del percorso della Visita Pastorale, sento il bisogno di ringraziare con voi il Signore, che ci ha preso per mano e ci ha condotto; ha arricchito il nostro spirito e dato consapevolezza al nostro discernimento pastorale. In questo tempo benedetto, il Signore mi ha dato di conoscere la Diocesi più da vicino; di conoscere ancora di più i sacerdoti per il tempo che ho avuto modo di trascorrere con loro: conoscere la loro vita, apprezzare i loro sforzi e sacrifici, godere della loro testimonianza, condividere con loro problemi, difficoltà, progetti, speranze e delusioni. Mi è stata data l’opportunità di stringere nuovi legami di amicizia e di comunione e di essere edificato dalla Fede pura e ferma di tante persone umili e semplici. Ho incontrato i Consigli Pastorali Parrocchiali, i Catechisti dei vari ambiti, collaboratori dei Parroci nel cammino della parrocchia, i giovani soprattutto. Ho avuto modo di conoscere il territorio della Diocesi nel suo insieme e nella sua complessità, incontrando le persone delle Istituzioni, gli imprenditori e i lavoratori, i dirigenti delle varie categorie professionali, i rappresentanti delle organizzazioni politiche, sindacali e culturali. Ricordo con compiacimento gli incontri nelle scuole, dove è stato possibile un dialogo aperto e sincero con gli studenti, dai più piccoli fino ai giovani, le cui parole rivelano ancora il grande bisogno di vero, di pulito, di bello che si portano nel cuore. Ricordo le visite nell’ospedale e agli anziani e ammalati nelle loro case. Ho incontrato i genitori con cui abbiamo condiviso la complessità del loro compito educativo per il quale chiedono di non essere lasciati soli.

3. Ora questo capitolo si conclude, ma il cammino continua, arricchiti e confortati dall’esperienza vissuta e dagli insegnamenti che abbiamo potuto raccogliere; la missione chiama ancora tutti noi all’operosità, per dare volto ad una Chiesa, la nostra, che sia davvero chiesa missionaria che annuncia il Signore, magari per strade inusitate e con il coraggio che l’annuncio oggi ci chiede. Lo vorremo fare insieme, raccogliendo le indicazioni che sono emerse in questi giorni di assemblea, che, a fianco delle specifiche tradizioni locali, indicano talune scelte concrete su cui far converge il cammino pastorale di tutta la Diocesi. La fiducia nel Signore sia la nostra forza, che ci dona di guardare con consapevole ottimismo al presente e al futuro. Salga allora al Signore la nostra fiduciosa preghiera: “Tralascia gli appoggi di un tempo, trova in Dio la pace; è Lui che ti prova nel fuoco, perché nel suo Nome sia saldo il tuo cuore” (Comunità di Bose).

4. Torniamo dunque alle radici, ripartiamo dal centro della nostra Fede, da Gesù Cristo, fondamento di una nuova umanità, per dare voce al Vangelo. In questo messaggio alla nostra Chiesa, quasi una carta d’intenti al termine della Visita Pastorale, indico alcuni criteri ispirativi per il nostro cammino, rimandando ad un successivo documento applicativo, risultato del lavoro dell’Assemblea Diocesana e della consultazione dei Consigli diocesani, le indicazioni pratiche per la diocesi.
a. FORMAZIONE. E’ urgente investire di più e a tutti i livelli, sulla formazione. Questa scelta interpella ciascuno di noi, le nostre parrocchie e le aggregazioni ecclesiali. Elaboriamo proposte praticabili, non solo per motivi sociologici, ma soprattutto in virtù della grazia del Battesimo ricevuto, perché solamente una seria preparazione di preti e laici, operatori pastorali assicurerà una nuova vitalità alla nostra Chiesa.
b. AZIONE PASTORALE IN USCITA. Questa accezione non significa annullare la tradizione, che merita sempre rispetto e seria considerazione, ma vuol dire tendere in ogni aspetto – orari, iniziative, linguaggi, mezzi, segni ecc. – ad incontrare chi si è allontanato dalla Chiesa, o chi non l’ha mai conosciuta, non per fare proselitismo, ma per fedeltà al mandato ricevuto dal Signore. Non limitiamoci a ripetere o gestire l’esistente; seminiamo gesti, parole e segni che abbiano il marchio della credibilità e della coerenza con la nostra scelta di Fede.
c. SINODALITA’. Camminare insieme è caratteristica della vita di Gesù con i suoi discepoli e tale dovrà essere anche la vita della nostra Chiesa. Questo comporterà di giungere, nel metodo e nei contenuti, ad aver un volto di Chiesa riconoscibile sempre, in ogni luogo e circostanza, superando tentazioni di isolazionismo, di contrapposizione. La comunione vissuta nella sinodalità ecclesiale diventa un segno impressionante nei nostri contesti tanto frammentati, divisi e spesso senza prospettive alcune. Da soli forse si va più velici, ammonisce Papa Francesco, ma insieme si va più lontano.
d. COMUNITA’ DI FEDE. Le scelte che l’attualità del nostro tempo ci chiede con urgenza e dalle quali non potremmo prescindere, si potranno realizzare in un contesto forte di vita di Fede. Le nostre parrocchie saranno comunità di Fede, fondate sulla Bibbia, sulla sana tradizione, sulla liturgia, sulla preghiera, sui sacramenti; luoghi dove si è aperti all’accoglienza, all’accompagnamento mediante la direzione spirituale. Solo una comunità dell’ascolto di Dio, può diventare comunità dell’ascolto degli uomini nelle loro aspettative ed esigenze più profonde.
e. RIORGANIZZAZIONE, RISTRUTTURAZIONE, RIQUALIFICAZIONE. Si tratta di un’esigenza indilazionabile, da farsi insieme, come comunità, con gradualità, pazienza, trasparenza, disponibili a rinunciare a qualcosa per il bene comune, sia come parrocchie e vicariati, sia come curia e organismi di partecipazione ecclesiale. Non dobbiamo avere paura del “nuovo”, che chiede a tutti disponibilità all’accoglienza dell’inedito, senso di responsabilità, che è in fondo amore per la nostra gente.
f. SCELTE PASTRALI DI PRIORITA’. Si tratta di esigenze dettate dal nostro tempo, senza con questo scartare il patrimonio di una tradizione, vissuta e sofferta, che ha accompagnato e accompagna ancora il nostro cammino.
Mettiamo fin d’ora in cantiere talune scelte, su cui invitare a convergere parrocchie, associazioni, uffici di curia:
• Adolescenti – Nel quadro di una rivisitazione condivisa degli itinerari dell’iniziazione cristiana un’attenzione particolare meritano gli adolescenti. Le diverse competente o ambiti pastorali – famiglia, scuola, catechesi, vocazioni, lavoro, carità, oratori, tempo libero e sport, missioni, sanità, migranti, comunicazione – dovranno trovare vie e metodi di collaborazione per un disegno e impegno organico a favore del mondo degli adolescenti, oggi rimasto un po’ trascurato, ma che resta il fondamento per gli sviluppi successivi nell’età adulta.
• Immigrati – Sono una presenza significativa nella nostra città e territorio; dovremo superare il pericolo di considerarli come un problema, un fastidio, o un pericolo. La Chiesa di Prato vuole aprirsi alle genti.
• Cultura – L’animazione della cultura, nei molteplici aspetti del vivere, dovrà accompagnare la nostra gente a confrontarsi sulla complessità della realtà a partire dalla prospettiva del Vangelo. Informarsi e informare, riflettere, dialogare, incontrare, valutare, impegnarsi per la bellezza della vita, per il bene comune, per la dignità della persona, valorizzare le tante risorse di cui la diocesi già dispone, è un ambito sul quale impegnarsi di più e insieme.
• Poveri – L’attenzione verso i poveri è già dono e compito per la nostra Chiesa. Impariamo a rispondere ai bisogni molteplici della nostra gente, a lasciarsi evangelizzare dai poveri, a comprometterci con le povertà da cui tante persone sono ancora colpite, a farci prossimo con chi non può contare più su nessuno, perché trovi nella Chiesa un luogo dove può essere ancora accolto, ascoltato, compreso.

A voi tutti, fratelli e sorelle, compagni di una strada percorsa con fatica, ma nella consapevolezza di un amore che ci ha spinti e sorretti, consegno queste riflessioni, perché ci indichino la strada, ancora lunga, da percorrere. Ci benedica e ci guidi la Vergine Maria, Madre e Maestra della nostra vita e ci assista nel nostro desiderio e impegno di bene, affinché la “sposa bella di Cristo”, questa nostra amata Chiesa, sia segno e strumento del grande amore con cui un giorno il Signore ci ha cercati, ci ha scelti per annunciare a tutti la notizia sconvolgente del Vangelo.

Il Vescovo
+ Franco Agostinelli

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