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LA DIOCESI > La Sacra Cintola > Otto secoli di culto
OTTO SECOLI DI CULTO
 
 
 
 

Spostamenti e furti della reliquia

I documenti attestano che, almeno dalla metà del Duecento, il sacro Cingolo era conservato di fianco all'altar maggiore (in un apposito altare, almeno dal 1292). Le ostensioni pubbliche della reliquia erano regolate dagli Statuti del Comune (al quale spettavano parte delle chiavi necessarie per estrarla dall'altare), e si tenevano per Pasqua e l'8 settembre, Natività della Vergine. Solo più tardi si aggiunsero le ostensioni per Natale, quindi quella del primo maggio, infine il 15 agosto. Dalla fine del Duecento al 1336 il Comune, con imponenti demolizioni, realizzò la vasta piazza davanti alla chiesa, destinata a accogliere i pellegrini.
Nel 1312 ebbe luogo un tentativo di furto della reliquia, ad opera di Giovanni di Landetto detto Musciattino, che fu duramente punito col taglio delle mani e il rogo, sul Bisenzio. Dopo questo evento fu deciso di dare sistemazione più sicura alla reliquia, e si avviarono i vasti lavori per la realizzazione del transetto gotico della chiesa, conclusi solo intorno al 1365. Nel frattempo però, con un colpo di mano popolare sostenuto dal Comune, nel 1346 il sacro Cingolo era stato spostato dal coro, portandolo in un altare provvisorio in fondo chiesa; da allora le abbondanti rendite derivanti da lasciti e donazioni alla reliquia furono amministrate dall'Opera della Cintola (con reggenti eletti dal Comune).
Superate le controversie col proposto, l'Opera raccolse in breve la somma necessaria per sistemare definitivamente la reliquia in una nuova cappella, realizzata tra il 1386 e il 1390 vicina all'ingresso, e ornata nel 1392-95 dallo splendido ciclo di affreschi di Agnolo Gaddi con Storie di Maria e la Storia della Cintola. Il 4 aprile 1395 la reliquia venne trasferita nel nuovo altare (parte delle chiavi necessarie per estrarla erano conservate – coma avviene ancora oggi – dal Comune).
In base allo stesso progetto venne più tardi completata anche la nuova facciata, e realizzati infine il pulpito esterno di Donatello e Michelozzo, e il terrazzo interno, di Maso di Bartolomeo, destinati unicamente alle ostensioni della Cintola.
La Cintola fu conservata inizialmente in uno scrigno di avorio, poi nella splendida Capsella  (1447 ca.) di Maso di Bartolomeo. La reliquia, conservata piegata, veniva svolta e mostrata dal proposto, con le mani guantate, durante le ostensioni;  per proteggerla maggiormente nel 1638 fu realizzato l'attuale reliquiario in cristallo di rocca.


Il culto per la Cintola

Fin dalle origini - ma soprattutto dal Cinque-Seicento - oltre che nelle ostensioni solenni la Cintola fu spesso mostrata a papi, prelati, principi o personaggi della corte (la tradizione accenna anche alla presenza di san Francesco; sicuramente la venerò san Bernardino), ma fu anche esposta in caso di epidemie, maltempo, siccità, per supplicare l'aiuto della Madonna.
Se il culto popolare si mantenne fortissimo, la devozione della corte fiorentina diminuì notevolmente nel granducato lorenese; Pietro Leopoldo a fine Settecento riteneva il culto della Cintola una superstizione, e con lui concordava il vescovo di Pistoia e Prato Scipione dei Ricci. Ma bastò il sospetto che il vescovo volesse far demolire l'altare della Cintola a provocare nel 1787 un grave tumulto popolare; pochi anni dopo il Ricci si dimise dal suo incarico.
Nel corso dell’Ottocento non mancarono ostensioni straordinarie per ospiti illustri (Pio VII, Pio IX), e anche dopo l’Unità di Italia non venne meno il concorso dei magistrati cittadini alle ostensioni pubbliche, fino alla frattura del 1901, quando l'amministrazione pubblica, di sinistra, rifiutò di presenziarvi, e nel 1904 rese le chiavi dell'altare alla chiesa (le richiese solo nel 1931, dopo i Patti Lateranensi).
Ma ancora nel Novecento la religiosità pratese che si esprimeva nella pietà popolare è stata incentrata sulla sacra Cintola, come mostrano i due congressi mariani diocesani (1937, 1949), la grande processione del 1945, al termine della II Guerra mondiale, la Peregrinatio Mariae  del 1949 o le recenti celebrazioni dell'anno mariano (1988), del 1995 (VI centenario della traslazione della Cintola nell'attuale cappella), del grande Giubileo del 2000, fino alle celebrazioni (2003-2004) per il 350° dell’istituzione della Diocesi di Prato,  che sottolineano la persistente capacità della Cintola di legare, di stringere la comunità pratese alla Vergine, evidenziando il legame ancora saldo tra valori e simboli della storia civile e della tradizione religiosa pratese.