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8 settembre 2008
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LA DIOCESI > La Sacra Cintola > La nuova teca > La traslazione
LA TRASLAZIONE
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La traslazione del Sacro Cingolo dal reliquiario seicentesco alla nuova teca realizzata dall'artista Giampaolo Babetto è stato l'evento culminante della festa della Natività di Maria 2008 - la «Madonna della fiera», come i pratesi chiamano l'8 settembre.
Il rito resosi necessario per l'usura della vecchia teca, si è tenuto intorno alle 23 nella Cappella del Sacro Cingolo della Basilica Cattedrale.
Dopo la redazione del «rogito ad ostensionem» è iniziato il rito vero e proprio. Davanti all'altare della Madonna, in un «altarolo» di legno era già aperta la nuova teca.
Intanto il cerimoniere vescovile, can. Luca Rosati, estraeva dallo scrigno dell'altare la scatola d'argento che contiene il reliquiario.
La Sacra Cintola, ancora nell'antica teca, era così posta sulla mensa dell'altare, per la tradizionale incensazione. Il Vescovo indossava le chiroteche, ovvero i guanti, alla maniera antica (fino al 1638, infatti, la reliquia veniva mostrata ostendendola con le mani).
Mons. Simoni ha così mostrato alle persone ammesse in cappella, a coloro che erano nella navata del duomo e nella piazza attraverso i maxischermi, e in diretta televisiva e web, la Cintura così come essa è, fuori dal reliquiario.
Poi ha posto la reliquia all'interno della nuova teca.
Prima che questa venisse sigillata, l'archimandrita Iero Papadopoulos, del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ha intonato alcune strofe di un antico inno ortodosso in onore della Cintura della Madonna.
Il cerimoniere vescovile ha provveduto ad assicurare la Cintura, tramite dei piccoli nastri, al nuovo reliquiario, aiutato poi nella delicata operazione dallo stesso autore della teca, Giampaolo Babetto.
Terminata la traslazione, con la nuova teca mons. Simoni ha officiato la tradizionale Ostensione, prima all'interno del duomo dalla Loggia del Ghirlandaio, poi all'esterno, sulla piazza, dal pulpito di Donatello.
L'antico cerimoniale prevede che la reliquia venga mostrata per tre volte, di nuovo all'interno della chiesa e poi ancora all'esterno; qui, sul pulpito, il Vescovo ha poi tenuto il discorso finale.
Dopo la benedizione, il Vescovo e il corteo (di cui facevano parte il sindaco di Prato Marco Romagnoli, i quattro testimoni e gli ospiti della città), sono rientrati nella Cappella del Sacro Cingolo, per la lettura del «Rogito ad Ostensionem» e la sua sottoscrizione.
I fuochi d'artificio sparati sulla cattedrale hanno suggellato in modo spettacolare la giornata di festa.