Il Museo Disperso
Capolavori d’Arte Sacra da collezioni private
Come in una preziosa Wunderkammer, o in una sorta di Studiolo rinascimentale, nel contenuto spazio espositivo del Museo di Pittura Murale in San Domenico sono collocate circa novanta opere di arte sacra provenienti da collezioni private.
Molti di questi pezzi, di altissima qualità, potrebbero trovar posto nelle più conosciute raccolte internazionali, e testimoniano, insieme al gusto raffinato, la generosità dei collezionisti pratesi. Le opere presentate, infatti, sono destinate ad un futuro Museo di Arte Sacra della Diocesi, e saranno donate quando questo progetto avrà esecuzione (ipotesi che purtroppo, per l’attuale situazione della città e in mancanza di concreti aiuti alla Diocesi, sembra allontanarsi nel tempo).
Oreficerie, tessuti, dipinti e sculture sono accostati con una certa libertà; puntando all’effetto prezioso dell’insieme più che alle caratteristiche - tipiche di un museo - di sistemazione e metodo.
Volutamente varia è la scelta di tipologie, di epoche e di provenienze (benché non manchino nuclei omogenei di rilevo), come vari sono il gusto e le scelte dei diversi collezionisti: pregevoli smalti limosini dagli inizi del XIII secolo, raffinati tessuti e preziosi ricami del XV-XVII secolo, dipinti fiorentini del Cinquecento, oreficerie gotiche, rinascimentali e barocche dalle forme fantasiose, che propongono ricchi accostamenti materici e cromatici tra argento, rame e bronzo dorati, cristallo di rocca, smalti e avorio.
Tutti i pezzi presenti in mostra sono stati acquistati sul mercato antiquario; tranne pochi casi non se ne conosce l’originaria provenienza e sono praticamente inediti e mai studiati. Perciò, anche per il limitato tempo a disposizione, in questa sede sarà possibile solo avanzare alcune ipotesi e tentare un inquadramento generale delle opere, lasciando a più approfonditi studi il compito di valorizzare ulteriormente queste pregevolissime raccolte, che testimoniano la secolare dispersione di tesori d’arte che erano stati prodotti soprattutto per chiese e monasteri. Grazie alla generosità dei collezionisti parte di questo “museo disperso” viene temporaneamente mostrato, presentando un saggio di alcuni dei pezzi più interessanti (non gli unici), di quello che potrebbe essere il futuro Museo di Arte Sacra, importante acquisizione per la nostra città, finalmente un “museo ricomposto”. |