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Torna «24 ore per il Signore», un giorno e una notte di preghiera e confessioni

Torna l’appuntamento con «24 ore per il Signore», l’iniziativa fortemente voluta da papa Francesco che invita a celebrare il sacramento della riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. L’invito del Santo Padre è questo: ogni diocesi apra una chiesa e la tenga aperta per 24 ore consecutive, dando la possibilità di confessarsi e pregare davanti al Santissimo per prepararsi al meglio in questo tempo di Quaresima.

 

Per il quarto anno consecutivo, da quando è iniziata questa esperienza, la Chiesa di Prato partecipa con un doppio appuntamento. Si comincia venerdì 9 marzo alle 18 con una messa presieduta dal Vescovo nel chiesino di San Paolo, uno dei luoghi dell’adorazione perpetua in diocesi assieme alla Sacra Famiglia e alla chiesa di Usella. Al termine ci sarà la disponibilità di accostarsi alla confessione grazie alla presenza di numerosi sacerdoti. Come avviene quotidianamente da dieci anni il chiesino rimarrà a disposizione dei fedeli per il silenzio e la preghiera lungo tutto l’arco della notte.

 

Il giorno dopo, sabato 10 marzo, nella cappella dell’adorazione eucaristica in Sant’Agostino, a partire dalla messa delle ore 7, adorazione eucaristica e confessioni personali per tutto il giorno, fino alla messa prefestiva in parrocchia delle ore 18,30.

 

«È una occasione propizia per vivere un momento di riflessione personale nel cuore della Quaresima – sottolinea il vicario generale monsignor Nedo Mannucci – il tema di questa edizione si ispira al salmo 130: “Presso di te è il perdono”. Gli anni passati c’è sempre stata una buona partecipazione e siamo sicuri che anche questa volta saranno in molti ad avvicinarsi al sacramento della confessione».

Chiesino san paolo

San Paolo, tremila giorni davanti al Santissimo Sacramento

«Per noi non è un impegno ma un dono che riceviamo». A dirlo in modo sincero e appassionato è Cristina Tempesti, una dei 500 «adoratori» che a turno coprono l’arco della giornata, 24 ore su 24, della settimana, del mese e dell’anno per non lasciare mai solo il Santissimo Sacramento. Sono passati otto anni dal 25 gennaio 2008 quando nacque l’idea – tra gli ispiratori c’era anche Cristina – di iniziare l’esperienza dell’Adorazione perpetua nel chiesino di San Paolo. Una scommessa si disse da più parti in Diocesi, ma oggi, circa tremila giorni dopo, possiamo parlare di grande intuizione. Tanto che l’iniziativa è stata replicata quattro anni fa anche nel vicariato est, dove Gesù Eucarestia viene vegliato giorno e notte da 300 «adoratori» nella cappella adiacente alla chiesa della Sacra Famiglia.

 

Questo «dono», come lo definiscono i partecipanti, è reso possibile non solo grazie alle persone provenienti dalle due parrocchie direttamente coinvolte (San Paolo e Sacra Famiglia) ma da fedeli appartenenti a varie comunità pratesi. Prato si è dimostrata terreno fertile per questo tipo di esperienza anche grazie alla presenza pluridecennale dei padri Sacramentini a Sant’Agostino, una congregazione che ha nel proprio carisma appunto la devozione al Santissimo Sacramento.

 

Per ricordare l’anniversario, i partecipanti all’Adorazione si ritrovano questa domenica, 24 gennaio alle 18, per una messa nella chiesa parrocchiale di San Paolo in via Carissimi. Celebra il sacramentino di Sant’Agostino, padre Giovanni Maniero.