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Epifania, le comunità straniere in Duomo per la «Messa dei Popoli». Poi premiazione dei presepi ed estrazione della lotteria

Nel giorno dell’Epifania la Chiesa di Prato celebra in cattedrale la messa dei popoli. Anche quest’anno le comunità cattoliche straniere presenti in città si ritrovano il 6 gennaio in occasione della «manifestazione di Gesù alle genti». Sarà un pomeriggio di festa nel segno dell’integrazione, della tradizione e della solidarietà. Al termine della funzione sono previsti due eventi molto attesi: la proclamazione della parrocchia vincitrice del concorso dei presepi e l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di Natale.

 

Ecco il programma di sabato 6 gennaio

 

La messa dei popoli. Alle 15,30, in duomo, il vescovo Franco Agostinelli presiede una messa internazionale multilingua animata dai canti e dalle preghiere delle cappellanie straniere. La prima lettura sarà in inglese e la seconda in cinese, mentre il Vangelo sarà proclamato in italiano. Saranno presenti le comunità: nigeriana, cinese, rumena, filippina, pakistana, polacca e ucraina.
«L’Epifania ci ricorda che siamo tutti fratelli davanti a Dio – spiega mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati – e ancora una volta vogliamo ricordare che Gesù è venuto per tutti, senza distinzioni di razza o provenienza».
Per la Diocesi di Prato la solennità coincide con la «Giornata del migrante e del rifugiato» (che cade il 14 gennaio).

 

 

 

Concorso presepi. Al termine della messa dei popoli la festa si sposta sul sagrato del duomo. La prima iniziativa è nel segno della tradizione: i bambini presenti in piazza sono chiamati a dare un bacio alla statua di Gesù Bambino. Il momento sarà allietato dai canti e dalle danze promosse dalla comunità nigeriana assieme a quella rumena e filippina.
Poi monsignor Agostinelli proclamerà i primi tre classificati nel concorso diocesano dei presepi delle parrocchie. In gara ci sono una trentina di elaborati realizzati dai gruppi di catechismo. Si tratta delle Natività che per un mese sono state in mostra all’interno dell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi. Una esposizione vistata da più di tremila persone. Davvero un successo, andato oltre le aspettative dell’Ufficio catechistico diocesano, promotore del concorso. La premiazione dei vincitori si terrà sabato 13 gennaio dalle 15 alle 18 alla parrocchia delle Fontanelle con una grande festa aperta a tutti i bambini delle parrocchie.

 

Lotteria di Natale. Lanciata nel giorno dell’Immacolata, la Lotteria della Diocesi sta per arrivare al giorno dell’estrazione. Dopo la proclamazione dei vincitori del concorso dei presepi sapremo chi si sarà aggiudicato la Hyundai i10 messa in palio da Lenzi Automobili. Sul sagrato del duomo verranno sistemate quattro urne contenenti delle palline numerate. Ad un bambino, scelto tra quelli presenti in piazza, verrà chiesto di estrarre per primo il numero di serie e la lettera, poi le centinaia, le decine e le unità dei sei biglietti vincenti.
Oltre alla Hyundai ci sono altri premi in palio: il secondo è una settimana per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti; il terzo una settimana per due persone alla Versiliana a Marina di Pietrasanta. Il quarto premio è un tappeto persiano (valore mille euro), il quinto un cesto di specialità natalizie e il sesto è un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.
I biglietti, dal costo di cinque euro, saranno acquistabili in piazza Duomo sabato 6 gennaio fino ad un’ora prima dell’estrazione. Le serie vincenti saranno pubblicate sul sito della diocesi (diocesiprato.it) e sui siti di informazione locale.

 

Doppio anniversario di ordinazione episcopale. Il 6 gennaio è una data importante per monsignor Agostinelli. Quel giorno, nel 2002, Giovanni Paolo II lo ordinò vescovo in San Pietro. Allora il Presule era destinato alla diocesi di Grosseto, dove sarebbe rimasto per dieci anni prima di arrivare a Prato, in sostituzione di mons. Gastone Simoni, che per una singolare coincidenza ricevette l’ordinazione episcopale il 6 gennaio di dieci anni prima, nel 1992.

La Caritas di Prato segue oltre quattromila indigenti. Presentato il dossier sulle povertà 2017

I poveri seguiti a Prato dalla Caritas e dalla rete dell’osservatorio della Diocesi sono oltre quattromila. Il numero emerge dal rapporto sulle povertà presentato sabato scorso al Palazzo delle Professioni. Nel 2017, da gennaio a oggi, per una richiesta di auto, si sono presentate 2700 persone. La maggior parte di queste hanno alle spalle una famiglia e, contando almeno tre componenti per nucleo, si arriva al numero di quattromila soggetti coinvolti. Il dato degli accessi, rispetto ai due anni precedenti, sale del 5,1%. Gli italiani rappresentano il 34,3% del totale e sono in calo del 7,2%, mentre aumentano del 13% gli stranieri. Nell’anno in corso, i venti centri di ascolto della rete diocesana hanno effettuato 6781 colloqui (nel 2016 sono stati 6608).

 
«Dietro questi numeri ci sono dei volti, non dimentichiamolo mai – ha osservato la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco –, sono persone che si presentano a noi chiedendo risorse per pagare il mutuo o una bolletta, perché non hanno una casa, ma soprattutto ci dicono che non hanno un lavoro». E proprio a quest’ultima problematica, al tema dell’occupazione a Prato, è stata dedicata la mattinata, durante la quale si è tenuta una tavola rotonda in cui sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e delle categorie sociali ed economiche. La prima evidenza – nata dal commento dei dati presentati dalla Caritas e dalla domanda: «Quale risposta diamo a coloro che sono fuori dal mercato del lavoro?» – è stata quella del bisogno di «formazione e informazione», come ha efficacemente sintetizzato il vescovo Franco Agostinelli a conclusione dei lavori.

 

 

Alcuni numeri del rapporto sulle povertà stilato dalla Caritas diocesana di Prato. La raccolta dei dati si basa sul lavoro svolto da venti centri d’ascolto, di cui quattordici parrocchiali, un centro del Volontariato vincenziano, uno della San Vincenzo de Paoli, la mensa dell’Associazione Giorgio La Pira, due postazioni front office della Caritas diocesana e l’ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti istituito presso il Centro sanitario Giovannini.
Gli utenti. Le 2700 persone ascoltate nel 2017 sono in maggioranza donne, ma gli uomini aumentano, rappresentano quasi la metà degli accessi (42,5%) e registrano un +18,7% rispetto agli anni precedenti. Gli italiani sono il 34,3% del totale (erano il 38,9% nel 2015 e 2016).
Il 32,5% degli uomini sono stranieri (di questi il 9,4% sono coniugati con italiane). Le nazionalità più presenti provengono da Marocco (12%), Albania (10,4%), Nigeria (9,2%) e Romania (5,3%). Rispetto al 2015 sono cresciuti molto i marocchini (+10%), ma soprattutto i georgiani (+64%).
La metà delle persone ascoltate sono coniugate, ma aumentano gli stranieri senza legame matrimoniale (+60%), fra questi i maschi crescono del 109%. Diminuiscono i coniugati italiani 15,6%.
La prima volta e la cronicità. Nel 2017, il 26% degli ascoltati si sono rivolti allo sportello per la prima volta, con un incremento rispetto a due anni fa del 64,6%. Tra gli stranieri i nuovi arrivi sono il 91%. Gli italiani aumentano del 5,2%. Cresce anche il numero degli utenti con una frequentazione di oltre dieci anni, che ora rappresentano il 24,5% del totale. Più di 1 italiano su 3 e 1 cittadino straniero su 4 è conosciuto dalla rete Caritas da almeno cinque anni. Dunque c’è una maggiore cronicità tra gli italiani, gli stranieri invece rimangono nel giro Caritas al massimo per tre anni. «Probabilmente – osserva il redattore del dossier Massimiliano Lotti – sono disposti a cogliere le opportunità offerte e riescono ad adeguarsi a nuovi stili di vita».
Problemi e bisogni. L’80% delle persone che si sono rivolte ai centri d’ascolto dicono di essere prive di reddito. Aumenta il numero delle richieste di abitazione (+16%), in particolare tra gli stranieri (+188%). Il 65% degli utenti dice di avere problemi economici (+4%), il 13% problemi di lavoro, l’11% ha problemi di salute e il 4% ha problemi familiari. Le altre problematiche segnalate sono dovute a detenzione, disabilità, dipendenze, istruzione e mancanza di una casa.
Gli interventi effettuati. Le risposte che la rete diocesana ha potuto offrire riguardano innanzitutto il servizio di ascolto e di accompagnamento, caratteristica peculiare del metodo Caritas. «Il nostro obiettivo è quello di educare le persone alla fruizione delle risorse territoriali e degli uffici territoriali», dice Lotti. Gli interventi concreti si sono concentrati sull’offerta di beni e servizi (66,5%, in particolare attraverso la tessera dell’Emporio della Solidarietà, un pasto alla mensa, vestiario e accoglienza notturna), sussidi economici (21%) per il pagamento di affitti, rate mutuo, utenze domestiche e libri scolastici, spese sanitarie. Le altre voci riguardano consulenze lavoro, orientamento, istruzione e alloggio.

 

Rapporto sulle povertà 2017 della Caritas diocesana di Prato in formato pdf

 

 

Un Convegno pastorale diocesano nel segno dei giovani

A settembre riprendono le attività pastorali e inizierà, ufficialmente, quello che il vescovo Franco ha chiamato «l’anno dei giovani». In vista del Sinodo indetto da papa Francesco, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo, la Chiesa di Prato ha deciso di mettersi in cammino a fianco delle nuove generazioni. Nei mesi a venire sono in programma molte iniziative pensate in particolar modo al mondo giovanile. L’inizio di questo percorso, nel quale sono chiamati a dare una mano gli operatori pastorali di ogni parrocchia e tutti gli animatori, è segnato dal tradizionale appuntamento con il Convegno pastorale diocesano, convocato per il 19 e il 20 settembre.

 

Si comincia martedì 19 settembre, con una tavola rotonda nella quale saranno portate alcune significative testimonianze. Ad oggi hanno confermato la propria presenza suor Lisa Bianchi e Giorgia Benusiglio. La prima fa parte delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è originaria del Valdarno e racconterà di come l’incontro con Dio abbia cambiato la sua vita, fino a quel momento lontana da qualsiasi tipo di vocazione. Lei è una ragazza come ce ne sono tante, amante della discoteca e delle serate in compagnia di amici. La particolarità è che riesce a sentire, e a rispondere, alla chiamata del Signore. Con lei ci sarà anche la donna che sta girando l’Italia per raccontare quanto sia pericolosa la droga. Giorgia Benusiglio a 17 anni «assume» mezza pasticca di ecstasy in discoteca. La ragazza si sente subito male e già in ambulanza le viene diagnosticata una epatite fulminante. Si salverà grazie a un trapianto di fegato. Su questa vicenda ha scritto un libro: «Vuoi trasgredire? Non farti!».

 

 

Mercoledì 20 settembre è atteso l’intervento di don Samuele Marelli, giovane responsabile degli oratori delle diocesi lombarde. Il sacerdote milanese parlerà dell’importanza e dell’attualità dell’esperienza educativa dell’oratorio, il luogo per eccellenza dove accogliere i ragazzi in parrocchia.
Poi, nelle settimane successive, mons. Agostinelli assieme ad alcuni giovani, andrà nei sette vicariati della diocesi a presentare il programma pastorale dell’anno e in particolare ad invitare i ragazzi e le ragazze delle parrocchie ad una serie di eventi pensati per loro.

 

Ecco le date e i luoghi degli incontri. Venerdì 22 settembre, vicariato ovest, l’appuntamento è a Maliseti; mercoledì 27 zona nord a Chiesanuova; venerdì 29 est a Santa Maria della Pietà; giovedì 12 ottobre a Usella per il vicariato Valbisenzio; venerdì 13 Sant’Agostino per il centro storico; mercoledì 18 ottobre sud-ovest a San Pietro a Iolo; lunedì 23 sud-est a San Pio X. Gli incontri sono alle ore 21.

La croce per le strade di Chinatown con la processione guidata dal Vescovo Franco

La croce torna sulle strade di Chinatown. I frati minori della parrocchia dell’Ascensione al Pino e le suore cinesi promuovono la Via Crucis lungo via Pistoiese. La processione, guidata dal vescovo di Prato Franco Agostinelli è in programma sabato primo aprile con partenza alle 15,30.

 

Sono dieci anni esatti, da quando fu aperta la comunità francescana Maria Madre dell’Incontro in via Donizetti, che viene celebrato questo tradizionale rito in preparazione alla Pasqua. «È un segno importante che ogni anno vogliamo riproporre anche se non sappiamo quanto possa incidere nella vita della comunità cinese di Prato – dice fra’ Roberto Bellato, parroco dell’Ascensione -, ma siamo sicuri che testimoniare la presenza di Cristo a chi non lo conosce sia significativo e importante».

 

Il percorso è lo stesso compiuto nelle ultime edizioni con partenza dal supermercato Pam di via Pistoiese, poi le stazioni della Via Crucis saranno recitate a tappe lungo la strada a più alta concentrazione orientale della città, non a caso gli stessi cinesi la chiamano «Via Cina», fino ad arrivare ai giardini di via Colombo. Anche questi ultimi sono molto frequentati dai cittadini cinesi, in particolare per la pratica Tai Chi, antica arte marziale fatta con movimenti fluidi e lenti. Qui monsignor Agostinelli rivolgerà il proprio saluto annunciando la Pasqua del Signore. Le parole del Vescovo saranno tradotte da suor Teresa.

 

Alla processione partecipa la comunità cattolica cinese di Prato, che durante il percorso consegnerà ai propri connazionali alcuni volantini in lingua per comunicare la loro presenza presso la parrocchia del Pino. «È un modo per farci conoscere e invitare i cinesi a partecipare alle nostre iniziative. Forse sono gocce nel mare – conclude fra’ Roberto – ma con i piccoli passi si raggiungono i grandi obiettivi».

Doppio anniversario episcopale per Gastone e Franco

Il 6 gennaio la nostra Chiesa festeggia un doppio anniversario. Quel giorno, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, sono stati ordinati vescovi monsignor Gastone Simoni e monsignor Franco Agostinelli. L’attuale vescovo di Prato ricevette l’ordinazione episcopale nel 2002, quindi nel 2017 saranno passati quindici anni da quel momento, mentre per monsignor Simoni arrivò nel 1992. E dunque il vescovo emerito si appresta a festeggiare 25 anni da vescovo. Nel ’92 e nel 2002, nella basilica di San Pietro a Roma, sul capo di entrambi si posarono le mani di Giovanni Paolo II.
La speciale ricorrenza sarà celebrata il giorno dell’Epifania in cattedrale con una messa di ringraziamento concelebrata dai due vescovi nel pomeriggio alle 15,30. Un evento importante al quale è invitata a partecipare tutta la comunità ecclesiale.
Per il vescovo Gastone l’anniversario può essere considerato un po’ come le «nozze d’argento» con l’episcopato, durato a Prato venti anni, dal 1992, anno anche del suo ingresso in diocesi, fino al 29 settembre del 2012, quando comunicò la nomina del suo successore a seguito delle dimissioni presentate a Benedetto XVI al compimento del suo 75esimo anno di età. Nato a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo ma nel territorio diocesano di Fiesole, il prossimo 9 aprile mons. Simoni compirà 80 anni. Altro importante traguardo che cadrà nel 2017.
Per monsignor Simoni il 1992 fu un anno molto intenso e importante. Nel mese di luglio, si recò in visita ai missionari diocesani in Ecuador e a settembre istituì il Centro culturale cattolico, la Scuola diocesana di Teologia, la commissione per la Pastorale dei migranti e quelle del Culto mariano, santi diocesani e pellegrinaggi, nonché la commissione per la Pastorale del tempo libero e dello sport. Mentre ad ottobre emanò il decreto con cui suddivise la diocesi in sei zone pastorali.
Ricordiamo anche la richiesta che il vescovo Gastone fece ai pratesi il giorno del proprio ingresso, il 23 febbraio 1992: «Fate qualcosa di bello per il regno di Dio». Una espressione, come disse mons. Simoni in una intervista rilasciata a Toscana Oggi alla vigilia del suo saluto alla diocesi, ripresa dal titolo di un libro su Madre Teresa. «Una frase che poi ho ripetuto più volte in pubblico – disse – agli adulti, ai ragazzi delle cresime, nei vari incontri. Vuol dire qualcosa di bello, di buono, di utile nel senso più profondo, per gli altri, per il prossimo. Non c’è qualcosa di bello per Dio che non diventi qualcosa di bello per gli altri».

betori agostinelli

Tutto pronto per la solennità dell’8 settembre

Tutto pronto per la solennità dell’8 settembre, Natività di Maria, una festa conosciuta dai pratesi come «Madonna della Fiera». Quest’anno a presiede il solenne pontificale del mattino in cattedrale, il vescovo Franco Agostinelli ha invitato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Conferenza episcopale toscana. Il cardinale torna a celebrare messa a Prato dopo l’ingresso di monsignor Agostinelli in diocesi il 25 novembre 2012.

Come da tradizione, il pontificale, in programma alle 10, sarà concelebrato dal clero diocesano. Accompagna la Cappella Musicale del Duomo. Dopo la messa il cardinale Betori officerà l’ostensione del Sacro Cingolo in particolare per i malati presenti in duomo, accompagnati dai volontari dell’Unitalsi e della Misericordia. Alla celebrazione è presente in forma ufficiale l’Amministrazione comunale, che al termine delle funzioni sul sagrato offrirà al Vescovo e al Capitolo della Cattedrale i ceri per l’altare della cappella del Sacro Cingolo.

Questo momento e tutto il pontificale saranno trasmessi in diretta su Tv Prato.

 

Giovedì 8 settembre le prime messe del giorno sono celebrate alle 7,30, con il pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio, e alle 8,30, alla presenza delle parrocchie di San Pietro e della Visitazione a Galciana. Poi alle 17 rosario e vespri solenni, alla presenza del Capitolo dei canonici. Alle 18 messa presieduta dal Vescovo.

 

A sera ci sarà il momento clou della festa. Quando i figuranti del Corteggio storico arriveranno in piazza Duomo, intorno alle 22,30, monsignor Agostinelli entrerà in cattedrale per officiare la solenne ostensione del Sacro Cingolo mariano. Dopo la lettura del rogito redatto per documentare l’evento, il Vescovo mostrerà per tre volte, come vuole il cerimoniale, la preziosa reliquia all’interno del duomo dal pulpito del Ghirlandaio e all’esterno della piazza dal pergamo di Donatello.

La cerimonia potrà essere seguita dal pubblico sulle tribune e in piazza dal maxi schermo che sarà allestito davanti a Palazzo vescovile e in diretta su Tv Prato.

 

Facciamo un passo indietro. Mercoledì 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, alle 17,30 primi vespri della festa; alle 18, messa presieduta dal Vescovo. Dalle ore 15, esposizione del Sacro Cingolo fino a sera e per l’intera giornata dell’8. Sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle solite condizioni. In cattedrale sono presenti sacerdoti per le confessioni.

il vescovo agostinelli e corsinovi a amatrice

Il vescovo Agostinelli ad Amatrice e in altri paesi colpiti dal terremoto

Il vescovo di Prato Franco Agostinelli è stato in visita ad Amatrice e in alcune frazioni della montagna reatina colpite dal terremoto del 24 agosto. Monsignor Agostinelli è il correttore nazionale delle Misericordie d’Italia e in qualità di assistente spirituale del movimento è andato a rendersi conto della situazione direttamente sul posto. Partito all’alba di oggi, mercoledì 31 agosto, il Vescovo ha avuto come prima destinazione il grande campo di accoglienza per sfollati a Sant’Angelo gestito dalle Misericordie. Ad accoglierlo c’erano il presidente della Confederazione nazionale Roberto Trucchi e il coordinatore dell’area emergenza Alberto Corsinovi, che è anche presidente delle Misericordie toscane. Con monsignor Agostinelli anche monsignor Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il correttore della Toscana don Simone Imperiosi e il provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini.

 

«Sono venuto qui per vedere l’impegno della Misericordia a favore delle popolazioni di Amatrice e degli altri paesi duramente provati dal terremoto – dice il vescovo Agostinelli –, posso complimentarmi con tutti i volontari per il grande lavoro che stanno svolgendo, perché lo fanno con entusiasmo e competenza». Nella prima fase dell’emergenza sono intervenuti oltre 350 confratelli provenienti in gran parte dalle Misericordie della Toscana. Attualmente sono un centinaio quelli che si trovano sul posto con il compito di fornire assistenza alle persone. «I nostri volontari pensano agli alloggi, alla mensa e alla cura dei servizi igienici ma non solo – aggiunge mons. Agostinelli – nei campi base viene dato soccorso medico e anche un aiuto psicologico. Quest’ultimo soprattutto è quanto mai importante».

 

Ma il Vescovo è rimasto anche impressionato dalla grande forza d’animo della gente di Amatrice: «Stanno affrontando questo difficile situazione con estrema dignità, nessuno pensa di andare via, sanno che questo è il loro posto e qui vogliono rimanere. Ci stanno chiedendo una mano per ripartire e tutti noi siamo chiamati a dare una risposta».

 

Nel pomeriggio di oggi monsignor Agostinelli è andato a Rieti per incontrare il vescovo diocesano monsignor Domenico Pompili. «A lui ho voluto portare il mio abbraccio e quello di tutti i pratesi – conclude il Presule – e ho dato la disponibilità come assistente delle Misericordie e come vescovo di Prato a dare una mano per la ricostruzione materiale, umana e spirituale di questi luoghi così duramente colpiti».

 

Il Vescovo tornerà a Prato in serata. Domenica prossima, 4 settembre, sarà a Roma in piazza San Pietro per concelebrare la messa presieduta da papa Francesco in occasione del giubileo del volontariato e degli operatori di Misericordia.

Padre Ermes Ronchi

Padre Ermes Ronchi al Convegno pastorale diocesano

La Chiesa di Prato è pronta a cominciare un nuovo anno pastorale. Come da tradizione, le linee guida da seguire a livello diocesano e parrocchiale saranno illustrate nel corso del Convegno pastorale, in programma nella chiesa di San Francesco. Due serate per riflettere e programmare l’impegno di sacerdoti, religiosi e laici impegnati a vario titolo nella comunità ecclesiale.

Il primo appuntamento è per martedì 20 settembre, alle 21. Protagonista della serata sarà padre Ermes Ronchi, teologo di fama nazionale molto conosciuto per essere il conduttore della rubrica «Le ragioni della speranza» all’interno della trasmissione «A sua Immagine» su Rai 1. Originario del Friuli, padre Ronchi appartiene all’ordine dei Servi di Maria ed ha pubblicato numerosi libri dedicati alla figura di Maria, alla preghiera, alla conversione e alla speranza. Il religioso è stato invitato per parlare de «Lo scandalo della Misericordia».

Il giorno seguente, mercoledì 21, sempre alla stessa ora, il vescovo Franco presenterà il piano pastorale di quest’anno.

giubileo dei giornalisti 2016 omelia vescovo agostinelli

Le indicazioni del Papa e le sfide della Chiesa: intervista al vescovo Franco Agostinelli

Con un’intervista di Giacomo Cocchi su Toscana Oggi – La Voce di Prato, il vescovo Franco Agostinelli ha tracciato il punto della situazione e, al tempo stesso, punto d’inizio della prossima attività della Chiesa italiana e della Chiesa Pratese, all’indomani dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Il rapporto tra il Papa, i preti e i vescovi non è fatto solo di «richiami», ma anche di riconoscenza e stima profonda per quanto fa la Chiesa a livello locale. «Purtroppo i media nazionali puntano sempre i loro obiettivi su singoli aspetti, spesso solo su quelli dove emergono critiche da parte di Francesco oppure su certe sottolineature fatte da Bagnasco. E questo provoca profondo rammarico nei vescovi italiani». Dal 16 al 19 maggio monsignor Agostinelli ha partecipato a Roma, assieme ad altri 242 confratelli, all’Assemblea permanente della Cei. Sono stati quattro giorni di confronto e riflessione per i vescovi italiani, che hanno avuto (e si sono dati) numerose indicazioni per il loro ministero. «È stata una conferenza episcopale ordinata, serena e collaborativa – sottolinea il Vescovo – le parole del Santo Padre ci hanno fatto riflettere molto».

 

> Leggi l’intera intervista su www.toscanaoggi.it/Edizioni-locali/Prato/Le-indicazioni-del-Papa-e-le-sfide-della-Chiesa

Il vescovo Franco Agostinelli

Gli auguri di Pasqua del Vescovo Franco ai pratesi: «Prato prenda il largo con il contributo di tutti»

Carissime donne e uomini di Prato buona Pasqua di Resurrezione. È un augurio che rivolgo a voi, uno per uno, dal profondo del cuore.
Vorrei avere la forza e trovare le parole giuste per condividere con ciascuno la grande Speranza che ci consegna questo Dio che si fa uomo, muore in croce e risorge. È un Dio che ci cerca, che vuol parlare alla nostra faticosa quotidianità, che ci abbraccia nella sofferenza di tutti i giorni. Anche quando non ce ne accorgiamo.

 

Sento ancora le parole che, nel suo incontro pieno di tenerezza, ci ha ripetuto Papa Francesco: non dobbiamo cedere al pessimismo e alla rassegnazione. Siamo in buone mani, siamo nelle mani di Maria, ci ha ricordato Francesco. E Maria è colei che, con la preghiera e con l’amore, «ha trasformato il sabato della delusione nell’alba della Resurrezione».

 

La nostra comunità, ormai da tempo alla ricerca di una sua nuova identità, ha oggi più che mai bisogno di passare dal sabato della delusione alla domenica della Resurrezione. Di trovare fiducia in se stessa e nelle sue potenzialità che sono ancora tante. Di affrontare il cambiamento, a volte provocatorio, smettendo di guardare indietro, con un pessimismo che spesso paralizza. C’è da scoprire e dare forza al nuovo e al bello che nasce e cresce mentre quasi non ce ne accorgiamo.
Dobbiamo trovare, insieme, il coraggio di «cercare la rotta». Sì, ce lo ha detto anche papa Francesco: di fronte alle trasformazioni spesso vorticose di questi ultimi anni, c’è il pericolo di subire il turbine degli eventi, perdendo il coraggio di cercare la rotta. Si preferisce allora il rifugio di qualche porto sicuro e si rinuncia a prendere il largo sulla parola di Gesù. Sono convinto che Prato deve tornare «a prendere il largo» con il contributo di tutti, di credenti e non credenti, di uomini e donne che portano la ricchezza di culture diverse tra loro. La Chiesa pratese è pronta a mettersi in gioco, a collaborare con tutti, a fare squadra.

 

Dobbiamo ribellarci alla malattia del pessimismo, all’egoismo che ci rende sempre più soli e tristi. Allora non abbiamo alternative: dobbiamo uscire, accettando il rischio del mare aperto. Ancora una volta, in occasione della visita di papa Francesco a Prato, ho sperimentato la generosità e la capacità dei pratesi di lavorare insieme per un fine comune. Ecco dobbiamo cercare un fine comune e lavorare insieme per raggiungerlo, senza temere il confronto, senza stancarci mai di dialogare. Prato allora potrà essere davvero il «modello di un nuovo cammino». Proprio come Giovanni Paolo II, il papa santo, ci ha augurato nel suo saluto profetico del 19 marzo 1986, in piazza de Comune.

 

+ Franco Agostinelli, Vescovo di Prato

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