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Nomine in diocesi: il canonico Daniele Scaccini nuovo vicario generale

Il vescovo Giovanni Nerbini ha nominato il canonico Daniele Scaccini vicario generale della Diocesi di Prato. L’avvicendamento con monsignor Nedo Mannucci avviene su richiesta di quest’ultimo che aveva domandato al Vescovo già da tempo di poter terminare l’incarico.
Il canonico Scaccini, 65 anni, è attualmente rettore del Seminario e cancelliere vescovile, in passato è stato per dieci anni parroco dell’Annunciazione alla Castellina. Il mandato di don Scaccini come primo collaboratore di monsignor Nerbini inizierà con la fine del mese di settembre.

 

Monsignor Mannucci era stato nominato vicario generale dal vescovo Franco Agostinelli nel gennaio 2013 e confermato da monsignor Nerbini al suo arrivo in Diocesi nel settembre di due anni fa. Nel comunicare questo avvicendamento il Vescovo esprime un vivo ringraziamento a monsignor Mannucci per gli anni di servizio resi alla Chiesa di Prato.

 

Mons. Nerbini ha nominato il canonico Alessandro Magherini parroco di Santa Maria Maddalena a Tavola, parrocchia rimasta vacante dopo la morte di don Uberto Fedi. Già parroco di Tobbiana, il canonico Magherini è direttore del Centro diocesano per le vocazioni.

 

Don Francesco Spagnesi, lascia, su sua richiesta, la guida della parrocchia dell’Annunciazione alla Castellina e la cura pastorale dell’Arciconfraternita della Misericordia di Prato. Il sacerdote ha chiesto e ottenuto dal vescovo Nerbini di poter vivere un anno sabbatico per motivi di salute.

Renzo Buricchi

Un convegno sulla spiritualità di Renzo Buricchi

Un profeta, un santo laico, ma anche un «mezzo matto». Per oltre quarant’anni Renzo Buricchi ha servito caffè e venduto sigarette nel suo bar in piazza del Comune a Prato. Era un tipo alquanto singolare, questo lo sapevano i tanti clienti che lo sentivano parlare dietro il bancone mentre era intento a eseguire le ordinazioni. Lui, cugino dei fratelli Buricchi, i partigiani morti a Poggio alla Malva, appartenente al partito comunista, parlava sempre di Cristo e del suo amore per l’uomo. In pochi si sarebbero aspettati che il tabaccaio di piazza del Comune sarebbe stato ricordato dalla Diocesi di Prato con un convegno per approfondire il suo pensiero e la sua spiritualità.

 

Sabato 8 ottobre, in Palazzo vescovile, è in programma una giornata dedicata a Renzo Buricchi, all’uomo che in modo semplice ma allo stesso tempo diretto e coinvolgente, aveva stupito tutti coloro che si trovavano a passare dal suo bar. Il tabaccaio, scomparso nel 1983, di origine contadina e semi analfabeta, ha nutrito un amore profondo per l’uomo e per il mistero che lo lega a Dio e a Cristo. A far scoprire la sua storia è stato Marcello Pierucci, amico e testimone di quel periodo, attraverso il libro «Renzo Buricchi. Il mistero eterno, la natura e i piccoli cerchi sul cammino del tabaccaio di Prato». Oggi quel volume, uscito ai tempi per le edizioni della Libreria Cattolica, è stato ristampato dalla Lef, casa editrice fiorentina che ha da poco pubblicato la tesi di dottorato del sacerdote africano don Gildas Vigan, dedicata proprio a Buricchi (Fede e natura. Renzo Buricchi e la strada dell’estrema semplicità). E un’altra opera, «Un cipresso per maestro», sempre a firma di Pierucci, sta viaggiando grazie al passaparola verso la quinta edizione.

 

«Questi libri hanno iniziato un cammino molto simile a quello di Renzo – dice Marcello Pierucci – quasi silenzioso ma allo stesso tempo contagioso. La vita, le catechesi e il suo esempio sono un tesoro nascosto, chiunque conosce questa storia ne rimane incuriosito e affascinato». Sono stati mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato fino al 2012, e don Giuseppe Billi, assistente ecclesiastico del «Cenacolo», l’esperienza che intende proseguire il cammino spirituale di Buricchi, a contribuire maggiormente alla diffusione del pensiero del tabaccaio profeta. Il vescovo Agostinelli e il vicario generale Mannucci, complice la tesi di don Gildas discussa nel giugno dello scorso anno alla facoltà teologica dell’Italia centrale, hanno voluto rinnovare l’attenzione della Chiesa pratese verso questo autentico testimone di fede. Il convegno dell’8 ottobre si intitola «Renzo Buricchi, “il tabaccaio di Prato”: dono e sorpresa per la nostra città».

 

«Il nostro intento – spiega mons. Nedo Mannucci – è quello di rendere visibile ciò che è vivo e che ancora sta portando e confermando nella fede moltissime persone». Infatti nel nome di Buricchi sono nati tanti «piccoli cerchi», i gruppi di preghiera che si rifanno alla sua spiritualità, in tutta Italia e oltre. «Anche Benigni – aggiunge Pierucci – veniva nel suo bar per sentirlo parlare e ne rimaneva affascinato». Don Giuseppe Billi lo descrive così: «quell’uomo era un mistero di autentica grazia, perché ha anticipato moltissime riflessioni che sarebbero nate negli a venire. Come ad esempio il pensiero e l’attenzione all’ambiente che ha oggi papa Francesco – dice il sacerdote – per lui la creazione era impregnata di spiritualità divina».

 

La giornata dedicata a Buricchi, in programma sabato 8 ottobre, inizierà alle ore 11 con una preghiera e una benedizione alla sua tomba nel cimitero della Misericordia. Il convegno si tiene in Palazzo vescovile a partire dalle ore 15. Dopo i saluti iniziali di monsignor Franco Agostinelli e del sindaco Matteo Biffoni, prenderanno la parola: mons. Basilio Petrà («Uscire dall’ombra e sperimentare il Vangelo alla luce…»: il buon annuncio di Renzo Buricchi: il tabaccaio di Prato), don Gildas Vegan (spiritualità di Renzo Buricchi: l’incontro, la tesi di dottorato, la missione), fratel Sergio Scardigli (due carismi, un solo spirito: Renzo Buricchi e Divo Barsotti), Marcello Pierucci (Renzo Buricchi: l’amico, il maestro, l’avventura).

Alle 18, nella cattedrale di Prato, celebrazione della messa presieduta dal vescovo Agostinelli, animata dal coro di San Michele Arcangelo di Pontorme.

premio santo stefano comitato promotore

Premio Santo Stefano, sabato 6 febbraio la cerimonia di premiazione

Sesta edizione per lo «Stefanino d’oro», il premio che la città di Prato riconosce alle sue aziende più virtuose. Dopo la proclamazione dei tre vincitori – Fratelli Bacciottini, Filati Be.Mi.Va. e Tenuta di Capezzana – è arrivato il giorno della premiazione. Anche quest’anno la cerimonia avrà come cornice il salone della Camera di Commercio in via del Romito, l’appuntamento è per questo sabato, 6 febbraio, alle ore 10,30. La cerimonia, aperta a tutti gli interessati, sarà condotta dalla giornalista Giulia Ghizzani. La mattinata di festa sarà visibile anche in diretta streaming sul sito tvprato.it.

 

Questa mattina, giovedì 4 febbraio, il Comitato promotore del Premio, formato da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ha presentato alla stampa la cerimonia di premiazione.

«Il Premio Santo Stefano conferma come Prato riesca ad eccellere in vari settori e non soltanto nel tessile – ha detto il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti –, e questo avviene sia per la qualità del prodotto che per il modo con cui viene realizzato. È un bene che in un momento come questo, nel quale la città trasmette immagini che non la rappresentano, si riesca a far conoscere il nome di imprenditori pratesi che riescono a operare e ad eccellere in modo onesto».

stefanino 2015_2016Per la Diocesi era presente il vicario generale monsignor Nedo Mannucci: «lo Stefanino per noi è quanto mai importante perché ci aiuta a non distorcere l’immagine della città. Le aziende che andremo a premiare sabato rappresentano il tessuto reale di Prato. Siamo a tre mesi dalla visita in città di Papa Francesco – ha osservato il Vicario – e proprio il Santo Padre dal pulpito ci ha richiamato al lavoro degno. Ecco, oggi possiamo ridestare la speranza mostrando e premiando coloro che si impegnano a rispettare l’uomo con il lavoro».

L’assessore comunale allo sviluppo economico Daniela Toccafondi ha sottolineato come «una delle finalità del premio sia quella di porre l’attenzione sugli elementi positivi del distretto. E ce ne sono eccome! Anche quest’anno al Comitato sono arrivate 21 segnalazioni, tutte aziende meritevoli dello “Stefanino”, senza dimenticare gli altri nominativi segnalati nelle edizioni passate. Il nostro distretto – ha concluso l’Assessore – non ha mai anteposto le regole del profitto alla valorizzazione della persona umana. Possiamo dirlo: a Prato c’è il primato dell’uomo sull’economia».

Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato era presente Paolo Sanesi: «Pur nelle difficoltà che sta incontrando in questo ultimo periodo, la Fondazione continua a sostenere il Premio e le sue finalità. Tra i nostri scopi c’è proprio quello di mantenere il territorio a livelli alti e lo Stefanino va proprio in questa direzione».

Presente Paola Tassi in rappresentanza della Provincia, «quest’anno sono premiate aziende del comprensorio pratese – ha detto la Consigliera – e ci fa piacere sottolineare come Prato intenda il suo distretto e il suo territorio in modo ampio, solo così potremo spaziare e avere occasioni di affermazione in vari settori, dal tessile all’agricoltura».

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Vittorio Contini Bonacossi, titolare insieme ai suoi familiari della Tenuta di Capezzana, una delle tre aziende vincitrici del Premio. «Non appena saputa la notizia dello “Stefanino” abbiamo avuto una grande emozione – ha commentato Contini Bonacossi – nella storia della nostra attività abbiamo ricevuto molte attestazioni di merito, ma riguardavano tutte la qualità del nostro vino o dell’olio, per la prima volta, e ci fa molto piacere, ci viene riconosciuta la serietà e l’impegno nel lavoro. Ne siamo molto fieri».

 

Le aziende vincitrici

 

Ricordiamo le tre aziende che si sono aggiudicate il «Premio Santo Stefano» 2015-2016 per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. Si tratta di Fratelli Bacciottini, con sede a Montemurlo, azienda che ha competenze nella finitura post stampa ed è specializzata nella realizzazione di cabine sterili per la produzione di farmaci; la Filati Be.Mi.Va., che si trova a Capalle nel Comune di Campi Bisenzio, ma da oltre 50 anni è una delle protagoniste dell’evoluzione del distretto tessile pratese e la Tenuta di Capezzana a Seano, nel Comune di Carmignano, una delle aziende vinicole più antiche della Toscana, la prima del settore ad essere insignita del Premio.

I riconoscimenti saranno consegnati da monsignor Franco Agostinelli, dal sindaco Matteo Biffoni, dal presidente della Camera di Commercio Luca Giusti e dalla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli.

 

Gli Stefanini 2015-2016

 

Gli Stefanini di questa sesta edizione sono stati realizzati dall’artista pratese Gabriella Furlani, già autrice dei premi in altre tre occasioni. Si tratta di opere esclusive, nelle quali sono raffigurati Santo Stefano, la palma e il sasso, simbolo del suo martirio ela Cintola della Madonna che avvolge il tutto come a proteggere lo sbocciare e la crescita del fiordaliso, fiore dello stemma della città di Prato e del suo territorio, con i suoi petali che ne fanno da base.

L’ unione di materiali diversi, antichi e moderni, simboleggiano inoltre la necessità, per la crescita del lavoro nel nostro territorio, dell’unione dei valori della «Coscienza, della Conoscenza e dell’ Innovazione», evidenziati  anche nelle scritte presenti sui petali.

Le quattro sculture, pezzi unici, sono stati realizzati dall’artista con la tecnica della cera persa e fusi in bronzo nella Fonderia Salvadori di Pistoia, con l’aggiunta di sasso di fiume Bisenzio e plexiglas. La foglia d’oro a 22 carati, impreziosisce ed illumina le forme del Premio, chiamato anche per questo «Stefanino d’oro».

Le tre opere saranno consegnate ai vincitori ed una conservata dal Comitato promotore.

 

Il Premio Santo Stefano

 

Il Premio Santo Stefano è il riconoscimento istituito per valorizzare le aziende che si sono contraddistinte per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. L’iniziativa è promossa da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che hanno inteso sottolineare come la cultura e l’operosità del distretto pratese è ancora capace di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza.

L’idea, lanciata nel 2010 da Giovanni Masi, il noto «cenciaiolo di Vergaio», venne raccolta subito dall’allora vescovo Gastone Simoni che decise di estenderla alle istituzioni cittadine. Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato si sono fatti promotori del premio, chiamato amichevolmente «Stefanino d’oro», alla stregua del famoso «Ambrogino» milanese.

In sei edizioni il Premio è andato a 26 aziende del distretto produttivo di Prato. Di queste 17 sono del comparto tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico.