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Diocesi riceve artigiani e commercianti

Diocesi di Prato con le associazioni degli artigiani e dei commercianti per la costruzione dei «patti di prossimità»

La Diocesi di Prato ancora a lavoro per realizzare i «patti di prossimità» tra istituzioni, enti e cittadini, auspicati da papa Francesco il giorno della sua storica visita a Prato. Ieri pomeriggio, mercoledì 13 luglio, nella sala rossa di palazzo vescovile sono stati ricevuti i rappresentanti pratesi degli artigiani e dei commercianti. Al tavolo si sono seduti il vicario generale monsignor Nedo Mannucci, il direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro Michele Del Campo, Luca Galli di Confartigianato, Cinzia Grassi di Cna, Tiziano Tempestini per Confcommercio e Gianna Rafanelli di Confesercenti.

 

Il primo ambito di discussione è stato l’invito a rinnovare l’adesione a quel cammino di confronto e di partecipazione iniziato con la stesura e la sottoscrizione della lettera inviata a papa Bergoglio da parte delle categorie sociali ed economiche della città. «Il Santo Padre ci ha chiesto espressamente di ritrovarci per costruire una società “più giusta e più onesta” – ha detto mons. Mannucci – non possiamo lasciar cadere le esortazioni del Papa. Lavorando assieme – ha osservato il Vicario – è possibile trovare la strada giusta per affrontare le problematiche cittadine e realizzare questa spinta ideale».

 

Le quattro associazioni hanno apprezzato il lavoro di «collante» operato dall’ufficio diretto da Michele Del Campo. «Riscopriamo il valore della concertazione, una parola che a Prato non è finta o priva di significato – hanno osservato artigiani e commercianti – l’abbiamo sempre fatta, ognuno secondo il proprio ruolo e nelle rispettive responsabilità».

Tra gli ambiti prioritari di impegno, individuati nel corso dell’incontro, c’è la questione riguardante la dignità del lavoro. «Il Papa su questo punto è stato molto chiaro – hanno sottolineato i presenti – facciamo nostre le sue parole impegnandoci ancora di più nel portare avanti i principi di legalità».

 

Il prossimo appuntamento di incontro e ascolto della città sarà a fine luglio, quando in palazzo vescovile sono attesi i rappresentanti delle cooperative. Entro settembre sarà il turno degli industriali. Poi a novembre, a un anno dalla visita di Francesco a Prato, è convocata una grande assemblea, un incontro pubblico dove riportare tutte le considerazioni emerse in questi appuntamenti. Riflessioni che si tradurranno in proposte e impegni concreti.

biffoni agostinelli con papa francesco

Il vescovo Agostinelli e il sindaco Biffoni insieme per la costruzione dei «patti di prossimità»

Prosegue il cammino della Diocesi di Prato nell’incontro, ma soprattutto nell’ascolto, della città. Ieri pomeriggio nella sala rossa di Palazzo vescovile, si sono dati appuntamento il sindaco Matteo Biffoni e il vescovo Franco Agostinelli, presente anche il direttore dell’ufficio di pastorale sociale e del lavoro Michele Del Campo, per parlare di Prato e dei pratesi, per condividere idee e mettere in comune riflessioni e disponibilità di aiuto reciproco nel rispetto dei diversi ambiti di competenza.

 

L’obiettivo della Diocesi, è quello di lavorare insieme a tutte le componenti pratesi, istituzionali e di rappresentanza sociale ed economica, per costruire «patti di prossimità». L’iniziativa nasce dalle parole del Papa pronunciate lo scorso 10 novembre nel corso della sua storica visita in città. Dal pulpito di Donatello Francesco invitò i pratesi a «stabilire dei veri e propri “patti di prossimità”». Ma non solo, il Santo Padre indicò anche una modalità di lavoro: «avvicinatevi per realizzare questo», chiese papa Bergoglio.

 

«Questi incontri che facciamo intendono alzare il nostro sguardo sulla città – spiega monsignor Agostinelli – per capire quello che sta avvenendo in vista di una fattiva collaborazione per la costruzione del futuro». Educazione e formazione, lavoro e sviluppo, welfare e immigrazione, gli ambiti di confronto e discussione nell’incontro tra Sindaco e Vescovo.

«Dopo la visita del Papa ci siamo “persi” nel quotidiano e non abbiamo dato seguito alle sue parole – ammette Biffoni – ringrazio la Diocesi per aver messo in moto questo cammino di ascolto reciproco. Il Comune si rende disponibile a partecipare a questo percorso di avvicinamento utile per unire e coinvolgere soggetti diversi per il bene di Prato».

 

Nelle due ore di discussione sono emerse preoccupazioni – la principale ha riguardato la tenuta del lavoro e la necessità di un suo sviluppo – e la volontà di valorizzare l’ottima rete sociale già esistente sul territorio aumentando la sinergia. Biffoni e monsignor Agostinelli hanno condiviso inoltre l’importanza strategica della scuola e l’impegno nella formazione delle nuove generazioni: «una persona strutturata può uscire con maggiore facilità da eventuali situazioni di disagio». L’attenzione alle fragilità, diverse e diffuse, che portano povertà ed esclusione, è stato un punto di riflessione approfondito e inserito tra gli obiettivi prioritari del «patto di prossimità».

 

Quello con l’Amministrazione comunale è stato il secondo incontro in vista della costruzione dei «patti di prossimità». Lo scorso 2 aprile furono le rappresentanze sindacali pratesi a iniziare questo percorso, che proseguirà nel mese di luglio con le associazioni dei commercianti e poi con gli artigiani. Nelle prossime settimane sono attesi in Palazzo vescovile anche gli industriali. A settembre riprenderanno i colloqui con altre realtà cittadine e a novembre, un anno dopo la visita di Papa Francesco, si terrà una assemblea pubblica per presentare il lavoro svolto in questi mesi e tradurre l’analisi della città in impegni concreti ed operativi.

Il Vescovo incontra i sindacati. Inizia il cammino per la costruzione dei «patti di prossimità» invocati dal Papa

C’è l’«Agenda di speranza», il documento stilato dall’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro lo scorso luglio, ma anche la recente visita di papa Francesco a Prato e il riferimento a quei «patti di prossimità» da costruire insieme, alla base del cammino che il vescovo Franco Agostinelli ha voluto avviare con tutte le parti sociali della città. Un cammino «che vuole rendere tutti protagonisti della costruzione di un progetto per Prato, a partire dall’ascolto e dalle energie che sono presenti sul territorio, la Chiesa tra queste». Un cammino, anche, che segna una continuità con la visita di Francesco. Il primo incontro, informale, si è tenuto ieri, venerdì primo aprile, con i sindacati.

Non mancava nessuno: al tavolo della «sala rossa» in palazzo vescovile sedevano Cgil, con segretario confederale Alessandro Fabbrizzi e altri rappresentanti; il segretario della Cisl Stefano Bellandi e quello della Uil Rodolfo Zanieri, insieme a monsignor Agostinelli, al direttore della Pastorale sociale e del lavoro, Michele Del Campo, e al vicario generale Nedo Mannucci.

Al centro della riunione alcuni punti chiari, a partire dalla creazione di una coscienza partecipativa e solidale (l’educazione); il lavoro degno e la dignità del lavoro; la convivialità o convivenza tra diversi e tra differenze (l’immigrazione e non solo); il welfare. Il tutto affrontato in un’ottica «intergenerazionale», che guardi, quindi, verso il futuro.

Da dove partire? Quali sono le criticità ma anche le priorità per il nostro territorio? Queste alcune delle domande da cui è iniziata la riflessione, particolarmente sentita dai sindacati, che alla Chiesa hanno riconosciuto un ruolo centrale e «super partes» per promuovere quel valore universale e non ideologico dell’aiuto verso il prossimo e verso i più deboli, e coordinare quindi un lavoro di ricostruzione del tessuto sociale nell’ottica di comunità.
Tra i concetti chiave emersi più volte durante l’incontro l’esigenza di «osare», anche sfidando quanto fatto fino ad oggi; la volontà di collaborazione tra le varie parti sociali, tra imprenditori e operai e tra sindacati e impresa; la visione del sindacato come «sentinella» e la necessità di intercettare «chi ha voglia di fare le cose con impegno».

«I patti di prossimità invocati dal Papa e l’Agenda di speranza non devono essere soltanto belle parole o esercizi di stile – ha sottolineato il vescovo Agostinelli – ma un metodo di lavoro e una alleanza per costruire una nuova speranza. Vedo tanta sofferenza in questa comunità, una sofferenza etica e morale che è anche un bisogno di ricostruire legami. Questo incontro è solo l’inizio di un cammino, le parole che siamo detti ci spingono a osare e invitano a osare: essere sentinelle può essere il giusto approccio per continuare su questa strada, insieme».