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Silvano, Reji e Alberto presto sacerdoti della Chiesa di Prato

È un fine settimana importante quello che si appresta a vivere la Chiesa di Prato. Domenica 30 giugno c’è la consacrazione episcopale di monsignor Giovanni Nerbini a Fiesole mentre il giorno prima, sabato 29, nella cattedrale di Santo Stefano, verranno ordinati tre nuovi sacerdoti diocesani.

 

A darne notizia fu monsignor Agostinelli durante l’omelia della messa crismale in duomo: «Con rinnovata speranza annunzio alla nostra Chiesa che il cammino continua», disse il Vescovo con gioia. Per Agostinelli uno degli ultimi atti da ordinario diocesano di Prato sarà dunque quello di conferire il sacramento dell’ordine a tre seminaristi. La messa è in programma alle ore 10 e sarà trasmessa in diretta su Tv Prato.

 

 

Ecco chi sono. Silvano Pagliarin ha 44 anni ed è originario di Soave, vicino Verona. È arrivato a Prato nel 2013 con i Discepoli dell’Annunciazione, la comunità religiosa che in città ha la casa madre. Alle spalle aveva già alcuni anni di seminario in Veneto, poi la scelta della strada religiosa e successivamente è sbocciato di nuovo in lui il desiderio di diventare sacerdote diocesano. Nel frattempo ha ottenuto il baccalaureato alla facoltà teologica del Triveneto.

 

Anche Reji Thomas Vechoor, 45 anni, ha vissuto alcuni anni con i Discepoli prima di decidere di entrare nel seminario di Prato. Lui viene dalla regione indiana del Kerala, è il quinto e ultimo figlio di una famiglia cristiana da generazioni. È arrivato in Italia per studiare a Roma al Collegio Urbaniano con il movimento missionario Jesus Youth.

 

Alberto Giuseppe Pintus viene da mondo del lavoro. Ha 56 anni e per 22 si è impegnato nella cooperativa sociale Humanitas, di cui è stato a lungo presidente. È nato in Sardegna e poi è entrato a far parte della Compagnia di Gesù, nella quale ha compiuto tutte le tappe fino ad ottenere la licenza in liturgia pastorale a Padova. Dopo ha lasciato la congregazione e ha iniziato a lavorare nel campo del sociale, poi la decisione di entrare in Seminario per diventare sacerdote diocesano.

Messa crismale, il Vescovo invita alla preghiera per le vittime degli attentati in Belgio

«Nelle veglie di questa sera nelle nostre chiese, chiediamo a Gesù, Principe della pace, la forza della conversione che vinca ogni scoraggiamento, ci liberi dalla tentazione del contraccambio che divide e ci faccia ritrovare nella relazione rispettosa e comprensiva la forza per guardare avanti verso un futuro migliore». È l’invito che il vescovo di Prato Franco Agostinelli rivolge ai sacerdoti in occasione della solenne messa crismale celebrata questa mattina nella cattedrale di Santo Stefano nel giorno del giovedì santo. Il riferimento è ai terribili attentanti che hanno insanguinato il Belgio. «I tragici fatti di questi giorni – ha detto monsignor Agostinelli invitando i presenti alla preghiera in memoria delle vittime – ci domandano una supplica fiduciosa e umile per la conversione dei cuori alle vie di Dio, alla pacifica convivenza, alla collaborazione esigente per una società davvero rispettosa della dignità della persona umana».

Poi, nel corso dell’omelia pronunciata in un duomo pieno di fedeli, il Vescovo ha fatto riferimento ad un altro fatto di cronaca che recentemente ha turbato l’Europa e l’Italia: la tragedia che ha visto morire in Spagna tanti studenti Erasmus. E rivela di aver cresimato, nel 2006 quando era a Grosseto, Elena Maestrini, la ragazza di Gavorrano, anche lei rimasta uccisa in quel drammatico incidente. Ecco le parole del presule: «Vogliamo farci carico anche del dolore che, sempre in questi giorni, ha colpito sette famiglie italiane per la perdita delle giovani figlie nell’incidente accaduto in Spagna. Ad una di queste – Elena – io ho conferito il Sacramento della Cresima nel 2006. Mi scrive il parroco: “Noi avvertiamo in questo momento tutta la sproporzione tra la cruda realtà, che ci appare spesso troppo assurda e ingiusta, e la coscienza della nostra fede che ci spinge a cercare sempre e comunque la visione più grande e profonda nella fede nel Signore”».

messa crismale 2016 presbiterio

La benedizione degli oli santi

La tradizionale messa di questa mattina, detta «del crisma», si tiene il giovedì santo e vuole significare l’unità della Chiesa, a partire da quella locale. Nel corso della celebrazione sono stati consacrati gli oli santi: il crisma, usato nel battesimo, cresima e nell’ordinazione dei presbiteri e dei vescovi; l’olio dei catecumeni usato nel battesimo e l’olio degli infermi usato per l’unzione dei malati. «Il nostro compito – ha detto il Vescovo ai sacerdoti guardando i tre oli santi – consiste nell’irradiare vita in mezzo a tanti segnali di morte. Come è bello che oggi spiritualmente siano presenti nella nostra preghiera, mentre benediciamo gli oli, tutti coloro che saranno battezzati, cresimati, ordinati preti, confortati dall’olio dei malati».

messa crismale 2016 vescovi e canonici

Il ricordo dei preti scomparsi e il «compiacimento»
per gli anniversari di sacerdozio

La messa è stata concelebrata da circa cento sacerdoti diocesani, presente anche il vescovo emerito Gastone Simoni, salutato con amicizia da monsignor Agostinelli. Come da tradizione, al termine dell’omelia, tutti preti presenti hanno rinnovato le proprie promesse sacerdotali, confermando così l’impegno assunto nel giorno della loro ordinazione. A loro si è rivolto il Vescovo, ricordando di essere sempre «preti a tempo pieno, in privato e in pubblico, non siate semplici impiegati – ha sottolineato il presule – scegliete sempre la sobrietà e la semplicità che sa affidarsi alla Provvidenza, più che alla previdenza, ed ha il gusto della condivisione e la passione per la giustizia, primo gradino della carità».
Nel giorno in cui si fa memoria dell’istituzione del sacerdozio sono stati ricordati i preti scomparsi nel 2015 e in questo inizio anno: don Luca Bongini, don Alfio Bonetti, don Alessandro Cecchi, don Giacomo Rondi, don Moreno Paci, don Vinicio Dolfi, don Alberto Maggini, don Antonio Vale. «Sono tanti è vero – ha osservato il Vescovo – troppi potremo pensare, ma ora sono i nostri angeli custodi che ci guardano, ci proteggono, intercedono per noi e ci sostengono nel nostro cammino».
E poi c’è stato il «compiacimento» per gli anniversari di ordinazione di alcuni sacerdoti: 10 anni di ordinazione per padre Matteo Lombardi; 25 anni don Simone Vannini; 40 anni don Michele Dattoli, don Aldo Mauri, don Rodolfo Melani, don Emilio Riva; 50 anni don Mauro Bruni, don Lorenzo Lenzi, don Luciano Pelagatti. Un pensiero è stato rivolto anche ai «decani» con quasi 70 anni di ordinazione, come don Bruno Belli, don Orfeo Pastorelli e monsignor Brunero Gherardini.

Nuovi sacerdoti

Tre ordinazioni sacerdotali domenica in Cattedrale

Si chiamano Giovanni, Everardo e Stefano. Due sono sudamericani, uno è pratesissimo di Iolo. Sono i tre diaconi che questa domenica, 22 novembre alle 16, saranno ordinati in cattedrale per le mani del vescovo Franco Agostinelli.

Con la loro ordinazione sale a cinque il numero dei nuovi sacerdoti accolti dalla Chiesa pratese nel 2015. Gli ultimi arrivi sono stati don Marco Degli Angeli e don Stefano Faggi lo scorso 19 aprile.

Presentiamo i tre candidati al sacerdozio.

Everardo De Almeida Silva, come si intuisce dal nome, è brasiliano di Fortaleza ed è arrivato in Italia nel 2004 grazie al missionario don Piero Paciscopi dell’Opera Madonnina del Grappa di Firenze. Entra nel seminario fiorentino e frequenta il quinquennio di teologia. Poi decide di terminare gli studi in vista del sacerdozio nel seminario di Prato. È laureato in economia e ha lavorato per dieci anni in una ditta di confezioni.

È colombiano di Medellin, il seminarista Giovanny Santa Colorado. Ha 36 anni ed è laureato in filosofia ed educazione religiosa; prima di iniziare il cammino sacerdotale ha insegnato nelle scuole medie del suo Paese. I primi cinque anni di studio in teologia li ha fatti in Colombia, poi nel 2010 è arrivato a Prato. Adesso presta servizio come assistente spirituale all’oratorio di Sant’Anna.

È stato tra i primi a entrare nella comunità fondata da padre Giglio Gilioli alla tenera età di 19 anni, subito dopo l’esame di maturità. Stefano Maria Coveri ha 28 anni ed è diacono dal 2012, dal 2006 fa parte dei Discepoli dell’Annunciazione, famiglia religiosa formata da sacerdoti, diaconi e religiosi non ordinati nata a Prato ed in attesa del riconoscimento come congregazione.

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