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8 settembre, otto vescovi e un cardinale a concelebrare il pontificale in duomo

Ci saranno otto vescovi e un cardinale a concelebrare il solenne pontificale dell’8 settembre in cattedrale, solennità della Natività di Maria.

 

La messa, in programma alle ore 10 e trasmessa in diretta su Tv Prato, sarà presieduta dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro. Assieme a lui anche i vescovi emeriti di Prato e Fiesole, mons. Gastone Simoni e mons. Luciano Giovannetti, l’arcivescovo di Lucca mons. Italo Castellani, il vescovo di Arezzo mons. Riccardo Fontana, il vescovo di Massa-Carrara-Pontremoli mons. Giovanni Santucci, il vescovo di Pescia mons. Roberto Filippini e il vescovo di San Miniato mons. Andrea Migliavacca. Presente la diocesi di Pistoia con il vicario generale don Patrizio Fabbri e il cancelliere don Roberto Breschi. E naturalmente mons. Franco Agostinelli.

 

Ricordiamo gli orari della giornata. Alle 17 canto dei vespri in duomo e messa alle ore 18. Poi alle 20 inizio del Corteggio storico per le strade del centro città. La diretta di Tv Prato inizia alle ore 19, con un primo collegamento in piazza Duomo. Secondo il programma l’ostensione è prevista alle 22,30 e al termine spettacolo pirotecnico con i fuochi sparati dal chiostro della cattedrale.

Ostensione 8 settembre 2015 (foto Anita Scianò)

8 settembre, tutto il programma della «Madonna della Fiera»

Da secoli l’8 settembre, Natività di Maria, è meglio conosciuto a Prato come «Madonna della Fiera». Una ricorrenza nella quale la città si stringe attorno alla preziosa reliquia custodita da otto secoli nella cattedrale di Santo Stefano. In questo giorno, dal XIII secolo, ospiti e viaggiatori da tutta la Toscana si uniscono ai pratesi per far festa e rendere omaggio alla Vergine. Anche per il 2017 il calendario con gli appuntamenti che precedono e seguono l’8 settembre, giorno dell’ostensione del Sacro Cingolo, è ricco di iniziative, tra novità e antiche tradizioni.

 

I pellegrinaggi nella Cappella del Sacro Cingolo

 

I primi di settembre alcune parrocchie pratesi, e non solo, si recano in pellegrinaggio alla Cappella del Sacro Cingolo per venerare la reliquia mariana. Ecco il programma delle visite. Si comincia domenica 3 settembre, alle 16, con la Comunità Ucraina. Poi da lunedì 4, alle ore 17, con la comunità della Resurrezione, iniziano i pellegrinaggi delle parrocchie. Martedì 5, sempre alle 17, è il turno di Sant’Antonio a Reggiana; mercoledì 6, di San Silvestro a Tobbiana. La mattina di venerdì 8, alle 7,30, pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio, diocesi di Firenze, e alle 8,30, saranno presenti le parrocchie della Visitazione e di San Pietro a Galciana.

 

Messa per i 73 anni della Liberazione

 

Mercoledì 6 settembre è l’anniversario della Liberazione di Prato dal giogo nazifascista. Sono passati 73 anni da quel giorno. Alle 9,30, messa celebrata dal Vescovo alla presenza delle Amministrazioni comunali, provinciali e della autorità cittadine.
A sera la ricorrenza viene celebrata, come di consueto, a Figline, dove le truppe tedesche in ritirata impiccarono i 29 partigiani della Brigata Buricchi.

 

La vigilia della Festa

 

Giovedì 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, nella Cappella dove è custodita la reliquia, alle 15, il Sacro Cingolo viene esposto per la venerazione dei fedeli. Alle 17,30 primi vespri della festa; alle 18, messa presieduta dal Vescovo.

 

Cardinale Angelo Comastri

 

Natività di Maria, al mattino il solenne pontificale

 

Venerdì 8, alle 7,30 e alle 8,30, celebrazione delle messe in duomo. Alle 10 solenne pontificale presieduto dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro; concelebrano il vescovo Franco Agostinelli e il presbiterio diocesano. Accompagna la Cappella Musicale del Duomo. Al termine ostensione del Sacro Cingolo mariano per i malati e i fedeli presenti in cattedrale. Sul sagrato della cattedrale il Comune di Prato offre i ceri per la Cappella del Sacro Cingolo. Alle 17 rosario e vespri solenni, presente il Capitolo della cattedrale. Alle 18 messa. Ricordiamo che in questo giorno è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle solite condizioni.
Nel pomeriggio, in alcune piazze del centro storico, si terranno le esibizioni di musici e sbandieratori ospiti al Corteggio. In particolare in piazza San Francesco verrà allestita la rievocazione di un matrimonio medievale a cura della Corte Pontificale di Avignone. In piazza Santa Maria delle Carceri il gruppo Oplas Teatro metterà in scena uno spettacolo di teatro danza tratto dal balletto «Il lago dei cigni». Sempre in piazza Santa Maria delle Carceri, i Balestrieri di Gubbio si esibiranno nel tiro con le balestre.

 

Corteggio storico 2015 (foto Anita Scianò)
Corteggio storico 2015 (foto Anita Scianò)

 

A sera il Corteggio storico

 

La sera dell’8 settembre, si tiene la solenne ostensione della Sacra Cintola su piazza Duomo, dal pulpito di Donatello, e all’interno del duomo dal pulpito del Ghirlandaio. Per omaggiare l’evento il Comune organizza il tradizionale Corteggio storico con la sfilata dei figuranti, quest’anno giunto alla 50esima edizione. Il Corteggio partirà alle 20, con la presenza di molti gruppi e rappresentanze di Comuni provenienti da ogni parte della Toscana, ma anche con grande partecipazione di musici e sbandieratori e gruppi di animazione teatrale. Presenti le città gemellate con Prato. Alle ore 20, il Gonfalone, salutato dalla campana di Palazzo Pretorio, la «Risorta», uscirà dal palazzo comunale e si posizionerà in apertura del corteo. Quest’anno il Corteggio sarà caratterizzato dal ritorno in città dei gruppi che, nel corso del tempo, si sono particolarmente distinti per la propria bravura, come per esempio gli archibugieri di Cava dei Tirreni, i musici e gli sbandieratori della Giostra del Saracino di Arezzo, la sfilata di Oplas Teatro, la Società dei terzieri di Massa. Come ogni anno sfileranno anche i calcianti della Palla Grossa, con rappresentanti di tutti e quattro i rioni. Tra gli ospiti delle altre città il gruppo storico del Calcio in costume di Firenze e, in particolare, il gruppo storico di Acquasanta, in segno della nuova amicizia nata tra le due città in occasione del sisma nell’agosto 2016. Sarà presente anche il gruppo storico della città di Giove (Terni).

 

Il percorso dei figuranti

 

I figuranti si muoveranno da via Santa Caterina verso via Banchelli, via Rinaldesca e arriveranno in piazza San Francesco dove si aggiungeranno le autorità partite da piazza del Comune. Il Corteggio continuerà poi su viale Piave e piazza San Marco, via Mazzini, via Verdi, via Garibaldi, via Santo Stefano, piazza Lippi, Canto alle tre gore, via Pier Cironi, via Magnolfi, via Cavallotti, via Guizzelmi, Largo Carducci e giungerà in piazza Duomo dove tutti i gruppi in costume e gli ospiti della città si schiereranno in attesa della cerimonia dell’ostensione del Sacro Cingolo. Le tribune in piazza Duomo non saranno allestite come in passato; quest’anno sarà presente una sola tribuna che, da via Sirena, va fino alla fontana, mentre nel resto della piazza vi saranno tutti posti in piedi, ad eccezione dei posti a sedere riservati per le autorità e gli ospiti.

 

 

L’ostensione presieduta dal vescovo Agostinelli

 

Secondo il programma, alle ore 22,30, inizia il rito dell’ostensione con le tre classiche mostre del Sacro Cingolo mariano custodito nel prezioso reliquiario realizzato dal maestro orafo Giampaolo Babetto. Mons. Agostinelli, che per il quinto anno partecipa ai festeggiamenti dell’8 settembre, mostrerà la Cintola ai fedeli in piazza dal pulpito di Donatello, e all’interno della cattedrale affacciandosi dal terrazzo del Ghirlandaio. La cerimonia potrà essere seguita dal pubblico sulle tribune e in piazza dal maxi schermo che sarà allestito davanti a Palazzo vescovile. E naturalmente su Tv Prato.

 

Lo spettacolo pirotecnico dal duomo

 

Al termine dell’ostensione si terrà lo spettacolo pirotecnico-musicale, con i fuochi sparati dal chiostro della cattedrale. Si tratta di un ritorno, lo scorso anno i fuochi d’artificio partirono dal Castello dell’Imperatore.

Tradotta dal latino e pubblicata in un libro la storia della Sacra Cintola. Il testo è curato dal canonico Marco Pratesi

In occasione della mostra «Legati da una Cintola», la Diocesi di Prato ha deciso di pubblicare in un formato agile e accessibile a tutti la storia dell’antica reliquia simbolo della città. Il titolo del volumetto, sono una cinquantina di pagine, è «Storia della preziossima Cintola della Gloriosa Vergine Maria. Alle radici della devozione pratese al Sacro Cingolo».

 

Si tratta della traduzione in italiano del Codice Nerucci, scritto nel Quattrocento da Bartolomeo Nerucci, insegnante di latino e letteratura, oggi custodito nella Biblioteca Roncioniana in piazza San Francesco. Il testo è in latino, contiene le notizie riguardanti la venuta della cintura della Madonna a Prato ed è stato tradotto dal canonico Marco Pratesi, bibliotecario della Roncioniana.
Per la prima volta dunque sarà possibile leggere la storia del Sacro Cingolo così come è stata tramandata a partire dal XIII secolo dai canonici della pieve di Santo Stefano, l’odierna cattedrale di Prato.

 

 

 

Il libro è suddiviso in tre parti. La prima riguarda il Transito dello Pseudo-Giusppe di Arimatea, testo a se stante di probabile origine francese che racconta il dono della Cintura della Vergine all’apostolo Tommaso da parte di Maria. La seconda è rappresentata dai racconti della reliquia a Gerusalemme, il matrimonio di Michele, il mercante pratese che portò la Cintola a Prato, il suo ritorno a casa e la dimora nascosta. L’ultima parte è dedicata alla manifestazione della reliquia e alle sue virtù. I tre blocchi sono inquadrati da un prologo e da un epilogo.
Il documento era già stato stampato e inserito all’interno del libro «Una Cintura tra Gerusalemme e Prato», scritto da Pratesi assieme a mons. Basilio Petrà e allo storico Francesco Santi. Adesso è reperibile in una versione destinata a un pubblico vasto. Ma l’intento del canonico Pratesi però è più ampio. Il bibliotecario sta lavorando ad una edizione critica dei cinque codici conosciuti contenenti la storia della Cintola: due sono a Prato, appunto il Nerucci e il Martini del ‘700, anch’esso custodito alla Roncioniana. Due sono a Firenze, alla Biblioteca Nazionale e alla Morelliana, e uno in Francia a Fontainebleau, scovato proprio dal canonico Pratesi. «Ma non escludo che possano esserci altri manoscritti di cui non ne siamo a conoscenza – afferma il sacerdote – sicuramente nel corso dei secoli ne sono stati prodotti altri esemplari».

 

La scelta di editare la storia della Cintola nasce con l’intento di far conoscere a pratesi, studiosi e turisti le vicende che portarono Prato ad avere in custodia la reliquia a partire dal 1141, quando il mercante Michele tornò in città dopo un viaggio in Terra Santa. «Già nel Medioevo si diffusero manoscritti contenenti la storia del Sacro Cingolo raccontata in volgare – aggiunge ancora il canonico Pratesi – ma a mio avviso si tratta di ricostruzioni che da un punto di vista storico e dell’informazione sono di qualità peggiore, e con meno particolari, rispetto alla storia latina, per cui era necessario poter accedere a questo testo in italiano corrente».
La storia della Cintola, corredata da una introduzione a firma del vicario generale mons. Nedo Mannucci e da note a piè di pagina, sarà disponibile dai primi di settembre alla Libreria Cattolica.

 

 

 

Ostensione, appuntamento per Santa Maria

La festa «di Santa Maria», come da secoli si chiama il ferragosto, culmina a Prato, in duomo, con l’ostensione del Sacro Cingolo mariano. Il rito secolare, nel giorno in cui la Chiesa celebra l’Assunzione al cielo di Maria, si ripeterà anche quest’anno, all’interno della basilica cattedrale di Santo Stefano e sulla Piazza del Duomo, dal pulpito di Donatello e Michelozzo.

 

Il programma di martedì 15 agosto prevede alle 17,30 il canto dei Vespri solenni, a seguire alle 18 circa l’ostensione del Sacro Cingolo, officiata dal vescovo Franco Agostinelli.

 

Quella della festa dell’Assunta è una delle cinque ostensioni ordinarie previste dal cerimoniale, le altre sono: Pasqua, Primo maggio, 8 settembre (Natività di Maria) e Natale.

Le parrocchie pratesi in pellegrinaggio nella Cappella del Sacro Cingolo

Prato si stringe attorno al Sacro Cingolo. In preparazione della festa dell’8 settembre, solennità della Natività di Maria, come da tradizione le parrocchie pratesi si recano in pellegrinaggio in cattedrale per rendere omaggio alla preziosa reliquia mariana. Quest’anno però c’è una novità. Solitamente erano le singole comunità parrocchiali a recarsi a turno, di anno in anno, in preghiera nella Cappella del Sacro Cingolo. Questa volta il pellegrinaggio sarà compiuto per vicariato in modo da coinvolgere le 78 parrocchie della diocesi e permettere la partecipazione a tutti i fedeli interessati.
Dal pomeriggio di oggi, mercoledì 31 agosto, fino a mercoledì 7 settembre, vigilia della festa, (tranne sabato 3 e domenica 4), a partire dalle ore 17 si terranno la recita del rosario, il canto dei vespri del giorno in onore della Madonna e la messa, concelebrata dai sacerdoti appartenenti a ognuno dei sette vicariati in cui è suddivisa la diocesi di Prato. Le funzioni saranno trasmesse in diretta, ogni giorno, dalle telecamere di Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre e in streaming sul sito tvprato.it).

Ecco il calendario degli appuntamenti. Mercoledì 31 agosto pellegrinaggio vicariato ovest; giovedì primo settembre vicariato est; venerdì 2 sud-est e sud-ovest; lunedì 5 vicariato nord; martedì 6 è il turno della Valle del Bisenzio e mercoledì 7 ci saranno le parrocchie del centro storico. Domenica 4 settembre, alle 16, è in programma il pellegrinaggio della comunità cattolica ucraina. Accompagnati dal cappellano, padre Vladimiro Voloshyn, i fedeli intoneranno il suggestivo canto mariano dell’Akathistos, inno che appartiene alla tradizione liturgica della Chiesa orientale.

Il Sacro Cingolo mariano è il simbolo religioso e civile della città di Prato. Da oltre 8 secoli è custodito nel duomo di Prato, nella Cappella omonima affrescata da Agnolo Gaddi. La Cintola è una sottile striscia di lana – quasi un presagio per una città che sul tessile ha costruito la sua fortuna – ed è la cintura che, secondo antiche tradizioni, la Vergine donò all’apostolo Tommaso al momento della sua assunzione. Questo prezioso simbolo di unione tra cielo e terra, tra l’umano e il divino, ha costituito per secoli non solo il fulcro della religiosità pratese, ma anche l’elemento simbolico-devozionale che ha connotato la «pratesità», giustificando e sostenendo le istanze di autonomia in campo civile, oltre che religioso, di Prato nei confronti delle vicine città di Firenze e Pistoia.

Natale e Santo Stefano. Tutte le celebrazioni e i riti in cattedrale

Il pranzo della vigilia con gli ospiti della mensa La Pira e la prima messa del mattino di Natale per i detenuti della Dogaia. Anche quest’anno le feste natalizie confermano due tradizioni molto importanti per monsignor Franco Agostinelli. Giovedì 24 dicembre alle 12 il Vescovo – insieme al sindaco Matteo Biffoni e altre autorità cittadine – pranzerà nella chiesa di San Bartolomeo insieme ai poveri che ogni giorno ricevono un pasto caldo servito dai volontari dell’Associazione Giorgio La Pira. Sarà l’occasione per scambiare gli auguri di Natale con tutti i presenti. A sera in tutte le chiese di Prato si celebra la messa nella notte di Natale, in cattedrale si comincia alle 23 con l’Ufficio delle Letture.
Il giorno successivo, venerdì 25 dicembre, alle 8,30, monsignor Agostinelli sarà alla casa circondariale della Dogaia per presiedere la celebrazione eucaristica della solennità del Natale per i carcerati, che aspettano questo momento sempre con grande trepidazione. Nel pomeriggio invece si terrà alle 17,30 la solenne ostensione del Sacro Cingolo in cattedrale.
Sabato 26 dicembre, festa del patrono della città e della diocesi, verranno annunciati i nomi delle tre aziende vincitrici della sesta edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento assegnato a quelle imprese capaci di stare nel mercato in modo virtuoso nel rispetto delle regole e della concorrenza.
Quest’anno il «Musicone», il tradizionale concerto natalizio della Cappella Musicale della Cattedrale, si terrà venerdì 8 gennaio in cattedrale.
Di seguito il calendario con tutte le celebrazioni e gli eventi in programma.

Giovedì 24 dicembre. Vigilia di Natale

Alle ore 12 il Vescovo insieme alle autorità cittadine pranzerà con gli ospiti della mensa dei poveri nella chiesa di San Bartolomeo in piazza Mercatale. Il pranzo di Natale è preparato e servito dai volontari che quotidianamente prestano servizio presso l’Associazione Giorgio La Pira in via del Carmine.
Ore 18: messa della vigilia di Natale; ore 23: Ufficio delle Letture a cui seguirà la messa della Natività. Celebra il Vescovo, mons. Franco Agostinelli.

Venerdì 25 dicembre. S. Natale e Ostensione

Al mattino, alle 8,30, mons. Agostinelli sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.
In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; ore 10,30: Solenne Pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16: musiche d’organo, esegue il maestro can. Romano Faldi; ore 17: Vespri Solenni presieduti dal Vescovo.
Nel pomeriggio la tradizione è tutta pratese: alle 17 mons. Agostinelli guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’Ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’Esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

Sabato 26 dicembre. S. Stefano, Patrono di Prato

Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine della messa monsignor Agostinelli, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della sesta edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e Reposizione della reliquia di Santo Stefano.

Giovedì 31 dicembre. Ringraziamento di fine anno

L’ultimo giorno dell’anno è in programma la messa di ringraziamento, al termine della quale è previsto il canto del «Te Deum» e la benedizione eucaristica. La celebrazione è alle 18 in cattedrale presieduta dal Vescovo Agostinelli, tiene l’omelia il canonico teologo mons. Basilio Petrà. Nel pomeriggio alle 16,30 musiche d’organo, esegue il maestro can. Romano Faldi e alle 17,30 canto dei Vespri.

Venerdì 1° gennaio 2016. Maria Madre di Dio. Giornata mondiale della pace

Il primo giorno dell’anno è festa di precetto, in duomo le messe sono alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19. Alle ore 17: musiche d’organo sullo strumento antico della Cappella del Sacro Cingolo, esegue il maestro canonico Marco Pratesi. Alle ore 18,30 Vespri solenni e alle 19 messa presieduta da mons. Agostinelli; gli auguri del Vescovo alla città e alla diocesi. Presta servizio la Corale San Francesco.

In duomo, durante tutte le celebrazioni, sono a disposizione sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.

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