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Il programma dell’8 settembre, dal pontificale del mattino all’ostensione della Sacra Cintola

Torna l’appuntamento con la «Madonna della Fiera», l’antico nome con il quale i pratesi da secoli chiamano la solennità dell’8 settembre. Nel giorno in cui la Chiesa ricorda la Natività di Maria, la città di Prato si stringe intorno alla Sacra Cintola, la preziosa reliquia che secondo antiche tradizioni la Vergine donò a san Tommaso al momento della sua assunzione.
Il giorno della festa inizia con la celebrazione del solenne pontificale in cattedrale presieduto dal vescovo Giovanni Nerbini, mentre a sera si rinnova il rito secolare dell’ostensione per mostrare la Sacra Cintola alla venerazione dei fedeli. Ma andiamo con ordine, di seguito riportiamo il programma della Natività di Maria (mercoledì 8 settembre) e dei tradizionali pellegrinaggi che alcune parrocchie compiono in preparazione alla festa.

 

Il pontificale della Natività di Maria

 

Il mattino di mercoledì 8 settembre alle 10,30 solenne pontificale presieduto dal vescovo Giovanni Nerbini e concelebrato dal clero diocesano. Prestano servizio la Corale della Cattedrale e la Corale San Francesco. Presenti le Amministrazioni comunali di Prato, Vaiano, Vernio, Cantagallo e quella Provinciale. Al termine della messa, sul sagrato della cattedrale, offerta dei ceri alla Madonna del Sacro Cingolo da parte del Comune di Prato. La Sacra Cintola sarà mostrata ai fedeli presenti in cattedrale. La celebrazione è trasmessa in diretta su Tv Prato.

 

 

 

I pellegrinaggi delle parrocchie

 

In preparazione alla festa sono in programma i pellegrinaggi in cattedrale da parte di alcune parrocchie pratesi e non solo. Ogni giorno, alle 17 recita del rosario e alle 17,30 celebrazione della messa nella Cappella del Sacro Cingolo. Si comincia mercoledì primo settembre con la comunità parrocchiale di San Giuseppe. Giovedì 2 settembre è il turno della parrocchia dell’Ascensione e venerdì 3 settembre di Santa Maria della Pietà. Sabato 4 il rosario è alle 17,30 e alle 18 la celebrazione della messa prefestiva con la partecipazione della comunità di Santa Maria del Soccorso (si celebra all’altare maggiore). Lunedì 6 messa celebrata alle 17,30 dal canonico Alessandro Magherini. Martedì 7 celebra il canonico Daniele Scaccini. La recita del rosario e la celebrazione pomeridiana delle messe del giorno sono trasmesse in diretta su Tv Prato.
Mercoledì 8, giorno della festa, alle 7,30 pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio (diocesi di Firenze) e alle 8,30 delle parrocchie di San Pietro e della Visitazione a Galciana. Questi due tradizionali pellegrinaggi solitamente vengono compiuti a piedi con partenza dalle rispettive parrocchie. Si celebra all’altare maggiore.

 

L’esposizione della Sacra Cintola

 

La Sacra Cintola sarà esposta alla venerazione dei fedeli dalle ore 15 alle 17 di lunedì 6 settembre, dalle 15 alle 17 di martedì 7 settembre e per l’intera giornata dell’8. Sarà possibile entrare nella Cappella e fermarsi davanti al Sacro Cingolo per un breve momento, ma senza poter toccare né baciare la reliquia. In duomo sono disponibili sacerdoti per le confessioni.

 

A sera l’omaggio alla Madonna e ostensione

 

Alle 20,30 inizia l’edizione 2021 del Corteggio. Come quella dello scorso anno si tratta di una festa speciale, diversa da quella a cui siamo abituati. Anche quest’anno, come nel 2020, non ci sarà la tradizionale sfilata dei figuranti per le vie del centro, ma tutto si terrà in piazza Duomo. Prima dell’ostensione è in programma uno spettacolo con musica dal vivo, l’esibizione di gruppi di sbandieratori e il monologo dell’attore Giovanni Scifoni, dedicato all’Assunzione di Maria e all’Apostolo Tommaso che ricevette dalla Vergine la Sacra Cintola.
Alle 22,30 è previsto il secolare rito dell’ostensione del Sacro Cingolo officiato dal vescovo Giovanni Nerbini. Come da tradizione la reliquia verrà mostrata per tre volte dal pulpito di Donatello e da quello interno del Ghirlandaio.

15 agosto: ostensione del Sacro Cingolo nel giorno dell’Assunta

Tradizione tutta pratese per la festa di Santa Maria, come viene chiamata tradizionalmente la ricorrenza dell’Assunzione della Madonna.

 

Sabato 15 agosto l’appuntamento è con la terza ostensione del Sacro Cingolo dell’anno. Il duomo di Prato si riempie di fedeli per venerare la Sacra Cintola in quella che è la festa mariana più importante dell’anno.

 

Il programma prevede alle ore 17 la celebrazione dei vespri e al termine il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini officia alla solenne ostensione della Sacra Cintola all’interno della cattedrale, dalla Loggia del Ghirlandaio, e all’esterno, sulla piazza, dal pulpito di Donatello. Partecipa in forma ufficiale, secondo consuetudine, l’Amministrazione Comunale; in duomo, al termine dell’ostensione, verrà celebrata la messa prefestiva delle ore 18. Monsignor Nerbini presiede anche la messa delle ore 10,30 in cattedrale.

 

L’Ostensione dell’Assunta è una delle cinque «canoniche» che si tengono durante l’anno. Tra il Sacro Cingolo e l’Assunzione di Maria esiste un legame particolare: venerata come «icona» dell’incarnazione e della verginità di Maria, la reliquia fu donata (così tramanda la tradizione orientale) a San Tommaso dalla Madonna stessa, proprio mentre saliva al cielo. Secondo lo scritto apocrifo dello Pseudo-Giuseppe d’Arimatea, era il ricordo che l’Assunta donò all’unico apostolo che mancava al momento della sua glorificazione. E proprio la reliquia pratese ha lasciato un’impronta inconfondibile nella storia dell’arte: per tre secoli, dal Trecento fino al Rinascimento più maturo, l’iconografia dell’Assunzione di Maria ha sempre previsto il dono della Cintura a San Tommaso.

La teca seicentesca della Sacra Cintola torna a casa e si mette in mostra in uno speciale allestimento

La storia e la bellezza della Sacra Cintola riunite in una stanza aperta ai pratesi. È davvero straordinaria l’iniziativa promossa dalla Diocesi e dal Museo dell’Opera del Duomo di Prato in occasione dell’8 settembre, la festa in cui la città di stringe attorno alla preziosa reliquia mariana custodita in cattedrale.

 

Dal pomeriggio di venerdì 7 a domenica 9 settembre nella Cappella di Santo Stefano sotto le Volte della Cattedrale sarà possibile ammirare lo splendido reliquiario seicentesco che ha conservato per quasi quattro secoli il Sacro Cingolo – tornato a casa dopo il lungo e accurato restauro – e la copia esatta della cintura della Madonna realizzata con tecniche antiche da un docente dell’istituto Buzzi. Non solo, in mostra ci sono anche la cassetta d’argento che un tempo conteneva la teca poi sostituita dal nuovo reliquiario opera del maestro orafo Giampaolo Babetto nel 2008 e la capsella di Maso di Bartomeo, lo straordinario cofanetto che ha custodito la Sacra Cintola nel Quattrocento.

 

 

La teca del Seicento realizzata in cristallo di rocca, argento dorato e smalti trasparenti è stata prodotta da un abile argentiere di Milano nel 1638. L’oggetto si caratterizza per una esuberanza decorativa molto rara per i manufatti sacri del periodo ed è sormontata da pietre preziose. L’uso secolare aveva provocato evidenti danni alle minute decorazioni e per questo si decise per la sostituzione e il restauro. Quest’ultimo è stato curato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze ed è durato molti anni. La «prima uscita» del reliquiario risistemato è stata la recente mostra Legati da una Cintola allestita a Palazzo Pretorio. Ora la teca è tornata a casa al Museo dell’Opera del Duomo, dove sarà esposta in maniera permanente.

 

La copia esatta della Cintola invece è opera di Luigi della Rovere, insegnante dell’istituto Buzzi ed è stata realizzata dopo un accurato studio di ricerca durato dieci anni. Si tratta di una piccola striscia di tessuto, identica nei colori e nella foggia all’originale. Per la lavorazione è stato utilizzato un telaio a martelletti, proprio come quelli usati in Palestina nel primo secolo. Il risultato è sorprendente e dà la possibilità di vedere da vicino e di capire come è fatta la Sacra Cintola che – secondo l’antica tradizione – la Madonna affidò all’apostolo Tommaso il giorno della sua Assunzione in cielo. L’oggetto è stato donato al Museo e sarà sistemato assieme al reliquiario seicentesco nella sala dedicata alla Cintola, che attualmente si trova in ristrutturazione; le opere sono state così temporaneamente sistemate per questa iniziativa nella Cappella di Santo Stefano.

 

Come partecipare. Il viaggio alla scoperta del simbolo religioso e civile di Prato, citato e venerato da papa Francesco durante la sua storica visita in città nel 2015, sarà curato dalle guide di Artemia ed è assolutamente gratuito. Le visite durano 30 minuti. Per partecipare occorre presentarsi alla biglietteria del Museo con ingresso sotto il campanile. Questi gli orari: venerdì 7 dalle 14,30 alle 17; sabato 8 10,30-13 e 14,30-17 e domenica 9 settembre dalle 14,30 alle 17. Per informazioni 340-5101749.

Primo maggio, apertura del mese mariano con la solenne ostensione del Sacro Cingolo

Il primo maggio inizia il mese tradizionalmente dedicato a Maria. A Prato, da secoli, in questo giorno la città si stringe attorno al suo bene più prezioso: la Sacra Cintola della Madonna. Come da tradizione in cattedrale alle 17,30 viene officiata dal vescovo Franco Agostinelli la solenne ostensione del Sacro Cingolo, mostrato per la venerazione ai fedeli presenti in chiesa e in piazza.

 

E in occasione della festa dei lavoratori i due testimoni dell’ostensione saranno due maestri del lavoro. Si tratta di Mauro Gori e Giovanni Guantini. Il primo è un ingegnere e lavora alle Officine Galileo, il secondo è un dirigente dell’Enel.

 

Ogni anno si tengono cinque ostensioni ordinarie del Sacro Cingolo mariano, nei giorni di Pasqua, primo maggio, 15 agosto, 8 settembre e a Natale.

Natale e Santo Stefano, ostensione e pontificale del patrono: tutte le celebrazioni in cattedrale

Le chiese e parrocchie di Prato sono pronte a celebrare la veglia solenne nella notte di Natale. Per il vescovo Franco Agostinelli anche quest’anno il giorno della Natività si apre con la celebrazione della messa nel carcere della Dogaia per i detenuti. Mentre nel giorno della vigilia monsignor Agostinelli porterà il suo saluto agli operatori dell’Associazione La Pira impegnati a preparare il tradizionale pranzo natalizio per i poveri della città (quest’anno sarà negli spazi dell’associazione in via del Carmine e non nella chiesa di San Bartolomeo).

Domenica 24 dicembre a sera in tutte le chiese di Prato si celebra la messa nella notte di Natale, in cattedrale si comincia alle 23 con l’Ufficio delle Letture.

Il giorno successivo, lunedì 25 dicembre, in duomo il pomeriggio di Natale è tipicamente pratese con l’ostensione del Sacro Cingolo e l’esposizione della reliquia di Santo Stefano al termine dei vespri solenni delle ore 17. Martedì 26 dicembre si rinnova l’appuntamento con la festa patronale: il pontificale teletrasmesso in diretta su Tv Prato comincerà alle ore 10. In questo giorno vengono proclamati i vincitori del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città consegna alle aziende virtuose del distretto pratese.

Di seguito il calendario con tutte le celebrazioni e gli eventi in programma in cattedrale.

 

Domenica 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 19: messa della vigilia di Natale; ore 23: Ufficio delle Letture a cui seguirà la messa della Natività. Celebra il vescovo, monsignor Franco Agostinelli.

 

Lunedì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione

Al mattino, alle 8,30, mons. Agostinelli sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.

In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; ore 10,30: solenne pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16: musiche d’organo, esegue il maestro can. Romano Faldi. Alle 17 mons. Agostinelli guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

Martedì 26 dicembre. Santo Stefano, patrono di Prato

Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. Alla messa monsignor Agostinelli ha invitato tutti i chierichetti delle parrocchie pratesi a prestare servizio liturgico. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.

Al termine della messa monsignor Agostinelli, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della ottava edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.

Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

 

Durante le celebrazioni presta servizio la Cappella musicale della Cattedrale diretta dal maestro Paolo Fissi e dal canonico Marco Pratesi; all’organo la professoressa Pina Sauro. In duomo, durante tutte le celebrazioni, sono a disposizione sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.

8 settembre, otto vescovi e un cardinale a concelebrare il pontificale in duomo

Ci saranno otto vescovi e un cardinale a concelebrare il solenne pontificale dell’8 settembre in cattedrale, solennità della Natività di Maria.

 

La messa, in programma alle ore 10 e trasmessa in diretta su Tv Prato, sarà presieduta dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro. Assieme a lui anche i vescovi emeriti di Prato e Fiesole, mons. Gastone Simoni e mons. Luciano Giovannetti, l’arcivescovo di Lucca mons. Italo Castellani, il vescovo di Arezzo mons. Riccardo Fontana, il vescovo di Massa-Carrara-Pontremoli mons. Giovanni Santucci, il vescovo di Pescia mons. Roberto Filippini e il vescovo di San Miniato mons. Andrea Migliavacca. Presente la diocesi di Pistoia con il vicario generale don Patrizio Fabbri e il cancelliere don Roberto Breschi. E naturalmente mons. Franco Agostinelli.

 

Ricordiamo gli orari della giornata. Alle 17 canto dei vespri in duomo e messa alle ore 18. Poi alle 20 inizio del Corteggio storico per le strade del centro città. La diretta di Tv Prato inizia alle ore 19, con un primo collegamento in piazza Duomo. Secondo il programma l’ostensione è prevista alle 22,30 e al termine spettacolo pirotecnico con i fuochi sparati dal chiostro della cattedrale.

Ostensione 8 settembre 2015 (foto Anita Scianò)

8 settembre, tutto il programma della «Madonna della Fiera»

Da secoli l’8 settembre, Natività di Maria, è meglio conosciuto a Prato come «Madonna della Fiera». Una ricorrenza nella quale la città si stringe attorno alla preziosa reliquia custodita da otto secoli nella cattedrale di Santo Stefano. In questo giorno, dal XIII secolo, ospiti e viaggiatori da tutta la Toscana si uniscono ai pratesi per far festa e rendere omaggio alla Vergine. Anche per il 2017 il calendario con gli appuntamenti che precedono e seguono l’8 settembre, giorno dell’ostensione del Sacro Cingolo, è ricco di iniziative, tra novità e antiche tradizioni.

 

I pellegrinaggi nella Cappella del Sacro Cingolo

 

I primi di settembre alcune parrocchie pratesi, e non solo, si recano in pellegrinaggio alla Cappella del Sacro Cingolo per venerare la reliquia mariana. Ecco il programma delle visite. Si comincia domenica 3 settembre, alle 16, con la Comunità Ucraina. Poi da lunedì 4, alle ore 17, con la comunità della Resurrezione, iniziano i pellegrinaggi delle parrocchie. Martedì 5, sempre alle 17, è il turno di Sant’Antonio a Reggiana; mercoledì 6, di San Silvestro a Tobbiana. La mattina di venerdì 8, alle 7,30, pellegrinaggio della parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio, diocesi di Firenze, e alle 8,30, saranno presenti le parrocchie della Visitazione e di San Pietro a Galciana.

 

Messa per i 73 anni della Liberazione

 

Mercoledì 6 settembre è l’anniversario della Liberazione di Prato dal giogo nazifascista. Sono passati 73 anni da quel giorno. Alle 9,30, messa celebrata dal Vescovo alla presenza delle Amministrazioni comunali, provinciali e della autorità cittadine.
A sera la ricorrenza viene celebrata, come di consueto, a Figline, dove le truppe tedesche in ritirata impiccarono i 29 partigiani della Brigata Buricchi.

 

La vigilia della Festa

 

Giovedì 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, nella Cappella dove è custodita la reliquia, alle 15, il Sacro Cingolo viene esposto per la venerazione dei fedeli. Alle 17,30 primi vespri della festa; alle 18, messa presieduta dal Vescovo.

 

Cardinale Angelo Comastri

 

Natività di Maria, al mattino il solenne pontificale

 

Venerdì 8, alle 7,30 e alle 8,30, celebrazione delle messe in duomo. Alle 10 solenne pontificale presieduto dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro; concelebrano il vescovo Franco Agostinelli e il presbiterio diocesano. Accompagna la Cappella Musicale del Duomo. Al termine ostensione del Sacro Cingolo mariano per i malati e i fedeli presenti in cattedrale. Sul sagrato della cattedrale il Comune di Prato offre i ceri per la Cappella del Sacro Cingolo. Alle 17 rosario e vespri solenni, presente il Capitolo della cattedrale. Alle 18 messa. Ricordiamo che in questo giorno è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle solite condizioni.
Nel pomeriggio, in alcune piazze del centro storico, si terranno le esibizioni di musici e sbandieratori ospiti al Corteggio. In particolare in piazza San Francesco verrà allestita la rievocazione di un matrimonio medievale a cura della Corte Pontificale di Avignone. In piazza Santa Maria delle Carceri il gruppo Oplas Teatro metterà in scena uno spettacolo di teatro danza tratto dal balletto «Il lago dei cigni». Sempre in piazza Santa Maria delle Carceri, i Balestrieri di Gubbio si esibiranno nel tiro con le balestre.

 

Corteggio storico 2015 (foto Anita Scianò)
Corteggio storico 2015 (foto Anita Scianò)

 

A sera il Corteggio storico

 

La sera dell’8 settembre, si tiene la solenne ostensione della Sacra Cintola su piazza Duomo, dal pulpito di Donatello, e all’interno del duomo dal pulpito del Ghirlandaio. Per omaggiare l’evento il Comune organizza il tradizionale Corteggio storico con la sfilata dei figuranti, quest’anno giunto alla 50esima edizione. Il Corteggio partirà alle 20, con la presenza di molti gruppi e rappresentanze di Comuni provenienti da ogni parte della Toscana, ma anche con grande partecipazione di musici e sbandieratori e gruppi di animazione teatrale. Presenti le città gemellate con Prato. Alle ore 20, il Gonfalone, salutato dalla campana di Palazzo Pretorio, la «Risorta», uscirà dal palazzo comunale e si posizionerà in apertura del corteo. Quest’anno il Corteggio sarà caratterizzato dal ritorno in città dei gruppi che, nel corso del tempo, si sono particolarmente distinti per la propria bravura, come per esempio gli archibugieri di Cava dei Tirreni, i musici e gli sbandieratori della Giostra del Saracino di Arezzo, la sfilata di Oplas Teatro, la Società dei terzieri di Massa. Come ogni anno sfileranno anche i calcianti della Palla Grossa, con rappresentanti di tutti e quattro i rioni. Tra gli ospiti delle altre città il gruppo storico del Calcio in costume di Firenze e, in particolare, il gruppo storico di Acquasanta, in segno della nuova amicizia nata tra le due città in occasione del sisma nell’agosto 2016. Sarà presente anche il gruppo storico della città di Giove (Terni).

 

Il percorso dei figuranti

 

I figuranti si muoveranno da via Santa Caterina verso via Banchelli, via Rinaldesca e arriveranno in piazza San Francesco dove si aggiungeranno le autorità partite da piazza del Comune. Il Corteggio continuerà poi su viale Piave e piazza San Marco, via Mazzini, via Verdi, via Garibaldi, via Santo Stefano, piazza Lippi, Canto alle tre gore, via Pier Cironi, via Magnolfi, via Cavallotti, via Guizzelmi, Largo Carducci e giungerà in piazza Duomo dove tutti i gruppi in costume e gli ospiti della città si schiereranno in attesa della cerimonia dell’ostensione del Sacro Cingolo. Le tribune in piazza Duomo non saranno allestite come in passato; quest’anno sarà presente una sola tribuna che, da via Sirena, va fino alla fontana, mentre nel resto della piazza vi saranno tutti posti in piedi, ad eccezione dei posti a sedere riservati per le autorità e gli ospiti.

 

 

L’ostensione presieduta dal vescovo Agostinelli

 

Secondo il programma, alle ore 22,30, inizia il rito dell’ostensione con le tre classiche mostre del Sacro Cingolo mariano custodito nel prezioso reliquiario realizzato dal maestro orafo Giampaolo Babetto. Mons. Agostinelli, che per il quinto anno partecipa ai festeggiamenti dell’8 settembre, mostrerà la Cintola ai fedeli in piazza dal pulpito di Donatello, e all’interno della cattedrale affacciandosi dal terrazzo del Ghirlandaio. La cerimonia potrà essere seguita dal pubblico sulle tribune e in piazza dal maxi schermo che sarà allestito davanti a Palazzo vescovile. E naturalmente su Tv Prato.

 

Lo spettacolo pirotecnico dal duomo

 

Al termine dell’ostensione si terrà lo spettacolo pirotecnico-musicale, con i fuochi sparati dal chiostro della cattedrale. Si tratta di un ritorno, lo scorso anno i fuochi d’artificio partirono dal Castello dell’Imperatore.

Tradotta dal latino e pubblicata in un libro la storia della Sacra Cintola. Il testo è curato dal canonico Marco Pratesi

In occasione della mostra «Legati da una Cintola», la Diocesi di Prato ha deciso di pubblicare in un formato agile e accessibile a tutti la storia dell’antica reliquia simbolo della città. Il titolo del volumetto, sono una cinquantina di pagine, è «Storia della preziossima Cintola della Gloriosa Vergine Maria. Alle radici della devozione pratese al Sacro Cingolo».

 

Si tratta della traduzione in italiano del Codice Nerucci, scritto nel Quattrocento da Bartolomeo Nerucci, insegnante di latino e letteratura, oggi custodito nella Biblioteca Roncioniana in piazza San Francesco. Il testo è in latino, contiene le notizie riguardanti la venuta della cintura della Madonna a Prato ed è stato tradotto dal canonico Marco Pratesi, bibliotecario della Roncioniana.
Per la prima volta dunque sarà possibile leggere la storia del Sacro Cingolo così come è stata tramandata a partire dal XIII secolo dai canonici della pieve di Santo Stefano, l’odierna cattedrale di Prato.

 

 

 

Il libro è suddiviso in tre parti. La prima riguarda il Transito dello Pseudo-Giusppe di Arimatea, testo a se stante di probabile origine francese che racconta il dono della Cintura della Vergine all’apostolo Tommaso da parte di Maria. La seconda è rappresentata dai racconti della reliquia a Gerusalemme, il matrimonio di Michele, il mercante pratese che portò la Cintola a Prato, il suo ritorno a casa e la dimora nascosta. L’ultima parte è dedicata alla manifestazione della reliquia e alle sue virtù. I tre blocchi sono inquadrati da un prologo e da un epilogo.
Il documento era già stato stampato e inserito all’interno del libro «Una Cintura tra Gerusalemme e Prato», scritto da Pratesi assieme a mons. Basilio Petrà e allo storico Francesco Santi. Adesso è reperibile in una versione destinata a un pubblico vasto. Ma l’intento del canonico Pratesi però è più ampio. Il bibliotecario sta lavorando ad una edizione critica dei cinque codici conosciuti contenenti la storia della Cintola: due sono a Prato, appunto il Nerucci e il Martini del ‘700, anch’esso custodito alla Roncioniana. Due sono a Firenze, alla Biblioteca Nazionale e alla Morelliana, e uno in Francia a Fontainebleau, scovato proprio dal canonico Pratesi. «Ma non escludo che possano esserci altri manoscritti di cui non ne siamo a conoscenza – afferma il sacerdote – sicuramente nel corso dei secoli ne sono stati prodotti altri esemplari».

 

La scelta di editare la storia della Cintola nasce con l’intento di far conoscere a pratesi, studiosi e turisti le vicende che portarono Prato ad avere in custodia la reliquia a partire dal 1141, quando il mercante Michele tornò in città dopo un viaggio in Terra Santa. «Già nel Medioevo si diffusero manoscritti contenenti la storia del Sacro Cingolo raccontata in volgare – aggiunge ancora il canonico Pratesi – ma a mio avviso si tratta di ricostruzioni che da un punto di vista storico e dell’informazione sono di qualità peggiore, e con meno particolari, rispetto alla storia latina, per cui era necessario poter accedere a questo testo in italiano corrente».
La storia della Cintola, corredata da una introduzione a firma del vicario generale mons. Nedo Mannucci e da note a piè di pagina, sarà disponibile dai primi di settembre alla Libreria Cattolica.

 

 

 

Ostensione, appuntamento per Santa Maria

La festa «di Santa Maria», come da secoli si chiama il ferragosto, culmina a Prato, in duomo, con l’ostensione del Sacro Cingolo mariano. Il rito secolare, nel giorno in cui la Chiesa celebra l’Assunzione al cielo di Maria, si ripeterà anche quest’anno, all’interno della basilica cattedrale di Santo Stefano e sulla Piazza del Duomo, dal pulpito di Donatello e Michelozzo.

 

Il programma di martedì 15 agosto prevede alle 17,30 il canto dei Vespri solenni, a seguire alle 18 circa l’ostensione del Sacro Cingolo, officiata dal vescovo Franco Agostinelli.

 

Quella della festa dell’Assunta è una delle cinque ostensioni ordinarie previste dal cerimoniale, le altre sono: Pasqua, Primo maggio, 8 settembre (Natività di Maria) e Natale.

Le parrocchie pratesi in pellegrinaggio nella Cappella del Sacro Cingolo

Prato si stringe attorno al Sacro Cingolo. In preparazione della festa dell’8 settembre, solennità della Natività di Maria, come da tradizione le parrocchie pratesi si recano in pellegrinaggio in cattedrale per rendere omaggio alla preziosa reliquia mariana. Quest’anno però c’è una novità. Solitamente erano le singole comunità parrocchiali a recarsi a turno, di anno in anno, in preghiera nella Cappella del Sacro Cingolo. Questa volta il pellegrinaggio sarà compiuto per vicariato in modo da coinvolgere le 78 parrocchie della diocesi e permettere la partecipazione a tutti i fedeli interessati.
Dal pomeriggio di oggi, mercoledì 31 agosto, fino a mercoledì 7 settembre, vigilia della festa, (tranne sabato 3 e domenica 4), a partire dalle ore 17 si terranno la recita del rosario, il canto dei vespri del giorno in onore della Madonna e la messa, concelebrata dai sacerdoti appartenenti a ognuno dei sette vicariati in cui è suddivisa la diocesi di Prato. Le funzioni saranno trasmesse in diretta, ogni giorno, dalle telecamere di Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre e in streaming sul sito tvprato.it).

Ecco il calendario degli appuntamenti. Mercoledì 31 agosto pellegrinaggio vicariato ovest; giovedì primo settembre vicariato est; venerdì 2 sud-est e sud-ovest; lunedì 5 vicariato nord; martedì 6 è il turno della Valle del Bisenzio e mercoledì 7 ci saranno le parrocchie del centro storico. Domenica 4 settembre, alle 16, è in programma il pellegrinaggio della comunità cattolica ucraina. Accompagnati dal cappellano, padre Vladimiro Voloshyn, i fedeli intoneranno il suggestivo canto mariano dell’Akathistos, inno che appartiene alla tradizione liturgica della Chiesa orientale.

Il Sacro Cingolo mariano è il simbolo religioso e civile della città di Prato. Da oltre 8 secoli è custodito nel duomo di Prato, nella Cappella omonima affrescata da Agnolo Gaddi. La Cintola è una sottile striscia di lana – quasi un presagio per una città che sul tessile ha costruito la sua fortuna – ed è la cintura che, secondo antiche tradizioni, la Vergine donò all’apostolo Tommaso al momento della sua assunzione. Questo prezioso simbolo di unione tra cielo e terra, tra l’umano e il divino, ha costituito per secoli non solo il fulcro della religiosità pratese, ma anche l’elemento simbolico-devozionale che ha connotato la «pratesità», giustificando e sostenendo le istanze di autonomia in campo civile, oltre che religioso, di Prato nei confronti delle vicine città di Firenze e Pistoia.