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Andrea e Alessandro diventano diaconi per le mani del vescovo Giovanni

Dopo le ordinazioni sacerdotali dello scorso 29 maggio, con quattro nuovi preti per la Chiesa di Prato, sono in programma quelle diaconali. Sabato 19 giugno, alle 10 in cattedrale, due seminaristi diventeranno diaconi per le mani del vescovo Giovanni Nerbini, compiendo un ulteriore e importante passo verso il sacerdozio.

Si tratta di Andrea Tarocchi e Alessandro Ventura. Il primo, 42 anni pratese, con un passato da geometra, è diventato accolito lo scorso settembre e ha terminato gli studi di teologia a Firenze. Attualmente è in servizio alla parrocchia della Sacra Famiglia. Alessandro Ventura, 33 anni, originario di Gioia del Colle in provincia di Bari, è insegnante di religione all’istituto Marconi e ha ricevuto l’ammissione agli ordini lo scorso 24 aprile. Prima di diventare insegnante, aveva compiuto gli studi in Seminario.

La celebrazione è trasmessa in diretta su Tv Prato.

Giacomo, Carlos, Massimiliano e Fulvio diventano sacerdoti

La chiesa di Prato è pronta ad accogliere quattro nuovi sacerdoti. Sabato 29 maggio i diaconi Giacomo Aiazzi, Carlos Orea Fuentes, Massimiliano Ricci e Fulvio Panzi arriveranno alla tappa più importante del loro percorso: diventeranno sacerdoti per le mani del vescovo Giovanni Nerbini. La celebrazione si terrà alle ore 10 in Cattedrale e sarà trasmessa in diretta su Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre o in streaming su www.tvprato.it). Concelebrano il rettore don Daniele Scaccini e il clero diocesano.
Non è frequente, almeno negli ultimi tempi, che vengano ordinati sacerdoti quattro seminaristi in una volta sola. L’ultima volta fu diciotto anni fa, nel 2003.
Per Giacomo, Carlos, Fulvio e Massimiliano, ordinati diaconi lo scorso 24 ottobre, la strada verso il sacramento dell’ordine è stata particolarmente tortuosa, l’emergenza sanitaria legata al Covid ha allungato e reso incerti i tempi dell’ultima parte del cammino. Ma adesso ci siamo, il grande giorno è arrivato. Emozione, gratitudine e tanta gioia. Questi i sentimenti dei quattro diaconi alla vigilia della loro ordinazione sacerdotale.

 

Carlos, Massimiliano, Giacomo e Fulvio

 

Ecco chi sono i quattro futuri sacerdoti

Giacomo Aiazzi è il più giovane del gruppo, ha 30 anni, si è formato nella parrocchia di San Pio X alle Badie, è laureato in lingue (inglese e russo) e ha appena iniziato lo studio per avere la licenza in teologia biblica alla Gregoriana.

Carlos Orea Fuentes ha 35 anni, è originario della regione di Veracruz in Messico, ed è arrivato a Prato nel 2011. In patria ha studiato Filosofia e adesso sta lavorando alla tesi di baccalaureato in teologia. È impegnato nel servizio alla parrocchia dei Santi Martiri.

Massimiliano Ricci ha 50 anni, viene da una esperienza di dodici anni nei Cappuccini, poi ha maturato la scelta di diventare sacerdote diocesano. Prima della sua vocazione ha lavorato per anni come elettricista ed è originario della parrocchia di Grignano. Da seminarista è impegnato a San Pietro a Mezzana.

Fulvio Panzi ha 51 anni, arriva da Capalle (Campi Bisenzio, nella diocesi di Firenze) e si è formato nella parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta. Ha un passato come ragioniere ed è entrato nel nostro seminario nel 2013. Attualmente presta servizio a Santa Maria della Pietà.

Le prime messe dei neo sacerdoti saranno celebrate il giorno successivo la loro ordinazione, domenica 30 maggio: Giacomo alle 10 a Grignano; Massimiliano alle 11,30, sempre a Grignano; Carlos ai Santi Martiri alle 11,30 e Fulvio a Capalle alle ore 11.

Tre nuovi diaconi per la Chiesa di Prato

Importante appuntamento per la Chiesa di Prato. Domenica 14 ottobre il vescovo Franco Agostinelli ordinerà tre nuovi diaconi. Si tratta di tre seminaristi: Silvano Pagliarin, Reji Thomas Vechoor e Alberto Pintus. I candidati riceveranno il diaconato all’interno di una messa celebrata in cattedrale alle ore 16.

 
Originario di Soave, in provincia di Verona, Silvano Pagliarin ha 44 anni, ha conseguito il baccalaureato a Padova e presta servizio alla parrocchia di Santa Maria della Pietà. Viene dall’esperienza dei Discepoli dell’Annunciazione, così come Reji Thomas Vechoor, 44 anni originario dell’India, che ha il baccalaureato ed è impegnato all’oratorio di Sant’Anna. Alberto Giuseppe Pintus invece ha 55 anni, è nato a Sassari e proviene dal mondo del lavoro, per alcuni anni è stato presidente della cooperativa sociale Humanitas. Dallo scorso giugno è vice direttore della Caritas diocesana. Prima di arrivare a Prato ha avuto una lunga esperienza nella Compagnia di Gesù dove ha conseguito la licenza in Liturgia pastorale a Padova.

 

 

 

Il seminarista Marco Galgano sarà sacerdote. L’ordinazione domenica in cattedrale per le mani del vescovo Agostinelli

Il seminarista Marco Galgano si appresta a diventare sacerdote della Diocesi di Prato. Domenica 17 dicembre alle ore 16 in cattedrale ci sarà la messa solenne di ordinazione presieduta dal vescovo Franco Agostinelli.

 

Quaranta anni, originario di Barberino di Mugello, Marco Galgano è entrato nel 2012 nel seminario di Prato e lo scorso 25 giugno è diventato diacono. Prima di intraprendere il cammino sacerdotale ha lavorato come perito informatico. Poi, dopo essere entrato in contatto con la parrocchia di Santa Maria delle Carceri, ha iniziato a studiare teologia ed è maturata in lui la vocazione. Da seminarista ha prestato servizio a Coiano e Grignano, attualmente si sta impegnando nell’oratorio di Sant’Anna.

 

«Ogni giorno sto a contatto con i ragazzi e questo mi piace molto», sottolinea. Sarai il prete dei giovani? «No, mi pare riduttivo – afferma -, voglio avere attenzione per tutti, un sacerdote deve avvicinare tutti, specialmente gli ultimi». Chi è per te il sacerdote? Marco ci pensa un attimo e poi dice: «È un amico di Gesù attento alle persone. Essere prete vuol dire mettersi al servizio del prossimo, l’ho capito con il diaconato».
Stare con i ragazzi è anche molto formativo, «perché non hanno peli sulla lingua e ti dicono tutto in faccia – aggiunge Galgano -, alcuni mi hanno detto: ma chi te lo fa fare di diventare prete? E io rispondo loro: perché sono felice. Ecco, lo ripeto, l’elemento fondamentale in questa scelta è la gioia ed è significativo che la mia ordinazione avvenga la terza domenica di Avvento, che ruota proprio attorno al tema della gioia cristiana».

 

Come avvenne per il diaconato, è probabile che anche per l’ordinazione sacerdotale la cattedrale sia piena di giovani, in particolare dell’oratorio di Sant’Anna. Ci sarà anche un pullman di amici proveniente da Barberino e non mancheranno i familiari del novello sacerdote.
La prima messa di don Marco Galgano sarà celebrata domenica 24 dicembre alle 10,30 nella basilica di Santa Maria delle Carceri.

Ordinazione diaconale per il seminarista Marco Galgano

Ordinazione diaconale per Marco Galgano. Domenica 25 giugno, alle 16, in cattedrale, il seminarista riceverà il diaconato dal vescovo Franco Agostinelli. Quarant’anni, Marco è originario di Barberino di Mugello ed è al suo quarto anno di cammino sacerdotale in Seminario. Ha da poco consegnato la tesi presso la facoltà di teologia e presta servizio all’oratorio cittadino di Sant’Anna.

Il Seminario: nove giovani in formazione. Domenica la giornata di raccolta a favore della comunità

Una giornata per sensibilizzare i fedeli all’importanza del Seminario diocesano e per raccogliere offerte destinate a questo istituto. Domenica 19 febbraio si svolge la giornata dell’anno imperata, indetta dalla Diocesi di Prato, dedicata al Seminario, che raccoglie i giovani e gli adulti che stanno compiendo un percorso formativo insieme accademico e spirituale per diventare sacerdoti.

È l’occasione in cui le parrocchie della diocesi pregano per i sacerdoti e per la vocazione dei seminaristi e tutte le offerte raccolte durante le celebrazioni vengono destinate al sostegno del Seminaio. La struttura, che si trova nell’omonima via nel centro cittadino, attualmente ospita otto persone (un’altra è in arrivo a breve). Il percorso del seminarista dura in totale circa sei anni, salvo eccezioni legate al cammino personale di ogni giovane: dopo un anno, che serve al seminarista e ai suoi superiori – padre spirituale, vice rettore, rettore e vescovo – per valutare l’effettiva vocazione che ha spinto il giovane ad intraprendere la strada per divenire sacerdote, l’aspirante presbitero ottiene l’ammissione agli ordini. Da quel momento inizia ufficialmente il suo cammino in seminario, che prevede anche una formazione di cinque anni presso la facoltà Teologica dell’Italia Centrale, che ha sede a Firenze e si suddivide in due anni di studi filosofici e tre teologici. La formazione accademica prevede una conoscenza di base del latino, del greco e della filosofia e un diploma di scuola superiore, obiettivi che possono essere raggiunti anche attraverso il cosiddetto anno di propedeutica agli studi.
Il percorso spirituale, invece, dopo l’ammissione agli ordini, prevede il raggiungimento dei Ministeri (il lettorato prima e l’accolitato successivamente) e degli Ordini (diaconato e presbiterato, ossia il sacerdozio), per un totale di cinque tappe. Oltre al cammino di formazione, che si svolge anche attraverso incontri di preghiera e momenti di raccoglimento personale, i seminaristi nel fine settimana svolgono servizio presso alcune parrocchie della diocesi occupandosi del catechismo, dei chierichetti e animando le liturgie.
«Al momento – afferma il canonico Daniele Scaccini, rettore del Seminario vescovile di Prato – abbiamo sei seminaristi effettivi: Fulvio Panzi, 47 anni, al primo anno della facoltà teologica; Michele Di Stefano, 32, all’ultimo anno di teologia e il lettorato raggiunto; Giacomo Aiazzi, 27 anni, al primo anno della facoltà teologica; Marco Galgano, 39, che ha terminato gli studi e ha ottenuto i ministeri lo scorso ottobre; Massimiliano Ricci, 47 anni e all’ultimo anno degli studi e Silvano Pagliarin, entrato da poco nel seminario diocesano: ha già compiuto gli studi e ottenuto i ministeri in seguito ad un percorso fatto in precedenza. Il 12 marzo alcuni dei nostri seminaristi faranno passi avanti nel loro cammino spirituale. A breve – prosegue il can. Scaccini – avremo un nuovo ingresso in seminario: si tratta di Andrea Tarocchi, di 40 anni, studente di teologia. In più – conclude il rettore del seminario vescovile – vi sono due discepoli dell’Annunciazione, membri della comunità religiosa guidata da padre Giglio Gilioli, che stanno completando il loro iter formativo in seminario: Thomas Regi, di origini indiane, e Carlos Orea Fuentes, messicano. Entrambi non svolgono servizio presso le parrocchie diocesane, ma nelle opere gestite dalla loro comunità».

Gli appuntamenti della Settimana Teologica in Seminario

Torna l’appuntamento con la Settimana Teologica 2016 che quest’anno avrà come tema la Misericordia. Si tratta di un ciclo di quattro incontri curati da mons. Basilio Petrà, vicario episcopale per la formazione teologica, pensati per il sacerdoti, ma aperti a tutti gli interessati, in particolare coloro che sono impegnati in parrocchia e nei gruppi.

 

Si comincia martedì 12 gennaio con «Eterna è la sua misericordia. Il volto della divina misericordia», relatore è padre Gabriel Witaszek, professore di teologia morale biblica presso l’Accademia Alfonsiana di Roma.

 

Mercoledì 13, «Onnipotenza divina e misericordia. Giustizia e perdono», con Andrea Grillo, docente di teologia sacramentaria e di filosofia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.

 

Giovedì 14 gennaio, il tema è «L’annuncio ecclesiale della misericordia. Il sacramento del perdono», ne parla mons. Basilio Petrà, professore di teologia morale presso la Facoltà teologica dell’Italia Centrale.

 

Ultimo incontro venerdì 15 con «Le opere di misericordia», relatore don Gianni Cioli, che insegna teologia morale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Le lezioni si terranno nel Seminario dalle 9,30 alle 12,30.