Messaggio per la Pasqua
Messaggio per la Pasqua 2015
05-04-2015

È nella certezza della Risurrezione che rivolgo i miei auguri di Pasqua ai pratesi. Pasqua di Resurrezione, appunto, di sconfitta definitiva della morte a opera di Gesù. Attraverso la sua sofferenza, il passaggio della Croce e della morte, Gesù è tornato in vita sconfiggendo, una volta e per sempre, proprio la morte.

Mi vengono in mente, con le incertezze che caratterizzano i nostri tempi e la crisi attraversata da Prato, le paure con le quali ci scontriamo e ci incontriamo ogni giorno, talora finendo preda dello sconforto o di reazioni avverse nei confronti del prossimo, addirittura nelle stesse famiglie, sottoposte a così tante minacce, come negli ambienti comuni di lavoro.

Ma Gesù è qui, tra noi, a dirci di non avere paura; che la paura più grande è stata piegata e sconfitta sulla Croce e nella Risurrezione.

Nulla è più grande dell’amore di Dio per noi. Nulla è più grande che la speranza che fiorisce dalla certezza del Risorto, qui e per sempre. Il Regno di Dio è già presente, è in mezzo a noi, è vivo. Possiamo vederlo, al tempo stesso, presi dalle nostre vicissitudini, quale orizzonte e quale agire quotidiano. Di sicuro, non è qualcosa di lontano che giungerà un giorno.

Capisco e condivido le preoccupazioni, le ansie, i timori stessi di chi non vede futuro davanti a sé o intravede soltanto un domani peggiore rispetto all’oggi e rispetto al passato. Dico anche: alziamoci e non lasciamo che queste paura quotidiane abbiano il sopravvento.

La Pasqua – ovvero la vittoria della vita sulla morte – è infatti la fonte e il segno della speranza, della fiducia, del futuro. Ne ha bisogno la nostra vita personale, ne ha un bisogno incredibile la nostra vita comunitaria. Sì, Prato ha bisogno di speranza, di fiducia e di futuro. Tutti abbiamo guardato alla bellissima notizia della prossima visita del Santo Padre Francesco proprio in questa prospettiva: come una scossa salutare e benedetta. Di futuro ha bisogno la nostra Prato, che si trova in mezzo al guado, sapendo di aver lasciato le sicurezze di un tempo ma non trovando ancora la direzione verso cui incamminarsi. Futuro significa tornare a investire: in città ci sono enormi capitali tenuti fermi nelle banche. Si preferisce la rendita alla produzione e all’investimento. Chi continua a vivere di rendita, crea le premesse per l’impoverimento della città: chi vive bene e accumula per se stesso, distrugge il futuro di questa comunità, elimina il ruolo sociale dell’impresa e dei beni. L’investimento è futuro, la rendita è passato. L’investimento per il bene della comunità, oltre che per quello personale, è anch’esso un segno del Risorto che ci cambia la vita.
Buona Pasqua, allora, di Risurrezione.