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San Nicola, l’antenato di Babbo Natale

Al Museo dell’Opera del Duomo di Prato si sente già aria di Natale: sabato 5 dicembre, dalle 15 alle 17, si terrà«San Nicola, l’antenato di Babbo Natale», un pomeriggio alla scoperta dei tesori del museo e della vita di San Nicola. Un’operatrice dell’associazione Artemìa racconterà infatti ai bambini e ai loro genitori la storia di San Nicola, per comprendere le origini di un personaggio conosciuto e amato in tutto il mondo: Babbo Natale, appunto. Sono previste anche delle attività, come la visione di un filmato animato e una piccola caccia al tesoro.

L’attività è dedicata ai bambini dai sei anni in su; il costo del biglietto (comprensivo di ingresso al museo e attività) è di quattro euro a persona. Gli interessati sono pregati di prenotare, entro le ore 17 di venerdì 4 dicembre, telefonando allo 0574/29339 o inviando una mail a musei.diocesani@diocesiprato.it.

Il vescovo Franco Agostinelli

Mons. Agostinelli: «La Diocesi non ha messo per strada nessuno. Semmai è vero l’esatto contrario»

«La Diocesi non ha messo per strada nessuno. Semmai è vero l’esatto contrario». Ai microfoni di Tv Prato il vescovo Franco Agostinelli esprime tutto il suo dolore per la morte dell’uomo che ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nel chiostro della parrocchia di San Francesco.

È stato il primo, ieri mattina alle prime ore dell’alba, a recarsi nel luogo dove è avvenuto il tragico fatto. «È stato un trauma e uno shock profondo», dice monsignor Agostinelli. Ancora oggi il suo stato d’animo è di un «profondo dolore, provo grande pietà per lui – aggiunge il Vescovo – lo affido al Signore e ci affidiamo tutti al Signore. Nessuno poteva paventare una cosa di questo tipo, perché era un uomo che la Diocesi aveva accolto, aiutato e sostenuto».

Nell’intervista si chiarisce il rapporto che l’uomo aveva con la Diocesi. «Aveva svolto una attività presso di noi e poi quando questa si è conclusa noi ci siamo fatti carico di accoglierlo ancora, in attesa che trovasse una soluzione per la propria vita», racconta mons. Agostinelli, che aggiunge: «Ha vissuto per quattro anni in San Francesco, ma l’accordo era per un solo anno, passato questo tempo era ancora lì, in mezzo a noi». Il Vescovo tiene a ribadire che non c’era alcun contratto stipulato ma che l’accoglienza avveniva a titolo assolutamente gratuito. Poi è arrivato il momento di ristrutturare gli ambienti parrocchiali di San Francesco, «sono spazi fatiscenti e bisognosi di restauri – afferma – per fare i lavori dobbiamo lasciarli liberi e per questo cercavamo di trovare una soluzione condivisa con lui. Tante volte è stato incontrato, sollecitato affinché si potesse trovare una soluzione».

Un’altra sottolineatura importante da parte del Vescovo riguarda la lettera inviata tramite un avvocato, contenente la richiesta di lasciare le stanze dove l’uomo veniva ospitato. «Non era uno sfratto, ma solo un sollecito per stimolare una persona a prendere una decisione che sembrava tardare. Ma mai – dice con forza mons. Agostinelli – mai lo avremmo messo per strada. Io sfido chiunque a trovare fatti che provino il contrario».

Il Vescovo ricorda come la Diocesi, la Caritas, «braccio operativo della stessa Diocesi», e le singole parrocchie s’impegnino quotidianamente nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà. Ma ricorda anche che se s’impone il dovere dell’accoglienza è altrettanto importante «aiutare le persone a crescere, aiutarle a rigenerarsi. Altrimenti – aggiunge ancora – saremo come quel babbo che risolve tutti i problemi dei figli, che una volta cresciuti non sanno cavarsela da soli. Vorremmo aiutare la gente a crescere in questo senso, è la forma più giusta della carità».

Infine un pensiero su come la vicenda è stata riportata sui mezzi di comunicazione. «Credo ci sia stato un eccessivo accanimento – ha concluso mons. Agostinelli – perché le cose vanno dette, certo, ma l’informazione deve essere sempre accompagnata da una certa deontologia professionale». Il Vescovo poi non nasconde il disappunto verso alcune strumentalizzazioni di tipo politico, «C’è chi dice siamo sempre pronti ad accogliere i profughi, coloro che vengono da lontano ma ci dimentichiamo degli italiani. Non è vero assolutamente, le opinioni sono un conto, la realtà è un’altra. Posso raccontare le storie che passano dalla Caritas dove accogliamo stranieri certo, ma tanti, tanti italiani».

Mons. Mannucci: «Siamo addolorati per questa tragedia che ci tocca da vicino»

«Siamo addolorati per questa tragedia che ci tocca da vicino». Il Vicario generale monsignor Nedo Mannucci esprime i sentimenti del vescovo Franco Agostinelli e della Diocesi per il suicidio dell’uomo che stamattina presto si è tolto la vita nel chiostro di San Francesco, in pieno centro a Prato. «Era una persona accolta e aiutata per lungo tempo dalla Diocesi – spiega il Vicario – purtroppo con lui non riuscivamo a trovare una soluzione condivisa per una nuova e diversa sistemazione alloggiativa. Nessuno, ovviamente, avrebbe immaginato un epilogo del genere».

 

Mons. Mannucci, appresa la notizia, insieme al Vescovo mons. Franco Agostinelli e all’arciprete di Santa Maria delle Carceri mons. Carlo Stancari si è subito recato nel chiostro.

«Accanto alla pietà e al dolore ora – afferma Mannucci – è il momento della preghiera».

 

L’uomo, di origini siciliane, da tempo stava attraversando un periodo difficile, ed era stato accolto alcuni anni fa dalla Diocesi. Per qualche periodo era stato impiegato presso la Villa del Palco, Casa dei ritiri della Diocesi, fino alla conclusione di quella esperienza gestionale. Successivamente fu ospitato presso i locali dell’ex convento di San Francesco, dove risiedeva negli ultimi quattro anni.

 

Da tempo la Diocesi, nell’ambito anche dei lavori di restauro del complesso di San Francesco, gli aveva chiesto di trovare una diversa sistemazione, rendendosi disponibile a dare una mano in tal senso. L’accoglienza, del resto, secondo gli accordi, sarebbe dovuta durare soltanto un anno. A fronte, però, dell’indisponibilità sia a lasciare San Francesco che a condividere una diversa soluzione, la Curia diocesana aveva provveduto, tramite un avvocato, a recapitare all’uomo una lettera di sollecito a lasciare la parrocchia. L’intento del Vescovo e di tutti gli interessati era comunque quello di non passare direttamente alle vie legali senza prima aver tentato una mediazione.

Uomo di 65 anni si toglie la vita in San Francesco

Questa mattina, martedì primo dicembre, è stato trovato nel chiostro di San Francesco il corpo di un uomo che si è tolto la vita. Si tratta di una persona di 65 anni da tempo accolta per motivi di carità all’interno del complesso parrocchiale. La tragica scoperta è stata fatta intorno alle 6 dai custodi della parrocchia. L’uomo si è impiccato al cancello interno del chiostro.

Il Vescovo Franco Agostinelli, immediatamente avvertito dell’accaduto, ha espresso il proprio cordoglio e si è raccolto in preghiera.

Sono in corso gli accertamenti del caso.

firma protocollo emporio

Intesa rinnovata per l’Emporio della Solidarietà

Caritas diocesana, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato puntano ancora sull’Emporio della Solidarietà rinnovando il proprio impegno nel sostenere questo importante servizio sociale. Nella sede del supermercato solidale in via del Seminario, gli enti promotori del progetto hanno sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa con il quale garantiscono la copertura dei costi di gestione per il triennio 2016-2018.

Per la Caritas, capofila dell’Emporio, ha firmato il vescovo Franco Agostinelli, per il Comune e la Provincia il sindaco e presidente dell’ente provinciale Matteo Biffoni e per la Fondazione la presidente Fabia Romagnoli. Si tratta del terzo accordo da quando nel 2007 è nato il progetto, primo in Italia insieme a Roma, che in questi 8 anni di vita ha aiutato 5500 famiglie in difficoltà e più di mille mamme con neonati. E grazie agli ottimi risultati della campagna «Adotta una famiglia», lanciata in occasione della visita del Papa a Prato, ci sarà un aumento di 50 tessere, per un totale annuale di quasi 2mila nuclei familiari aiutati dall’Emporio.

 

«Per noi quelli devoluti all’Emporio sono soldi spesi bene e il numero delle famiglie assistite lo dimostra – ha affermato il sindaco Matteo Biffoni– il momento che stiamo vivendo è complesso, il nostro assessorato ai servizi sociali riceve moltissime richieste di aiuto ed è grazie a strumenti efficaci come l’Emporio se riusciamo a tendere la mano a chi si trova in difficoltà».

«Siamo soddisfatti di rinnovare il nostro impegno a favore di un servizio che risponde ai bisogni reali delle persone – ha detto il vescovo Franco Agostinelli – il nostro auspicio è quello di continuare su questa strada. Ma vorrei sottolineare come gli ottimi risultati raggiunti siano il frutto di un lavoro di rete. Con la sinergia che mettiamo in questo progetto dimostriamo che i problemi sociali non riguardano solo alcuni ma tutti noi, è un dovere morale aiutare le famiglie in difficoltà».

La presidente Fabia Romagnoli ha sottolineato come l’Emporio rappresenti «una realtà fondamentale per il territorio, e come tale è sostenuta dalla Fondazione, anche in un momento, come quello che sta vivendo l’ente, di non facile situazione finanziaria. Questo servizio – ha aggiunto – ci troverà sempre disponibili».

 

Firmatari accordo emporio

 

I contenuti dell’accordo

Il nuovo protocollo si caratterizza per un maggiore impegno economico e sul fronte della dotazione degli spazi da parte dei sottoscrittori. IlComune passa da 20mila euro annuali, assicurati nel precedente triennio, ad un contributo di 50mila. Di fatto l’Amministrazione comunale coprirà il mancato finanziamento che prima arrivava dalla Provincia (20mila euro) e ne aggiunge altri 10mila. La Provincia interviene comunque mettendo a disposizione, in comodato gratuito, tutti gli spazi dove si svolge l’attività dell’emporio in via del Seminario, compreso l’ex salone Misericordia. LaFondazione passa da 40mila a 70mila euro annui. La Caritas, che ha sempre contribuito e continuerà a contribuire economicamente al progetto coprendo tutto ciò che manca ai costi di gestione, come descritto nei bilanci sociali pubblicati negli anni precedenti, parteciperà con una base di 20mila euro all’anno. Totale 140mila euro annui, con i quali verranno coperti i costi di gestione della macchina organizzativa che anche nel 2015, così come è avvenuto lo scorso anno, prevede di distribuire merce per un controvalore di oltre 2 milioni di euro. Grazie a questo contributo «istituzionale» tutte le donazioni effettuate da parrocchie, associazioni, aziende e singoli cittadini saranno utilizzate per l’acquisto di prodotti alimentari da distribuire agli utenti dell’Emporio.

La Provincia, divenuta nel frattempo un ente di secondo livello senza più capacità di spesa, continua a fare la sua parte dando in comodato d’uso all’Emporio i locali di via del Seminario, utilizzati come centro di raccolta dei prodotti e punto di distribuzione degli alimenti. Spazi che oggi aumentano grazie a un nuovo ambiente di 650 metri quadri per lo stoccaggio della merce posto al piano superiore del magazzino. Con questa nuova acquisizione raddoppiano le possibilità di accantonamento degli alimenti e non si dovrà più ricorrere al deposito presso terzi.

 

Il nuovo coordinatore del progetto Emporio

Nell’occasione della firma del protocollo, è stata ufficializzata la nomina da parte del comitato dei Promotori del nuovo coordinatore dell’Emporio. Si tratta di Umberto Ottolina, esperto di logistica nel settore alimentare. Settantuno anni, Ottolina ricopriva già da un anno l’incarico di vice coordinatore e da tempo prestava servizio come volontario mettendo a disposizione del progetto le sue competenze di manager in pensione. Lascia dunque Rodolfo Giusti, per due volte coordinatore, dal 2007 al 2011, negli anni della partenza del servizio, e di nuovo dal 2014 fino a oggi. Ricordiamo che dal 2011 al 2013 il ruolo di coordinatore è stato assunto da Marcello Turrini. I soggetti promotori ringraziano Rodolfo Giusti per il suo impegno nel far nascere l’Emporio e per la costante determinazione con la quale ha portato avanti il progetto. Da sottolineare che Giusti e Turrini prima e adesso Ottolina, prestano il proprio servizio a titolo gratuito in puro spirito di volontariato.

 

Il progetto Unnra

La Solidarietà Caritas Onlus ha partecipato ad un bando del Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – e ottenuto il finanziamento per il progetto «La spesa solidale». Con i fondi ricevuti è stato possibile incrementare l’organico del servizio con una persona in più, per funzioni di magazzinaggio, rifornimento degli scaffali ed organizzazione della distribuzione ai fruitori dell’Emporio. Inoltre con questo contributo sono stati acquistati alimenti per un valore di  32mila euro, suddivisi tra carne di pollo, uova, olio di oliva e latte in polvere per bambini.

 

Il contributo di Estra

Estra ed Estra Elettricità dal 2008 sostengono l’Emporio della Solidarietà fornendo gratuitamente, ogni anno, l’energia elettrica. Un contributo non da poco considerati i consumi significativi dovuti in particolare alle celle frigorifere. In linea con il protocollo siglato tra i promotori, il sostegno è stato confermato, non più solo con rinnovo annuale, ma con un accordo triennale che prevede un contributo pari al 60% dei consumi.

«Essere un’azienda vicina al territorio significa contribuire a migliorare la vita dei cittadini – dichiara Paolo Abati direttore generale di Estra – lo facciamo da sempre sostenendo associazioni culturali, sportive, istituzioni e manifestazioni. Nel caso dell’Emporio ci è sembrato doveroso estendere l’accordo, per poter aiutare, indirettamente, le tante persone che, per tanti motivi, si trovano ad affrontare momenti di difficoltà economica».

 

Un po’ di numeri

In otto anni di presenza sul territorio l’Emporio è riuscito a distribuire merce per un valore di quasi 11 milioni di euro, di cui 2 milioni solo nel 2015. I costi sostenuti ammontano a 1 milione e 525mila euro, spesi per ristrutturazioni, assicurazioni, acquisto prodotti e stipendi dei due dipendenti che lavorano al supermercato solidale a tempo pieno. Una delle grandi forze di questa esperienza è rappresentata dai volontari, una trentina, che quotidianamente dedicano a questo servizio un po’ del loro tempo.

Attualmente sono 1864 i nuclei familiari che fanno la spesa grazie al supermercato solidale, con una media di oltre 7mila persone sostenute. Gli italiani rappresentano il 52% del totale. Mentre sono 347 le mamme con la «tessera neonato» che permette loro di poter avere prodotti per la prima infanzia.

 

Come funziona l’Emporio

Dal sacchetto della parrocchia ad una tessera elettronica a punti, che permette alle persone di scegliere responsabilmente quanto occorre per la loro sussistenza. In estrema sintesi è questo il senso dell’Emporio della Solidarietà. Per fare la spesa al supermercato di via del Seminario non si usano soldi, si può accedere tramite una card elettronica caricata di un credito di spesa espresso in punti (corrispondenti al valore in euro). Famiglie e singoli che versano in situazioni momentanee di difficoltà economica, rivolgendosi ai Servizi sociali del Comune, ai centri di ascolto della Caritas, delle parrocchie, della San Vincenzo o al Centro di aiuto alla vita saranno «accreditati» presso l’Emporio per un periodo massimo di tre mesi, eventualmente rinnovabile.

Nuovi sacerdoti

Tre ordinazioni sacerdotali domenica in Cattedrale

Si chiamano Giovanni, Everardo e Stefano. Due sono sudamericani, uno è pratesissimo di Iolo. Sono i tre diaconi che questa domenica, 22 novembre alle 16, saranno ordinati in cattedrale per le mani del vescovo Franco Agostinelli.

Con la loro ordinazione sale a cinque il numero dei nuovi sacerdoti accolti dalla Chiesa pratese nel 2015. Gli ultimi arrivi sono stati don Marco Degli Angeli e don Stefano Faggi lo scorso 19 aprile.

Presentiamo i tre candidati al sacerdozio.

Everardo De Almeida Silva, come si intuisce dal nome, è brasiliano di Fortaleza ed è arrivato in Italia nel 2004 grazie al missionario don Piero Paciscopi dell’Opera Madonnina del Grappa di Firenze. Entra nel seminario fiorentino e frequenta il quinquennio di teologia. Poi decide di terminare gli studi in vista del sacerdozio nel seminario di Prato. È laureato in economia e ha lavorato per dieci anni in una ditta di confezioni.

È colombiano di Medellin, il seminarista Giovanny Santa Colorado. Ha 36 anni ed è laureato in filosofia ed educazione religiosa; prima di iniziare il cammino sacerdotale ha insegnato nelle scuole medie del suo Paese. I primi cinque anni di studio in teologia li ha fatti in Colombia, poi nel 2010 è arrivato a Prato. Adesso presta servizio come assistente spirituale all’oratorio di Sant’Anna.

È stato tra i primi a entrare nella comunità fondata da padre Giglio Gilioli alla tenera età di 19 anni, subito dopo l’esame di maturità. Stefano Maria Coveri ha 28 anni ed è diacono dal 2012, dal 2006 fa parte dei Discepoli dell’Annunciazione, famiglia religiosa formata da sacerdoti, diaconi e religiosi non ordinati nata a Prato ed in attesa del riconoscimento come congregazione.

don vinicio dolfi

È morto a 86 anni di età il canonico Vinicio Dolfi, a lungo parroco di Vaiano

È morto all’età di 86 anni il canonico Vinicio Dolfi. Il sacerdote è scomparso questa notte nella sua abitazione di Prato per il complicarsi di una brutta malattia che lo aveva colpito negli ultimi tempi, aggravando le sue condizioni di salute.

 

Don Vinicio, come veniva chiamato in città e a Vaiano, dove è stato a lungo parroco, era nato a Prato nel dicembre del 1929. Entrato in seminario da ragazzo, quando frequentava la prima media, è stato l’ultimo sacerdote pratese a essere ordinato da un vescovo di Pistoia e Prato, precisamente da monsignor Giuseppe Debernardi, nel 1953, un anno prima dell’arrivo di monsignor Pietro Fiordelli. Due anni fa aveva festeggiato l’importante traguardo dei 60 anni di messa.

 

Originario di Chiesanuova, don Vinicio fin da piccolo ha avuto una grande passione per la musica. Ha sempre ricordato come tra le lezioni obbligatorie per diventare sacerdote, ai suoi tempi ci fosse anche lo studio del pianoforte, un’ora la settimana. E così, grazie a un ottimo insegnante di musica, Aldo Pacini, si è «innamorato delle note», come ha sempre voluto definirsi. Questo talento si è poi trasformato in un servizio: per oltre 30 anni infatti don Vinicio è stato direttore della Cappella musicale della Cattedrale. In tanti lo ricordano alla direzione del coro durante le celebrazioni solenni in duomo.

 

Il sacerdote è stato anche parroco. Prima andò cappellano a Vaiano e poi per cinque anni fu parroco a Santa Cristina a Pimonte. Dal 1960 al 1970 torna a Vaiano come parroco e poi va in centro a Prato, allo Spirito Santo, dove rimane per 25 anni. Ma è la Valle del Bisenzio il luogo al quale don Vinicio era più legato e dove ha prestato servizio anche negli ultimi anni della sua vita. Si deve a lui il passaggio della guida della parrocchia a don Carlo Bergamaschi dopo la partenza di don Mario Donadoni nel 2000. Tra gli altri incarichi ricordiamo l’insegnamento della religione alle scuole medie negli anni Sessanta.

 

La salma del sacerdote sarà esposta questo pomeriggio alle cappelle del commiato della Misericordia in via Convenevole. I funerali, che si svolgono domani, venerdì 20 novembre, alle ore 15 nella cattedrale di Prato, saranno presieduti dal vescovo Agostinelli e concelebrati dal clero diocesano.

taglio del nastro nuova biglietteria_mannucci_marini_mangani

Inaugurata la biglietteria unica dei Musei Diocesani sotto il campanile del Duomo

Sotto il campanile del duomo di Prato. Qui si trova la nuova biglietteria, comprensiva di book shop, dove si può acquistare il biglietto unico per accedere al Museo dell’Opera e per visitare gli affreschi di Filippo Lippi in cattedrale. Il nuovo spazio, che per la prima volta viene aperto al pubblico in modo continuativo, è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 16 novembre, alla presenza del direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi don Renzo Fantappiè, del presidente dell’Opera del Duomo Raffaele Tanzarella e del presidente della Fondazione Museo del Tessuto Francesco Marini. Presenti al taglio del nastro anche il direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli, il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini, l’economo della diocesi Irene Sanesi, l’assessore alla cultura del Comune di Prato Simone Mangani e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli.
Il nuovo ambiente è stato benedetto dal canonico Emilio Riva, parroco della cattedrale.

L’apertura della biglietteria è il primo frutto di un accordo quinquennale sottoscritto tra l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e la Fondazione Museo del Tessuto, che prevede, tra i vari punti, la riorganizzazione di un sistema integrato di biglietteria, accoglienza e guardiania, la cui gestione è affidata alla Fondazione.
Obiettivo di questa sinergia tra i due enti appartenenti al sistema «Pratomusei», coordinato dal Comune di Prato, è quello di collaborare per valorizzare il grande patrimonio artistico diocesano attraverso l’offerta di servizi sempre più attenti alle esigenze del visitatore, italiano e straniero, nelle sue differenti tipologie: turista, famiglia o studente.

«Quello che oggi presentiamo è uno spazio nuovo e suggestivo – sottolinea don Renzo Fantappiè – questa apertura va nella direzione indicata dall’accordo che abbiamo sottoscritto con il Museo del Tessuto: l’impegno a valorizzare maggiormente il punto essenziale e principale di Prato che è il Duomo».
«Siamo onorati di aver preso in gestione questi ambienti straordinari – afferma il presidente Francesco Marini –, siamo certi che con il nuovo ingresso il Museo, fino a oggi un po’ nascosto, diventerà una delle principali mete del turismo in città.

Con soli cinque euro (ridotto quattro, scuole tre euro) sarà possibile ammirare le opere contenute nel Museo dell’Opera, come la balconata originale del pulpito di Donatello e la pala d’altare raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Giusto e Clemente dipinta dal Maestro della Natività di Castello, ma anche vedere da vicino il celebre ciclo pittorico di Filippo Lippi che affresca la cappella dell’altare maggiore della cattedrale.

La collaborazione tra Ufficio Beni Culturali e Museo del Tessuto, prevede in futuro anche la progettazione di attività educative, didattiche e di intrattenimento rivolte a bambini e adulti. Questi servizi, insieme a quelli di accoglienza, sono garantiti da tre dipendenti della Diocesi in collaborazione con due dipendenti delle cooperative Chora e Coopculture, vincitrici di un bando di concorso per l’affidamento di questo incarico. Per garantire continuità e salvaguardare i posti di lavoro, il personale impiegato è formato dalla stesse persone che già lavoravano al Museo prima della sottoscrizione del nuovo accordo. La guardiania e la vigilanza sono assicurate anche grazie al supporto di volontari appartenenti alle associazioni Auser e Anteas.

Ecco il nuovo orario della biglietteria. Da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, la domenica dalle 14 alle 17 (martedì giorno di chiusura). Questi sono anche gli orari di visita per il Museo, mentre la visita agli affreschi del Lippi in cattedrale è possibile anche tra le 13 e le 14, basta aver acquistato preventivamente il biglietto. Sono possibili aperture e visite guidate su richiesta.

Per informazioni: musei.diocesani@diocesiprato.it.

Adorazione eucaristica

La parrocchia della Sacra Famiglia celebra quattro anni di Adorazione perpetua

Compie quattro anni l’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento nella piccola cappella della chiesa della Sacra Famiglia. La parrocchia a est del centro cittadino fu la seconda, dopo quella di San Paolo, nel restaurato “chiesino”, a dare vita a un gruppo di adoratori ed il via all’adorazione. L’anniversario alla Sacra Famiglia sarà celebrato domani, lunedì 17 novembre, e prevede la partecipazione attiva di Padre Matteo Magri, sacramentino, che presiederà la messa serale, concelebrata da don Guglielmo Pozzi.
Nello specifico, il programma si aprirà alle 17,30, quando il Santissimo Sacramento, esposto all’adorazione dei fedeli, sarà spostato dalla piccola cappella alla chiesa, senza che venga meno l’adorazione silenziosa.
Alle 20,30 inizierà invece un momento di Adorazione eucaristica guidata, fino all’inizio della messa – alle 21,15 – che costituirà un momento di ringraziamento al Signore per il dono, alla Sacra Famiglia come a San Paolo, delle cappelle dove si svolge l’Adorazione perpetua.
Intanto, giovedì 12 novembre, alla Sacra Famiglia si è aperto un ciclo di incontri che prevedono al loro interno momenti di Adorazione eucaristica e che saranno guidati da padre Agostino Milesi. I prossimi appuntamenti sono fissata per il 10 dicembre, il 14 gennaio e il 2 febbraio.
Si tratta di “incontri di formazione” sull’evangelizzazione e sul ruolo speciale e unico che la famiglia ha nell’evangelizzazione stessa. Sono incontri aperti a tutti perché tutti veniamo da una famiglia e tutti abbiamo bisogno di famiglie.

invito apertura nuova biglietteria musei diocesani

Biglietteria unica per il Museo dell’Opera del Duomo e per gli affreschi di Lippi

Una biglietteria unica e completamente rinnovata per il Museo dell’Opera del Duomo e per la visita degli affreschi di Filippo Lippi nella cattedrale di Prato.

Il nuovo punto vendita, che si trova sotto il campanile del duomo, si inaugura domani lunedì 16 novembre 2016 alle ore 17.
Si tratta della prima novità dopo l’accordo tra l’Ufficio diocesano per i beni culturali e la Fondazione Museo del Tessuto che prevede da parte di quest’ultima la gestione del Museo dell’Opera del Duomo e la visita del ciclo pittorico del Lippi.