17/03/2026

Presentata la mappatura delle attività educative esistenti sul territorio diocesano

L’oratorio (tutto l’anno) in ogni parrocchia. L’invito della Pastorale giovanile

La proposta è quella di fare della parrocchia «una casa con le porte aperte»

L‘oratorio tutto l’anno, non solo in estate, affinché la parrocchia diventi una «casa con le porte aperte». L’invito è rivolto ai parroci e ai gruppi giovanili della Chiesa di Prato e arriva dalla mappatura delle attività educative esistenti sul territorio diocesano. A condurla è stata Rete Sviluppo, impresa sociale specializzata in ricerche e soluzioni in campo partecipativo, educativo e digitale. Il risultato di questa indagine, con relative proposte, è stato presentato sabato  14 marzo nell’antico refettorio di San Domenico alla presenza del vescovo Giovanni Nerbini. Si tratta di uno dei frutti della recente legge regionale sugli oratori (numero 17 del 18 marzo 2025), che ha portato la Pastorale giovanile di Prato a scattare una fotografia delle proposte che le parrocchie offrono a bambini e ragazzi.

 

L’indagine. Attraverso colloqui individuali con parroci o referenti di pastorale giovanile, sono state raggiunte e analizzate 47 parrocchie (su 76 totali, tenendo conto che alcune sono molto piccole oppure erette solo sulla carta). Dunque si tratta di un campione molto significativo.
In quasi tutte sono presenti dei bambini per il catechismo, in molte esistono gruppi giovanili, la metà propone il Grest (gruppo estivo), solo in tredici è presente l’oratorio feriale, ovvero una iniziativa pensata per accogliere e coinvolgere ragazzi con attività, giochi e momenti di preghiera. Proprio i sacerdoti, rispondendo alle domande del questionario, hanno fatto emergere alcune necessità: stabilire un patto rinnovato tra la parrocchia e i genitori, urgenza di re-evangelizzare gli adulti per far sì che anche in casa ci possa essere una testimonianza, superare il modello del catechismo scolastico a favore di una dimensione esperienziale (già in molte realtà è così, ma occorre fare ancora di più) e poi far conoscere la figura di Gesù, spesso ignorata dai ragazzi.

 

Con l’apertura quotidiana dell’oratorio si può combattere la solitudine domestica e offrire una alternativa sicura alla strada, la parrocchia diventa un luogo da abitare, da vivere, nel quale ognuno è accolto per quello che è. Per far questo occorre, oltre a mettere a disposizione spazi, avere operatori e catechisti formati, non solo nell’animazione, ma anche capaci di affrontare tematiche come il bullismo e le fragilità emotive. Vista la presenza di bambini e ragazze di origine straniera occorre formare animatori di seconda generazione che possano parlare alle comunità di provenienza. E poi gli oratori devono essere sui social, non per farsi pubblicità, ma per creare spazi di ascolto e narrazione, «se la parrocchia non esiste sullo smartphone di un adolescente rischia di non esistere nella sua realtà», si legge nel documento.
Nell’occasione è stata presentata la nuova coordinatrice diocesana degli oratori parrocchiali. Si tratta di Chiara Aiazzi della parrocchia di San Pietro a Iolo, che succede a Corrado Caiano di Sant’Anna, nel frattempo nominato coordinatore regionale del progetto oratori.

 

 

La mappatura delle attività educative ed oratoriali della diocesi di Prato

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