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Corpus Domini, messa in piazza Duomo e processione eucaristica in centro storico

La solennità del Corpus Domini si celebra a Prato, anche quest’anno, con la messa seguita dalla processione. Giovedì 30 maggio, alle 21, tutti i membri della comunità ecclesiale sono invitati a partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni in piazza Duomo e concelebrata dal clero diocesano.

 

Al termine della messa è prevista la partenza della processione per le vie del centro storico con il Santissimo Sacramento recato da monsignor Nerbini. L’itinerario sarà il seguente: piazza Duomo, via Garibaldi, via Pugliesi, via Cairoli, piazza del Comune, via Cesare Guasti, via Luigi Muzzi, quindi rientro in piazza Duomo. La benedizione eucaristica dal pulpito di Donatello chiuderà la serata.

Rapporto povertà, in un anno la Caritas di Prato ha raggiunto e aiutato oltre seimila persone

A Prato ci sono 2776 famiglie che nel 2023 si sono rivolte alla Caritas diocesana per avere un aiuto, principalmente di tipo economico. Contando una media di 2,3 componenti a famiglia, possiamo dire che oltre seimila persone sono state raggiunte dai tanti servizi messi in campo dalla Chiesa pratese attraverso la Caritas. Tornando ai numeri, rispetto all’anno precedente calano i nuclei stranieri (-8,3%) e aumentano gli italiani (+7,5%), che rappresentano un terzo del totale. Questi dati emergono dal rapporto povertà presentato questo pomeriggio in Palazzo vescovile, alla presenza del vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini.

 

Hanno detto. «Questo report testimonia innanzitutto una presenza, una vicinanza e un accompagnamento ininterrotto da parte di Caritas a un numero rilevante di famiglie», afferma monsignor Nerbini. Il Vescovo poi mette in luce alcuni aspetti emersi dalla ricerca: «un dato che mi ha colpito è l’aumento delle solitudini, delle persone sole che hanno sempre più bisogno non di beni materiali, ma di un accompagnamento psicologico. Altro dato è l’incidenza della precarietà del lavoro, scarso, sottopagato, che non consente a tante famiglie di avere una autonomia di vita senza dipendere da un aiuto fornito da un ente assistenziale». Per don Enzo Pacini, direttore della Caritas di Prato, questi numeri fanno emergere «una povertà multifattoriale, alcune povertà diminuiscono, altre crescono, certamente colpisce il fatto che ci sono tanti giovani che vivono in famiglie con occupazione precaria o scarsamente retribuita. Poi evidenziamo l’esistenza di una povertà relazionale, sulla quale occorre concentrare maggiormente gli sforzi, invece di dedicarsi principalmente alle misure di sostegno materiale e economico».

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni, gli assessori Ilaria Santi e Flora Leoni, il presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti e la direttrice della Società della Salute Lorena Paganelli.

 

 

 

Il problema della cronicità. Dalla fotografia scattata dal Mirod (Messa in rete degli osservatori diocesani), composta dai centri di ascolto presenti in diciassette parrocchie pratesi, dalla San Vincenzo de Paoli, dai Gruppi di volontariato vincenziano, associazione Giorgio La Pira, Insieme per la Famiglia e dal progetto operatori di strada, emerge come l’aumento più significativo sia quello delle famiglie con le quali la Caritas è in contatto da oltre sei anni (+9,3%), un dato che simboleggia la difficoltà a uscire da situazioni di marginalità. «La carenza di lavoro, oppure una retribuzione insufficiente a garantire una dignitosa conduzione familiare, e il problema casa, con costi d’affitto molto alti, sono le due problematiche che portano a rivolgersi a noi», spiega Massimiliano Lotti, estensore del rapporto Caritas.

In generale una famiglia su sette, nonostante vi sia un componente impiegato con un lavoro, non ha reddito sufficiente a rispondere ai bisogni quotidiani. Riguardo alla povertà cronica, addirittura il 13,7%, circa 380 famiglie, da oltre otto anni sono in contatto con un centro della rete Mirod. «Questi ultimi numeri fanno pensare ai figli, in molti casi sono maggiorenni, che vivono in queste famiglie e che sono cresciuti in un contesto di bisogno cronicizzato, quasi fosse la normalità – osserva Lotti –. È un elemento che pone la questione delle possibili carriere di povertà, che rischiano di scaturire dall’esperienza di vita di questi giovani».

 

Andando a guardare meglio i numeri, c’è la conferma che i nuclei italiani in difficoltà sono caratterizzati da una composizione più bassa e da una età media più alta rispetto a quella degli immigrati. «Il 50% degli utenti provenienti da altri paesi si concentra nella fascia 35-54 anni, il più delle volte hanno un titolo di studio superiore rispetto alle persone italiane, ma qui non riescono a “spenderlo”», dice ancora Lotti. Riguardo al calo delle famiglie immigrate bisognose, la Caritas precisa che ciò si deve a più fattori: alcuni hanno lasciato il territorio nazionale dopo aver conseguito la cittadinanza italiana, altri hanno migliorato la loro condizione lavorativa e poi c’è il caso dei georgiani, calati del 44,6% rispetto al 2022. In generale le nazionalità più rappresentate nei centri d’ascolto Caritas sono quella marocchina (11,4%), nigeriana (7,6%), georgiana (6,6%), albanese (6,5%), cinese (4,5%, che frequentano in particolare il servizio di ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti attivo al centro Giovannini), pakistana (3.9%) e peruviana (3,7%).

L’età media degli utenti stranieri è 44,6 anni e degli italiani 56. La presenza delle donne si conferma maggioritaria (53%), anche se nel tempo la forbice si sta assottigliando (erano il 62% dieci anni fa). Crescono le persone sole, «si rileva infatti un raddoppio delle situazioni di vita solitaria per i cittadini italiani, ma si registra anche un significativo balzo in avanti delle cosiddette “famiglie di fatto”», afferma Lotti.

 

La risposta alle richieste di aiuto. La prima forma di sostegno è quella dell’ascolto, intesa come presa in carico delle situazioni di marginalità e fragilità, in vista della creazione di percorsi personalizzati per cercare di uscire da situazioni di indigenza. «La parola d’ordine è accompagnare, non assistere – sottolinea don Enzo Pacini, direttore della Caritas di Prato – perché è fondamentale che le famiglie seguite dalla Caritas riescano a camminare con le proprie gambe».

Tra gli aiuti forniti c’è l’attivazione della tessera Emporio, nella quale ci sono dei punti spendili nel supermercato solidale di via del Seminario, aperto insieme a Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Poi c’è la compartecipazione alle spese per il pagamento di rate di mutuo o affitti, utenze domestiche, spese mediche e materiale scolastico per i figli. Nel 2023 sono stati erogati contributi per oltre 90mila euro. A questo si aggiunge il prezioso servizio dato dall’Associazione Insieme per la Famiglia, nata in seno alla Caritas pratese per attivare specifici progetti a favore dei nuclei familiari bisognosi. Nel 2024 sono state ascoltate 145 famiglie e attivati 119 interventi per un totale di circa 54mila euro erogati. Nel 2023 le domande accolte sono state 269 e i contributi erogati 180mila euro. Questi soldi sono attinti nel fondo del Buon Samaritano, lanciato dalla Diocesi di Prato durante la pandemia e confermato come strumento di aiuto nel pagamento delle bollette dopo il forte incremento dei prezzi dell’energia avvenuto negli ultimi tempi.

 

Da sottolineare, infine, che il servizio reso dalla Caritas diocesana sul territorio pratese in gran parte è frutto dei contributi derivanti dai fondi per l’8 per mille alla Chiesa cattolica.

Discernimento sul diaconato permanente, le relazioni dell’incontro teologico

Danno testimonianza di una fede professata e rendono la Chiesa «estroversa». Sono i diaconi permanenti, la cui presenza all’interno della comunità ecclesiale di Prato è conosciuta e apprezzata da tempo, perché la nostra fu una delle prime diocesi in Italia ad aprire questa strada di impegno e di servizio. Oggi il ruolo del diacono permanente è oggetto di una ampia riflessione che la Chiesa pratese intende offrire al Cammino sinodale, il grande percorso intrapreso della Chiesa italiana – all’interno del Sinodo universale – per riuscire a rispondere alla grandi sfide della contemporaneità.

 

 

Sabato 11 maggio, nel salone della parrocchia di Sant’Agostino, si è tenuto il primo incontro di un «viaggio» dedicato a questo tema. Monsignor Basilio Petrà, coordinatore dell’equipe diocesana del Cammino sinodale ha voluto iniziare questo percorso con un approccio di tipo teologico e ha invitato a parlarne Serena Noceti, docente di teologia sistematica, e don Pasquale Bua, docente di teologia dogmatica.

 

 

 

Sotto gli interventi dei due relatori

 

Relazione di Serena Noceti – il diaconato permanente: certezze e problemi

 

Relazione di don Pasquale Bua –  diaconi e Sinodo, Uno status quaestionis tra la Prima e la Seconda Sessione

 

 

 

Domenica 23 giugno questo cammino, breve e intenso, culminerà con una assemblea, durante la quale saranno condivise le riflessioni dei gruppi di studio sopra citati.

In cattedrale la solenne veglia di Pentecoste

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha organizzato, come di consueto, l’animazione della messa vigiliare di Pentecoste, che si tiene sabato 18 maggio, alle 21 in cattedrale.

 

Il tema scelto è «Una Chiesa ministeriale, per una partecipazione attiva e responsabile nella vita della Chiesa e della Società».
I promotori ci tengono a ricordare che «sono molti i momenti organizzati dalla diocesi, ma quello della Pentecoste resta il più importante e quello a cui il nostro vescovo Giovanni tiene in modo particolare. È una celebrazione animata da tutte le associazioni per invocare lo Spirito Santo sulla Chiesa di Prato».

 

Proprio nell’ottica del cammino condiviso, prosegue l’appello degli organizzatori, «ogni membro di fraternità, movimento, gruppo di preghiera, associazione, è personalmente invitato a dare il proprio contributo con l’impegno e la presenza; per questo speriamo di trovarvi numerosi a testimoniare il nostro “esserci” come cristiani della Chiesa di Prato».

Per evitare sprechi e favorire la partecipazione invitiamo a scaricare la versione digitale del libretto per la messa.

 

 

LIBRETTO VEGLIA DI PENTECOSTE

 

LIBRETTO CANTI

La festa giovani con il mandato agli animatori degli oratori estivi

L’anno pastorale per i giovani si chiuderà con una grande festa, gli impegni però proseguono perché nel periodo estivo le parrocchie apriranno le loro porte ai tanti bambini e bambine che partecipano agli oratori. Andiamo con ordine per segnalare i vari appuntamenti.

 

Giovedì 23 maggio ci sarà «Giovani in festa». Rispetto al programma originale non sarà l’anfiteatro di Santa Lucia ad ospitare l’evento, ma lo spazio Street Good al Ponte Petrino, nella zona della pista ciclabile. L’inizio è confermato alle 19 e sarà il vescovo Giovanni a introdurre la serata con una riflessione.

 

«Tireremo le somme del percorso annuale della preghiera giovani – spiega suor Deborah dell’equipe diocesana di PG – e in particolare ci soffermeremo, lo farà il Vescovo, sul contenuto delle preghiere scritte dai ragazzi durante i vari incontri». A ogni appuntamento infatti i partecipanti sono stati invitati a scrivere una intenzione personale, e anonima, su un foglietto. Al termine dell’incontro tutti i contributi, solitamente un centinaio, sono stati raccolti dall’equipe di PG per essere consegnati alle monache di clausura di San Clemente, affinché pregassero per le intenzioni espresse dai giovani. «Sono state scritte delle preghiere davvero molto belle, sentite, significative, questo vuol dire che c’è un forte bisogno di conforto spirituale», sottolinea suor Deborah.

 

Nell’occasione monsignor Nerbini conferirà il mandato agli animatori degli oratori estivi, ormai alle porte. Il programma della festa prosegue con una cena al sacco e poi musica per tutti con un Dj set.

 

Infine ricordiamo la festa diocesana degli oratori, venerdì 28 giugno nel parco di Galceti. Giochi e animazioni sono organizzati in collaborazione con il Csi.

Confronto tra i candidati a sindaco di Prato promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro

Quale idea di città hanno i candidati a sindaco di Prato? La domanda sarà posta dall’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato e aprirà la serata di confronto promossa venerdì 17 maggio alle ore 21 nell’antico refettorio di San Domenico, in centro storico. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

 

Il direttore dell’ufficio di pastorale sociale, Michele Del Campo, spiega il senso dell’iniziativa: «come Chiesa locale non vogliamo essere serbatoio di voti per nessuno perché crediamo nella libertà di scelta secondo coscienza di ogni persona e di ogni credente, ma essere una comunità che interroga la politica a partire dall’ascolto che ognuno di noi singolarmente e comunitariamente esercita sul territorio».

 

Lavoro, tematiche sociali, sfida climatica, immigrazione, partecipazione e solidarietà. Sono alcuni tra i temi posti all’attenzione dei candidati a sindaco, chiamati a esporre le loro idee per Prato e i loro programmi elettorali.

 

Cammino sinodale, sintesi della fase sapienziale e dei Cantieri di Betania inviate a Roma

Come richiesto dal cronoprogramma del Cammino sinodale, la nostra diocesi ha inviato a Roma la sintesi frutto degli incontri della cosiddetta fase sapienziale. Il 30 aprile era la data indicata e quel giorno l’equipe diocesana ha spedito il contributo pratese.

 

In tutto sono stati raccolti ventiquattro contributi: sei provengono dai tavoli di lavoro della giornata di ascolto dello scorso 15 ottobre; quattro sono frutto di incontri svolti a livello vicariale; cinque sono stati inviati da singole parrocchie; uno è giunto da un ufficio pastorale; quattro provengono da aggregazioni laicali; cinque sono contributi personali e un contributo arriva dai diaconi permanenti.

Per le tematiche emerse, rapporto tra fedeli e ministri ordinati, valorizzazione della persona, riflessioni sul ruolo della donna nella Chiesa, rimandiamo alla lettura del documento (già nelle scorse settimane avevamo fatto un sunto, emerso nel corso dell’assemblea diocesana dei referenti del Cammino sinodale, tenutasi il 15 aprile in Palazzo vescovile).

 

Le sintesi sono il risultato di un complesso lavoro di raccolta dei  vari verbali, analizzati nei loro contenuti attraverso un sistema di griglie concettuali che ha consentito all’equipe diocesana del Cammino sinodale di raccogliere per temi, per osservazioni, per proposte i vari contributi.

Tutti i «lavori», sia degli ascolti che dei vari discernimenti, nella loro integralità, sono a disposizione di chiunque voglia leggerli presso la Segreteria diocesana del sinodo.

 

Sintesi fase sapienziale – diocesi di Prato

 

Sintesi Cantieri di Betania – diocesi di Prato

 

 

Cammino Sinodale 2021-2023

Diaconato permanente, inizia il percorso di discernimento

Sabato 11 maggio la nostra Diocesi inizia il percorso di discernimento sapienziale sul diaconato permanente, curato e promosso dall’equipe diocesana per il Cammino sinodale, guidata da mons. Basilio Petrà.

 

Al mattino, dalle ore 9 alle ore 12, nel salone di Sant’Agostino, il tema sarà introdotto da un punto di vista teologico. Intervengono Serena Noceti, docente di teologia sistematica, con una relazione dal titolo: «Il diaconato permanente: certezze e problemi», e don Pasquale Bua, docente di teologia dogmatica, che parlerà su «La discussione sul diaconato permanente tra prima e seconda sessione del Sinodo dei Vescovi».

Le due relazioni saranno precedute da un intervento del Vescovo Giovanni e da una presentazione del diaconato a Prato, da parte del responsabile della commissione diocesana per il diaconato permanente don Marco Barbani.

Primo maggio, in preghiera per i lavoratori

Come ogni anno, anche per il 2024, l’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Prato promuove una «Veglia di preghiera verso il 1° maggio», sul tema «Pace, lavoro, fraternità». L’appuntamento è per martedì 30 aprile alle 21, nella chiesa di San Paolo, in via Carissimi 7.

 

 

«Celebriamo la festa del 1 maggio anche quest’anno in un periodo drammatico – si legge nell’introduzione del testo per la Veglia- .Stiamo tutti attraversando un tempo di sofferenze e di fatiche a causa delle guerre che da alcuni anni si sono diffuse nel mondo e che creano all’umanità intera preoccupazioni, dolori, angosce, sofferenze. Vogliamo rispondere a queste sofferenze con la Parola di Dio e con l’esempio di Gesù che, in unità con lo Spirito Santo, illumina il nostro cammino di artigiani della Pace e di operatori di non violenza».

Quindi il fulcro della serata: «In un mondo segnato da conflitti e incertezze lavorative, è più importante che mai riunirci per invocare la pace e il lavoro dignitoso per tutti».

La Settimana Eucaristica in Sant’Agostino. Sarà presente il cardinale Bassetti

Il cardindale Gualtiero Bassetti è l’ospite della Settimana eucaristica in programma anche quest’anno nella chiesa di Sant’Agostino. L’ex presidente della Cei è stato chiamato a tenere un incontro dal titolo: «Perché oggi è importante riscoprire il Concilio?». Anche quest’anno all’interno della Settimana eucaristica è inserito l’appuntamento con la veglia diocesana per le vocazioni. Il tema è quello del 53esimo Congresso eucaristico internazionale che si svolgerà a settembre a Quito, in Ecuador: «Fraternità per sanare il mondo: voi siete tutti fratelli».

 

Il programma completo delle iniziative. Si comincia domenica 14 aprile alle ore 10 con la celebrazione eucaristica di apertura; alle 17,30 adorazione comunitaria. Martedì 16 aprile, alle 21 è il giorno della veglia per le vocazioni, curata dal Centro diocesano insieme ai padri Sacramentini.
Giovedì 18 aprile, alle 10, ritiro diocesano del clero con padre Manuel Barbiero dei Sacramentini. L’incontro inizia con la meditazione, prosegue con l’adorazione e si conclude con il pranzo.
Venerdì 19 aprile è la giornata dedicata agli operatori pastorali, alle 21 l’incontro – aperto a tutti gli interessati – con il cardinale Gualtiero Bassetti. L’iniziativa è stata organizzata come momento di preparazione al Giubileo 2025, in vista del quale papa Francesco ha chiesto di riprendere in mano le quattro costituzioni conciliari (Dei Verbum, Sacrosanctum Concilium, Lumen gentium, Gaudium et Spes) affinché le comunità ecclesiali possano progredire «nella missione di portare a tutti il gioioso annuncio del Vangelo».
La settimana si chiude domenica 21 aprile con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini, alle ore 10. Nel pomeriggio, dalle 16, adorazione eucaristica rivolta alla vita consacrata.

 

Ogni giorno: alle 7 messa, alle 7,35 lodi, alle 8,30 messa, alle 18 vespri e alle 18,30 messa. Dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 18 esposizione del Santissimo Sacramento e adorazione personale.