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Museo dell’Opera del Duomo, tutti i giovedì di luglio apertura serale e iniziative culturali

Tutti i giovedì di luglio il Museo dell’Opera del Duomo di Prato apre le sue porte in orario serale proponendo iniziative culturali e speciali visite guidate. L’ingresso è alle ore 21 fino a mezzanotte, per ammirare la collezione permanente e la mostra «Arte Ferita, Arte Salvata. Chiese e patrimonio artistico a 80 anni dal bombardamento di Prato».

 

«Anche quest’anno il Museo dell’Opera del Duomo apre in orario serale straordinario con delle attività e proposte per tutti i giovedì di luglio, un modo per poter visitare i capolavori in un orario insolito», dice Veronica Bartoletti, direttrice del Museo.

 

Si comincia giovedì 4 luglio, alle ore 21, con «Fermi tutti, c’è Donatello», spettacolo teatrale che ripercorre la storia del pulpito del duomo di Prato, opera di Donatello e Michelezzo. I due grandi artisti, impersonati da due attori, racconteranno vicende storiche, ricordi e sentimenti legati a uno dei simboli della città. Un viaggio teatrale che accompagnerà il pubblico all’interno delle sale del Museo dell’Opera del Duomo. L’iniziativa è a cura di Cooperativa Prato Cultura e Spazio Teatrale Allincontro. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

La settimana successiva, giovedì 11 luglio, alle 21, Alessia Cecconi (direttrice della Fondazione Cdse), parlerà di «Botticelli e Piero della Francesca in guerra. Alcuni casi di salvataggi eccezionali durante il secondo conflitto mondiale», conferenza a ingresso gratuito con accesso da via Santo Stefano.

 

Gli ultimi due giovedì le serate sono dedicate alle visite guidate. Il 18 luglio è in programma un percorso alla scoperta dei capolavori di Donatello, Botticelli, Andrea Della Robbia custoditi nel Museo, dei suggestivi spazi delle Volte e del chiostro romanico della cattedrale di Prato.

Il 25 luglio visita alla mostra «Arte ferita, Arte salvata», l’esposizione che narra la storia della distruzione e della messa in sicurezza delle chiese e del patrimonio artistico di Prato durante la seconda guerra mondiale. Grazie a suggestive foto d’epoca, in parte inedite, a documenti originali e oggetti di arte sacra, che ancora oggi mostrano le ferite dei bombardamenti, viene ricostruita l’epopea vissuta da chiese e capolavori d’arte tra il 1940 e il 1945. Il costo delle visite è di 15 euro.

 

L’ingresso del Museo dell’Opera del Duomo di Prato è dal campanile della cattedrale.

 

 

 

 

Gli acquerelli de «Il soldato che dipingeva la pace» in mostra al Museo dell’Opera del Duomo

«L’arte più forte della guerra». È il titolo del viaggio che il Museo dell’Opera del Duomo di Prato intende intraprendere ospitando due mostre, più un ricco programma di attività collaterali, dedicate alla ricerca della pace durante la seconda guerra mondiale.

 

La prima si intitola «Il soldato che dipingeva la pace» e sarà inaugurata sabato 9 settembre, alle ore 17,30, nei giorni della festa della città e dell’anniversario dell’Armistizio; l’altra, in programma a partire dal mese di marzo 2024, è dedicata al racconto della messa in sicurezza e della distruzione di chiese e del patrimonio artistico di Prato durante i bombardamenti sulla città.

«In questo anno il Museo dell’Opera del Duomo vuole creare un dialogo tra le opere della collezione permanente e testimonianze visive, in gran parte inedite, che possano raccontare storie portatrici del valore universale della pace», spiega Veronica Bartoletti, direttrice dei Musei diocesani di Prato.

 

James Donald Orr

 

 

La storia. Quando arrivò in Italia come soldato volontario, James Donald Orr era un giovane pittore sudafricano. Era il 1944, decise di arruolarsi nell’esercito e fu inviato a prendere parte alla liberazione del nostro Paese. Attraversò la penisola da sud a nord, da Taranto al Lago Maggiore, passando per la Toscana e sostò per ben otto mesi a Prato, dove strinse amicizia con molte famiglie, tra queste si ricordano i Rindi, i Bardazzi e i Bacci. Con sé aveva un diario, nel quale fissava pensieri e avvenimenti della giornata appena trascorsa, e dei cartoncini, formato tascabile, sui quali ha dipinto con la tecnica dell’acquerello paesaggi e momenti di vita.

«Al contrario di quanto si possa pensare – afferma la direttrice Bartoletti – le testimonianze lasciate da questo soldato, non descrivono le atrocità di guerra, ma spaziano su scenari legati alla quotidianità e alla bellezza dei luoghi da lui visitati. Tra questi c’è anche Prato. Nei suoi dipinti si percepisce l’amore per una terra nuova, la scoperta meravigliosa di colori e orizzonti mai visti fino a quel momento».

 

 

 

Il diario e i dipinti, circa duecento (una trentina quelli in esposizione), fanno parte della collezione del Museo Storico della Linea Gotica di Montemurlo e sono stati messi a disposizione del Museo dell’Opera del Duomo per la realizzazione della mostra. «Le testimonianze visive spaziano dalla rocca di Cerbaia alla villa del Palco – dice Giuseppe Aucello, direttore del Museo Storico della Linea Gotica di Montemurlo –, poi ci sono la chiesa di santa Maria della Pietà, il borgo di Filettole, le ville delle famiglie Rindi, Bardazzi e Bacci, il tabernacolo del Podere Murato e anche il ritratto di alcuni partigiani della zona. Il viaggio prosegue poi fino al nord Italia toccando la rocca di Angera, Lecco, Cremona, Milano e il Lago Maggiore. Un percorso umano significante e pieno di dettagli che traspaiono sia dal diario che dalle pitture».

 

 

 

 

La mostra, curata da Veronica Bartoletti e Giuseppe Aucello, è promossa da Esposizione Storica Permanente – Linea Gotica di Montemurlo e Musei Diocesani, con il patrocinio di Comune di Prato, Comune di Montemurlo, Provincia di Prato e Regione Toscana. Il giorno dell’inaugurazione saranno presenti anche le figlie di Orr, Mandi Campbell e Nerine Read.

 

Il Museo dell’Opera di Duomo di Prato si trova nella centralissima piazza Duomo ed è aperto dal martedì al sabato (ore 10-17) e la domenica (ore 13-17). Presso la biglietteria, posta sotto il campanile della Cattedrale, è possibile acquistare il biglietto che consente la visita al complesso della Cattedrale, comprendente gli affreschi di Filippo Lippi, il transetto e il Museo dell’Opera del Duomo. L’ingresso è gratuito per tutti i bambini sotto i 7 anni.

 

In cattedrale il concerto della Cappella Musicale Lauretana di Roma

La Cappella Musicale Lauretana sarà a Prato per eseguire un concerto in cattedrale. L’appuntamento è per giovedì 6 luglio alle ore 21 a ingresso libero.

 

L’iniziativa è promossa in occasione dei dieci anni dalla morte del cardinale Domenico Bartolucci dalla Fondazione che porta il nome del porporato. Nato a Borgo San Lorenzo nel 1917, Bartolucci è stato creato cardinale a 93 anni da papa Benedetto XVI per il generoso ed esemplare servizio alla Chiesa nel campo della promozione e diffusione della musica sacra. Direttore della Cappella Musicale Pontificia «Sistina» per oltre 40 anni, è stato un prolifico compositore e uno dei massimi interpreti della tradizione polifonica della scuola romana.

 

Il concerto del 6 luglio – l’ultimo di una serie eseguiti in Toscana nei giorni precedenti – è organizzato dalla Fondazione Cardinale Domenico Bartolucci con l’obiettivo di diffondere la musica sacra e promuovere l’opera dello stesso maestro e cardinale Bartolucci. La Cappella Musicale Lauretana è stata diretta per molti anni dal Cardinale ed è costituita da professionisti ma anche da bambini come pueri cantores della Sistina, svolge tutto l’anno servizio liturgico nel santuario romano di San Salvatore in Lauro ed è spesso invitata ad esibirsi in Italia e all’estero.

 

Nel programma musicale del concerto a Prato saranno eseguiti brani di Giovanni Pierluigi da Palestrina, lo spagnolo Tomas Luis de Victoria, il fiammingo Orlando di Lasso, Lorenzo Perosi e infine Domenico Bartolucci. L’evento ha il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Prato ed è promosso in collaborazione con la Diocesi di Prato.

Nuovi orari per il Museo dell’Opera del Duomo: aprirà anche al mattino

Il Museo dell’Opera del Duomo di Prato apre al mattino e torna agli orari pre-pandemia. Adesso l’apertura è dal martedì al sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 13 alle 17. Lunedì è il giorno di chiusura. Nello stesso orario sarà possibile vedere gli affreschi di Filippo Lippi in cattedrale. L’ingresso del Museo si trova sotto il campanile.

 

Nato nel 1967 e successivamente ampliato con opere provenienti da tutta la diocesi, il Museo dell’Opera del Duomo custodisce e racconta la storia artistica della città di Prato. Il suggestivo percorso museale inizia sotto le Volte della Cattedrale e prosegue intorno al chiostro romanico e si snoda lungo alcune sale dell’antico Palazzo dei Proposti o Vescovile.

I segreti delle chiese e dei palazzi pratesi nelle nuove visite di Prato Cultura e ArteMìa

Un viaggio unico ed emozionante alla scoperta dei palazzi della ricca borghesia e della nobiltà pratese; ma anche dei preziosi e antichi arredi liturgici racchiusi in ambienti speciali della sacrestia del duomo di Prato. E poi ancora una serie di passeggiate storico-artistiche-naturalistiche. Sono solo alcune delle novità del ricco programma del 2020 promosso da Prato Cultura insieme all’associazione ArteMìa, alla scoperta dei segreti della città. Tanti appuntamenti aperti a soci e non, viaggi inediti nella Prato che ancora oggi in pochi conoscono. A queste novità si affiancheranno le visite che di anno in anno stanno riscuotendo sempre tanto successo: Cattedrale Segreta; Prato vista dal fiume; la chiesa, il chiostro e la cappella Migliorati in San Francesco; Prato da sotto in su; visite a monasteri e chiese della Diocesi. E ancora quelle ai maggiori musei di Prato e di Firenze e gli incontri in collaborazione con la Misericordia di Prato; gli Aperiarte da Uscio e Bottega dedicati, quest’anno, ai Medici e gli incontri serali per parlare di arte e musei di tutto il mondo.

 

Hanno detto. «Prato Cultura, ente della diocesi di Prato pensato per valorizzare il patrimonio storico artistico della Chiesa, e l’associazione ArteMìa si sono consorziati per dar vita a percorsi che aiutano a scoprire gli ambienti pratesi, in particolare quelli meno conosciuti – dice il presidente di Prato Cultura Gabriele Bresci – si tratta dunque di una unione che porterà certamente benefici al mondo culturale del nostro territorio». Ne è convinto l’assessore comunale alla cultura Simone Mangani, intervenuto alla presentazione del programma delle visite: «esiste una Prato segreta, nascosta, poco conosciuta assolutamente da scoprire e iniziative come questa sono utilissime per far conoscere, in primis ai pratesi, la bellezza della loro città». Come detto in calendario ci sono conferme, come il ciclo «Cattedrale segreta», e alcune interessantissime novità: «come le visite ai palazzi privati all’interno del centro storico – spiega Veronica Bartoletti, presidente di ArteMìa – e tra i tanti segnaliamo ad esempio Palazzo Orlandi, un nome che probabilmente non evoca grandi immagini quando in realtà si tratta di un edificio bellissimo, tutto affrescato, aperto in esclusiva per noi».
Alla presentazione del programma delle attività 2020 Prato Cultura e ArteMìa erano presenti anche il direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli e il parroco della cattedrale don Luciano Pelagatti.

 

Entriamo nel dettaglio delle novità. La prima è la visita ai palazzi di città, da palazzo Orlandi a Palazzo Mazzoni e altri ancora: abitazioni di privati cittadini, inaccessibili dunque ai più, ma che adesso apriranno le porte alla cittadinanza. ArteMìa ha, infatti, avuto il piacere di conoscere i proprietari di alcuni dei palazzi più belli della città e, grazie alla loro gentilezza e disponibilità, di farli visitare. L’appuntamento è per il 14 febbraio alle 15 a Palazzo Orlandi in via Guizzelmi; l’8 marzo alle 15 a Palazzo Mazzoni nell’omonima via e il 16 maggio a Palazzo Banci Buonamici (via Ricasoli) e Palazzo Verzoni Bizzocchi (via Santa Trinita). Queste visite sono riservate ai soci ArteMìa, per partecipare è necessario prenotare. Con la bella stagione poi prenderanno il via una serie di escursioni sul territorio in collaborazione con Legambiente: ArteMìa metterà in luce gli aspetti storico artistici dei luoghi visitati, mentre Legambiente quelli naturalistici. Terza grande novità del 2020, in collaborazione con il Capitolo della Cattedrale di Prato e il parroco don Luciano Pelagatti sono in programma visite speciali agli ambienti della sacrestia durante i quali i partecipanti potranno ammirare oggetti e tessuti di solito debitamente custoditi in appositi contenitori e non visibili.

 

 

Gli appuntamenti prederanno il via sabato 18 gennaio: in programma alle 10,30 e alle 16 le visite alla Cattedrale segreta; alle 15, solo per i soci, visita all’oratorio di Sant’Antonino. Domenica 19 doppio appuntamento: i soci di ArteMìa potranno fare il percorso che ormai è diventato un must dell’associazione «Prato da sotto in su, dai sotterranei alle case torri medievali»; sarà invece aperto a tutti il viaggio alla scoperta dei tesori del Duomo. Il 24 gennaio alle 19,30 per i soci da non perdere l’AperiArte da Uscio e Bottega; il giorno successivo i soci potranno visitare la mattina alle 9 gli Uffizi, il pomeriggio alle 15 il Monastero di San Vincenzo. Martedì 28 alle 21, ultimo appuntamento del mese con «4 chiacchiere su Giotto e la Cappella degli Scrovegni» (riservato ai soci). Gli appuntamenti proseguiranno poi nel corso del resto dell’anno.

 

Per informazioni e prenotazioni: associazione Artemìa, piazza Lippi, 34 – Prato; http://www.artemiaprato.it; info@artemiaprato.itartemiaprato@gmail.com. Telefono: 340 51 01 749

Ricomincia la Scuola diocesana di teologia: il 31 ottobre la prolusione

Con la prolusione del 31 ottobre prossimo, in salone vescovile, riprendono i corsi della Scuola diocesana di teologia. Sarà don Enrico Bini, storico della Chiesa e parrroco dello Spirito Santo, a parlare di «Un santo nel risorgimento nazionale: Antonio Maria Pucci», in occasione del duecentesimo anniversario della nascita. Sono particolarmente invitati gli studenti, ma anche tutti coloro che fossero interessati.

 

 

Quest’anno, la Scuola diocesana di teologia riparte con il primo anno del triennio del corso ordinario, uno strumento di approfondimento a disposizione di chi ha a cuore la propria formazione teologica. Rivolto a laici, religiosi, candidati al diaconato ed ai ministeri, catechisti, insegnanti di religione ed operatori pastorali, il programma prevede la possibilità di iscriversi a singoli corsi, sostenendo o meno i relativi esami. Le lezioni si svolgono da ottobre a maggio, il martedì ed il giovedì, dalle 21 alle 22,30, presso le sedi dislocate. Le tematiche prese in esame quest’anno sono: «Dio e la creazione» (suor Fabrizia Giaobbe op); «Dio uno e trino: la Trinità»(padre Alessandro Cortesi op); «Antico Testamenteo: Pentateuco e libri storici» ( don Gianni Gualtieri); «Antico Testametno: i profeti» (Lorenzo Innocenti); «Introduzione alla liturgia» (padre Stefano Bertolini); «Morale fondamentale» (don Helmut Szeliga); «Padri della Chiesa» (don marco Pratesi); «Storia della Chiesa I» (Gianna Guasti).

 

 

La Scuola organizza, inoltre, corsi singoli. Queste le proposte: «Arte cristiana», con Mariella Carlotti, a novembre 2019, il giovedì dalle ore 21, presso la parrocchia del Soccorso. «Musica sacra» con don Marco Pratesi e don Gianni Gualtieri, a maggio 2020, il (martedì e) giovedì dalle 21, al Soccorso ed ai Santi Martiri.

 

 

La segreteria è in via Roma 186; tel 0574-607219; dal lunedì al venerì, dalle 18,30 alle 19,30. Cliccare qui per informazioni; teologia@diocesiprato.it; sdt-po@yahoogroups.com.

«Armonie di fede», pomeriggio alla scoperta della musica sacra

Si chiama «Armonie di fede» il percorso attraverso alcune fonti documentarie della storia musicale cittadina promosso dall’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Prato, insieme all’Archivio storico diocesano ed al Museo dell’Opera del Duomo. L’evento nasce in occasione della serie di iniziative a livello nazionale denominate «Aperti al MAB (Musei, Archivi, Biblioteche ecclesiastiche)» promosse dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei.

 

L’incontro inizierà presso il Museo dell’Opera del Duomo, sabato 8 giugno, alle ore 15,50, dove, nello spazio delle «Volte» saranno presentati ed illustrati dal direttore del Museo Claudio Cerretelli due preziosi corali miniati della chiesa pratese: uno tardo duecentesco e un graduale, realizzato per la Pieve pratese – poi Cattedrale – nel Quattrocento, e completato dalle miniature di Attavante Attavanti nel 1501. Don Romano Faldi parlerà poi del Gregoriano, antico genere musicale vocale, facendo eseguire dal Gruppo Corale di S. Maria a Colonica uno dei brani gregoriani riportati nel codice più antico, insieme ad altri brani gregoriani, ad antiche laude monodiche (una del pratese beato Ugo Panziera) e a mottetti degli albori polifonici. «Sarà interessante ascoltare, dal vivo, – osserva Cerretelli – un brano scritto alla fine del 1200 ed eseguito da un coro di ragazze di oggi».

 

I visitatori, alle 17, si recheranno poi all’Archivio diocesano, dove lo storico Filippo Tosciri illustrerà una esposizione di documenti del fondo della Cappella musicale del Duomo, centrata in particolare sulla musica composta dai maestri di cappella del Sette-Ottocento, con presentazione delle partiture e ascolto di brani di musica sacra di Giuseppe Becherini e Augusto Borgioli, tra i quali alcune parti del celebre «Musicone», che, in varie occasioni, tra Otto e Novecento, ha solennizzato le feste patronali dedicate a Santo Stefano. L’iniziativa è a ingresso libero.

 

Concerto di Pasqua della Diocesi in San Domenico con il tenore Ricci e la soprano Ma Fei

Si annuncia come un grande momento di musica ma anche di pace e integrazione, il concerto di Pasqua promosso dalla Chiesa di Prato insieme alla onlus Amici della Diocesi. Giovedì 9 maggio alle ore 19 nella chiesa di San Domenico sarà possibile ascoltare due grandi voci: quella del tenore Cristian Ricci e della soprano cinese Ma Fei.

 

I due artisti sono reduci dalla recente esibizione a Castel Gandolfo, dove hanno presentato brani di musica lirica come l’Ave Maria di Gounod e Nessun dorma di Puccini, ma anche canti tradizionali cinesi. Questo spettacolo sarà eccezionalmente replicato a Prato. Con loro ci saranno altri cantanti di origine cinese: Lin Chenyang (baritono), Chen Xiao (basso) e Yang Chenli (soprano), accompagnati dalla pianista Daniela Candiotto. Presenta Federica Morello.

 

La serata evento, a ingresso libero, si intitola: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno» ed è pensata per celebrare al meglio questo periodo di Pasqua. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Prato.

 

Cristian Ricci ha studiato canto a Verona e si è perfezionato all’Accademia Verdiana di Busseto. Dopo aver debuttato nel 2000 nel Don Pasquale al teatro Coccia di Novara, viene scelto da Franco Zeffirelli per la Traviata di Verdi con la direzione di Placido Domingo a Busseto. Inizia così il suo impegno concertistico in collaborazione con prestigiose istituzioni orchestrali nazionali e internazionali, impegnandosi nella diffusione dell’arte lirica italiana nel mondo. È stato ospite del concerto celebrativo per il 25° anno di pontificato di Giovanni Paolo II eseguendo l’inedito Agnus Dei composto per la colonna sonora del video Karol. È direttore artistico del Laboratorio Lirico del Veneto.

Incontro su giustizia e pace con Ernesto Olivero

Il messaggio di pace e di speranza di Ernesto Olivero arriva a Prato. Il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) è stato invitato in diocesi per parlare della sua lunga esperienza a favore della giustizia e dello sviluppo delle popolazioni più bisognose del mondo. L’appuntamento è per venerdì 8 marzo alle 21,15 nella basilica di Santa Maria delle Carceri. Con lui dialogherà Giacomo Cocchi di Toscana Oggi e Tv Prato.

 

L’incontro è inserito all’interno del ciclo promosso da Pastorale familiare, Azione Cattolica, oratorio di Sant’Anna e associazione San Giovanni Paolo II ed è aperto a tutti gli interessati.

 

Nato a Torino nel 1940, Ernesto Olivero ha fondato il Sermig nel 1964 insieme alla moglie Maria e a un gruppo di giovani decisi a compiere opere di giustizia. Nel 1983 il Comune di Torino gli assegna in comodato l’ex Arsenale militare della città. Qui nasce l’Arsenale della Pace, un luogo di guerra convertito al bene delle persone. Ben presto diventa luogo di incontro e formazione per migliaia di giovani da tutto il mondo.

 

 

L’oratorio di San Bartolomeo si candida a diventare un «luogo del cuore»

L’oratorio di San Bartolomeo in via Cava si candida a diventare uno dei «luoghi del cuore» del Fai. C’è tempo fino al 30 novembre per votare l’antica chiesa trecentesca bisognosa di urgenti restauri.

Ogni due anni, il Fondo ambiente italiano, grazie al supporto di Intesa San Paolo, promuove un censimento per sostenere realtà culturali come musei, teatri, dimore storiche, gallerie e anche chiese, beni conosciuti e sconosciuti da aiutare, perché dimenticati o in pericolo. Si tratta della più importante campagna per la tutela e la valorizzazione del vasto patrimonio culturale italiano. I tre «luoghi del cuore» che riceveranno più voti potranno contare su un contributo economico importante: 50mila euro al primo classificato, 40mila al secondo e 30mila al terzo. Gli altri, e sono tantissimi in tutta Italia, possono comunque aspirare a ricevere altre opportunità offerte dal bando.

 

 

«Per questo è importante votare l’oratorio di San Bartolomeo, unico esempio di edificio religioso in stile tardo gotico del territorio pratese», dice Claudio Cerretelli, vice direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali. L’obiettivo è quello di far arrivare l’antica chiesa tra i primi «luoghi» di Prato e della Toscana, «così dimostreremo alle istituzioni un interesse verso l’oratorio». «Questa piccola chiesa non ha solo un grande valore artistico e culturale ma anche pastorale – spiega don Helmut Szeliga, pievano di San Giusto, la parrocchia nel cui territorio si trova l’oratorio –, ogni sabato alle 16,30 qui si celebra la messa, sempre molto partecipata, e spesso qui si trovano i giovani del vicariato per tenere i loro incontri».

 

 

La storia. Edificato nella seconda metà del XIV secolo lungo via Cava dalla potente famiglia dei Guazzalotti, l’oratorio è ricco di preziosi affreschi di autori importanti come Francesco di Michele, l’artista più importante presente a Prato all’epoca del Datini. Finemente dipinto è anche l’altare a trittico, unico nel suo genere, tutto in muratura dove campeggiano figure e decorazioni trecentesche attribuite al pittore pratese Arrigo di Niccolò.

Nel corso del tempo agenti atmosferici e l’inquinamento dell’aria hanno determinato un progressivo deterioramento della struttura, sia all’interno che all’esterno. Il rilievo di arenaria con l’immagine della Madonna posto sul lunotto della porta principale dell’oratorio è molto rovinato, così come gli inserti decorati che contornano le finestre. Negli anni ’70 ci fu una opera di restauro ma occorre intervenire di nuovo. Recentemente sono stati compiuti lavori di messa in sicurezza da don Helmut Szeliga quando è diventato parroco di San Giusto: grazie alla generosità di parrocchiani esperti di muratura sono state sigillate le finestre, in modo da arginare l’umidità che sta danneggiando gli affreschi, e coperto le parti del tetto più rovinate. Serve però un progetto complessivo di ristrutturazione che parta dal tetto e riguardi i muri interni ed esterni dell’edificio.

 

 

Come votare. La candidatura dell’oratorio tra i «luoghi del cuore» Fai rientra tra le possibilità di finanziamento dell’opera. Il voto (che prevede una iscrizione al sito del Fai) si può esprimere online sul sito www.iluoghidelcuore.it oppure firmando i moduli ufficiali del censimento 2018 che si trovano all’archivio diocesano in via del Seminario, 28 (aperto dal martedì al venerdì dalle 8,30 alle 13) e presso la parrocchia di San Giusto in via della Rimembranza.