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Museo dell’Opera del Duomo, tutti i giovedì di luglio apertura serale e iniziative culturali

Tutti i giovedì di luglio il Museo dell’Opera del Duomo di Prato apre le sue porte in orario serale proponendo iniziative culturali e speciali visite guidate. L’ingresso è alle ore 21 fino a mezzanotte, per ammirare la collezione permanente e la mostra «Arte Ferita, Arte Salvata. Chiese e patrimonio artistico a 80 anni dal bombardamento di Prato».

 

«Anche quest’anno il Museo dell’Opera del Duomo apre in orario serale straordinario con delle attività e proposte per tutti i giovedì di luglio, un modo per poter visitare i capolavori in un orario insolito», dice Veronica Bartoletti, direttrice del Museo.

 

Si comincia giovedì 4 luglio, alle ore 21, con «Fermi tutti, c’è Donatello», spettacolo teatrale che ripercorre la storia del pulpito del duomo di Prato, opera di Donatello e Michelezzo. I due grandi artisti, impersonati da due attori, racconteranno vicende storiche, ricordi e sentimenti legati a uno dei simboli della città. Un viaggio teatrale che accompagnerà il pubblico all’interno delle sale del Museo dell’Opera del Duomo. L’iniziativa è a cura di Cooperativa Prato Cultura e Spazio Teatrale Allincontro. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

La settimana successiva, giovedì 11 luglio, alle 21, Alessia Cecconi (direttrice della Fondazione Cdse), parlerà di «Botticelli e Piero della Francesca in guerra. Alcuni casi di salvataggi eccezionali durante il secondo conflitto mondiale», conferenza a ingresso gratuito con accesso da via Santo Stefano.

 

Gli ultimi due giovedì le serate sono dedicate alle visite guidate. Il 18 luglio è in programma un percorso alla scoperta dei capolavori di Donatello, Botticelli, Andrea Della Robbia custoditi nel Museo, dei suggestivi spazi delle Volte e del chiostro romanico della cattedrale di Prato.

Il 25 luglio visita alla mostra «Arte ferita, Arte salvata», l’esposizione che narra la storia della distruzione e della messa in sicurezza delle chiese e del patrimonio artistico di Prato durante la seconda guerra mondiale. Grazie a suggestive foto d’epoca, in parte inedite, a documenti originali e oggetti di arte sacra, che ancora oggi mostrano le ferite dei bombardamenti, viene ricostruita l’epopea vissuta da chiese e capolavori d’arte tra il 1940 e il 1945. Il costo delle visite è di 15 euro.

 

L’ingresso del Museo dell’Opera del Duomo di Prato è dal campanile della cattedrale.

 

 

 

 

Quaresima di carità 2024 a sostegno di Caritas Gerusalemme per aiutare la popolazione colpita dalla guerra

Chiedere pace per la Terra Santa, sia attraverso la preghiera, ma anche con il sostegno a Caritas Gerusalemme, impegnata nel far fronte all’emergenza sanitaria che sta colpendo la popolazione palestinese. In occasione della Quaresima di Carità – che ogni anno si celebra la Domenica delle Palme, nel 2024 è il 24 marzo – la Caritas diocesana invita le parrocchie, ma anche i gruppi e i movimenti, a rivolgere il proprio sguardo verso questa tragedia umanitaria. «Caritas Gerusalemme opera nella striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania e nel territorio di Israele – spiega il direttore don Enzo Pacini –, purtroppo anch’essa ha pagato un pesante tributo, con la perdita di alcuni operatori coinvolti negli scontri, ma nonostante questo continua a lavorare per il sostegno ai più sofferenti, nella ricerca di una pace giusta».

Dopo il 7 ottobre, giorno dell’attacco terroristico di Hamas alla popolazione israeliana, la guerra ha causato la morte di oltre 24mila palestinesi, in gran parte donne e bambini, e quasi 1400 morti israeliani (soprattutto civili). Ma anche decine di migliaia di feriti, con due milioni di sfollati nei territori palestinesi. «È una crisi umanitaria fuori controllo – aggiunge don Enzo –, c’è un disperato bisogno di cibo, acqua, riparo, salute e protezione. Sono stati distrutti scuole, ospedali, centri sanitari, ma anche chiese e moschee». Si stima che più del 60% delle abitazioni della Striscia sia stato distrutto o seriamente danneggiato. La scarsità di cibo provoca file anche di sei ore di attesa per ricevere una razione di pane. Anche l’acqua potabile scarseggia e nelle zone settentrionali manca completamente.
Caritas Gerusalemme, organismo pastorale del Patriarcato latino e socio membro della rete Caritas Internationalis, ha avviato un piano operativo che ha visto il coinvolgimento di cento operatori per la distribuzione di generi di prima necessità e buoni acquisto per gli sfollati accolti nei due centri aperti nelle parrocchie cristiane presenti nella città di Gaza: quella cattolica della Sacra Famiglia e quella ortodossa di San Porfirio. Proprio il salone di quest’ultima parrocchia è stato colpito da un razzo, causando 17 morti. Tra le vittime c’è anche una operatrice della Caritas di 26 anni, uccisa insieme al figlio, al marito, la sorella e i suoi due figli.

 

«Nonostante i lutti e le condizioni estremamente difficili, Caritas Gerusalemme sta offrendo assistenza umanitaria – dice ancora don Enzo –; la prima fase dell’intervento si è chiusa i primi di gennaio e ha previsto l’assistenza di mille beneficiari, con la fornitura di servizi sanitari, la distribuzione di kit alimentari e igienici, ma anche di contributi economici in buoni acquisto. Ora siamo nella seconda fase, che prevede aiuti non solo a Gaza, ma anche negli altri territori palestinesi occupati, Cisgiordania e Gerusalemme est».

 

Quanto raccolto in tutte le chiese e parrocchie di Prato, sabato 23 e domenica 24 marzo, servirà a equipaggiare Caritas Gerusalemme, fornire attrezzature mediche e di laboratorio per la clinica a Taybeh in Cisgiordania, organizzare incontri individuali e di gruppo per aiutare la popolazione traumatizzata dagli eventi, aiutare economicamente 2750 famiglie seguite direttamente da Caritas Gerusalemme.

 

Il sussidio per la Quaresima di carità 2024

Pellegrinaggio diocesano in Armenia. Iscrizioni entro il 31 gennaio

Un viaggio «sulle orme dei martiri e dei monaci ai piedi del biblico Ararat», tra spiritualità e cultura alla scoperta di una grande civiltà ponte tra Oriente e Occidente. In sintesi è questo il senso del pellegrinaggio diocesano in Armenia proposto dall’Ufficio competente per la settimana che va dal 24 aprile al primo maggio 2024.

 

Guidato dal vescovo Giovanni Nerbini, è stato organizzato da Michel Tours-Fidenza. L’Armenia è stato il primo regno ad adottare il cristianesimo come religione di stato e ha conservato intatta la fede cristiana in un lembo di terra stretto fra paesi islamici. Il pellegrinaggio ripercorre i luoghi dei martiri, i monasteri, le testimonianze architettoniche e artistiche alla scoperta di questa antica e gloriosa civiltà cristiana, che ha subìto diverse persecuzioni, il genocidio del 1915 e settant’anni di ateismo sovietico.

La prima tappa sarà Yerevan; nei giorni successivi si visiteranno città, monasteri e luoghi storici di rilievo, incluso il biblico Monte Ararat.

 

Il viaggio si svolgerà in aereo, con partenza da Bologna. Quota di partecipazione: euro 1750. Acconto euro 250 entro il 31 gennaio con fotocopia passaporto. Saldo entro il 24 marzo.

 

Info e prenotazioni all’Ufficio pellegrinaggi, piazza Lippi 34; 0574 930630; u.pellegrinaggi@hotmail.it.

I ragazzi e il post pandemia, come aiutarli a crescere

Quattro incontri per capire come sostenere e accompagnare i ragazzi e le ragazze ad affrontare tutte le difficoltà che la pandemia ha lasciato nella loro testa e nel loro cuore. Dipendenze, paura della solitudine, problemi relazioni e uso corretto dei social network, sono le tematiche che saranno presentate e discusse in questo ciclo promosso dall’Ufficio di pastorale sanitaria insieme ad altri organismi diocesani: Pastorale giovanile, della famiglia, Comunicazioni sociali, delle persone con disabilità, Ufficio catechistico, quello dell’Educazione e della Scuola, Consulta per le aggregazioni laicali e poi Medici cattolici, Acos, Asl Toscana Centro e Polizia di Stato.

 

L’idea nasce non soltanto dal contatto con i giovani che frequentano la scuola, le parrocchie e il mondo dell’associazionismo, ma anche dall’invito che il vescovo Giovanni ha rivolto alla comunità ecclesiale dal pulpito di Donatello nel giorno del Corpus Domini. In quella occasione monsignor Nerbini si era detto preoccupato per l’utilizzo «smodato e smisurato di certa tecnologia», in particolare dei social network, da parte dei minori. Questa riflessione si aggiunse alla richiesta, pronunciata durante il convegno pastorale dello scorso anno, di collaborare tra uffici pastorali, movimenti e gruppi per individuare ambiti di intervento «a servizio delle realtà più sensibili della società».

Ecco il programma dei quattro incontri, che si tengono il sabato mattina nei locali della Chiesa di San Domenico, dalle 9,30 alle 11,30.

 

Sabato 7 ottobre, Gioco d’Azzardo e Internet Addiction. Interventi e relatori: attualità nelle dipendenze da gioco d’azzardo patologico (Antonella Manfredi, direttore del SerD di Prato); Internet Addiction (Elena Dolfi, psicoloco SerD di Prato); Comunicazione vs Dis-comunicazione in età giovanile (Maurizio Bellini, psichiatra e psicoterapeuta).

 

Sabato 3 febbraio (nuova data), Disagio giovanile post Covid. Interventi e relatori: ho paura di essere solo: ascoltare l’infanzia e adolescenza nella solitudine post pandemica (Roberto Troisi, psicologo e psicoterapeuta, esperto in famiglia, adolescenza e maltrattamenti familiari).

 

Sabato 17 febbraio, Cyberbullismo. Interventi e relatori: Cyberbullismo e relazioni digitali disfunzionali (a cura del Cosc, Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale).

 

Sabato 16 marzo, Opportunità e strumenti per una buona comunicazione social.  Interventi e relatori: Vincenzo Grienti, responsabile web di Tv2000, Guido Mocellin, giornalista e saggista, Giacomo Cocchi, ufficio diocesano per comunicazioni sociali.

 

Gli incontri sono moderati da Stefania Cecchi, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale sanitaria e vedranno la partecipazione del vescovo Giovanni Nerbini.

Terremoto in Marocco, la Caritas diocesana invita a partecipare alla raccolta fondi

La Caritas diocesana di Prato invita a sostenere la popolazione del Marocco colpita dal terremoto. Per far fronte a questa emergenza Caritas italiana ha lanciato una raccolta fondi da inviare a Caritas Rabat. «A differenza del passato non raccoglieremo direttamente le offerte – spiega don Enzo Pacini, direttore della Caritas di Prato – ma proponiamo a singole persone o a comunità di organizzarsi in proprio e di inviare quanto raccolto a Caritas italiana».

 

Intanto la Conferenza episcopale italiana (Cei), come forma di aiuto immediata, nei giorni scorsi ha deciso lo stanziamento di 300mila euro dai fondi 8xmille. Questi fondi e quelli raccolti tramite la Caritas, serviranno per rispondere alle prime necessità. Caritas Italiana – che collabora da molti anni con le Caritas in Marocco in vari progetti a favore di persone particolarmente vulnerabili, come i migranti e minori non accompagnati – sta seguendo costantemente le notizie che giungono dal Paese nordafricano per monitorare la situazione e valutare gli interventi più urgenti.

 

È possibile sostenere l’azione di Caritas Italiana in questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale «Terremoto Marocco» tramite:

 

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111

 

• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474

 

• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013

 

• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

 

Oppure tramite il numero solidale 45525 con sms o con una chiamata da rete fissa.

 

Andar per tabernacoli con suor Elena

A settembre tornano gli appuntamenti promossi da suor Elena Zanardi, chiamati «Alla scuola di Maria». In programma c’è la lettura del Vangelo di Marco, il testo che accompagnerà il prossimo anno liturgico, ma prima, la Domenicana delle suore Iolo ha pensato di proporre un pomeriggio dedicato alla spiritualità mariana ma anche alla conoscenza della storia di Prato.

 

Sabato 16 settembre, con ritrovo alle ore 16 nella chiesa di San Domenico , ci sarà «Andà pe’ tabernacoli. On the road with Mary». L’iniziativa, con questo doppio nome in vernacolo e in inglese, è pensata come una vera e propria visita alla scoperta dei tanti e antichi tabernacoli mariani presenti in centro storico. «Lo scorso anno abbiamo visitato, possiamo dire riscoperto, i santuari di Prato – spiega suor Elena – ebbene, quattro su cinque sono legati a un tabernacolo, che si è animato in modo prodigioso. Oltre a questi, Pietà, Giglio, Soccorso e Carceri, in centro ci sono tanti altri bellissimi tabernacoli dedicati a Maria. Andremo così a scoprirli».

 

Eccoli: del Cantaccio, del Sacro Cingolo, dell’Immacolata Concezione, di via San Fabiano, del Ceppo, del vicolo della Zecca, di via Santa Trinita, della Conca, di via Pugliesi, di via del Carmine.

 

Il «tour» prende spunto dal libro «I nostri tabernacoli. Prato e la Vergine» di Veronica Bartoletti, edito da Polistampa nel 2008. «Quando andiamo in centro non guardiamo solo vetrine, pizzerie o gelateria – aggiunge suor Elena –, le strade e le piazze sono disseminate di immagini di Maria, basta solo alzare lo sguardo e magari dire una giaculatoria. Questa antica presenza conferma l’amore popolare e cittadino per la Madonna».

 

Per partecipare non occorre iscriversi, basta presentarsi sabato 16 settembre all’appuntamento. L’iniziativa è promossa dalle Domenicane di Santa Maria del Rosario, Azione Cattolica diocesana e associazione San Giovanni Paolo II. I giardini di Palazzo Buonamici, luogo di arrivo e partenza della camminata, sono messi a disposizione dalla Provincia di Prato.

 

«Spudorata castità», tre giorni di ritiro a Villa del Palco con don Giuseppe Forlai

«Spudorata castità: com’è, come si vive, come ci guarisce», è questo il titolo del ritiro condotto da don Giuseppe Forlai, eremita della diocesi di Roma molto stimato dal Papa, che gli ha affidato da più di dieci anni la direzione spirituale del Pontificio seminario romano maggiore.

 

Il ritiro, che si terrà alla Villa del Palco da venerdì 28 luglio a domenica 30 luglio, offre uno sguardo forte ed originale sul difficile tema della castità, da pochi considerata ancora un valore. Ma secondo Forlai è una realtà praticabile da tutti, sia come scelta fatta per tutta la vita, sia come condizione periodica: «La tradizione plurisecolare della Chiesa ha sintetizzato nei tre consigli evangelici lo stile di vita scelto da Gesù – sostiene Forlai, e precisa -: i nostri voti sono lo scrigno da cui attingere le domande da fare al mondo, o se volete, la lanterna con cui fare luce sulla realtà ponendo al centro questioni ineludibili e stringenti. L’obbedienza rivolge a tutti gli uomini la domanda: da chi dipendi davvero? La povertà interroga chiedendo: cosa desideri? La castità chiede: di chi sei veramente? Chi si prende cura di te?». Secondo il sacerdote, infatti, l’obbedienza libera dai falsi idoli, la povertà dall’ansia di prestazioni, la castità dall’angoscia di dover piacere per forza a tutti.
Il ritiro, che fa parte del ciclo di incontri dedicati alle scuole di meditazione cristiana organizzati dall’associazione San Leonardo al Palco insieme alla Rete sulla via del Silenzio, si propone di rispondere a diversi interrogativi del perché Gesù ha scelto di essere casto per il Regno e perché ha fatto questa proposta ai suoi discepoli.

 

Padre Forlai è presbitero della diocesi di Roma. Dopo essere stato ordinato nel 1998, è stato vicario parrocchiale, cappellano negli istituti penitenziari e docente di religione nei licei statali. Ha conseguito il dottorato in teologia dogmatica nel 2005. Attualmente è direttore spirituale del Pontificio seminario romano maggiore e insegna presso l’Istituto di Teologia della vita consacrata Claretianum. Tra le sue principali pubblicazioni troviamo proprio «Spudorata castità. Cos’è. Come si vive. Cosa ci guarisce» (2016), da cui prende il nome il ritiro di fine luglio, oltre a molti altri scritti. Con don Forlai, durante il fine settimana, saranno presenti padre Guidalberto e la Fraternità della Villa del Palco.

 

Il ritiro sarà in silenzio fino alla condivisione finale ed inizierà alle 18 del venerdì per proseguire fino al primo pomeriggio della domenica. Le iscrizioni sono aperte preferenzialmente fino al 20 luglio. Per informazioni cliccare qui.

La Fondazione Biti lancia il nuovo bando per due borse di studio e presenta il sito web

«Grazie al dono dei fratelli Biti mi sono laureata e sto facendo il dottorato, il mio impegno sarà quello di condividere le conoscenze acquisite, che non sono un bene privato, ma sono a servizio della comunità». Maria Rita Paratore, 26 anni, è uno dei «frutti» della Fondazione Gianni e Fiora Biti di Prato, che dal 2006 supporta gli studenti universitari meritevoli che hanno bisogno di un sostegno economico per poter proseguire nel loro percorso di studi. Come lei ci sono i gemelli Mathew e George Jose Pollayil, nati in India ma pratesi a tutti gli effetti, perché qui vivono con la famiglia e qui, al conservatorio di San Niccolò, hanno iniziato il loro percorso di formazione. Oggi sono due brillanti ingegneri biomedici specializzati nella robotica e nell’automazione, con un dottorato raggiunto con il massimo dei voti all’Istituto italiano di tecnologia a Pisa e all’Agenzia spaziale tedesca a Monaco. «Il nostro sogno? – afferma Mathew – è quello di creare un cambiamento positivo e concreto per le persone attraverso la robotica». Anche loro sono stati sostenuti e incoraggiati dalla Fondazione Biti con le borse di studio, rinnovate annualmente nel loro periodo universitario.

 

«Anche per il 2023-2024 confermiamo il nostro impegno a favore degli studenti pratesi con due nuove borse di studio», dice Irene Sanesi, presidente della Fondazione Scuole Cattoliche Gianni e Fiora Biti. Con un evento pubblico, l’ente, nato dopo il lascito dei due fratelli al vescovo di Prato, ha presentato l’apertura del proprio sito web e lanciato il nuovo bando, consistente in due borse di studio dal valore di 2500 euro ciascuna. «Il nuovo portale della Fondazione è pensato per far conoscere alla città il ruolo e la realtà della Fondazione – spiega Irene Sanesi –, non c’è solo la volontà di agire con trasparenza, ma il desiderio di dar voce ai nostri borsisti in modo da raggiungere i giovani e far conoscere loro questa opportunità». Nel sito web infatti c’è una apposita sezione video nella quale alcuni giovani sostenuti dalla Fondazione raccontano la loro esperienza.

 

 

 

«A Gianni e Fiora Biti, coppia di fratelli illuminati, va riconosciuto il merito e l’intuito di aver voluto investire nei giovani – dice il vescovo di Prato Giovanni Nerbini –, la cui intelligenza e creatività costituiranno un bene prezioso per tutta la società pratese». Insieme al Vescovo, all’evento di presentazione del bando e del nuovo sito web, erano presenti il presidente della Provincia Simone Calamai, l’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Santi, la presidente del Pin Daniela Toccafondi, il coordinatore delle scuole cattoliche di Prato don Serafino Romeo e il primo presidente della Fondazione Biti, Roberto Faggi, che ha avuto il compito di ricordare la storia di questa preziosa iniziativa. «Le borse che abbiamo concesso – osserva Faggi – non sono per i geni, ma per gli studenti meritevoli che hanno bisogno; ascoltare le loro testimonianze ci fa capire che Gianni e Fiora Biti hanno fatto del bene vero ai figli di questa città».

 

Il nuovo bando. Come detto sono due le borse di studio in palio per l’anno 2023-2024. I destinatari sono studenti iscritti al primo anno e per la prima volta all’Università. Devono avere meno di 23 anni, essere residente a Prato e avere un Isee familiare non superiore a 30mila euro. Per partecipare occorre inviare la domanda entro e non oltre il 31 ottobre. Le borse sono rinnovabili annualmente e possono durare per tutto il percorso universitario a queste condizioni: lo studente deve aver assolto almeno l’80% dei crediti formativi previsti dal piano di studi e aver conseguito una media non inferiore a 24 trentesimi.
Dal 2007 a oggi sono state erogate ventiquattro borse di studio per un totale di 197mila euro. Sono quattordici gli studenti laureati grazie al sostegno costante della Fondazione. Per informazioni consultare il sito fondazionebiti.it.

 

Il bando 2023-2024

La domanda di ammissione

Informativa privacy

 

Non solo studenti, ma anche scuole paritarie e corsi di formazione per docenti. Notevole e fondamentale è anche il contributo che la Fondazione Biti destina alle scuole paritarie cattoliche di Prato. In diciassette anni sono stati erogati oltre un milione e duecentomila euro a venticinque istituti. «Non sono stati contributi a pioggia, distribuiti per ripianare i debiti – tiene a precisare Roberto Faggi – ma soldi donati per investire nelle innovazioni, oppure per integrare le rette degli alunni bisognosi».
Importanti e apprezzate le opportunità formative per i docenti, non solo delle scuole cattoliche, promosse dalla Fondazione come momento di crescita professionale e scambio di esperienze educative. Queste iniziative sono state attivate attraverso una stretta collaborazione con l’Università di Firenze e con agenzie formative specializzate.

 

Emergenza in Emilia-Romagna, la Caritas lancia la raccolta fondi

La Caritas diocesana di Prato invita le parrocchie, i gruppi, le associazioni e i singoli fedeli a partecipare alla raccolta fondi per l’emergenza alluvione in Emilia – Romagna.

 

«Allo stato attuale la situazione è ancora molto complessa e le Caritas della Toscana chiedono di non fare raccolte di materiale, ma hanno lasciato ogni diocesi la possibilità di organizzarsi – spiega don Enzo Pacini, direttore della Caritas di Prato –. Noi invitiamo chi volesse dare un contributo a farlo tramite i nostri canali. Quanto raccolto verrà destinato al sostegno dei progetti messi in campo dalle Caritas locali, già molto attive in questa difficile emergenza».

 

Di seguito le coordinate bancarie per effettuare le donazioni.
Iban: IT62 L030 6921 5311 0000 0004 003
Intestato a: Caritas Diocesana Prato Banca Intesa San Paolo – Ag. Prato Alberti

Un’estate alternativa: due proposte missionarie per giovani e adulti

Per trascorrere un’estate diversa dal solito anche quest’anno sono state organizzate alcune proposte di servizio pensate per aiutare il prossimo e soprattutto coloro che si trovano in situazioni di difficoltà. Si tratta di esperienze di volontariato diverse dal solito rivolte a tutti, giovani maggiorenni ma anche adulti e famiglie. Negli articoli che seguono ne proponiamo due: un campo di lavoro in Romania in programma dal 12 al 19 luglio e un’esperienza missionaria in Albania dal 15 al 24 agosto.
Non solo esperienze di volontariato, quella di quest’anno sarà un’estate particolare, soprattutto per i giovani: ad agosto i ragazzi provenienti da tutto il mondo si ritroveranno a Lisbona, dove incontreranno papa Francesco. Dall’1 al 6 agosto è, infatti, in programma la Giornata mondiale della gioventù. Da Prato partiranno alla volta del Portogallo per incontrare il Santo Padre un’ottantina di ragazzi, insieme al vescovo Giovanni Nerbini e a vari animatori e catechisti.

 

Sette giorni di carità in Romania

 

 

Un campo di lavoro in Romania. È la proposta rivolta ai giovani maggiorenni e adulti pensata dalla Pastorale migranti con l’associazione Insieme per la Famiglia, la Caritas e la Pastorale giovanile.
L’appuntamento è dal 12 al 19 luglio a Gura Humorului, nella regione della Bucovina, a neanche 100 km dal confine con l’Ucraina. A guidare il gruppo saranno don Gabriel Bejenaru, direttore della Pastorale migranti e cappellano della comunità cattolica rumena, e suor Federica Tassi, della comunità delle suore presenti a Chiesanuova e collaboratrice dell’associazione Insieme per la Famiglia. I partecipanti saranno ospitati presso l’associazione Doneaza, con la quale don Gabriel è in contatto da tempo, da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina.
L’invito, come si legge nella locandina, è rivolto a «tutti coloro che vogliono passare una settimana diversa, fare un’esperienza di volontariato, a chi vuole provare ad uscire da se stesso». Le iscrizioni sono ancora aperte, «possono partecipare tutti coloro che vogliono fare un’esperienza di servizio – spiega suor Federica -. A novembre insieme a don Gabriel e padre Matteo Pedrini siamo andati in Romania per vedere se era possibile organizzare un campo di lavoro e conoscere più da vicino l’associazione. Un’associazione che è in contatto e che gira tra le famiglie del Paese e non solo che vivono in situazioni di disagio e difficoltà, economica, sociale, familiare e sanitaria, fornendo loro aiuti di ogni tipo».
I partecipanti al campo saranno ospitati presso una parrocchia e supporteranno l’associazione nelle sue attività: «a novembre abbiamo visitato numerose famiglie in difficoltà, siamo stati in una scuola speciale, dove ci sono bambini orfani o che hanno difficoltà familiari o mentali – prosegue suor Federica -. L’associazione supporta inoltre le famiglie ucraine che arrivano dai luoghi di conflitto. Il campo di lavoro di luglio si propone di fare tutto ciò: aiutare l’associazione nel supporto delle persone in difficoltà».

Per informazioni e iscrizioni: suor Federica 393 1027832.

 

 

In Albania per aiutare poveri e famiglie

 

 

Alla luce del buon riscontro ricevuto lo scorso anno, il Centro Missionario diocesano di Prato ripropone anche per questa estate un’esperienza missionaria in Albania rivolta a tutti. L’appuntamento è dal 15 al 24 agosto, possono partecipare giovani maggiorenni e famiglie sia della diocesi di Prato che di altre diocesi. A guidare il gruppo sarà suor Teresina Venanzi della comunità delle Suore Francescane del Vangelo di San Paolo, congregazione che dal 1996 ha una comunità di sorelle proprio nel sud dell’Albania. È ancora possibile partecipare all’esperienza missionaria in Albania, le iscrizioni resteranno aperte fino alla fine del mese di aprile, «così da poter poi acquistare per tempo i biglietti, evitando in tal modo che lievitino i prezzi – spiega suor Teresina -. L’esperienza è aperta a tutti, giovani e adulti. Quest’anno i ragazzi saranno sicuramente più orientati verso la Gmg, quindi ci aspettiamo una maggior partecipazione di persone adulte». Durante i dieci giorni di missione il gruppo andrà a Tirana, per conoscere meglio la realtà albanese, la sua storia e la testimonianza di fede data dai cristiani di quel paese nel tempo del comunismo. «Poi andremo nel sud dell’Albania, a Bilisht, nella zona di Korca, per visitare la missione che le nostre consorelle stanno portando avanti da molti anni – prosegue suor Teresina -. Andremo nei villaggi presenti nella zona e in particolare visiteremo le famiglie più povere, conosceremo meglio la realtà locale. Sarà anche una preziosa occasione di scambio e confronto con la piccola comunità cristiana presente in zona. Una missione che sicuramente toccherà in maniera profonda i cuori di tutti coloro che vivranno questa esperienza».

Per avere maggiori informazioni e per iscriversi: suor Teresina, 0574 32938; Chiara al 339 1349921, missioni@diocesiprato.it