20/08/2026

Dal 22 al 24 si celebra il triduo per il Crocifisso della santa

Doppia festa in agosto alla basilica di San Vincenzo e Santa Caterina

Il 29 è l'anniversario del prodigio della Madonna dei Papalini

Agosto è mese di grandi festeggiamenti per il monastero delle suore domenicane di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina de’ Ricci dove si vivranno con gioia gli anniversari dei miracoli del Crocifisso di Santa Caterina e della Madonna dei Papalini.
Il triduo per il Crocifisso di Santa Caterina de’ Ricci è in calendario come da tradizione dal 22 al 24 agosto e ricorda il miracolo dell’abbraccio del Cristo posto sulla croce che la santa pratese teneva nella sua cella.
Come narra Antonio Frati nel suo Caterina de’ Ricci-La santa di Prato, era la mattina del 24 agosto 1542 quando avvenne l’impensabile. “Dopo la comunione – scrive Frati – Caterina se ne stava ritirata nella sua cella intrattenendosi, come al solito, davanti al crocifisso che aveva portato in convento da casa e che teneva appeso alla parete, sopra l’inginocchiatoio. Ad un tratto il piccolo corpo pendente dalla croce si anima: Gesù stacca le mani dai chiodi allunga le braccia e si protende verso di lei. Essa subito gli si fa incontro e lo sostiene con le sue mani, ricevendo un affettuoso abbraccio. La scena è veduta anche dalla sottopriora, Maria Maddalena Strozzi, che era, come sappiamo, la custode della santa e che poi riferirà tutto minutamente nelle sua ‘Cronaca’. L’abbraccio è veduto anche da altre”.
La santa, che aveva 20 anni quando avvenne il miracolo, ricevette una richiesta: che le suore ricordassero quell’abbraccio portando il Crocifisso in processione per tre volte pregando per la conversione dei peccatori. E le monache hanno mantenuto viva questa pratica sino ad oggi. Il Crocifisso è custodito in una cappella al piano superiore del monastero accanto alla cella in cui mori la santa il 2 febbraio 1590.
Tutte le celebrazioni del triduo si terranno nella basilica di San Vincenzo e Santa Caterina: sabato 22 lodi alle 7,30, messa alle 8 con don Luciano Pelagatti e vespro alle 18,45. Domenica 23 lodi alle 8, messa alle 8,30 con padre Salvatore Spanu e vespro alle 18,45. Lunedì 24 lodi alle 7,30, messa alle 8 con il vescovo Giovanni Nerbini e vespro alle 18,30.
Sabato 29 e domenica 30 agosto si celebra, poi, la festa della Madonna dei Papalini nel 514esimo anniversario del prodigioso evento legato al Sacco di Prato del 1512.
Erano gli anni dello scontro tra francesi e spagnoli; questi ultimi, alleati dello Stato Pontificio, volevano riportare i Medici al potere a Firenze dopo la loro cacciata del 1494. L’esercito del viceré di Napoli, Ramon de Cardona, accompagnato dal cardinale Giovanni de’ Medici, per dare una dimostrazione di forza, assediò Prato che venne conquistata proprio il 29 agosto 1512. Il saccheggio, durato 22 giorni, provocò l’uccisione di centinaia di persone e violenze di ogni genere. Di fronte a questo luttuoso evento, Firenze patteggiò la resa e il ritorno dei Medici. Dalle violenze non furono risparmiati neppure i monasteri. Ma a San Vincenzo accadde qualcosa di incredibile: i capitani spagnoli Giovanni, Spinoso e Vincenzio entrati con fare feroce trovarono le suore raccolte in preghiera davanti ad una statua della Madonna, si soffermarono e caddero in ginocchio. In un attimo divennero mansueti e, chiamata la priora, madre Raffaella da Faenza, le giurarono che il monastero sarebbe stato rispettato. E così avvenne. Quella statua, in terracotta policroma degli inizi del Cinquecento, da allora viene venerata come protettrice e salvatrice. L’opera si trova ora nella cappella che fino al 1732 accolse la prima sepoltura di santa Caterina,
Le celebrazioni in onore della Madonna dei Papalini iniziano sabato 29 con le lodi alle 7,30, messa alle 8 con il vicario generale don Daniele Scaccini e vespro alle 18,45. Domenica 30 lodi alle 8, messa alle 8,30 con il padre domenicano Roland N’Gbe e chiusura alle 18,45 con il vespro solenne seguito dalla processione con la statua del miracolo all’interno del monastero.
Durante i relativi festeggiamenti il crocifisso e la statua della Madonna vengono esposti alla grata che affaccia sul coro interno. Le liturgie sono animate dalle monache domenicane.

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