Nella quarta domenica di ottobre è in programma la Giornata diocesana di sensibilizzazione per il sostentamento del clero. L’iniziativa è promossa dall’ufficio diocesano del Sovvenire e rientra nel progetto “Uniti possiamo” della Chiesa Cattolica che è iniziato nel mese di settembre e terminerà a fine anno.
Con lo slogan “Un mese, una comunità, un sacerdote” ogni parrocchia è invitata a prendersi il concreto impegno di raccogliere entro dicembre offerte almeno corrispondenti a una mensilità di un sacerdote, cioè circa 1000 euro. Tra sabato 24 e domenica 25, durante le celebrazioni festive, in tutte le chiese della diocesi di Prato sarà illustrato il progetto e inizierà la raccolta delle offerte. Saranno messe a disposizione dei fedeli delle buste prestampate con all’interno tutte le istruzioni per lasciare il proprio contributo direttamente in parrocchia insieme ai dati personali per godere dei benefici fiscali. Le offerte sono infatti deducibili e successivamente sarà inviata a ciascuno la ricevuta utilizzabile in fase di dichiarazione dei redditi.
Lo scopo delle offerte deducibili è quello di aiutare i circa 31.000 sacerdoti delle diocesi italiane affinché possano avere un sostegno economico che consenta loro una vita dignitosa. E questo anche per quelli che sono anziani e malati e quindi non più a servizio della collettività, quelli che servono le comunità più piccole e più povere che non sarebbero in grado di sostenerli, quelli in missione.
Nel 2025 nella diocesi di Prato sono state raccolte 649 offerte (in calo del 17% rispetto al 2024) per una cifra complessiva di 37.776 euro che sostanzialmente pareggia quella dell’anno precedente (-0,3%). Dunque, a fronte della riduzione dei donatori si è avuta una crescita delle singole quote versate.
Sempre nel 2025 la diocesi di Prato ha ricevuto dalla CEI 4.113.382 euro dei fondi dell’8 per mille assegnati alla Chiesa Cattolica nello stesso anno.
Tali fondi sono stati impiegati per le opere diocesane di culto e pastorale nella misura del 15,2%, per le opere diocesane di carità il 14,4%, per l’edilizia di culto il 27,1%, per i beni culturali l’1,4% e il resto (pari al 41,9%) proprio per il sostentamento dei sacerdoti.
L’offerta per il sostegno dei sacerdoti diventa così un gesto di appartenenza alla propria famiglia parrocchiale, diocesana, della chiesa cattolica.
