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Discernimento sul diaconato permanente, le relazioni dell’incontro teologico

Danno testimonianza di una fede professata e rendono la Chiesa «estroversa». Sono i diaconi permanenti, la cui presenza all’interno della comunità ecclesiale di Prato è conosciuta e apprezzata da tempo, perché la nostra fu una delle prime diocesi in Italia ad aprire questa strada di impegno e di servizio. Oggi il ruolo del diacono permanente è oggetto di una ampia riflessione che la Chiesa pratese intende offrire al Cammino sinodale, il grande percorso intrapreso della Chiesa italiana – all’interno del Sinodo universale – per riuscire a rispondere alla grandi sfide della contemporaneità.

 

 

Sabato 11 maggio, nel salone della parrocchia di Sant’Agostino, si è tenuto il primo incontro di un «viaggio» dedicato a questo tema. Monsignor Basilio Petrà, coordinatore dell’equipe diocesana del Cammino sinodale ha voluto iniziare questo percorso con un approccio di tipo teologico e ha invitato a parlarne Serena Noceti, docente di teologia sistematica, e don Pasquale Bua, docente di teologia dogmatica.

 

 

 

Sotto gli interventi dei due relatori

 

Relazione di Serena Noceti – il diaconato permanente: certezze e problemi

 

Relazione di don Pasquale Bua –  diaconi e Sinodo, Uno status quaestionis tra la Prima e la Seconda Sessione

 

 

 

Domenica 23 giugno questo cammino, breve e intenso, culminerà con una assemblea, durante la quale saranno condivise le riflessioni dei gruppi di studio sopra citati.

Cammino sinodale, sintesi della fase sapienziale e dei Cantieri di Betania inviate a Roma

Come richiesto dal cronoprogramma del Cammino sinodale, la nostra diocesi ha inviato a Roma la sintesi frutto degli incontri della cosiddetta fase sapienziale. Il 30 aprile era la data indicata e quel giorno l’equipe diocesana ha spedito il contributo pratese.

 

In tutto sono stati raccolti ventiquattro contributi: sei provengono dai tavoli di lavoro della giornata di ascolto dello scorso 15 ottobre; quattro sono frutto di incontri svolti a livello vicariale; cinque sono stati inviati da singole parrocchie; uno è giunto da un ufficio pastorale; quattro provengono da aggregazioni laicali; cinque sono contributi personali e un contributo arriva dai diaconi permanenti.

Per le tematiche emerse, rapporto tra fedeli e ministri ordinati, valorizzazione della persona, riflessioni sul ruolo della donna nella Chiesa, rimandiamo alla lettura del documento (già nelle scorse settimane avevamo fatto un sunto, emerso nel corso dell’assemblea diocesana dei referenti del Cammino sinodale, tenutasi il 15 aprile in Palazzo vescovile).

 

Le sintesi sono il risultato di un complesso lavoro di raccolta dei  vari verbali, analizzati nei loro contenuti attraverso un sistema di griglie concettuali che ha consentito all’equipe diocesana del Cammino sinodale di raccogliere per temi, per osservazioni, per proposte i vari contributi.

Tutti i «lavori», sia degli ascolti che dei vari discernimenti, nella loro integralità, sono a disposizione di chiunque voglia leggerli presso la Segreteria diocesana del sinodo.

 

Sintesi fase sapienziale – diocesi di Prato

 

Sintesi Cantieri di Betania – diocesi di Prato

 

 

Cammino Sinodale 2021-2023

Convegno pastorale diocesano, le indicazioni per iniziare il cammino

Nella chiesa di San Domenico si è tenuto il Convegno pastorale diocesano, il tradizionale appuntamento che segna l’inizio del nuovo anno per la Chiesa di Prato. Preti, religiosi e laici impegnati nelle parrocchie e nei gruppi ecclesiali, si sono ritrovati per capire dal vescovo Giovanni verso quale orizzonte occorre camminare. Quanto presentato è il frutto di un lavoro di condivisione compiuto dal Consiglio pastorale diocesano, al quale spetta il compito di studiare, valutare e proporre le attività pastorali della Diocesi.

 

«Il punto su cui ritorneremo è quello della collaborazione vicariale – ha spiegato monsignor Nerbini –questo nasce da una esigenza ormai condivisa che da soli non si può fare molto, non si può rispondere alle sfide, non si può rispondere alle domande che per esempio la comunità cristiana e in particolare i giovani ci pongono».

 

Qui è possibile scaricare il progetto pastorale diocesano per l’anno 2023-2024

 

In parallelo a questo progetto pastorale, ci sono altri due binari di impegno: il Cammino sinodale, iniziato due anni fa, nel quale sono state coinvolte e ascoltate oltre duemila persone, e la preparazione al grande Giubileo del 2025. In vista di questo importante avvenimento – che secondo le stime dovrebbe portare 32 milioni di pellegrini a Roma – ci sarà un percorso di avvicinamento, scandito da alcune tappe. La prima sarà l’approfondimento dei documenti del Concilio Vaticano II, affidato al commento di alcuni esperti, diffuso attraverso la registrazione di video, che saranno messi a disposizione di tutte le persone interessate.

 

Guida in preparazione al Giubileo 2025

 

Anche quest’anno la Diocesi propone alle parrocchie, ma anche ai gruppi e ai movimenti ecclesiali, la possibilità di vivere assieme momenti di formazione utilizzando le schede preparate dal biblista don Gianni Gualtieri. Si tratta di un percorso composto da quattro appuntamenti che propone delle riflessioni a partire dalla lettura del Libro di Giona.

 

Le schede bibliche sul Libro di Giona per l’anno 2023-2024

 

L’intervista al vescovo Giovanni realizzata da Tv Prato

 

La Chiesa pratese si rimette in cammino. Il 26 settembre c’è il Convegno pastorale

Il piano pastorale per il nuovo anno, la prosecuzione del Cammino sinodale e il percorso di avvicinamento al Giubileo del 2025. Sono i tre binari lungo i quali la Chiesa di Prato inizierà un viaggio di formazione, incontro, preghiera e condivisione, in questo anno pastorale che sta per cominciare. Secondo le indicazioni del vescovo Giovanni, per evitare sovrapposizioni, la nostra diocesi cercherà di armonizzare gli impegni e di proporre iniziative inserite in un Cammino che porti parrocchie, associazioni e movimenti a muoversi verso un orizzonte comune.

 

Martedì 26 settembre, nella chiesa di San Domenico, alle ore 21, è convocato il Convegno pastorale diocesano, il tradizionale appuntamento che segna la ripartenza della Chiesa pratese dopo i mesi estivi. In questa occasione monsignor Nerbini presenterà il nuovo piano pastorale per l’anno 2023-2024. Questo incontro, lo ricordiamo, aperto a tutti, soprattutto agli operatori pastorali.

 

Il primo appuntamento per la ripartenza del Cammino sinodale è in programma domenica 15 ottobre. Dalle 15 alle 19, nella parrocchia dell’Ascensione al Pino, sono invitati a partecipare i referenti sinodali delle parrocchie e delle varie realtà ecclesiali. Quest’anno inizia la «fase sapienziale», il secondo step tra la fase dell’ascolto (durata due anni) e la cosiddetta fase profetica. Nel mese di luglio sono state pubblicate le linee guida per affrontare questa nuova fase del Cammino (siamo al terzo anno di lavoro), durante la quale «si cercherà di capire come far sì che il rinnovamento ecclesiale, coltivato nella fase narrativa, non rimanga solo un sogno» (come si legge nella presentazione del documento sul sito web del Cammino sinodale).

 

Infine il Giubileo 2025. In vista di questo importante avvenimento – che secondo le stime dovrebbe portare 32 milioni di pellegrini a Roma – ci sarà un percorso di avvicinamento, scandito da alcune tappe. Per avere le prime informazioni, su come funziona il Giubileo, si consiglia di visitare il sito ufficiale, aperto dal Dicastero per l’Evangelizzazione.

Cammino sinodale, il vescovo Giovanni in ascolto della Giunta e del Consiglio comunale

Trovare nuove strade da percorrere insieme per il bene della città. Nell’ambito del Cammino sinodale promosso dalla Chiesa di Prato, il vescovo Giovanni Nerbini ha invitato la Giunta e il Consiglio comunale a vivere un momento di confronto e dialogo. Lo stile proposto è stato quello indicato da Papa Francesco, basato sull’«ascolto profondo», un atteggiamento che ha contraddistinto il lungo percorso iniziato nell’ottobre 2021 e che ha visto il coinvolgimento di oltre duemila persone su tutto il territorio diocesano. «Questa volta abbiamo voluto incontrare gli amministratori locali, abbiamo voluto sapere anche da loro cosa chiedono gli uomini e le donne del nostro tempo alla Chiesa», spiega monsignor Nerbini.

 

All’iniziativa, che si è tenuta in Palazzo vescovile, hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni, alcuni membri di Giunta e un buon numero di consiglieri comunali della maggioranza. L’invito all’appuntamento era stato inoltrato dal presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti a tutti i consiglieri.

 

Negli interventi dei presenti è stata sottolineata l’importanza della dimensione dell’ascolto, un atteggiamento che ha dato modo di aprire una riflessione comune su come riuscire a intercettare quella fascia di popolazione, sempre più ampia, che vive ai margini della società. «Non si tratta solo di persone con fragilità di tipo economico – è stato detto in più di un intervento – ma anche cittadini che non riusciamo mai a incontrare e che non parlano con noi perché ritengono che le istituzioni non li rappresentano». Da questa riflessione è nata la proposta di «mettere nella nostra agenda politica questo punto e di farlo insieme alla Chiesa». In questo percorso si inserisce anche l’intenzione di coinvolgere sempre di più le nuove generazioni, «non dobbiamo immaginare quale città vogliamo costruire “per” i giovani, ma quale città possiamo costruire “con” i giovani, che non vanno assolutamente esclusi dal dibattito».

 

Un altro elemento di confronto ha riguardato la città multietnica e il rapporto con le confessioni religiose presenti all’interno della grande comunità pratese. Nel 2015, durante la sua visita in città, Papa Francesco esortò i pratesi a intessere «patti di prossimità» per costruire insieme «la casa comune», mentre Giovanni Paolo II, che visitò Prato nel 1986, sottolineò come «città e tempio crebbero insieme». «Oggi – è stata la riflessione finale – possiamo dire che “città e tempi”, al plurale, devono crescere insieme». Una indicazione che il Vescovo ha condiviso e fatto propria, «perché nessuno può essere escluso, occorre – ha concluso monsignor Nerbini – fare il grande sforzo di mettersi insieme, in ascolto profondo, per raccogliere le domande inespresse, in particolare dei giovani».

 

Cos’è il Cammino sinodale. Aperto solennemente nell’ottobre 2021 da Papa Francesco a Roma, il Cammino sinodale sta coinvolgendo le diocesi di tutto il mondo. Comunione, partecipazione e missione sono le tra parole d’ordine di un percorso che sta vedendo il coinvolgimento di moltissimi fedeli. A Prato il lavoro promosso dall’equipe del cammino sinodale, guidata da monsignor Basilio Petrà e Maria Laura Cheli, è stato incessante e molto proficuo, nonostante che i primi passi siano stati mossi in piena pandemia.
Oltre duecento gli incontri organizzati a livello parrocchiale e associativo e più di duemila le persone sono entrate in dialogo con sacerdoti e animatori dei vari gruppi di discussione. Tutto il materiale raccolto – e inviato a Roma in un documento di sintesi – si trova sul sito web della diocesi di Prato, nella sezione dedicata al Cammino sinodale.

Convegno pastorale diocesano, le indicazioni per la Chiesa di Prato: «le parrocchie lavorino con sinodalità»

Martedì 27 settembre 2022, in San Domenico si è tenuto il Convegno diocesano, l’appuntamento che segna l’inizio dell’anno pastorale per la Chiesa di Prato. Dopo l’introduzione del vescovo Giovanni ha preso la parola padre Rizieri Santi, che insieme a un gruppo di lavoro ha redatto un documento nel quale sono indicate le proposte per il nuovo anno. Da quel testo e dalle indicazioni emerse dal Convegno, il vescovo Giovanni ha redatto il documento definitivo che riportiamo di seguito.

 

DIOCESI DI PRATO
PROGETTO PASTORALE PER L’ANNO 2022 – 2023

 

LA SINODALITA’ VICARIALE

 

Il Vescovo, accogliendo la proposta del Consiglio Pastorale Diocesano e i suggerimenti dell’Assemblea Diocesana del 27/09/2022, chiede che in quest’anno pastorale 2022-2023 si continui il cammino sinodale caratterizzato dall’ascolto accogliente e dal camminare insieme.

 

Quest’anno la nostra Chiesa di Prato si impegna in particolare nella sinodalità fra le parrocchie del medesimo vicariato. Il Vicariato non è un’esigenza puramente culturale o sociologica, ma spirituale. La prima testimonianza di novità che può interpellare coloro che ci circondano resta il “Guardate come si amano” (cfr. Atti 2,42). Il piano pastorale di quest’anno intende favorire la testimonianza facendo crescere la comunione fra le persone del vicariato, a tutti i livelli.

 

Gli atteggiamenti di accoglienza, ascolto, dialogo e collaborazione sono la via che ci permette di vivere un’esperienza di “Chiesa in uscita”, cioè di esprimere la nostra comunione e missione. Dobbiamo però onestamente riconoscere che noi che viviamo dentro la comunità ecclesiale spesso siamo i primi che hanno bisogno di essere evangelizzati nel vivere la comunione per divenire poi i primi “in uscita”.

 

Questo piano pastorale intende invitare tutti all’impegno per realizzare alcune scelte specifiche comuni. É evidente che quando si compiono delle scelte, queste non negano la bontà di altre, ma ci permettono di perseguire degli obiettivi onde evitare che l’azione si disperda su molti rivoli, senza portare frutti.

 

La collaborazione vicariale è una scelta pastorale primaria e irrinunciabile. La pandemia e la guerra in Ucraina sono state e sono ancora certamente un tempo di prova. Ma noi cristiani siamo chiamati a coltivare proprio ora l’ottimismo della fede: c’è un mondo che muore, è vero, ma noi sappiamo che è lo Spirito che guida anche la storia di oggi e noi abbiamo il compito di suscitare nuovi percorsi di comunione e di formazione all’umanesimo. L’impegno di collaborazione vicariale può essere una risposta che silenziosamente si impone come segno di novità. Inoltre, è uno sforzo necessario se non vogliamo lasciare indietro le realtà più piccole.

 

Questa scelta pastorale di vivere la sinodalità nel vicariato non intende sobbarcare nessuno di ulteriori impegni e fatiche, piuttosto viene compiuta per camminare meglio, insieme, con maggiore gioia e con risultati migliori.

 

Nel passato, in modi e in tempi diversi si sono già fatti molti tentativi di collaborazione pastorale, spesso con scarsi risultati. Ma non possiamo lasciarci spegnere dalla stanchezza e dal pessimismo; dobbiamo provare, perché oggi noi abbiamo la possibilità di essere profeti di una storia nuova.

 

Con la scelta della sinodalità vicariale non vogliamo neppure cancellare le qualità e le prerogative di nessuno, ma vogliamo vivere e narrare il Vangelo insieme. Le diversità, se condivise, sono una ricchezza. Nelle nostre realtà vi sono tante “buone menti” che possono essere valorizzate a vantaggio di tutti: persone con esperienze significative da condividere e che possono insegnarci cose che non sappiamo, persone con “specializzazioni” che potrebbero divenire patrimonio comune.

 

Il cammino che viene proposto può e deve coinvolgere tutti: clero, religiosi/e e laici; giovani, adulti e anziani; persone impegnate, simpatizzanti e frequentatori occasionali, ‘cercatori di Dio’…, nella certezza che sono le esperienze di scambio e di accoglienza che ci trasformano e ci rinnovano nel profondo. Ci rinnoviamo quando siamo capaci di accogliere l’altro con la novità che egli porta. Anche questo è la “Chiesa in uscita” ed è il cammino da compiere nei nostri vicariati.

 

IN PARTICOLARE, FRA LE TANTE SCELTE POSSIBILI,
VENGONO FATTE QUESTE PROPOSTE:

 

1. Per i laici delle varie parrocchie del Vicariato:
a. Nella fedeltà alle richieste del Sinodo, siamo tutti chiamati a far crescere delle relazioni interpersonali in parrocchia e fra parrocchie. Vanno create e proposte occasioni di incontro fraterno. É importante che tutti prestiamo attenzione all’accoglienza che si vive nelle nostre comunità cristiane.
L’accoglienza ci può rinnovare con linguaggi, domande e segni nuovi.
b. Un’opportunità importante può essere offerta dall’incontrarsi fra parrocchie per approfondire le schede bibliche proposte dalla Diocesi sulla Prima Lettera di Paolo ai Corinti. La Parola di Dio è il mezzo più bello ed efficace per conoscere il cuore di Dio e per fare comunione.
c. Avviare percorsi di vita nuova significa cambiare e rinnovare soprattutto noi stessi, costruire relazioni autentiche (tra preti, tra laici, tra sacerdoti e laici), nella consapevolezza che tutti siamo membra del Signore.

 

2. Per il clero del Vicariato:
a. Vivere la fraternità sacerdotale. Tutti possiamo immaginare quanto sarà bello se i sacerdoti dello stesso vicariato lungo l’anno (mensilmente?) avranno delle mattinate da trascorrere insieme per meditare e condividere la pagina del Vangelo della Domenica successiva, per proporre dei segni liturgici comuni nei tempi liturgici forti, per fare un po’ di Adorazione insieme e per concludere con un pranzo fraterno.
b. In risposta alla difficoltà lamentata da più parti di trovare un confessore disponibile o una guida spirituale, i sacerdoti del vicariato, accordandosi, possono far conoscere alcuni numeri di cellulare con date, orari e luoghi in cui sono disponibili per questi incontri.
c. Condividere la pastorale ordinaria, ad esempio, suddividendosi ambiti e competenze pastorali.

 

3. Per il Consiglio Pastorale Vicariale:
a. É evidente che va costituito in ogni vicariato.
b. Esso è chiamato a riflettere sui bisogni, le potenzialità e le priorità pastorali del Vicariato.
c. Sarà utile la pubblicazione dell’elenco e del calendario delle iniziative più significative delle varie parrocchie, così come dei vari bisogni e servizi presenti in zona (caritativi, culturali, formativi, ricreativi, spirituali…)
d. Il Consiglio Vicariale potrà anche individuale dei ‘facilitatori’ nei vari ambiti pastorali, figure di sostegno che abbiano la capacità di aiutare e stimolare i vari operatori pastorali.
e. Organizzerà la formazione di operatori pastorali a livello vicariale. Molte situazioni pastorali nuove ci interpellano (pastorale giovanile, formazione degli animatori per giovani e adulti, corsi per fidanzati, corsi di preparazione al Battesimo e alla Confermazione degli adulti, pastorale sanitaria, pastorale del lavoro, formazione alla Parola di Dio, incontri per famiglie, pastorale dei separati e divorziati, terza età, extracomunitari…). Ci sentiamo spesso inadeguati, ma non possiamo nemmeno derogare dal nostro servizio. Solo collaborando insieme potremo rispondervi.

 

4. Per la Pastorale Giovanile:
a. Viviamo la fatica di relazionarci con gli adolescenti e i giovani. É indispensabile creare nuove occasioni di contatto. Al di là della possibilità o meno di avere un gruppo giovanile parrocchiale, il Consiglio Pastorale Vicariale può impegnarsi nell’individuare gli animatori, nel proporre momenti aggregativi e formativi comuni, nel favorire l’interscambio di animatori. Anche l’Ufficio per la Pastorale Giovanile offrirà la propria collaborazione.
b. É bene che anche con la pastorale per l’infanzia ci si apra ad una realtà vicariale e non solo parrocchiale, fatta di confronto e di collaborazione.

 

5. Per gli Uffici Pastorali:
a. Anche a loro è rivolto un invito alla sinodalità. É bene che vi sia maggiore coordinamento e collaborazione fra gli Uffici stessi, ma anche che questi si propongano per incontri, dialoghi e collaborazioni con ogni vicariato.

 

Per finire: al di là del buon funzionamento delle strutture, continua ad essere importante la cura per la liturgia, la catechesi, la formazione spirituale, la Parola di Dio…

 

Una proposta trasversale per clero, laici, giovani, consiglio vicariale… : da più parti si è insistito sul valore delle ‘esperienze’ come ‘vettore’ per comunicare all’interno delle nostre comunità e anche con coloro che ne sono lontani o hanno perso i contatti.
Premesso che occorre aprire una riflessione su cosa sia un’autentica esperienza (= un’esperienza che possa gire nel profondo della persona e della comunità), è emersa l’esigenza di un uso più consapevole – e in rapporto alla crescita spirituale – del patrimonio artistico (arte pittorica, musica, ecc.). In questo senso dovremo provare a proporre iniziative, con il contributo di tutti, e soprattutto dovremo coltivare una sensibilità che ci renda più attenti a questi aspetti e possibilità.

 

Qui il documento in formato pdf

 

Padre Rizieri: «La sinodalità tra le parrocchie è una scelta pastorale primaria e irrinunciabile»

 

 

Il vescovo Giovanni: «Guardiamo al futuro con speranza»

 

 

Al Convegno pastorale saranno consegnate anche le nuove schede bibliche preparate da don Gianni Gualtieri, biblista e parroco dei Santi Martiri. Quest’anno il filo conduttore è la prima lettera di San Paolo ai Corinzi, «scelta perché offre moltissimi spunti concreti – dice ancora mons. Nerbini –, nei suoi scritti San Paolo non fa solo teologia, ma parla di situazioni reali della comunità a cui si rivolge». L’invito alle parrocchie, ma anche ai gruppi e ai movimenti, è quello di fare un percorso di formazione utilizzando questo sussidio già pronto e strutturato per essere letto, meditato e approfondito in modo comunitario.

 

le schede bibliche in formato pdf

 

Pronta la sintesi del Cammino sinodale. Il 9 giugno la presentazione

Ultimo incontro della prima fase del cammino sinodale diocesano dedicato all’ascolto. L’appuntamento è per giovedì 9 giugno alle ore 21, nella chiesa di San Domenico.

 

Durante la serata, il vescovo Giovanni Nerbini consegnerà la Sintesi che è stata inviata alla Conferenza Episcopale Italiana a conclusione, appunto, di questa prima fase del percorso. L’incontro prosegue poi con alcuni momenti di riflessione: la sociologa Ester Macrì parlerà di «Modelli di riflessione ed elaborazione dei contenuti della Sintesi nella comunità cristiana»; Maria Laura Cheli, membro dell’equipe sinodale, si soffermerà su «La liturgia nell’esperienza dei cristiani di Prato: considerazioni a partire dalla Sintesi»; Francesco Spinelli, operatore pastorale della parrocchia di Vaiano, rifletterà infine su «Dalla fase dell’ascolto all’ascolto come dimensione permanente della vita ecclesiale».

 

L’appuntamento, al quale tutti sono invitati a partecipare, sarà moderato da mons. Basilio Petrà dell’equipe diocesana del cammino sinodale. La Sintesi della prima fase del percorso sinodale diocesano inviata alla Cei, verrà successivamente pubblicata sul sito della Diocesi di Prato.

Cammino sinodale, convocata l’assemblea dei referenti parrocchiali e delle associazioni

Sta per entrare nel vivo anche nella nostra diocesi il cammino sinodale promosso dalla Chiesa italiana. Giovedì 11 novembre alle ore 21 in San Domenico è stata convocata l’assemblea generale dei referenti sinodali designati dalle parrocchie, dalle aggregazioni, dagli uffici e dagli organismi diocesani. All’ordine del giorno dell’incontro, guidato dal vescovo Giovanni Nerbini, c’è «l’attivazione, programmazione ed organizzazione dell’ascolto del popolo di Dio per l’anno 2021/2022». Secondo quanto previsto dalla Cei il cammino sinodale si articolerà in tre fasi: la prima è quella «narrativa» che si svilupperà nell’arco di un biennio dedicato all’ascolto (2021-2023). Nel primo anno si raccoglieranno i racconti, i desideri, le sofferenze e le risorse di chi vive quotidianamente le parrocchie e di chi si impegna nelle associazioni e nei movimenti ecclesiali; nell’anno seguente ci si concentrerà invece su alcune priorità pastorali.

 

 

Questa condivisione basata sul confronto e sull’ascolto verterà sulla base di domande preparate dal Sinodo dei Vescovi. Il coordinamento di questo lavoro verrà svolto a Prato dall’equipe diocesana nominata da monsignor Nerbini e formata da: mons. Basilio Petrà e Maria Laura Cheli come coordinatori responsabili (un uomo e una donna come chiedono i documenti del cammino sinodale), la sociologa Ester Macrì, don Marco Pratesi, canonico e direttore della scuola diocesana di teologia, Fausta Baccetti, presidente della Consulta per le aggregazioni laicali, e Francesco Spinelli, operatore pastorale della parrocchia di Vaiano. Toccherà a loro collegare, chiarire e coinvolgere le varie realtà in questo lavoro di raccolta delle esperienze. Secondo le intenzioni di papa Francesco questo sinodo – in parallelo con quello della Chiesa universale – «ci offre una grande opportunità per una conversione pastorale in chiave missionaria e anche ecumenica».

 

 

Le altre due fasi del Sinodo sono: quella sapienziale (2023-24), nella quale si leggerà in profondità quanto emerso nelle consultazioni locali. Nella fase profetica si assumeranno alcuni orientamenti profetici e coraggiosi, da riconsegnare alle Chiese nella seconda metà del decennio.

 

Tornando all’incontro di giovedì 11 novembre, dopo la preghiera comune, ci sarà un’introduzione generale da parte del Vescovo sul significato dell’ascolto nel cammino sinodale. Successivamente don Basilio Petrà presenterà una scheda su: «Cammino sinodale diocesano e organizzazione dell’ascolto» e Ester Macrì una scheda su : «Considerazioni metodologiche sul lavoro nei gruppi di ascolto».