Centro storico

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Nell’area della attuale Piazza del Duomo sorse il primo nucleo della città, in periodo longobardo, e presso la pieve di Santo Stefano (l’attuale Cattedrale) si sviluppò Borgo al Cornio, che nell’XI secolo si fuse col contiguo nucleo, Pratum, formando il castrum Prati. Sul fianco della chiesa era l’antica piazza pubblica, dal XII secolo vero cuore religioso e civile della cittadina, sulla quale prospettavano anche i palazzi del Comune. Questi furono abbattuti nel 1290-93, insieme al battistero e a molti edifici privati, per costituire l’attuale piazza, utilizzata per ostensioni, mercati, feste religiose, giochi.

 

La piazza si è sviluppata in funzione della Cattedrale di Santo Stefano che appare unitaria perl’equilibrata, geometrica purezza dei volumi e la vibrante bicromia dei paramenti in alberese e serpentino (il cosiddetto «marmo verde» di Prato).

 

Tra i palazzi – di struttura medievale, ma generalmente di aspetto sette-ottocentesco – che prospettano sulla Piazza del Duomo, rilevante è Palazzo Vescovile, antica residenza dei proposti della Pieve; in parte dell’edificio è ospitato il Museo dell’Opera del Duomo.

 

Corso Mazzoni, una delle più importanti strade cittadine, congiunge la Piazza del Duomo con quella del Comune, raccolta e unitaria, realizzata nel 1284-87 abbattendo antiche dimore magnatizie per realizzare il nuovo ‘polo laico’ della città: la piazza e i due palazzi pubblici. Nell’imponente Palazzo Pretorio(XIII-XIV secolo), che domina la piazza, ha sede il Museo civico (attualmente in ristrutturazione).

 

Il contiguo Palazzo del Comune, allungato edificio con portici di aspetto classicheggiante, ma di struttura medievale, ospita una interessante quadreria.

 

Oltre Piazza del Comune si raggiunge, da Via Cairoli, la piazzetta che prende nome dalla chiesa di Santa Maria in Castello, soppressa nel Settecento; contiguo è l’oratorio di Sant’Antonio abate.

 

Via Cairoli conduce da Piazza del Comune verso Piazza delle Carceri, dove si fiancheggiano Santa Maria delle Carceri e il Castello dell’Imperatore, splendidi monumenti accomunati dalla geometrica purezza delle linee e dalla luminosità dei paramenti in alberese.

 

Il Castello, realizzato nel 1240-50 su precedenti strutture per farne sede del vicario di Federico II di Svevia, è l’unico castello federiciano dell’Italia centro-settentrionale.

 

Dietro il Castello, su via San Giovanni resta la facciata duecentesca in laterizio dello Spedale del Santo Sepolcro, fondato intorno al 1120.

 

Superato il vicino oratorio neogotico di Sant’Anna, appare l’alta struttura merlata del Cassero (1353) che collegava le mura cittadine al Castello.

 

A breve distanza, lungo la strada che prende nome dalla chiesa di Santa Chiara, la Campolmi, antico opificio tessile, ospita il Museo del Tessuto e accoglierà in futuro anche la Biblioteca Comunale.

 

Dominata da una monumentale scultura marmorea di Henry Moore, emblematica porta tra il passato e il presente della città, è la vicina Piazza San Marco, che prende nome da un’antica chiesa non più officiata. Su un piccolo slargo contiguo a questa prospetta il santuario di Santa Maria del Giglio.

 

Di fianco alla chiesa la strada sbocca nell’enorme spianata triangolare della Piazza Mercatale, luogo di scambi e di mercati e a lungo sede della tradizionale Fiera di Settembre, chiusa ad est dal vasto edificio porticato secentesco delle Case Nuove.

 

Sulla piazza prospetta la recente chiesa di San Bartolomeo.

Poco oltre sono l’ampio Palazzo Gini e l’oratorio di Sant’Ambrogio, ristrutturati intorno al 1710, e all’estremità della piazza era il monastero di Santa Margherita, di cui resta la chiesa.

 

Fin dal Trecento, entrando in città dalla Porta Mercatale (1315-20), la strada che conduceva all’attuale Duomo attraversava l’incrocio del Cantaccio (luogo malfamato forse per la presenza di eretici patarini, o di briganti e prostitute), segnato da un grande tabernacolo mariano del primo Quattrocento, attribuito ai fratelli Miniati.

 

Proseguendo su Via Garibaldi, una torre in alberese con ampliamento duecentesco in mattoni – l’esempio meglio conservato delle circa 60 case-torri che ornavano la città medievale – fronteggia l’oratorio della Madonna del Buonconsiglio.

 

Tornati nella Piazza del Comune si prosegue fino a Piazza San Francesco, formata tra XIII e XV secolo spianando antiche strutture difensive e dimore private presso la chiesa conventuale di San Francesco.

Fronteggia la chiesa, ad est della Piazza, il palazzo settecentesco della Biblioteca Roncioniana, con un ricco fondo di testi e documenti pratesi del Sette-Ottocento, che fa angolo con Via Rinaldesca. Su questa strada prospettano il suggestivo Palazzo di Francesco Datini, ricca dimora trecentesca del noto mercante pratese, che conserva interessanti affreschi in varie sale terrene e, in parte, all’esterno. Ai piani superiori ha sede l’Archivio di Stato di Prato.

A breve distanza un edificio di struttura medievale, sede dall’Ottocento della Cassa di Risparmi di Prato, conserva la ricca Galleria di Palazzo degli Alberti.

A breve distanza da Piazza S. Francesco sorge l’ex chiesa di Sant’Iacopo (1140).

 

Da piazza San Francesco ha inizio Via Santa Trinita, uno degli assi stradali più importanti, con edifici di struttura medievale ma spesso di aspetto sei-ottocentesco, e l’ex Compagnia di Santa Trinita. Deviando su Via Silvestri si lambisce il convento soppresso dei Servi di Maria, oggi parrocchia, con la chiesa dello Spirito Santo.

 

La chiesa prospetta sulla piazza del Collegio Cicognini, imponente complesso realizzato dai Gesuiti su lascito del pratese Francesco Cicognini tra il 1694 e il1724. Laicizzato nel 1773, vi studiarono Gabriele D’Annunzio e Bettino Ricasoli. Conserva raffinati ambienti settecenteschi (Cappella, Refettorio, Teatrino).

 

A breve distanza, su Via del Pellegrino, presso alcune torri ed edifici di struttura medievale sorge la chiesa di San Pier Forelli.

 

Poco oltre la strada prende nome da un monastero domenicano soppresso – Santa Caterina; vicina è la piazzetta alberata sulla quale risponde l’antico monastero di San Niccolò, uno dei complessi pratesi più ricchi di fascino.

Per Via Dolce dei Mazzamuti si raggiunge la piazza dell’Ospedale della Misericordia, fondato ai primi del Duecento e gestito dal Comune a partire dal 1254. Sulla piazza prospettano il massiccio “Pellegrinaio” trecentesco (oggi sala di convegni, con interno e altare della fine del Seicento) e il rinascimentale Palazzo degli Spedalinghi, di fianco al quale alcuni ambienti costituivano l’originaria chiesa di San Barnaba, del 1218.

 

Tornati verso San Niccolò, per Corso Savonarola si raggiunge la piazza che prende nome dalla chiesa e convento di San Domenico.

A destra della facciata della chiesa è l’accesso al convento, che si sviluppa intorno al vasto, chiostro rinascimentale, con monumenti sepolcrali e lapidi, soprattutto del XIX secolo. Dal fondo del chiostro si accede al Museo di Pittura Murale.

A contatto con la zona posteriore della chiesa di San Domenico è l’oratorio della compagnia di San Sebastiano, rifondato nel 1496 dopo la predicazione a Prato del Savonarola.

Davanti a San Domenico si distende il fianco della basilica di San Vincenzo e Santa Caterina de’Ricci, dalle chiare superfici intonacate, chiesa pubblica del monastero di San Vincenzo.

Su Via San Vincenzo prospetta anche il monastero di San Clemente.

 

Tutta la fascia subito all’interno delle mura trecentesche era occupata da enti pii, monasteri e conventi, con vaste aree coltivabili, in parte ancora esistenti. Superato San Clemente, prima della porta trecentesca una strada sulla destra conduce al Seminario Vescovile. All’interno dei locali del seminario è la chiesa di San Fabiano.

Dopo aver costeggiato per un tratto le mura trecentesche, per via San Fabiano si raggiunge la piazza Sant’Agostino, sede fino all’Ottocento del mercato del legname, sulla quale prospetta la chiesa di Sant’Agostino, fiancheggiata dal convento.

La vicina Via San Michele prende nome da un monastero benedettino soppresso, divenuto a metà Ottocento sede della Arciconfraternita della Misericordia.

Di fronte alla chiesa una strada riconduce nella piazza del Duomo, fiancheggiando l’antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia, trasformato nel Sei-Ottocento.

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