Comune di Prato

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Una passaggiata dalla Pietà a Filettole e in Giolica

Nel quartiere della Pietà, con interessanti villini del primo Novecento, sorge la chiesa, già santuario, di Santa Maria della Pietà, sorta su un venerato tabernacolo mariano. La canonica fu ampliata dai Carmelitani, che vi realizzarono un convento, trasformato nell’Ottocento nell’Orfanotrofio Magnolfi. A breve distanza, sulle pendici della Calvana sorge il Convento dei Cappuccini, con chiesa neoromanica.

Via del Palco, attraversata la Castellina, con la moderna chiesa dell’Annunciazione, risale fino al vasto terrazzamento artificiale sul quale sorgeVilla del Palco, antico, articolato convento, attuale Casa dei Ritiri della Diocesi.

Da via di Canneto si può salire a Carteano, in zona panoramica ricca di olivi, con la chiesa di S. Paolo, o proseguire per Canneto, con eleganti ville (Villa Gini, che fu nell’Ottocento luogo di incontri dei pittori Macchiaioli, e l’articolata Villa Rucellai, su possenti terrazzamenti, con giardino all’italiana) e la chiesetta di S. Michele.

Dall’erta dei Cappuccini una strada panoramica porta a Filettole, dove sorse nel VI secolo una postazione militare bizantina. Al centro del borgo emerge la recentepieve di Santa Maria Assunta, e poco distanteVilla Gherardi, con bella facciata secentesca porticata. Dai Cappuccini si raggiunge il Podere Murato, e di qui l’interessantechiesa e villa di Santa Anna in Giolica, e da via Giolica di Sotto (con ville del XIX-XX secolo) si prende la ripida via degli Ori, e toccata la Villa del Cupolin degli Ori si sale fino a Santa Cristina a Pimonte, su un piccolo piazzale panoramico.

Riscesi su via Giolica, oltre il bel Tabernacolo di S. Cristina, affrescato dalla bottega del Lippi, sono Villa Morghen (sede della Croce Rossa) e l’imponenteVilla Leonetti Benelli.

 

 

Lungo la ferrovia: dalla stazione a Gonfienti

Dalla Stazione Centrale (1930-34), superato lo Stadio Comunale si sottopassa la ferrovia. A sinistra sorge la chiesa della Sacra Famiglia. La vicina Villa Aldobrandini ha compatta struttura cinque-settecentesca; proseguendo su Via Firenze si lambisce l’oratorio di Santa Maria Maddalena ai Malsani, antico lebbrosario.

Superato l’ex cementificio Marchino (1926), sullo sprone di Poggio Castiglioni appare Pizzidimonte, con evidenti resti medievali, ai piedi del quale, su via di Travalle è l’antica chiesa parrocchiale di San Lorenzo.

Lo sviluppo recente dell’abitato, in località La Querce, ha portato alla costruzione della nuova, articolata chiesa di San Luca evangelista. Oltre la ferrovia nella zona fino al Bisenzio, è la zona di Gonfienti, col nucleo abitato medievale e la chiesetta di San Martino. In quest’area sono state recentemente individuati i resti di un vastissimo insediamento urbano etrusco (VI-IV secolo a.C.), in fase di studio.

 

 

A Nord della città, da Coiano a Cerreto

La zona fuori dalla Porta al Serraglio si sviluppò a fine Ottocento, quando fu realizzata Piazza Ciardi; poco distante, su via Bologna, nel 1888 sorse il più grande complesso industriale pratese, il Fabbricone, fondato da una ditta austro-tedesca. Un settore più recente fu trasformato negli anni Settanta nel Teatro “Fabbricone”, uno dei centri di ricerca e sperimentazione più vivaci in Italia.

Lungo via Bologna , all’interno di un parco alberato è Villa Naldini Niccolini, di elegante aspetto neocinquecentesco; sul lato opposto della strada spunta l’oratorio romanico diS. Martino a Coiano, che faceva parte di un monastero benedettino fondato intorno al 1150 e soppresso nel 1442. A breve distanza sono due recenti chiese parrocchiali: i Santi Martiri e San Giovanni Bosco. Ripresa via Bologna si lambisce la chiesa di San Bartolomeo a Coiano, quindi si raggiunge la frazione di Santa Lucia, con la moderna chiesa della Regina Pacis. Presso l’abitato è il Cavalciotto(esistente dal X secolo, l’attuale è del tardo Settecento), che devia parte delle acque del Bisenzio nel Gorone.

Alle pendici dello Spazzavento sorge la bella Villa VerzoniDa Filicaia, ora utilizzata come clinica, con monumentale ninfeo (1720 ca); un vicino stradello sale fino all’imponente Villa delle Sacca, in pericoloso abbandono.

Da Villa Verzoni la via del Borgo porta al nucleo antico con l’ex chiesa parrocchiale di S. Lucia in Monte(XII sec.), in alberese, con abside.

Nella zona più ad ovest, ai piedi del Monteferrato, è un’area di recente espansione, Galcetello, con la chiesa dell’Immacolata Concezione. Superata la Bardena si raggiunge Galceti, con un parco ambientale (80.000 mq)e il Centro di Scienze Naturali, che occupa parte del Convento francescano di Bethlehem.

Sulle pendici del Monteferrato si raggiunge Figline, borgo medievale il cui nome deriva da ars figulina, il mestiere del vasaio, che dal Due-Trecento costituì, con le cave di “marmo verde” e granitone, la base dell’economia locale. Al centro del borgo, via dei Ventinove Martiri porta alla pieve di San Pietro, ricca di affreschi, e con piccolo Museo della Pieve.

Vicino alla chiesa è il grande Tabernacolo di S. Anna, trecentesco.

Dalle Fornaci un bivio conduce a San Michele a Cerreto; da qui un panoramico sentiero porta, sullo Spazzavento, al suggestivo mausoleo dello scrittore pratese Curzio Malaparte (1898-1957).

 

 

L’ espansione a ovest della città

Nella zona nord-occidentale del Comune coesistono recenti aree industriali e residenziali, e pochi nuclei più antichi lungo le strade principali. L’aumento della popolazione ha portato nel dopoguerra alla formazione di nuove parrocchie e al rifacimento di antiche chiese; così prima di Chiesanuova (con Santa Maria dell’Umiltà, settecentesca) è sorta la chiesa del Sacro Cuore; a Maliseti è nata nel 1970 la chiesa di San Giovanni Battista, mentre nella contigua frazione di Narnali fu ricostruita la chiesa di Santa Maria Assunta. Anche a San Paolo è stata inaugurata nel 1984 la nuova chiesa; poco più ad est è sorta la chiesa di Gesù Divin Lavoratore; tra le più recenti, infine, è la chiesa dell’Ascensione al Pino.

 

 

La zona sud-occidentale della piana

Il piccolo abitato di Capezzana si sviluppò intorno ad un ospizio per pellegrini e viandanti (già esistente nel 776), presso la chiesa di Santa Maria. Ormai collegata è la frazione di Vergaio, con chiesetta e nuova chiesa parrocchiale diSan Martino. Anche Galciana si è fortemente sviluppata dal dopoguerra; l’antica chiesa di San Pietro è affiancata dalla nuova chiesa parrocchiale. Sulla vicina via Matteo degli Organi sorge Villa Guasti, ristrutturata nel 1770-75 (fu residenza estiva del venerabile Cesare Guasti, storico e filologo pratese dell’Ottocento). La stessa strada porta all’eccezionale pieve di Sant’ Ippolito in Piazzanese, leggermente appartata, mentre più a nord è la nuova chiesa dellaSantissima Trinità a Viaccia.

Nella zona più sud, lungo l’antica via Cava, Casale ebbe dall’XI secolo una cappella sul luogo dell’odierna chiesa di San Biagio; lungo lo stesso percorso, verso est si raggiunge Tobbiana, dove sorgeva nel 998 una pieve dedicata a San Pietro, forse sul luogo della modesta chiesa di San Silvestro, oggi sostituita dalla nuova chiesa parrocchiale.

Sullo stesso percorso si incontra l’oratorio trecentesco di San Bartolomeo in via Cava, legato alla vicina, importante pieve di San Giusto in Piazzanese, in posizione appartata, lungo via di San Giusto.

Poco distante è la recente frazione di Reggiana, contigua al Villaggio Gescal(Ludovico Quaroni), con la moderna chiesa di Sant’Antonio.

 

 

La zona meridionale

A sud dell’Autostrada sorge l’abitato di Iolo, il cui nucleo più antico si sviluppò dall’XI secolo, dopo la bonifica delle aree paludose, quando vi esistevano un castello, con la chiesa di Sant’Andrea, e la pieve di San Pietro.

La zona a est di Iolo costituisce il primo Macrolotto, vasta area industriale attrezzata, a sud della quale è l’abitato di Tavola, sorto dalla metà del Duecento dopo vasti lavori di canalizzazione e bonifica, con la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena .

Nella zona tra Tavola e l’attuale via Roma si sviluppava la tenuta delle Cascine, create da Lorenzo il Magnifico come razionale tenuta della Villa del Poggio. Nel Cinquecento divennero luogo di svago della corte, mentre nel periodo lorenese la fattoria fu ristrutturata, e i canali vennero resi percorribili con barche. Recentemente la tenuta, venduta a privati, è tornata ad uso agricolo e sportivo (campi da golf); una parte è destinata a divenire parco pubblico.

Sul lato opposto di via Roma è l’abitato di Castelnuovo, che fece parte del sistema difensivo del Comune di Prato, con la chiesa di San Giorgio.

Risalendo via Roma, nella zona di Baciacavallo (dove è un vasto depuratore) è la recente, modesta chiesa di Santa Rita alle Fontanelle. Poco oltre è la secentesca Villa Inghirami, quindi l’incrocio delle Carra, con tabernacolo affrescato (1430 circa).Superata l’ampia area a verde sportivo e attrezzato dell’Ippodromo (1926) si raggiunge la chiesa di Santa Maria del Soccorso, tipico santuario suburbano, assediata dalla densa espansione della zona.

Lungo via Roma si distendono anche le frazioni di Grignano e Cafaggio, i cui nuclei originari sono però nella zona più ad est, con le rispettive chiese di San Pietro (l’antica e la recente parrocchiale) e di Santa Maria Assunta.

 

 

La zona orientale

Poco più a sud di Cafaggio è la frazione di Paperino, con la chiesa di San Martino. L’area a sud di Paperino e Colonica, con ampie zone a verde agricolo, conserva interessanti edifici signorili o colonici con nucleo medievale (Torre Armata, la Rugea, Villa Cipriani), e vari complessi turriti lungo l’antica Via del Ferro, che conduce fino a Colonica. Quest’area si sviluppò dal X secolo, dopo la bonifica dei terreni boscosi e paludosi della Lecore, e vi fu costruita la pieve diSanta Maria; a breve distanza si sviluppò nel XII secolo un castello, con la chiesa di San Giorgio.

Più a nord, nell’antico popolo di Mezzana sono lanotevole Villa Martini, di struttura trecentesca, con elegante chiostro rinascimentale e la chiesa di San Pietro. Dell’antico “popolo” di Mezzana faceva parte anche la chiesetta di Sant’ Andrea a Tontoli, contigua al Centro per l’Arte contemporanea “Luigi Pecci”. Attivo dal 1988, il Centro si occupa di studio, ricerca e informazione sulle tendenze emergenti nel panorama artistico internazionale, e organizza mostre oltre a curare la costituzione di una importante raccolta di arte contemporanea.

L’espansione della città ha inglobato antichi edifici signorili o colonici, come il podere dell’Olivo, su via S. Gonda, o una bella casa colonica medievale, turrita, su via Zarini, presso la quale è stata appena costruita la nuova chiesa della Madonna dell’Olivo.

Avvicinandosi al centro storico, in una zona fittamente urbanizzata, su viale Montegrappa prospetta la chiesa di S. Giuseppe. A breve distanza è la recente chiesa della Resurrezione.

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail