il vescovo di Prato Franco Agostinelli

Franco Agostinelli

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Stemma del vescovo Franco Agostinelli
Stemma del vescovo

Mons. Franco Agostinelli è stato nominato Vescovo di Prato da Papa Benedetto XVI il 29 settembre 2012; ha fatto ingresso in Diocesi domenica 25 novembre 2013, solennità di Cristo Re.
Nato ad Arezzo il primo gennaio del 1944, mons. Agostinelli, dopo aver frequentato gli studi nel seminario diocesano della sua città, è ordinato sacerdote il 9 giugno 1968. Nel 1969 il suo Vescovo lo invia a Roma per proseguire gli studi presso la Pontificia Università Lateranense dove, nel 1970, consegue la licenza in Teologia dogmatica. Dal 1970 al 1972 è allievo, sempre a Roma, del Seminario Lombardo e della Pontificia Accademia Alfonsiana, dove ottiene la laurea in Teologia morale.

 

Tornato ad Arezzo, viene nominato parroco del Sacro Cuore e Santa Teresa Margherita Redi, istituita da poco in un quartiere di recente urbanizzazione: qui svolge il ministero per quattordici anni, dal 1972 al 1986: un’esperienza che mons. Agostinelli ha sempre reputato come una tra le più belle della sua vita, alla guida di una comunità viva, piena di fermenti pastorali, ricca di esperienze, formatrice di numerosi laici che poi hanno dato importanti contributi nel mondo ecclesiale, sociale, economico e culturale non solo aretino. Proprio da alcuni giovani della comunità del Sacro Cuore, alla fine degli anni ’70, nasce l’esperienza di Rondine Cittadella della Pace – luogo d’incontro, formazione, scambio internazionale per la promozione del dialogo – che mons. Agostinelli ha contribuito a creare insieme al fondatore Franco Vaccari, uno dei ragazzi della sua parrocchia.

Canonico arcidiacono della Cattedrale dal 1986, mons. Agostinelli nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro ricopre nel tempo vari incarichi: insegnante di Teologia morale nel Seminario diocesano (1973-1980); vicario episcopale per la Pastorale diocesana, responsabile dell’ufficio diocesano per la Pastorale giovanile (1984-1993); direttore dell’ufficio catechistico e dell’ufficio Scuola (1984-1996); direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale familiare (1985-1996). Dal 1992 al 1994 è rettore del Seminario vescovile. Nel 1997 l’allora Vescovo di Arezzo mons. Flavio Roberto Carraro lo nomina Vicario generale, servizio che Agostinelli proseguirà anche con il successore mons. Gualtiero Bassetti.

 

Il 17 novembre del 2001 Papa Giovanni Paolo II lo nomina Vescovo di Grosseto e lo consacra il 6 gennaio 2002 nella Basilica Vaticana di San Pietro. L’ingresso in diocesi a Grosseto avviene domenica 3 febbraio del 2002. Nei dieci anni di episcopato maremmano Agostinelli, tre le altre iniziative, tiene la Visita pastorale (2005 – 2008), indice il Sinodo diocesano (2009), dà vita ad un fondo di solidarietà diocesano. In seno alla Conferenza Episcopale Toscana viene nominato delegato per la pastorale dei migranti; è Correttore della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

 

Il 29 settembre del 2012, Papa Benedetto XVI lo promuove Vescovo di Prato, il terzo Vescovo residenziale della Diocesi, il 26° da quando è stata creata la Chiesa pratese nel 1653.
Il 6 settembre 2013, con una lettera inviata a tutti i pratesi, indìce la Visita pastorale nelle parrocchie pratesi. Fin dalla sua prima intervista al settimanale diocesano Toscana Oggi, traccia la strada di una Chiesa missionaria, in «uscita», per usare un termine poi divenuto familiare con Papa Francesco, che non si attarda sulla conservazione dell’esistente ma che va incontro all’uomo contemporaneo facendosi compagno di viaggio. Non a caso «Chiesa: nostra passione missionaria» è il titolo del primo documento firmato da mons. Agostinelli, per indicare il cammino pastorale della Diocesi nel triennio 2013-2016.

 

È impegnato fin dal suo ingresso in Diocesi in una revisione complessiva delle strutture organizzative e degli impegni economici.

 

Il 26 dicembre 2013, nel giorno del patrono Santo Stefano, promuove i Forum di idee per Prato, quale contributo della Diocesi al dibattito sul futuro della città dopo la crisi che strutturalmente ha investito il distretto economico e il tessuto sociale. Nelle intenzioni di monsignor Agostinelli il Forum è un laboratorio nel quale «la classe intellettuale pratese», uomini e donne del pensiero e della ricerca, possano porre proposte «affinché Prato torni a sperare, perché Prato non chiuda e sia città dell’uomo e della pace».

 

Il 18 settembre 2013 guida il pellegrinaggio diocesano a Roma, accompagnando 1700 pratesi in piazza San Pietro per ascoltare papa Francesco. In quella occasione, assieme alle massime autorità cittadine, presenti all’udienza, invita ufficialmente il Santo Padre a visitare la città di Prato.

 

Nel gennaio del 2014 inizia la Visita pastorale nelle parrocchie , indetta con una lettera aperta a tutti i pratesi. «Permettetemi di dirvi che vengo a voi come il padre che desidera “visitare” i suoi figli, per mettermi al vostro fianco, magari come muto compagno di viaggio, desideroso di ascoltare prima ancora che di parlare», scrive monsignor Agostinelli.

 

Nel 2015 promuove la «Santa Messa per Prato», celebrazione mensile in cattedrale in cui la città si ritrova per pregare con e per determinati ambiti e categorie della vita: giovani, famiglia, lavoro, contro ogni tipo di schiavitù e per l’impegno dei laici nella Chiesa e nella società.
Lancia l’idea, accolta con favore dalla città, di organizzare una fiaccolata con corteo silenzioso per portare all’attenzione pubblica pratese il dramma dei cristiani perseguitati nel mondo. Il 23 gennaio 2015 oltre settecento pratesi scendono in strada percorrendo le vie del centro sostenendo lo slogan: «Non più schiavi ma fratelli».

 

Il 10 novembre 2015 accoglie a Prato il Santo Padre Francesco, in visita alla città e al mondo del lavoro. Una breve sosta, tra le 7,45 e le 9,30, che porta il Pontefice tra le vie della città e poi in piazza del Duomo, di fronte a migliaia persone. La visita era stata prevista come «introduzione» alla partecipazione del Papa al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze.
Le parole rivolte a Prato e ai pratesi, pronunciate dal Santo Padre affacciato dal pulpito di Donatello, hanno dato vita a un percorso di ascolto e di condivisione con le anime sociali, economiche, lavorative e istituzionali della città chiamato «Un patto di prossimità per Prato».

 

Negli anni monsignor Agostinelli ha incoraggiato e promosso l’apertura di alcune importanti opere di carità. Nel gennaio del 2015 apre le porte Casa Francesco, struttura rivolta a padri separati, pensata per far incontrare genitori e figli in un luogo protetto e accogliente. Nel novembre 2016 nasce Casa Agar, nuovo servizio Caritas per donne senza fissa dimora. Si tratta di un asilo notturno, un tetto e un rifugio sicuro per tutte quelle donne che non hanno un posto dove andare.

 

Per creare una pastorale di inclusione e integrazione nei confronti della vasta presenza cinese in città, decide di affidare la parrocchia dell’Ascensione al Pino, già sede dei cattolici orientali, a una comunità di frati minori italiani e cinesi, supportati nelle loro attività da due suore cinesi.

 

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