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Chiaretto Yan e Bernardo Cervellara

Un convegno su Chiesa e Cina promosso dalla parrocchia dell’Ascensione

Un convegno sulle sfide e le prospettive dell’evangelizzazione in Cina. Ad organizzarlo è la parrocchia dell’Ascensione al Pino, sede della comunità cattolica cinese di Prato. Il programma prevede due serate, martedì 3 e mercoledì 4 maggio, alle 21,15 nel salone parrocchiale in via Galcianese.

Due i relatori che si alterneranno: il docente universitario e teologo cinese Ken Sheung Chiaretto Yan e padre Bernardo Cervellera, direttore di Asia News.

 

Nel primo, incontro, quello di martedì, si parlerà de «L’evangelizzazione oltre la Grande muraglia» e sarà incentrato sui temi di un libro, dal medesimo titolo, scritto da Ken Sheung. Il volume, edito da Emi, descrive la storia del cristianesimo in Cina attraverso la viva voce di un cattolico orientale: un racconto sulla «febbre cristiana» e sui difficili rapporti tra la Cina e il Vaticano. L’autore sarà accompagnato dal fratello Francis, che lo ha aiutato nella redazione del testo.

 

«Proprio leggendo questo libro – sottolinea Roberto Castaldo, organizzatore dell’evento assieme al parroco della chiesa dell’Ascensione, padre Roberto Bellato – ci è venuta l’idea di approfondire la cultura e la mentalità orientale in rapporto alla religione cattolica. Così come l’obiettivo di questo volume è costruire dei ponti che uniscano, in una dimensione comune, la Chiesa e il mondo cinese, allo stesso modo crediamo che una serata di questo tipo possa aiutare a riflettere sulla realtà pratese, in cui c’è necessità di comprendere la cultura orientale per gettare nuove basi verso una coesione e una integrazione, che rappresentino il futuro del buon vivere civile».

 

La seconda serata è in compagnia di padre Bernardo Cervellera. «La missione della Chiesa in Cina: la questione dei diritti umani» è il titolo dell’incontro che lo vede protagonista. L’intento è quello di realizzare un focus sulla situazione sociale nel paese e su ciò che può fare il cattolicesimo e i suoi missionari, per costruire una coscienza pubblica volta al rispetto della persona e delle sue libertà.

Classe 1951, padre Bernardo Cervellera è missionario del Pime e giornalista. Prima di essere direttore di Asia News, è stato numero uno dell’agenzia Fides, il bollettino del dicastero per l’Evangelizzazione dei popoli. Dal 1995 al1997 ha vissuto a Pechino, dove è stato anche docente di Storia della civiltà occidentale all’Università di Beida; da sempre, è particolarmente attento alla situazione dei cattolici in Cina e ha raccontato, in diversi volumi, la questione cinese soprattutto mettendo al centro la questione dei diritti umani.

 

«Abbiamo pensato a questo convegno – dice il parroco dell’Ascensione padre Roberto Bellato – per sensibilizzare parrocchiani e concittadini sul tema dell’evangelizzazione e della questione dei diritti umani in Cina: sono convinto che possa diventare una opportunità di approfondimento e riflessione per tutti».

Frati ascensione

I frati francescani minori alla guida della parrocchia dell’Ascensione al Pino

La comunità dell’Ascensione al Pino festeggia l’ingresso dei padri francescani e la nascita in parrocchia della Fraternità internazionale: oltre cinquecento persone, ieri pomeriggio, si sono ritrovate nella chiesa di via Galcianese per questo significativo «passaggio di consegne» tra don Paolo Baldanzi – che ha guidato i fedeli per oltre sedici anni – e i frati dell’Ordine francescano minore padre Roberto Bellato – nuovo parroco dell’Ascensione – padre Alessio Prosperi e padre Paolo Hou (che accompagnerà i cattolici orientali della cappellania che ha sede proprio in questa chiesa).
Alla celebrazione, oltre ai tanti fedeli, hanno partecipato numerosi frati dell’Ordine, provenienti da tutta la Toscana e non solo, il ministro provinciale dei frati minori Guido Fineschi e mons. Marco Dino Brogi, nunzio apostolico e arcivescovo titolare di Città Ducale. Per la diocesi di Prato il vicario generale mons. Nedo Mannucci, il cancelliere can. Daniele Scaccini, il vicario per i migranti mons. Santino Brunetti e diversi sacerdoti del vicariato ovest. Il vescovo Franco ha celebrato la funzione. «Come frati minori eravamo presenti a Prato nella chiesa di San Domenico – spiega all’inizio della messa d’ingresso padre Fineschi – ma abbiamo dovuto lasciare la presenza per mancanza di forze. Eppure, nell’ottica di un rinnovo, abbiamo accolto l’appello del vescovo di un servizio più pastorale, prendendo la guida di questa parrocchia. Vogliamo essere segno francescano e strumento di pace e unità all’interno non solo della parrocchia, ma anche della diocesi e della città: non a caso questa chiesa è sede della cappellania cattolica cinese e anche in questo apostolato ci impegneremo». Ai piedi dell’altare padre Roberto, che nel rito ha ricevuto dal vescovo l’acqua benedetta, l’incenso e infine la sede, da cui predicherà la parola. Don Paolo Baldanzi ha invece consegnato al suo successore le chiavi della chiesa, del tabernacolo e una stola. «Questo è un progetto – ha spiegato mons. Agostinelli durante l’omelia – che non nasce all’improvviso: oggi inizia una avventura bella e impegnativa, che affidiamo al Signore. Il tutto nell’ottica di una Chiesa che accoglie, che dialoga, che fa servizio: bisogna stare in mezzo alla gente, condividere bisogni, gioia e tristezza». E il riferimento va anche all’apostolato nei confronti dei cittadini orientali della città: una sfida per vincere la diffidenza e il pressappochismo e costruire, insieme, una strada per l’integrazione e la fraternità. il presule ha avuto parole di apprezzamento e ringraziamento anche per l’ormai ex parroco don Paolo, che i fedeli hanno omaggiato con un lungo applauso.
Dopo la messa tutti a far festa insieme nel salone del centro pastorale: italiani e orientali, vecchi e nuovi parrocchiani, famiglia francescana. «Ci sono tre cose che non vi farò mai mancare – ha detto proprio il nuovo parroco, padre Roberto Bellato, a tutta la comunità, sia in lingua italiana che cinese – ossia l’Eucarestia e il dono della Parola, il sacramento del Perdono, la preghiera quotidiana per voi. Per tutto il resto cammineremo insieme, porteremo i pesi e condivideremo le gioie, nell’ottica di una comunità bella e unità, in cui non esistono distinzioni e disuguaglianze».