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Il Museo dell’Opera del Duomo a portata di bambino

Il museo non è un posto noioso e polveroso ma un grande spazio gioco dove poter imparare divertendosi. Ne sono convinti al Museo dell’Opera del Duomo di Prato che domani, 21 maggio, dalle 15 alle 17 apre le sue porte a tutti i bambini curiosi di conoscere, giocando, la storia della città e della sua cattedrale. Insieme alle guide dell’associazione Artemia, i piccoli visitatori potranno scoprire come si divertivano i bambini nel passato dando uno sguardo ai preziosi dipinti custoditi nel Museo.

 

L’iniziativa è rivolta ai bambini dai 6 anni in su. Il costo del biglietto, comprensivo dell’attività, è di 4 euro a persona. Per informazioni 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it. L’ingresso del Museo si trova sotto il campanile del duomo.




Appuntamento con la caccia al tesoro nel Museo dell’Opera del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo propone una divertente caccia al tesoro all’interno delle proprie sale. Ma solo i bimbi con la memoria più allenata potranno vincere la sfida. Siete pronti? Allora il Museo vi aspetta domani, sabato 16 aprile, alle 15 sotto il campanile della cattedrale per iniziare una speciale visita guidata.

 

Tutti i bambini presenti saranno invitati a guardare con attenzione le opere d’arte conservate nel Museo, in modo da scoprirne segreti e significati, poi gli animatori, dopo aver mostrato alcuni particolari appartenenti a quadri e sculture, lanceranno la «caccia». Una volta ritrovati tutti i pezzi i piccoli visitatori saranno invitati a costruire delle carte, con le quali si sfideranno a Memory.

 

L’iniziativa, rivolta alle famiglie con bambini dai 6 anni in su, ha un costo di 4 euro a persona, per informazioni: 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it. L’ingresso è dalla nuova biglietteria del Museo posta sotto il campanile della cattedrale.




Torna l’antica usanza di affidare i bambini a Santa Caterina de’ Ricci

I bambini della nostra città da quest’anno vengono nuovamente affidati alla protezione di Santa Caterina de’ Ricci. Al monastero domenicano di San Vincenzo rinasce l’antica tradizione di porre neonati e bimbi sotto il manto protettivo della Santa di Prato. La cerimonia di affidamento è stata programmata nella basilica di San Vincenzo per domenica primo febbraio alle 17, in occasione della Giornata della Vita e nel primo giorno delle feste annuali dedicate a Santa Caterina (presiede il vicario mons. Nedo Mannucci, anima la corale «don Raffaello Giunti» di Galciana e partecipa il Movimento per la vita di Prato).
Secondo l’antica usanza i neonati venivano affidati alla protezione della Santa collocandoli sopra l’altare maggiore dove sono conservati i resti mortali della compatrona della città. Le monache, che nel secondo centenario della canonizzazione – il 1946 – avevano istituito un apposito registro per l’iscrizione dei nomi dei bambini, invitano tutti i fedeli a partecipare alla cerimonia eucaristica, durante la quale sarà proclamata una particolare benedizione per i piccoli.
La memoria liturgica di Santa Caterina è mercoledì 4 febbraio, alle 17 è in programma la messa solenne presieduta dal vescovo Franco Agostinelli. Anche per questa occasione le monache domenicane annunciano una novità: la Penitenzieria apostolica ha concesso che quel giorno possa essere impartita la Benedizione papale con annessa Indulgenza plenaria. Per ottenerla occorrono le solite condizioni: Confessarsi, ricevere la Comunione e pregare secondo le intenzioni del Papa.

Di seguito riportiamo gli orari con tutte le celebrazioni in programma in questi giorni di festa.
Si inizia domenica primo di febbraio con la messa alle ore 17 celebrata dal vicario generale, mons. Nedo Mannucci. Lunedì 2 alle ore 8 celebra padre Stefano Bartolini, alle 10,30 don Alessio Santini e alle 17 don Serafino Romeo. Le messe si succederanno alle ore 8, 10,30 e 17 anche nei giorni successivi: martedì 3 presiederanno rispettivamente don Carlo Geraci, don Matteo Pedrini e il vescovo emerito di Prato mons. Gastone Simoni.
Ultimo giorno mercoledì 4, con le messe di padre Alberto Occhioni, padre Giovanni Giannalia e, alle ore 17, celebrazione finale presieduta dal vescovo, mons. Franco Agostinelli. Come da tradizione, il 4 febbraio durante la celebrazione i soci del Serra Club offriranno l’olio per la lampada che arde continuamente davanti all’urna di Santa Caterina de’ Ricci.
Tutti i giorni Lodi alle ore 7,30 (la domenica alle 8) e Vespri alle 16,30. Le liturgie saranno sempre animate dalle monache del monastero di San Vincenzo.

Chi è Santa Caterina de’ Ricci. Vissuta a metà del ’500, Caterina entrò in convento molto giovane, appena dodicenne, nonostante l’opposizione del padre. Più tardi divenne anche priora. Il fulcro della sua spiritualità è stata la meditazione della Passione di Cristo. Durante la vita conobbe varie fasi di estasi mistiche e arrivò addirittura a ricevere le stimmate. Morì nel 1590 dopo una lunga malattia.
È stata beatificata nel 1732 e poi fatta Santa da papa Benedetto XIV, il 29 giugno 1746. Anche se il giorno della morte è il 2 febbraio, santa Caterina viene festeggiata il 4, poiché il 2 è la ricorrenza della presentazione al tempio di Gesù, la cosiddetta «Candelora». Le sue spoglie si trovano ancora oggi in una teca nella basilica che porta il suo nome e quello di San Vincenzo Ferreri.