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8 per mille alla Chiesa cattolica, una firma per il bene di tutti

Un gesto dal grande valore, un segno di appartenenza, un sostegno alle attività con finalità pastorali e caritatevoli. Un contributo al restauro di antiche chiese e una mano per la realizzazione di nuove. Tutto questo può essere fatto con la firma dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. Una scelta che anche nel 2019 ha portato nelle diocesi di tutta Italia i fondi necessari per realizzare progetti, opere e garantire il sostentamento dei sacerdoti. Senza i soldi provenienti da questo sistema, che tutti possiamo alimentare con la nostra firma, non ci sarebbero le attività messe in campo dalla Caritas, non si potrebbero8 mandare avanti opere con finalità pastorali e non si potrebbero restaurare chiese che non hanno più una comunità di riferimento e dunque la possibilità di autofinanziarsi.

 

Per sensibilizzare i fedeli, e non solo, a scegliere di destinare questo contributo statale alla Chiesa cattolica, esiste il Sovvenire, una rete presente e ben organizzata anche nella nostra Diocesi. Il responsabile diocesano è Andrea Rosati, coadiuvato dai referenti vicariali e dagli incaricati parrocchiali.

 

Questo fine settimana, sabato primo maggio e domenica 2, in tutte le chiese sarà ribadita l’importanza della firma dell’8 per mille. «È bene ricordare che da alcuni anni molti italiani non hanno più l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi – afferma Rosati – e dunque se vogliono destinare l’8 per mille a favore della Chiesa cattolica devono obbligatoriamente redigere, firmare e presentare apposito modello per mezzo del quale esprimere la propria scelta». In particolare gli anziani non ricevono più il Cud direttamente a casa, l’Inps lo invia solo a chi ne fa richiesta e come si può capire tale sistema può limitare fortemente la possibilità di firmare per molte persone. «Per ovviare a questo abbiamo portato in ogni parrocchia i modelli cartacei per la destinazione dell’8 per mille che possono essere compilati da chi lo desidera – aggiunge Rosati –, poi possono essere imbustati e portati alla posta, che ha l’obbligo di inoltrarli gratuitamente. Ma noi possiamo ovviare anche a questo: chi vuole può lasciare il modello firmato in sacrestia, ci penseranno i nostri incaricati a inviarli all’Inps».