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Nomine in Diocesi, il Vescovo ha nominato dei nuovi parroci

Cambio alla guida di alcune parrocchie della Diocesi di Prato. Il vescovo Giovanni Nerbini ha nominato don Alessandro Bigagli, fino a oggi parroco di Sant’Antonio a Mercatale di Vernio, nuovo parroco della Regina Pacis a Santa Lucia. Il sacerdote, 64 anni, prende il posto di don Mauro Rabatti, scomparso il 5 maggio scorso all’età di 82 anni a causa del Covid.

 

Trasferimenti anche a Coiano, Capezzana e Fontanelle. Il parroco di San Bartolomeo a Coiano, don Jacek Skrzypczyk, 56 anni, è stato nominato nuovo parroco di Santa Rita alle Fontanelle, sostituendo don Rodolfo Melani, 73 anni. Quest’ultimo andrà a Santa Maria a Capezzana, al posto di don Carlo Bergamaschi, 59 anni, nominato nuovo parroco di San Bartolomeo a Coiano.

 

Don Romano Faldi lascia dopo cinquant’anni la guida della parrocchia di Santa Maria a Colonica. Il sacerdote, 82 anni, viene sostituito da don Robert Biakabomba, 55 anni, frate di origine congolose naturalizzato francese dell’ordine premostratense, fino a oggi vice parroco a San Pietro a Galciana.

 

Stabilità la data dell’ingresso di don Alessandro Magherini nella parrocchia di Santa Maria Maddalena a Tavola. L’accoglienza del nuovo parroco è in programma venerdì 8 ottobre alle ore 21. La messa sarà presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini.

Nuove disposizioni anti Covid per sacerdoti, diaconi e operatori pastorali

La Diocesi di Prato compie un ulteriore passo nella prevenzione al contagio da Covid. La misura riguarda sacerdoti, diaconi e operatori pastorali che svolgono un servizio stabile e continuativo come catechisti, sacrestani, animatori, volontari della carità e addetti alla segreteria. Con una disposizione contenuta in un decreto firmato dal vescovo Giovanni Nerbini si chiede loro di sottoscrivere una autodichiarazione nella quale si esplicita di aver ricevuto il vaccino contro il Covid (con una dose da almeno 14 giorni o con entrambe le dosi), oppure di essere guariti dall’infezione da Sars-Cov-2 da non oltre 180 giorni oppure di aver conseguito l’esito negativo di un tampone molecolare effettuato entro le 72 ore o antigenico o salivare entro le 48 ore.
L’autodichiarazione – scaricabile qui sotto – ha validità per tutto l’anno pastorale e va conservata nell’archivio parrocchiale.

 

«Dobbiamo educare ulteriormente il nostro senso di responsabilità che ci fa comprendere come il ruolo che svolgiamo come sacerdoti e laici impegnati in parrocchia richiede attenzioni non comuni che da una parte tutelano la salute delle persone, dall’altra mostrano un esempio di rispetto per gli altri», afferma monsignor Giovanni Nerbini.

 

È bene ricordare che i ragazzi e i bambini che frequentano il catechismo non sono tenuti a presentare la citata autodichiarazione né la certificazione verde per partecipare agli incontri. La stessa cosa vale per la catechesi degli adulti: la parrocchia non è obbligata alla verifica del green pass. Le riunioni devono comunque svolgersi nel rispetto dei protocolli anti Covid (distanziamento, mascherina, igienizzazione) tenendo sempre il registro delle presenze dei partecipanti. Mentre in caso di convegni, manifestazioni, feste parrocchiali e in tutti gli eventi che non riguardano strettamente la catechesi o l’attività liturgica è necessario procedere alla verifica del certificato verde per l’accesso dei partecipanti.

 

Le disposizioni per la ripresa delle attività pastorali in parrocchia

 

L’autodichiarazione per operatori pastorali

 

Informativa su privacy e sicurezza

 

Modulo iscrizione attività adulti

 

 

 

Il Vescovo a laici e coristi: incontriamoci su Tv Prato. Due serate in diretta con interventi da casa

Convocazione televisiva e in streaming per i laici impegnati in parrocchia. Ma anche per i direttori, i cantori e i musicisti dei cori che animano le liturgie nelle nostre comunità. Doppio appuntamento su Tv Prato – sul canale 74, sul sito web e sulla pagina Facebook della televisione – del vescovo Giovanni Nerbini con queste due realtà esistenti nelle nostre parrocchie: i consigli pastorali e i cori. Non potendo, per le norme anticontagio, tenere due incontri a carattere diocesano in presenza, monsignor Nerbini ha voluto fortemente creare questa occasione di confronto e dialogo utilizzando il mezzo televisivo e la rete. Grazie al supporto dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, sono state organizzate due serate dove sarà possibile intervenire da casa e nelle quali è prevista anche una parte in presenza con un rappresentante per parrocchia. Ma andiamo con ordine.

 
Venerdì 12 febbraio alle 20,45 è in programma l’incontro con i consigli pastorali. Si tiene in cattedrale ed è aperto alla partecipazione di un laico proveniente da ciascuna parrocchia della Diocesi. «Il motivo di questa convocazione – spiega il Vescovo – è per evitare il rischio di rimanere inattivi troppo a lungo, al di là delle necessità imposte dalla pandemia». Nerbini intende così riprendere il discorso iniziato a settembre al convegno pastorale diocesano, nel quale sono state indicate tre urgenze: ripartire dalla Parola di Dio, prevedere cammini formativi per i laici, conversione pastorale per le parrocchie. Queste tematiche saranno al centro del confronto che andrà in onda su Tv Prato. Si prevedono collegamenti esterni con un consiglio pastorale e l’intervento di don Armando Matteo, docente di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana e autore di molti libri, l’ultimo si intitola: «Pastorale 4.0. Eclissi dell’adulto e trasmissione della fede alle nuove generazioni».

 
Mercoledì 24 febbraio alle 20,45 è il momento dell’incontro con i cori parrocchiali. Anche questo si tiene in cattedrale e vede la presenza di un corista per parrocchia. Questa serata è pensata per avere un coordinamento diocesano sull’animazione della liturgia durante le celebrazioni in parrocchia. Sarà l’occasione per avere suggerimenti e indicazioni. Non mancheranno interventi e collegamenti in diretta con ospiti ed esperti.

 
Per intervenire in diretta. Come detto è possibile per chi segue da casa questi due incontri far sentire la propria voce attraverso l’invio di messaggi e contributi. Si può comunicare attraverso Whatsapp o sms (331-1888676) oppure scrivendo un commento al post della diretta streaming in onda sulle pagine Facebook di Tv Prato e della Diocesi di Prato.

Giubileo delle parrocchie

Più di mille fedeli al Giubileo delle parrocchie celebrato in Duomo

Anche se la pioggia ha annullato le quattro processioni in programma, che avrebbero dovuto convergere in piazza Duomo da altrettante chiese del centro storico, in cattedrale c’erano oltre un migliaio di persone. Si è celebrato nel pomeriggio di oggi, domenica 6 marzo, il Giubileo delle parrocchie pratesi, pensato per vivere a livello diocesano l’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

 

In duomo si è tenuta una messa solenne presieduta dal vescovo Franco Agostinelli e concelebrata da una sessantina di parroci accompagnati da tantissimi chierichetti. In chiesa era presente una nutrita rappresentanza delle parrocchie della diocesi di Prato.

 

«Facciamo delle nostre parrocchie delle “oasi di Misericordia” – ha affermato monsignor Agostinelli rivolgendosi ai presenti nel corso dell’omelia – sia per lo stile dell’accoglienza, sia per il linguaggio e i gesti che trasmettono la sollecitudine di Dio verso tutti coloro che bussano, o che incontriamo per una necessità materiale e spirituale».

 

Il tema dell’accoglienza è stato al centro della riflessione del Vescovo, che ha ricordato l’importanza delle opere di misericordia, intese come «apertura al dono di sé», e considerate via necessaria alla «piena realizzazione umana e cristiana». Ma la prima apertura, il primo segno di misericordia, per monsignor Agostinelli deve partire dall’interno, dai fedeli e tra i fedeli, in tutta la comunità ecclesiale. «Non rassegniamoci alle lontananze, alle divisioni, alle gelosie, agli individualismi – ha sottolineato – e, senza giudicarci gli uni gli altri, con la misericordia “che tutto vince, che riempie il cuore pieno di amore e che consola con il perdono” facciamo festa di fraternità, di vita condivisa, di cammino comune, di famiglia di Dio che incessantemente viene ricostituita dal Padre».

 

Secondo monsignor Agostinelli per una parrocchia, essere «oasi di misericordia», significa compiere opere di carità, «questo è il modo che abbiamo per sintonizzarci con il magistero di Papa Francesco». L’attenzione dei cristiani impegnati deve essere rivolta verso le persone, che «innanzitutto devono sentirsi accolte e considerate in quanto persone, senza alcuna distinzione di sorta». E poi occorre avere «attenzione alle istituzioni, cercando di essere per stimolo perché rispondano ai veri bisogni della comunità, al bene comune, alle attese degli scartati e degli impoveriti della società».

 

Questo aiuto deve valere nei confronti di tutti, anche dei lontani, «anche di chi, pur non facendo scelte apparentemente dirompenti, in realtà sta in casa ma non ha il cuore libero. La divina compassione ci dice che l’accoglienza conosce solo gesti e parole di festa, di tenerezza, di verità che non offende, che convince ed attende. Non avvenga mai – ha concluso il Vescovo – che la presunzione di una maggiore dirittura morale ci faccia giudici gli uni degli altri per giungere perfino alla non accettazione del fratello».

Apertura porta santa

Giubileo delle parrocchie, quattro processioni verso la cattedrale

Quattro processioni che convergeranno verso piazza Duomo, qui i fedeli attraverseranno la Porta Santa della cattedrale e inizierà la celebrazione della messa. È il «Giubileo delle parrocchie», l’iniziativa promossa dalla Diocesi per questa domenica, 6 marzo, in occasione dell’anno della Misericordia. Un evento corale al quale tutti, parrocchiani, membri delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti cattolici, sono chiamati a partecipare.
«Sarà il segno tangibile di come il Giubileo possa arrivare a tutti, senza distinzioni – afferma il vicario generale monsignor Nedo Mannucci – per questo vorremmo che ci fosse la più ampia partecipazione».
Ecco le indicazioni. Il ritrovo è alle ore 15 nelle chiese indicate come punto di partenza delle quattro processioni. Le parrocchie che afferiscono ai vicariati centro e sud-est, si troveranno nella basilica di Santa Maria delle Carceri; i fedeli delle zone sud e ovest in San Domenico, il vicariato est in piazza Mercatale, nella chiesa di San Bartolomeo e infine i vicariati nord e Val di Bisenzio si incontreranno in Sant’Agostino. A tutti i presenti sarà distribuito un sussidio contenente le varie fasi della celebrazione.
Il primo momento di raccoglimento e preghiera sarà vissuto all’interno della chiesa di ritrovo, poi alle 15,30 si formeranno le processioni, aperte con la croce astile, verso il duomo. Durante il tragitto ci saranno le litanie dei santi, la recita dei salmi e di una preghiera.
L’arrivo in cattedrale è previsto alla 16, il vescovo Franco attenderà i fedeli sul sagrato insieme ai canonici del Capitolo e poi, con il canto del Giubileo, tutti i presenti attraverseranno la Porta Santa e la messa avrà inizio.
Naturalmente sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria, ovvero la remissione delle pene per i peccati commessi, alle solite condizioni: in primis, ci si deve accostare al sacramento della confessione, si deve compiere un pellegrinaggio in una chiesa giubilare e partecipare alla messa. Occorre inoltre pregare secondo le intenzioni del Papa e impegnarsi in opere di carità e penitenza che esprimano la conversione del cuore.