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Il ministro del lavoro Poletti ospite della settima edizione del Premio Santo Stefano

Sarà il ministro Giuliano Poletti l’ospite d’onore della cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano. L’appuntamento è per sabato 4 febbraio all’auditorium della Camera di Commercio di Prato con inizio alle 10,30. Il riconoscimento, giunto quest’anno alla settima edizione, è promosso da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ed è assegnato alle aziende del distretto industriale cittadino che si sono contraddistinte per la tenuta e il rilancio del lavoro in modo etico e nel rispetto delle regole.
Il Comitato ha chiamato il ministro del lavoro e delle politiche sociali Poletti per consegnare il Premio alle tre aziende vincitrici, proclamate lo scorso 26 dicembre nel corso del solenne pontificale celebrato in occasione della festa di Santo Stefano, patrono della città. Sabato 4 febbraio Lanificio Cangioli, Biscottificio Antonio Mattei e Cooperativa Autotrasporti Pratese (Cap) riceveranno lo «Stefanino», chiamato così alla stregua del famoso «Ambrogino» milanese.

 

La cerimonia di premiazione è stata presentata questa mattina, lunedì 30 gennaio, alla Camera di Commercio dal Comitato promotore del Premio Santo Stefano. «Le aziende vincitrici sono tre eccellenze del nostro territorio – ha osservato il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti – e siamo orgogliosi di poter ospitare anche quest’anno la manifestazione, qui, in quella che possiamo definire “la casa di tutte le aziende”». Secondo la presidente della Fondazione Fabia Romagnoli «le sette edizioni dello Stefanino ci dicono come questo premio sia diventato ormai una realtà sentita e importante per tutta la città e anche di speranza per un territorio come il nostro che ha nel lavoro il suo dna». Anche per il vicario generale monsignor Nedo Mannucci ogni anno aumenta l’attenzione di Prato e dei pratesi nei confronti del Premio, «e anche il Comitato – afferma il sacerdote – sente sempre di più la responsabilità nella scelta delle aziende da premiare». Il Vicario ricorda come tra i requisiti per l’assegnazione del riconoscimento ci sia il fatto che l’impresa vincitrice «ponga al centro delle sua attività imprenditoriale la persona e la dignità del lavoro. Lo Stefanino – sottolinea il Vicario – ci ricorda che Prato è ancora capace di fare impresa nel modo giusto e ci incoraggia in questo cammino».

 

Il lavoro del Comitato. Il segretario Gabriele Bresci ha annunciato che al Comitato sono arrivate 34 segnalazioni di aziende meritevoli del riconoscimento. «Ventiquattro nominativi ci sono pervenuti con segnalazioni “dal basso” tramite il sistema che abbiamo lanciato lo scorso novembre», dice Bresci. Per la prima volta infatti i nomi delle imprese candidate al Premio Santo Stefano potevano essere indicati al Comitato direttamente dai cittadini attraverso il sito della Diocesi di Prato. «Abbiamo ricevuto 48 segnalazioni – aggiunge Bresci – ci hanno scritto dipendenti, imprenditori, fornitori e semplici cittadini. Questa modalità ha permesso di allargare la rosa dei candidati al Premio e ha dimostrato l’assoluta vitalità del distretto». Nel corso della cerimonia verranno lette le motivazioni che hanno portato alla scelta delle tre aziende vincitrici.
Del Comitato fanno parte i già citati Luca Giusti, mons. Nedo Mannucci, Fabia Romagnoli assieme all’assessore comunale Daniela Toccafondi e ai membri tecnici Silvia Bocci, Gabriella Melighetti, Foresto Guarducci e Giovanni Masi. Come detto il segretario è Gabriele Bresci.

 

Lo Stefanino 2016-2017. Per la quinta volta la realizzazione del Premio è stata affidata all’artista pratese Gabriella Furlani. Si tratta di tre opere uniche nelle quali, come ormai da tradizione, sono raffigurati Santo Stefano, con la sua classica iconografia della palma, che rappresenta il martirio, e del sasso, assieme alla Sacra Cintola della Madonna, preziosa reliquia custodita da secoli nel duomo di Prato. La novità di quest’anno è la forma. Il bronzo, materiale principale dell’opera, è stato forgiato a forma di fiordaliso, il fiore contenuto nello stemma comunale di Prato.
«Lo Stefanino è un corpo unico, formato dall’unione dei suoi elementi distintivi: palma, sasso del Bisenzio e Cintola realizzata in plexiglas, che si fonde col fiordaliso», spiega Gabriella Furlani, che aggiunge: «Alla base sboccia un altro fiordaliso, che dà il senso della crescita e della speranza di sviluppo delle aziende e che poi si dipana grazie all’aiuto del motto del Premio, composto dalle parole coscienza, conoscenza e innovazione». Il riconoscimento viene chiamato anche «Stefanino d’oro» e per questo l’opera è impreziosita da foglie d’oro 22 carati.

 

Gli orari della cerimonia. La cerimonia inizia sabato 4 febbraio alle ore 10,30 presso l’auditorium della Camera di Commercio di Prato in via del Romito, 71. Presenta la giornalista Giulia Ghizzani. Il ministro Giuliano Poletti consegnerà i riconoscimenti e sarà intervistato dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. L’evento è aperto a tutti e sarà trasmesso in diretta televisiva da Tv Prato sul canale 74 del digitale terrestre e in streaming sul suo sito web (tvprato.it). La cerimonia sarà visibile in replica domenica 5 febbraio in prima serata.

Cap, Lanificio Cangioli e Biscottificio Antonio Mattei vincono la settima edizione del Premio Santo Stefano

Cap, Lanificio Cangioli e Biscottificio Antonio Mattei sono i vincitori della settima edizione del Premio Santo Stefano. I nomi delle tre aziende pratesi sono stati annunciati nella mattina di oggi, lunedì 26 dicembre, nella cattedrale di Prato dal vescovo Franco Agostinelli, al termine del solenne pontificale celebrato nel giorno di Santo Stefano, patrono della città.

Il Premio Santo Stefano, conosciuto anche con il nome di «Stefanino», alla stregua dell’«Ambrogino» milanese, è il riconoscimento che Prato dedica a quelle imprese di successo che hanno impostato la propria attività industriale senza dimenticare il rispetto delle regole, della concorrenza e i diritti dei lavoratori. Il Premio è promosso da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

In sette edizioni sono state premiate 29 aziende, di cui 18 sono del comparto tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico. Quest’anno il Premio ha avuto una novità: le imprese candidate al riconoscimento potevano essere segnalate al Comitato promotore direttamente dai cittadini o dagli stessi dipendenti delle aziende attraverso il sito web della Diocesi di Prato nell’apposita sezione dedicata allo «Stefanino».

L’assegnazione del riconoscimento è stata comunicata ai titolari delle tre aziende poco prima dell’annuncio ufficiale, avvenuto prima della benedizione finale della messa in duomo. Cap è la storica cooperativa di autotrasporti di Prato, la società che con i suoi bus collega l’intera città e accompagna i pratesi nelle gite e nei viaggi in Italia e all’estero. Il Biscottificio Antonio Mattei, conosciuto non solo in città ma nel mondo con il nome di «Mattonella», è il forno che ha contribuito a diffondere, e a far apprezzare, i biscotti di Prato a livello internazionale. Il Lanificio Cangioli è tra le imprese storiche del distretto tessile, un nome conosciuto nel settore da oltre 180 anni.
«Si tratta di tre imprese leader nei rispettivi settori – ha detto il Vescovo durante la proclamazione –, che hanno il merito di aver portato il nome di Prato in Italia e nel mondo». Un lungo applauso dell’assemblea ha accolto la decisione del Comitato promotore comunicata da mons. Agostinelli.

La cerimonia di consegna degli «Stefanini» avverrà nel mese di febbraio, in data ancora da definire ma molto probabilmente sarà il primo sabato del mese.

 

Sotto una breve descrizione delle aziende vincitrici del Premio Santo Stefano 2016-2017

 

Cooperativa Autotrasporti Pratese
La Cooperativa autotrasporti pratese nasce nel 1945, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale in Toscana, con il preciso intento di far ripartire il sistema di produzione tessile del distretto industriale. Negli anni Cinquanta e Sessanta lo sviluppo di Cap procede di pari passo con il boom economico della città: aumentano progressivamente il numero dei soci, dei lavoratori e il territorio di competenza arriva fino a Firenze. Da allora Cap non smette di crescere, le sue linee coprono l’intera città e la provincia di Prato e il suo marchio diventa uno dei vettori più importanti a livello regionale nel settore turistico. Tra le sue attività c’è anche quella di noleggio bus e scuola bus. Negli anni Cap dà vita prima ad alleanze e poi a compagnie con le altre società di trasporto pubblico della Toscana. Uno dei suoi elementi distintivi è quello di essere una società cooperativa totalmente privata.
Attualmente la cooperativa conta più di 460 addetti, di cui 337 soci, impiega 280 mezzi e gestisce i servizi di trasporto pubblico in tutta la provincia di Prato e in parte della provincia di Firenze e del circondario empolese.
I soci partecipano attivamente alla vita e alle scelte della cooperativa, che viene amministrata da un cda, composto da undici membri, eletto ogni tre anni dall’assemblea con il meccanismo tipico della cooperativa: «una testa un voto».

 

Biscottificio Antonio Mattei
Da oltre 150 anni «Mattonella» è sinonimo di biscotti di Prato. In via dell’Appianato, oggi via Ricasoli, in pieno centro storico, il fornaio Antonio Mattei apriva il suo biscottificio e negozio. Era un artigiano della cucina ma le sue doti di pasticcere hanno varcato subito i confini della città. Pellegrino Artusi ne tesse le lodi nella sua celebre pubblicazione «La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene». L’arte di Mattei viene premiata con medaglie alle varie esposizioni internazionali del tempo e i ben presto i pacchi di biscotti, confezionati in un sacchetto azzurro, in omaggio al colore di Casa Savoia, cominciarono a viaggiare per mezza Europa. Le vendite andavano così bene che alla fine si arrivò alla svolta: nel 1930 cessò l’attività di panificio per concentrarsi solo sulla produzione di dolci e biscotti. I figli di Mattei però non erano intenzionati a seguire le orme del padre e così, nel 1908, il biscottificio passa a uno dei ragazzi della bottega: Ernesto Pandolfini. Inizia così la storia di tre generazioni, fino ad arrivare ai giorni nostri con Marcella, Elisabetta, Francesco e Letizia Pandolfini, custodi dell’antica e invidiata ricetta dei biscotti di Prato. I quattro fratelli hanno saputo mantenere inalterata la tradizione riuscendo ad affiancare ai prodotti classici l’innovazione della linea Deseo, dedicata alla sperimentazione dei sapori, dolci e salati.

 

Lanificio Cangioli
La nascita dell’azienda, anche se con il nome di “bottega” Cangioli, risale al 1835. Pochi anni più tardi inizia l’attività di impannazione e con essa la produzione e il commercio di “scialli, stoffe, flanelle, coperte e casimirre”. Nei primi anni del Novecento il nome Cangioli varca i confini di Prato grazie a una florida rete commerciale che si estende all’Inghilterra e alla Germania. Durante la prima guerra mondiale il Lanificio si converte alla produzione di tessuti e coperte per l’esercito. Negli anni ’30 Vincenzo Cangioli costruisce un nuovo stabilimento in via Bisenzio a San Martino, vi trasferisce la filatura e tessitura iniziando una produzione che mira alla “fascia alta”. In pochi anni il nuovo stabilimento si amplia arrivando a una superficie di 20mila metri quadri, accogliendo le lavorazioni di tintoria e finissaggio. Negli anni Novanta, con l’ingresso dalla quinta generazione Cangioli, comincia una nuova strategia: il Gruppo si orienta verso un alto grado di innovazione, flessibilità e standard qualitativi, sviluppando una struttura industriale verticalizzata.

«Stefanino», si possono segnalare aziende fino al 25 novembre

C’è tempo fino al 25 novembre per inviare le segnalazioni per l’assegnazione del Premio Santo Stefano. Tramite il sito web della Diocesi di Prato sarà possibile ancora per qualche giorno mandare al Comitato di valutazione i nomi delle aziende pratesi che si ritengono meritevoli del riconoscimento.

 

Si tratta della principale novità della settima edizione dello «Stefanino», l’ambito premio che la città di Prato riconosce alle imprese virtuose del suo distretto industriale. Fino a oggi al Comitato è arrivato un buon numero di segnalazioni, «ma non sono pochi coloro che ci hanno chiesto ancora un po’ di tempo perché stanno preparando del materiale da inviarci», afferma il segretario organizzativo Gabriele Bresci.

 

Tutti possono fare una segnalazione. Basta compilare l’apposito form sul sito della diocesi indicando il nome (o la ragione sociale) dell’azienda e inserendo una descrizione della attività economica e il tipo di produzione in cui opera. Occorre inoltre scrivere, anche brevemente, quali sono i principali punti di eccellenza, tenendo conto delle motivazioni del Premio, fondate sul motto scienza-coscienza-innovazione. Se si è in grado di farlo, è importante esplicitare i motivi che rendono l’azienda meritevole del riconoscimento rispetto all’etica, ai diritti del lavoro e riguardo al tema della concorrenza, della ricerca e della formazione. Fondamentale è che l’impresa segnalata sia iscritta alla Camera di Commercio di Prato.

 

«Non vincerà l’azienda che avrà avuto il maggior numero di preferenze – sottolinea il Comitato – anche se si tratta di un buon indicatore. Questa modalità è stata pensata per allargare il più possibile la rosa dei candidati. Sappiamo che esistono molte aziende meritevoli non iscritte ad alcuna organizzazione di categoria. Con il vecchio sistema difficilmente sarebbero riuscite ad emergere».

 

I nomi delle tre aziende vincitrici del Premio Santo Stefano saranno proclamati come gli anni scorsi il 26 dicembre in cattedrale, durante il solenne pontificale celebrato nel giorno dedicato al patrono della città. Al termine della messa sarà il vescovo Franco Agostinelli ad annunciare i vincitori della settima edizione dello «Stefanino».

comitato promotore 2016

Premio Santo Stefano, i cittadini possono segnalare via web una azienda meritevole

Ormai è diventato un appuntamento atteso e un riconoscimento ambito. Il Premio Santo Stefano inizia a guardare alla sua settima edizione e presenta alcune, importanti, novità. Da quest’anno lo «Stefanino» potrà essere assegnato ad aziende meritevoli del distretto pratese segnalate direttamente da singoli lavoratori o semplici cittadini. Attraverso un’apposita sezione dedicata al Premio Santo Stefano che si trova nel sito web della diocesi di Prato (diocesiprato.it/premio-santo-stefano) chiunque potrà portare all’attenzione del Comitato di valutazione una impresa considerata degna del riconoscimento che la città di Prato conferisce a chi è capace di produrre e dare lavoro in modo etico e nel rispetto delle regole. In sei edizioni, dal 2010, sono state premiate 26 aziende del territorio pratese. Di queste, 17 sono del comparto tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico. Segno di una vitalità e di una multidisciplinarità del nostro distretto industriale.

 

Il Premio, lo ricordiamo, è nato da un’idea del cenciaiolo di Vergaio Giovanni Masi e poi è stato promosso congiuntamente da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

 

Per fare la segnalazione basta compilare l’apposito form indicando il nome (o la ragione sociale) dell’azienda e inserendo una descrizione della attività economica e il tipo di produzione in cui opera. Occorre inoltre scrivere, anche brevemente, quali sono i principali punti di eccellenza, tenendo conto delle motivazioni del Premio, fondate sul motto scienza-coscienza-innovazione. Se si è in grado di farlo, è importante esplicitare i motivi che rendono l’azienda meritevole del riconoscimento rispetto all’etica, ai diritti del lavoro e riguardo al tema della concorrenza, della ricerca e della formazione. Fondamentale è che l’impresa segnalata sia iscritta alla Camera di Commercio di Prato. La segnalazione potrà essere fatta a partire da oggi fino al 20 novembre.

 

Non si tratta di un concorso che tiene conto del numero delle segnalazioni ricevute, il Comitato ha deciso di lanciare questa modalità per avere un quadro, il più possibile completo, di tutte le realtà produttive d’eccellenza esistenti nel pratese. Fino a oggi le aziende vincitrici venivano scelte da una rosa di nomi presentati al Comitato dalle associazioni di categoria, «ma ci si è resi conto – spiega il segretario del Comitato di valutazione Gabriele Bresci – che esistono molte imprese non appartenenti a nessuna organizzazione che altrimenti non riuscirebbero a emergere».

 

Altra novità riguarda una speciale menzione per una azienda nata e condotta da giovani. Oltre ai tre Stefanini che si assegnano ogni anno, uno speciale riconoscimento sarà destinato a una nuova impresa portata avanti da giovani imprenditori. Non solo tradizione dunque ma anche spazio al riconoscimento delle nuove leve in campo imprenditoriale.

 

«Permettere a tutti i cittadini di indicare una azienda come possibile vincitrice dello Stefanino significa aprire il Premio alla città», afferma il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti. L’assessore comunale Daniela Toccafondi vuole ribadire come questa scelta non sia stata dettata dalla mancanza di segnalazioni, «tutt’altro – tiene a precisare – abbiamo sempre avuto moltissimi candidati al riconoscimento. Le associazioni di categoria ci hanno sempre fornito dei nomi ma sappiamo che la realtà industriale pratese è ben più ampia e vogliamo che tutti siano rappresentati». «Lo Stefanino è nato per premiare il merito – ricorda l’ideatore Giovanni Masi – e da quest’anno sono molto felice di poter dare risalto anche ai giovani e non solo ad aziende importanti e consolidate. Il Premio Santo Stefano deve dare visibilità al futuro». «Adesso – conclude Toccafondi – ci aspettiamo segnalazioni da parte dei lavoratori, loro sono lo specchio vero di una buona situazione all’interno di una azienda».

 

Il Comitato di valutazione è composto da monsignor Nedo Mannucci per la Diocesi, Daniela Toccafondi per il Comune, Luca Giusti per la Camera di Commercio, Paola Spadoni per la Fondazione e da un rappresentante della Provincia. Poi ci sono alcuni tecnici: Silvia Bocci, Gabriella Melighetti, Foresto Guarducci e Giovanni Masi. Il segretario è Gabriele Bresci.

Il Premio Santo Santo Stefano consegnato a tre eccellenze del distretto

«Siamo spietati nella critica a noi stessi, e lo facciamo da sempre, ma allo stesso tempo noi pratesi siamo capaci di rimboccarci le maniche insieme per andare avanti». Lo ha sottolineato il Sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli intervenendo questa mattina, sabato 6 febbraio, alla cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano 2015-2016.
L’onorevole Giacomelli era l’ospite d’onore della sesta edizione del riconoscimento che la città di Prato dedica alle aziende che sanno eccellere nel rispetto delle regole e della concorrenza. «Il Governo che io qui rappresento – ha detto il Sottosegretario – è presente per portare l’incoraggiamento del Premier e del Consiglio dei Ministri. A Roma non ci siamo dimenticati gli impegni espressi dal “tavolo per Prato” nel contrasto all’illegalità che rilanciamo insieme alla riduzione degli oneri dell’energia per internazionalizzare ancora di più le nostre aziende». Giacomelli ha voluto rassicurare la platea, davvero numerosa, dell’auditorium della Camera di Commercio composta da tutte le autorità civili e militari della città, dai rappresentanti delle categorie economiche e sindacali, e naturalmente dai tre vincitori dello «Stefanino»: Filati Be.Mi.Va., Fratelli Bacciottini e Tenuta di Capezzana.

Le Aziende premiate

fratelli bacciottinivincitori sesta edizione premio santo stefano 2015 2016tenuta di capezzanaFilati Bemiva

Tanta emozione per i titolari e i dipendenti delle aziende che si sono aggiudicate il Premio, un’opera in bronzo, sasso, plexiglass e oro realizzata dall’artista pratese Gabriella Furlani.
Sorpresa per questo riconoscimento la ditta tessile Be.Mi.Va., il cui nome è composto dai cognomi dei soci: Benesperi, Miliotti e Vannini, con quest’ultimo, il fondatore dell’impresa, il novantunenne Sergio presente alla cerimonia. «Siamo orgogliosi per questo Premio e ci spinge ad andare avanti, oggi che siamo giunti alla terza generazione», ha detto Marco Benesperi, e poi ha sottolineato: «siamo legati al nostro territorio, mai ci siamo fatti attirare dalle sirene della delocalizzazione».
Sul palco per ritirare lo Stefanino sono saliti i fratelli Silvano e Aldemaro Bacciottini insieme ai propri figli. «Per noi, dopo 43 anni di attività e di duro lavoro, è un onore essere additati come esempio di imprenditori che hanno voglia di rischiare continuamente. Se siamo arrivati a questo risultato dobbiamo ringraziare dipendenti e collaboratori».
Emozionato Vittorio Contini Bonacossi, figlio del Conte Ugo e titolare insieme ai fratelli della Tenuta di Capezzana, la prima azienda del settore vincolo-oleario a ricevere il Premio Santo Stefano. «Spesso – ha detto Vittorio – siamo stati lodati per il vino e l’olio ma è la prima volta che veniamo premiati per la nostra idea di lavoro, per il nostro team. Sono cose ti colpiscono al cuore. Ringraziamo i nostri genitori, scomparsi non molto tempo fa, per il segreto che ci hanno trasmesso: la nostra tradizione deve essere in continua evoluzione». Inoltre lo Stefanino arriva sul Montealbano – Capezzana si trova a Seano – in un periodo particolare: i 300 anni del riconoscimento della denominazione di origine del vino di Carmignano, voluta dai Medici nel 1716.

Le parole del Comitato promotore

autorita premio santo stefano 2015 2016

I membri del Comitato promotore del Premio, intervenuti ad inizio cerimonia, hanno ricordato quanto sia importante ricordarsi di Prato, della città e del suo distretto, anche per le eccellenze, che vanno indicate ad esempio per tutti. «I veri protagonisti siete voi – ha detto il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, che ha parlato per primo come “padrone di casa” –, voi dimostrate il volto vero di Prato, che non è soltanto il piccolo spaccato che distorce la nostra immagine e non rappresenta l’insieme».
«Non ci nascondiamo di fronte ai problemi, mai lo abbiamo fatto e mai lo faremo – ha detto il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni – li vogliamo superare, ma oggi siamo qui per dimostrare che la città è soprattutto questo – ha affermato indicando le aziende presenti – imprese che continuano a investire e innovare, generazioni che si susseguono portando il nome di Prato, e la sua qualità, nel mondo. Il lavoro – ha concluso il Sindaco – è lo scheletro sul quale Prato ha saputo e saprà cercare il proprio percorso virtuoso».
Il vescovo Franco Agostinelli ha ricordato le parole del Papa in occasione della sua visita in città lo scorso 10 novembre: «Quello che viene premiato è il “lavoro degno” che ci portava ad esempio Francesco dal pulpito di Donatello, fondato sul rispetto e sull’accoglienza dell’altro. Non ci dimentichiamo mai che il lavoro è determinante per la vita delle persone, ne va della loro serenità. Io sto compiendo la visita pastorale e questo mi permette di incontrare molte aziende pratesi: non posso che plaudire alla grande capacità di intraprendenza e alla determinazione del vostro agire».
La presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli ha osservato come «Il Premio Santo Stefano sia diventato ormai un appuntamento importate per tutta la città, ci dà occasione di ritrovarci per riflettere sulla realtà del nostro territorio. Quello che stiamo vivendo – ha aggiunto – è un cambiamento di epoca, ce lo ricorda Papa Francesco, noi non dimentichiamoci di portare sempre avanti, nonostante tutto, i valori che fondano la nostra società civile. Lo Stefanino, ogni anno, ce lo ricorda».

L’intervento del Sottosegretario Antonello Giacomelli

antonello giacomelli al premio santo stefano 2015 2016

«Per me è una forte emozione, da pratese, essere qui con voi da membro del Governo – ha detto l’onorevole Antonello Giacomelli – questa mattina stiamo premiando l’idea del lavoro e dello sviluppo contenute nella nostra Carta costituzionale. Quando in essa ci si riferisce alla “funzione sociale dell’impresa”, parliamo di questo. L’idea di non dimenticare il rapporto con il territorio e con la propria comunità è fondamentale, è il contrario del concetto di “economia che uccide”, come denuncia Papa Francesco». Poi un nuovo accenno alla crisi e alla delicata situazione che ha portato Prato agli onori della cronaca nazionale nel campo della criminalità. «Prato può uscire dalle difficoltà se non dimentica il suo significato profondo. Per quanto riguarda il Governo, lo dico io che sono pratese ma potrebbero confermarlo tutti i miei colleghi, vi assicuro che non lasceremo mai sole le nostre città nella gestione dei flussi migratori che tanto ne hanno stravolto il volto. Sono qui per attestare il primato che il territorio pratese ha nell’affrontare difficoltà e crisi. Altre città – afferma il Sottosegretario – hanno gli stessi vostri problemi, se non di più, ma ci sono diversi modi per affrontarli. Qui c’è una Chiesa che non ha mai fatto mancare la sua voce nelle questioni sociali, e non è una ingerenza. L’Amministrazione comunale da par suo non si è mai tirata indietro, nemmeno su temi che non sono di sua stretta competenza. Questo dimostra volontà di collaborazione. Insieme alle forze dell’ordine, sul versante illegalità, come Governo siamo pronti a intervenire. Se voi ci siete – ha concluso Giacomelli guardando i presenti – Prato costruirà una nuova stagione di sviluppo e progresso».

Il sottosegretario Antonello Giacomelli consegnerà gli “Stefanini”

Sarà Antonello Giacomelli, sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico, a consegnare gli «Stefanini» alle aziende vincitrici della sesta edizione del Premio Santo Stefano.

La cerimonia di premiazione è in programma domani, sabato 6 febbraio, alle 10,30 nell’auditorium della Camera di Commercio.

L’onorevole Giacomelli, originario di Prato e già vicesindaco della città, rappresenterà il Governo e salirà sul palco insieme ai rappresentanti del Comitato promotore del Premio: il vescovo monsignor Franco Agostinelli, il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni, il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli.

 

Le aziende vincitrici degli Stefanini 2015-2016 sono Fratelli Bacciottini di Montemurlo, specializzata nella realizzazione di cabine sterili per la produzione di farmaci, la ditta tessile Filati Be.Mi.Va. con sede a Capalle e l’azienda vinicola e olearia Tenuta di Capezzana di Seano. Le tre imprese saranno rappresentate dai titolari e da un nutrito gruppo di dipendenti e collaboratori.

 

La cerimonia di premiazione è aperta alla partecipazione di tutti gli interessati. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito di Tv Prato. Per gli aggiornamenti ricordiamo la pagina Facebook Premio Santo Stefano Prato.

premio santo stefano comitato promotore

Premio Santo Stefano, sabato 6 febbraio la cerimonia di premiazione

Sesta edizione per lo «Stefanino d’oro», il premio che la città di Prato riconosce alle sue aziende più virtuose. Dopo la proclamazione dei tre vincitori – Fratelli Bacciottini, Filati Be.Mi.Va. e Tenuta di Capezzana – è arrivato il giorno della premiazione. Anche quest’anno la cerimonia avrà come cornice il salone della Camera di Commercio in via del Romito, l’appuntamento è per questo sabato, 6 febbraio, alle ore 10,30. La cerimonia, aperta a tutti gli interessati, sarà condotta dalla giornalista Giulia Ghizzani. La mattinata di festa sarà visibile anche in diretta streaming sul sito tvprato.it.

 

Questa mattina, giovedì 4 febbraio, il Comitato promotore del Premio, formato da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ha presentato alla stampa la cerimonia di premiazione.

«Il Premio Santo Stefano conferma come Prato riesca ad eccellere in vari settori e non soltanto nel tessile – ha detto il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti –, e questo avviene sia per la qualità del prodotto che per il modo con cui viene realizzato. È un bene che in un momento come questo, nel quale la città trasmette immagini che non la rappresentano, si riesca a far conoscere il nome di imprenditori pratesi che riescono a operare e ad eccellere in modo onesto».

stefanino 2015_2016Per la Diocesi era presente il vicario generale monsignor Nedo Mannucci: «lo Stefanino per noi è quanto mai importante perché ci aiuta a non distorcere l’immagine della città. Le aziende che andremo a premiare sabato rappresentano il tessuto reale di Prato. Siamo a tre mesi dalla visita in città di Papa Francesco – ha osservato il Vicario – e proprio il Santo Padre dal pulpito ci ha richiamato al lavoro degno. Ecco, oggi possiamo ridestare la speranza mostrando e premiando coloro che si impegnano a rispettare l’uomo con il lavoro».

L’assessore comunale allo sviluppo economico Daniela Toccafondi ha sottolineato come «una delle finalità del premio sia quella di porre l’attenzione sugli elementi positivi del distretto. E ce ne sono eccome! Anche quest’anno al Comitato sono arrivate 21 segnalazioni, tutte aziende meritevoli dello “Stefanino”, senza dimenticare gli altri nominativi segnalati nelle edizioni passate. Il nostro distretto – ha concluso l’Assessore – non ha mai anteposto le regole del profitto alla valorizzazione della persona umana. Possiamo dirlo: a Prato c’è il primato dell’uomo sull’economia».

Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato era presente Paolo Sanesi: «Pur nelle difficoltà che sta incontrando in questo ultimo periodo, la Fondazione continua a sostenere il Premio e le sue finalità. Tra i nostri scopi c’è proprio quello di mantenere il territorio a livelli alti e lo Stefanino va proprio in questa direzione».

Presente Paola Tassi in rappresentanza della Provincia, «quest’anno sono premiate aziende del comprensorio pratese – ha detto la Consigliera – e ci fa piacere sottolineare come Prato intenda il suo distretto e il suo territorio in modo ampio, solo così potremo spaziare e avere occasioni di affermazione in vari settori, dal tessile all’agricoltura».

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Vittorio Contini Bonacossi, titolare insieme ai suoi familiari della Tenuta di Capezzana, una delle tre aziende vincitrici del Premio. «Non appena saputa la notizia dello “Stefanino” abbiamo avuto una grande emozione – ha commentato Contini Bonacossi – nella storia della nostra attività abbiamo ricevuto molte attestazioni di merito, ma riguardavano tutte la qualità del nostro vino o dell’olio, per la prima volta, e ci fa molto piacere, ci viene riconosciuta la serietà e l’impegno nel lavoro. Ne siamo molto fieri».

 

Le aziende vincitrici

 

Ricordiamo le tre aziende che si sono aggiudicate il «Premio Santo Stefano» 2015-2016 per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. Si tratta di Fratelli Bacciottini, con sede a Montemurlo, azienda che ha competenze nella finitura post stampa ed è specializzata nella realizzazione di cabine sterili per la produzione di farmaci; la Filati Be.Mi.Va., che si trova a Capalle nel Comune di Campi Bisenzio, ma da oltre 50 anni è una delle protagoniste dell’evoluzione del distretto tessile pratese e la Tenuta di Capezzana a Seano, nel Comune di Carmignano, una delle aziende vinicole più antiche della Toscana, la prima del settore ad essere insignita del Premio.

I riconoscimenti saranno consegnati da monsignor Franco Agostinelli, dal sindaco Matteo Biffoni, dal presidente della Camera di Commercio Luca Giusti e dalla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli.

 

Gli Stefanini 2015-2016

 

Gli Stefanini di questa sesta edizione sono stati realizzati dall’artista pratese Gabriella Furlani, già autrice dei premi in altre tre occasioni. Si tratta di opere esclusive, nelle quali sono raffigurati Santo Stefano, la palma e il sasso, simbolo del suo martirio ela Cintola della Madonna che avvolge il tutto come a proteggere lo sbocciare e la crescita del fiordaliso, fiore dello stemma della città di Prato e del suo territorio, con i suoi petali che ne fanno da base.

L’ unione di materiali diversi, antichi e moderni, simboleggiano inoltre la necessità, per la crescita del lavoro nel nostro territorio, dell’unione dei valori della «Coscienza, della Conoscenza e dell’ Innovazione», evidenziati  anche nelle scritte presenti sui petali.

Le quattro sculture, pezzi unici, sono stati realizzati dall’artista con la tecnica della cera persa e fusi in bronzo nella Fonderia Salvadori di Pistoia, con l’aggiunta di sasso di fiume Bisenzio e plexiglas. La foglia d’oro a 22 carati, impreziosisce ed illumina le forme del Premio, chiamato anche per questo «Stefanino d’oro».

Le tre opere saranno consegnate ai vincitori ed una conservata dal Comitato promotore.

 

Il Premio Santo Stefano

 

Il Premio Santo Stefano è il riconoscimento istituito per valorizzare le aziende che si sono contraddistinte per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. L’iniziativa è promossa da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che hanno inteso sottolineare come la cultura e l’operosità del distretto pratese è ancora capace di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza.

L’idea, lanciata nel 2010 da Giovanni Masi, il noto «cenciaiolo di Vergaio», venne raccolta subito dall’allora vescovo Gastone Simoni che decise di estenderla alle istituzioni cittadine. Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato si sono fatti promotori del premio, chiamato amichevolmente «Stefanino d’oro», alla stregua del famoso «Ambrogino» milanese.

In sei edizioni il Premio è andato a 26 aziende del distretto produttivo di Prato. Di queste 17 sono del comparto tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico.

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