Archivi categoria: Comunicati stampa

«L’ultima Cena» di Hermann Nitsch alla Festa degli artisti

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Sarà dedicata all’arte di Hermann Nitsch la festa degli artisti 2017 in programma questo sabato, 18 febbraio, prima in Palazzo vescovile con una conferenza, e poi in cattedrale con la messa presieduta dal vescovo Agostinelli.
Si comincia alle ore 16, nel salone, dove i critici d’arte don Giuseppe Billi e Laura Monaldi presenteranno e commenteranno «L’ultima Cena» di Nitsch. Si tratta di una tela lunga due metri disegnata a pennello e macchiata, al centro, sulla figura di Cristo, con del sangue. Come ogni opera di Nitsch, la rappresentazione è forte e altamente simbolica. Come «La Crocifissione», esposta fino alla fine di dicembre in una cappella laterale della cattedrale di Prato.

 

«Insieme alla critica e saggista Laura Monaldi mostremo “L’ultima Cena” in tutta la sua bellezza – spiega don Billi -, l’opera è altamente evocativa e ci permetterà di fare un viaggio nell’arte e nel pensiero di Nitsch, che considero uno tra i grandi artisti contemporanei». La tela è stata gentilmente concessa dal collezionista pratese Carlo Palli, che sta lavorando ad una personale su Nitsch da allestire in città nei prossimi mesi.

 

A seguire spazio alla presentazione del libro «L’Universo dei Soli» della scrittrice pratese Antonella Sarno. Il volume, edito da Sidebook, narra storie «drammaticamente reali» del nostro quotidiano. Ogni racconto ha una differente ambientazione e i protagonisti, diversi per età e circostanze della vita, rappresentano, a loro modo, un piccolo universo. Sarno ha sempre avuto attenzione per le problematiche esistenziali vissute nell’ ambito sociale e lavorativo della città. Queste riflessioni le hanno fatto maturato nel tempo una particolare sensibilità nei confronti delle nuove emarginazioni.

 

Alle 18, in cattedrale, celebrazione della messa presieduta dal vescovo Franco Agostinelli, animata dal coro gospel e spiritual diretto dal maestro Stefano Giacomelli. Don Billi, organizzatore dell’iniziativa in qualità di responsabile della Commissione diocesana per l’arte sacra, invita a partecipare pittori, musicisti, poeti e tutti gli amanti dell’arte e della cultura.

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La diocesi celebra la sua compatrona Santa Caterina de’ Ricci, la «Santa di Prato»

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Quattro giorni dedicati a Santa Caterina. Anche quest’anno il mese di febbraio inizia con le celebrazioni, dal 2 al 5 del mese, in onore della Santa di Prato e compatrona della Diocesi in programma presso la basilica di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina de’ Ricci, adiacente all’omonimo monastero dove la Santa visse e dove oggi risiedono otto suore.

 

Momento culminante della festa la celebrazione delle 17,30 di sabato 4 febbraio, solennità di santa Caterina, presieduta dal vescovo Franco Agostinelli, con canti a cura della Corale «Don Raffaello Giunti» di Galciana.

 

Il programma si apre giovedì 2, festa della «Candelora», alle 17,30 con la messa celebrata dal canonico Daniele Scaccini, rettore del Seminario di Prato; è prevista la partecipazione della Corale «La luce degli Angeli» di Galciana. Durante questa messa è previsto il rito della benedizione dei bambini. I piccoli vengono iscritti in un apposito registro, come avvenne per la prima volta nel 1946.
Il giorno successivo, venerdì 3, tre le celebrazioni in scaletta: alle 8 con don Matteo Pedrini, alle 10,30 celebrata da don Giuseppe Billi e alle 17,30 presieduta da don Marco Barbani. Sabato 4 le messe del mattino sono affidate a don Serafino Romeo (alle 8) e a padre Giovanni Giannalia (alle 10,30). Tre celebrazioni anche nella giornata conclusiva, domenica 5 febbraio: alle 8,30 presiede don Marco Natali; alle 10,30 la funzione affidata a don Paolo Baldanzi, rettore della basilica di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina de’ Ricci; chiude il calendario degli eventi della quattro giorni cateriniana la messa delle 17,30 celebrata dal can. Marco Pratesi con la presenza della Corale Domenico Zipoli. Tutti i giorni sono previste le lodi alle ore 7,30 (la domenica alle 8) e i vespri alle 17. Le suore domenicane animeranno tutte le celebrazioni.

 

Nel gruppo monastico attuale l’unica pratese, di Montemurlo, è suor Anna Elena Prati che con i suoi 94 anni è la veterana della comunità. Le altre arrivano due della provincia di Lecce, tre da quella di Campobasso, una da Potenza e una da Sorrento. Da loro e dal rettore don Paolo Baldanzi giunge a tutti i pratesi l’invito a partecipare a questo importante momento di preghiera.

 

Chi è Santa Caterina de’ Ricci. Vissuta a metà del ’500, Caterina entrò in convento molto giovane, appena dodicenne, nonostante l’opposizione del padre. Più tardi divenne anche priora. Il fulcro della sua spiritualità è stata la meditazione della Passione di Cristo. Durante la vita conobbe varie fasi di estasi mistiche e arrivò addirittura a ricevere le stimmate. Morì nel 1590 dopo una lunga malattia.
È stata beatificata nel 1732 e poi fatta Santa da papa Benedetto XIV, il 29 giugno 1746. Anche se il giorno della morte è il 2 febbraio, santa Caterina viene festeggiata il 4, poiché il 2 è la ricorrenza della presentazione al tempio di Gesù, la cosiddetta «Candelora». Le sue spoglie si trovano ancora oggi in una teca nella basilica che porta il suo nome e quello di San Vincenzo Ferreri.

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Per l’Epifania la Chiesa di Prato in festa per due Vescovi

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La Chiesa di Prato in festa per due vescovi. Nel giorno dell’Epifania la Diocesi ha ricordato una doppia ricorrenza: i 25 anni di ordinazione episcopale dell’emerito Gastone Simoni e i 15 anni da vescovo dell’attuale ordinario diocesano Franco Agostinelli. Per una singolare coincidenza entrambi sono stati ordinati il 6 gennaio, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, per le mani di Giovanni Paolo II.

 

Gli anniversari sono stati festeggiati all’interno della «Messa Internazionale», una funzione multilingua partecipata dalle comunità cattoliche straniere presenti a Prato, chiamate a raccolta nel giorno in cui la Chiesa celebra la Manifestazione di Gesù a tutti i popoli della Terra.
«Questa è la messa delle genti nella città delle genti», ha sottolineato monsignor Simoni a inizio celebrazione. È stato il Vescovo emerito a presiedere la funzione portando di nuovo in mano quel pastorale consegnato nel novembre del 2012 al suo successore monsignor Agostinelli. E il vescovo Gastone non ha nascosto un po’ di emozione: «salendo di nuovo la scalinata del presbiterio e vedendovi qui riuniti – ha detto – ho sentito un tremore alle gambe. Grazie per tutto il vostro affetto».

 

epifania 2017 mons agostinelli e comunità rumena

 

In duomo questo pomeriggio c’erano molti pratesi, venuti a salutare e ringraziare i due vescovi per «per quel tratto di storia recente nella quale, con la presenza del vescovo Gastone e del vescovo Franco, il Signore ha voluto accompagnare la nostra Chiesa di Prato», ha detto il vicario generale Nedo Mannucci interpretando il sentimento di tutti i presenti.
Hanno partecipato alla messa il sindaco Matteo Biffoni, il vice sindaco Simone Faggi e altri membri della giunta, arrivati in cattedrale con il gonfalone comunale. Tra le autorità il prefetto Maria Laura Simonetti e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

 

E poi c’era la città multietnica e multilingua. Giunti in processione da cinque diversi punti del centro storico, sono arrivate in piazza Duomo le comunità cattoliche straniere. È stato un arrivo gioioso, con canti e danze, come quelle dei nigeriani che non hanno mai smesso di battere le mani a ritmo di musica. Come fecero i Magi giunti a Betlemme anche le comunità etniche hanno portato con sé dei doni per consegnarli ai due vescovi. I cinesi hanno portato delle sciarpe, simbolo del lavoro svolto a Prato, i filippini il riso, i rumeni e gli ucraini vino e pane, i nigeriani dei cesti con frutta e verdura. Prodotti semplici e tipici delle loro culture di provenienza. I gruppi etnici si sono poi sistemati in cattedrale ognuno sotto la propria bandiera e hanno animato la celebrazione con canti e preghiere in lingua.

 

epifania 2017 omelia simoni

 

L’omelia è stata affidata a monsignor Gastone Simoni. Le sue sono state parole di esortazione e di incoraggiamento: «Difendete la fede, testimoniatela, ravvivatela e offritela a tutti. Ciò implica la partecipazione di tutte le genti. Questo è un cristianesimo di pace». Il Vescovo emerito ha sviluppato le sue riflessioni a partire dal significato dell’Epifania, «Cristo è giunto non solo per Israele ma per tutti i popoli – ha affermato – ha abbattuto il muro della separazione e noi dobbiamo fare altrettanto per essere un’unica comunità». E guardando le comunità straniere ha ammesso che «il rapporto con voi non è privo di problemi, non c’è dubbio! Ma abbiamo il dovere di dialogare portando i nostri valori e con la testimonianza cristiana nella vita singola e familiare. Via le doppie e triple vite! Accogliamoci vicendevolmente».
Parlando di Prato, rivolgendosi in particolare alle autorità, ha auspicato che in città «non ci sia solo carità cristiana, che tanto bene ha fatto e sta facendo, ma carità politica: occorre andare incontro ai feriti dalla disoccupazione, dalle guerre e dalle sofferenze. Organizziamo bene la nostra società. Paolo VI diceva: Noi siamo per lo sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini». Ma non solo i politici o le istituzioni devono far questo, secondo mons. Simoni anche tutti noi, siamo chiamati a farlo senza «piccinerie e meschinità, insinuazioni calunniose, giudizi temerari, mancanza compassione, senza passare indifferenti davanti alle persone colpite dalle limitazioni. Dobbiamo essere persone di fiducia che danno fiducia – ha concluso il Vescovo Gastone – che non vedono solo il male ma che si impegnano per la Chiesa e per la società, creando un mondo giusto».

 

La celebrazione solenne si è chiusa con un’altra tradizione tipica del giorno dell’Epifania. I vescovi sono usciti sul sagrato della cattedrale per impartire la benedizione su tutti i bambini e porgere la statua di Gesù Bambino al bacio dei fedeli.

 

epifania 2017 bacio gesu bambino

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Raccolta nelle parrocchie per la Giornata nazionale del migrante e del rifugiato

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Domenica prossima, 15 gennaio, in tutte le diocesi italiane si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La ricorrenza viene ricordata anche dalla Chiesa di Prato con una speciale colletta nelle chiese e nelle parrocchie. Le offerte raccolte nel corso delle celebrazioni festive e prefestive saranno devolute alla Fondazione Migrantes, l’organismo pastorale della Cei che si occupa dell’assistenza umana e religiosa dei migranti, italiani e stranieri.

Il tema della Giornata 2017 è «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce». «Come uomini e come cristiani siamo chiamati a guardare in faccia la verità e a farlo con coraggio – dice monsignor Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati della diocesi di Prato – ci sono persone nel mondo che si mettono in cammino per fuggire da guerre e situazioni di ingiustizia. Il nostro dovere è di sostenerle nelle difficoltà, in particolare i migranti minorenni, spesso privati degli affetti familiari. È il Papa – aggiunge mons. Brunetti – a ricordarci questo dovere di carità nei confronti dei più deboli. facciamo nostro questo invito».

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All'interno di un Centro di ascolto Caritas

Torna «l’Avvento di Fraternità» per sostenere le attività Caritas. Le offerte andranno ai Centri di ascolto

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Non sono un luogo dove si consegnano pacchi alimentari o dove si dà un sostegno economico. Il loro obiettivo, come si capisce dal nome, è quello di accompagnare. Sono i centri di ascolto della Caritas, una esperienza arrivata a Prato quasi trent’anni fa e che rappresenta il cuore delle attività portate avanti dal «braccio operativo» della Chiesa nell’aiuto ai poveri.

 

Nel fine settimana, sabato 17 e domenica 18 dicembre, si tiene l’Avvento di Fraternità, la tradizionale colletta promossa a favore dei bisogni della Caritas. Quest’anno le offerte raccolte nelle chiese e nelle parrocchie pratesi serviranno a dare una mano a chi ha bisogno, come recita lo slogan scelto per promuovere l’iniziativa.

 

A Prato esiste il centro di ascolto diocesano in via del Seminario e 26 centri gestiti dalle Caritas parrocchiali. Una rete che ha come compito primario proprio quello di accogliere e ascoltare le persone in difficoltà. «Il primo passo è quello di entrare in relazione con coloro che si rivolgono a noi – spiega la direttrice Idalia Venco – l’importante è capire i bisogni in modo da poter iniziare un percorso di accompagnamento». Le possibilità di intervento sono tante e diverse, come le richieste di aiuto. Tutte hanno un denominatore comune: la mancanza di lavoro. Questa è la vera piaga che affligge la nostra città e che porta, rapidamente, alla soglia di povertà quando la famiglia non è in grado di fare da ammortizzatore sociale.
Quest’anno in via del Seminario si sono presentate 845 persone, di queste più della metà sono italiani. Non si tratta di povertà individuali perché quasi ognuno di loro ha dietro una famiglia con figli da mantenere.

 

La Caritas ha personale, in gran parte volontario, con competenze i diversi campi. Per quanto riguarda il settore immigrazione dà una mano nel compilare le pratiche per i permessi di soggiorno e i ricongiungimenti familiari. Per chi non ha una occupazione cerca di tamponare la mancanza di reddito attraverso borse lavoro e tirocini. Tra i canali di sostegno al reddito ci sono i progetti del prestito sociale e quello della speranza. Fornisce consulenze legali, psicologiche e psicoterapiche. Alcuni medici volontari prestano servizio gratuito per gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio ed a chi è senza fissa dimora. In tutta la diocesi sono oltre duecentocinquanta i volontari che si impegnano a vario titolo nel mondo Caritas.

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La forza poetica dell’Abbè Pierre nello spettacolo di Massimo Luconi

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È stato il prete degli ultimi, un partigiano e un uomo politico, ma anche un poeta. La figura dell’Abbè Pierre affascina ancora oggi perché costringe chiunque venga in contatto con il suo pensiero a interrogarsi, a prendere una posizione. Anche i suoi scritti, le sue poesie, sono una provocazione per la nostra società, «sono nate durante lunghe notti insonni, sono grida di collera e passione, di fede», disse il sacerdote francese.
Su questi testi, scritti a mano in un vecchio quaderno, Massimo Luconi ha costruito uno spettacolo, un recital per voce e canto intitolato «Foglie sparse… a piacimento del vento di Dio». Lo spettacolo si terrà nel Conservatorio di San Niccolò questo venerdì, 2 dicembre, alle ore 21,15. L’ingresso è libero.

 

monica de muru

 

Sulla scena la voce di Monica De Muru e le note del piano e della tromba suonati dal musicista Mirio Cosottini. Il recital su l’Abbè Pierre è già stato rappresentato alcuni anni fa, proprio in San Niccolò, e riscosse un grandissimo successo di pubblico. La riproposizione è stata pensata per non abbandonare i temi cari al Giubileo appena concluso, come la carità, il perdono, l’amore e, soprattutto, la misericordia. «Con la sua opera l’Abbè Pierre ha sempre cercato di “recuperare” le persone dando loro dignità – dice Luconi -, ed è al messaggio in forma poetica di questo sacerdote che lo spettacolo intende rendere omaggio».

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«Stefanino», si possono segnalare aziende fino al 25 novembre

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C’è tempo fino al 25 novembre per inviare le segnalazioni per l’assegnazione del Premio Santo Stefano. Tramite il sito web della Diocesi di Prato sarà possibile ancora per qualche giorno mandare al Comitato di valutazione i nomi delle aziende pratesi che si ritengono meritevoli del riconoscimento.

 

Si tratta della principale novità della settima edizione dello «Stefanino», l’ambito premio che la città di Prato riconosce alle imprese virtuose del suo distretto industriale. Fino a oggi al Comitato è arrivato un buon numero di segnalazioni, «ma non sono pochi coloro che ci hanno chiesto ancora un po’ di tempo perché stanno preparando del materiale da inviarci», afferma il segretario organizzativo Gabriele Bresci.

 

Tutti possono fare una segnalazione. Basta compilare l’apposito form sul sito della diocesi indicando il nome (o la ragione sociale) dell’azienda e inserendo una descrizione della attività economica e il tipo di produzione in cui opera. Occorre inoltre scrivere, anche brevemente, quali sono i principali punti di eccellenza, tenendo conto delle motivazioni del Premio, fondate sul motto scienza-coscienza-innovazione. Se si è in grado di farlo, è importante esplicitare i motivi che rendono l’azienda meritevole del riconoscimento rispetto all’etica, ai diritti del lavoro e riguardo al tema della concorrenza, della ricerca e della formazione. Fondamentale è che l’impresa segnalata sia iscritta alla Camera di Commercio di Prato.

 

«Non vincerà l’azienda che avrà avuto il maggior numero di preferenze – sottolinea il Comitato – anche se si tratta di un buon indicatore. Questa modalità è stata pensata per allargare il più possibile la rosa dei candidati. Sappiamo che esistono molte aziende meritevoli non iscritte ad alcuna organizzazione di categoria. Con il vecchio sistema difficilmente sarebbero riuscite ad emergere».

 

I nomi delle tre aziende vincitrici del Premio Santo Stefano saranno proclamati come gli anni scorsi il 26 dicembre in cattedrale, durante il solenne pontificale celebrato nel giorno dedicato al patrono della città. Al termine della messa sarà il vescovo Franco Agostinelli ad annunciare i vincitori della settima edizione dello «Stefanino».

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Nasce «Casa Agar», l’opera della Caritas per donne senza fissa dimora

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Casa Agar è pronta ad accogliere le donne bisognose di un tetto dove passare la notte. Questa mattina, venerdì 18 novembre, la nuova opera promossa dalla Caritas diocesana di Prato è stata inaugurata alla presenza del vescovo Franco Agostinelli, del sindaco Matteo Biffoni e della autorità cittadine.
La struttura si trova a Tobbiana in via di Casale, 55, e inizierà il suo servizio di accoglienza a partire dai primi di dicembre. A Prato mancava un asilo notturno per donne senza fissa dimora, mentre esiste da tempo quello per uomini, gestito dall’associazione Giorgio La Pira in via del Carmine.

 

La Casa deve il suo nome a un riferimento biblico. Agar era la schiava egizia ripudiata da Abramo ma salvata dalla bontà di Dio. «È proprio questo il nostro intento – ha spiegato monsignor Franco Agostinelli, dopo aver impartito la benedizione ai nuovi locali – salvare tutte quelle donne abbandonate e senza un posto dove andare». Questa apertura avviene al termine dell’Anno Santo della Misericordia e per la Diocesi di Prato rappresenta la degna conclusione del Giubileo, il cui spirito ovviamente continua. «Il mondo capisce se il Signore è misericordioso se esiste una Chiesa misericordiosa», ha osservato il Vescovo, che poi ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto curato dalla Caritas. In primis la parrocchia di Tobbiana e la comunità tobbianese. «Questo edificio fu costruito nel 1947, grazie a otto amici appartenenti alla sezione locale della Democrazia Cristiana – ha raccontato il parroco don Alessandro Magherini – il loro intento era quello di creare un luogo di aggregazione per il paese». Settant’anni fa Crisante Bastogi, Mario Bartolozzi, Siro Cocchi, Filiberto Guarducci, Rolando Fabrizio Lenzi, Ivan Marlini, Remo e Emor Querci dettero vita a «Casa Nostra», così si chiamava la struttura, pensata come circolo ricreativo. Poi, con la fine della Dc, l’immobile fu dato in affitto a un dentista e dopo il trasferimento di quest’ultimo rimase chiuso per oltre dieci anni. Oggi è di proprietà della parrocchia di San Silvestro a Tobbiana ed è diventato Casa Agar.

 

casa agar esterno

 

Come funziona il servizio. A Casa Agar ci sono sei posti letto più uno destinato alle emergenze dell’ultimo minuto. Lo spirito è proprio questo: essere sempre pronti ad accogliere chi non sa dove andare. La struttura aprirà tutti i giorni alle 18 e rimarrà a disposizione delle utenti fino alle ore 9 del mattino seguente. L’intenzione è quella di creare un rifugio per la notte, dove le donne avranno la possibilità di mangiare, farsi una doccia, lavare i vestiti ma soprattutto trovare un posto sicuro e tranquillo. L’opera è gestita a turno da una ventina di volontari, reduci da un corso di formazione gestito dalla Caritas diocesana.

 

casa agar interno

 

A chi è rivolta Casa Agar. Purtroppo quello delle donne senza fissa dimora è un fenomeno in aumento, e non solo a Prato. La Ronda della Carità, altro servizio Caritas, attivo tutte le sere dell’anno, durante il suo giro notturno è solito trovare molte donne costrette a dormire in auto oppure in luoghi pubblici. «Sono persone rimaste senza una famiglia e un lavoro e per questo senza una casa – ha spiegato la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco – molte sono straniere ma ci sono anche tante italiane, vittime di povertà e separazioni». La richiesta è molta, ha rivelato Venco, e ci sono già persone in attesa di entrare nella Casa. Si potrà usufruire del servizio per un mese, poi si dovrà lasciare spazio ad altre persone. Le segnalazioni potranno essere fatte alla Caritas diocesana e alla parrocchia di Tobbiana da parte dei centri di ascolto diffusi sul territorio, dai servizi sociali del Comune e da associazioni solidali e di carità. Naturalmente saranno accolte anche madri con figli qualora se ne presentasse il bisogno.

 

Il contributo della città. La struttura di via di Casale è stata completamente ristrutturata e trasformata per il nuovo utilizzo. Il costo totale dei lavori, per la sistemazione del tetto, degli interni e l’acquisto degli arredi, si aggira intorno ai 120mila euro. Grazie alla generosità di parrocchie, privati, associazioni e gruppi sono stati raccolti 90mila euro. Anche la comunità cinese di Prato, tramite tre associazioni di imprenditori, ha dato il proprio contributo donando 6mila euro. In particolare la Caritas intende così ringraziare: associazione per gli scambi culturali Italia – Cina, Associazione Imprese Italia – Cina, Associazione culturale della comunità cinese di Fu Jian in Italia, Circolo Arci Cafaggio, Domina sas, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Fondazione il Cuore si scioglie, Gruppo Amici Acchiappa un sorriso, Lions Club Prato Centro, Mcl, Pointex spa, Ristoratori Fipe Confcommercio Prato, Rut Band e tantissimi privati. Inoltre Casa Agar vede il contributo di due raccolte fatte in tutte le parrocchie pratesi e il finanziamento dei fondi dell’8 per mille della Cei.

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Il portavoce e il capo della sicurezza del Santo Padre ospiti a Prato per parlare di papa Francesco

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Il portavoce e il capo della sicurezza di papa Francesco ospiti a Prato. A un anno esatto dalla visita del Santo Padre, la Diocesi ha promosso una serie di iniziative per fare memoria di quello storico «abbraccio».

 

Giovedì 10 novembre alle 18 nel salone di Palazzo vescovile Gregory Burke, direttore della sala stampa della Santa Sede, e Domenico Giani, comandante della gendarmeria vaticana, parleranno di «Papa Francesco visto da vicino». I due infatti sono tra i più stretti collaboratori di Bergoglio, lo accompagnano nel corso dei suoi viaggi e gli sono a fianco durante le udienze e gli incontri. Entrambi racconteranno cosa significa lavorare insieme a Francesco, uno degli uomini più conosciuti e amati al mondo. L’incontro è aperto a tutti.

 

Burke, 57 anni, è statunitense, è arrivato a Roma come vaticanista per l’emittente televisiva Fox News e poi, nel 2012, diventa advisor per la comunicazione della Segreteria di Stato della Città del Vaticano. Da agosto di quest’anno ha sostituito padre Federico Lombardi alla guida della sala stampa della Santa Sede. Giani ha 54 anni ed è originario di Arezzo. È un amico fraterno del vescovo Franco Agostinelli, in gioventù è stato suo chierichetto, e da dieci anni è primo responsabile dei servizi di sicurezza e protezione civile dello Stato della Città del Vaticano.

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giovanni nesi

Il grande pianista Giovanni Nesi in concerto per ricordare la visita del Papa

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Ricordare la visita del Santo Padre in città ascoltando le musiche preferite da papa Francesco. Mercoledì 9 novembre alle ore 19 nella chiesa di San Francesco è in programma un concerto del grande pianista pratese Giovanni Nesi. L’evento è inserito nel calendario delle iniziative pensate dalla Diocesi di Prato per fare memoria della storico abbraccio tra Francesco e Prato, avvenuto un anno fa, il 10 novembre 2015.

 

Anche l’anno scorso, di questi tempi, per prepararsi al meglio all’arrivo del Pontefice, si tenne una esibizione di Giovanni Nesi e la serata riscosse un grandissimo successo.
Mercoledì saranno eseguite musiche di Franz Schubert e di Domenico Zipoli, gesuita e musicista vissuto nel Settecento, originario di Prato, per molti anni missionario in America Latina. È uno dei compositori amati da Bergoglio, confratello di Zipoli e grande appassionato di musica. Anche Nesi è sempre stato affascinato dalle composizioni zipoliane, nel 2014 ha eseguito per la prima volta su pianoforte moderno tutte le suite e le partite del compositore missionario. Da quelle esecuzioni è stato tratto un cd per la celebre etichetta londinese Heritage. E per avvicinare il pubblico alla conoscenza di Zipoli, insieme al critico musicale di Repubblica Gregorio Zoppi, il pianista pratese sta girando le città italiane con lo spettacolo «Il Gesuita dei due Mondi».

 

Il concerto di mercoledì è aperto a tutti ed è a ingresso libero. Durante la serata saranno proiettate le immagini salienti della visita di Francesco a Prato.

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