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Scoperta in San Domenico: ritrovati affreschi nella ex palestra Etruria

Chiesa, refettorio, dormitorio, granaio, teatro parrocchiale e palestra. Tutto questo è stato nei secoli l’ambiente annesso al complesso monumentale di San Domenico che sta per essere restituito alla città di Prato in tutto il suo splendore. Si tratta di un vasto locale molto alto suddiviso su due livelli nel Quattrocento. La parte superiore, accessibile dal chiostro, è stata usata per anni da generazioni di ragazzi come teatrino, la parte inferiore, con ingresso da corso Savonarola, ha ospitato la mitica palestra Etruria fino agli anni ’70 e poi è stata usata dagli alunni delle scuole Cesare Guasti per fare ginnastica. Adesso, dopo l’acquisizione completa dell’edificio da parte della Diocesi di Prato, nel piano terra, attualmente in via di ristrutturazione, stanno emergendo delle importanti scoperte. Le restauratrici Daniela e Stefania Valentini sono riuscite a ritrovare degli affreschi perduti rimasti nascosti per secoli.

Gli affreschi sono stati presentati questa mattina in anteprima alla stampa alla presenza del direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli, di Veronica Bartoletti dell’associazione Artemìa, del segretario di Curia Gabriele Bresci, del presidente dell’Azione Cattolica diocesana Lorenzo Leo e del presidente del Gruppo Storico San Domenico Vincenzo Marcucci.

 

La ex palestra Etruria

 

Dove c’era il canestro per il gioco del basket, e nella parete dove sono state attaccate le sbarre per la ginnastica, stanno affiorando delle bellissime decorazioni risalenti al 1300 (le più antiche), mentre interventi successivi si datano intorno agli anni ’20 del 1400: una specie di finto tendaggio dipinto sul muro con sopra il disegno di cassettoni in marmo colorato con suggestive ripetizioni geometriche. Non solo, con molta probabilità sotto l’intonaco di un’altra parete c’è l’affresco di una «cena di San Domenico», una rappresentazione simile a quella che si trova nel refettorio delle educande nel vicino convento di San Niccolò, anch’esso Domenicano. Nel disegno è rappresentato l’episodio del miracolo dei pani recati dagli angeli alla mensa del Santo. Purtroppo quel dipinto murale fu parzialmente «cancellato» nel Settecento e ne rimane ben poco. Nell’antirefettorio, invece, compatibilmente con l’innalzamento dell’attuale soffitto, si trovano dipinti risalenti alle fine del 1500.

 

 

Già nel 1995, nel libro «Prato e la sua Provincia», Claudio Cerretelli aveva ipotizzato la presenza di affreschi in questo ambiente ma non ve ne era certezza. «Gli indizi erano due – spiega Cerretelli, vice direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali -, nella parte superiore, dietro il palcoscenico dell’ex teatro c’erano delle tracce di colore sotto l’intonaco, mentre nel piano sottostante, l’ingresso è sormontato da una lunetta affrescata: per questo si supponeva che anche nel locale interno ci fossero dei dipinti».

 

 

Un po’ di storia fino ai nostri giorni

Il piano di sopra è stato restaurato e riaperto nel 2008, da allora ha già ospitato alcune mostre d’arte e continuerà ad essere uno spazio espositivo. Il piano terra invece diventerà una sala polifunzionale adatta per convegni, assemblee e conferenze. Il costo dell’intervento di restauro, esclusa dunque la trasformazione successiva dell’ambiente in una sala a disposizione della cittadinanza, si aggira intorno ai 100mila euro. Per il momento è stata reperita solo una parte dei fondi necessari ai lavori grazie al contributo di Cassa di Risparmio e della Cei.
Insomma alla mutazione di questi ambienti avvenuta nel tempo si sta per aggiungere un nuovo capitolo. Non c’è certezza ma con molta probabilità questo altissimo locale doveva essere l’oratorio di San Marco. Poi i Domenicani, presenti nella omonima piazza dal 1281, suddivisero quella chiesa su due livelli. Si ha notizia di un dormitorio nel piano alto e sotto di un refettorio. A fine Cinquecento fu realizzata la volta e i frati lasciarono quel luogo perché nel frattempo si trasferirono in celle personali. Negli anni quella grande stanza divenne soffitta e anche granaio. Furono i francescani, arrivati nel ’700, a dar vita in tempi recenti a un oratorio per ragazzi e a creare il teatrino. L’Etruria, gloriosa società pratese, nella quale è cresciuto il campione olimpico Jury Chechi, lasciò lo spazio di corso Savonarola negli anni ’70 per trasferirsi lì vicino in via Santa Caterina.

 

 

Le visite gratuite in anteprima

La prima occasione per ammirare gli affreschi ritrovati in San Domenico è questo sabato, 8 dicembre, in occasione della festa «La Stella nel Chiostro». Dalle 15 alle 17 si terranno delle visite guidate gratuite curate dell’associazione Artemia. L’ingresso è dal chiostro. Gli appuntamenti successivi sono domenica 20 gennaio (con visita all’oratorio di San Sebastiano), domenica 17 febbraio (con visita alla chiesa di San Domenico) e domenica 24 marzo (con visita al chiostro). Queste iniziative sono su prenotazione e hanno un costo di 10 euro. Per informazioni: www.artemiaprato.it.

 

Emporio, firmato il protocollo d’intesa per il proseguimento del progetto solidale

Prato rinnova la fiducia nel progetto Emporio e sceglie di proseguire l’impegno in questo importante servizio sociale a favore delle famiglie in difficoltà. Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato hanno sottoscritto un nuovo protocollo con il quale garantiscono la gestione e la copertura economica del supermercato solidale di via del Seminario per il triennio 2019-2021. Le firme sono state apposte questa mattina, lunedì 29 ottobre, in Palazzo comunale dal sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni, dal vescovo Franco Agostinelli e dal presidente della Fondazione Franco Bini. Presenti l’assessore comunale ai servizi sociali Luigi Biancalani e la direttrice della Caritas diocesana Idalia Venco.

 
Si tratta del quinto rinnovo di un accordo nato undici anni fa – all’inizio della crisi economica che ha colpito duramente il distretto industriale pratese – con l’obiettivo di trovare una soluzione concreta, corale e sinergica alle tante richieste di intervento di persone bisognose di un aiuto alimentare. Per capire l’importanza dell’Emporio della Solidarietà di Prato, il secondo a nascere in Italia dopo quello di Roma, basta citare qualche numero: dal 2008, anno della sua apertura, oltre 58mila persone sono state raggiunte da questo servizio. Ogni anno sono state attivate in media 1600 tessere, corrispondenti ad altrettante famiglie. Di queste il 51,5% sono italiane. Un risultato reso possibile grazie all’impegno fattivo e comune delle istituzioni cittadine, il valore aggiunto di questo progetto esportato in altre cento città italiane grazie al supporto e ai consigli della Caritas diocesana di Prato.

 
«L’Emporio della Solidarietà è patrimonio dell’intera città – ha detto il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni –, frutto dell’impegno delle istituzioni e dei volontari, che con grande sforzo riescono quotidianamente ad essere un riferimento fondamentale per tante persone in difficoltà dando risposte vere e dignitose. Grazie quindi a tutti coloro che svolgono questo prezioso servizio a sostegno di tutta la comunità». Il vescovo Franco Agostinelli si è detto soddisfatto per quanto fatto fino a oggi dall’Emporio: «prima di venire a Prato mi avevano detto che questa era una città solidale e ne ho avuta conferma. Sostenere questo progetto significa rispondere a un bisogno primario delle persone, quello del mangiare. Ed è importante poter rispondere, insieme, in modo sinergico, alla richiesta di chi si trova in difficoltà». Per il presidente della Fondazione Franco Bini «ancora una volta Prato dimostra di essere uno straordinario laboratorio di innovazione, anche sul fronte dei servizi sociali. Siamo una piccola città ma con bisogni complessi – ha osservato – per questo si rende necessario affrontare le problematiche della città tutti insieme».
Nell’occasione l’assessore Luigi Biancalani ha fatto il punto delle attività e delle iniziative dell’Amministrazione comunale nel contrasto alla povertà: «Nel 2017 il Comune di Prato ha investito 40 milioni di euro nel sociale per provvedere a diversi bisogni delle fasce deboli, dalla casa, all’affitto alle esigenze sanitarie e altro. All’interno della Società della Salute prestiamo assistenza a 10mila persone e ci occupiamo di dare risposte concrete alle necessità primarie: mangiare, attraverso il sostegno all’Emporio della Solidarietà, vestirsi, con il progetto Vestiarium che fornisce abiti, scarpe e anche occhiali per adulti e bambini e dormire, integrando il prezioso servizio dell’asilo notturno dell’associazione La Pira (19 posti letto) con la Palazzina ex Anci di via Roma per l’emergenza freddo, che riaprirà a novembre raddoppiando i posti da 20 a 40».

 


Il nuovo protocollo conferma sostanzialmente i contenuti del precedente firmato nel 2015: il Comune di Prato assicura un contributo annuo di 50mila euro; la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato per il 2019 metterà a disposizione 70mila euro, cifra che potrà essere confermata negli anni successivi sulla base della disponibilità dei bilanci. La Provincia, oggi ente di secondo livello e dunque senza capacità economica in questo senso, fornisce un aiuto prezioso mettendo a disposizione, in comodato gratuito, gli ambienti di via del Seminario dove si conservano e si distribuiscono i prodotti agli utenti. La Diocesi, attraverso la Caritas, dà un contributo annuale di 20mila euro e curerà, come ha sempre fatto, la gestione ordinaria del progetto e l’approvvigionamento.
In totale sono 140mila euro all’anno annui con i quali si partecipa ai costi di una macchina organizzativa complessa che riesce a distribuire merce per un controvalore di 2 milioni e 656mila euro, come avvenuto nel 2017. L’effetto moltiplicatore è dovuto alle tante donazioni effettuate da parrocchie, associazioni, aziende e privati che annualmente contribuiscono a rifornire gli scaffali dell’Emporio. In dieci anni di vita il progetto ha potuto distribuire prodotti per un controvalore di 15 milioni e 400mila euro.

 

Come funziona l’Emporio. È bene ricordare che dentro il supermercato solidale di via del Seminario non girano soldi, i prodotti alimentari o per l’igiene della casa, sono «acquistabili» attraverso una tessera a punti rilasciata dal centro di ascolto della Caritas diocesana e dai Servizi sociali del Comune. Questa modalità sostituisce la donazione del classico «pacco viveri» e permette all’utente di scegliere il prodotto che più gli serve. Si tratta dunque di un aiuto dignitoso che rende responsabile e autonomo il possessore della tessera. All’Emporio si trova anche una sezione dedicata ai prodotti per l’infanzia pensata per le mamme seguite dal Centro di Aiuto alla Vita.

Festa delle scuole cattoliche pratesi. Alunni, genitori e insegnanti sono #Tuttindomo con il vescovo Franco

Gli alunni, i genitori e gli insegnanti delle scuole paritarie cattoliche di Prato sono convocati #Tuttindomo. Domani, sabato 14 aprile, per l’intera mattinata piazza Duomo sarà teatro della tradizionale festa degli istituti appartenenti al coordinamento diocesano. Tema dell’incontro sarà «Legati a Maria». Infatti, dopo il grande successo della mostra sulla Sacra Cintola, l’ufficio diocesano per le scuole cattoliche diretto da don Serafino Romeo ha pensato di riallacciarsi alla reliquia anche con un momento di preghiera in cui, simbolicamente, i bambini «legano» le loro preghiere proprio ad una cintura.

 

#Tuttindomo sarà invece, d’ora in poi, il simpatico titolo della festa, una partecipata ed apprezzata iniziativa annuale che si svolge in duomo con il vescovo Franco Agostinelli. Appuntamento domani alle 9,30 in piazza duomo, segue l’incontro con monsignor Agostinelli. Alle 12, conclusione della mattinata di festa.

Messa e visita in ospedale per il vescovo Agostinelli in occasione della Giornata del malato

Doppio appuntamento all’ospedale Santo Stefano di Prato per il vescovo Franco Agostinelli. In occasione della Giornata mondiale del malato, che la Chiesa celebra ogni 11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, il Presule è atteso nel nosocomio pratese per una visita e una messa.

 
Sabato 10 febbraio, alle 10,30, monsignor Agostinelli andrà al Santo Stefano per visitare alcuni reparti ospedalieri, dove incontrerà il personale e i degenti. Il Vescovo sarà accompagnato dal direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria della Diocesi Alberto Toccafondi e dal cappellano don Carlo Bergamaschi. Ad accoglierlo ci sarà il direttore sanitario del Presidio ospedaliero Santo Stefano Roberto Biagini. Il giorno successivo, domenica 11 febbraio, data della ricorrenza, alle ore 17 monsignor Agostinelli presiede la messa nella cappella dell’ospedale per i malati, i loro familiari e il personale ospedaliero.

 

Infine, facendo un passo indietro, il pomeriggio di sabato 10 febbraio alle 15,30 nella chiesa dell’Ascensione al Pino in via Galcianese, il Vescovo celebra una messa per gli anziani e i disabili accompagnati dalle organizzazioni di volontariato coordinate dall’Unitalsi.

In marcia per la pace con i migranti e i rifugiati

«Migranti e rifugiati. Uomini e donne in cerca di pace!». Porta il titolo della lettera scritta da Papa Francesco la Marcia della Pace per le vie del centro di Prato organizzata anche quest’anno da Azione Cattolica insieme al Coordinamento Cittadino per la Pace del Comune di Prato. All’iniziativa hanno aderito anche l’oratorio cittadino di Sant’Anna e gli scout pratesi dell’Agesci.

 

L’appuntamento è per domenica 28 gennaio con ritrovo alle 16 in piazza dell’Università, da lì partirà il corteo che attraverserà via Magnolfi per poi arrivare alle 16,30 in piazza del Duomo dove, ad attendere il gruppo, ci sarà il vescovo Franco Agostinelli.
La marcia poi proseguirà per Corso Mazzoni e farà un’ulteriore sosta in piazza del Comune (ore 17), dove è previsto il saluto del sindaco Matteo Biffoni. I partecipanti passeranno poi per via Ricasoli, piazza San Francesco, via San Bonaventura e alle 17,30 arriveranno in piazza Santa Maria delle Carceri per la conclusione finale.

 

Durante il percorso saranno condivise le testimonianze di alcuni migranti e richiedenti asilo ospiti nelle strutture della Fondazione Opera Santa Rita.

 

Sarà una marcia gioiosa, all’insegna della condivisione e del divertimento. Ogni sosta sarà accompagnata da quattro flash mob che seguiranno le azioni invocate da Papa Francesco nella sua lettera: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

 

Sarà l’occasione per trascorrere un pomeriggio diverso, per divertirsi, ma al tempo stesso riflettere su un tema sempre largamente dibattuto, ma troppo spesso affrontato con poca sensibilità.

I biglietti vincenti della Lotteria di Natale 2017: Ecco chi si è aggiudicato i sei premi in palio

Il possessore del biglietto B083 si aggiudica l’automobile Hyundai i10 di colore blu messa in palio dalla Diocesi di Prato per la Lotteria di Natale 2017. I numeri vincenti sono stati estratti questo pomeriggio in piazza Duomo al termine della messa dell’Epifania. È stata una bambina, chiamata Ilaria e scelta sul momento tra i tanti bimbi presenti in piazza, a pescare da quattro urne contenenti le centinaia, le decine, le unità e la serie, le palline con i numeri corrispondenti ai sei premi previsti dal concorso.
L’estrazione e la registrazione dei numeri vincenti sono avvenute alla presenza dell’assessore comunale Monia Faltoni, che ha supervisionato tutte le operazioni in rappresentanza del sindaco, come previsto dalle leggi che regolano i concorsi a premi, del vescovo Franco Agostinelli e di Pierluigi Lenzi, titolare della concessionaria Lenzi Automobili.

 

Ecco tutti i vincitori della Lotteria:

 

Il biglietto B083 vince il primo premio: una Hyundai i10 fornita dalla concessionaria Lenzi Automobili.

Secondo premio: L425 vince una settimana di vacanza per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti.

Terzo premio: I714 vince una settimana di vacanza per due persone (a mezza pensione) alla Versiliana a Marina di Pietrasanta.

Quarto premio: F155 vince un tappeto persiano del valore di mille euro.

Quinto premio: L870 vince un cesto di specialità natalizie.

Sesto premio: I697 vince un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.

 

I vincitori potranno ritirare i premi recandosi presso la Curia diocesana (ingresso da piazza Duomo, 48) a partire da lunedì 8 gennaio. Per informazioni: curia@diocesiprato.it.

 

I biglietti sono stati venduti nelle parrocchie pratesi a partire dall’8 dicembre. L’iniziativa è stata promossa per uno scopo benefico: contribuire alla onerosa ristrutturazione del complesso monumentale di San Domenico, in particolare l’antico refettorio, destinato a diventare una sala polivalente a servizio della città.

Epifania, le comunità straniere in Duomo per la «Messa dei Popoli». Poi premiazione dei presepi ed estrazione della lotteria

Nel giorno dell’Epifania la Chiesa di Prato celebra in cattedrale la messa dei popoli. Anche quest’anno le comunità cattoliche straniere presenti in città si ritrovano il 6 gennaio in occasione della «manifestazione di Gesù alle genti». Sarà un pomeriggio di festa nel segno dell’integrazione, della tradizione e della solidarietà. Al termine della funzione sono previsti due eventi molto attesi: la proclamazione della parrocchia vincitrice del concorso dei presepi e l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di Natale.

 

Ecco il programma di sabato 6 gennaio

 

La messa dei popoli. Alle 15,30, in duomo, il vescovo Franco Agostinelli presiede una messa internazionale multilingua animata dai canti e dalle preghiere delle cappellanie straniere. La prima lettura sarà in inglese e la seconda in cinese, mentre il Vangelo sarà proclamato in italiano. Saranno presenti le comunità: nigeriana, cinese, rumena, filippina, pakistana, polacca e ucraina.
«L’Epifania ci ricorda che siamo tutti fratelli davanti a Dio – spiega mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati – e ancora una volta vogliamo ricordare che Gesù è venuto per tutti, senza distinzioni di razza o provenienza».
Per la Diocesi di Prato la solennità coincide con la «Giornata del migrante e del rifugiato» (che cade il 14 gennaio).

 

 

 

Concorso presepi. Al termine della messa dei popoli la festa si sposta sul sagrato del duomo. La prima iniziativa è nel segno della tradizione: i bambini presenti in piazza sono chiamati a dare un bacio alla statua di Gesù Bambino. Il momento sarà allietato dai canti e dalle danze promosse dalla comunità nigeriana assieme a quella rumena e filippina.
Poi monsignor Agostinelli proclamerà i primi tre classificati nel concorso diocesano dei presepi delle parrocchie. In gara ci sono una trentina di elaborati realizzati dai gruppi di catechismo. Si tratta delle Natività che per un mese sono state in mostra all’interno dell’oratorio della Madonna del Buon Consiglio in via Garibaldi. Una esposizione vistata da più di tremila persone. Davvero un successo, andato oltre le aspettative dell’Ufficio catechistico diocesano, promotore del concorso. La premiazione dei vincitori si terrà sabato 13 gennaio dalle 15 alle 18 alla parrocchia delle Fontanelle con una grande festa aperta a tutti i bambini delle parrocchie.

 

Lotteria di Natale. Lanciata nel giorno dell’Immacolata, la Lotteria della Diocesi sta per arrivare al giorno dell’estrazione. Dopo la proclamazione dei vincitori del concorso dei presepi sapremo chi si sarà aggiudicato la Hyundai i10 messa in palio da Lenzi Automobili. Sul sagrato del duomo verranno sistemate quattro urne contenenti delle palline numerate. Ad un bambino, scelto tra quelli presenti in piazza, verrà chiesto di estrarre per primo il numero di serie e la lettera, poi le centinaia, le decine e le unità dei sei biglietti vincenti.
Oltre alla Hyundai ci sono altri premi in palio: il secondo è una settimana per due persone all’Hotel Croda Rossa a Carbonin sulle Dolomiti; il terzo una settimana per due persone alla Versiliana a Marina di Pietrasanta. Il quarto premio è un tappeto persiano (valore mille euro), il quinto un cesto di specialità natalizie e il sesto è un buono da cento euro spendibile alla Libreria Cattolica.
I biglietti, dal costo di cinque euro, saranno acquistabili in piazza Duomo sabato 6 gennaio fino ad un’ora prima dell’estrazione. Le serie vincenti saranno pubblicate sul sito della diocesi (diocesiprato.it) e sui siti di informazione locale.

 

Doppio anniversario di ordinazione episcopale. Il 6 gennaio è una data importante per monsignor Agostinelli. Quel giorno, nel 2002, Giovanni Paolo II lo ordinò vescovo in San Pietro. Allora il Presule era destinato alla diocesi di Grosseto, dove sarebbe rimasto per dieci anni prima di arrivare a Prato, in sostituzione di mons. Gastone Simoni, che per una singolare coincidenza ricevette l’ordinazione episcopale il 6 gennaio di dieci anni prima, nel 1992.

Presentazione del dossier Caritas sulle povertà e tavola rotonda sui temi del lavoro

«Se avessi un lavoro…». È il titolo dell’ultimo rapporto Caritas sulle povertà a Prato. Il seguito dei punti di sospensione è presto detto: tutto sarebbe diverso. Oltre 70% delle persone che si sono rivolte ai Centri d’ascolto in rete – parrocchie, volontariato vincenziano, san Vincenzo de Paoli, mensa La Pira e Caritas diocesana – hanno affermato di non avere alcune occupazione e dunque sono impossibilitati a far fronte alle esigenze quotidiane della propria famiglia.

 
Alle loro richieste la rete diocesana offre innanzitutto un servizio di ascolto e di accompagnamento, oltre che, ovviamente, un aiuto concreto. E la città, come si pone di fronte a vecchi e nuovi poveri? Di questo si parlerà alla presentazione del dossier 2017 in programma domani, sabato 25 novembre, dalle 9,30 al Palazzo delle Professioni in via Pugliesi.

 
Dopo i saluti della direttrice della Caritas Idalia Venco, del vicesindaco di Prato Simone Faggi e del presidente del Palazzo delle Professioni Alessandro Pieraccini, Massimiliano Lotti illustrerà i dati e poi è prevista una tavola rotonda dove si cercherà di rispondere alla domanda di cui sopra. Si confrontano: Michele Del Campo (direttore ufficio di Pastorale sociale della diocesi di Prato), Marcello Gozzi (direttore Confindustria Toscana Nord), Maurizio Nardi (presidente Fondo Santo Stefano), Alessandro Fabbrizzi (segretario generale Camera del Lavoro), Leonardo Angeletti (direttore patronato Epasa-Itaco Cna Prato) e Daniela Toccafondi (assessore comunale alle politiche economiche e per il lavoro). Modera la giornalista del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini. Le conclusione sono affidate al vescovo Franco Agostinelli.

Quarantacinque raffinati reliquiari in mostra al Museo dell’Opera del Duomo

Nel Museo dell’Opera del Duomo fanno il loro ingresso quarantacinque antichi e splendidi reliquiari. Raffinate opere di alta oreficeria realizzate in Italia e in Europa tra il XIII e il XIX secolo.
Si tratta di pezzi provenienti da collezioni private custodite dall’ufficio beni culturali della diocesi e destinati ad entrare a far parte del futuro museo di arte sacra di San Domenico.
Tornando al presente, venerdì 15 settembre alle 17,30, si inaugura la mostra intitolata «Reliquiaria Pulchra», curata dal direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli.

 

L’iniziativa culturale nasce da una esigenza: quella di riempire la sala del Museo dedicata alla Sacra Cintola, le cui opere, circa una trentina, sono andate in prestito alla mostra «Legati da una Cintola», allestita fino al 14 gennaio 2018 a Palazzo Pretorio.
«Così abbiamo deciso di mettere in mostra questi preziosi reliquiari custoditi nei nostri depositi – spiega Cerretelli –, tra questi, tutti di pregevole fattura, ce ne sono alcuni esposti per la prima volta al pubblico».

 

 

Alcune opere in mostra. Tra i pezzi conosciuti c’è il, bellissimo, Braccio reliquiario di San Biagio attribuito a Lorenzo Ghiberti, uno dei massimi scultori e orafi fiorentini del Quattrocento, autore delle celebri porte del battistero del duomo di Firenze. Poggiante su sei leoncini accucciati, a tutto tondo, posti in posizione angolare, il reliquiario ha forma stellare e contiene all’interno, secondo quanto riportato dal cartiglio, il teschio di uno dei bambini trucidati durante la «strage degli innocenti».
Tra le opere da scoprire segnaliamo una coppia di reliquiari a ostensorio in argento cesellato realizzati su possibile disegno del grande architetto Giovan Battista Foggini. Sono settecenteschi e provengono dalla cappella di una villa fiorentina. La struttura è formata unicamente da un grande cherubino ad ali sollevate – con raffinata cesellatura del piumaggio, intorno al bel volto paffuto – tra le quali sembra sorreggere la parte terminale di due ampie foglie di palma, simbolo del martirio.
Altra opera di notevole valore è una cassetta dei santi Pietro e Paolo di bottega limosina, realizzata nel Duecento. Proviene da Londra e fa parte della collezione Rothschild. È uno scrigno smaltato con tondi raffiguranti angeli. Un’altra cassetta, questa volta di scuola boema, arriva probabilmente da Praga, si fa notare per la sua bellezza e importanza. Fatta nel XIV secolo con legno, rame fuso e cristallo di rocca, riporta sul fronte gli stemmi della Boemia e della Moravia.
Orari e contatti. La mostra sarà visibile dal 15 settembre secondo gli orari del Museo: lunedì/sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. La domenica dalle 14 alle 17. Martedì chiuso. Per informazioni 0574-29339; musei.diocesani@diocesiprato.it.

Il vescovo Franco Agostinelli

Tragedia di Vaiano, il Vescovo Franco: «Piangiamo due morti. Ma non possiamo più tollerare situazioni che ledono leggi, sicurezza e diritti»

«Piangiamo due morti, deceduti in circostanze drammatiche tra le nostre case. La morte di due cittadini cinesi ci ricorda che siamo tutti uguali, nella comune umanità, di qualunque colore sia la pelle». È il commento espresso da mons. Franco Agostinelli, vescovo di Prato, alla notizia della morte di un uomo e una donna, rimasti uccisi nell’incendio che questa mattina si è sviluppato in una palazzina alla Tignamica, frazione del Comune di Vaiano in provincia di Prato.

 
«Le cause dell’incendio che ha interessato l’abitazione a La Tignamica – afferma mons. Agostinelli – sono ancora in corso di accertamento. Si ripropone in ogni caso la promiscuità tra abitazioni e laboratori di confezione, gestiti perlopiù da cittadini di origine cinese, ancora gravemente diffusa nei nostri quartieri.
Due anni fa questa situazione fu denunciata con risolutezza e parole inequivocabili anche da Papa Francesco, durante la sua visita a Prato. Non poco è stato fatto in questi anni per prevenire e reprimere. Ma, con tutta evidenza, c’è ancora molto da fare. È questa una delle emergenze del nostro territorio, a cui dare, con effettiva priorità, risposta. Non possiamo continuare a tollerare situazioni che ledono così palesemente leggi, sicurezza, diritti», conclude il Vescovo di Prato.

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