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La forza poetica dell’Abbè Pierre nello spettacolo di Massimo Luconi

È stato il prete degli ultimi, un partigiano e un uomo politico, ma anche un poeta. La figura dell’Abbè Pierre affascina ancora oggi perché costringe chiunque venga in contatto con il suo pensiero a interrogarsi, a prendere una posizione. Anche i suoi scritti, le sue poesie, sono una provocazione per la nostra società, «sono nate durante lunghe notti insonni, sono grida di collera e passione, di fede», disse il sacerdote francese.
Su questi testi, scritti a mano in un vecchio quaderno, Massimo Luconi ha costruito uno spettacolo, un recital per voce e canto intitolato «Foglie sparse… a piacimento del vento di Dio». Lo spettacolo si terrà nel Conservatorio di San Niccolò questo venerdì, 2 dicembre, alle ore 21,15. L’ingresso è libero.

 

monica de muru

 

Sulla scena la voce di Monica De Muru e le note del piano e della tromba suonati dal musicista Mirio Cosottini. Il recital su l’Abbè Pierre è già stato rappresentato alcuni anni fa, proprio in San Niccolò, e riscosse un grandissimo successo di pubblico. La riproposizione è stata pensata per non abbandonare i temi cari al Giubileo appena concluso, come la carità, il perdono, l’amore e, soprattutto, la misericordia. «Con la sua opera l’Abbè Pierre ha sempre cercato di “recuperare” le persone dando loro dignità – dice Luconi -, ed è al messaggio in forma poetica di questo sacerdote che lo spettacolo intende rendere omaggio».

Bambini delle scuole cattoliche

Alunni, famiglie e docenti in piazza Duomo per il Giubileo delle scuole cattoliche

Gli alunni, i genitori, i docenti ed il personale delle scuole paritarie cattoliche della Diocesi vivranno il loro giubileo. L’appuntamento è per sabato primo ottobre. Sarà una mattinata di gioia e di festa, ma soprattutto un’occasione per mettere in pratica un’opera di Misericordia.

 

Organizzato dal Coordinamento delle Scuole Cattoliche, dalla Fism e dall’Ufficio diocesano per l’educazione e la scuola, il Giubileo avrà come momento centrale un gesto di solidarietà con i bambini della missione diocesana in Ecuador.

 

Lo hanno chiamato «Piazza …la Misericordia» e si svolgerà questo sabato dalle 9,30 alle 12, con bambini, ragazzi, giovani, insegnanti e famiglie delle scuole cattoliche di ogni ordine e grado che inizieranno la mattinata con un «pellegrinaggio», ovvero una camminata per le strade e le piazze della città per ritrovarsi in piazza Duomo e varcare la Porta Santa. Sin dai primi giorni di scuola, i docenti hanno preparato questo evento. Ad ogni bambino o ragazzo è stato consegnato un «pass», nel quale devono essere apposti due timbri: uno della parrocchia a cui appartiene o che frequenta, l’altro sarà invece apposto in piazza Duomo.

 

Sul sagrato della Cattedrale, alcuni operatori dell’Associazione «Anima Giovane» cureranno l’accoglienza con due attività: la raccolta di materiale di cancelleria da donare ai coetanei in Ecuador; uno spettacolo che aiuti a riflettere attraverso il gioco. Al termine, accolti da mons. Agostinelli, i pellegrini varcheranno la Porta Santa ed entreranno in Duomo.

 

Il programma è così scandito: ore 9, partenza dalle quattro piazze; ore 9,30 arrivo in piazza del Duomo incontro con il vescovo Franco Agostinelli; seguono le attività di accoglienza e lo spettacolo «Piazza… la Misericordia». Alle 11, ingresso in Duomo attraverso la Porta Santa, segue una breve celebrazione, con la lettura di un passo del Vangelo, la riflessione di monsignor Agostinelli, alcune preghiere degli studenti, il Padre Nostro, la benedizione ed un canto finale. Alle 12 si conclude la mattinata.

Chierichetti

In cattedrale il Giubileo dei fidanzati e quello dei chierichetti

Fidanzati, giovani sposi e chierichetti: a loro sono rivolti i prossimi due appuntamenti organizzati dalla Diocesi di Prato in occasione del Giubileo della Misericordia.

 

Il primo, in ordine di tempo, è il Giubileo dei fidanzati, domani, giovedì 5 maggio, alle ore 21,15 in Cattedrale: vedrà protagoniste le coppie in cammino verso il matrimonio e chi è «fresco di nozze». L’iniziativa è promossa dall’Ufficio di Pastorale familiare e prevede un momento di preghiera e riflessione. «Dio sogna con noi» è il titolo della serata, con l’ascolto della Scrittura che tenderà a porre l’accento sulla Misericordia infinita di Dio Padre, che vuole la felicità piena di ciascuna coppia.

 

Domenica 8 maggio sarà invece il turno del Giubileo dei ministranti (conosciuti anche con il nome popolare di chierichetti): per loro il ritrovo è alle ore 17 in Palazzo vescovile (piazza Duomo, 48) per un incontro e una merenda con monsignor Franco Agostinelli.

Seguirà alle ore 19 la messa in cattedrale, presieduta dal Vescovo. All’interno di questo pomeriggio, verrà consegnato ai presenti il primo numero del giornalino dedicato ai chierichetti, curato dall’Equipe di Pastorale dei ministranti, nata recentemente e che ha già in cantiere tutta una serie di iniziative, tra cui un calendario di uscite e alcuni incontri di formazione.

Si conta che nella diocesi di Prato siano oltre trecento i bambini e i ragazzi impegnati tutte le settimane ad aiutare i sacerdoti a servire messa.

Giubileo delle parrocchie

Più di mille fedeli al Giubileo delle parrocchie celebrato in Duomo

Anche se la pioggia ha annullato le quattro processioni in programma, che avrebbero dovuto convergere in piazza Duomo da altrettante chiese del centro storico, in cattedrale c’erano oltre un migliaio di persone. Si è celebrato nel pomeriggio di oggi, domenica 6 marzo, il Giubileo delle parrocchie pratesi, pensato per vivere a livello diocesano l’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

 

In duomo si è tenuta una messa solenne presieduta dal vescovo Franco Agostinelli e concelebrata da una sessantina di parroci accompagnati da tantissimi chierichetti. In chiesa era presente una nutrita rappresentanza delle parrocchie della diocesi di Prato.

 

«Facciamo delle nostre parrocchie delle “oasi di Misericordia” – ha affermato monsignor Agostinelli rivolgendosi ai presenti nel corso dell’omelia – sia per lo stile dell’accoglienza, sia per il linguaggio e i gesti che trasmettono la sollecitudine di Dio verso tutti coloro che bussano, o che incontriamo per una necessità materiale e spirituale».

 

Il tema dell’accoglienza è stato al centro della riflessione del Vescovo, che ha ricordato l’importanza delle opere di misericordia, intese come «apertura al dono di sé», e considerate via necessaria alla «piena realizzazione umana e cristiana». Ma la prima apertura, il primo segno di misericordia, per monsignor Agostinelli deve partire dall’interno, dai fedeli e tra i fedeli, in tutta la comunità ecclesiale. «Non rassegniamoci alle lontananze, alle divisioni, alle gelosie, agli individualismi – ha sottolineato – e, senza giudicarci gli uni gli altri, con la misericordia “che tutto vince, che riempie il cuore pieno di amore e che consola con il perdono” facciamo festa di fraternità, di vita condivisa, di cammino comune, di famiglia di Dio che incessantemente viene ricostituita dal Padre».

 

Secondo monsignor Agostinelli per una parrocchia, essere «oasi di misericordia», significa compiere opere di carità, «questo è il modo che abbiamo per sintonizzarci con il magistero di Papa Francesco». L’attenzione dei cristiani impegnati deve essere rivolta verso le persone, che «innanzitutto devono sentirsi accolte e considerate in quanto persone, senza alcuna distinzione di sorta». E poi occorre avere «attenzione alle istituzioni, cercando di essere per stimolo perché rispondano ai veri bisogni della comunità, al bene comune, alle attese degli scartati e degli impoveriti della società».

 

Questo aiuto deve valere nei confronti di tutti, anche dei lontani, «anche di chi, pur non facendo scelte apparentemente dirompenti, in realtà sta in casa ma non ha il cuore libero. La divina compassione ci dice che l’accoglienza conosce solo gesti e parole di festa, di tenerezza, di verità che non offende, che convince ed attende. Non avvenga mai – ha concluso il Vescovo – che la presunzione di una maggiore dirittura morale ci faccia giudici gli uni degli altri per giungere perfino alla non accettazione del fratello».

Apertura porta santa

Giubileo delle parrocchie, quattro processioni verso la cattedrale

Quattro processioni che convergeranno verso piazza Duomo, qui i fedeli attraverseranno la Porta Santa della cattedrale e inizierà la celebrazione della messa. È il «Giubileo delle parrocchie», l’iniziativa promossa dalla Diocesi per questa domenica, 6 marzo, in occasione dell’anno della Misericordia. Un evento corale al quale tutti, parrocchiani, membri delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti cattolici, sono chiamati a partecipare.
«Sarà il segno tangibile di come il Giubileo possa arrivare a tutti, senza distinzioni – afferma il vicario generale monsignor Nedo Mannucci – per questo vorremmo che ci fosse la più ampia partecipazione».
Ecco le indicazioni. Il ritrovo è alle ore 15 nelle chiese indicate come punto di partenza delle quattro processioni. Le parrocchie che afferiscono ai vicariati centro e sud-est, si troveranno nella basilica di Santa Maria delle Carceri; i fedeli delle zone sud e ovest in San Domenico, il vicariato est in piazza Mercatale, nella chiesa di San Bartolomeo e infine i vicariati nord e Val di Bisenzio si incontreranno in Sant’Agostino. A tutti i presenti sarà distribuito un sussidio contenente le varie fasi della celebrazione.
Il primo momento di raccoglimento e preghiera sarà vissuto all’interno della chiesa di ritrovo, poi alle 15,30 si formeranno le processioni, aperte con la croce astile, verso il duomo. Durante il tragitto ci saranno le litanie dei santi, la recita dei salmi e di una preghiera.
L’arrivo in cattedrale è previsto alla 16, il vescovo Franco attenderà i fedeli sul sagrato insieme ai canonici del Capitolo e poi, con il canto del Giubileo, tutti i presenti attraverseranno la Porta Santa e la messa avrà inizio.
Naturalmente sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria, ovvero la remissione delle pene per i peccati commessi, alle solite condizioni: in primis, ci si deve accostare al sacramento della confessione, si deve compiere un pellegrinaggio in una chiesa giubilare e partecipare alla messa. Occorre inoltre pregare secondo le intenzioni del Papa e impegnarsi in opere di carità e penitenza che esprimano la conversione del cuore.

Apertura Porta Santa

Il vescovo Agostinelli ha aperto la Porta Santa dando inizio al Giubileo

«Aprite le porte della giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore». Con queste parole il vescovo Franco Agostinelli ha aperto la porta principale della cattedrale divenuta per l’occasione Porta Santa, dando così inizio anche nella Diocesi di Prato al Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco.

 

Con il pastorale in mano mons. Agostinelli ha guidato la processione partita dalla basilica di Santa Maria delle Carceri, altra chiesa giubilare, fino a piazza Duomo, dove ha spalancato quella che fino al 20 novembre del prossimo anno sarà la Porta Santa. Il ricordo è andato a quindici anni fa, al Giubileo del 2000, aperto a Roma da Giovanni Paolo II con indosso lo stesso piviale color rosso, blu e oro utilizzato dal Vescovo per questa celebrazione. Durante la messa il Presule ha usato la casula bianca e rossa identica a quella donata al Papa in occasione della sua visita a Prato, e il calice regalato da Francesco al Duomo.

 

Tantissimi i fedeli presenti, che hanno voluto partecipare all’evento nonostante qualche goccia di pioggia. Lungo le strade percorse dal corteo con in testa il Vescovo, i sacerdoti diocesani e i diaconi, si sono messe in fila circa quattro mila persone, le stesse che hanno attraversato la Porta Santa della cattedrale dall’inizio della messa fin oltre la celebrazione. Insieme ai pratesi erano presenti il sindaco Matteo Biffoni, il vice sindaco Simone Faggi e altri esponenti della Giunta, il prefetto Maria Laura Simonetti, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i primi cittadini dei Comuni facenti parte del territorio diocesano.

 

Oltre al logo ufficiale del Giubileo, che campeggia sopra il portone della cattedrale, la Diocesi ha scelto un’icona tutta pratese: l’immagine della Santissima Trinità di Apollonio di Giovanni, opera del Quattrocento custodita nel Museo dell’Opera del Duomo, che in questo anno giubilare verrà posta sul presbiterio.

 

«La porta è aperta per entrare e uscire – ha detto mons. Agostinelli nel corso dell’omelia – per vivere sia l’unità con Cristo e tra di noi, che l’irradiazione della sua potenza risanatrice». Le parole del Vescovo sono state pieni di inviti, sempre ispirate dal tema comune: quello della Misericordia, intesa come «l’abbraccio misericordioso del Padre»; «perché il bene – ha sottolineato – non va solo proclamato o ricordato agli altri, va vissuto, pur con le nostre fragilità».

 

E se perdono e riconciliazione sono le parole che caratterizzano questo speciale Anno Santo, come ci ricorda sempre Papa Francesco, durante la solenne concelebrazione, il pensiero è andato anche al recente dramma consumatosi in San Francesco, dove un uomo si è suicidato lo scorso primo dicembre. La Chiesa di Prato ha voluto esprimere con una intenzione durante la preghiera dei fedeli il suo perdono per quanto è successo – «in questo momento di sofferenza e di smarrimento di tutti e di tutta la comunità pratese» – «se non sempre siamo stati capaci di scoprire il volto sofferente di Gesù in quello dei nostri fratelli più bisognosi». Così il Vescovo nell’omelia: «lo so che talvolta il bisogno dell’altro ci può aver trovati non sufficientemente attenti. Ma andiamo avanti – ha aggiunto – impariamo anche dalle nostre carenze la grande lezione dell’amore perché anche le nostre eventuali inadeguatezze siano altrettante parole di Dio che ci invita alla conversione. Anche il dolore può essere il megafono di Dio che risveglia il nostro mondo sordo e distratto».

 

Poi un pensiero particolare è stato rivolto da mons. Agostinelli ai carcerati della Dogaia, agli ammalati e agli anziani, che vivono in famiglia e nelle case di cura: «saranno loro – ha detto – insieme ai poveri e agli innocenti oppressi, incontrati e serviti nell’amore di Cristo, a spalancarci le porte del paradiso». Nell’elencare situazioni di sofferenza e smarrimento, il Vescovo ha ricordato che il Papa, venuto a Prato poco più di mese fa, abbia invitato tutti ad aprire Porte Sante «nei tanti luoghi della carità samaritana».

 

Infine un augurio rivolto ai tantissimi presenti, stretti tra le panche e le navate di una cattedrale piena come sa essere solo nelle grandi occasioni, quello a «tessere relazioni di fraternità, rispetto, lealtà, collaborazione, perdono, dialogo e tenerezza». Parole maestre che secondo il Vescovo servono a orientare il cammino missionario della Chiesa di Prato.

Il vescovo Franco Agostinelli

Domenica si apre la porta santa del Giubileo della Misericordia

Con l’apertura del portone di ingresso del Duomo, che per l’occasione si fa «Porta Santa», anche a Prato avrà inizio il Giubileo Straordinario della Misericordia. In tutte le Diocesi del mondo questa domenica, 13 dicembre, comincerà l’Anno Santo indetto da Papa Francesco, un tempo dedicato alla riconciliazione e alla conversione, al quale tutti sono invitati a partecipare.

 

La processione e la messa solenne

La comunità diocesana pratese si ritroverà questa domenica alle 15,15 in piazza Santa Maria delle Carceri, di fronte alla basilica. Alle 15,30 avrà inizio una solenne processione guidata dal vescovo Franco Agostinelli, che insieme ai sacerdoti diocesani, ai diaconi e a tutti i presenti si muoverà verso la cattedrale. Il corteo passerà da via San Bonaventura, piazza San Francesco, via Ricasoli, corso Mazzoni e infine piazza Duomo. Qui, alle ore 16, con in mano il pastorale, monsignor Agostinelli aprirà la porta centrale della cattedrale, la Porta Santa giubilare, addobbata con l’immagine scelta per rappresentare l’Anno Santo: Gesù Buon Pastore che si carica sulle spalle l’uomo ferito con l’invito a essere «misericordiosi come il Padre».

Il Vescovo porterà il Vangelo all’interno della chiesa, la processione dei sacerdoti e dei fedeli attraverserà la Porta e comincerà la messa solenne.

«Per la Chiesa pratese il Giubileo avviene a un mese dalla visita di Papa Francesco – dice il vicario generale monsignor Nedo Mannucci – con l’apertura della Porta Santa avremo la possibilità di sottolineare ancora di più la bellezza di quell’incontro, sperimentabile tutti i giorni di questo anno»

Nell’occasione tutte le messe vespertine della domenica solitamente celebrate nelle chiese diocesane sono sospese per permettere la partecipazione all’inizio del Giubileo a fedeli e sacerdoti.

 

I paramenti del Vescovo Franco

papa giovanni paolo II apertura giubileo 2000Durante la processione e la celebrazione della messa monsignor Agostinelli indosserà dei paramenti sacri dall’alto valore simbolico. Sulle spalle porterà un piviale identico a quello utilizzato da Giovanni Paolo II il giorno dell’apertura del Giubileo del 2000, mentre la casula sarà uguale a quella donata a Papa Francesco il giorno della sua visita a Prato. Sono copie conformi ai doni fatti dall’Unione Industriale Pratese ai Pontefici per due occasioni speciali.

Il piviale, ampia veste liturgica simile a un mantello, usata nelle celebrazioni solenni fuori dalle chiese, fu offerta dagli imprenditori pratesi a nome della città e della diocesi a Papa Wojtyla per officiare il rito di inizio dell’ultimo Anno Santo celebrato quindici anni fa. Suggestiva la scelta e la combinazione dei colori: rosso, blu e oro segno di sacrificio, incarnazione e gloria.

La casula, la veste propria di chi celebra la messa, invece è stata donata a Francesco lo scorso 10 novembre, giorno della sua visita in città. È stata confezionata utilizzando la ricostruzione moderna di un panno del XIV secolo, secondo le indicazioni tecniche contenute nelle carte di Francesco di Marco Datini. I colori sono il rosso scarlatto e il bianco naturale della fibra di lana. L’ornamento della casula è ispirato al crocifisso di San Damiano, caro allo spiritualità francescana.

 

Il calice di Papa Francesco

calice donato da papa francesco alla cattedrale di pratoNon solo i doni di Prato al Papa, durante la celebrazione per l’apertura del Giubileo della Misericordia, verrà utilizzato un regalo che Francesco ha fatto alla cattedrale di Santo Stefano lo scorso 10 novembre. Si tratta di un calice in argento dorato, impreziosito da gemme di coloro rosso. Sia sulla base che sulla parte superiore si notano intarsi con scene di vita di Cristo. Assieme al calice, è stata donata anche una patena (il piatto dove viene posta l’ostia prima di essere consacrata). Poco prima di fermarsi in preghiera nella Cappella del Sacro Cingolo, il Santo Padre ha consegnato al vescovo Agostinelli una teca di pelle nera contenente i due oggetti sacri. Sulla parte superiore della scatola e sotto la base del calice è impresso lo stemma papale di Francesco.

Anche 29 anni fa, il 19 marzo 1986, Giovanni Paolo II donò alla nostra Chiesa un calice da messa in occasione della sua storica visita alla città di Prato.

 

La diretta di Tv Prato

 Processione e messa saranno trasmesse in diretta su Tv Prato, sia sul canale 74 del digitale terrestre, che in streaming sul sito tvprato.it. Il primo collegamento sarà da piazza Santa Maria delle Carceri per la partenza della processione. Le telecamere seguiranno ogni momento di questa speciale giornata, commentata in studio dal direttore Gianni Rossi.

 

Le altre chiese giubilari (e la Dogaia)

Oltre al duomo saranno chiese giubilari per tutto il corso dell’Anno Santo – fino al 20 novembre 2016 – anche la basilica di Santa Maria delle Carceri, intitolata a Maria Madre della Misericordia, e il santuario di Sant’Antonio Maria Pucci a Poggiole di Vernio. Quest’ultimo inizierà il Giubileo domenica 20 dicembre con una messa in programma alle ore 11,30 presieduta da monsignor Agostinelli. La celebrazione sarà preceduta da una processione con partenza dalla casa per i ritiri spirituali intitolata al «curatino di Viareggio», che si trova a Poggiole, a poca distanza dalla chiesa.

Inoltre anche gli altri santuari mariani della diocesi, nel giorno della propria festa, saranno chiese giubilari. E quindi: Santa Maria del Giglio (8 marzo), Santa Maria della Pietà (26 aprile) e Santa Maria del Soccorso (30 aprile).

Su indicazione di Papa Francesco le cappelle delle Case circondariali possono essere chiese del Giubileo, e quindi in Diocesi, in una data ancora da definirsi, la Porta Santa si aprirà anche nel carcere della Dogaia.

 

Come ottenere l’indulgenza

 Come si fa a vivere il Giubileo e a ottenere l’indulgenza? L’invito è a varcare la Porta Santa, del duomo o delle altre chiese giubilari, e una volta entrati recitare il Credo e pregare, come ha spiegato lo stesso Francesco, per le intenzioni che si portano nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero. Tra le preghiere è suggerita quella scritta dal Papa per il Giubileo. Poi, per ottenere l’indulgenza, occorre seguire le solite condizioni: confessarsi e accostarsi alla celebrazione eucaristica portando nel cuore una riflessione sulla Misericordia.

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