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Il grande pianista Giovanni Nesi in concerto per ricordare la visita del Papa

Ricordare la visita del Santo Padre in città ascoltando le musiche preferite da papa Francesco. Mercoledì 9 novembre alle ore 19 nella chiesa di San Francesco è in programma un concerto del grande pianista pratese Giovanni Nesi. L’evento è inserito nel calendario delle iniziative pensate dalla Diocesi di Prato per fare memoria della storico abbraccio tra Francesco e Prato, avvenuto un anno fa, il 10 novembre 2015.

 

Anche l’anno scorso, di questi tempi, per prepararsi al meglio all’arrivo del Pontefice, si tenne una esibizione di Giovanni Nesi e la serata riscosse un grandissimo successo.
Mercoledì saranno eseguite musiche di Franz Schubert e di Domenico Zipoli, gesuita e musicista vissuto nel Settecento, originario di Prato, per molti anni missionario in America Latina. È uno dei compositori amati da Bergoglio, confratello di Zipoli e grande appassionato di musica. Anche Nesi è sempre stato affascinato dalle composizioni zipoliane, nel 2014 ha eseguito per la prima volta su pianoforte moderno tutte le suite e le partite del compositore missionario. Da quelle esecuzioni è stato tratto un cd per la celebre etichetta londinese Heritage. E per avvicinare il pubblico alla conoscenza di Zipoli, insieme al critico musicale di Repubblica Gregorio Zoppi, il pianista pratese sta girando le città italiane con lo spettacolo «Il Gesuita dei due Mondi».

 

Il concerto di mercoledì è aperto a tutti ed è a ingresso libero. Durante la serata saranno proiettate le immagini salienti della visita di Francesco a Prato.

biffoni agostinelli con papa francesco

Il vescovo Agostinelli e il sindaco Biffoni insieme per la costruzione dei «patti di prossimità»

Prosegue il cammino della Diocesi di Prato nell’incontro, ma soprattutto nell’ascolto, della città. Ieri pomeriggio nella sala rossa di Palazzo vescovile, si sono dati appuntamento il sindaco Matteo Biffoni e il vescovo Franco Agostinelli, presente anche il direttore dell’ufficio di pastorale sociale e del lavoro Michele Del Campo, per parlare di Prato e dei pratesi, per condividere idee e mettere in comune riflessioni e disponibilità di aiuto reciproco nel rispetto dei diversi ambiti di competenza.

 

L’obiettivo della Diocesi, è quello di lavorare insieme a tutte le componenti pratesi, istituzionali e di rappresentanza sociale ed economica, per costruire «patti di prossimità». L’iniziativa nasce dalle parole del Papa pronunciate lo scorso 10 novembre nel corso della sua storica visita in città. Dal pulpito di Donatello Francesco invitò i pratesi a «stabilire dei veri e propri “patti di prossimità”». Ma non solo, il Santo Padre indicò anche una modalità di lavoro: «avvicinatevi per realizzare questo», chiese papa Bergoglio.

 

«Questi incontri che facciamo intendono alzare il nostro sguardo sulla città – spiega monsignor Agostinelli – per capire quello che sta avvenendo in vista di una fattiva collaborazione per la costruzione del futuro». Educazione e formazione, lavoro e sviluppo, welfare e immigrazione, gli ambiti di confronto e discussione nell’incontro tra Sindaco e Vescovo.

«Dopo la visita del Papa ci siamo “persi” nel quotidiano e non abbiamo dato seguito alle sue parole – ammette Biffoni – ringrazio la Diocesi per aver messo in moto questo cammino di ascolto reciproco. Il Comune si rende disponibile a partecipare a questo percorso di avvicinamento utile per unire e coinvolgere soggetti diversi per il bene di Prato».

 

Nelle due ore di discussione sono emerse preoccupazioni – la principale ha riguardato la tenuta del lavoro e la necessità di un suo sviluppo – e la volontà di valorizzare l’ottima rete sociale già esistente sul territorio aumentando la sinergia. Biffoni e monsignor Agostinelli hanno condiviso inoltre l’importanza strategica della scuola e l’impegno nella formazione delle nuove generazioni: «una persona strutturata può uscire con maggiore facilità da eventuali situazioni di disagio». L’attenzione alle fragilità, diverse e diffuse, che portano povertà ed esclusione, è stato un punto di riflessione approfondito e inserito tra gli obiettivi prioritari del «patto di prossimità».

 

Quello con l’Amministrazione comunale è stato il secondo incontro in vista della costruzione dei «patti di prossimità». Lo scorso 2 aprile furono le rappresentanze sindacali pratesi a iniziare questo percorso, che proseguirà nel mese di luglio con le associazioni dei commercianti e poi con gli artigiani. Nelle prossime settimane sono attesi in Palazzo vescovile anche gli industriali. A settembre riprenderanno i colloqui con altre realtà cittadine e a novembre, un anno dopo la visita di Papa Francesco, si terrà una assemblea pubblica per presentare il lavoro svolto in questi mesi e tradurre l’analisi della città in impegni concreti ed operativi.

Copertina pellegrinaggio a Roma

«Mi ricordo di Prato, del vostro bellissimo pulpito e di quella piazza piena di gente», il saluto di Francesco a Prato

Prefetto, sindaco e vescovo salutano Papa Francesco
Prefetto, sindaco e vescovo salutano Papa Francesco

Prato in pellegrinaggio a Roma per ringraziare Francesco della visita del 10 novembre scorso. Sei mesi dopo lo storico abbraccio tra la città laniera e Papa Bergoglio, i pratesi erano in piazza San Pietro per ricambiare, con affetto, la cortesia. Cinquecento i pellegrini partiti nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 maggio con una decina di pullman per partecipare all’udienza con il Santo Padre. Con loro il vescovo Franco Agostinelli, il vicario generale mons. Nedo Mannucci, il sindaco Matteo Biffoni, insieme agli assessori Daniela Toccafondi e Mariagrazia Ciambellotti, il prefetto Maria Laura Simonetti e alcuni rappresentanti delle categorie economiche e sindacali: Alfredo Dolfi di Confesercenti, Veronica Scopelliti del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio, Stefano Bellandi della Cisl e Alessandro Fabbrizzi della Cgil.

 

Dolfi Fabbrizzi Ciambellotti e Toccafondi
Dolfi Fabbrizzi Ciambellotti e Toccafondi

La città del lavoro, «la comunità-laboratorio di convivenza, di laboriosità, di intraprendenza, di solidarietà e di spiritualità», come fu descritta da monsignor Agostinelli nel suo saluto al Papa in visita a Prato, si è presentata di nuovo davanti al Pontefice. Con il Vescovo, il Sindaco, il Prefetto, Bellandi (Cisl) e Scopelliti (Camera di Commercio) che hanno avuto modo di avvicinare personalmente il Santo Padre partecipando al baciamano. Il Presule ha portato in dono a Francesco il libro fotografico realizzato dalla Diocesi in occasone della storica mattinata del 10 novembre. «Mi ricordo bene di Prato, del vostro bellissimo pulpito e della piazza piena di persone venute a salutarmi», ha detto Francesco a mons. Agostinelli e a Biffoni quando si è avvicinato a loro al termine dell’udienza.

 

«Si è ripetuta l’emozione del 10 novembre – dice il Vescovo – oggi abbiamo vissuto la stessa intensità di quello storico giorno. Per i pratesi, presenti in piazza San Pietro con un buon numero, si è trattato di un nuovo affettuoso abbraccio con il Papa. Per loro è stata è una bellissima esperienza».

«Da cittadino e da sindaco sono estremamente felice di sapere che Francesco ricordi con affetto Prato, il pulpito e la piazza del Duomo gremita – afferma Matteo Biffoni –, le parole del Santo Padre, pronunciate questa mattina, confermano che la visita è stata da lui fortemente sentita. Si è trattato di un bellissimo gesto di attenzione verso Prato».

 

Il Vescovo Agostinelli saluta i pratesi
Il Vescovo Agostinelli saluta i pratesi

I cinquecento pratesi, divisi per parrocchia di appartenenza, hanno assistito all’udienza mischiandosi alle migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo. E come avviene nelle udienze del mercoledì, sorrisi, foto e cori da stadio hanno salutato il passaggio di Francesco a bordo della papamobile in mezzo alla piazza. Quando il Pontefice, prima della benedizione finale, ha citato Prato – «Sono lieto di accogliere i fedeli della Diocesi di Prato, accompagnati dal loro vescovo Agostinelli. Auspico che il vostro pellegrinaggio giubilare susciti in voi il desiderio di diventare missionari di Misericordia» – in piazza si sono sentiti distintamente moltissimi applausi.

 

Nel suo discorso Francesco ha commentato l’episodio di Lazzaro e del ricco Epulone, contenuto nel Vangelo di Luca. «Quello di Lazzaro – ha detto il Papa – rappresenta il grido dei poveri di tutti i tempi e le contraddizioni di un mondo dove le risorse e le ricchezze sono nelle mani di pochi». Con queste parole il Pontefice ha voluto ricordare a tutti che «la salvezza è legata alla Misericordia verso il prossimo. Nessun messaggero e nessun messaggio può sostituire i poveri che incontriamo nel cammino, è Gesù stesso che ci viene incontro».

 

«Facciamo nostro l’invito del Papa ad essere uomini e donne di fede missionari di Misericordia e di giustizia – commenta mons. Agostinelli – e non dimentichiamo il bellissimo discorso che ci rivolse dal pulpito di Donatello. Sono parole importanti che riportiamo a casa. Mi auguro che la nostra città continui il dibattito e il confronto su queste esortazioni, c’è bisogno di riflettere e crescere insieme per il bene di Prato».

 

Nel pomeriggio il pellegrinaggio pratese prosegue con la celebrazione della messa nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Il cambiamento di programma, inizialmente la funzione era prevista all’altare della cattedra, si è reso necessario per lo svolgimento dei funerali del cardinale Giovanni Coppa, celebrati in San Pietro. Gli autobus riaccompagneranno a casa i pellegrini al termine della messa presieduta dal vescovo Agostinelli e concelebrata da dodici sacerdoti diocesani.

Un sorriso e un primo saluto del Santo Padre

Pellegrinaggio diocesano a Roma per ringraziare Papa Francesco della sua visita a Prato

Ultimi giorni per prenotarsi al pellegrinaggio diocesano a Roma. Mercoledì 18 maggio la Chiesa di Prato parteciperà all’udienza del Papa in piazza San Pietro. L’iniziativa è stata promossa per ringraziare Francesco della sua visita in città. Quello vissuto il 10 novembre scorso è stato un momento storico ed emozionante per le migliaia di pratesi, che affollarono le strade e le piazze attraversate dalla papamobile.
Chiunque volesse partecipare all’incontro con il Santo Padre è ancora in tempo. L’organizzazione è a cura dell’ufficio diocesano pellegrinaggi coordinato da don Giancarlo Innocenti. La prima cosa da fare è sentire il proprio parroco, ci sono pullman che partono direttamente da alcune parrocchie, altrimenti per informazioni e iscrizioni si può chiamare l’ufficio pellegrinaggi al numero 0574-930630, oppure recarsi in piazza Lippi 34, l’ufficio è aperto il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12.
Il programma della giornata prevede la partenza con i bus alle 3 del mattino dal parcheggio vicino al McDonald’s, oppure presso una parrocchia indicata. L’arrivo in piazza San Pietro è previsto alle 7,30, poi alle 9,30 Francesco inizierà il proprio giro di saluti ai pellegrini con la papamobile. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, in programma una messa presieduta dal vescovo Agostinelli e concelebrata dai sacerdoti presenti all’interno della Basilica all’altare della cattedra. La quota, comprensiva del solo viaggio, è di 35 euro. Il ritorno a Prato è previsto in serata.

Dalle parole del Papa all’azione pastorale, prossimi obiettivi della Chiesa pratese

«Al Convegno Ecclesiale ho visto una Chiesa bella e diversa da quella che conoscevo. Forse è quella che sognavo da ragazzo». Don Luciano Pelagatti ripensa ancora alla carica, all’energia positiva che ha vissuto come delegato pratese lo scorso novembre a Firenze, al grande raduno convocato dai Vescovi italiani per tracciare nuove strade di cammino per la comunità ecclesiale. Più o meno nello stesso momento, il 10 novembre, Papa Francesco prima di raggiungere i convegnisti riuniti nel capoluogo toscano, è passato da Prato. Da noi c’è stato circa un’ora e mezzo, parlando dal pulpito per non più di 10 minuti, ma le sue parole sono arrivate dritte dritte al cuore della città e della nostra Chiesa.
Da questi due eventi, ma soprattutto dalle esortazioni di Francesco, intende ripartire la nostra Diocesi, impegnata nella riscrittura del piano pastorale triennale. Lunedì scorso, 22 febbraio, si è riunito il Consiglio pastorale diocesano con l’intento di mettere sul piatto idee, proposte o anche solo suggestioni scaturite da frasi come: «Non c’è fede senza rischio», dall’invito a «piantare tende di speranza» e a «suggellare patti di prossimità».

 

L’esperienza di Firenze non ha portato solo suggerimenti e nuova linfa, ma anche, in particolare, un metodo di lavoro nel segno della sinodalità. E allora anche i prossimi incontri programmati per individuare obiettivi e scegliere conseguenti e adeguati strumenti pastorali, saranno improntati secondo lo stile della divisione in piccoli gruppi di discussione, divisi per argomenti e formati da sacerdoti, religiosi e laici. «Abbiamo bisogno delle vostre osservazioni – ha sottolineato più volte il Vescovo – e non importa essere presenti o facenti parte del Consiglio per esprimersi. Aspetto da tutti i laici impegnati e desiderosi di dare il proprio contributo, suggerimenti e idee». Nel mese di gennaio monsignor Agostinelli ha inviato una lettera a tutte le realtà ecclesiali, chiedendo di poter ascoltare la voce di chi intende partecipare al cambiamento e all’adeguamento della nostra Chiesa alle sfide di oggi. «C’è tempo fino al 30 aprile – ha ricordato il Vescovo -, coraggio, fatevi avanti».
Uscire per andare incontro alle persone, ai lontani che hanno bisogno di noi, ma anche valorizzare quanto di buono facciamo nelle nostre comunità. Saper ascoltare gli altri, testimoniare gioia e speranza di chi crede nel cambiamento positivo. Formazione del clero e dei laici per riuscire a percorrere strade nuove. Avere il coraggio di superare forme e strumenti pastorali forse non più adeguati alla società di oggi. Osare per rinnovare il nostro stile missionario. Sono alcune tra le tante riflessioni emerse nei quattro gruppi di lavoro formati lunedì scorso durante il Consiglio pastorale.

 

Il prossimo appuntamento è per il 30 maggio, per un incontro strutturato e prolungato, dal tardo pomeriggio fino alla sera dopo cena. Ma un’ultima indicazione è quanto mai importante per monsignor Agostinelli: «La Chiesa non è del vescovo e dei preti, ma è formata da tutti».

G.C.

 

Da Toscana Oggi – La Voce di Prato di domenica 28 febbraio 2016

La Diocesi in cammino verso il Piano pastorale: Sinodalità, un elemento imprescindibile

Una parola d’ordine: sinodalità. Non c’è dubbio, se c’è una indicazione che emerge con forza dal Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze è proprio il tema della sinodalità, il «cammino insieme», come suggerisce l’origine greca del termine che nasce dalla combinazione di syn (con, insieme) e odòs (strada, cammino). A dirlo, anzi meglio, a raccontare la propria esperienza sono stati i delegati pratesi all’assemblea convocata dalla Chiesa italiana lo scorso novembre nel capoluogo toscano. Il vescovo Agostinelli ha chiesto loro di fare una sintesi del Convegno e di condividerla con la Diocesi nel corso di un incontro che si è tenuto lunedì 8 febbraio alle 18 in Palazzo vescovile.
Secondo le intenzioni di monsignor Agostinelli non si è trattato di un semplice, pur necessario, appuntamento di verifica sui lavori fiorentini, ma di una delle tappe, la seconda dopo il Consiglio presbiterale, che porteranno alla redazione del nuovo Piano pastorale diocesano. L’idea del Vescovo è di riunire tutte le anime della comunità ecclesiale a giugno, «in due pomeriggi», per scrivere insieme secondo le stesse modalità che hanno contraddistinto il Convegno fiorentino, le rotte che la Chiesa pratese dovrà percorrere nei prossimi tre anni. «Sono in attesa di suggerimenti, di indicazioni da voi», ha detto monsignor Agostinelli, ricordando l’invito fatto lo scorso 26 dicembre in cattedrale, quando ha chiesto a tutti, dai sacerdoti ai laici impegnati, di inviare idee concrete per un necessario cambiamento pastorale a livello diocesano e parrocchiale.
Proviamo a sintetizzare al massimo le parole dei nostri delegati al Convegno che hanno partecipato ai tavoli di discussione suddivisi nei cinque ambiti scelti dai Vescovi per la riflessione (uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare).
Uscire. Eleonora Fracasso, giovane direttrice del Centro missionario diocesano, ha preso parte alle discussioni su questo tema. «Uscire deve essere lo stile di vita del cristiano – ha detto – ma prima di farlo occorre capire in quale direzione, occorre capire chi siamo». E allora si rende necessaria la formazione di una nuova generazione di cristiani. Non solo, l’urgenza di una crescita, nella fede e nella pastorale, riguarda tutti, dai laici ai sacerdoti, ma anche le famiglie in quanto tali.
Annunciare. Su questa tematica è intervenuto il vescovo Franco<+tondob>, il quale ha ribadito «l’esigenza dell’ascolto e della testimonianza», perché «un annuncio è credibile solo se accompagnato da gesti che hanno il gusto della carità». Alcune attenzioni: no all’autoreferenzialità, no al clericalismo. E poi, «esprimere sempre la gioia dell’appartenenza».
Abitare. Un ambito presentato da Idalia Venco, direttrice della Caritas diocesana. «Occorre abitare, non i luoghi, ma le relazioni», ha osservato la delegata. «Mettersi in relazione vuol dire ascoltare e forse mancano degli spazi per questo tipo di incontro». Tra le indicazioni emerse c’è quella dell’accoglienza: «atteggiamento a cui tutti siamo chiamati, in particolare verso i più fragili. Non limitiamoci però al gesto, – ha detto Venco – cerchiamo sempre di dare dignità alle persone, che devono sentirsi utili». Tra le proposte, a Firenze c’è chi ha suggerito una «pastorale di condominio».

Educare. Tra i nostri delegati c’era anche una coppia, Enrico e Antonella Guasti, membri dell’equipe di pastorale familiare. «Quella educativa è una sfida avvertita come centrale, – hanno detto – ma occorre lavorare sulla credibilità degli educatori, testimoni e non maestri. A loro viene richiesto un esercizio di umiltà, disinteresse e gratitudine. Chi educa non deve disporre delle persone, ma trasmettere la fede per attrazione». E poi una attenzione: alla famiglia, che ha bisogno di guide spirituali in grado di orientare il cammino.

Trasfigurare. Il verbo dal significato più difficile, tra i cinque ambiti del Convegno. Su questo punto è intervenuto don Luciano Pelagatti, parroco della Pietà e responsabile dell’ufficio liturgico diocesano. «Per far emergere la bellezza della fede e dell’esser cristiano – ha osservato il sacerdote – si vivono alcune fatiche: si pecca di eccessivo attivismo e c’è una frammentarietà della proposta pastorale. Occorre una liturgia che sia capace di introdurre al “mistero”. Stiamo attenti alle celebrazioni trionfali che spesso sono vuote. Eppure – ha sottolineato – anche da parte dei giovani c’è una forte domanda di spiritualità. Dobbiamo intercettarla». Un suggerimento: «centralità della domenica, sobrietà dei riti, la liturgia deve tornare ad essere gustata dai fedeli».

 

Il 10 novembre, secondo giorno del Convegno ecclesiale di Firenze, per Prato è stato un momento speciale: la visita di Papa Francesco in città. È ancora forte l’emozione per quell’incontro ma ora, è tempo di riprendere a mente fredda le parole del Santo Padre, che meritano di essere meditate e approfondite. Nell’incontro di lunedì 8 febbraio in palazzo vescovile, il vicario mons. Nedo Mannucci le ha ricordate sottolineando due di quello storico giorno: la preparazione corale dell’evento, che ha messo insieme in modo fruttuoso le istituzioni cittadine, la bellezza del discorso di Francesco, pieno di speranza. «Il Papa ha scoperto Prato e ci ha indicato una strada», ha osservato il Vicario. E sulla visita di Francesco si è espresso anche Michele Del Campo, direttore di pastorale sociale, coordinatore nelle settimane precedenti il 10 novembre, della stesura di una lettera che il mondo del lavoro pratese ha indirizzato al Papa. «Abbiamo lanciato un’idea che il Santo Padre ha fatto propria: quella dei “patti di prossimità”, una espressione usata dallo stesso Francesco», ha affermato Del Campo. «Non ce ne siamo dimenticati, è lo sforzo che faremo da adesso e nei prossimi mesi, torneremo a riunire le categorie produttive e sindacali per creare una filiera che produce valori prima ancora che risultati economici», ha concluso Del Campo.

 

Giacomo Cocchi

Da Toscana Oggi – La Voce di Prato di domenica 14 febbraio 2016

 

Madre e figlio

Più di 100mila euro per la campagna “Adotta un famiglia”

Ha superato il tetto di 100mila euro, ma la cifra è destinata ancora ad aumentare. La visita di Papa Francesco ha scaldato i cuori dei pratesi e la campagna «Adotta una famiglia» a favore dell’Emporio sta andando oltre i risultati sperati. Come dono da presentare al Santo Padre lo scorso 10 novembre in occasione del suo incontro con la città, la Diocesi, d’intesa con il Comune, aveva scelto di compiere un gesto di carità nei confronti delle famiglie bisognose. Così, invece di dar vita a nuovi progetti, si è scelto di rafforzare l’Emporio, il supermercato solidale pensato per dare un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà.

 

Anche l’iniziativa «Adotta una famiglia» era già partita in passato, questa volta è stata rilanciata in vista dell’arrivo del Papa. Grazie all’impegno delle parrocchie, di associazioni, aziende e di singoli cittadini si è potuti arrivare a quota 100mila. Uno splendido regalo di Natale per i 1864 nuclei familiari sostenuti dal progetto Emporio. Lo scorso anno invece vennero raccolti, tramite le offerte ordinarie, 25mila euro. La campagna comunque continua e verrà rilanciata anche nel 2016.

 

«Dobbiamo ringraziare i pratesi per la loro generosità – commenta Umberto Ottolina, neo coordinatore del progetto Emporio – ammetto che il risultato raggiunto è andato oltre ogni aspettativa. Quanto raccolto ci servirà per acquistare carne di pollo, olio d’oliva, pannolini per neonati e latte in polvere, prodotti che non riusciamo a reperire tra le eccedenze alimentari donate dalla grande distribuzione». Nel 2014 e nel 2015 in totale sono stati distribuiti prodotti per un contro valore di 2 milioni di euro.

 

Inoltre, grazie a questo risultato, il Comitato di gestione ha deciso di aumentare di 50 il numero delle persone che possono fare la spesa al supermercato solidale. Adesso salgono a 950 le tessere a punti autorizzabili in contemporanea per usufruire di questo servizio sociale. Sono card elettroniche caricate con un credito espresso in punti corrispondenti al valore in euro, durano tre mesi e sono eventualmente prorogabili per coloro che si trovano ancora in stato di bisogno. Per questo motivo durante l’anno vengono rilasciate a più famiglie per un totale di quasi 1900.

Ampio spazio sui media nazionali e internazionali per il discorso di Francesco

Ha avuto ampio spazio sulla stampa nazionale e internazionale la visita del Santo Padre in Toscana. L’apertura dei Tg italiani ha compreso le immagini di piazza Duomo e se la maggior parte dei quotidiani hanno dato spazio al messaggio del pontefice indirizzato ai vescovi e ai delegati del Convegno nazionale ecclesiale di Firenze, molti hanno comunque rimarcato il monito di Papa Francesco a dare ad ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno, pronunciato dal pulpito di Donatello.

Lo spagnolo El Pais, in un articolo intitolato “Il Papa condanna lo sfruttamento del lavoro nella capitale tessile d’Italia”, racconta soltanto la tappa pratese, rimarcando come i viaggi di Francesco in Italia abbiano spesso avuto come obiettivo le periferie. “Durante la giornata di oggi – scrive El Pais – Bergoglio era atteso a Firenze per il 5° Congresso nazionale ecclesiale, ma ha deciso di visitare prima la vicina città di Prato per lanciare un messaggio: ‘Sì all’accoglienza, no all’illegalità”.
Lo statunitense Washington Post descrive entrambe le tappe di Papa Bergoglio citando i passaggi sulla tragedia di via Toscana (leggi l’articolo).

Sul quotidiano L’Avvenire la nostra città conquista la prima pagina: “A Prato il no all’illegalità «Lavoro degno per tutti», il titolo. Lo stesso è per l’Osservatore romano che titola “Sogno una chiesa inquieta” e riporta nel sottotitolo “E a Prato condanna corruzione e sfruttamento invocando per tutti un lavoro degno”.
Anche Il Mattino di Napoli valorizza i contenuti pratesi del viaggio con un’intervista al vescovo di Prato Franco Agostinelli, che dice riferendosi all’intervento del Papa sul rogo di via Toscana afferma: “All’improvviso quel guizzo di un tragico ricordo per rilanciare quel che ormai è diventato un nostro prevalente tema di evangelizzazione. Noi lottiamo, in nome della Chiesa, contro le condizioni disumane per i lavoratori cinesi”.
Sul rogo di via Toscana, il Corriere Fiorentino ha interpellato lo scrittore e parlamentare pratese Edoardo Nesi che ha definito “spiazzante e rinfrancante” il riferimento di papa Bergoglio e ha aggiunto che “pochissimi pratesi riescono a farsi una colpa di ciò che è accaduto”.

Opera Segno

Già 80mila euro per l’opera-segno di carità per la visita di Papa Francesco

Oltre 80mila per l’opera-segno di carità ideata per la visita di Papa Francesco: un dato che conferma quanto i pratesi abbiano apprezzato l’iniziativa ideata dal supermercato solidale di via del seminario e sposata subito dalla diocesi e dagli altri attori.
«In tempi segnati da incertezze e paure, sono lodevoli le vostre iniziative a sostegno dei più deboli e delle famiglie, che vi impegnate anche ad “adottare”». Queste le parole pronunciate da Papa Francesco durante il suo discorso dal pulpito e che hanno riempito di orgoglio Rodolfo Giusti, coordinatore dell’Emporio, più che soddisfatto per le sottoscrizioni dell’opera di carità, dedicate proprio al progetto “Adotta una famiglia”. 80mila euro, come detto, i fondi raccolti grazie a questa campagna: eravamo a quota 46mila solo tre giorni fa. «Le parole del Papa sono state un riconoscimento importante per tutta la città di Prato, capofila in Italia per il progetto Emporio. Ma noi non ci fermiamo qui, le iniziative nello stesso ambito procedono fino all’Epifania» commenta Giusti. Al Papa è stata consegnato ieri dal responsabile dell’Emporio e dalla direttrice della Caritas Idalia Venco un piatto, realizzato dal laboratorio della Caritas: è l’oggetto che compare nell’immagine con cui l’iniziativa «Adotta una famiglia» è stata diffusa e cui fa riferimento il suo sottotitolo «Aiutaci a riempirlo».

Papa Francesco risale sull'elicottero

Il Papa ha dato un… passaggio in elicottero al vescovo Franco Agostinelli

«Una grande gioia del cuore». Riassume così, ancora emozionato, il vescovo di Prato Franco Agostinelli l’ora storica vissuta dalla Chiesa e dalla città di Prato questa mattina. Raggiunto da Tv Prato in diretta a Firenze, appena terminato l’incontro in Santa Maria del Fiore del Convegno ecclesiale nazionale, il presule è raggiante per l’incontro vissuto a Prato con il Santo Padre. «Un abbraccio straordinario del Papa alla nostra città – commenta – che la nostra città ha ricambiato con una partecipazione e un affetto corali».

Per Agostinelli l’emozione, se possibile, è stata ancora più grande: prima in città accanto al Pontefice sulla Papamobile, poi di nuovo vicino a lui sull’elicottero verso Firenze. «Purtroppo non c’è stato molto tempo per parlare con il Papa sull’elicottero – ha raccontato il Vescovo – dati i tempi ristretti del tragitto da Prato a Firenze. Io l’ho di nuovo ringraziato per tutto, e gli ho messo in rilievo le caratteristiche di Prato, città del lavoro. Il Pontefice mi ha detto che avrebbe voluto spendere più parole sulla tematica del lavoro, durante il suo discorso, ma non ha potuto a causa delle tempistiche ristrette. Sì, davvero una grande emozione».
Proprio per la partecipazione al Convegno ecclesiale nazionale – che questa mattina con la visita del Papa ha vissuto il suo momento culminante – mons. Agostinelli non si è potuto soffermare a Prato per commentare a caldo con i giornalisti. Anzi, il Santo Padre gli ha dato un… passaggio a bordo dell’elicottero dell’Aeronautica Militare Italiana e così in otto minuti è volato sul capoluogo toscano.

«Adesso sta a noi – ha spiegato il Vescovo – sviluppare quanto ci ha detto il Papa, sta a noi iniziare un vero e proprio percorso a partire dalle riflessioni svolte da Francesco su quelle che sono le tematiche essenziali di tutta la proposta cristiana. Abbiamo vissuto una bella mattinata, ma è nostro compito fare sì che tutto questo non rimanga a livello di una mera emozione».
Infine i ringraziamenti: «Se questa bellissima ora ha visto una straordinaria partecipazione di popolo e una ottima organizzazione, è merito del lavoro di squadra che la Diocesi, il Comune con in testa il sindaco Biffoni e l’assessore delegato Faltoni, tutte le istituzioni, la Questura e le altre Forze dell’Ordine, i volontari hanno saputo realizzare. A tutti va il mio grazie più sincero. Continuiamo a lavorare insieme. Quello che abbiamo realizzato è un “modello” di vita comunitaria che non va abbandonato».

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