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Rut Band 2016

La Rut Band torna al Politeama con un concerto a favore di Casa Agar

L’attesa per il loro ritorno sulle scene è tanta, le prenotazioni sono già arrivate a quota seicento e si prevede il tutto esaurito. Sabato 24 settembre al teatro Politeama tornerà ad esibirsi dopo quattro anni di inattività la Rut Band, il gruppo pop-rock pratese formato da ben dodici elementi. L’iniziativa è pensata per uno scopo benefico: sostenere l’apertura di Casa Agar a Tobbiana, il progetto della Caritas diocesana pensato per dare un riparo notturno alle donne senzatetto.

 

In questi giorni la Rut Band è impegnata in una serie di prove in studio per essere in forma smagliante al grande evento. La serata del 24, con inizio alle 21, si intitola #BracciaAperte, oltre mille bandiere oltre i colori e sarà uno spettacolo aperto alle contaminazioni. Sul palco ci saranno anche il Saint Paul Gospel Choir, la cantante marocchina Nadia Khoujib e l’artista cinese Franco Lin.

 

Nata nel 1991, la band prende il nome da Rut, la spigolatrice della Bibbia, e si inserisce nella migliore tradizione della musica pop-rock di ispirazione religiosa, come quella dei Gen Rosso, il celebre gruppo dei focolarini di Loppiano, autore di numerose canzoni che animano le celebrazioni e gli incontri di ambito diocesano e parrocchiale. Fino alla fine degli anni Novanta la Rut Band è stata protagonista di moltissimi concerti, praticamente ha partecipato con successo a quasi tutti gli eventi più importanti promossi dalla diocesi, a partire dall’accoglienza del vescovo Gastone Simoni il giorno del suo arrivo a Prato.

 

Questa la line up della Rut Band: Maurizio Martini, Manrico Boretti, Alberto Toccafondi, Cristiano Cinotti, Consuelo Mancini e Errica Mascelli sono i cantanti, Tiziano Bettazzi e Roberto Belli i tastieristi, Sergio Bocchicchio e Paolo Desii alla chitarra, Massimiliano Stacchini al basso e Gianluca Paolino alla batteria.

 

Ci sono ancora posti disponibili per partecipare alla serata del 24 settembre. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione (questi i contatti: 380-8978513 o info@bracciaperte.org). Al termine dello spettacolo sarà possibile lasciare offerte destinate a Casa Agar.

Quaresima di Carità, quest’anno la raccolta servirà a sostenere la nascente «Casa Agar» per donne senzatetto

Agar è la schiava egizia che, ripudiata da Abramo e rimasta sola, viene salvata dalla bontà di Dio. A questo riferimento biblico si deve il nome del nuovo progetto della Caritas diocesana di Prato, un asilo notturno pensato per le donne senza fissa dimora bisognose di un alloggio temporaneo. Si chiamerà «Casa Agar» e sarà aperta a Tobbiana grazie alla generosità della parrocchia guidata da don Alessandro Magherini che ha messo a disposizione la struttura.
Per realizzarla ci vogliono più di 100mila euro, una cifra consistente ma necessaria per ristrutturare e trasformare un vecchio immobile in una casa che possa accogliere fino a sette donne, anche con bambini. La Diocesi si sta mobilitando per raggiungere la cifra: questo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 marzo, in tutte le chiese pratesi, le offerte raccolte nel corso delle messe saranno devolute al progetto. È la tradizionale «Quaresima di Carità», l’appuntamento annuale dedicato al sostegno di progetti solidali. Anche l’ultima raccolta del periodo d’Avvento, che ha fruttato 25mila euro, è stata devoluta per «Casa Agar».

Come è nata l’idea. «Durante una riunione con i sacerdoti la direttrice della Caritas, Idalia Venco, chiese se, per questo tipo di servizio, qualche parrocchia avrebbe potuto mettere a disposizione un immobile, anche da ristrutturare; – racconta don Alessandro Magherini – io mi proposi subito». A Tobbiana nel settembre del 1946 nacque una struttura chiamata «Casa nostra» in via per Casale. Fu fatta costruire da otto tobbianesi appartenenti alla sezione locale della Democrazia Cristiana, per offrire al popolo un luogo di aggregazione. «Come c’era la Casa del Popolo per i comunisti, i democristiani decisero di dar vita a un proprio circolo», racconta Mario Tofani, memoria storia del paese e ultimo segretario della Dc di Tobbiana. Poi con la fine della «Balena Bianca» l’immobile fu dato in affitto a un dentista e poi, dopo il trasferimento di quest’ultimo, rimase chiuso per oltre dieci anni. Da poco meno di un anno la proprietà è della parrocchia, perché gli eredi dei fondatori di «Casa nostra» hanno deciso di donarla alla Chiesa restituendola alla vocazione originaria: un ambiente aperto ai bisogni delle persone. «Abbiamo quindi pensato che potesse essere adatta a questo nuovo scopo», sottolinea don Alessandro.

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Il fenomeno delle donne senza dimora, purtroppo, sta aumentando in città, dove invece esiste, ormai da molti anni, un dormitorio maschile aperto e gestito dall’associazione Giorgio La Pira, in via del Carmine. «Una struttura analoga non c’era, – aggiunge Idalia Venco – anche perché fino a poco tempo fa non ce ne era bisogno, le donne che ci chiedevano un aiuto venivano inviate a Firenze dalle suore di Madre Teresa oppure alla parrocchia di Maliseti, dove don Santino Brunetti ha messo a disposizione una stanza per l’accoglienza». Ma, come detto, le richieste sono aumentate e così è nata una nuova emergenza. Chi sono le donne che chiedono un tetto dove dormire? «Ci sono tante situazioni, – spiega la Direttrice Caritas – ci sono le badanti che si ritrovano senza un lavoro e non hanno un posto dove andare in attesa di ritrovare un nuovo anziano di cui prendersi cura, ci sono le donne sole sfrattate, oppure quelle che devono abbandonare la propria casa per problemi di relazione. E poi ci sono anche le senzatetto che passano dalla città e che altrimenti dormirebbero in posti non sicuri come la stazione». Per loro nascerà a settembre «Casa Agar».

casa agar

Come sarà la struttura. Ci saranno sette letti, una cucina e dei bagni. Aprirà alle 18 e chiuderà alle 9 della mattina dopo. Il suo scopo dunque è quello di essere un rifugio notturno, un luogo dove mangiare, lavare i panni, fare una doccia e dormire in sicurezza e tranquillità. Si potrà usufruire del servizio per un mese, poi si dovrà lasciare spazio ad altre persone. Le segnalazioni potranno essere fatte alla Caritas diocesana e alla parrocchia di Tobbiana da parte dei centri di ascolto diffusi sul territorio, dai servizi sociali del Comune e da associazioni solidali e di carità. I primi tempi la gestione sarà in mano alla Caritas, ma l’intento è quello di affidare gradualmente la cura della struttura alla parrocchia di Tobbiana.

Donna senza tetto

Nasce Casa Agar, il primo dormitorio femminile per aiutare donne senzatetto

Un dormitorio per donne senzatetto in cerca di un posto caldo e sicuro dove poter trascorrere la notte. Si chiama Casa Agar ed è la nuova opera promossa dalla Diocesi di Prato attraverso la Caritas, le cui porte dovrebbero aprirsi entro la fine del prossimo anno nella zona di Tobbiana. Si tratta di un servizio di accoglienza notturna femminile pensato per venire incontro alle situazioni di emergenza abitativa temporanea. Una opportunità che mancava in città, dove esiste da tempo il dormitorio maschile gestito dall’Associazione Giorgio La Pira in via del Carmine.

Questo nuovo progetto è l’obiettivo dell’Avvento di Fraternità 2015, con la raccolta straordinaria in tutte le chiese diocesane durante le messe di sabato 19 e domenica 20 dicembre.

 

«Una iniziativa che rappresenta un’opera di misericordia – spiega Idalia Venco, direttrice della Caritas diocesana – che realizziamo proprio in questo anno giubilare. Ancora è presto per sapere quando potrà essere inaugurata questa struttura e il costo complessivo dei lavori, ma siamo comunque convinti che rappresenti un passo importante per tutta la città. Al momento mandiamo le donne con questo tipo di difficoltà dalle suore di Madre Teresa a Firenze, ma avevamo chiara sin dall’inizio la necessità per Prato di dotarsi di un proprio dormitorio femminile».

 

La struttura è di proprietà della parrocchia di San Silvestro a Tobbiana, per cui non saranno necessari soldi per l’acquisto, ma solo per la ristrutturazione: potranno alloggiarvi per un mese all’incirca otto persone, anche con figli a carico. Oltre a un letto per dormire, verrà fornita alle donne e ai loro bambini la cena e la colazione e per chi volesse ci sarà la possibilità di cucinare.

 

«Abbiamo questa struttura in via per Casale e intendevamo utilizzarla per scopi sociali; – dice il parroco di Tobbiana, don Alessandro Magherini – poi siamo venuti a sapere che la Caritas cercava una casa per realizzarvi il dormitorio. A questo punto abbiamo dato la nostra disponibilità: la casa è della grandezza giusta per realizzarvi un alloggio temporaneo per donne senza una casa». «Il nome – sottolinea con un sorriso il sacerdote – è venuto in mente proprio a me, pensando alla storia della schiava di Abramo, cacciata e rimasta senza casa assieme al suo bambino. Come Agar è stata aiutata dal Signore, anche noi vogliamo cercare di dare una mano a chi non ha un tetto sulla testa».

 

La Caritas e la parrocchia sperano di riuscire a coprire i costi di ristrutturazione proprio con i proventi dell’Avvento di Fraternità 2015, mentre per l’acquisto degli arredi interni è già stato presentato un progetto per ottenere fondi dell’8xmille; come detto non è ancora possibile definire tempi certi per l’apertura della casa, che però dovrebbe dare già un primo aiuto il prossimo anno, dal periodo autunnale o invernale.

 

«Casa Agar» è solo l’ultima delle strutture promosse dalla diocesi e dalle associazioni cattoliche del nostro territorio per far fronte alle emergenze alloggiative di vari tipo; oltre al già citato dormitorio maschile di via del Carmine, ci sono Casa Aurora del Centro di Aiuto alla Vita, Casa Francesco per padri separati in Sant’Anna, Casa Madre-Bimbi dell’Opera Santa Rita e la Casa accoglienza il Soccorso (ex Casa della Giovane) gestita insieme al Comune di Prato.