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Pellegrinaggio diocesano in Armenia. Iscrizioni entro il 31 gennaio

Un viaggio «sulle orme dei martiri e dei monaci ai piedi del biblico Ararat», tra spiritualità e cultura alla scoperta di una grande civiltà ponte tra Oriente e Occidente. In sintesi è questo il senso del pellegrinaggio diocesano in Armenia proposto dall’Ufficio competente per la settimana che va dal 24 aprile al primo maggio 2024.

 

Guidato dal vescovo Giovanni Nerbini, è stato organizzato da Michel Tours-Fidenza. L’Armenia è stato il primo regno ad adottare il cristianesimo come religione di stato e ha conservato intatta la fede cristiana in un lembo di terra stretto fra paesi islamici. Il pellegrinaggio ripercorre i luoghi dei martiri, i monasteri, le testimonianze architettoniche e artistiche alla scoperta di questa antica e gloriosa civiltà cristiana, che ha subìto diverse persecuzioni, il genocidio del 1915 e settant’anni di ateismo sovietico.

La prima tappa sarà Yerevan; nei giorni successivi si visiteranno città, monasteri e luoghi storici di rilievo, incluso il biblico Monte Ararat.

 

Il viaggio si svolgerà in aereo, con partenza da Bologna. Quota di partecipazione: euro 1750. Acconto euro 250 entro il 31 gennaio con fotocopia passaporto. Saldo entro il 24 marzo.

 

Info e prenotazioni all’Ufficio pellegrinaggi, piazza Lippi 34; 0574 930630; u.pellegrinaggi@hotmail.it.

Quattro incontri sul «Mistero di Gesù» alla Settimana teologica

È dedicata al «mistero di Gesù nella fede della Chiesa dal Concilio di Nicea al Concilio Vaticano II», la nuova edizione della Settimana teologica organizzata da monsignor Basilio Petrà. L’iniziativa, aperta a tutti gli interessati, si tiene in Seminario dal 9 all’11 gennaio con inizio alle ore 9,30, mentre venerdì 12 gennaio è in programma un incontro serale in San Domenico.

Ecco il programma con tutti gli appuntamenti.

Martedì 9 gennaio: «Un solo Signore Gesù Cristo, della stessa sostanza del Padre». Relatore padre Juri Leoni ofm, professore di Patrologia presso la Pontificia Università Antonianum (Roma).
Mercoledì 10 gennaio: «Cristo, luce delle genti, luce del mondo». Relatore padre Vincenzo Battaglia, professore emerito di Cristologia, Pontificia Università Antonianum (Roma).
Giovedì 11 gennaio: «Gesù di Nazareth, unico Salvatore dell’umanità?». Relatore padre Alessandro Cortesi op, professore di Teologia sistematica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana (Firenze), docente presso la Scuola Diocesana di Teologia di Prato.
Venerdì 12 gennaio (alle ore 21): «Abbiamo davvero bisogno di un Dio che ci salvi?». Relatore mons. Armando Matteo, professore di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana (Roma), segretario per la sezione dottrinale del Dicastero per la dottrina della fede.

Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati.

Premio Santo Stefano, il vescovo Giovanni ha annunciato i nomi delle aziende vincitrici

Signo srl, Pecci Filati, Rifinizione Penny e Linsieme Filati. Sono i nomi delle quattro aziende vincitrici della quattordicesima edizione del Premio Santo Stefano. La proclamazione è avvenuta questa mattina, 26 dicembre, nella cattedrale di Prato al termine del solenne pontificale della festa del patrono della città.

 

Come da tradizione l’annuncio è stato dato dal vescovo Giovanni Nerbini a nome del comitato promotore del premio, formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Comune di Montemurlo, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio. Il riconoscimento, chiamato anche Stefanino d’oro, è stato voluto dalle istituzioni cittadine per rendere onore a quelle realtà imprenditoriali del distretto pratese capaci di avere successo nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole della concorrenza.

 

«Questo è stato un anno particolare – ha osservato monsignor Nerbini – segnato dai tristi eventi alluvionali che hanno sconvolto anche il tessuto produttivo del nostro distretto. Per questo motivo è stato deciso, in modo straordinario, di proclamare quattro aziende meritevoli, derogando alla consuetudine della terna vincitrice come nelle scorse edizioni. È nostro auspicio che questa apertura possa essere di conforto e speranza di ripartenza per tutte le aziende del nostro territorio che vivono gravi momenti di difficoltà».

 

Ecco le brevi motivazioni formulate dal Comitato promotore e espresse dal Vescovo al momento della proclamazione delle aziende vincitrici:

 

SIGNO SRL. Azienda leader nel settore del commercio nella grande distribuzione, che da piccolo negozio di vicinato ha saputo replicare modelli economici positivi, riuscendo nel presente a garantire grandi possibilità occupazionali privilegiando scelte di valorizzazione di piccoli produttori di eccellenze enogastronomiche locali.

 

PECCI FILATI SPA. Storica azienda manifatturiera che ha saputo rappresentare l’essenza del lavoro pratese per oltre un secolo di attività. Oggi a servizio della moda contemporanea, ha integrato i saperi dell’artigianato con la semplicità delle materie prime, creando filati unici esportati in tutto il mondo.

 

RIFINIZIONE PENNY SRL –SB. Società benefit operante nella rifinizione tessuti che grazie a scelte aziendali positive garantisce un alto benessere aziendale privilegiando investimenti nell’ecosostenibilità dei cicli produttivi interni e esterni a favore dell’intera collettività. Da menzionare la disponibilità di dipendenti e titolari nella recente alluvione che ha colpito il nostro territorio.

 

LINSIEME FILATI SRL. Attraverso dedizione, passione e impegno di ogni componente aziendale, Linsieme filati ha generato idee innovative sostenibili per la realizzazione di prodotti di alta qualità, garantendo crescita e occupazione duratura nel tempo.

Natale e Santo Stefano, le celebrazioni in cattedrale nel segno della tradizione

Le chiese e parrocchie di Prato sono pronte a celebrare la veglia solenne nella notte di Natale. Per il vescovo Giovanni Nerbini anche quest’anno il giorno della Natività si apre con la celebrazione della messa nel carcere della Dogaia per i detenuti.
Domenica 24 dicembre a sera in tutte le chiese di Prato si celebra la messa nella notte di Natale, in cattedrale si comincia alle 22 con l’Ufficio delle Letture.
Il giorno successivo, lunedì 25 dicembre, in duomo il pomeriggio di Natale è tipicamente pratese con l’ostensione del Sacro Cingolo e l’esposizione della reliquia di Santo Stefano al termine dei vespri solenni delle ore 17. Martedì 26 dicembre si rinnova l’appuntamento con la festa patronale: il pontificale teletrasmesso in diretta su Tv Prato comincerà alle ore 10. In questo giorno vengono proclamati i vincitori del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città consegna alle aziende virtuose del distretto pratese.

 

Di seguito il calendario con tutte le celebrazioni e gli eventi in programma in cattedrale.

 

Domenica 24 dicembre. Vigilia di Natale
Ore 18: messa della vigilia di Natale; ore 22: messa della Natività presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini.

 

Lunedì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione
Al mattino, alle 8,30, mons. Nerbini sarà al carcere della Dogaia per celebrare la messa di Natale per tutti i detenuti.
In cattedrale messe alle ore 9 – 10,30 – 12 – 18; ore 10,30: solenne pontificale celebrato dal Vescovo; ore 16: musiche d’organo, esegue il maestro can. Marco Pratesi. Alle 17 mons. Nerbini guiderà il canto dei Vespri e al termine officerà l’ostensione del Sacro Cingolo, all’interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

 

 

Martedì 26 dicembre. Santo Stefano, patrono di Prato
Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano. Alle 10 in cattedrale si tiene il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai sacerdoti diocesani. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. Presta servizio la Cappella musicale della cattedrale. Alla messa monsignor Nerbini ha invitato tutti i chierichetti delle parrocchie pratesi a prestare servizio liturgico. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine della messa il Vescovo, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Comune di Montemurlo, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della quattordicesima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei Vespri Solenni e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

Giovedì 28 dicembre. Concerto natalizio «Il Musicone»
Alle 21,15, in cattedrale è in programma il concerto natalizio, detto «Il Musicone», a cura della Cappella Musicale della Cattedrale e della Corale San Francesco con l’Orchestra d’Archi Pratese; dirige il Maestro Paolo Fissi. Durante la serata verranno eseguiti brani natalizi tratti dalla tradizione popolare e musiche dei compositori pratesi Castagnoli e Borgioli, chiude l’esecuzione del Te Deum di Mozart. L’ingresso è aperto a tutti.

 

In duomo, durante tutte le celebrazioni, sono a disposizione sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.

 

Con l’Avvento di Fraternità sosteniamo l’apertura di Casa San Leonardo di Noblac

«Una casa per ricominciare». È questo il tema del tradizionale Avvento di Fraternità in programma domenica 17 dicembre. Questo fine settimana le offerte raccolte durante le celebrazioni delle messe festive e prefestive nelle chiese di Prato saranno devolute per sostenere la realizzazione di casa San Leonardo di Noblac.
Abate benedettino vissuto in Francia nel VI secolo, San Leonardo viene spesso raffigurato con delle catene o dei ceppi perché è considerato patrono dei carcerati. Ed è proprio per loro, i detenuti, anzi, coloro che hanno finito di scontare la pena carceraria, che è pensato il nuovo progetto della Fondazione Caritas di Prato.

 

«Si tratta di un nuovo passo nel contrasto alla recidiva – spiega don Enzo Pacini, direttore della Caritas e cappellano del carcere della Dogaia –, perché chi esce da un periodo di detenzione si trova indubbiamente in difficoltà e se qualcuno non lo sostiene e lo accompagna in percorsi di autonomia e di ripresa della propria vita, è molto probabile che questa persona torni a delinquere».

 

La nuova opera sarà aperta all’interno di un terratetto lasciato in eredità alla diocesi di Prato da un’anziana signora che ci ha vissuto fino al giorno della morte. Nel testamento è scritto che l’abitazione sarebbe stata donata per l’assistenza dei bisognosi e dei senzatetto. L’edificio, una tipica casa alla pratese a tre piani con piccolo stanzone annesso, si trova in via Zipoli e prima di essere messo a disposizione del progetto avrà bisogno di essere ristrutturato.

 

Casa San Leonardo sarà composta da sei stanze con bagno e angolo cottura privati, mentre al piano terra ci saranno alcuni spazi comuni e la presenza di un operatore dedicato. È prevista anche la realizzazione di un laboratorio dove svolgere attività formative o lavorative. L’obiettivo è quello di rendere autonomo ogni ospite, perché è dall’autonomia personale che inizia il cammino verso il reinserimento sociale. L’alloggio dato in uso all’ex detenuto sarà temporaneo, per non più di un anno o due, «il tempo necessario per dargli modo di fare un salto di qualità nella propria vita», conclude don Enzo.

Il vescovo Giovanni ordina sacerdote il diacono Alessandro Tacconelli

Chiesa di Prato in festa per l’arrivo di un nuovo sacerdote. Sabato 16 dicembre alle ore 10 nella cattedrale di Santo Stefano, il diacono Alessandro Tacconelli riceverà il sacramento dell’ordine per le mani del vescovo Giovanni Nerbini.

 

Cresciuto all’oratorio cittadino di Sant’Anna, dove si è impegnato come animatore dei ragazzi, Tacconelli arriva al sacerdozio all’età di 25 anni dopo aver conseguito il baccalauretato in teologia al collegio Capranica di Roma. Attualmente sta studiando al pontificio ateneo Sant’Anselmo per avere la licenza in liturgia.

 

Per il vescovo Giovanni Nerbini si tratta della settima ordinazione sacerdotale da quando è arrivato alla guida della diocesi di Prato nel settembre 2019. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Tv Prato. Don Alessandro Tacconelli, che si dice «emozionato e felice di poter vivere l’ordinazione sacerdotale nel tempo d’Avvento», celebrerà la sua prima messa domenica 17 dicembre alle ore 10,30 nella basilica di Santa Maria delle Carceri.

Una fiaccolata per la pace senza slogan né bandiere

L’hanno chiamata una fiaccolata «a voce bassa», senza slogan, né bandiere, per dire insieme sì alla pace e no alla violenza. È la convocazione che il comitato della Luce di Betlemme ha scritto per invitare tutti i cittadini e le cittadine di Prato a partecipare all’accoglienza della fiammella che ogni anno arriva in città proveniente dalla Terra Santa.

 

L’appuntamento è per domenica 17 dicembre alle 16,30 in piazza del Mercato Nuovo dove arriverà la Luce di Betlemme portata dagli scout. Alle 17 inizio della fiaccolata silenziosa fino a piazza Duomo, dove ad accogliere i partecipanti ci sarà il vescovo Giovanni Nerbini. La fiamma, proveniente dalla grotta della Natività a Betlemme, sarà collocata in cattedrale, vi rimarrà fino a Natale e potrà essere portata a casa con una lanterna.

 

Gli scout arriveranno a Prato scendendo a piedi dal Borgo TuttoèVita nel Comune di Cantagallo, con partenza alle 9 del mattino. Il gruppo farà tappa alla chiesa di Sofignano alle 11,30 e alle 15 a Canneto. Chi lo desidera può unirsi liberamente alla camminata.

 

La notizia dell’iniziativa, diffusa via social, sta suscitando interesse e raccogliendo numerose adesioni. Il proposito, come si legge sul volantino che sta girando sui vari gruppi whatsapp dell’associazionismo pratese, è quello di esprimere pubblicamente «un collettivo sì a un’alternativa ad ogni violenza, dal medio oriente all’Ucraina, dalle nostre case alle nostre relazioni».

 

Ricordiamo cos’è la Luce di Betlemme. L’idea della sua diffusione in tutte Europa nasce in Austria. In occasione dell’Avvento, gli scout austriaci volano a Betlemme, nella basilica della Natività, e lì nel luogo dove è nato Gesù accendono una lanterna con la fiamma della lampada perennemente accesa grazie all’olio donato, a turno, da tutte le nazioni cristiane della Terra. È la Luce della Pace che viene portata a Linz e poi distribuita durante la novena di Natale in moltissime chiese europee. Per farla arrivare in Italia gli scout di lingua tedesca salgono su un treno che attraversa da nord a sud il nostro Paese, fermandosi nelle stazioni principali per diffondere così la fiammella proveniente da Betlemme. Si tratta della luce di Cristo che passa di mano in mano come gesto di pace e di speranza.

 

Disabilità, Chiesa di Prato a convegno per essere sempre più inclusiva

In occasione della «Giornata internazionale delle persone con disabilità», domenica 3 dicembre, dalle 15 alle 19, a Prato, nei locali della parrocchia di Santa Maria della Pietà, si tiene un incontro dal titolo «Noi, non loro, in ogni stagione della vita». Promosso dagli uffici per la Pastorale sanitaria e le persone con disabilità, per l’Educazione e la scuola e Catechistico della diocesi di Prato, l’appuntamento si apre con l’accoglienza delle persone con disabilità, i loro familiari ed i volontari delle associazioni di supporto.

 

Alle 15,30, il vescovo Giovanni Nerbini, dopo la preghiera, introdurrà i lavori. Spetterà poi a rappresentanti della Prefettura, della Provincia, dell’Ospedale, della Società della Salute e del Comune intervenire sul tema: «Includere la disabilità». Un breve intervento di Assunta Palumbo, dell’ufficio di Pastorale sanitaria, e di Maria Cristina Caputi, di quello per l’Educazione e la scuola, si soffermerà su «Disabilità e scuola».
Segue un contributo su «L’esperienza del CAAtechismo», il sussidio scritto con la comunicazione aumentativa alternativa per coloro che hanno difficoltà di tipo cognitivo; quindi alle 17 una testimonianza dell’Unitalsi di Prato. Dopo le conclusioni, alle 17,30 la celebrazione della messa. Chiude alle 18,30, un momento conviviale. Tutti sono invitati a partecipare.

 

«La Chiesa è di tutti e tutti abbiamo il diritto di esserne protagonisti», afferma Assunta Palumbo, che all’interno della Pastorale della salute di Prato si occupa di disabilità. Catechesi inclusiva, formazione degli operatori pastorali, catechisti in primis, ma soprattutto un impegno comune per aiutare le comunità parrocchiali a essere accoglienti. Questi gli obiettivi della Chiesa pratese che con questo convegno intende riflettere sulla diversità e promuovere l’inclusione. L’iniziativa è anche un momento per celebrare le abilità e i talenti delle persone con disabilità e lavorare insieme per creare un mondo alla portata di tutti.

La Consulta per le aggregazioni laicali riprende il Cammino sinodale

La Consulta diocesana delle aggregazioni laicali torna a riunirsi per lavorare sui temi del Cammino sinodale. Sabato 25 novembre – vigilia della solennità di Cristo Re e chiusura dell’anno liturgico – si tiene un incontro nel salone di San Domenico per riflettere su: «Corresponsabilità, ministerialità dei laici a servizio della Chiesa». «Si tratta della scheda numero 4 degli orientamenti metodologici del Cammino sinodale», spiegano dalla Consulta.

 

 

L’appuntamento inizia alle ore 17, nella prima parte è in programma un momento di preparazione spirituale con Lectio Divina tratta dalle schede bibliche del Cammino diocesano dedicate al libro di Giona. La riflessione è curata da monsignor Daniele Scaccini, assistente della Consulta.

La seconda parte – con inizio alle 18,15 circa – è dedicata al momento assembleare. Dopo l’intervento del segretario generale della Consulta, Furio Fratoni, spazio al confronto tra i presenti, partendo dall’analisi delle attività dell’anno trascorso. Nella terza parte, alle 19,15, è prevista la celebrazione della messa in chiesa, presieduta da monsignor Scaccini e concelebrata dagli assistenti delle aggregazioni presenti all’incontro. Per chi vuole è previsto un momento conviviale conclusivo.

 

La presidenza della Consulta sottolinea ancora una volta che la partecipazione è aperta a tutti e non è limitata ai soli responsabili o delegati dei vari gruppi e associazioni.