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Il convegno regionale dei catechisti a Villa del Palco

«Dire, Fare… Educare». È il titolo del convegno rivolto ai catechisti di tutte le parrocchie della Toscana. Un grande evento pensato per riflettere insieme sulla formazione delle nuove generazioni,  sul ruolo di catechista – che papa Francesco ha recentemente elevato a ministero –, sul cammino verso i sacramenti delle persone disabili e su altre tematiche offerte da questo difficile periodo di pandemia.

 

 

L’appuntamento è suddiviso su due giorni e si tiene a Prato, negli ambienti di Villa del Palco: venerdì 11 e sabato 12 febbraio. È prevista la partecipazione di tre vescovi: monsignor Giovanni Nerbini per i saluti e la preghiera iniziale; il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti, delegato Cet per la dottrina della fede e la catechesi, cui spetta l’introduzione al convegno, e monsignor Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca e delegato Cet per la pastorale giovanile che parlerà di «Nuovi modelli formativi: giovani che formano altri giovani». Tra i relatori anche Paolo Triani (docente universitario e direttore del centro studi per l’educazione e la legalità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore) che terrà un intervento intitolato: «Dall’informazione alla formazione: quali scelte educative». Il convegno prevede la divisione in gruppi di lavoro per approfondire le tematiche discusse e un dibattito in assemblea. Ci saranno le comunicazioni dei referenti regionali per il Catecumenato (Filippo Margheri) e per la catechesi con le persone disabili (don Diego Pancaldo).

 

 

Per i partecipanti è prevista una visita serale al duomo di Prato. Informazioni e iscrizioni presso l’Ufficio catechistico diocesano di Prato: 339-3901138 (Angelita Santinelli), 335-7238008 (Marta Pratesi), catechesi@diocesiprato.it. Per partecipare occorre avere il Green Pass rafforzato.

 

Programma

Iscrizione

 

Catechesi del vescovo Giovanni ai ragazzi del catechismo. Appuntamento in San Domenico

Torna la catechesi d’Avvento del vescovo Giovanni ai ragazzi del catechismo e ai loro genitori. Dopo lo stop dello scorso anno dovuto alla pandemia, l’Ufficio catechistico ha organizzato il tradizionale incontro in preparazione al Natale per tutti i bambini e le bambine delle parrocchie. L’appuntamento è per sabato 4 dicembre alle ore 10 nella chiesa di San Domenico, una delle più grandi della Diocesi, capace di contenere nel rispetto delle norme sulla sicurezza il maggior numero di persone. Al termine della catechesi ci sarà la benedizione dei Bambinelli da sistemare nel presepe.

 

Nel 2020 il vescovo Giovanni parlò a una rappresentanza dei ragazzi del catechismo e l’incontro fu trasmesso in diretta tv e in streaming dalla cattedrale. Era appena passato il picco della «seconda ondata» e le restrizioni in vigore erano molte. «Oggi ci sentiamo di poter tornare a incontrarci, naturalmente nel rispetto delle norme in vigore – dice don Carlo Geraci, direttore dell’Ufficio catechistico –; anche negli anni passati questo appuntamento è sempre stato molto sentito e partecipato».

 

Intanto sul nostro sito è possibile scaricare il sussidio per vivere l’Avvento in parrocchia, ma anche in famiglia. La proposta è quella di narrare, ascoltare e donare. «Si invitano i genitori a ritagliarsi dei momenti di riflessione e condivisione da passare in famiglia», conclude don Geraci.

Narriamo il Natale! Online il sussidio Avvento 2021

Narrare, ascoltare e donare. Sono le tre parole chiave indicate per vivere al meglio l’Avvento 2021. Anche quest’anno l’Ufficio catechistico ha preparato un sussidio in preparazione al Natale scaricabile dal sito web della diocesi. La novità è che non si tratta di uno strumento pensato solo per gli incontri di catechismo, questa volta si invitano i genitori a ritagliarsi dei momenti di riflessione e condivisione da passare in famiglia. «La richiesta è quella di narrare, anzi narrarsi – spiega don Carlo Geraci, responsabile dell’Ufficio catechistico –: per esempio il babbo e la mamma possono raccontare di come hanno vissuto il Natale da piccoli e possono raccontare la storia della natività ai figli, magari davanti al presepe. Ascoltare il vissuto dell’altro, ma anche narrare la propria esperienza è ricevere un insegnamento, è catechesi». Don Geraci sottolinea come i ragazzi abbiano «le antenne infallibili» e quindi «riescono a sentire se davvero narriamo loro Dio oppure se raccontiamo loro delle teorie. In questo senso, saper narrare dà alla nostra opera di catechesi quel di più che penetra nel cuore dei nostri ragazzi e marca la loro crescita in maniera veramente efficace. Al momento opportuno questo di più porterà frutto».

 

 

Il terzo invito è quello di «donare». La proposta è quella di coinvolgere nel catechismo i gruppi Caritas parrocchiali. «Ci piacerebbe che i ragazzi potessero conoscere, ma anche vivere esperienze di carità, che potessero ascoltare da chi è impegnato in parrocchia come funziona la Caritas, qual è il suo impegno, quali sono le necessità reali di chi ci sta accanto e come possiamo aiutare chi ha bisogno», dice ancora don Geraci.

 

 

Nel sussidio si trovano anche le indicazioni per costruire in parrocchia e in famiglia una corona d’Avvento ispirata alla carità. Come detto il materiale si può trovare sul sito web della Diocesi.

 

Il sussidio Avvento 2021

 

Scheda per i genitori

Torna il catechismo. Il primo invito: facciamolo in presenza

Con l’avvio del nuovo anno pastorale riprende anche il catechismo. L’invito è a tenere le lezioni in presenza, attenendosi scrupolosamente all’apposito protocollo di sicurezza, ma ogni parrocchia potrà valutare altre modalità.

 

Sabato 25 settembre alle ore 9,30 in San Domenico il vescovo Giovanni Nerbini conferirà il mandato ai catechisti.
Anche quest’anno l’ufficio catechistico diocesano, in accordo col Vescovo e col supporto della Curia, ha adottato lo stesso protocollo di sicurezza dello scorso anno per lo svolgimento delle lezioni con bambini e ragazzi. Protocollo che resterà in vigore fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza. L’icona scelta ha come slogan la scritta Un cammino ricco di esperienze… di Dio.

 

 

Come previsto dal protocollo, le famiglie devono sottoscrivere un Patto di Corresponsabilità con la parrocchia per il rispetto delle regole ai fini del contrasto della diffusione del virus. Capitolo a parte sul Green Pass. I vescovi italiani chiamano tutti alla responsabilità e alla prudenza. Anche se, come si legge nel protocollo, la normativa civile attuale non prevede l’obbligo vaccinale né richiede la certificazione verde per partecipare alle celebrazioni, processioni e attività pastorali in senso stretto, l’appello a vaccinarsi è una priorità della Chiesa. I luoghi della catechesi dovranno essere idonei per garantire il distanziamento interpersonale di sicurezza; fondamentali poi saranno l’igienizzazione delle mani, così come quella dei locali. Ogni parrocchia dovrà avere dei registri per segnare le presenze dei ragazzi, degli operatori della catechesi e degli eventuali visitatori. È vietato l’accesso a coloro che presentano sintomi influenzali, difficoltà respiratorie, temperatura corporea superiore a 37,5° C. All’ingresso dei locali non sarà rilevata la temperatura corporea ai ragazzi e agli operatori della catechesi. Il rispetto di queste norme rimane nella responsabilità dei genitori dei ragazzi o di chi ne ha la potestà genitoriale e degli operatori della catechesi. È inoltre obbligatorio indossare sempre la mascherina (sono esentati i bambini che sono ancora nel sesto anno di età). La mascherina non sarà obbligatoria al chiuso se il gruppo dei partecipanti e i catechisti hanno tutti il certificato verde Covid-19. All’aperto non c’è obbligo di indossare la mascherina, sarà necessario farlo in caso di mancanza del distanziamento di sicurezza.

 

Il protocollo di sicurezza e tutti i documenti necessari per l’attivazione del catechismo sono scaricabili qui sotto.

 

 

Il protocollo per l’anno catechistico 2021-2022

 

Qui la lettera del Vescovo ai catechisti

 

Qui il materiale per il catechismo 2021-2022 (protocollo, modulo iscrizioni, cartellonistica…)

Carlo Acutis, uno di noi. La riflessione del Vescovo e il sussidio per i bambini del catechesi

Una catechesi nel segno del Beato Carlo Acutis. È quella che terrà il vescovo Giovanni sabato 27 marzo per i bambini del catechismo.

 

Non potendosi tenere in presenza, l’iniziativa viene trasmessa su Tv Prato alle 17,15 in diretta da San Domenico. A seguire il Vescovo presiede la messa prefestiva sempre nella chiesa di San Domenico. L’occasione per riflettere è doppia: l’avvicinarsi della Pasqua e l’arrivo della reliquia del giovane beato che sarà esposta in San Domenico. Si tratta di alcuni capelli di Carlo, il ragazzo morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante, noto come «il beato millennial» in quanto, nativo digitale, aveva fatto della rete un vero e proprio strumento di evangelizzazione.

 

La reliquia era stata richiesta dalla Diocesi di Prato ed è stata ottenuta tramite la Fondazione Carlo Acutis e Antonia Salzano, mamma del giovane. Si tratta di una delle prime reliquie di Acutis che sono state affidate a una diocesi e verrà esposta in uno degli altari della chiesa di San Domenico. Appuntamento, dunque, su Tv Prato per tutti, grandi e piccini.

 

Carlo Acutis uno di noi – il sussidio preparato dall’Ufficio catechistico

 

Chi è Carlo Acutis – articolo di Avvenire

 

 

 

Prato zona rossa, il catechismo non si ferma e continua sul web

Da lunedì 15 marzo la provincia di Prato è passata in zona rossa. Al fine di evitare il diffondersi del contagio, non sarà più possibile svolgere la catechesi in presenza e dunque non si potranno più svolgere gli incontri di catechismo in parrocchia con bambini e ragazzi.

Le parrocchie sono però invitate a non interrompere il catechismo e a continuare gli incontri online, attraverso le varie piattaforme social disponibili.

La Diocesi di Prato ricorda che è comunque possibile anche in zona rossa partecipare alla messa – momento privilegiato per avere un contatto in presenza con i ragazzi – così come visitare i luoghi di culto per la preghiera personale. Questo ovviamente adottando tutte le misure anticontagio e avendo sempre l’accortezza di frequentare la propria parrocchia o la chiesa più vicina alla propria abitazione.

Padre Ermes Ronchi

Come aiutare i ragazzi a fare esperienza di Dio. Incontro con padre Ermes Ronchi

Padre Ermes Ronchi incontrerà le catechiste pratesi e non solo. Si conclude così, con una meditazione del noto ed apprezzatissimo presbitero e teologo dell’Ordine dei Servi di Maria, il calendario di appuntamenti promossi dall’Ufficio catechistico diocesano guidato da don Carlo Geraci.

 

In ottemperanza alle normative anticontagio l’incontro, che inizialmente si sarebbe dovuto tenere in presenza, verrà svolto in modalità online, sulla pagina YouTube della parrocchia di Santa Maria della Pietà. L’appuntamento è per venerdì 19 marzo le ore 21,15. Sarà presente anche il vescovo Giovanni Nerbini.

 

Per l’occasione padre Ermes Ronchi parlerà, ai catechisti ed a coloro che desiderano seguire l’incontro, dell’esperienza di Dio e di come aiutare i ragazzi a vivere questa esperienza. Tutti possono partecipare.

 

Padre Ermes Ronchi è un volto conosciuto in tv, infatti da novembre 2009 al 2014 ha sostituito Raniero Cantalamessa nella conduzione della rubrica «Le ragioni della Speranza» all’interno del programma di cultura cattolica «A sua immagine». La conduzione di padre Ronchi ha associato il commento del Vangelo alla visita di una comunità di ispirazione religiosa ed ogni puntata si concludeva con una poesia devozionale dei più vari autori. È autore di numerosi libri su temi biblici e spirituali; collabora inoltre con diverse testate giornalistiche, tra cui l’Avvenire.

Quaresima, il sussidio per la catechesi in parrocchia

È online il sussidio di Quaresima realizzato dall’Ufficio Catechistico Diocesano. Un piccolo opuscolo pensato per i catechisti, ma che può essere utilizzato anche da gruppi, associazioni e movimenti, volto a preparare i ragazzi alla Pasqua. «Trovo che le difficoltà del momento presente abbiano creato insofferenza per le prove e le difficoltà subite e che ci sia quasi un desiderio prepotente di spensieratezza, una voglia di dimenticare, incontrasi, parlarsi – scrive il vescovo Giovanni Nerbini nel sussidio -. Ancora una volta a voi (rivolgendosi ai catechisti, ndr) è affidato il delicato compito di precedere e accompagnare i piccoli e gli adolescenti sulla strada della sequela di Gesù con la vostra competenza e il vostro entusiasmo. Il sussidio è un ottimo strumento, ma niente potrebbe senza il vostro intelligente lavoro e la sapiente mediazione. Io vi sostengo e vi accompagno».

 

Un sostegno semplice per indicare gli spunti da poter poi approfondire e realizzare al meglio. Il sussidio ha come guida il Vangelo delle domeniche di Quaresima: per ogni domenica sarà evidenziato un passaggio del Vangelo, una frase su cui lavorare e un segno da proporre nella liturgia. Ci sarà una sezione dedicata poi per esempio al cinema in famiglia con la proposta di alcuni titoli. Il tutto sarà corredato da un racconto e alcune attività suddivise in due fasce di età.

 

Prima di iniziare viene chiesto di costruire un piccolo segno volto ad accompagnare i giovani per tutta la quaresima: un bracciale realizzato con fili di lana colorati (o altro materiale) che si aggiungeranno domenica dopo domenica, fino alla quinta, quando i fili verranno intrecciati e formeranno così il braccialetto da mettere al polso. «I tanti fili diversi – si legge nel sussidio – rappresentano noi, i bambini, con le nostre peculiarità, ma uniti insieme con l’ultimo filo, che rappresenta l’amore di Cristo, diventiamo tutti una sola famiglia». Il sussidio è scaricabile dal sito della Diocesi.

 

Qui il sussidio per la Quaresima 2021 in formato pdf

Catechismo, la Diocesi di prepara al ritorno dei ragazzi in parrocchia

Con la ripresa in presenza delle attività scolastiche torna anche il catechismo «dal vivo». Il vescovo Giovanni Nerbini ha scritto a tutti i parroci della Diocesi di Prato invitandoli a riprendere gli incontri nei locali parrocchiali. «È un momento importante che non dobbiamo trascurare né sottostimare, ma credo anche che non lasciarsi irretire dalla paura sia un segnale importante da consegnare alle nostre famiglie e ai nostri ragazzi», afferma mons. Nerbini nella lettera.

 
Nella Diocesi di Prato non c’era mai stato un vero e proprio stop agli incontri nei locali parrocchiali, il vescovo Giovanni aveva chiesto se ogni singola realtà fosse in grado di garantire o meno le lezioni in presenza secondo le norme anticontagio. Quasi tutte avevano poi deciso di trasferire la «dottrina» online. Adesso che siamo tornati in zona gialla l’invito è quello a prendere in considerazione l’idea di far tornare i ragazzi in parrocchia finché la situazione lo potrà permettere.

 
Nella lettera inviata ai parroci il Vescovo ricorda a ciascuno di «valutare attentamente la conformità dei locali che ospitano l’attività pastorale della propria parrocchia e verificare la fattibilità del catechismo in presenza quando risultano tutelate le condizioni richieste: distanza, accessi agli ambienti e possibilità di arearli». Mons. Nerbini ribadisce inoltre che «laddove i numeri dei bambini fossero alti si possono organizzare forme miste di catechismo a rotazione: un certo numero in presenza, altri collegati attraverso il computer». E infine un accorgimento: «non cessate di invitare i nostri ragazzi alla Santa Messa domenicale ricordando loro che i cristiani hanno nell’eucarestia l’indispensabile presenza del Signore in mezzo a loro. Non c’è bisogno di ripetere che le nostre Chiese sono sicure e che in tutto questo tempo di pandemia non si è mai verificato alcun vero problema».

 
Il sussidio. Sul sito della Diocesi è possibile scaricare il materiale del sussidiario «Sicuri, dietro di me», contenente tutte le indicazioni per lo svolgimento degli incontri e l’organizzazione degli spazi. Ricordiamo come funziona una lezione tipo: il bambino, in salute e munito di mascherina, dovrà igienizzarsi le mani all’ingresso dei locali parrocchiali. I genitori non potranno entrare nelle aule, se possibile sarebbe utile prevedere delle stanze per l’accoglienza. Anche i catechisti dovranno indossare la mascherina e non avere febbre o sintomi influenzali. I catechisti sono poi chiamati a compilare tre registri: uno con le presenze dei bambini, uno sugli eventuali visitatori degli ambienti del catechismo e uno relativo all’igienizzazione degli ambienti.

 
Restando in tema di sicurezza, nei giorni scorsi un’azienda di Scandicci ha donato al Vescovo 192mila mascherine chirurgiche. Il materiale, dal valore di diverse migliaia di euro, è stato depositato in palazzo vescovile e verrà distribuito tra le varie parrocchie della Diocesi di Prato, le aggregazioni laicali, le scuole cattoliche presenti sul territorio e gli oratori.

Catechismo. La lettera del Vescovo alle parrocchie

Il vescovo Giovanni Nerbini ha chiesto alle parrocchie di valutare attentamente la possibilità e l’opportunità di rimandare le attività di catechismo in presenza. In una lettera spedita a tutti i parroci della diocesi di Prato, il Vescovo ha chiesto di compiere una valutazione delle procedure di sicurezza messe a punto dell’Ufficio catechistico diocesano per capire se nelle rispettive parrocchie c’è la possibilità di svolgere gli incontri alla presenza dei ragazzi.

 

«Nella nostra Diocesi ci sono parrocchie popolose e piccole realtà, il protocollo di sicurezza che abbiamo approntato è valido e so che ci stiamo distinguendo per serietà e cura – dice monsignor Nerbini – ma so anche che in questo momento non tutte le comunità parrocchiali sono in grado di poter svolgere le attività di catechismo secondo quanto richiesto. Per questo c’è la possibilità di interrompere le attività per chi le ha cominciate o di posticipare l’inizio dell’anno catechistico per chi ancora non ha iniziato, al 29 novembre, prima di domenica d’Avvento».

 

In attesa di capire come si evolverà la situazione il Vescovo invita le parrocchie che decidessero di sospendere o rinviare le attività di catechismo a rimanere in contatto con i ragazzi tramite le più comuni e diffuse piattaforme di video conferenza, come WhatsApp, Skype, Google Meet o Zoom. Ricordiamo inoltre che la celebrazione della messa è garantita dal protocollo sottoscritto da Cei e Governo e dunque bambini e ragazzi potranno continuare a frequentare le chiese. Per quanto riguarda il catechismo, in caso di sospensione, l’invito è quello di «riprendere in mano gli strumenti che alcuni catechisti hanno già saputo utilizzare – scrive ancora il Vescovo – e ci riferiamo ai social e all’uso di internet».

 

In allegato alla lettera scritta da monsignor Nerbini l’Ufficio catechistico diocesano ha elencato in un documento una serie di suggerimenti per l’utilizzo delle più comuni piattaforme digitali di video conferenza. «Si raccomanda caldamente ai parroci e ai catechisti di non lasciare nessuno indietro, sostenendo quelli che non sanno usare i social o che non hanno internet», sottolinea il Vescovo.

 

Tra i suggerimenti contenuti nell’allegato «Connessi dietro di me», l’Ufficio catechistico propone di far leggere ai ragazzi dei brani della Bibbia, ad esempio le letture della Domenica, e poi di condividerli sulla chat del catechismo. «Spazio dunque alla creatività e a ciò che lo Spirito vorrà suggerirvi per rimanere in contatto con i ragazzi – si legge nel documento –, viviamo questo tempo anche come un’opportunità per sviluppare una vicinanza diversa, ma ugualmente prolifica».

 

Nella stessa comunicazione inviata ai parroci monsignor Nerbini dà anche indicazioni sulla cura pastorale degli infermi. «Si vada nelle case dei malati in sicurezza indossando mascherina e con igienizzante personale», afferma il Vescovo chiedendo di non avere contatti con il malato e di mantenere la distanza di sicurezza. Mentre per il conferimento del sacramento dell’unzione degli infermi è necessario igienizzarsi prima del rito ed usare un batuffolo di cotone per l’unzione. Si preferisca sempre la comunione sulla mano. La stanza del malato se possibile sia arieggiata prima e dopo il rito.

 
La lettera del Vescovo Nerbini e l’allegato «Connessi dietro di me»