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Catechesi, incontri online sugli Atti degli Apostoli

Sono iniziati gli incontri di formazione rivolti ai catechisti. L’Ufficio catechistico diocesano ha infatti organizzato quattro appuntamenti di approfondimento sugli Atti degli Apostoli, in programma il giovedì e il venerdì sera alle ore 21,15. A curare gli incontri sono suor Elena Zanardi e don Matteo Pedrini. Alla luce della situazione sanitaria, gli appuntamenti non si terranno come di consueto in presenza, ma verranno trasmessi online attraverso la piattaforma streamyard.

 

La prima iniziativa, relatrice suor Elena Zanardi delle Domenicane di Iolo, dedicata a «La corsa della Chiesa sospinta dallo Spirito», si tiene giovedì 21 gennaio; mentre venerdì 22 gennaio don Matteo Pedrini si soffermerà su «Da Mattia a Serafino di Sarov – in dialogo con lo Spirito Santo». Il 4 febbraio sarà la volta di suor Elena Zanardi sul tema «Una missione particolare: l’unione delle diversità». Il giorno successivo, venerdì 5 febbraio, don Matteo Pedrini parlerà di «Viaggio e pellegrinaggio: i cammini dello Spirito da Paolo ai giorni nostri». Conclude gli incontri la lectio divina del vescovo Giovanni Nerbini sugli Atti degli Apostoli in programma il 19 febbraio, sempre online alle 21,15.

 

Il link per partecipare ai vari appuntamenti è pubblicato sulla pagina Facebook dell’Ufficio Catechistico diocesano ed è condiviso sul gruppo WhatsApp della Consulta Diocesana dei Catechisti e sul sito della Diocesi.

 

 

Benedizione delle famiglie, il Vescovo scrive ai parroci: «Facciamola con modalità di emergenza»

«Studiamo la possibilità di effettuare la benedizione nelle famiglie con modalità di emergenza». È l’invito che il vescovo di Prato Giovanni Nerbini fa ai sacerdoti della diocesi.

Tradizionalmente in questo periodo dell’anno, particolarmente in Quaresima, i parroci sono impegnati nella visita nelle case per compiere la benedizione delle famiglie, un gesto molto atteso dai fedeli perché rinnova il legame tra il pastore e la sua comunità.

In una nota la Conferenza episcopale toscana ha evidenziato che questo gesto pastorale «non potrà essere compiuto quest’anno, in questi mesi, nella consueta modalità di visita nelle case». Ma allo stesso tempo i vescovi della Toscana hanno auspicato «modalità nuove che ne permettano l’attuazione in forma comunitaria che salvaguardi il distanziamento». Per questo il vescovo Nerbini ha rilanciato tra i sacerdoti pratesi tale richiesta in modo da non cancellare del tutto la tradizione. «Per esempio – ha scritto il Presule in una lettera inviata al clero – il sacerdote potrebbe fermarsi immediatamente fuori dalla porta di casa con le persone presenti che ritrovano all’ingresso». Oppure una possibilità potrebbe essere quella di «ipotizzare un periodo immediatamente successivo alla Pasqua» per lo svolgimento delle benedizioni.

Nei recenti incontri tenuti con i sacerdoti a livello vicariale il Vescovo ha potuto raccogliere il disagio di molti parroci per «la mancanza di questo momento qualificante della vita pastorale delle nostre comunità», da qui la richiesta indirizzata al clero di provare a vivere la benedizione delle famiglie nel rispetto delle norme anticontagio.

Preghiera ecumenica con il Vescovo, ortodossi e protestanti

Gennaio è tradizionalmente il mese dedicato all’ecumenismo e al dialogo interreligioso. In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani, che si celebra in tutto il mondo dal 18 al 25 gennaio, anche la Diocesi di Prato con l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso hanno promosso una iniziativa. L’appuntamento è per domenica 24 gennaio alle ore 16 nella Chiesa di San Domenico. La celebrazione si terrà nel rispetto di tutte le normative anticontagio.

 

Saranno presenti il vescovo Giovanni Nerbini e i rappresentanti delle altre chiese. Ci saranno il sacerdote ortodosso padre Mihai Anton e i pastori protestanti Ruben Bulleri, Mosè Polverino, Carmelina Corso, Luigi Magnanimo e Giovanni Di Sano.

 
«Tutti sono invitati a partecipare alla preghiera di domenica, un momento di gioia che ha come obiettivo primario quello di unire noi cristiani cattolici ma anche acattolici per pregare lo stesso Dio», spiega don Petre Tamas, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Prato. «A Prato il dialogo è purtroppo ancora oggi claudicante – prosegue don Petre Tamas – ci sono ancora gruppi che lo rifiutano. Mi auguro che anche con le istituzioni si possa creare un comitato interreligioso, capace di riunire le varie comunioni e confessioni cristiane. Tutte le comunità cristiane hanno molto da dare alla città di Prato, per una fraternità sempre più aperta e universale».
In occasione della preghiera ecumenica saranno raccolti fondi a favore del Centro di solidarietà pratese, che opera in attività educative e di solidarietà sociale sul territorio, dedicandosi in particolare alla riabilitazione dalle dipendenze.

Catechismo, la Diocesi di prepara al ritorno dei ragazzi in parrocchia

Con la ripresa in presenza delle attività scolastiche torna anche il catechismo «dal vivo». Il vescovo Giovanni Nerbini ha scritto a tutti i parroci della Diocesi di Prato invitandoli a riprendere gli incontri nei locali parrocchiali. «È un momento importante che non dobbiamo trascurare né sottostimare, ma credo anche che non lasciarsi irretire dalla paura sia un segnale importante da consegnare alle nostre famiglie e ai nostri ragazzi», afferma mons. Nerbini nella lettera.

 
Nella Diocesi di Prato non c’era mai stato un vero e proprio stop agli incontri nei locali parrocchiali, il vescovo Giovanni aveva chiesto se ogni singola realtà fosse in grado di garantire o meno le lezioni in presenza secondo le norme anticontagio. Quasi tutte avevano poi deciso di trasferire la «dottrina» online. Adesso che siamo tornati in zona gialla l’invito è quello a prendere in considerazione l’idea di far tornare i ragazzi in parrocchia finché la situazione lo potrà permettere.

 
Nella lettera inviata ai parroci il Vescovo ricorda a ciascuno di «valutare attentamente la conformità dei locali che ospitano l’attività pastorale della propria parrocchia e verificare la fattibilità del catechismo in presenza quando risultano tutelate le condizioni richieste: distanza, accessi agli ambienti e possibilità di arearli». Mons. Nerbini ribadisce inoltre che «laddove i numeri dei bambini fossero alti si possono organizzare forme miste di catechismo a rotazione: un certo numero in presenza, altri collegati attraverso il computer». E infine un accorgimento: «non cessate di invitare i nostri ragazzi alla Santa Messa domenicale ricordando loro che i cristiani hanno nell’eucarestia l’indispensabile presenza del Signore in mezzo a loro. Non c’è bisogno di ripetere che le nostre Chiese sono sicure e che in tutto questo tempo di pandemia non si è mai verificato alcun vero problema».

 
Il sussidio. Sul sito della Diocesi è possibile scaricare il materiale del sussidiario «Sicuri, dietro di me», contenente tutte le indicazioni per lo svolgimento degli incontri e l’organizzazione degli spazi. Ricordiamo come funziona una lezione tipo: il bambino, in salute e munito di mascherina, dovrà igienizzarsi le mani all’ingresso dei locali parrocchiali. I genitori non potranno entrare nelle aule, se possibile sarebbe utile prevedere delle stanze per l’accoglienza. Anche i catechisti dovranno indossare la mascherina e non avere febbre o sintomi influenzali. I catechisti sono poi chiamati a compilare tre registri: uno con le presenze dei bambini, uno sugli eventuali visitatori degli ambienti del catechismo e uno relativo all’igienizzazione degli ambienti.

 
Restando in tema di sicurezza, nei giorni scorsi un’azienda di Scandicci ha donato al Vescovo 192mila mascherine chirurgiche. Il materiale, dal valore di diverse migliaia di euro, è stato depositato in palazzo vescovile e verrà distribuito tra le varie parrocchie della Diocesi di Prato, le aggregazioni laicali, le scuole cattoliche presenti sul territorio e gli oratori.

Terremoto in Croazia, l’appello della Caritas: diamo una mano

Prato accanto alla popolazione croata duramente colpita dal terremoto dello scorso 29 dicembre che ha causato morti e distruzioni. La Caritas Diocesana di Prato si è, infatti, subito messa in moto per sostenere i terremotati: chiunque può dare il proprio contributo facendo una donazione direttamente a Caritas Italiana.

 

Era il 29 dicembre quando una forte scossa di magnitudo 6.2 ha colpito la Croazia con epicentro a Petrinja, a oltre 50 km dalla capitale Zagabria. La violenza è stata tale che si è sentito anche in Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Ungheria, Austria, Slovenia e molte regioni italiane. Sono crollati palazzi e ci sono state vittime in varie cittadine della zona, si contano gravi danni materiali nella capitale Zagabria e anche in alcuni comuni della vicina Bosnia ed Erzegovina, al confine con la Croazia. Tanti gli sfollati e le persone rimaste senza abitazione a causa della distruzione o dell’inagibilità delle proprie case. Molte le scosse di assestamento che si sono poi ripetute.

 

Ecco che Caritas italiana si è subito messa in contatto con Caritas Croazia che sta coordinando i soccorsi da parte della Chiesa locale, in coordinamento con i Vescovi, i parroci e le Caritas delle diocesi più colpite. La presidenza della Cei ha stanziato 500mila euro dai fondi dell’8 per mille come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto, stanziamento destinato appunto, attraverso Caritas italiana, a far fronte ai beni di prima necessità (cibo, farmaci, alloggi temporanei, assistenza medica e kit igienico sanitari).

 

La Caritas Diocesana di Prato si è immediatamente attivata per non lasciare sola la popolazione croata e ha pensato che in questo particolare momento, più che fare una raccolta, chi vuole contribuire può direttamente sostenere gli interventi di Caritas Italiana facendo una donazione.

 

Ecco come sostenere gli interventi della Caritas per le popolazioni colpite dal terremoto.

È possibile utilizzare il conto corrente postale n. 347013; fare una donazione online tramite il sito della Caritas, o un bonifico bancario (causale «Terremoto Croazia») tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT88 U02008 05206 000011063 119

Capp Plast, Rifinizione Vignali e Net Studio vincono il Premio Santo Stefano 20-21

Capp Plast, Rifinizione Vignali e Net Studio si aggiudicano l’undicesima edizione del Premio Santo Stefano per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. Come da tradizione i nomi delle aziende vincitrici sono stati annunciati dal vescovo Giovanni Nerbini al termine del solenne pontificale celebrato questa mattina in cattedrale nel giorno del santo patrono della città.

 

Trasformazione di materie plastiche, tintoria e finissaggio, information technology sono i settori nei quali sono impegnate le tre società che hanno vinto il cosiddetto «Stefanino d’oro», premio che la città di Prato riconosce a chi è capace di fare impresa con successo nel rispetto delle regole e della concorrenza. Un riconoscimento nato in un periodo di crisi per l’intero comparto tessile – con l’idea di valorizzare chi all’interno del distretto si contraddistingue con produzioni di qualità – e che oggi, in una nuova situazione di difficoltà economiche dovute alla pandemia, intende ancora una volta mostrare il grande valore delle aziende pratesi. «Oggi è ancora più doveroso continuare con questa nostra tradizione – ha affermato monsignor Nerbini – che vuol essere anche una esortazione al coraggio e alla speranza nel futuro. Il Premio Santo Stefano è un riconoscimento a quelle aziende che creano occupazione e innovazione, che valorizzano il territorio e che portano il nome di Prato nel mondo. Non solo, sono aziende rispettose dell’etica del lavoro, particolarmente impegnate nel rapporto con i propri dipendenti e attente alle necessità della società, specialmente dei più bisognosi», ha concluso il Vescovo.

 

Quali vincitori della undicesima edizione del Premio il comitato promotore composto da Diocesi, Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio di Prato e Comune di Montemurlo ha scelto tre aziende di successo che ben rappresentano la vitalità del distretto industriale pratese. Capp Plast, con sede in via Galcianese e a Capalle, ha una storia di oltre 60 anni nella industria del packaging e con i suoi prodotti è impegnata in tre settori di riferimento: magazzini, bottiglie e imballaggi flessibili; la Rifinizione Vignali di Montemurlo è dal 1947 uno dei soggetti più attivi e conosciuti del distretto tessile e fin dai primi anni ’80 ha avuto una attenzione particolare all’impatto ambientale. Net Studio, con sede centrale a Prato e uffici a Roma e Milano, opera dal 2000 ed è specializzata nella tracciabilità di merci e prodotti.
Questi nomi sono stati individuati all’interno di una ampia rosa di candidati posti all’attenzione del comitato promotore dalle istituzioni cittadine, dalle associazioni di categorie e dalle segnalazioni dei privati cittadini attraverso il sito web della Diocesi di Prato.

 

 

La cerimonia di consegna degli «Stefanini» non è stata ancora definita. L’evento si terrà nella primavera/estate del prossimo anno, nella speranza che possa essere vissuto in presenza. Sotto, in tre schede sintetiche, è descritta la storia e la produzione delle tre aziende vincitrici.

 

 

 

LE SCHEDE DELLE AZIENDE VINCITRICI 2020-2021

 
CAPP PLAST SPA

Azienda leader nella produzione e trasformazione di materie plastiche che nel tempo ha saputo sviluppare la propria produzione con particolare attenzione all’aspetto ambientale attraverso meccanismi di riciclo delle materie prime e certificazioni internazionali.

 
RIFINIZIONE VIGNALI SPA

Azienda che opera nel settore della tintoria e finissaggio dei tessuti e dei velluti per l’arredamento e l’abbigliamento. Fondata nel 1947 in tutti questi anni ha saputo coniugare la tradizione dei processi di lavorazione con l’innovazione e la qualità dei prodotti.
Grazie a scelte di intelletto imprenditoriale l’azienda è caratterizzata da una profonda valorizzazione del capitale umano.

 
NET STUDIO SPA

Azienda guidata da giovani imprenditori che ha saputo attestarsi in pochi anni nel campo dell’innovazione tecnologica attraverso la valorizzazione delle competenze di preziosi collaboratori e lo sviluppo nel campo della «sicurezza, tracciabilità e controllo» garantendo una costante crescita occupazionale di altissima qualità professionale.

Natale e Santo Stefano, gli orari delle celebrazioni in Duomo e le dirette su Tv Prato

Natale e Santo Stefano, la doppia festa per la città e la diocesi di Prato è ormai vicina. Saranno giorni di «zona rossa» ma i fedeli potranno spostarsi per partecipare alle celebrazioni, la richiesta è quella di recarsi nella propria parrocchia o nella chiesa più vicina alla propria abitazione e di avere con sé un modello di autodichiarazione. Per garantire una presenza di fedeli ben distribuita i parroci hanno previsto più celebrazioni per il Natale. In particolare la messa nella notte sarà celebrata in orari compatibili con il cosiddetto «coprifuoco», cioè entro le ore 22.
Per chi non potesse uscire da casa quest’anno la messa nella notte di Natale presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini viene trasmessa in diretta su Tv Prato la sera di giovedì 24 dicembre a partire dalle ore 20,20. Ma andiamo con ordine e vediamo il calendario con gli appuntamenti in cattedrale celebrati da monsignor Nerbini.

 

Martedì 22 dicembre. Anniversario morte mons. Fiordelli

Alle 9,30 viene celebrata la messa in ricordo di mons. Pietro Fiordelli, primo vescovo residenziale di Prato, a 16 anni dalla morte, avvenuta il 23 dicembre 2004.

 

Giovedì 24 dicembre. Vigilia di Natale

Ore 18, messa della vigilia Natale celebrata dal parroco canonico Luciano Pelagatti. Alle 20,30 – con collegamento tv alle 20,20 – messa della Natività presieduta da monsignor Giovanni Nerbini.

 

Venerdì 25 dicembre. Santo Natale e Ostensione
Al mattino, alle 8,30, il Vescovo celebra la prima messa del giorno nel carcere della Dogaia per i detenuti. In cattedrale messe alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19; alle 10,30 solenne pontificale presieduto da monsignor Nerbini. Nel pomeriggio alle ore 16 musiche d’organo eseguite dal canonico Marco Pratesi. Alle 17 vespri solenni e a seguire il Vescovo officia l’ostensione del Sacro Cingolo all’interno del duomo e all’esterno dal pulpito di Donatello sulla piazza per tutti i fedeli della città. A seguire l’esposizione del «sasso» di Santo Stefano. In processione sarà portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all’altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.

 

 

 

 

Sabato 26 dicembre. Santo Stefano patrono di Prato e proclamazione vincitori «Stefanino d’oro»

È il giorno della festa patronale della città. Città e diocesi si ritrovano in cattedrale nel nome del primo martire della cristianità, la cui reliquia è custodita ed esposta durante la giornata alla venerazione dei fedeli. Alle ore 10 solenne pontificale presieduto da monsignor Nerbini e concelebrato dai sacerdoti della diocesi. Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell’ordine. La celebrazione sarà teletrasmessa in diretta da Tv Prato.
Al termine monsignor Nerbini, a nome del Comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio e Comune di Montemurlo, annuncerà i nomi delle aziende vincitrici della undicesima edizione del premio Santo Stefano per la tenuta del lavoro a Prato. Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d’oro», viene consegnato a quelle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l’operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Nel pomeriggio, alle 16, musiche d’organo e alle 17 recita dei vespri e reposizione della reliquia di Santo Stefano.

 

Giovedì 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno

L’ultimo giorno dell’anno è in programma una messa, preceduta dal canto dei vespri, alle 18 in cattedrale presieduta dal Vescovo. Tiene l’omelia il canonico teologo mons. Basilio Petrà. Al termine canto del «Te Deum» e benedizione eucaristica sulla città. La celebrazione è trasmessa in diretta su Tv Prato

 

Venerdì primo gennaio 2021, Maria Madre di Dio. Giornata mondiale
della pace

Il primo giorno dell’anno è festa di precetto, in duomo le messe sono alle ore 7,30 – 9 – 10,30 – 12 – 19. Alle ore 17: musiche d’organo sullo strumento antico della Cappella del Sacro Cingolo, esegue il canonico Marco Pratesi. Alle ore 18,30 Vespri solenni e alle 19 messa presieduta da mons. Nerbini, al termine gli auguri del Vescovo alla città e alla diocesi.

 

Spostamenti durante zona rossa e zona arancione

Durante i giorni di zona arancione (28-29-30 dicembre e 4 gennaio) i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a cinquemila abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 chilometri. Nei giorni di zona rossa (dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio, il 5 e il 6 gennaio) i luoghi di culto dove ci si può recare «dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini», come indicato dalla Cei. In questo periodo si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione «per velocizzare le eventuali operazioni di controllo».

 

L’autodichiarazione per gli spostamenti

 

Giovani, la veglia d’Avvento del vescovo Nerbini in diretta su Facebook

«Non vi lasceremo soli». Fedele a questa promessa lanciata via social l’equipe di Pastorale giovanile della diocesi di Prato ha organizzato anche quest’anno la veglia in preparazione al Natale per i ragazzi e le ragazze delle parrocchie. Non potendo partecipare in presenza, l’iniziativa potrà essere seguita in diretta sulla pagina Facebook di Tv Prato e sulle pagine Facebook e Instagram della Pastorale giovanile. A guidare la preghiera e le riflessioni sarà il vescovo Giovanni Nerbini. L’appuntamento è per sabato 19 dicembre alle ore 20,30 e si tiene, a porte chiuse, all’interno della cattedrale.

 

«Se loro non possono venire da noi, andremo noi da loro», dice don Marco Degli Angeli, nuovo direttore della Pastorale giovanile diocesana che ha promosso una serie di iniziative social per cercare di avvicinare il più possibile i ragazzi in questo momento così difficile, segnato dall’isolamento dettato dalla pandemia. In questo tempo d’Avvento infatti, ogni giorno viene pubblicato su YouTube «2 minuti con Dio», una lettura e un commento al Vangelo. L’idea è di coinvolgere nelle meditazioni parrocchie, associazioni e movimenti.

 

 

Ma torniamo alla veglia di sabato 19 dicembre. In quella occasione si terrà anche un momento molto conosciuto e amato da tanti pratesi: verrà accolta la Luce di Betlemme. Si tratta di una tradizione diffusa da più di vent’anni in città grazie agli scout. Ogni anno prima di Natale gli scout austriaci si recano in Terra Santa nella basilica della Natività per accendere una lanterna con la fiamma che arde sul luogo dove è nato Gesù. Poi quella «Luce», simbolo di pace e di speranza, viene portata in tutta Europa e consegnata anche agli scout pratesi. L’edizione 2020 non è stata organizzata per via della pandemia ma Prato riuscirà comunque a distribuire la Luce di Betlemme perché dei membri dell’associazione Don Renato Chiodaroli non hanno mai spento la fiammella accesa lo scorso Natale. In tutti questi mesi la fiammella ha fatto compagnia alla famiglia Mariotti Pagnini che si è detta ben felice di poter condividere questo dono. Chi vorrà potrà recarsi in cattedrale nei prossimi giorni, prendere la fiamma e tenerla a casa come simbolo di pace e di unione fraterna, oltre che diffonderla ai propri cari e alle persone che desiderano riceverla. La Luce di Betlemme sarà diffusa anche nelle parrocchie pratesi grazie all’Associazione Don Renato Chiodaroli, Agesci, Masci e associazione 100% scout – Genitori in cammino.

Papa Francesco risponde alla lettera del Vescovo: «continuate a stabilire patti di prossimità!»

Papa Francesco esorta Prato «a proseguire nel cammino intrapreso per costruire una convivenza sempre più fraterna e solidale» e impartisce sulla città la Benedizione Apostolica. Lo ha fatto sapere la Segreteria di Stato della Santa Sede in una lettera inviata al vescovo Giovanni Nerbini. Il testo è firmato da monsignor Edgar Peña Parra, sostituto per gli affari generali, che ha avuto il compito di rispondere alla missiva spedita da monsignor Nerbini al Papa in occasione del quinto anniversario della visita del Pontefice a Prato, avvenuta il 10 novembre 2015. Oltre a ringraziare Francesco per la sua presenza, le sue parole e la sua preghiera per la città, il Vescovo ha voluto informare il Santo Padre che l’invito rivolto dal pulpito di Donatello ai pratesi, di «stabilire patti di prossimità», sta proseguendo con nuovo vigore. All’indomani dell’anniversario mons. Nerbini ha lanciato l’iniziativa #farepatti, una campagna di ascolto e condivisione per provare a «immaginare insieme un’altra città possibile», come scritto nella lettera spedita al Papa.

 

In questi giorni il vescovo Giovanni sta incontrando le istituzioni cittadine, a partire dal sindaco Matteo Biffoni, per dar vita a quel percorso comunitario di crescita che a gennaio, con le modalità che saranno possibili in quel momento, si realizzerà attraverso una serie di iniziative pubbliche di confronto con esperti, durante le quali verranno messe a tema alcune delle principali criticità della città e del distretto tessile.

 

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera inviata dalla Segreteria di Stato a mons. Nerbini:

 

Eccellenza reverendissima, con devota lettera del 10 novembre corrente, Ella ha voluto informare il Santo Padre circa il percorso #Farepatti, che codesta Chiesa locale, in occasione del quinto anniversario della Sua Visita, intende proporre alla Comunità cittadina in sintonia con l’invito a stringere “patti di prossimità” rivolto alla Città di Prato in quella circostanza.

 

Sua Santità, Che ha apprezzato il premuroso gesto e i sentimenti che l’hanno suggerito, mentre esorta a proseguire nel cammino intrapreso per costruire una convivenza sempre più fraterna e solidale, invoca la celeste protezione della Madre del Signore e di cuore imparte la Benedizione Apostolica. Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinti ossequio dell’Eccellenza Vostra Reverendissima, devotissimo

 

+Edgar Peña Parra, Sostituto

Avvento di Fraternità, l’appello della Caritas: sosteniamo i centri di ascolto parrocchiali

Anche quest’anno, e probabilmente con un bisogno maggiore rispetto al passato recente, la raccolta offerte nelle chiese pratesi per l’«Avvento di fraternità» sarà destinata ai centri d’ascolto parrocchiali. Nei giorni scorsi la direttrice della Caritas diocesana, Idalia Venco, ha inviato una lettera agli operatori della carità presenti nelle varie parrocchie per assicurare loro sostegno e vicinanza. «Sappiamo del vostro impegno e delle criticità che state incontrando», scrive Idalia Venco nel confermare una costante di questa lunga emergenza sanitaria: «sono tante le persone che ormai stanno incrociando i nostri occhi in cerca di aiuto e di conforto per tutte le difficoltà che questa pandemia ha causato e continua a produrre».

 
Il sistema Mirod di Prato – la Messa In Rete degli Osservatori Diocesani della Toscana – non ha ancora elaborato i dati che possano descrivere il fenomeno con i numeri, ma gli operatori del centro d’ascolto diocesano in via del Seminario possono attestare che nel periodo più critico hanno avuto oltre il 30% in più di contatti. Tradotto: di richieste d’aiuto. Lo stesso aumento di percentuale avuto dall’Emporio della Solidarietà che, superato il picco delle oltre 1300 tessere attive contemporaneamente nell’arco di una settimana, anche in questo ultimo mese non scende mai sotto le 1200 tessere attive. Cifre che evidenziano come Prato stia nuovamente facendo i contri con una crisi economica dura e difficile come quella del 2008.

 
Per questo motivo la quarta domenica d’Avvento, il 20 dicembre, cinque giorni prima di Natale, le offerte raccolte nelle parrocchie rimarranno nelle casse delle stesse parrocchie per le esigenze di carità. In un’altra lettera, scritta dall’assistente spirituale della Caritas, padre Matteo Pedrini, si chiede ai sacerdoti di concordare con i propri centri d’ascolto ulteriori iniziative per sostenere le attività di carità. Anche padre Matteo nella sua lettera conferma che «quest’anno più che mai le risorse necessarie ad affrontare le mancanze materiali di alimenti sono in aumento».
L’anno scorso e l’anno precedente in tutta la Diocesi furono raccolti più di ventimila euro a questo scopo. La speranza è che si possa superare quella cifra.

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