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Le Messe nei vicariati. Ecco gli orari per il ritorno alle celebrazioni

Come richiesto dal vescovo Giovanni i sette vicariati con cui è suddivisa la Diocesi di stanno organizzando in vista della prima Messa festiva con il popolo. Sotto pubblichiamo gli orari pervenuti dai vicari foranei. Gli orari sotto indicati sono quelli in vigore da sabato 23 e domenica 24 maggio. Le Messe solitamente celebrate nelle rispettive parrocchie e NON segnalate nell’elenco qui sotto sono state sospese.

 

VICARIATO CENTRO STORICO
CATTEDRALE sabato 18; domenica 7.30, 9.00, 10.30, 12, 18
S. AGOSTINO sabato 18.30; domenica 8.30, 10, 11.30, 18.30, 21.15
S. BARTOLOMEO sabato 17.30; domenica 9.30, 11
S. DOMENICO no sabato, riprende il 30 maggio; domenica 10.30, 18
S. PIERINO sabato 18; domenica 11
SPIRITO SANTO sabato 18; domenica 8, (9.30 Comunità Rumena) 10, 11.30
S. FRANCESCO sabato 18; domenica 8.30, 10, 11.30, 18
S. MARIA DELLE CARCERI sabato 18.30; domenica 7.30, 9, 10.30 (in piazza), 12, 17, 18.30
S. VINCENZO sabato 17.30; domenica 17.30

 

VICARIATO OVEST
ASCENSIONE sabato 18; domenica 8, 10.30
SAN PAOLO sabato 18; domenica 7.30, 10, 11.30
GESU’ DIVINO LAVORATORE sabato 18.30; domenica 8, 10, 11.30, 18.30
NARNALI sabato 18; domenica 8, 10
VIACCIA sabato 18; domenica 10,30
GALCIANA solo San Pietro, sabato 17; domenica 7.30, 9, 10.30, 12 e 18
MALISETI sabato 17 (cappella di via Senio), 18; domenica 8, 10, 11.15

 

VICARIATO SUD-EST
CAFAGGIO sabato 18; domenica 8, 9.30, 11, 18 (all’aperto)
CASTELNUOVO sabato 20.30; domenica 7.30, 11
FONTANELLE sabato 18; domenica 8, 10.30
GRIGNANO sabato 18,30; 10, 11.30, 18.30
SAN PIO X sabato 18 (da giugno 18.30); domenica 8, 10 (all’aperto), 11.30
PAPERINO sabato 18; domenica 8, 10, 11 (prima domenica del mese in latino alle 16)
SANTA CATERINA DE RICCI sabato 18 (all’aperto); domenica 9 (all’aperto)
SAN GIORGIO A COLONICA sabato 17,30; domenica 9, 11
SANTA MARIA A COLONICA sabato 21; domenica 7, 11
SANTA MARIA DEL SOCCORSO sabato 18; domenica 7, 8,30, 10, 11.30, 18

 

VICARIATO EST
ANNUNCIAZIONE CASTELLINA sabato 18; domenica 7.30, 10, 11.15
CANNETO sabato 16
FILETTOLE domenica 8, 11
GONFIENTI sabato 16; domenica 10
LA QUERCE sabato 16; domenica 7, 9 (Pizzidimonte), 10, 11.15
SACRA FAMIGLIA sabato 17.30; domenica 9, 11, 18.30
SANTA CRISTINA A PIMONTE sabato 18.30; domenica 10, 11.30
SANTA MARIA DELLA PIETA’ sabato 18.30; domenica 8, 9 (Cantiere), 10.30, 12.15, 17, 18.30
CAPPUCCINI sabato 16.30; domenica 11
MADONNA DELL’ULIVO sabato 18; domenica 8, 10, 11.30
MEZZANA sabato 18; domenica 8.30, 10 e 11.30 (alla Tenda)
RESURREZIONE sabato 18; domenica 8, 10, 11.30, 17
SAN GIUSEPPE sabato 18; domenica 8, 9.30, 11 (in giardino), 12.15

 

VICARIATO SUD-OVEST
CAPEZZANA sabato 18; domenica 7, 11
CASALE sabato 18; domenica 8, 11
SANT’ANDREA A IOLO sabato 17; domenica 8, 10.30
SAN PIETRO A IOLO sabato 18; domenica 7, 8.30, 10, 11.15, 17
REGGIANA sabato 17.30; domenica 8.30, 11
SAN GIUSTO IN PIAZZANESE sabato 16.30; domenica 7, 9.30, 11
TAVOLA sabato 18; domenica 9, 11, 18
TOBBIANA sabato 18; domenica 7.30, 10, 11.15, 18
VERGAIO sabato 18; domenica 7.30, 9, 11

 

VICARIATO NORD
CHIESANUOVA sabato 18; domenica 7.30, 9 (cimitero, in attesa di conferma), 10.15, 11.30, 18
CERRETO domenica 10
SAN GIOVANNI BOSCO domenica 10, 11.30 (prefestiva ore 18 da sabato 30 maggio) 
SACRO CUORE DI GESU’ sabato 18; domenica 8, 9.30, 11, 18
SANTI MARTIRI sabato 18; domenica 8, 10, 11.15
GALCETELLO sabato 18.30; domenica 8.30, 11, 18.30
COIANO  sabato 18; domenica 7.30, 9.30, 11
SANTA LUCIA sabato 18; domenica 9
FIGLINE sabato 18; domenica 10.30

 

VICARIATO VALBISENZIO
VAIANO sabato 16.30, 18; domenica 8, 10.30, 18
LA BRIGLIA sabato 18, 19 (Popigliano); domenica 8, 9 (Tignamica), 11.15
SCHIGNANO sabato 18; domenica 11
MIGLIANA sabato 17; domenica 9.30
GAMBERAME sabato 17 (Cartaia); domenica 10
FALTUGNANO domenica 11.30
MERCATALE DI VERNIO sabato 18; domenica 11.15, 17 (Poggiole)
SANT’IPPOLITO DI VERNIO sabato 16.30; domenica 8.30 (Terrigoli), 10
SAN QUIRICO DI VERNIO sabato 18; domenica 8 (Costozze), 11.15
CAVARZANO sabato 16.30
SOFIGNANO domenica 11
LUICCIANA sabato 15,45 (Campagnana); domenica 8, 9,30 (Cantagallo) e 11
MONTEPIANO sabato 17; domenica 8.30, 11
CARMIGNANELLO sabato 17; domenica 10
SASSETA
USELLA sabato 18; domenica 11 (dal 31 maggio solo alle 9.30)

Ritorno alle Messe con il popolo. Le indicazioni della Diocesi

«Il momento tanto atteso è arrivato». Comincia così la lettera che il vescovo Giovanni Nerbini ha indirizzato ai sacerdoti, ai diaconi e alle comunità religiose di Prato in vista del ritorno alla celebrazione delle messe con il popolo previsto per lunedì 18 maggio. Il messaggio contiene le indicazioni su come attuare in ogni chiesa le prescrizioni contenute nel protocollo sottoscritto tra il Governo e la Cei. Ma prima di spiegare nel dettaglio le misure dedicate al rispetto della sicurezza durante lo svolgimento della celebrazione, Nerbini si rivolge a tutta la comunità cristiana, in particolare ai fedeli, scrivendo che per vivere al meglio il ritorno alle mese c’è «assolutamente bisogno della gioiosa, paziente, disponibile collaborazione di tutti voi».

 

Ecco le indicazioni. In ogni parrocchia i posti a sedere dovranno essere segnati in maniera ben visibile in modo da facilitare la sistemazione dei fedeli. Si ricorda che la distanza tra le persone deve essere di un metro ad entrambi i lati e un metro davanti e dietro. In ogni chiesa verrà affisso un cartello che indica il numero complessivo delle persone che possono avere accesso all’interno.
In vista della prima domenica nella quale verranno celebrate di nuovo le messe con il popolo, il 24 maggio, dove possibile si invitano le parrocchie a: celebrare all’aperto, in modo da ampliare il numero dei partecipanti e prevedere la celebrazione di due messe consecutive nell’orario tradizionalmente preferito dai nostri fedeli (ad esempio alle 11 e alle 12). Ma anche prevedere messe pomeridiane e organizzare un calendario di vicariato in modo che se eventualmente qualcuno rimanesse escluso da una parrocchia possa spostarsi di poco e partecipare alla messa in una chiesa vicina.

 

I fedeli. C’è l’obbligo di indossare la mascherina e la richiesta di non recarsi in chiesa in presenza di sintomi influenzali, respiratori e con una temperatura corporea uguale o superiore a 37,5° oppure se si è stati in contatto con persone positive al Covid-19.

 

In chiesa. Gli ambienti dovranno essere igienizzati prima e dopo la celebrazione. In quelle con più ingressi uno sarà preposto all’entrata e uno all’uscita delle persone. Le acquasantiere rimarranno vuote. Non si potranno usare i libretti dei canti: per questo c’è l’invito ad animare la celebrazione, senza l’ausilio di un coro, con canti conosciuti da tutti. Si possono distribuire i foglietti con le letture ma al termine della messa dovranno essere tolti e non riutilizzati. Sarà omesso lo scambio della pace.

 

La Comunione. L’Eucarestia sarà ricevuta sulle mani. Il celebrante, munito di guanti e mascherina, eviterà il contatto con i fedeli. Per garantire il mantenimento delle distanze necessarie si invitano i sacerdoti ad avvalersi della collaborazione dei ministri straordinari della comunione in modo da evitare il concentramento di più fedeli in uno stesso punto della chiesa per ricevere l’Eucarestia. Si ricorda inoltre che il Messale concede la possibilità che il celebrante possa reperire al momento persone che lo aiutino a distribuire la comunione in caso di necessità.

 

Una equipe in aiuto del parroco. La Diocesi suggerisce che in ogni parrocchia venga costituito un gruppo di fedeli che coadiuva il parroco nella predisposizione del necessario a garantire il rispetto delle norme indicate nel protocollo relativo alle celebrazioni. Queste persone saranno dotate di un segno riconoscibile che le faccia distinguere agli occhi dei fedeli.

 

Sotto il manifesto con le indicazioni da seguire predisposto dalla Diocesi che sarà affisso sulle porte delle chiese

 

Il santuario di Santa Maria della Pietà

Veglie di preghiera in diretta tv dai santuari mariani di Prato

Quattro tappe per un ideale pellegrinaggio tra i santuari mariani pratesi, nel mese dedicato alla Vergine. Da venerdì 15 maggio prende avvio il programma di veglie di preghiera nei luoghi cari alla devozione pratese, trasmessi in diretta da Tv Prato (ore 21,15).

 
Si comincia con la chiesa di Santa Maria del Soccorso, sede anche di una delle più grandi comunità parrocchiali della Diocesi. Venerdì 22 sarà la volta del santuario di Santa
Maria del Giglio, la piccola chiesa che si trova tra piazza Mercatale e piazza San Marco.
Venerdì 29, invece, questo speciale «giro» farà tappa nella chiesa di Santa Maria della Pietà. La conclusione del mese mariano avverrà domenica 31 maggio con la messa – una delle prime domenicali aperte ai fedeli – nella basilica di Santa Maria delle Carceri: alle 18,30 sarà il vescovo mons. Giovanni Nerbini a presiedere l’Eucaristia.

 

L’iniziativa, organizzata congiuntamente dalla Diocesi e da Tv Prato, si accompagna alle dirette quotidiane che proseguono anche in tutto questo mese dalla basilica cattedrale di Santo Stefano, santuario della Madonna del Sacro Cingolo: ogni giorno, come noto, Rosario alle 17,30 e messa alle 18.

 
Si comincia, come dicevamo, questo venerdì 15: sarà il can. Marco Pratesi, proposto di Santa Maria del Soccorso, a curare la Veglia di preghiera.
Appuntamento dunque alle 21,20 sul canale 74 del digitale terrestre e in streaming su Tv Prato.

8 x mille alla Chiesa Cattolica, una scelta di appartenenza

Il pensiero di tutti in questo periodo è sicuramente altrove ma dal 14 maggio è possibile presentare la dichiarazione dei redditi tramite l’invio del 730 o del modello Unico. È bene dunque ricordare l’importanza di scegliere a chi destinare l’8 x mille e di barrare nell’apposito spazio la casella della Chiesa Cattolica. «È un gesto di appartenenza e di solidarietà di importanza fondamentale e lo è ancora di più in questa fase di emergenza sanitaria», dice il responsabile diocesano del Sovvenire Andrea Rosati.

 

L’incaricato del Sovvenire sottolinea la delicatezza del momento che stiamo vivendo, le cui conseguenze sociali stanno cominciando ad affiorare. «Grazie ai contributi derivanti dall’8 x mille la Cei ha compiuto interventi per 224,8 milioni di euro per far fronte all’emergenza Coronavirus», dice Rosati. A questa somma occorre aggiungere le iniziative messe in campo dalle singole diocesi in tutta Italia. «La cifra devoluta dalla Chiesa è molto alta e rappresenta oltre il 20% di quanto ogni anno riceve dallo Stato dal fondo dell’8 x mille», aggiunge ancora.

 

«Ricordiamo – dice infine Andrea Rosati – che anche chi non è tenuto a presentare il 730 può ugualmente fare la sua scelta riempiendo un apposito modello». Solitamente questo documento è reperibile nelle sacrestie delle chiese ma viste le restrizioni in atto chi vuole può scaricarlo qui sotto. Una volta compilato potrà essere consegnato al proprio parroco non appena sarà possibile.

Modello destinazione 8 per mille

Ritornano le Messe con il popolo. Ecco quali sono le misure precauzionali da adottare

Da lunedì 18 maggio tornano le Messe col popolo. È stato infatti firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni: a sottoscriverlo il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.
Il protocollo prevede una serie di misure precauzionali per la tutela della salute e il contenimento dei possibili rischi di contagio.

 

Ecco in sintesi quali sono le misure da adottare

 

Fase 2, i Vescovi della Toscana si uniscono alla Cei e chiedono di poter riprendere l’attività di culto

I Vescovi della Toscana si uniscono alla Conferenza Episcopale Italiana nell’esprimere l’esigenza di poter riprendere l’azione pastorale e l’attività di culto della Chiesa, nel rispetto delle misure necessarie per il controllo del contagio, ma nella pienezza della propria autonomia.

 
In queste settimane anche le Chiese della Toscana non solo hanno accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni assunte per far fronte all’emergenza sanitaria, ma le hanno accolte e vissute nell’orizzonte del bene comune. Lo hanno fatto però nella consapevolezza che, come ha affermato Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica in Santa Marta lo scorso 17 aprile, “questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile”. “L’ideale della Chiesa – ci ha ricordato il Santo Padre – è sempre con il popolo e con i Sacramenti. Sempre”.

 
Le Diocesi toscane quindi si dicono pronte a recepire tutte le indicazioni che potranno essere fornite da specifici protocolli di sicurezza, analogamente a quanto stabilito per altri luoghi e attività, nella certezza che le ragioni economiche, culturali e sociali, in base alle quali vengono o verranno presto riaperti fabbriche, negozi e musei, parchi, ville e giardini pubblici, non possono avere una prevalenza rispetto all’esercizio della libertà religiosa, che è tra i principi fondamentali della Costituzione (come sanciscono gli artt. 2, 7 e 19) e definita dal Concordato tra Stato e Chiesa (si vedano gli artt. 1 e 2 dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984).

 
I Vescovi toscani ricordano che, come in tutta Italia, anche nella nostra Regione la Chiesa è stata in questo tempo difficile vicina alle persone, sia con l’assistenza spirituale resa possibile dai mezzi di comunicazione, sia fornendo attraverso le parrocchie, le Caritas, le associazioni, il volontariato organizzato una serie di servizi socialmente importanti. Ritengono però che adesso, con l’apertura di una nuova fase, sia necessario consentire una più ampia partecipazione dei fedeli alla vita sacramentale che sta alla base della prossimità caritativa, assicurando la massima disponibilità, come dimostrato finora, ad attenersi con rigore alle indicazioni che saranno date perché questo possa avvenire con il massimo controllo possibile. In questo ci si fa voce anche di tante persone sole, per le quali l’espressione comunitaria della fede è urgenza esistenziale. La Chiesa ha dimostrato di saper rispettare, anche quando questo è costato pesanti rinunce, le ragioni della scienza e della politica chiamate a dare indicazioni di carattere sanitario e sociale su come contenere il contagio. Anche chi ha responsabilità scientifiche e politiche però deve dimostrare adesso di saper rispettare le ragioni della fede e riconoscere la capacità della Chiesa di agire con matura responsabilità.

Si può andare in chiesa per la preghiera personale

È consentito andare in chiesa e negli altri luoghi di culto. Lo ha comunicato il vescovo di Prato Giovanni Nerbini ai sacerdoti diocesani su indicazione della Cei. In una nota diffusa dal segretario generale monsignor Stefano Russo si conferma la possibilità per i fedeli di recarsi in chiesa per vivere un momento di preghiera personale, «purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro».

 
L’indicazione è quella di raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, da intendersi dunque la propria parrocchia; inoltre viene specificato che si può entrare nelle chiese che si incontrano in occasione degli spostamenti consentiti, cioè quelli comprovati da esigenze lavorative o da necessità, purché siano lungo il percorso già previsto.

 
Resta ancora valida la sospensione delle celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo. A questo proposito la Cei fa sapere che «in vista della nuova fase che si aprirà dopo il 3 maggio, si è a lavoro a contatto con le Istituzioni governative, per definire un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni liturgiche per i fedeli». Nel frattempo i sacerdoti stanno continuando a celebrare senza il popolo ma «per il popolo».

Triduo, il vescovo Giovanni guida la via crucis intorno all’ospedale. A Pasqua torna l’ostensione del Sacro Cingolo

La Via Crucis intorno all’ospedale Santo Stefano. È questo il segno che il vescovo Giovanni Nerbini ha scelto di compiere in questa inedita Settimana Santa vissuta durante l’emergenza sanitaria. In accordo con l’Asl il rito del venerdì santo sarà celebrato come gesto di vicinanza e affetto nei confronti dei malati e del personale sanitario. Anche se tenuta all’aperto la celebrazione è chiusa alla presenza dei fedeli come richiesto dai decreti governativi, ma sarà trasmessa in diretta televisiva per dar modo a tutti i pratesi di poter partecipare. L’appuntamento è alle ore 17 di venerdì 10 aprile.

 

 

Mentre a Pasqua, come ogni anno, a Prato la festa è doppia con l’ostensione del Sacro Cingolo mariano. Solitamente si tratta della prima «mostra» annuale ma in questo inedito 2020 sarà la seconda dopo quella avvenuta la sera del 19 marzo scorso. La preziosa reliquia mariana infatti viene mostrata ogni anno per cinque volte ai fedeli: Pasqua, primo maggio (per l’inizio del mese mariano), 15 agosto per l’Assunzione di Maria, l’8 settembre (Natività di Maria) e il giorno di Natale.

Anche questa volta – come avvenuto il 19 marzo con l’ostensione straordinaria per l’affidamento a Maria della città in questa emergenza sanitaria – il rito sarà modificato nel rispetto delle prescrizioni governative. La celebrazione si terrà domenica 12 aprile a porte chiuse, ma in diretta tv e la preziosa reliquia verrà mostrata una sola volta, invece delle tre canoniche, dal pulpito di Donatello. Sotto, nuovamente, ci sarà piazza Duomo vuota e avvolta nel silenzio. Sarà possibile però seguire tutto il rito su Tv Prato a partire dalla recita dei vespri alle ore 17,30. Presiede il vescovo Giovanni Nerbini alla presenza del sindaco Matteo Biffoni.

 

 

Ma vediamo nel dettaglio i riti della Settimana Santa presieduti dal vescovo Giovanni Nerbini.

 

 

Giovedì Santo, 9 aprile

La messa crismale, nella quale i sacerdoti rinnovano le promesse sacerdotali e il Vescovo consacra gli olii santi, è rinviata sine die in attesa di quanto sarà stabilito dal Consiglio permanente della Cei.

Giovedì 9 aprile la messa nella Cena del Signore viene celebrata in diretta tv da monsignor Nerbini alle ore 21 in cattedrale.

 

 

Venerdì Santo, 10 aprile

Il ricordo della Passione e Morte di Cristo, in questo giorno dedicato al silenzio, al digiuno e alla preghiera, con l’Adorazione della Croce viene officiato dal Vescovo venerdì 10 aprile in cattedrale alle 15 (ora in cui, secondo i Vangeli, è morto Gesù). Oltre a questo momento viene trasmessa anche la Via Crucis in diretta dall’area ospedaliera intorno al Santo Stefano. Si tratta di un appuntamento eccezionale e assolutamente inedito.

 

 

Sabato Santo, veglia pasquale, 11 aprile

In tutte le chiese verrà celebrata la veglia solenne nella notte di Pasqua. Il vescovo Nerbini alle 22,30 presiede la celebrazione in cattedrale. Verrà acceso il cero Pasquale come segno della Resurrezione, benedetta l’acqua lustrale e rinnovate le promesse battesimali. A mezzanotte tutte le chiese di Prato suoneranno le campane a distesa per annunciare la Resurrezione di Cristo.

 

 

Domenica di Pasqua, 12 aprile

Alle 12, come richiesto dalla Cet, le campane suoneranno a festa come segno di annuncio della vittoria di Cristo sulla morte e come segno di speranza e di comunione tra le Chiese della Toscana.

Nel pomeriggio alle 17,30 monsignor Nerbini guida i secondi vespri e alle 18 circa ci sarà l’omaggio alla Sacra Cintola con la solenne ostensione. È previsto, come avvenuto la sera di giovedì 19 marzo, «l’affaccio» del Vescovo dal pulpito di Donatello per la benedizione mariana alla città impartita con la Sacra Cintola.

 

 

Ricordiamo ancora che tutte le celebrazioni fin qui indicate sono trasmesse in diretta da Tv Prato sul canale 74 del digitale terrestre e in streaming sul sito di Tv Prato.

Le Palme, il messaggio di speranza di Nerbini: «Ci ritroveremo il mattino di Pasqua, vuoto il sepolcro a far festa. Il resto sarà passato»

Con la Domenica delle Palme è iniziata la Settimana Santa. Ieri in cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini ha celebrato la Messa a porte chiuse ma è entrato nelle case dei pratesi grazie alle telecamere di Tv Prato. Ancora una volta monsignor Nerbini ha invitato la città a non lasciarsi scoraggiare né sopraffare da questo momento così difficile.

«Ci ritroveremo il mattino di Pasqua, vuoto il sepolcro, insieme alla donne ed al ladrone a fare festa. Il resto sarà passato, la festa non avrà fine», ha detto il Vescovo concludendo l’omelia. Sotto la riportiamo integralmente e pubblichiamo un video con alcuni passaggi della sua riflessione.

 

 

Carissimi,
il mio desiderio è che questa celebrazione delle Palme così diversa da sempre si imprima nella nostra memoria ma prima nel nostro cuore, non per la sua singolarità, quanto per l’intensità del nostro desiderio di incontrare il Signore, seguirlo, vivere con Lui oggi attraverso due momenti particolari e differenti del racconto della sua vita. Il primo: la sua accoglienza trionfale da parte della folla festante a Gerusalemme; Il secondo: il lungo commovente snodarsi della sua passione. Due opposti uniti dalla persona e dalla missione di Gesù entrambi necessari indispensabili.
Gesù torna a Gerusalemme, vicino a Betfage sul monte degli ulivi sale su un’asina, una cavalcatura modesta per entrare in città. I Re erano soliti uscire in parata, soprattutto al ritorno dalle campagne militari sfilavano con i loro eserciti, le loro armate, simboli della loro potenza, e magari con i nemici fatti schiavi in catene per ottenere gli onori della folla. Chi rimane indifferente di fronte ad una parata trionfale che testimonia la grandezza, la superiorità di tali personaggi. Nel secolo scorso queste parate erano costruite per ammaliare sedurre, il popolo indurlo a credere di star seguendo un dio, invincibile, capace di fare grande la patria. Il Figlio di Dio connota il suo ingresso con questa cavalcatura, povero animale da servizio che raffigura plasticamente la figura del messia che Zaccaria descrive. E’ un re mite, povero, semplice, che viene ad esercitare un potere che nessuno ama, cerca, e vuole e che si chiama servizio che si sottomette , non domina. Gesù cavalca un puledro figlio di una bestia da soma che appunto perché caricata della soma deve saper portare i pesi. Gesù non cerca altro potere, non vuole ricchezza, né armi, HA BISOGNO – notate è l’unico volta nel Vangelo che si parla di un BISOGNO del Figlio di Dio – di questa bestia per descrivere la sua missione. Egli è qui per servire, tutti, sempre, fino in fondo. Quanto poco abbiamo capito questa peculiarità! Quanto spesso anche oggi si vorrebbero mettere insieme fuori e dentro la Chiesa eserciti per battere i nemici di Cristo, difendere la cristianità, neanche ce lo avesse chiesto Lui di farlo. Ci chiede invece di tornare anche noi a sciogliere questa umile cavalcatura per servircene, esprimere la nostra adesione a lui facendo lo stesso suo cammino. Diciamo anche noi oggi, più convintamente: Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Questa festa sfocia gradualmente in un rifiuto: Cambiano gli orientamenti delle persone, emerge nella comunità dei discepoli chi si dissocia e denuncia collaborando con le autorità ed a cascata il favore verso il Signore diventa ostilità, calunnia, condanna senza appello. Tutto cambia a 360 gradi meno che il cuore del Figlio di Dio. Egli continua il suo cammino perché Dio non segue il vento delle opinioni; Dio non calcola il tornaconto e non agisce di conseguenza, Dio segue il suo cuore che è un cuore amante e la cui barra dice libertà e totalità del dono. Gesù non muore perché gli altri lo uccidono, muore perché egli ha offerto se stesso senza tentennamenti, senza esclusioni, senza riserve. Quando lo accusano davanti all’autorità egli che avrebbe tutte le carte per difendersi TACE, e quando ha da dichiarare il vero per rendere testimonianza a Dio al suo progetto di salvezza ma una verità difficile che compromette seriamente la sua incolumità egli parla condannando se stesso a morte. “Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio benedetto”. Tu l’hai detto, rispose Gesù. E non importa se questo inaugura la sua distruzione perché egli non è venuto a salvare la sua vita, ma la mia, la tua, quella di coloro tutti che gli stanno d’intorno e che ora con illimitata superbia lo condannano. Carissimi fratelli e sorelle qui entriamo in gioco noi tutti: qui in cattedrale o a casa quello che è essenziale è che con l’intera nostra vita, di cui le palme sono il segno visibile, ricominciamo a camminare dietro a Gesù, al re servo che entra in Gerusalemme, al Figlio di Dio, piccolo chicco di grano che si accinge ad essere gettato nel terreno per morire e disfarsi. E’ rinnovare la ferma volontà in un mondo che segue i suoi miraggi, i sui idoli a stare dietro al nostro unico Dio e al Figlio Gesù. Sappiamo quanto sia difficile, quante le cadute che registriamo. Non importa. Ci sarà sempre un gallo che cantando ci farà piangere per la nostra paura e le sue fughe, richiamandoci a rialzarci ed a ritornare da Lui perché la sua scelta del nostro bene è irrevocabile. Ci ritroveremo il mattino di Pasqua, vuoto il sepolcro, insieme alla donne ed al ladrone a fare festa. Il resto sarà passato, la festa non avrà fine.

+ Giovanni Nerbini

Vescovo di Prato

Le Palme, le celebrazioni in tv e in streaming del Vescovo e delle parrocchie pratesi

Ci stiamo avvicinando a Pasqua e in questo tempo di emergenza sanitaria i riti del Triduo verranno celebrati tenendo conto delle prescrizioni contenute nei decreti governativi. Il prossimo 5 aprile è la Domenica delle Palme, nella quale si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la sua Passione e la Morte. È il giorno che segna l’inizio della Settimana Santa.
Confermata l’impossibilità dei fedeli di partecipare di persona alle celebrazioni, ricordiamo che i sacerdoti celebrano l’Eucarestia anche in assenza di popolo. Molti parroci stanno continuando il loro servizio pastorale attraverso l’uso delle nuove tecnologie, utili per trasmettere, anche in diretta, messe e riflessioni. Partecipare dunque è possibile attraverso i mezzi di comunicazione.

 
La Domenica delle Palme la tradizionale benedizione dei rami di ulivo sarà simbolica, all’interno delle celebrazioni nelle chiese parrocchiali. In cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa alle ore 18 trasmessa in diretta da Tv Prato (canale 74 e in streaming su tvprato.it). L’emittente cittadina si collegherà anche con la basilica di San Pietro a Roma per la celebrazione presieduta da papa Francesco alle ore 11.

 
Le parrocchie in streaming. Ma come detto sono molte le parrocchie pratesi che si sono attrezzate per rimanere in contatto con i fedeli usando, in particolare, la propria pagina Facebook. Ecco quali comunità trasmetteranno questa domenica la messa delle Palme: alle ore 9 San Giorgio a Colonica; alle ore 10 San Bartolomeo a Coiano, Santa Maria Maddalena a Tavola, San Giovanni Battista a Maliseti, Santi Martiri, La Resurrezione, Madonna dell’Ulivo e San Silvestro a Tobbiana (sul proprio canale Youtube); alle 10,30 San Pietro a Grignano e San Pietro a Mezzana (sul profilo personale del parroco don Massimo Malinconi); alle ore 11 San Martino a Paperino e Fontanelle. Molti sacerdoti al termine delle celebrazioni usciranno dalla chiesa e dal sagrato impartiranno la benedizione alle comunità parrocchiali.

 
Piccole liturgie domestiche. Monsignor Nerbini ha chiesto a tutti i parroci di preparare del materiale così da permettere alle famiglie di celebrare piccole liturgie domestiche, in occasione dei pasti, soprattutto nella Domenica delle Palme, giovedì Santo, Domenica di Pasqua. L’invito ai pratesi è quello di fare «una lettura, breve riflessione, la benedizione della mensa da parte del padre di famiglia, magari con l’accensione di una candela», conclude il Vescovo.

 
Le confessioni. Per prepararsi alla Pasqua i fedeli sono da sempre invitati ad accostarsi al sacramento della confessione. Viste le restrizioni in atto riguardanti gli spostamenti e il divieto di assembramenti anche la «riconciliazione» subisce delle modifiche. In una lettera indirizzata ai sacerdoti il vescovo Giovanni Nerbini suggerisce alcune indicazioni: «In caso di impossibilità a fare diversamente la norma della Chiesa permette che il fedele compia un atto di contrizione sincero e profondo e si accosti alla Comunione con l’impegno ad accedere alla confessione sacramentale per l’accusa dei peccati, non appena questo diventi possibile. I sacerdoti, che trovandosi in chiesa ricevessero la richiesta di una confessione, sempre rispettando le norme sulla distanza tra le persone, possono senz’altro acconsentire offrendo subito dopo la S. Comunione».

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