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8 settembre 2020, le anticipazioni della festa più cara ai pratesi

L’Ostensione ci sarà, ma non il Corteggio storico, almeno come lo abbiamo conosciuto negli ultimi cinquant’anni. Anche la festa più cara ai pratesi, la Natività di Maria o la Madonna della Fiera, come viene chiamata qui da secoli la giornata dell’8 settembre, deve fare i conti con le stringenti norme anti Covid che non permettono assembramenti. Tutte la manifestazioni tradizionali sono state rivisitate, cambiate e modificate nel rispetto delle misure di sicurezza pensate dal Governo per evitare eventuali contagi e la festa della città ne dovrà tenere conto.

Il programma di martedì 8 settembre è in via di definizione, ma possiamo anticipare alcune certezze riguardo all’evento organizzato dalla Diocesi (per la parte delle celebrazioni) e dal Comune (per quanto riguarda le iniziative artistiche). Anche Tv Prato, vista la particolare situazione, ha pensato a proporre una serie di spettacoli e performance che saranno trasmessi in diretta a partire dal pomeriggio. Ma andiamo con ordine e vediamo come si sta configurando l’edizione 2020 della Madonna della Fiera.

 

 

Il pontificale del mattino

Al mattino, il solenne pontificale è in programma alle ore 10,30 in cattedrale e come da tradizione sarà presieduto da un prelato invitato dalla Diocesi. Al termine della messa è confermata la consegna dei ceri per la Cappella del Sacro Cingolo donati dall’Amministrazione comunale, che come sappiamo è proprietaria della reliquia mariana insieme alla Chiesa di Prato. Nel pomeriggio, canto dei vespri della festa alle 17,30.

 

 

A sera in piazza Duomo

Arriviamo alla sera. Come anticipato all’inizio non ci sarà il classico Corteggio storico con i figuranti che sfilano per le strade del centro città. Il Comune ha pensato di proporre in piazza Duomo un evento davanti al sagrato della cattedrale che prevede la presenza di alcuni gruppi storici. In particolare si esibiranno gruppi locali e della Toscana. Ancora da definire le modalità di partecipazione del pubblico a questo spettacolo.

Sicuro l’orario dell’Ostensione della Sacra Cintola, prevista alle ore 22,30, che sarà svolta secondo l’antico rito che, da secoli, caratterizza la città di Prato. Non ci saranno i fuochi d’artificio, sostituiti da giochi di luce in piazza, si tratta di uno spettacolo di video mapping con immagini proiettate in modo suggestivo sulla facciata del Duomo e degli altri edifici della piazza. Anche questo ultimo evento è pensato dal Comune.

 

 

La lunga diretta di Tv Prato

Ma veniamo all’impegno di Tv Prato. L’emittente della città ha pensato di ideare e realizzare una serie di spettacoli per festeggiare l’8 settembre. A partire dal pomeriggio – sicuramente dopo le ore 16 – verranno trasmessi in diretta, visibili solo in tv e in streaming, concerti, reading, balletti e altre perfomance artistiche che si terranno in chiostri e spazi chiusi della città. Il filo conduttore sarà l’omaggio alla Sacra Cintola e la speciale devozione dei pratesi nei confronti della preziosa reliquia mariana simbolo della città da oltre otto secoli.

Massimo Carlesi nuovo direttore della Caritas diocesana. Entrerà in carica il primo ottobre

Massimo Carlesi è il nuovo direttore della Caritas diocesana di Prato. Il vescovo Giovanni Nerbini lo ha nominato firmando il decreto che entrerà in vigore a partire dal primo ottobre. Fino a quella data ci sarà il passaggio di consegne con l’attuale responsabile Idalia Venco.

 

Ex bancario, andato recentemente in pensione, Carlesi ha 64 anni ed è un volto noto in città per aver ricoperto importanti incarichi istituzionali e ruoli di responsabilità in diocesi.
Sul fronte dell’impegno politico lo ricordiamo come assessore alla mobilità dal 2001 al 2005 nella giunta Mattei, consigliere comunale nel corso di molte legislature e presidente della Circoscrizione sud negli anni Novanta. Era stato eletto in Consiglio comunale anche alle scorse elezioni amministrative ma poi ha deciso di dimettersi per motivi familiari.
All’interno della comunità ecclesiale il suo impegno è iniziato nella parrocchia di San Pietro a Grignano, dove si è occupato a lungo del gruppo missionario, e poi, a livello diocesano, è stato vice presidente del Consiglio pastorale in un momento molto importante per la Chiesa di Prato: quello del passaggio tra monsignor Pietro Fiordelli, primo vescovo residenziale, e monsignor Gastone Simoni, che gli confermò l’incarico.

 

Massimo Carlesi è stato per molto tempo attivo all’interno della Misericordia e nel 1989 è stato tra i fondatori della sezione di Grignano, di cui è stato il primo presidente fino al 1995.
È sposato da 41 anni con Manuela, ha due figlie, Irene e Lidia ed è nonno di due nipoti.

 

Carlesi è chiamato a raccogliere una eredità importante, quella di Idalia Venco, che ha guidato la Caritas per 13 anni ed è stata membro vivo del braccio operativo della diocesi per ben 32 anni.

«Il Rosario per l’Italia» guidato dal vescovo Giovanni nella Cappella del Sacro Cingolo. La diretta su Tv2000

Farà tappa a Prato, nella Cappella del Sacro Cingolo, il «Rosario per l’Italia». L’iniziativa è quella promossa dai media della Cei: Avvenire, Tv2000, InBlu Radio, Sir, Federazione dei settimanali cattolici e Corallo durante questo difficile periodo legato alla pandemia da Coronavirus. Ogni mercoledì, da una diversa cattedrale o chiese italiane, un vescovo guida la recita del rosario seguito in tv, via radio o in streaming dai fedeli del Paese.

 
Questa sera, mercoledì 15 luglio, alle ore 21 toccherà alla nostra diocesi ricevere il testimone di questa staffetta di preghiera che dal mese di marzo sta facendo il giro d’Italia. La preghiera verrà recitata nel cuore della devozione mariana pratese: la Cappella del Sacro Cingolo in cattedrale, dove da otto secoli si custodisce la preziosa Cintura che la tradizione vuole sia appartenuta a Maria. A guidare il rosario sarà il vescovo Giovanni Nerbini. Accanto a lui il vice parroco della cattedrale don Gino Calamai, il diacono Guglielmo Spanò e alcuni fedeli che si alterneranno nella recita delle «decine». I misteri sono quelli della Gloria e per le meditazioni monsignor Nerbini ha scelto una serie di brani tratti dalle lettere alle claustrali di Giorgio La Pira.

 
Il rosario sarà trasmesso a partire dalle ore in televisione da Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre), sulle frequenze di Radio inBlu (e sul loro sito) e in streaming su Youtube.
Sotto è possibile scaricare il libretto con le preghiere e le meditazioni che saranno recitate questa sera.

 

In formato pdf (impaginato per essere stampato fronte retro)

 

In formato word

«È risorto il terzo giorno», lettura biblico-spirituale della pandemia

Si intitola «È risorto il terzo giorno» ed è una traccia di riflessione elaborata dalla Commissione episcopale per la Dottrina, l’annuncio e la catechesi della Cei per accompagnare equipe diocesane, catechisti e quanti sono impegnati sul fronte dell’annuncio e dell’iniziazione cristiana.

 

Si tratta di una «rilettura biblico-spirituale dell’esperienza della pandemia», destinata a credenti e non credenti, che prende le mosse da «un ascolto attento delle paure, dei bisogni e delle attese delle persone che, nel proprio contesto e con i propri strumenti, si sono trovate ad affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19». Ad aprire il testo, infatti, sono le voci di un’impiegata, di uno studente, di un bambino, di un avvocato, di un cappellano, di un medico, di una casalinga, di un adolescente, di un volontario e di una segretaria. Pongono interrogativi sulla sofferenza, sul disorientamento e sulla morte, ma testimoniano anche la capacità di resilienza, la creatività e la riscoperta della dimensione domestica della fede.

 

  Il documento Cei «È risorto il terzo giorno»

 

 

Musica nel chiostro del Duomo per il «Ritorno alla vita»

Il chiostro del Duomo si apre alla musica per ospitare una rassegna di grande livello. L’Aps Pratoteatro e la Diocesi presentano «Ritorno alla Vita», cartellone che vede la direzione artistica di Giovanni Nesi, brillante pianista pratese che ha scelto sei giovani musicisti ricchi di esperienze importanti in Italia e all’estero. In programma ci sono sei serate a ingresso libero da luglio a settembre per ritrovare bellezza e grazia nelle note di grandi della musica da camera fra i quali Liszt, Bach, Chopin e Schumann.

 
«Dopo il dramma della pandemia – viene spiegato dagli organizzatori – i musicisti hanno bisogno di tornare ad esibirsi, il pubblico ha voglia di tornare a emozionarsi ai concerti, la città ha la necessità di tornare ad essere un polo artisticamente vivo. Finalmente qualche luogo può tornare ad aprirsi, con tutte le accortezze del caso. Questa rassegna di pochi concerti di musica da camera, che per la loro natura prevedono la partecipazione di un ristretto numero di artisti, vuole rispondere a queste esigenze, coniugando la bellezza del chiostro del Duomo al repertorio musicale dei secoli passati, in momenti di condivisione che segnino un ritorno alla speranza e alla bellezza. Un ritorno alla Vita».

 
La rassegna si terrà dal 9 luglio al 15 settembre. Questo il programma completo. Tutti i concerti inizieranno alle 21,30. Si comincia giovedì 9 luglio con «Fantasia Romantica», eseguita da Samuele Dovrandi al pianoforte. Il 23 luglio Cosimo Carovani al violoncello presenta «Ad Antiqua». Nel mese di agosto le date sono due, sempre di giovedì: il 6 «Variazioni Goldberg» con Giulia Ricci al clavicembalo e il 20 con Samuel Baldi alle percussioni e Desiree Del Santo al flauto («Meditation»). Doppia data anche a settembre: giovedì 3 è in programma «Il violino magico» con Anselmo Simini al violino e martedì 15 chiude la rassegna «Liszt Sacro» con Simone Librale e Lucrezia Liberati al pianoforte.

 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni consultare il sito www.teatroborsi.it. Per partecipare occorre indossare la mascherina.

 

Il depliant con le schede dei musicisti

 

 

Termina «Pronto Prete» l’assistenza spirituale al telefono durante il lockdown

Termina «Pronto Prete», il servizio messo a disposizione dalla Diocesi di Prato nella prima fase dell’emergenza coronavirus, volto a mettere in comunicazione i sacerdoti con tutte le persone desiderose di avere un colloquio spirituale durante la fase di lockdown. Un servizio prezioso di ascolto e di supporto per aiutare le persone a vivere al meglio il periodo in cui tutti eravamo costretti a restare a casa e le celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo erano sospese. Un dialogo aperto incentrato sull’ascolto reciproco, rivolto a tutti, credenti e non credenti.

Il numero verde 800.401.052, gratuito, è stato attivato giovedì 8 aprile in tre fasce orarie (10-12, 16-18 e 21-23) ed è rimasto in funzione nei giorni feriali fino a ieri, venerdì 12 giugno. Sette i sacerdoti della Diocesi che si sono messi a disposizione, 138 le chiamate pervenute da tutta Italia, dal nord al sud, isole comprese, per una media di 657 minuti di conversazioni al mese. Ad aprile sono arrivate 81 chiamate per un totale di 838 minuti; 39 le telefonate arrivate a maggio, per 476 minuti; 18 invece a giugno, per un totale di 231 minuti.

Qualcuno ha chiesto consigli su come pregare perché non riusciva a farlo da solo, qualcun altro invece era desideroso di ricevere la benedizione attraverso il telefono. C’è chi poi chi «ha chiesto di essere confessato, ma per telefono questo non è possibile», spiega uno dei sette sacerdoti che hanno svolto il servizio. Tra i motivi delle telefonate anche la richiesta di un consulto per affrontare problematiche relative al mondo familiare o del lavoro, ma anche della fede, in particolare molti hanno sottolineato di vivere con disagio il non potersi accostare ai sacramenti. Per tutti c’è stato ascolto, dialogo e disponibilità a recitare insieme una preghiera.

Ufficio scolastico, riapertura al pubblico su appuntamento

Dopo il periodo di chiusura al pubblico a causa della pandemia, l’Ufficio diocesano per l’Educazione e la Scuola riceve coloro che necessitino di colloqui in presenza solo su appuntamento.

 
Per l’insegnamento della religione cattolica e la pastorale scolastica, chiamare il numero 0574-448863 o inviare una mail a scuola@diocesiprato.it;
per le scuole cattoliche telefonare allo 0574-611279 o scrivere a scuole.cattoliche@diocesiprato.it.

Oratori 2020, la modulistica da scaricare per iniziare le attività

«Quest’estate così inedita porta con sé un sano desiderio di divertimento e di socialità, di aria fresca e di amicizia». Inizia così, con questo annuncio di speranza, il vademecum preparato dal gruppo diocesano che nelle scorse settimane ha lavorato all’organizzazione degli oratori estivi.

 
Il tema scelto è «20 di futuro», un progetto nato sulla scia del documento della Cei «Aperto per ferie». Il titolo è così composto: 20, come l’anno di questa estate, ma anche «venti» come quelli che sosterranno la rotta di ragazzi e animatori. Due i punti di riferimento per le riflessioni: l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, che invita a guardare il mondo con nuovi occhi e con più attenzione al rispetto della «casa comune» e l’agenda 2030 dell’Onu dedicata allo sviluppo sostenibile.

 

Dodici le parrocchie che in questa estate segnata dal Covid proporranno il Grest: Santa Maria dell’Umiltà a Chiesanuova, San Giovanni Battista a Maliseti, Immacolata Concezione a Galcetello, San Pietro a Iolo, Sant’Antonio a Reggiana, San Pietro a Grignano, San Pietro e la Visitazione a Galciana, Santa Maria del Soccorso, Santa Maria della Pietà, San Silvestro a Tobbiana, Sofignano e il centro giovanile di Sant’Anna. Quasi tutti inizieranno lunedì 22 giugno.

 

Sotto è possibile scaricare i seguenti documenti (materiale riservato agli organizzatori):

 

Il vademecum «20 di futuro»

La modulistica per gli oratori 2020 (iscrizioni, privacy, liberatoria per riprese video…)

La cartellonistica con le norme anti contagio da rispettare

 

 

Corpus Domini, il Vescovo lancia un appello ai pratesi: «Costruiamo insieme il puzzle della città futura»

«La Chiesa pratese c’è: le nostre porte sono aperte e i nostri tavoli sono disponibili, nella libertà e nella distinzione dei ruoli. Questa città che ha le risorse per ripartire e ripartire prima degli altri, come è stato scritto bene, deve fare uno scatto adesso, immaginando il proprio futuro». È un vero e proprio appello a Prato quello lanciato dal vescovo Giovanni Nerbini nell’omelia della messa del Corpus Domini celebrata la sera di giovedì 11 giugno in piazza Duomo.

 

«È essenziale riprendere in mano singolarmente e comunitariamente il nostro destino superando comode deleghe per metterci insieme intorno ad un tavolo o a più di uno, e comporre il puzzle della nostra città futura che riguarda tutti», ha aggiunto Nerbini.

 

Qui il testo integrale dell’omelia

 

 

 

 

In ottocento hanno risposto all’iniziativa della Diocesi, seduti e in piedi, all’aperto, davanti al sagrato della cattedrale, hanno partecipato nel rispetto delle norme di sicurezza alla solennità che ricorda la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia. E in questa occasione, il primo grande raduno diocesano dopo la fine della sospensione delle celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo, il Vescovo ha voluto mandare un messaggio di unità e di azione alla città. Durante questa emergenza sanitaria «è emersa una parola che indica l’atteggiamento virtuoso fondamentale da adottare: insieme. Possiamo insieme leggere la realtà, insieme farci carico dei problemi di tutti e di ciascuno, insieme maturare convinzioni e decisioni da prendere». Secondo monsignor Nerbini in questo percorso c’è bisogno di tutti: «la politica in primis, le istituzioni pubbliche, di tutti i credenti, le associazioni di categoria, la scuola, l’università, la ricerca, il mondo della cultura e dell’arte, dello sport, i giovani». La crisi che la città si trova a dover affrontare è «sociale, culturale, esistenziale, valoriale che ci ha mostrato come i nostri modelli di vita vadano facilmente in frantumi». Poi il Vescovo si è chiesto: «ci può essere un progetto la cui realizzazione prescinda dalla collaborazioni delle comunità straniere, a cominciare da quella cinese, che vivono ed operano in mezzo a noi e tuttora camminano parallelamente al ceppo principale?».

 

 

 

 

Nerbini ha invitato la comunità pratese ad ampliare l’intervento rivolto ai singoli e alle famiglie, «perché a nessuno manchi il necessario per vivere». A questo proposito il Presule ha sottolineato l’istituzione, da parte della Diocesi, del fondo del Buon Samaritano, una iniziativa solidale pensata per dare un contributo economico (fino a 1500 euro) a quelle famiglie colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia. «Chiedo a ogni cristiano pratese di fare la sua parte», ha aggiunto il Vescovo invitando a dare un contributo per incrementare il fondo (che parte da una base di 150mila euro). «La crisi è davvero devastante», ha detto ancora Nerbini e poi ha affermato: «Non potremo fare molto se chi più ha non si farà carico del problema, rinunciando, a cominciare da me, a una parte del reddito sicuro, del proprio stipendio fisso ma anche del nostro tempo e competenze, per sostenere chi si ritrova nulla in mano». La volontà della Diocesi, espressa dal Vescovo, è quella di difendere i più deboli dalle nuove povertà e da rischi gravi come quello dell’usura: «possiamo raccogliere le diverse energie per incrementare i servizi di prevenzione, penso in particolare a quello promosso dalla Misericordia di Prato. In questo momento stare dalla parte dei più poveri è il vero modo per stare dalla parte della nostra città».

 

 

 

Alla messa del Corpus Domini era presente l’Amministrazione comunale in forma solenne, rappresentata dal vice sindaco Luigi Biancalani, dal presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti e da membri di giunta. Nelle prime file anche il presidente della Provincia Francesco Puggelli le autorità cittadine. Come detto in piazza Duomo c’erano circa ottocento fedeli. Tra loro i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni cattoliche: i confratelli e le consorelle della Misericordia vestiti con la cappa nera, i Cavalieri del Santo Sepolcro e quelli del Sacro Cingolo, gli scout Agesci, l’Azione Cattolica, i terziari Carmelitani e Francescani e tanti altri appartenenti ai gruppi della comunità ecclesiale di Prato. Solitamente in occasione di questa ricorrenza viene organizzata una processione per le vie del centro cittadino. Ma al tempo del coronavirus questo tipo di iniziative non possono essere promosse perché vige ancora il divieto di assembramenti. Per questo la Diocesi ha pensato di celebrare una messa solenne in piazza Duomo aperta a un gran numero di fedeli, ovviamente seduti nel rispetto delle distanza di sicurezza previste dalle norme anticontagio.

 

 

 

Al termine della celebrazione il vescovo Nerbini è salito sul pulpito di Donatello e ha impartito dall’alto la benedizione eucaristica su tutti i presenti.

 

 

La Diocesi lancia il fondo di emergenza Covid «Il Buon Samaritano» per sostenere le famiglie in difficoltà

«Diventiamo samaritani». È l’impegno e l’invito che la Chiesa di Prato lancia per camminare accanto alle famiglie colpite dalla crisi dovuta alla pandemia da Coronavirus. Proprio come il Samaritano del Vangelo che si prende cura di quell’uomo ferito incontrato lungo la strada, l’agire e il pensare della comunità cristiana pratese, incarnata dalla Diocesi, vuol essere quello di prendersi cura di chi ha bisogno di una mano per rialzarsi e ricominciare il proprio cammino. Con questo spirito nasce il fondo emergenza Covid 19 «Il Buon Samaritano» come segno di vicinanza concreta agli uomini e le donne, lavoratori, disoccupati, genitori e persone sole, che stanno vivendo situazioni di difficoltà economiche dovute alla perdita della propria fonte di reddito familiare in seguito alla crisi sanitaria. A mettere in campo questo sostegno – di tipo economico e sociale – è la Diocesi di Prato attraverso Insieme per la Famiglia, associazione nata in seno alla Caritas e già in prima linea durante la crisi del 2008. Anche in quel difficile momento per la città, la Chiesa pratese dette vita a una realtà caritativa pensata per accompagnare i tanti concittadini che si erano ritrovati improvvisamente senza la possibilità di far fronte al pagamento di rate di mutuo, affitti, spese sanitarie e anche alimentari.
Per la costituzione del fondo la Diocesi e la Caritas mettono a disposizione 150mila euro. Per ogni famiglia ci sono fino a 1500 euro a fondo perduto che verranno utilizzati per pagare rate del mutuo, affitti, utenze o altre spese che saranno valutate e approvate da una apposita commissione.

 
«La pandemia che non conosce confini chiama i cristiani ad essere quel Samaritano e a fare proprie le parole di quest’ultimo rivolte all’albergatore: “Abbi cura di lui” – dice il vescovo Giovanni Nerbini –, la nostra non vuole essere però una carità occasionale, né di buon cuore, ma una fedeltà al Vangelo messa in pratica attraverso la condivisione di fatiche, sofferenze e anche speranze della nostra comunità. Lo abbiamo detto: solo insieme potremo uscire da questa crisi». La presidente dell’associazione Insieme per la Famiglia e direttrice della Caritas diocesana Idalia Venco precisa che «questo fondo non vuole essere alternativo all’impegno delle parrocchie nel farsi carico delle varie situazioni di difficoltà, soprattutto per quel che riguarda vicinanza e ascolto, tanto meno sostituirsi alle misure messe in campo da Stato, Regione e Comuni ma vuole integrarle cercando di aumentarne l’efficacia».

 

Il vescovo Giovanni Nerbini e la direttrice della Caritas Idalia Venco

 

 
L’obiettivo del fondo «Il Buon Samaritano» è sostenere le persone che si trovano in situazioni di emergenza lavorativa (perdita di lavoro, riduzione dell’orario o di entrate, cassa integrazione, attività in proprio ridotta o chiusa) o abitativa (ad esempio sfratti dovuti a morosità incolpevoli nei canoni di affitto), ma anche per difficoltà legate allo studio o alla salute. «Vogliamo aiutare le famiglie che hanno avuto una diminuzione del reddito e si trovano a dover sostenere spese impreviste», sottolinea Idalia Venco. L’iniziativa vuole assistere in particolare chi ha perso il lavoro o ha visto la riduzione del proprio orario in questo ultimo periodo, i precari che non hanno potuto contare sui contratti a chiamata a causa della pandemia ma anche gli autonomi che hanno visto ridursi o addirittura cessare la propria attività. Il tratto comune deve essere il momento di difficoltà dovuto esclusivamente all’emergenza Covid 19.

 
A chi è rivolto. Possono accedere al fondo i residenti sul territorio della Diocesi di Prato. Tra i requisiti c’è l’aver perso il lavoro o ridotto le occasioni di impiego dal primo marzo 2020; aver avuto una riduzione del reddito durante la pandemia (ad esempio per la cassa integrazione); non avere entrate familiari superiori a 400 euro al mese a persona; e la disponibilità ad avviare un percorso di accompagnamento con i centri di ascolto Caritas per cercare di uscire dalla situazione di crisi.

 

 
Come si accede e cosa si può avere. Le persone che rientrano nei requisiti sopra elencati possono chiedere il sostegno compilando l’autocertificazione scaricabile qui sotto, con la mediazione del proprio parroco o del referente del centro di ascolto parrocchiale. Una volta inoltrata la domanda agli uffici appositi, il richiedente sarà contattato da un operatore per un iniziale colloquio telefonico e per la raccolta di tutta la documentazione necessaria. La richiesta sarà valutata da una apposita commissione formata dal presidente dell’Associazione Insieme per la Famiglia, da un commercialista, da due operatori del centro di ascolto diocesano, da un tesoriere volontario con esperienza bancaria pluridecennale e da due rappresentanti delle Caritas parrocchiali. Come detto, sono disponibili fino a 1500 euro a richiedente. Non si tratta di un prestito, ma un di un contributo economico a fondo perduto. I soldi non verranno consegnati direttamente a chi ha ottenuto il contributo, ma serviranno a pagare determinate spese inserite nella domanda di accesso al fondo.

 

 
Come contribuire e contatti. Tutti i pratesi sono invitati a farsi samaritani (e già tanti lo hanno fatto donando spontaneamente una offerta alla Caritas e alle parrocchie durante la fase 1 di questa emergenza sanitaria).
È possibile dare un contributo al fondo con un versamento all’iban IT81Y0503421565000000001079 c/o Banco Bpm. Quanto donato è detraibile a fini fiscali. Per informazioni: email segreteria@insiemeperlafamiglia.it; telefono 0574-34047 (Caritas).

 

Il regolamento e la domanda

 

La locandina dell’iniziativa

 

 

 

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