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Quaresima di Carità 2019: aiutiamo l’Etiopia!

Questo fine settimana in tutte le chiese e parrocchie di Prato si tiene la tradizionale raccolta offerte in occasione della Domenica delle Palme. È la Quaresima di carità, una iniziativa lanciata ogni anno dalla Caritas diocesana per sostenere progetti solidali. Come nel 2019, anche questa volta si vuole dare una mano alle poverissime popolazioni dell’Etiopia, in particolare del paese di Mokonissa che versa in situazioni di disagio molto gravi. Qui le suore Figlie di Sant’Anna gestiscono una scuola e una clinica medica, due presidi fondamentali per la vita delle persone. Quanto raccolto nelle nostre chiese servirà a sostenere queste due attività.

 
Oltre alle offerte delle celebrazioni festive sono destinati all’Etiopia anche i soldi risparmiati dai bambini delle parrocchie grazie al progetto lanciato dall’ufficio catechistico di riempire un salvadanaio con le piccole rinunce fatte nel tempo di Quaresima.
E a fine agosto si terrà una esperienza missionaria in Etiopia promossa dalla Caritas con alcuni giovani. Il gruppo, tutt’ora in formazione, prenderà contatti con le suore di Mokonissa per dare seguito ai progetti finanziati dalla generosità dei pratesi. Chi fosse interessato a partecipare può contattare la Caritas: 0574 34047; caritas@diocesiprato.it.

 

 

L’APPELLO DEL VICARIO

Carissimi,

come di consueto in questo periodo forte dell’anno liturgico, la nostra Chiesa in Prato vuole rendere tutto il popolo di Dio partecipe di un movimento di carità e di solidarietà verso persone che vivono in terre lontane da noi e in condizioni di vita così diverse dalle nostre.
Abbiamo sempre bisogno di guardare con occhi nuovi il mondo circostante, ma anche quello che si svela oltre l’orizzonte della nostra città, dove il Signore in qualche modo ci chiede di essere presenti.

 
Anche in questa Quaresima dunque, attraverso la Caritas diocesana, continua il nostro gemellaggio con la diocesi di Soddo, in Etiopia, dove insieme alla comunità locale delle suore Figlie di Sant’Anna, stiamo sostenendo un progetto a favore della scuola materna e della clinica che si trovano nel villaggio di Mokonissa.
Nell’ultimo viaggio missionario che ha visto impegnati Idalia con un gruppo di giovani e adulti (fra cui un seminarista ed un diacono), è apparso evidente come la realtà di questo villaggio è davvero difficile ed il bisogno di aiuto, in particolare rivolto ai bambini, è estremamente necessario.
Seguiamo Papa Francesco, che nel suo messaggio quaresimale ci ha spronato a dare segni concreti di conversione: “Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice”.

 
La prossima Domenica delle Palme diventi allora occasione di una potente trasformazione del nostro cuore, accogliendo l’invito al dono e sottolineando, in particolare nelle omelie e nelle altre opportunità di incontro con i fedeli, che questo gesto non si esaurisca nella sola elargizione di denaro, ma diventi uno stile di vita proprio del cristiano: camminare dietro il Maestro ed imparare da Lui, perché “Cristo ha dato se stesso per tutti” (2 Cor 5, 15).
Nella fraterna riconoscenza per quanto potrete fare per sensibilizzare le vostre comunità e le persone che incontrerete, anche a nome del Vescovo, vi saluto nel Signore, ringraziandovi del quotidiano e prezioso impegno per la nostra Chiesa.
Dio vi benedica.

Don Nedo Mannucci
Vicario Generale

La lettera del Vicario in formato pdf

La Via Crucis dei giovani per le strade del centro storico

I giovani di Prato in cammino per le vie del centro storico. È il programma della Via Crucis promosso anche quest’anno in preparazione alla Pasqua dalla Pastorale giovanile diocesana. L’idea è quella di vivere le stazioni che ripercorrono la Passione e la morte di Cristo di sera, nei luoghi solitamente vissuti dai ragazzi e le ragazze di Prato per divertirsi. Invece i gruppi giovanili parrocchiali si danno appuntamento per testimoniare alla città la loro appartenenza alla Chiesa.

 

L’appuntamento è per venerdì 12 aprile alle ore 21 in piazza Landini, presso la Biblioteca Lazzerini, un ambiente simbolo per gli studenti della città. La processione sarà guidata dal vescovo Franco Agostinelli mentre le riflessioni sono affidate a don Michele Falabretti, direttore del servizio nazionale di Pastorale giovanile. Il corteo dei partecipanti si snoderà lungo via Santa Trinita, da lì in piazza San Francesco e poi in piazza Santa Maria delle Carceri.

 

Proveniente dalla diocesi di Bergamo, don Falabretti è al suo secondo mandato come responsabile nazionale di Pastorale giovanile. In virtù di questo incarico ha seguito da vicino il Sinodo dei giovani e la Gmg di Panama.

«24 ore per il Signore», preghiere e confessioni in Sant’Agostino e nei tre punti di Adorazione perpetua

Torna anche quest’anno l’appuntamento con «24 ore per il Signore», l’iniziativa che mette al centro l’adorazione eucaristica e la confessione. A promuoverla in tutto il mondo è il pontificio consiglio della nuova evangelizzazione su richiesta di papa Francesco. Il tema dell’edizione 2019 è: «Neppure io ti condanno» (Gv. 8,11).

 
Anche questa volta la Diocesi di Prato partecipa mettendo a disposizione momenti e sacerdoti per il sacramento della riconciliazione.
Venerdì 29 marzo alle 18,30 la messa presieduta da monsignor Franco Agostinelli in Sant’Agostino. Poi la chiesa rimarrà aperta con disponibilità per le confessioni fino alle ore 23 e il giorno successivo, sabato 30 marzo, dalle 7 alle 18,30, orario di inizio della prefestiva.

 
Si uniscono all’iniziativa i tre punti dell’Adorazione perpetua presenti in diocesi: il chiesino di San Paolo, la cappella della Sacra Famiglia e la pieve di Usella. Venerdì e sabato sono presenti sacerdoti per le confessioni.

Il messaggio del Vescovo a conclusione della visita pastorale

Con una messa solenne celebrata in cattedrale domenica 17 marzo, si è conclusa la visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli nelle parrocchie della diocesi. Iniziato nel gennaio 2014 con la comunità di Maliseti, il viaggio si è concluso i primi di marzo a San Pier Forelli.

In questi cinque anni monsignor Agostinelli ha avuto modo di incontrare e conoscere tutte le comunità parrocchiali e le varie realtà esistenti nel territorio diocesano. Di seguito pubblichiamo il messaggio che il Vescovo ha scritto a tutta la comunità diocesana, contenente alcune indicazioni per il cammino futuro della Chiesa di Prato.

 

 

Carissimi fratelli e sorelle,
Sacerdoti e Diaconi, Religiosi e Religiose
e fedeli laici,

1. Oggi siamo qui convenuti, nella nostra Cattedrale, per concludere solennemente la Visita Pastorale, che ci ha visti per alcuni anni itineranti lungo le strade della nostra Diocesi. Abbiamo raccolto l’invito del Signore a prendere il largo per annunciare la Buona Notizia del Vangelo. In questo tempo ci siamo conosciuti, insieme abbiamo camminato e pregato; insieme abbiamo affrontato problemi, difficoltà, prospettive; insieme abbiamo sognato un mondo nuovo e una Chiesa che fosse garanzia di questa novità. Oggi siamo di nuovo qui, nella Chiesa Madre, la Cattedrale, per concludere questo capitolo, bello ed esaltante, della storia della Chiesa pratese.
Il primo moto dell’animo di fronte ad una storia che si conclude, è l’accensione dello stupore davanti all’inaudito, all’inatteso, che ha preso volto e si è fatto presente in Gesù Cristo. Oggi la nostra generazione e la stessa cristianità corre un rischio, quello che Gesù diventi marginale nella nostra società; occorre rimettere il Salvatore al centro della vita e della storia della gente. Questo ci dovrà rendere attenti per cogliere i segni di tempi, che, al di là dei momenti controversi e contrastanti che la società vive, rivelano un evidente bisogno di trascendenza, di Dio. Forse è uno scenario crepuscolare quello che sta emergendo, anche nei nostri paesi di antica tradizione cristiana, che però dobbiamo saper leggere ed affrontare con il coraggio della Fede. Guardiamo ai segni del nostro tempo allora, ma non per dedurne sensazioni di paura, o di scoraggiamento, o di rassegnazione, ma per sentire ancora di più la passione e la bellezza dell’annuncio del Vangelo.
La situazione storica nella quale viviamo ci interpella in senso positivo, per dare risposta alle domande di senso, presenti in tutti e alla grande nostalgia di Dio, che, forse senza saperlo, è lo specifico dell’angoscia che accompagna la ricerca affannosa del nostro mondo contemporaneo. L’uomo non può vivere di vuoto, di nulla; l’uomo del nostro tempo sta vivendo l’esperienza della fine delle illusioni, ma, al tempo stesso, comincia a riemergere il desiderio di un fondamento da dare all’esistenza: è il desiderio di Dio!

2. A conclusione del percorso della Visita Pastorale, sento il bisogno di ringraziare con voi il Signore, che ci ha preso per mano e ci ha condotto; ha arricchito il nostro spirito e dato consapevolezza al nostro discernimento pastorale. In questo tempo benedetto, il Signore mi ha dato di conoscere la Diocesi più da vicino; di conoscere ancora di più i sacerdoti per il tempo che ho avuto modo di trascorrere con loro: conoscere la loro vita, apprezzare i loro sforzi e sacrifici, godere della loro testimonianza, condividere con loro problemi, difficoltà, progetti, speranze e delusioni. Mi è stata data l’opportunità di stringere nuovi legami di amicizia e di comunione e di essere edificato dalla Fede pura e ferma di tante persone umili e semplici. Ho incontrato i Consigli Pastorali Parrocchiali, i Catechisti dei vari ambiti, collaboratori dei Parroci nel cammino della parrocchia, i giovani soprattutto. Ho avuto modo di conoscere il territorio della Diocesi nel suo insieme e nella sua complessità, incontrando le persone delle Istituzioni, gli imprenditori e i lavoratori, i dirigenti delle varie categorie professionali, i rappresentanti delle organizzazioni politiche, sindacali e culturali. Ricordo con compiacimento gli incontri nelle scuole, dove è stato possibile un dialogo aperto e sincero con gli studenti, dai più piccoli fino ai giovani, le cui parole rivelano ancora il grande bisogno di vero, di pulito, di bello che si portano nel cuore. Ricordo le visite nell’ospedale e agli anziani e ammalati nelle loro case. Ho incontrato i genitori con cui abbiamo condiviso la complessità del loro compito educativo per il quale chiedono di non essere lasciati soli.

3. Ora questo capitolo si conclude, ma il cammino continua, arricchiti e confortati dall’esperienza vissuta e dagli insegnamenti che abbiamo potuto raccogliere; la missione chiama ancora tutti noi all’operosità, per dare volto ad una Chiesa, la nostra, che sia davvero chiesa missionaria che annuncia il Signore, magari per strade inusitate e con il coraggio che l’annuncio oggi ci chiede. Lo vorremo fare insieme, raccogliendo le indicazioni che sono emerse in questi giorni di assemblea, che, a fianco delle specifiche tradizioni locali, indicano talune scelte concrete su cui far converge il cammino pastorale di tutta la Diocesi. La fiducia nel Signore sia la nostra forza, che ci dona di guardare con consapevole ottimismo al presente e al futuro. Salga allora al Signore la nostra fiduciosa preghiera: “Tralascia gli appoggi di un tempo, trova in Dio la pace; è Lui che ti prova nel fuoco, perché nel suo Nome sia saldo il tuo cuore” (Comunità di Bose).

4. Torniamo dunque alle radici, ripartiamo dal centro della nostra Fede, da Gesù Cristo, fondamento di una nuova umanità, per dare voce al Vangelo. In questo messaggio alla nostra Chiesa, quasi una carta d’intenti al termine della Visita Pastorale, indico alcuni criteri ispirativi per il nostro cammino, rimandando ad un successivo documento applicativo, risultato del lavoro dell’Assemblea Diocesana e della consultazione dei Consigli diocesani, le indicazioni pratiche per la diocesi.
a. FORMAZIONE. E’ urgente investire di più e a tutti i livelli, sulla formazione. Questa scelta interpella ciascuno di noi, le nostre parrocchie e le aggregazioni ecclesiali. Elaboriamo proposte praticabili, non solo per motivi sociologici, ma soprattutto in virtù della grazia del Battesimo ricevuto, perché solamente una seria preparazione di preti e laici, operatori pastorali assicurerà una nuova vitalità alla nostra Chiesa.
b. AZIONE PASTORALE IN USCITA. Questa accezione non significa annullare la tradizione, che merita sempre rispetto e seria considerazione, ma vuol dire tendere in ogni aspetto – orari, iniziative, linguaggi, mezzi, segni ecc. – ad incontrare chi si è allontanato dalla Chiesa, o chi non l’ha mai conosciuta, non per fare proselitismo, ma per fedeltà al mandato ricevuto dal Signore. Non limitiamoci a ripetere o gestire l’esistente; seminiamo gesti, parole e segni che abbiano il marchio della credibilità e della coerenza con la nostra scelta di Fede.
c. SINODALITA’. Camminare insieme è caratteristica della vita di Gesù con i suoi discepoli e tale dovrà essere anche la vita della nostra Chiesa. Questo comporterà di giungere, nel metodo e nei contenuti, ad aver un volto di Chiesa riconoscibile sempre, in ogni luogo e circostanza, superando tentazioni di isolazionismo, di contrapposizione. La comunione vissuta nella sinodalità ecclesiale diventa un segno impressionante nei nostri contesti tanto frammentati, divisi e spesso senza prospettive alcune. Da soli forse si va più velici, ammonisce Papa Francesco, ma insieme si va più lontano.
d. COMUNITA’ DI FEDE. Le scelte che l’attualità del nostro tempo ci chiede con urgenza e dalle quali non potremmo prescindere, si potranno realizzare in un contesto forte di vita di Fede. Le nostre parrocchie saranno comunità di Fede, fondate sulla Bibbia, sulla sana tradizione, sulla liturgia, sulla preghiera, sui sacramenti; luoghi dove si è aperti all’accoglienza, all’accompagnamento mediante la direzione spirituale. Solo una comunità dell’ascolto di Dio, può diventare comunità dell’ascolto degli uomini nelle loro aspettative ed esigenze più profonde.
e. RIORGANIZZAZIONE, RISTRUTTURAZIONE, RIQUALIFICAZIONE. Si tratta di un’esigenza indilazionabile, da farsi insieme, come comunità, con gradualità, pazienza, trasparenza, disponibili a rinunciare a qualcosa per il bene comune, sia come parrocchie e vicariati, sia come curia e organismi di partecipazione ecclesiale. Non dobbiamo avere paura del “nuovo”, che chiede a tutti disponibilità all’accoglienza dell’inedito, senso di responsabilità, che è in fondo amore per la nostra gente.
f. SCELTE PASTRALI DI PRIORITA’. Si tratta di esigenze dettate dal nostro tempo, senza con questo scartare il patrimonio di una tradizione, vissuta e sofferta, che ha accompagnato e accompagna ancora il nostro cammino.
Mettiamo fin d’ora in cantiere talune scelte, su cui invitare a convergere parrocchie, associazioni, uffici di curia:
• Adolescenti – Nel quadro di una rivisitazione condivisa degli itinerari dell’iniziazione cristiana un’attenzione particolare meritano gli adolescenti. Le diverse competente o ambiti pastorali – famiglia, scuola, catechesi, vocazioni, lavoro, carità, oratori, tempo libero e sport, missioni, sanità, migranti, comunicazione – dovranno trovare vie e metodi di collaborazione per un disegno e impegno organico a favore del mondo degli adolescenti, oggi rimasto un po’ trascurato, ma che resta il fondamento per gli sviluppi successivi nell’età adulta.
• Immigrati – Sono una presenza significativa nella nostra città e territorio; dovremo superare il pericolo di considerarli come un problema, un fastidio, o un pericolo. La Chiesa di Prato vuole aprirsi alle genti.
• Cultura – L’animazione della cultura, nei molteplici aspetti del vivere, dovrà accompagnare la nostra gente a confrontarsi sulla complessità della realtà a partire dalla prospettiva del Vangelo. Informarsi e informare, riflettere, dialogare, incontrare, valutare, impegnarsi per la bellezza della vita, per il bene comune, per la dignità della persona, valorizzare le tante risorse di cui la diocesi già dispone, è un ambito sul quale impegnarsi di più e insieme.
• Poveri – L’attenzione verso i poveri è già dono e compito per la nostra Chiesa. Impariamo a rispondere ai bisogni molteplici della nostra gente, a lasciarsi evangelizzare dai poveri, a comprometterci con le povertà da cui tante persone sono ancora colpite, a farci prossimo con chi non può contare più su nessuno, perché trovi nella Chiesa un luogo dove può essere ancora accolto, ascoltato, compreso.

A voi tutti, fratelli e sorelle, compagni di una strada percorsa con fatica, ma nella consapevolezza di un amore che ci ha spinti e sorretti, consegno queste riflessioni, perché ci indichino la strada, ancora lunga, da percorrere. Ci benedica e ci guidi la Vergine Maria, Madre e Maestra della nostra vita e ci assista nel nostro desiderio e impegno di bene, affinché la “sposa bella di Cristo”, questa nostra amata Chiesa, sia segno e strumento del grande amore con cui un giorno il Signore ci ha cercati, ci ha scelti per annunciare a tutti la notizia sconvolgente del Vangelo.

Il Vescovo
+ Franco Agostinelli

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La Chiesa di Prato scrive ai militanti di Forza Nuova e li invita a conoscere l’impegno della città per l’integrazione

La Chiesa di Prato ha scritto una lettera aperta ai militanti di Forza Nuova in vista della manifestazione nazionale del movimento politico di estrema destra convocata sabato prossimo, 23 marzo, in città.

La firmano quattro uffici di curia (Caritas, Migrante, Educazione e Scuola, Pastorale sociale e del lavoro) rivolgendosi direttamente agli iscritti di Forza Nuova. Un accorato appello a: convertirsi alla non-violenza e alla giustizia «di cui il popolo di Prato, tutti i popoli e ciascun uomo e donna che abitano il pianeta hanno sete profondissima».

Sotto il testo integrale della lettera.

 

 

LA CHIESA DI PRATO AI MILITANTI DI FORZA NUOVA

 

Se la vostra giustizia non è sovrabbondante rispetto a quella degli scribi e dei Farisei, non entrerete nel Regno dei cieli. (Mt 5,20)

 

Perché avete scelto Prato per ricordare il vostro anniversario di violenza politica di 100 anni fa? Non si festeggia un anniversario portando divisioni in una comunità pacifica. Non si festeggia un anniversario senza il gradimento di chi ti deve accogliere.

 

Prato è stata sempre una città aperta e accogliente. L’”altro” si è sempre sentito a casa sua, non è stato mai respinto. Il prendersi cura e il rispetto, il non disprezzo e l’accoglienza, il lavoro e la sua dignità sono stati alla base della convivenza civile della città. Perché vuoi venire a turbare e intimorire chi con fatica ha costruito una città mite, pacifica, facente parte di un condominio planetario? Per meri interessi elettorali? Per diffondere una cultura della violenza?

 

A Prato non può esserci spazio per culture sovraniste, xenofobe, egoistiche, intransigenti che non mettono l’amore per l’altro al primo posto, la solidarietà, il lavoro, il bene di tutti. Al cuore dei principi della convivenza a Prato non ci sono la violenza, il respingimento, il razzismo, il “prima i pratesi”. Ci sono i principi della nostra Costituzione fondante un ordinamento che assicura la pace e la giustizia fra tutti.

 

Non scandalizzare i piccoli e i poveri di Prato, non istigare il popolo pratese a costruire muri (fisici o culturali che siano); li abbiamo abbattuti con fatica e oggi sono solo dei richiami storici che attraverso il fare memoria ci dicono che solo con i ponti, le amicizie e il confronto abbiamo fatto grande Prato come luogo di pace e di scambio. “Per un discepolo di Gesù nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere”.

 

Prima di manifestare vieni e vedi gli sforzi costanti che la nostra comunità attua per integrare ciascuna persona, “contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto”.

 

Non banalizzare una coscienza pacifica, pacificata e pacifista che a fatica, dalla Resistenza in poi, si è costruita a Prato, città “ricca di storia e di bellezza, che lungo i secoli ha meritato la definizione di “città di Maria””.

 

Per un discepolo di Gesù nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere. La nostra comunità è impegnata a integrare ciascuna persona, contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto.

 

Convertiti alla non-violenza e alla giustizia di cui il popolo di Prato, tutti i popoli e ciascun uomo e donna che abitano il pianeta hanno sete profondissima. Spostare la nostra attenzione dai nostri bisogni a quelli degli altri, può diventare la logica profonda della nostra esperienza umana e, allo stesso tempo, la vocazione profonda che può motivare e incoraggiare le nostre azioni e le nostre scelte all’interno della società civile. Non dimenticare mai che questa logica, assunta in maniera radicale, richiede la ricerca instancabile di una convivenza umana nella prospettiva del non-dominio e del sostegno al più debole, al più povero, all’emarginato, le persone che Gesù ha sempre messo, inequivocabilmente, in cima ai destinatari del suo amore. La nostra comunità t’invita a costruire luoghi dove si testimonia questo stile e laboratori d’impegno e solidarietà nella ricerca di modi nuovi ed evangelici di vivere insieme nella nostra città.

 

Solo a queste condizioni ti sentirai cittadino di Prato e potrai venire a manifestare. Fino a quando ti definirai “fascista, xenofobo, sovranista, razzista, violento”, Prato non potrà essere la tua patria e noi non potremo permettere che tu venga a dissipare e distruggere un patrimonio culturale costruito con tanta fatica, dolore, duro lavoro, cooperazione sociale, solidarietà, altruismo, parole a te sconosciute ma che sono a fondamento del vivere civile e di quella Costituzione che tu disprezzi e che per fortuna c’è per non permetterti di essere qui oggi a Prato.

 

 

 

                                                                                                 FIRMATO

Caritas Diocesana

Ufficio per l’Educazione e la Scuola

Ufficio Migrantes

Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro

Con il rito delle Ceneri inizia la Quaresima

La tradizione si ripete, puntuale come ogni anno. Alla mezzanotte del martedì grasso il campanone del Duomo di Prato suonerà a distesa per annunciare la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima, tempo forte della liturgia che porterà fino alla Pasqua: quest’anno la grande festa cade domenica 21 aprile.

 

Con questi rintocchi il 6 marzo si aprirà il mercoledì delle Ceneri: giorno di astinenza dalle carni e di digiuno. In tutte le chiese viene celebrata la messa con il rito dell’imposizione delle ceneri.

 

In cattedrale alle 20 si terrà una cena povera a base di pane e acqua e, a seguire, verrà letto il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima. La cena è aperta a tutti, per partecipare basta presentarsi. Poi, alle 21,15, il vescovo Franco Agostinelli presiederà la messa, con l’imposizione delle ceneri. Concelebrano i sacerdoti e i parroci del centro storico.

 

Il tempo di Quaresima si apre con un nuovo appuntamento per i giovani della diocesi. Lunedì 11 marzo è in programma un incontro con ritrovo alle 18,45 alla parrocchia di San Pietro a Grignano. Dopo la cena, offerta ai partecipanti, ci sarà un momento di preghiera e riflessione guidato dal frate cappuccino padre Valerio Mauro.

La via Crucis nelle sofferenze vissute sul territorio. La proposta di Caritas, ufficio catechistico e ufficio liturgico per il Venerdì Santo

C’è la riflessione di un detenuto che si affida a Cristo perché non ha ottenuto «il perdono umano» e quella di una donna vittima di violenza accolta a Casa Agar in cerca di speranza nella Croce, nonostante la sofferenza di non essere stata in grado di difendere i propri figli dalla «furia degli uomini». È una Via Crucis attuale, possiamo dire «incarnata» nel mondo di oggi, quella proposta da Caritas, ufficio liturgico e ufficio catechistico diocesano alle parrocchie di Prato in questo tempo di Quaresima.

 
Intitolata «Ecce Homo. La passione di Cristo, la passione dell’uomo: la via della Croce, la via dell’amore», è strutturata nelle consuete quattordici stazioni, dalla condanna di Gesù a morte, fino alla resurrezione, nelle quali si può leggere il contributo delle associazioni impegnate ogni giorno in opere di carità sul nostro territorio e per questo venute in contatto con storie e situazioni di povertà e sofferenza. Ad ogni sosta, dopo la lettura del corrispondente brano del Vangelo, si possono leggere le meditazioni scritte da Emmaus, Centro Comunità Carcere, Campo di Booz (associazione delle suore di Iolo che aiuta le donne con disagio psichico), Centro Aiuto alla Vita, San Vincenzo de Paoli, Misericordia, Volontariato Vincenziano e Ricostruttori nella Preghiera. Accanto a queste, come scritto all’inizio, ci sono delle riflessioni affidate a un detenuto, a una ospite di Casa Agar (l’opera aperta a Tobbiana per accogliere donne senza fissa dimora), un marito con una moglie gravamente malata, un alcolista seguito da Acat (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento), un richiedente asilo seguito dalla Cooperativa 22 del Santa Rita e una donna disoccupata aiutata con l’attivazione di un tirocinio lavorativo. Qui a fianco riportiamo, per intero, due di queste toccanti riflessioni.

 

Per rendere visibile il messaggio offerto alla riflessione e alla preghiera, ad ogni stazione è associato un segno, ad esempio un paio d’occhiali (per avere un nuovo sguardo capace di amare), un cric (ciascuno di noi può essere capace di sollevare un peso), una catena con lucchetto (per essere la chiave che libera dalla sofferenza di chi è schiavo di una dipendenza).

 
«Preparare questa via Crucis ci è sembrato un modo bello di fare comunione, di lavorare insieme tra uffici pastorali, per trasmettere questa esperienza anche alle comunità che quotidianamente incontrano il volto di Cristo sofferente nel volto delle persone che vivono disagi e povertà», scrivono nel testo introduttivo del libretto Idalia Venco, don Carlo Geraci e don Luciano Pelagatti, rispettivamente responsabili di Caritas, ufficio catechistico e ufficio liturgico.

 

 

Il sussidio in formato word

 

il sussidio in formato pdf

Incontro su giustizia e pace con Ernesto Olivero

Il messaggio di pace e di speranza di Ernesto Olivero arriva a Prato. Il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) è stato invitato in diocesi per parlare della sua lunga esperienza a favore della giustizia e dello sviluppo delle popolazioni più bisognose del mondo. L’appuntamento è per venerdì 8 marzo alle 21,15 nella basilica di Santa Maria delle Carceri. Con lui dialogherà Giacomo Cocchi di Toscana Oggi e Tv Prato.

 

L’incontro è inserito all’interno del ciclo promosso da Pastorale familiare, Azione Cattolica, oratorio di Sant’Anna e associazione San Giovanni Paolo II ed è aperto a tutti gli interessati.

 

Nato a Torino nel 1940, Ernesto Olivero ha fondato il Sermig nel 1964 insieme alla moglie Maria e a un gruppo di giovani decisi a compiere opere di giustizia. Nel 1983 il Comune di Torino gli assegna in comodato l’ex Arsenale militare della città. Qui nasce l’Arsenale della Pace, un luogo di guerra convertito al bene delle persone. Ben presto diventa luogo di incontro e formazione per migliaia di giovani da tutto il mondo.

 

 

Cattolici e politica, due incontri per riflettere sul bene comune

A più riprese il cardinale Gualtiero Bassetti ha auspicato l’impegno dei cattolici in politica, servono giovani laici che sappiano «cucire reti di solidarietà e di cura». In una intervista ad Avvenire il presidente della Cei ha suggerito di mettere in circolo esperienze in una sorta di forum civico. Prato ha deciso di fare la propria parte con un una serie di incontri e iniziative che prenderanno il via a breve. L’organizzazione è a cura della pastorale sociale e del lavoro diretta da Michele Del Campo, che spesso ha espresso molte considerazioni su questo rinnovato impegno dei laici cristiani attraverso la condivisione di idee per la costruzione del bene comune.

 

I primi due appuntamenti proposti all’attenzione della città sono in programma giovedì 14 marzo, con il professor Guido Formigoni (tema: riformare la politica: un nuovo impegno dei cattolici per il bene comune. forme organizzative,  contenuti, luoghi), e mercoledì 3 aprile con Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, il sindacato dei metalmeccanici, si parlerà di: dall’irresponsabilità diffusa alla partecipazione costruttiva. Il ruolo dei cattolici. I due incontri si tengono alle 17,30 in San Domenico nella sala Bacci.

 

«Le nostre riflessioni prendono spunto dal lavoro compiuto con l’Agenda di speranza per Prato e con l’attivazione dei patti di prossimità invocati da papa Francesco il giorno della sua storica visita a Prato», spiega Del Campo. L’idea è quella di invitare i cattolici «a non evadere dalla politica e a partecipare ai processi attualmente in corso a livello locale e nazionale», dice ancora il direttore diocesano di pastorale sociale. «Il problema non è la frammentazione della presenza cattolica in politica – aggiunge Del Campo – ma il loro ruolo e l’impegno a non trascurare il bene comune».

 

Questi due primi appuntamenti vogliono costituire un momento di riflessione pre-politica, nell’ottica dei forum civici suggeriti da Bassetti.
Formigoni è professore ordinario di Storia contemporanea alla Iulm di Milano. È uno studioso dei movimenti cattolici in Italia, coordina il comitato scientifico per la pubblicazione dell’opera omnia del cardinale Martini e ha scritto un libro molto interessante su Aldo Moro. Lo scorso anno infatti, in occasione del quarantesimo anniversario della morte dello statista ucciso dalle Br ha partecipato a uno degli incontri promossi da Tv Prato e Toscana Oggi.
Marco Bentivogli è un sindacalista e insieme ai professori Leonardo Becchetti, Mauro Magatti e Alessandro Rosina, ha firmato l’appello «Un’alleanza per guidare l’Italia».

L’Ecuador chiama, Prato risponde: Giornata di raccolta per le missioni diocesane in America Latina

È dalla metà degli anni ’80 che la Chiesa di Prato si è impegnata a garantire una presenza missionaria in Ecuador. Una volta all’anno siamo chiamati a ricordarci dei nostri amici, sacerdoti e suore, che assicurano la presenza nella missione. Sono là a nome nostro. Sostenuti da noi. Per annunciare il Vangelo. Per testimoniare la presenza di Gesù che si fa compagnia ad ogni uomo nel cammino della sua vita.

Li rammento alla nostra attenzione e al nostro cuore: don Bruno è in Ecuador dal 1982, opera nel Vicariato Apostolico di Esmeraldas ed è parroco a Quito, in un territorio vastissimo. Don Luca e don Giovanni, dopo aver vissuto per diversi anni ad Atacames e poi a Montalvo, da pochi mesi prestano servizio a Quevedo, una città di centosessantamila abitanti e qui, come loro stessi ci ricordano, guidano la grande parrocchia di San Cristoforo. Le Suore Domenicane di Iolo, in Ecuador fin dagli anni 80, sono oggi presenti con due comunità una ad Atacames e l’altra a Quito.

 

 

La Giornata è soprattutto una provocazione per domandarci se e come ci sentiamo partecipi di questa opera missionaria che i nostri amici stanno portando avanti in condizioni che possiamo ben immaginare piene di difficoltà. E non si tratta solo di soldi che servono e che mancano. La questione è che attraverso quello che possiamo – preghiera, condivisione, amicizia, solidarietà e sostegno da tirar fuori della nostra tasca – possiamo essere anche noi accanto a loro a dare forza e incoraggiamento alla loro parola, alla loro opera, alla loro azione, così che viva la prossimità e la carità di tutta la nostra Chiesa di Prato. Ascoltandoli, come ci capita quando tornano a Prato, e sentendo le loro parole che possiamo leggere a parte, ci si sente richiamati a un grande respiro missionario e a una grande fiducia nell’opera di Dio. È il loro grande regalo per noi che vivendo nelle nostre comunità ci troviamo spesso bloccati dalle nostre stanchezze e dalla pesantezza delle nostre organizzazioni pastorali. Impariamo da loro. Sosteniamo la loro opera.

 

Così domenica 10 febbraio, durante le messe in tutte le nostre chiese, si faccia un ricordo nella preghiera per la nostra Missione diocesana e si raccolgano offerte per sostenere questa opera, facendo sentire, ai nostri sacerdoti, alle nostre suore e a noi, che questa missione è davvero di tutta la Chiesa di Prato.

 

Nedo Mannucci

Vicario generale della diocesi di Prato

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