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«Nessuno sfruttamento». La Chiesa difende il lavoro degno

Sollecitato dal vescovo Franco Agostinelli, l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro diretto da Michele Del Campo ha scritto un comunicato nel quale si schiera a fianco dei lavoratori pachistani che, da mesi, stanno scioperando a Prato per affermare il diritto a un lavoro degno. Di seguito il testo integrale del documento.

 

È da settimane che a Prato si sta assistendo a una lotta di lavoratori pachistani, dipendenti di un’impresa cinese, per vedersi riconosciuto il diritto a un lavoro degno, non sfruttato e soprattutto umano.
Non è ammissibile far lavorare i dipendenti, chiunque essi siano, 12 ore al giorno. È inammissibile non rispettare le paghe contrattuali, frutti di accordi tra sindacati e imprenditori che sono costati sacrifici a tutti e che stabiliscono delle regole comuni di convivenza. Non è concepibile nella Prato moderna uno sfruttamento ottocentesco che si è superato con tanti sacrifici da parte dei nostri padri.
Le differenze culturali che possono esistere e che possono produrre modelli di organizzazione dell’impresa e del lavoro non possono prescindere dal rispetto dei contratti, della legalità come sentimento comune per vivere in armonia nel nostro territorio.
Le differenze culturali non possono giustificare la cultura dell’illegalità che spesso tollera e sostiene la corruzione e l’evasione delle norme, a partire da quelle del contratto di lavoro. Non combattere l’illegalità e non affermare la legalità significa tollerarla o peggio giustificarla, rendendoci corresponsabili di quanto avviene nella nostra città.

 

Quando l’illegalità, definita da papa Francesco nella sua visita pratese «un cancro», prende il sopravvento nel mondo del lavoro si afferma il lavoro come scarto della società e non come un valore generativo di relazioni sociali che producono un bene comune. Togliere il lavoro alla gente o sfruttarla con lavoro indegno o malpagato o come sia, è anticostituzionale.
I nostri padri attraverso il lavoro hanno costruito a Prato un benessere pacificato per tutti quelli che ci vivevano e per tutti quelli che arrivavano. Questo valore non può essere messo in discussione per egoismo di qualche imprenditore che vuole approfittare delle difficoltà del momento per arricchirsi indegnamente e a scapito di chi ha solo e soltanto la propria professionalità da mettere a disposizione. L’imprenditore ha una funzione sociale cui non può rinunciare: quella di creare «buon lavoro», quella di pagare il giusto salario, quella di organizzare il lavoro perché si possa lavorare in sicurezza, quella di contribuire allo sviluppo della città. L’imprenditore non è quello che si arricchisce alle spalle dei più deboli, sarebbe troppo facile, questo è uno «speculatore», come dice papa Francesco.
Il buon imprenditore è prima di tutto un lavoratore. Se non ha questa esperienza della dignità del lavoro, non sarà un buon imprenditore. Condivide le fatiche dei lavoratori e le gioie del lavoro, di risolvere insieme problemi, di creare qualcosa insieme. Nessun buon imprenditore ama licenziare la propria gente; chi pensa di risolvere il problema della propria impresa licenziando o pagando male i lavoratori, non è un buon imprenditore, è un commerciante, oggi vende la propria gente, domani la propria e l’altrui dignità.
L’imprenditore che sfrutta, che licenzia, che tratta i lavoratori come un oggetto è come quel padrone descritto nel Vangelo che pensando di aver sistemato tutte le sue cose non pensò alla giustizia divina.
A Prato bisogna prendere esempio dai tanti imprenditori che sono amici della gente, della comunità locale, dei lavoratori.
La Pastorale sociale e del lavoro, la Chiesa pratese non può che schierarsi con il sofferente, con l’umiliato, con il povero e oggi questi si manifesta nei lavoratori pachistani che stanno scioperando per la loro dignità.
La Pastorale sociale e del lavoro, la Chiesa denuncia l’ingiustizia che si sta perpetrando verso i lavoratori pachistani che è simile al povero «venduto per un paio di sandali» (Amos 2,6).
La Pastorale sociale e del lavoro, la Chiesa invita e sostiene i sindacati per dare voce a chi non ce l’ha, a smascherare i potenti che calpestano i diritti dei lavoratori più fragili, a difendere la causa dello straniero, degli ultimi, degli «scarti».
La Pastorale sociale e del lavoro, la Chiesa valuta l’urgenza di arrivare a un contratto che definisca i diritti e i doveri dell’imprenditore e dei lavoratori affinché si cooperi per evitare chiusure culturali, etniche e per affermare la dignità del lavoro che passa attraverso il riconoscimento del giusto salario, del giusto orario di lavoro, del giusto riposo.

 

Che questi lavoratori e questi imprenditori, oggi coinvolti in questa vicenda, siano lo spunto per riprendere quanto ci diceva di fare papa Francesco: fare patti di prossimità. Un nuovo patto sociale umano e interculturale, un nuovo patto sociale per il lavoro nel territorio pratese, che metta al centro i diritti del lavoro su cui fondare una convivenza basata sulla reciprocità, sulla legalità, sul rispetto, come previsto dalla nostra Costituzione.
La chiesa di Prato invita tutta la comunità e tutte le religioni affinché tra imprenditori e lavoratori si stabiliscano relazioni di rispetto reciproco e perché la lampada del lavoro, la sua fiamma oggi torni a essere più urgente e più viva. Che sia riaccesa e ricaricata con olio santo, fatto di speranze, gioie, dolori, sofferenze delle persone che oggi sono senza lavoro e che si vedono negata la propria dignità.

Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Prato

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Silvano, Reji e Alberto presto sacerdoti della Chiesa di Prato

È un fine settimana importante quello che si appresta a vivere la Chiesa di Prato. Domenica 30 giugno c’è la consacrazione episcopale di monsignor Giovanni Nerbini a Fiesole mentre il giorno prima, sabato 29, nella cattedrale di Santo Stefano, verranno ordinati tre nuovi sacerdoti diocesani.

 

A darne notizia fu monsignor Agostinelli durante l’omelia della messa crismale in duomo: «Con rinnovata speranza annunzio alla nostra Chiesa che il cammino continua», disse il Vescovo con gioia. Per Agostinelli uno degli ultimi atti da ordinario diocesano di Prato sarà dunque quello di conferire il sacramento dell’ordine a tre seminaristi. La messa è in programma alle ore 10 e sarà trasmessa in diretta su Tv Prato.

 

 

Ecco chi sono. Silvano Pagliarin ha 44 anni ed è originario di Soave, vicino Verona. È arrivato a Prato nel 2013 con i Discepoli dell’Annunciazione, la comunità religiosa che in città ha la casa madre. Alle spalle aveva già alcuni anni di seminario in Veneto, poi la scelta della strada religiosa e successivamente è sbocciato di nuovo in lui il desiderio di diventare sacerdote diocesano. Nel frattempo ha ottenuto il baccalaureato alla facoltà teologica del Triveneto.

 

Anche Reji Thomas Vechoor, 45 anni, ha vissuto alcuni anni con i Discepoli prima di decidere di entrare nel seminario di Prato. Lui viene dalla regione indiana del Kerala, è il quinto e ultimo figlio di una famiglia cristiana da generazioni. È arrivato in Italia per studiare a Roma al Collegio Urbaniano con il movimento missionario Jesus Youth.

 

Alberto Giuseppe Pintus viene da mondo del lavoro. Ha 56 anni e per 22 si è impegnato nella cooperativa sociale Humanitas, di cui è stato a lungo presidente. È nato in Sardegna e poi è entrato a far parte della Compagnia di Gesù, nella quale ha compiuto tutte le tappe fino ad ottenere la licenza in liturgia pastorale a Padova. Dopo ha lasciato la congregazione e ha iniziato a lavorare nel campo del sociale, poi la decisione di entrare in Seminario per diventare sacerdote diocesano.

Prato a Fiesole per il vescovo Giovanni. La diocesi organizza dei pullman per partecipare alla ordinazione episcopale

Si avvicina il giorno della consacrazione episcopale di monsignor Giovanni Nerbini, vescovo eletto di Prato. L’appuntamento è per domenica 30 giugno, alle ore 17, nella cattedrale di Fiesole dedicata a San Romolo. La messa solenne sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e concelebrata da monsignor Franco Agostinelli e da monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole. Saranno presenti altri vescovi della Toscana e naturalmente sono invitati a concelebrare anche i sacerdoti del clero pratese e i diaconi. La Diocesi di Prato si sta organizzando per essere presente a questo importante evento e dà la possibilità ai fedeli di raggiungere Fiesole in pullman. Di seguito, alcune indicazioni predisposte dalla Curia per favorire la partecipazione.

 
Gli autobus per Fiesole
La Diocesi di Prato ha predisposto quattro pullman (se ci fosse necessità possono essere anche di più) per arrivare in piazza della cattedrale a Fiesole. Chi volesse partecipare può comunicarlo al proprio parroco o a un suo delegato incaricato di raccogliere le adesioni. C’è tempo per iscriversi entro domenica 23 giugno, giorno in cui ogni parrocchia dovrà far pervenire all’ufficio diocesano pellegrinaggi l’elenco dei partecipanti alla messa di ordinazione. I bus partiranno alle ore 15 di domenica 30 giugno dal grande parcheggio in zona est adiacente al Mc Donalds, vicino alla Questura. La partenza per il viaggio di ritorno è alle ore 20 da Fiesole. Il costo del biglietto è di 10 euro, pagabili direttamente sull’autobus.

 
In preghiera per il vescovo Giovanni
Mons. Nerbini ha chiesto ai pratesi di accompagnarlo nella preghiera. L’invito dunque è rivolto a tutti i fedeli e alle parrocchie. Particolarmente, nelle messe di sabato 22 e domenica 23 giugno e nelle messe di sabato 29 e domenica 30, sono richieste intenzioni dedicate nella preghiera dei fedeli. Nella lettera scritta alla Diocesi il giorno della nomina a vescovo, mons. Nerbini concluse il suo messaggio di saluto chiedendo «l’intercessione dei santi Stefano, Lorenzo e Caterina de’ Ricci», poi affidò i pratesi «alla protezione amorevole della Madonna del Sacro Cingolo».

 
Il saluto al vescovo Franco
Come comunicato, mons. Nerbini farà il proprio ingresso a Prato il pomeriggio di sabato 7 settembre. Il programma dell’accoglienza e della messa di presa in possesso della diocesi verrà diffuso non appena sarà ufficializzato dalla apposita commissione che sta lavorando alla preparazione dell’evento. Intanto, è stata stabilita la data per il saluto a monsignor Franco Agostinelli. Sarà una solenne concelebrazione che si terrà domenica primo settembre, in cattedrale, alle ore 17. Un appuntamento a cui tutti sono invitati a partecipare.

L’Agnello al centro dello stemma del nuovo vescovo Giovanni

Mons. Giovanni Nerbini ha il suo stemma episcopale. «In te Domine Speravi» è il motto scelto dal vescovo eletto di Prato come tratto distintivo di questo nuovo cammino a servizio della Chiesa. «In te Signore mi sono rifugiato», la traduzione di questo brano, incipit del salmo 31, ripreso anche come ultima espressione dell’inno Te Deum («In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum»). Lo stemma è stato realizzato e blasonato, come si dice in questi casi, dal grafico araldista Giuseppe Quattrociocchi in collaborazione con il professor Fabio Falusi e del sacerdote fiorentino don Simone Pifizzi.

 

 

 

In primo piano, all’interno dello scudo sagomato, è raffigurato l’Agnello Pasquale seduto sul libro dai sette pendenti che stringe la banderuola dell’Agnus Dei. «È simbolo di innocenza – spiega don Pifizzi, autore dell’esegesi dello stemma – e in oltre è un chiaro riferimento al nome del Presule, Giovanni, e ai due santi Giovanni Battista e Evangelista. L’Agnello dell’Apocalisse che apre i sigilli del libro indica Gesù che rivela la volontà del Padre e quello che il Padre ha rivelato al Figlio e il Figlio lo ha fatto conoscere agli apostoli». Il libro richiama anche la passata professione di mons. Nerbini, l’insegnamento, che ha segnato in maniera significativa la sua esistenza. Inoltre l’Agnello richiama l’arte della lana ed è un chiaro riferimento alla vocazione tessile di Prato, conosciuta come città laniera. Il coloro rosso dello sfondo è lo smalto – che per eccellenza – in araldica indica la virtù della carità.

 

Nella cappa sinistra (di chi osserva) è rappresentato un giglio, il più nobile dei fiori araldici e simbolo mariano per eccellenza. Il colore azzurro indica il cielo ed è un riferimento mariano a «Maria Immacolata», titolo dell’ultima parrocchia dove mons. Nerbini ha svolto il suo ministero, sia alla città di Prato, da secoli città mariana. Nella cappa destra c’è una palma, simbolo della vittoria e della pace ma anche del martirio, come quello di San Romolo, patrono di Fiesole, sua diocesi di origine, e di Santo Stefano, patrono di Prato. Il fondo argento delle due cappe richiama la luce e le virtù della purezza, innocenza, umiltà, giustizia e temperanza.

 

 

Esegesi dello stemma di mons. Giovanni Nerbini

 

Festa diocesana oratori: sport e solidarietà con «Io corro per te»

La scuola è finita e in molte parrocchie pratesi tutto è pronto per l’inizio degli oratori estivi. Anche quest’anno parroci e giovani animatori hanno preparato attività, giochi, laboratori, uscite e momenti di animazione e preghiera per i tantissimi bambini e ragazzi iscritti ai Grest. Già definita la data della tradizionale festa diocesana degli oratori, alla quale sono invitate a partecipare tutte le parrocchie coinvolte in questa bellissima esperienza.

 

L’appuntamento di quest’anno, in programma la mattina di mercoledì 19 giugno, avrà un sapore particolare perché darà modo ai bambini e ai giovani di salutare e ringraziare monsignor Franco Agostinelli. Il passaggio di consegne con il nuovo vescovo avverrà il 7 settembre, ma questa mattinata di festa rappresenta una ottima occasione per stare insieme a mons. Agostinelli, che ha sempre presenziato con gioia a questo colorato appuntamento.

 
La festa si terrà nel parco dell’ex Ippodromo e intende coniugare sport e solidarietà. Partner della Pastorale giovanile nell’organizzazione dell’evento sono infatti il Csi e la Caritas. Il titolo dell’incontro è «Io corro per te» e ha uno scopo benefico: aiutare i bambini meno fortunati ad acquistare i libri scolastici per il prossimo anno. A tutti i bambini e i ragazzi viene chiesto di essere «sponsorizzati» nella partecipazione alle corse podistiche dai genitori e dai nonni con una piccola cifra che sarà consegnata alle rispettive Caritas parrocchiali. Un modo semplice e concreto per aiutare le tante famiglie in difficoltà che annualmente nel mese di settembre si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas per avere un aiuto nel sostentamento dei propri figli. E l’acquisto dei libri fa parte di questi bisogni primari. L’offerta di ciascun bambino è libera e come detto sarà consegnata alla Caritas della propria parrocchia di appartenenza. Per quanto riguarda le attività sportive si tratta di corse podistiche pensate per le diverse fasce d’età dei partecipanti alla festa. L’inizio è fissato per le 9,30, mentre la chiusura sarà entro le 13. Ogni parrocchia si può organizzare per un eventuale pranzo al sacco nel parco.

Corpus Domini, la processione eucaristica nel cuore della città

Partenza e arrivo dalla cattedrale con processione per le strade del centro storico. Quest’anno la solennità del Corpus Domini intende «richiamare l’attenzione al cuore della nostra città e della nostra Chiesa che vive il rinnovato segno della presenza di Gesù Buon Pastore», scrive il vicario generale mons. Nedo Mannucci nella lettera di presentazione dell’evento. Per la Diocesi di Prato questo importante momento di manifestazione della fede avviene in un periodo particolare: l’avvicendamento del vescovo Franco con il vescovo Giovanni e per questo la tradizionale processione eucaristica vuole rappresentare «l’unità del cammino, visibile sacramento di comunione di fronte alla città e a tutti i suoi abitanti, nella accoglienza delle persone e delle etnie», scrive ancora mons. Mannucci.

 
L’appuntamento è per la sera di giovedì 20 giugno con ritrovo alle 20,45 in cattedrale. Alle 21 la messa presieduta da mons. Agostinelli e al termine la partenza della solenne processione eucaristica secondo questo percorso: piazza Duomo, via Garibaldi, via Verdi, via Cairoli, piazza S. Maria delle Carceri, via S. Bonaventura, piazza S. Francesco, via Ricasoli, piazza del Comune, via Guasti, via Muzzi, largo Carducci e poi nuovamente in piazza Duomo, previsto per le 22,30. Poi come da tradizione il vescovo salirà sul pulpito di Donatello per impartire la benedizione eucaristica sui fedeli. Sono invitate a partecipare le associazioni cattoliche e i gruppi ecclesiali, i bambini della prima comunione e i ragazzi della cresima con le loro famiglie. Durante la processione, alternati da momenti di silenzio, ci saranno invocazioni e canti diffusi dagli altoparlanti che accompagneranno il cammino dei partecipanti lungo le vie e le piazze del centro.

 

 

Lo stesso giorno, giovedì 20 giugno, alle ore 10, il Vescovo celebra messa per i malati e gli anziani nella chiesa dalla Sacra Famiglia, la cui partecipazione è assicurata grazie al coordinamento dell’Unitalsi e l’accompagnamento della Misericordia e delle altre associazioni di volontariato.

Pentecoste, la veglia dei laici in cattedrale con il vescovo Franco

La consueta «Veglia» per il giorno di Pentecoste, organizzata ed animata dalle aggregazioni laicali, si celebra quest’anno sabato 8 giugno, alle 21 in Cattedrale. Associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali della diocesi si ritroveranno con il vescovo Franco, che presiederà la messa solenne. Quest’anno la celebrazione avrà come spunto di riflessione e di impegno il tema delle Beatitudini, alle quali saranno ispirate anche le preghiere dei fedeli.

 

Ogni aggregazione porterà all’altare, in processione, la lampada ricevuta in dono dal Vescovo al termine dell’ultima Assemblea Diocesana. Tutti sono invitati a partecipare a questo annuale momento di incontro e di preghiera, nel giorno in cui lo Spirito Santo è disceso sugli apostoli, dando così vita alla Chiesa.

«Armonie di fede», pomeriggio alla scoperta della musica sacra

Si chiama «Armonie di fede» il percorso attraverso alcune fonti documentarie della storia musicale cittadina promosso dall’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Prato, insieme all’Archivio storico diocesano ed al Museo dell’Opera del Duomo. L’evento nasce in occasione della serie di iniziative a livello nazionale denominate «Aperti al MAB (Musei, Archivi, Biblioteche ecclesiastiche)» promosse dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei.

 

L’incontro inizierà presso il Museo dell’Opera del Duomo, sabato 8 giugno, alle ore 15,50, dove, nello spazio delle «Volte» saranno presentati ed illustrati dal direttore del Museo Claudio Cerretelli due preziosi corali miniati della chiesa pratese: uno tardo duecentesco e un graduale, realizzato per la Pieve pratese – poi Cattedrale – nel Quattrocento, e completato dalle miniature di Attavante Attavanti nel 1501. Don Romano Faldi parlerà poi del Gregoriano, antico genere musicale vocale, facendo eseguire dal Gruppo Corale di S. Maria a Colonica uno dei brani gregoriani riportati nel codice più antico, insieme ad altri brani gregoriani, ad antiche laude monodiche (una del pratese beato Ugo Panziera) e a mottetti degli albori polifonici. «Sarà interessante ascoltare, dal vivo, – osserva Cerretelli – un brano scritto alla fine del 1200 ed eseguito da un coro di ragazze di oggi».

 

I visitatori, alle 17, si recheranno poi all’Archivio diocesano, dove lo storico Filippo Tosciri illustrerà una esposizione di documenti del fondo della Cappella musicale del Duomo, centrata in particolare sulla musica composta dai maestri di cappella del Sette-Ottocento, con presentazione delle partiture e ascolto di brani di musica sacra di Giuseppe Becherini e Augusto Borgioli, tra i quali alcune parti del celebre «Musicone», che, in varie occasioni, tra Otto e Novecento, ha solennizzato le feste patronali dedicate a Santo Stefano. L’iniziativa è a ingresso libero.

 

Il nuovo Vescovo farà il suo ingresso in Diocesi sabato 7 settembre e riceverà l’ordinazione episcopale il 30 giugno

La Diocesi di Prato accoglierà il nuovo vescovo monsignor Giovanni Nerbini sabato 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, festa della città. Stabilita anche la data dell’ordinazione episcopale del nuovo Pastore della Chiesa pratese: sarà domenica 30 giugno nella cattedrale di Fiesole. Orari e dettagli delle due celebrazioni sono da definire ma la macchina organizzativa delle due Diocesi si è già messa in moto.
L’ufficializzazione delle due date è arrivata durante lo svolgimento dell’assemblea generale della Cei, alla quale hanno partecipato il vescovo uscente Franco Agostinelli e il vescovo eletto Giovanni Nerbini.

Il 27° vescovo di Prato, il quarto residenziale, arriverà dunque nei giorni della festa più cara ai pratesi, quella dell’8 settembre, conosciuta in città con il nome di «Madonna della Fiera». Mons. Nerbini parteciperà al corteggio storico e officerà la solenne ostensione del Sacro Cingolo, la reliquia mariana simbolo della città custodita da otto secoli nella cattedrale di Prato. A fine giugno, domenica 30, è prevista l’ordinazione episcopale perché mons. Nerbini deve essere consacrato vescovo, attualmente è vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’unità pastorale di Rignano sull’Arno.
Monsignor Agostinelli, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età, è stato nominato Amministratore apostolico, e continuerà a guidare la Chiesa pratese in attesa della «presa in possesso» della Diocesi da parte di monsignor Giovanni Nerbini.

Il messaggio di mons. Agostinelli: «Accogliete il Vescovo Giovanni con entusiasmo e animo aperto»

«È giunto il momento di sciogliere le vele» dice monsignor Franco Agostinelli citando la lettera di San Paolo a Timoteo. «Il mio mandato è giunto al termine, le strade pertanto si divergono, ma io, e mi auguro anche tutti voi – prosegue monsignor Agostinelli rivolgendosi ai pratesi – non potrò leggere questo tempo come un capitolo che si è chiuso per sempre. Ci unisce il ricordo di una cammino percorso insieme, bello e talvolta faticoso ma sempre accolto con gioia; ci siamo incontrati, abbiamo pregato insieme; abbiamo pensato come dare alla nostra Chiesa un volto pulito; abbiamo condiviso una passione missionaria che potesse gridare a tutti l’amore con cui il Signore ci ama».

 

Contestualmente all’annuncio del nuovo vescovo di Prato mons. Franco Agostinelli è stato nominato amministratore apostolico della Diocesi e rimarrà alla guida della Chiesa di Prato fino al giorno dell’ingresso del suo successore, in data ancora da definire.

 

«Ora io passo il testimone al Vescovo Giovanni e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta. Il Vescovo Giovanni viene dalla vicina Chiesa sorella di Fiesole; lì ha svolto – fino ad ora – il suo ministero di parroco ed è stato il collaboratore diretto del suo Vescovo in qualità di Vicario Generale. Ha servito la Chiesa, è stato vicino ai confratelli sacerdoti ed ha avuto particolare attenzione e premura verso i poveri, comunque verso ogni persona che ha bussato alla sua porta in cerca di aiuto. Il suo spirito buono, il suo zelo di pastore lo predispone ad essere ora il Pastore della Chiesa pratese».

 

Infine un invito: «Vorrei dire a tutti i sacerdoti, ai collaboratori dei vari ambiti della pastorale, ai fedeli tutti: accogliete con entusiasmo e con animo aperto il Vescovo Giovanni; fategli sentire che la Chiesa di Prato è viva, è capace di lottare, di ricominciare quando è necessario, soprattutto è una Chiesa che, pur consapevole della sua storia di fede e di miserie, santa e peccatrice, sa comunque stringersi attorno al suo Pastore con cuore sincero, leale, forte e generoso».

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