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Renzo Buricchi nel libro-testimonianza del «discepolo» Marcello Pierucci. Primo passo verso la causa di beatificazione

Una storia straordinaria e una ricca eredità. Così il vescovo Giovanni Nerbini descrive la vita e la figura di Renzo Buricchi, conosciuto come il «Tabaccaio di Prato», uomo di umili origini divenuto «strumento per un’opera più grande di lui». Questa parole sono contenute nella prefazione che monsignor Nerbini ha scritto nell’ultimo libro dedicato a Buricchi, scritto da Marcello Pierucci, principale testimone delle vicende e del pensiero del barista di piazza del Comune e di come quell’uomo, definito un «contadino semianalfabeta», non soltanto lo abbia riportato alla fede e all’amore per la Chiesa, ma abbia dato vita a una rete di uomini e donne che portano avanti il suo messaggio cristiano.

 

La scrittura di questo nuovo libro, intitolato «La Capanna dei Piccoli Cerchi» – i «punti luce», sparsi in Italia e nel mondo, nessuno ha contezza di quanti siano e continuano nella incessante attività di preghiera tipica del carisma di Buricchi – è dovuta alla volontà della Diocesi di Prato di aprire la causa di beatificazione del Tabaccaio. Il vescovo Gastone Simoni fu il primo a venire a conoscenza della figura del Buricchi, così volle conoscere Marcello Pierucci e lo invitò a costituire l’associazione Il Cenacolo nominando don Giuseppe Billi assistente spirituale; sotto l’episcopato di monsignor Franco Agostinelli venne organizzato nel 2016 un convegno in palazzo vescovile intitolato «Dono e sorpresa per la nostra città» e oggi, con monsignor Giovanni Nerbini, c’è la ferma intenzione di iniziare l’inchiesta diocesana, la prima fase del processo che serve per arrivare, in caso di accoglimento da parte della Congregazione per le cause dei Santi, alla beatificazione.

 

«Quando fui nominato vescovo di Prato un confratello fiesolano, don Alessandro Andreini mi disse: vai nella città di Renzo Buricchi, una figura straordinaria. Prima di allora non avevo mai sentito parlare del “Tabaccaio” – dice il vescovo Giovanni – e fui subito incuriosito dalla sua storia, lessi i libri di Marcello Pierucci e ne rimasi affascinato». Anche monsignor Basilio Petrà, preside della facoltà teologica di Firenze, ha studiato a lungo il pensiero di Buricchi tanto da aver affidato a uno studente, un giovane sacerdote africano, una tesi su questo argomento.

 

 

I partecipanti al convegno diocesano su Renzo Buricchi nel 2016. Da sinistra: mons. Basilio Petrà, fratel Sergio Scardigli, don Gildas Vegan, Simone Faggi, mons. Franco Agostinelli e Marcello Pierucci

 

Perché un nuovo libro? «Un cipresso per maestro», negli anni Novanta, è stata la pubblicazione che lo ha fatto conoscere e che «grazie alle vie dello Spirito Santo», come dice Pierucci, è arrivata quasi per caso sul tavolo di tantissime persone, laici, preti e anche cardinali, che ne sono rimaste colpite. Questa volta il protagonista è lo stesso Pierucci che racconta in 250 pagine di come un giovane giornalista dell’Unità, iscritto al partito comunista, divenuto ateo e anche un po’ mangiapreti, non solo si sia riavvicinato alla fede, ma abbia compreso la «maternità» della Chiesa. E tutto questo grazie all’insegnamento di Buricchi.

 

Il libro, edito da Prato Cultura, è in vendita da domani alla Libreria Cattolica e può essere acquistato online sul sito web pratocultura.it.

Triduo Pasquale, via Crucis in ospedale e ostensione. I riti e le celebrazioni del vescovo Giovanni

Ci stiamo avvicinando al Triduo Pasquale, il momento liturgico dell’anno più importante per i cristiani. In tutte le chiese verranno ricordati i tre passaggi culminanti della vita di Cristo: passione, morte e resurrezione. Quella che stiamo per vivere sarà la seconda Pasqua in tempo di pandemia ma, a differenza dello scorso anno, sarà possibile partecipare in presenza alle celebrazioni. Il Venerdì Santo anche quest’anno il vescovo Giovanni Nerbini guiderà la Via Crucis di fronte all’ospedale Santo Stefano; il giorno di Pasqua alle 10,30 il Presule presiederà la messa solenne in Cattedrale e nel pomeriggio sarà officiata la prima ostensione dell’anno del Sacro Cingolo mariano.

 

 

Giovedì Santo. Alle 10 si celebra la solenne messa crismale presieduta da monsignor Nerbini e concelebrata dal clero diocesano. Anche questo appuntamento, nel quale si benedicono gli olii santi (crisma, catecumeni e infermi), viene trasmesso in diretta televisiva. Nel pomeriggio, alle 17,30, messa in Cena Domini e al termine Reposizione del Santissimo Sacramento. È possibile fermarsi in cattedrale per l’Adorazione fino alle ore 22. Su Tv Prato a partire dalle 20,45 è in programma «Il giro delle 7 chiese», una versione televisiva e in diretta del tradizionale gesto che solitamente ha sempre richiamato migliaia di fedeli.

 

 

Venerdì Santo. È il giorno del silenzio e del digiuno. Alle 9,30 si tiene l’ufficio delle letture in cattedrale. Alle 14,30 inizia «Sotto la sua Croce», speciale di Tv Prato dedicato alla celebrazioni del Venerdì Santo. Come lo scorso anno il vescovo Giovanni guiderà la Via Crucis all’esterno dell’ospedale Santo Stefano per testimoniare vicinanza e preghiera in un momento così difficile della pandemia. Alle 17,30, in diretta dalla cattedrale, monsignor Nerbini presiede la Celebrazione della Passione e Morte del Signore.

 

 

Via Crucis in ospedale. Con la croce intorno all’ospedale un anno dopo. Il Venerdì Santo il vescovo Giovanni guiderà la Via Crucis di fronte al luogo simbolo della lotta al Covid e lo farà insieme al cappellano ospedaliero don Carlo Bergamaschi e ai volontari delle associazioni che quotidianamente si impegnano per i malati. Lo scorso anno, in piena pandemia e in pieno lockdown, il rito fu seguito in tv da tantissimi pratesi e l’immagine della croce di legno portata dal Vescovo sotto gli occhi dei degenti affacciati alle finestre del Santo Stefano fece il giro d’Italia. Esattamente un anno dopo, Nerbini ha sentito ancora il dovere di tornare lì per dare conforto, fiducia e speranza. Appuntamento dunque venerdì 2 aprile all’interno di una lunga diretta su Tv Prato a partire dalle 14,30.

 

 

Sabato Santo. In cattedrale la solenne veglia di Pasqua inizia alle ore 20. Anche questa celebrazione sarà seguita in diretta televisiva.

 

 

Domenica di Pasqua e Ostensione. Domenica 4 aprile alle 8,30 il Vescovo celebra, come sempre, la prima messa del giorno per i detenuti nel carcere della Dogaia. Alle 10,30 la messa solenne in Cattedrale presieduta dal Vescovo mentre nel pomeriggio si tiene l’ostensione della Sacra Cintola al termine del canto dei vespri, con inizio alle 17,30. La messa in Cattedrale e l’ostensione saranno trasmessi su Tv Prato.

 

 

GLI SPECIALI

Come detto i riti e le celebrazioni del Triduo saranno seguiti e trasmessi in diretta su Tv Prato. Inoltre sono in programma anche due speciali: il giro delle sette chiese e «Sotto la sua croce». Il primo si tiene il Giovedì Santo (primo aprile) e intende non interrompere una delle tradizioni più amate dai pratesi. Alle 20,45 inizierà il collegamento con le chiese del centro, e non solo, per vivere questo appuntamento nonostante il coprifuoco.

 

 

Il secondo speciale sarà il pomeriggio del Venerdì Santo (il 2 aprile), nel quale verrà trasmessa la diretta della Via Crucis in ospedale e la Celebrazione della Passione e Morte del Signore in cattedrale. Entrambi i riti sono presieduti dal Vescovo. In studio ci sarà il direttore Gianni Rossi.

Carlo Acutis, uno di noi. La riflessione del Vescovo e il sussidio per i bambini del catechesi

Una catechesi nel segno del Beato Carlo Acutis. È quella che terrà il vescovo Giovanni sabato 27 marzo per i bambini del catechismo.

 

Non potendosi tenere in presenza, l’iniziativa viene trasmessa su Tv Prato alle 17,15 in diretta da San Domenico. A seguire il Vescovo presiede la messa prefestiva sempre nella chiesa di San Domenico. L’occasione per riflettere è doppia: l’avvicinarsi della Pasqua e l’arrivo della reliquia del giovane beato che sarà esposta in San Domenico. Si tratta di alcuni capelli di Carlo, il ragazzo morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante, noto come «il beato millennial» in quanto, nativo digitale, aveva fatto della rete un vero e proprio strumento di evangelizzazione.

 

La reliquia era stata richiesta dalla Diocesi di Prato ed è stata ottenuta tramite la Fondazione Carlo Acutis e Antonia Salzano, mamma del giovane. Si tratta di una delle prime reliquie di Acutis che sono state affidate a una diocesi e verrà esposta in uno degli altari della chiesa di San Domenico. Appuntamento, dunque, su Tv Prato per tutti, grandi e piccini.

 

Carlo Acutis uno di noi – il sussidio preparato dall’Ufficio catechistico

 

Chi è Carlo Acutis – articolo di Avvenire

 

 

 

Tre incontri sul «Pianeta che speriamo. Ambiente. Lavoro. Futuro» promossi dalla Pastorale sociale

Sul tema «Il pianeta che speriamo. Ambiente. Lavoro. Futuro», è stato organizzato, dall’Ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro, un ciclo di tre incontri in vista della celebrazione della 49° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Taranto dal 24 al 27 ottobre 2021.

 
Si parte giovedì 25 marzo, alle ore 20,45, (tramite il link https://meet.google.com/gma-khag-ajw) con il primo appuntamento intitolato Rimettere al centro relazioni di fraternità. Ambiente, lavoro, comunità prima e dopo la pandemia: “l’altro” come amico o minaccia. Interviene padre Nicola Preziuso (Giuseppino del Murialdo – Parrocchia Gesù Divin Lavoratore – Quartiere Tamburi Taranto), che si definisce prete di fabbrica ed ha speso la propria vita per annunciare il Vangelo tra gli operai e le loro famiglie. Nel quartiere, si è fatto carico dei giovani senza futuro ed ora si pone un nuovo obiettivo: l’educazione alla salvaguardia del Creato.

 
Il secondo incontro è previsto per giovedì 15 aprile, sempre alle 20,45 (https://meet.google.com/rda-yoyt-tfw), e sarà con il prof. Daniele Marini, docente di Sociologia del Territorio e della Comunità presso l’Università di Padova, nonché Direttore scientifico di Community Media Research ed editorialista del quotidiano La Stampa. Parlerà di La metamorfosi del distretto e l’urgenza di rigenerare un clima sociale positivo per l’azione dell’impresa.

 
Nel terzo ed ultimo incontro, giovedì 6 maggio, alle 20,45 (https://meet.google.com/ssm-zqpc-nzb), si tratterà di Global economy e ladri di futuro. Per un’economia dell’ecologia integrale.

 
Per partecipare alle serate occorre collegarsi con la piattaforma Meet, la cui capienza massima è di 100 persone. Sul sito della Diocesi si trovano i link per accedere agli incontri. Info: Michele Del Campo midelca@libero.it; Lorenzo Leo leolorenzo75@gmail.com; Fulvio Barni flvbarni@gmail.com.

La Via Crucis dei giovani in diretta tv da piazza Duomo

Seicento lumini accesi in piazza Duomo per simboleggiare la presenza dei giovani che non potranno essere presenti. Sarà una immagine molto suggestiva quella che farà da cornice alla Via Crucis promossa dalla Pastorale giovanile di Prato guidata da don Marco Degli Angeli. Siamo in zona rossa, gli spostamenti sono vietati come gli assembramenti e per questo il tradizionale rito del tempo di Quaresima potrà essere vissuto sui social o in diretta televisiva.

 

L’appuntamento è per venerdì 26 marzo dalle 19,30 alle 20,30 su Tv Prato e sulle pagine Facebook di Pg e della televisione. Sarà un’ora di preghiere, invocazioni, canti, riflessioni e testimonianze che avranno come filo conduttore l’emergenza che stiamo vivendo ormai da più di un anno.
Il vescovo Giovanni Nerbini guiderà la Via Crucis lungo sette stazioni dislocate all’interno della piazza che per quella sera verrà chiusa al pubblico. In ogni fermata ci sarà una testimonianza. A parlare saranno una malata di Covid guarita dalla malattia, una mamma che ha vissuto l’esperienza del Coronavirus insieme alla sua famiglia, una infermiera impegnata in una casa di riposo, un medico, un insegnante di scuola superiore. Ascolteremo anche le parole di un carcerato lette da un giovane. La settima stazione, quella della Resurrezione, sarà commentata dal Vescovo.
L’iniziativa è stata pensata per offrire ai giovani delle parrocchie di poter vivere in diretta tv o in streaming sul proprio smartphone questo momento in preparazione alla Pasqua.

Palme e Triduo pasquale in zona rossa. Le indicazioni della Diocesi per vivere le celebrazioni

La prima indicazione per la Settimana Santa è la più importante: si potrà partecipare in presenza nelle nostre chiese alle celebrazioni del triduo pasquale. Si tratta di una premessa necessaria e non scontata, perché nella mente di tutti è ancora vivo il ricordo del «trauma che ha rappresentato lo scorso anno l’interruzione della partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche della Pasqua», scrive il vescovo Giovanni in una lettera indirizzata ai sacerdoti. Ma andiamo a vedere quali sono le raccomandazioni della Diocesi alle parrocchie (scritte di concerto con quanto indicato dalla Cei e dalla Cet).

 

Domenica delle Palme. La Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme quest’anno vedrà il ritorno della benedizione dei rami d’ulivo. Lo scorso anno questa tradizione «cadde» in pieno lockdown e si invitò a rinnovare la tradizione dell’ulivo benedetto in famiglia. Quest’anno si chiede ai fedeli di portare da casa i ramoscelli d’ulivo in chiesa. È possibile per le parrocchie preparare dei rami da benedire, ma devono essere sistemati in sacchetti chiusi e distribuiti da persone con i guanti, senza creare assembramenti. Il Vescovo ha chiesto ai parroci di impartire la benedizione in tutte le messe del giorno (domenica 27 marzo).

 

Messa crismale. Lo scorso anno non fu celebrata il giorno del Giovedì Santo, ma fu «recuperata» la mattina della vigilia di Pentecoste. Quest’anno la messa del Crisma, nella quale si rinnovano le promesse sacerdotali e si benedicono gli olii santi, sarà celebrata come sempre la mattina del Giovedì Santo (il primo aprile) con tutti i sacerdoti del clero diocesano e aperta alla presenza dei fedeli. La concelebrazione verrà trasmessa in diretta su Tv Prato.

 

Giovedì Santo. Nella messa nella «Cena del Signore» non potrà ripetersi il rito della lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione il Santissimo Sacramento potrà essere portato nel luogo della Reposizione. Ci si potrà fermare in Adorazione evitando assembramenti e nel rispetto del «coprifuoco». Qui, in particolare, ricordiamo la richiesta di fare riferimento alla propria parrocchia o alla chiesa più vicina.

 

Venerdì Santo. Nel giorno in cui si ricorda la morte e la passione di Cristo si rinnova l’atto di adorazione della croce. Gesto che potrà essere compiuto con un semplice inchino o la genuflessione, ma senza poter dare il tradizionale bacio al crocifisso. La Via Crucis potrà svolgersi, ma non in processione, alla presenza dei fedeli. In questo caso le varie esperienze e tradizioni parrocchiali dovranno tener conto delle norme anticontagio. Il vescovo Giovanni suggerisce due possibilità: può essere solo il sacerdote a compiere un tragitto per le strade della parrocchia insieme a pochi fedeli distanziati, in numero sufficiente a portare la croce e gli strumenti di amplificazione. Le persone potranno accendere un lume alla finestra ed esporre un drappo alla propria abitazione. Si chiede ai fedeli di non scendere in strada. Altra possibilità è quella di tenere la Via Crucis in chiesa o all’aperto, in uno spazio grande, dove i fedeli possono rimanere fermi e distanziati.

 

La veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito in orario compatibile con la chiusura delle ore 22-5. Il Vescovo scrive che si può omettere il rito del fuoco. Potranno essere distribuite, da persone con guanti, le candele, che poi dovranno essere tenute dal fedele. Si chiede ai sacerdoti eventualmente di aumentare il numero delle celebrazioni la domenica di Pasqua. Per quanto riguarda la benedizione delle uova: potrà essere compiuta, si chiede al fedele di tenerle ciascuno per sé e di non predisporre tavoli o luoghi dove sistemarle.

 

Le confessioni. L’invito ai sacerdoti è quello di accogliere i fedeli per il sacramento della riconciliazione su appuntamento in luoghi adatti (non il confessionale). Questa modalità potrebbe non consentire a tutti di poter ricevere il Sacramento entro Pasqua. A questo proposito si ricorda l’atto di contrizione con il pentimento dei propri peccati e l’impegno a confessarsi non appena sarà possibile.

 

Partecipare in presenza. È la prima raccomandazione del vescovo Giovanni, ovviamente nel rispetto dei decreti governativi. A questo proposito viene chiesto alle parrocchie di non trasmettere in streaming le celebrazioni. Si consiglia a quanti fossero impediti a partecipare per malattia o età, di seguire le liturgie presiedute dal Vescovo e trasmesse in diretta su Tv Prato o quelle del Papa trasmesse da Tv2000.

Prato zona rossa, il catechismo non si ferma e continua sul web

Da lunedì 15 marzo la provincia di Prato è passata in zona rossa. Al fine di evitare il diffondersi del contagio, non sarà più possibile svolgere la catechesi in presenza e dunque non si potranno più svolgere gli incontri di catechismo in parrocchia con bambini e ragazzi.

Le parrocchie sono però invitate a non interrompere il catechismo e a continuare gli incontri online, attraverso le varie piattaforme social disponibili.

La Diocesi di Prato ricorda che è comunque possibile anche in zona rossa partecipare alla messa – momento privilegiato per avere un contatto in presenza con i ragazzi – così come visitare i luoghi di culto per la preghiera personale. Questo ovviamente adottando tutte le misure anticontagio e avendo sempre l’accortezza di frequentare la propria parrocchia o la chiesa più vicina alla propria abitazione.

Tre appuntamenti per la Consulta delle aggregazioni laicali

La Consulta diocesana per le aggregazioni laicali ha in programma tre appuntamenti attraverso i quali intende continuare il cammino in questo anno pastorale. Quello che stiamo vivendo non è un periodo facile per nessuno e anche le associazioni di ispirazione cattolica e i movimenti appartenenti alla comunità ecclesiale sono in difficoltà a causa delle restrizioni imposte dalle nome anti contagio. «Ma la nostra volontà è quella di esserci e di proseguire il nostro impegno», dicono i responsabili della Consulta: il segretario Furio Fratoni e Fausta Baccetti, Francesco Aiazzi, Alberto Toccafondi e Lorenzo Leo.

 
Ecco di seguito i tre appuntamenti.

 

Il primo viene da una ricorrenza: il secondo anniversario dalla scomparsa di don Pierluigi Milesi, storico assistente spirituale della Consulta e per anni vicario episcopale per i laici. L’occasione di una messa in suffragio del compianto sacerdote, presieduta dal vescovo Giovanni, offre l’opportunità di incontro e di confronto. La celebrazione si tiene questo sabato, 13 marzo alle ore 10, nella chiesa di San Domenico.

 
Il secondo momento sarà online. Il vescovo Giovanni desidera incontrare i rappresentanti delle aggregazioni laicali e riprendere il filo delle indicazioni date al convegno pastorale di settembre. L’incontro sarà sulla piattaforma Zoom (il link per partecipare verrà inviato via email dalla segreteria ai membri della Consulta) venerdì 19 marzo alle ore 19.

 
Il terzo appuntamento è l’assemblea generale della Consulta. «Per adesso la nostra intenzione è quella di poterla fare in presenza – sottolineano i responsabili –, ma ovviamente vedremo nelle prossime settimane se sarà possibile confermare questo proposito». L’assemblea è stata convocata venerdì 16 aprile alle 18,30 nella sala rossa di Palazzo vescovile. All’ordine del giorno c’è un confronto tra i rappresentanti per verificare il cammino pastorale compiuto. Nell’occasione ci sarà anche la preparazione della festa di Pentecoste che quest’anno cade domenica 23 maggio (solitamente la festa viene organizzata il sabato).

Padre Ermes Ronchi

Come aiutare i ragazzi a fare esperienza di Dio. Incontro con padre Ermes Ronchi

Padre Ermes Ronchi incontrerà le catechiste pratesi e non solo. Si conclude così, con una meditazione del noto ed apprezzatissimo presbitero e teologo dell’Ordine dei Servi di Maria, il calendario di appuntamenti promossi dall’Ufficio catechistico diocesano guidato da don Carlo Geraci.

 

In ottemperanza alle normative anticontagio l’incontro, che inizialmente si sarebbe dovuto tenere in presenza, verrà svolto in modalità online, sulla pagina YouTube della parrocchia di Santa Maria della Pietà. L’appuntamento è per venerdì 19 marzo le ore 21,15. Sarà presente anche il vescovo Giovanni Nerbini.

 

Per l’occasione padre Ermes Ronchi parlerà, ai catechisti ed a coloro che desiderano seguire l’incontro, dell’esperienza di Dio e di come aiutare i ragazzi a vivere questa esperienza. Tutti possono partecipare.

 

Padre Ermes Ronchi è un volto conosciuto in tv, infatti da novembre 2009 al 2014 ha sostituito Raniero Cantalamessa nella conduzione della rubrica «Le ragioni della Speranza» all’interno del programma di cultura cattolica «A sua immagine». La conduzione di padre Ronchi ha associato il commento del Vangelo alla visita di una comunità di ispirazione religiosa ed ogni puntata si concludeva con una poesia devozionale dei più vari autori. È autore di numerosi libri su temi biblici e spirituali; collabora inoltre con diverse testate giornalistiche, tra cui l’Avvenire.

Quaresima di Carità 2021: aiutiamo i profughi in Bosnia

Domenica 28 marzo, Domenica delle Palme, nelle nostre parrocchie ci sarà la raccolta diocesana per la Quaresima di Carità: tutte le offerte verranno devolute alla Caritas diocesana per sostenere alcuni progetti di solidarietà in aiuto alle persone che vivono nei campi profughi in Bosnia ed Erzegovina.

 

Si tratta di tanti, uomini, donne, bambini, famiglie, che scappano dalle guerre, dalle insicurezze dei loro luoghi di origine, dalle discriminazioni, dalla povertà, e attraverso quella che viene definita la rotta balcanica (a piedi dai paesi d’origine) cercano speranze e una vita dignitosa in Europa. Al momento queste persone stazionano in Bosnia in quanto sono sistematicamente respinte dalla Slovenia, Croazia e anche da noi italiani, e vivono nei pochi luoghi attrezzati per accogliere i profughi; tra l’altro un grave incendio ha distrutto quasi la totalità di questi ricoveri nella città di Bihac.
Molti profughi trovano rifugio in case abbandonate, e la maggior parte di essi vive nei boschi, in ripari di fortuna, con la minaccia della Pandemia che li segue nei loro spostamenti. Le condizioni igieniche sono disastrose.

 

Il tempo quaresimale che stiamo vivendo ci chiama proprio ad aprire il nostro sguardo interiore sulla nostra vita per poter guardare anche a quella di tanti fratelli e sorelle bisognosi. Per introdurre bambini e ragazzi a questa tematica l’Ufficio catechistico diocesano ha predisposto un sussidio scaricabile qui sotto.

 

Sussidio per la Quaresima di Carità 2021

 

«La Domenica delle Palme è quest’anno la Giornata di raccolta di offerte con l’appello, a tutte le messe nelle nostre parrocchie, per aiutare i profughi della Bosnia e della Erzegovina che sono bloccati in una situazione drammatica di discriminazione e di indigenza estrema – scrive il vicario monsignor Nedo Mannucci nella sua lettera appello -.Persone e famiglie, uomini, donne, anziani e bambini esposti al freddo, in condizioni igieniche disastrose, senza alcun rifugio e senza casa e sotto la minaccia continua e incombente della pandemia che li segue nei loro spostamenti. Siamo chiamati a sostenere la Caritas che sta portando avanti dei progetti urgenti di interventi di solidarietà. A tutti noi è chiesto di non chiudere gli occhi davanti a questa emergenza umanitaria che tocca un intero popolo».

 

La lettera appello del Vicario

 

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